dicembre2018,

Visual Challenge Sfida di lettura 2018 - tappa 12 - DICEMBRE

venerdì, novembre 30, 2018 Baba Desperate Bookswife 29 Comments


Buongiorno lettori, eccoci giunti all'ultima tappa di questa sfida di lettura. Dovrebbe essere un post malinconico invece non lo sarà, perchè ci rivedremo il prossimo anno, con chi vorrà ovviamente. Le iscrizioni alla nuova sfida di lettura...tra qualche ora! Tenete d'occhio blog o social network ;-)
Chi invece deciderà di lasciare la nave... sappia che è stato un piacere stare insieme! Ci si rivede in giro.

LA SFIDA

La sfida durerà un anno e sarà divisa in 12 tappe della durata di un mese ciascuna. Il primo di ogni mese pubblicheremo un post in cui troverete una fotografia scattata da noi che conterrà svariati oggetti. Voi potrete leggere in un mese massimo 5 libri che abbiano raffigurato sulla copertina uno degli oggetti contenuti all'interno della nostra fotografia. Se il libro da voi scelto dovesse contenere più di un oggetto di quelli raffigurati nella foto della tappa, vi verrà in ogni caso conteggiato un punto.

29 commenti:

#Recensione,

Review Party - Il suggeritore di Donato Carrisi

venerdì, novembre 30, 2018 Baba Desperate Bookswife 6 Comments

Il libro
Il suggeritore di Donato Carrisi
Editore:Longanesi| Pagine: 469| Pubblicazione: 2009| Prezzo 13,00€| Trama Qui
Genere: thriller
Notizie sull'autore
(Donato Carrisi è nato nel 1973 a MartinaFranca e vive a Roma. Dopo aver studiato
giurisprudenza, si è specializzato in criminologia
e scienza del comportamento. È regista
oltre che sceneggiatore di serie televisive
e per il cinema. È una firma del Corriere della
Sera ed è l’autore dei romanzi bestseller
internazionali (tutti pubblicati da Longanesi)
Il suggeritore, Il tribunale delle anime, La
donna dei fiori di carta, L’ipotesi del male, Il
cacciatore del buio, Il maestro delle ombre,
L’uomo del labirinto, La ragazza nella nebbia,
dal quale ha tratto il film omonimo con
cui ha vinto il David di Donatello per il miglior
regista esordiente.
Recensione 


Buongiorno lettori, non starò a girare molto intorno alla trama perchè voglio arrivare subito al dunque e poi...quando si tratta di thriller meno si dice e meglio è: ci sono delle bambine, scomparse, una squadra speciale di investigazione, un criminologo e una investigatrice specializzata nella ricerca di persone scomparse. Il male aleggia indisturbato e trovare l'artefice sembra un compito impossibile. Quale prezzo avrà la luce in fondo al tunnel? Sempre che si riesca a scorgerla...

Dunque, partiamo dal fatto che Daniela mi ha sempre caldamente consigliato di leggere questo autore e io ho sempre snobbato il suo invito, tanto che non ho nemmeno mai pensato di comprare i libri (dovete sapere che quando lei consiglia qualcosa, magari non ho intenzione di leggerlo nell'immediato, ma  almeno mi procuro la materia prima). Poi arriva Sonia del blog Il salotto del gatto libraio e mi propone un evento per l'uscita dell'ultimo libro di Carrisi. Io le rispondo che quest'omino qui proprio non lo conosco e di conseguenza la mia impossibilità a partecipare. Lei mi risponde "tranquilla, puoi partire dal primo" e io di quindi "no, non mi sono spiegata bene, non ho letto manco il primo!!" E lei "beh vorrà dire che dovrai fare la sua conoscenza!" E io, che ovviamente volevo partecipare anche solo per il fatto che la mia amica me ne avesse parlato così bene in passato, ho capito che era arrivato il momento. Perchè c'è sempre il momento.
Ecco, mi sono lasciata trasportare da un impulso ma sopratutto da un consiglio, ho acquistato il libro (quindi, se ve lo state chiedendo: no, non ho partecipato al Review Party per averne una copia, l'ho comprata e cartacea) e ho iniziato a leggere. 
Che vi devo dire? Wow Wow Wow da quanto tempo era che non mi imbattevo in un thriller perfetto? Di quelli con i colpi di scena giusti e inaspettati? Di quelli che passi il tempo a chiederti: ma chi mai sarà costui che fa così tanto male ad altre persone? Allora spremi le meningi cercando di arrivare ad una soluzione, anche se ormai hai capito che l'autore è cento volte più arguto di te, quindi ti ha incastrato già in partenza. Ecco, per rispondere alla vostra domanda immaginaria...non mi capitava da moltissimo tempo. La scrittura di Carrisi è lineare, accattivante, energica. La curiosità la fa da padrona e il lettore non può fare a meno di leggere, leggere, leggere e leggere. Ho divorato 469 pagine in tre giorni e mezzo e me ne vanto, perchè il senso di necessità non capita tutti i giorni e io avevo bisogno di sapere. 
I personaggi, se devo dirla tutta, hanno suscitato la mia antipatia a partire dalla protagonista; Mila Vasquez è un un po' indecifrabile: scontrosa, solitaria, priva di empatia, senza senso dell'umorismo, una bella donna che fa di tutto per nasconderlo mostrandosi quasi infastidita del dono di madre natura, non ama nessun genere di rapporto umano. Come dire, per quanto brava nel suo lavoro non è che proprio ispiri simpatia. Poi c'è Sarah Rosa, unica donna a parte Mila, e simpatica come un carciofo sotto al sedere in una calda e sudaticcia pausa pranzo estiva. Non fa nulla per accogliere Mila nella squadra - non che le dia tutti i torti - ma si accanisce in maniera seriale (e va bene la rivalità femminile, ma quando è troppo è troppo). E cosa c'è di più interessante dell'amare follemente un romanzo del quale non invece non si amano i personaggi? Niente, Io lo trovo molto stimolante.
La figura che più mi è piaciuta invece è quella del criminologo Goran Gavila, il suo cervello mi ha affascinata durante tutta la lettura e devo ammettere che anche la sua storia familiare ha attirato la mia attenzione. 
L'ambientazione è sconosciuta: l'autore non vuole darci indizi, forse ognuno deve essere libero di collocare tutto ciò dove più ritiene opportuno. Io ho immaginato tutto ciò al nord della Spagna, ai piedi dei Pirenei o giù di lì. Sarà che alcuni nomi, anche se non tutti, mi hanno portata da quelle parti.
Cosa posso aggiungere? Che se vorrete leggerli l'ordine è: Il suggeritoreL'ipotesi del male e L'uomo del labirinto (che io ho già comprato). E infine Il gioco del suggeritore che uscirà il 3 dicembre.
Se siete alla ricerca del thriller perfetto: questo libro fa per voi. Se volete colpi di scena come se non ci fosse un domani: questo libro fa per voi. Se il sangue non vi intimorisce: questo libro fa per voi. Se non siete certi che un autore italiano possa scrivere un buon thriller, beh allora provate una buona volta a leggere Carrisi. Se l'ho fatto io in ritardo siete ancora in tempo anche voi. 
Una storia appassionante che non lascia scampo, un viaggio contro il tempo dove il lettore deve aguzzare l'ingegno - anche se non gli servirà a molto - , un thriller mozzafiato che leggerete per esigenza. 

6 commenti:

Blog Tour #4 - Generazione Bataclan di Laura Caroniti - Ambientazione

venerdì, novembre 30, 2018 Baba Desperate Bookswife 2 Comments

Buongiorno lettori come state? E' con grande piacere che oggi vi presento la tappa dedicata alla scoperta dei luoghi protagonisti di questo romanzo. 

Trama:
Tre storie, le cui traiettorie si incrociano a Parigi alla vigilia dell'attentato al Bataclan. sono tre donne che hanno in comune il nome e le origini siciliane. Appartengono a generazioni diverse e stanno facendo i conti con i rimpianti del passato, le disillusioni del presente e le scelte per il futuro, ma tutte verranno investite dalla violenza terroristica che cambia e travolge ogni cosa. vita e morte si fronteggiano in questo romanzo intimo e delicato dove è l'amore a guidare, in modo imprevedibile, i destini.


Vi ricordo che un giveaway è in corso (iniziato il 21 novembre con termine il 5 dicembre). Cosa vuol dire amici lettori? Che una copia cartacea è in palio e l'autrice sorteggerà il vincitore il giorno 6 dicembre che lei stessa provvederà a contattare. Cosa dite? Non è un'occasione allettante? Alla fine di questo post vi ricorderò le poche semplici regole da seguire. Ma adesso veniamo alla tappa!

Blog Tour “Generazione Bataclan” di M. Laura Caroniti, edito da Ugo Mursia editore.

Quarta tappa - ambientazione del romanzo:


“Generazione Bataclan” è ambientato a Parigi, nei giorni precedenti agli attentati del 13 novembre 2015.

Tra le pagine del romanzo scopriremo l’XI arrondissement, dove vive una delle protagoniste e un’altra si recherà, ospite del fidanzato:

“Era un quartiere vivo, popolare, dove convivevano bobos e donne velate, con locali all’ultima moda, macellerie halal, negozi orientali e librerie musulmane. Quel giorno, però, gli sguardi fuggivano, i visi erano scuri; i pochi che si attardavano davanti agli esercizi commerciali parlavano sottovoce.
Una Parigi irriconoscibile.
Anna si era chiesta che fine avesse fatto il vociare e dove fossero le donne che facevano la fila davanti all’istituto di bellezza etnico e i ragazzi dalle braccia inchiostrate del negozio di tatuaggi orientali.”






******

Poi andremo in giro per Montmartre, nel XVIII arrondissement:

“La metro la portò a Montmartre. Camminò senza sosta per il quartiere, infilandosi nei vicoli, lasciandosi alle spalle le stradine pavimentate man mano che si inerpicava sulla collina, la Butte, e alzando gli occhi dalle viuzze acciottolate perché la bellezza la sorprendesse a ogni angolo di tetti e cielo. La Butte non era sempre stata Parigi e per Anna non c’era pezzo di città che sentisse più autentica; un musicista di strada suonava per dei turisti un brano per fisarmonica di Yann Tiersen, una sonata struggente e festosa. Anna alzò lo sguardo, le lacrime le pizzicarono gli occhi, ma gli angoli delle labbra si sollevarono in un sorriso cauto, i passi dopo le sembrarono più leggeri. La scalinata la portò alla Basilica del Sacré-Cœur, col suo bianco sontuoso che sembrava irradiarsi dalle cupole verso la piazza; si sedette sul bordo della vasca in pietra per riposarsi, allungò le gambe, ruotò le caviglie. La rosa rossa sul cinturino delle ballerine blu compì un cerchio; il crepuscolo accese il cielo di rosa e le prime luci illuminarono la città.”





*****
Per, poi, arrivare nel XX arrondissement, dove vive la terza protagonista:

“Una sirena sfrecciò da qualche parte, non lontano. Anna sussultò, il cuore si accanì in battiti forti e veloci. I due lampioni arancioni sopra l’edicola Guimard illuminavano in maniera sinistra l’accesso alla stazione, in stile Art Nouveau. Non c’era un’anima in giro, un’auto per le vie, nulla. Le strade erano deserte.
Anna si lisciò la fronte, una, due volte, come faceva sempre, quando non sapeva cosa fare. Non soltanto non conosceva il quartiere, ma non era mai stata nel XXe arrondissement. Decise di togliersi da lì, attraversò la strada, lasciandosi il viale alberato alle spalle.”
Siete pronti per conoscere Anna? On air:











Vi aspetta ancora una tappa sul blog di Feel the Book.












Per partecipare al giveaway vi ricordo le seguenti regole:

- compilare il form, accedendo al link di rafflecopter.com, qui sotto riportato, e facendo login con i
dati del proprio account Facebook oppure inserendo il proprio indirizzo e-mail.

Condizioni:
1) Like alla pagina autrice ( https://www.facebook.com/m.laura.caroniti.author/);
2) Like alle pagine dei blog ospitanti la tappa;
3) Condivisione in modalità pubblica della tappa e tag a due persone (opzione facoltativa).


2 commenti:

#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #34 - Il gatto che aggiustava i cuori - ovvero quando il libro è un “comfort book”

martedì, novembre 27, 2018 Baba Desperate Bookswife 8 Comments

Buongiorno lettori cari come state? E' martedì, quindi Nadia vi aspetta proprio qui sotto con un libro che non pensavo rientrasse nelle sue grazie, invece... ho toppato. Vediamo insieme cosa ne pensa?












Buongiorno lettrici e lettori, tutto bene in questa grigia fine di novembre? Io sono alle prese con un insidioso mal di gola, ma cerco di tenerlo a bada con spremute, tisane menta ed echinacea, qualche pastiglia e… libri naturalmente!

A questo proposito, non capita anche a voi, una volta ogni tanto, di aver bisogno di una tipologia di libro particolare, cioè quel genere di libro che ti coccola, che ti commuove ma senza intristirti troppo, che ti fa sorridere e pensare che sì, dai, magari c’è ancora un po’ di speranza in questo vecchio mondo malato? Ecco, questi sono i libri che io chiamo “comfort book”, perché sarete d’accordo con me che non esiste solo il comfort food, almeno per noi lettori, giusto? Io sono incappata per caso in un libro di questo tipo qualche giorno fa, sebbene non sia recentissimo: si tratta de Il gatto che aggiustava i cuori, di Rachel Wells, prestatomi da una cara amica che conosce la mia passione per i mici (grazie Alessandra!).

Il gatto che aggiustava i cuori è la storia di Alfie, gattino di casa con poca esperienza del mondo, che, alla morte della sua anziana padrona, si trova a dover scegliere fra farsi portare in gattile dai parenti della vecchia signora o partire all’avventura e cercarsi una nuova famiglia. Dopo alcune peripezie troverà non uno, ma più “padroni”, e capirà che aiutare umani in crisi è la sua nuova missione. 

Devo ammettere che ho sempre guardato con sospetto i romanzi che hanno come protagonisti gli animali: oltretutto in questo caso la storia è narrata proprio dal punto di vista di Alfie, quindi ci si mette un attimo per sospendere l’incredulità e accettare che un gatto, per quanto intelligente, capisca alla lettera l’inglese e sappia addirittura leggere quando gli fa comodo. Poi però, con l’avanzare delle pagine (che scorrono via davvero che è un piacere, complice anche l’impaginazione snella) si comincia inevitabilmente ad affezionarsi ad Alfie, perché è simpatico, sveglio e davvero irresistibile anche per i cuori più burberi. Si vede che la Wells ha posseduto gatti, ne descrive con garbo le reazioni e i sentimenti (o, perlomeno, le reazioni e i sentimenti che noi umani tendiamo ad attribuirgli). 

Certo, la storia non offre particolari colpi di scena e il finale è mooolto telefonato, ma in fondo è quello che chiediamo a un comfort food: non che ci stupisca, ma che ci rassicuri, portandoci proprio dove vorremmo andare noi. Anche lo stile è perfetto per questo tipo di libri: semplice e delicato, senza digressioni o descrizioni inutili perché in fondo oggi vogliamo soltanto rilassarci e dimenticarci dei problemi di tutti i giorni. In conclusione, se siete raffreddati, stanchi, un po’ provati dall’autunno inoltrato e avete bisogno di scaldarvi non solo i piedi ma anche il cuore, chiamate Alfie e i suoi amici umani: non resterete delusi!

8 commenti:

#Recensione,

Review Party - Un'ombra sul fiume di M. E. Ranghetti

lunedì, novembre 26, 2018 Baba Desperate Bookswife 2 Comments


Il libro
Un'ombra sul fiume di Maria Elisabetta Ranghetti
Editore: Edikit | Pagine: 380 | Pubblicazione:2018 | Prezzo: 16.00€| Trama Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Maria Elisabetta Ranghetti è laureata in Lettere Moderne con una tesi sulla Survivors of the Shoah Visual History Foundation di Steven Spielberg; nel 2005 ha fatto il suo primo viaggio in Israele e Palestina e da allora si reca a Gerusalemme ogni anno per approfondire la conoscenza di quella terra.
Con EKT ha pubblicato “Oltre il mare di Haifa" e "Corri più che puoi"

Recensione 


Ci sono delle storie che diventano tue anche quando non lo avresti nemmeno pensato. La trama è interessante, l'autrice colta, chi te lo consiglia è di fiducia, ma qualcosa non ti quadra e lo inizi a leggere con  fare sospettoso. A me capita, di tanto in tanto, e sapete qual è il risultato? Il romanzo si rivela una sorpresa, positiva ovviamente.
Siamo in Irlanda, a Belfast, in un periodo di scontri, anzi di guerra, quella nordirlandese, durata una trentina d'anni. I protagonisti di questa storia sono più di uno e le loro vite ci verranno presentate a partire dagli anni settanta fino ad arrivare ai giorni nostri.
Kitty, giovane donna proveniente da una famiglia cattolica, si unisce all'IRA insieme al suo fidanzato e da quel momento taglierà ogni sua radice, i contatti con la sua famiglia cesseranno e dedicherà la sua vita alla lotta e successivamente a dimenticare le brutture che le sono passate davanti agli occhi.
Kyros è un fotografo londinese, uno di quelli guidati ciecamente dalla passione e dalla curiosità, il suo lavoro viene al primo posto, a costo di sacrificare tutto il resto. Fino a quando però la passione si trasforma in rabbia e la vita gli scivolerà tra le mani perchè l'odio non porta a nulla di buono.
Eva è una pittrice di successo, negli anni duemila si trasferisce a Londra per una mostra e incontrerà una persona che le cambierà la vita, ancora non posso dirvi se in bene o in male. 
Questi sono i personaggi "principali" intorno ai quali gira tutto il romanzo scritto da Elisabetta Ranghetti. Un libro sul conflitto politico e interiore , sui rapporti umani e sui cambiamenti. Un libro sul perdono, sulle possibilità e sulla vita stessa. 
Io fino ad ora sono stata fortunata e la guerra non l'ho vissuta sulla mia pelle ma sono certa che psicologicamente cambi gli esseri umani e non ci vuole una specializzazione particolare per comprenderlo. L'autrice ci illustra quello che un conflitto può generare, perchè oltre alle perdite fisiche c'è molto altro. L'odio, il rancore, la vendetta, tutte emozioni che possono entrare nell'essere umano per non trovarne più la via d'uscita. 
Questo è un romanzo dalla struttura complessa, articolata, con salti temporali, punti di vista differenti e un intreccio studiato pazientemente. C'è una grande conoscenza del periodo storico, l'autrice deve aver effettuato meticolose ricerche, in modo da rendere la situazione il più chiara possibile al lettore. Poi parliamo chiaramente, di questo conflitto si conosce molto poco, chissà poi perchè, e io grazie al Blog Tour appena terminato mi sono occupata del periodo storico, proprio per approfondire l'argomento e colmare un pochino la mia ignoranza a riguardo. 
Una storia che si legge con piacere, la scrittura è lineare e lo stile accattivante. I personaggi hanno una loro personalità molto ben costruita, sono coerenti e assolutamente credibili. Ho apprezzato molto gli intrecci, il fatto che i personaggi avessero a che fare gli uni con gli altri per motivi diversi e imprevedibili, ma ho anche amato il loro essere terribilmente imperfetti, proprio come gli esseri umani in carne ed ossa. Ho amato la trama non scontata e mai banale ma sopratutto un periodo storico non molto "sfruttato" dagli scrittori. 
Sì, ve lo consiglio, perchè tutto in questo libro è valido, e nonostante ci siano un paio di situazioni forse un po' forzate, tutto si muove in armonia fino alla fine, quando ognuno trova il suo posto, nel bene o nel male. 

2 commenti:

#Recensione,

Recensione - La misura dell'uomo di Marco Malvaldi

giovedì, novembre 22, 2018 Baba Desperate Bookswife 10 Comments

Il libro
La misura dell'uomo di Marco Malvaldi
Editore:Giunti| Pagine: 287| Pubblicazione: novembre 2018| Prezzo 18,50€| Trama Qui
Genere: giallo storico
Notizie sull'autore
(Pisa, 1974), chimico, ha esordito nel 2007 per Sellerio con La briscola in cinque, primo degli ormai sette volumi dedicati ai “vecchietti del BarLume”, divenuti nel 2013 anche una serie televisiva. Ha pubblicato inoltre i romanzi Odore di chiuso (Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), Milioni di milioni, Argento vivo, Buchi nella sabbia, La battaglia navale, Negli occhi di chi guarda e i saggi L’infinito tra parentesi. Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges, Capra e calcoli. L’ eterna lotta tra gli algoritmi e il caos, Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà, L’ architetto dell’invisibile ovvero come pensa un chimico e Per ridere aggiungere acqua. Piccolo saggio sull’umorismo e il linguaggio.
www.marcomalvaldi.it
Recensione 


Siamo nel 1493, l'America è stata scoperta da un anno e mentre oltreoceano si pensa a come spolpare i nativi...a Milano Ludovico il Moro ha diverse gatte da pelare: i francesi vogliono passare dai suoi possedimenti per arrivare a Napoli, Leonardo da Vinci non porta a termine il cavallo di bronzo e infine un cadavere è stato trovato nel cortile del castello. Come sia morto...ancora non si sa...le stelle dicono per colpa dei venti invece quel geniaccio di da Vinci è certo che la colpa sia della cattiveria umana. Comunque sia la questione è da risolvere.
Siete pronti ad una recensione di pancia? Ma di pancia pancia eh... eccomi dunque.
Come sempre accade quando prendo tra le mani un libro firmato "Malvaldi", ho sospirato, guardato la copertina con aria sognante, l'ho aperto e ho ficcato il naso nell'elenco dei personaggi e infine ho scrutato l'albero genealogico mormorando "tanto non me le ricorderò mai tutte queste personcine, figuriamoci i legami di parentela, che mi perdo con i miei di consanguinei".
Ho iniziato la lettura con aspettative molto alte avendo io una passione per i gialli (sopratutto se li scrive un autore pisano) e un discreto interesse per il Genio. Io a Lamporecchio ho un certo numero di amici e quasi ogni anno facciamo tappa a Vinci, andiamo a vedere la casa natale di Leonardo ad Anchiano - un posticino sui colli in mezzo agli ulivi (Qui)-    e infine un paio di volte siamo andati al museo (Qui), bellissimo se mi permettete.
Detto questo, io non è che ne sappia tantissimo, porto un rispetto infinito, conosco le basi e mi fermo lì. Però come potrete capire, l'idea di leggere un romanzo che ha come protagonista Leonardo e a scriverlo è quel genio moderno del Malvaldi...mi stuzzicava non poco. Ma eravamo arrivati all'albero genealogico giusto? Dopo aver faticato a cercare di ricordare almeno parte dei matrimoni, dei figli e delle amanti degli Sforza...ci ho rinunciato e mi sono addentrata nel romanzo vero e proprio. Non mi dilungherò moltissimo, vi scriverò solo che anche questa volta ho avuto una conferma: di questo autore leggerei anche la lista della spesa. Perchè mi sono resa conto che già dall'inizio mi interessava poco del giallo, di chi si tromba il Moro e se il morto fosse deceduto per cause naturali come asseriva l'astrologo o per mano umana, la cosa importante era la lettura. Avete presente quando intraprendete un viaggio e non vedete l'ora di arrivare a destinazione? Ecco, in questo caso è importante il viaggio, le tappe diventano fondamentali, e tutto quello che viene bisogna prenderlo. Io sono arrivata alla fine e ho pensato che mi sarebbe mancato tutto il contorno e che quel povero cristiano sarebbe potuto morire pure per mano del papa e che a me in fondo non me ne fregava una beata...lascio a voi la scelta. Durante la lettura ho pensato che l'autore volesse sboroneggiare, perchè lui SA e credo gli piaccia mostrarlo ai suoi lettori, mi sono chiesta qualche volta "arriviamo al dunque Marco?" e poi invece ho capito che questo suo modo di dialogare con noi va benissimo e che ho imparato diverse cose e se anche qualcosa si è inventato, mi sono rimaste impresse delle nozioni storiche divertendomi. Sono arrivata a pensare che avrei voluto essere amica di Leonardo e durante la lettura vi giuro che ho sofferto per questo. Non è inquietante? Sì lo è in effetti, ma io mi sono immedesimata ( non amo più i romanzi storici, l'ultimo che ho letto si intitola Aléxadros di V. M. Manfredi ed è accaduto una vita fa), e sopratutto ho riso come una pazza, perchè l'ironia non manca mai.
Ho anche apprezzato molto il modo di concludere un paragrafo e di iniziarne un altro. Vi spiego meglio con una citazione:
Il Duca de Commynes rimase per qualche secondo pensoso, per poi voltarsi verso il suo quasi compatriota.
-Perron.
- Ditemi, duca.
- Che ne pensate?
- Ci va di lusso, duca. Avevo paura che a cena ci toccasse un rosario di mottetti di Josquin des Prez. Molto meglio i saltimbanchi. Almeno resteremo svegli.
- Sì, Perron, quello anch'io. Ma non mi riferivo...
- A cosa, allora?
- Non vi sembrava nervoso, Ludovico?

- Certo che sono nervoso, Galeazzo. Vorrei vedere te. Mi trovo un morto che non si sa di cosa sia morto nel cortile di casa, e già non è piacevole.
- Magistro Ambrogio cosa dice?
- Magistro Ambrogio dice che non è peste, ma voglio sentire anche messer Leonardo. Quello che conosco non mi fa paura, Galeazzo. E' quello che non so a spaventarmi.
Nel primo paragrafo il duca de Commynes e Perron de Basche stanno parlando circa la cena di benvenuto che si terrà nel Castello del Moro in occasione del loro arrivo, hanno notato entrambi l'irrequietezza del padrone di casa. Il paragrafo successivo inizia proprio con il nervosismo di Ludovico esposto a Galeazzo Sanseverino, genero del Moro. Geniale. Tutto il libro è così.
Bene, avevo detto che non mi sarei dilungata, invece è stato proprio il contrario. E' ora di tirare le somme. Se volete leggere un libro giallo che vi intrattenga amabilmente, che vi faccia sorridere e che magari vi faccia venire la curiosità di approfondire successivamente le vostre informazioni su Leonardo, beh questo libro fa per voi. Se invece siete gente che non vuole girare intorno a nulla e ama andare subito dritto al punto, forse questo autore non fa per voi. Peccato, vi perdete un viaggio molto interessante. Io continuerò a collezionare ogni suo libro, indipendentemente dall'argomento trattato! Se non sono una fan io...

10 commenti:

#Blogtour,

Blog Tour - Un'ombra sul fiume - Periodo storico

mercoledì, novembre 21, 2018 Baba Desperate Bookswife 2 Comments


Buongiorno lettori! Eccoci alla terza tappa del blogtour dedicato al libro Un'ombra sul fiume di Maria Elisabetta Ranghetti edito da EKT Edikit Leggete attentamente questo post perchè avrete anche la possibilità di ricevere una copia del libro in edizione speciale fuori commercio, autografata dall'autrice e gentilmente messa a disposizione dall'ufficio stampa Lettera Effe che si occupa della promozione di questo romanzo.


CALENDARIO TAPPE 
21 novembre - periodo storico - Desperate Bookswife
22 novembre - i personaggi - Un libro per amico
23 novembre - excursus sul mondo della fotografia e sul suo ruolo nel romanzo - Diario di un sogno

Ebbene eccomi qui, a parlarvi proprio del periodo storico. Tappa abbastanza complessa la mia, ma molto interessante. Dovete sapere che questo romanzo si svolge tra il 1972 al 2008, tra Irlanda del Nord, Londra e Stati Uniti. Se vi state chiedendo cosa è accaduto in quel periodo...beh vi rispondo subito. The Troubles, ovvero il conflitto nordirlandese. L'Irlanda del Nord è divisa tra Cattolici e Protestanti, i primi vorrebbero l'indipendenza mentre i secondi volevano mantenere un legame con il Regno Unito.  Negli anni Sessanta esplosero ulteriori tensioni dove le minoranze cattoliche oppresse iniziarono una campagna per i diritti civili che degenerò in episodi di guerriglia tra cattolici e protestanti, quando l’ondata di rinnovamento sociale e culturale che si diffuse in tutti gli Stati occidentali, investì anche i giovani cattolici nord-irlandesi che  venivano  discriminati all’interno del proprio Paese e rivendicavano l’unione all’EIRE. I cattolici iniziarono ad appoggiarsi all'I.R.A. – Irish Republic Army- , che in quelle circostanze sembrava essere la sola forza in grado di proteggere i cittadini cattolici dalle violenze della polizia. Questi scontri sono appunto conosciuti dalla stampa internazionale come i Troubles.
Ma se vi piacciono gli U2 non potete non aver ascoltato la famosa Sunday Bloody Sunday, scritta proprio dopo la terribile domenica di sangue: il 30 gennaio 1972 morirono a Derry quattordici civili per mano dell'esercito del Regno Unito. Si trattava di manifestanti e l'esercito per placare la manifestazione ha sparato senza ritegno sulle persone uccidendone quattordici e ferendone gravemente altrettante.
Un'ombra sul fiume ripercorre questo periodo storico, raccontandoci attraverso personaggi come Kitty (membro dell'IRA), Kyros (fotografo) e altri ancora, una serie di vicende tremende della storia moderna. L'autrice ci permette di conoscere qualcosa di cui non si sente molto parlare, ci accompagna sui marciapiedi e ci fa vivere il terrore di essere uccisi senza motivo da non si sa nemmeno chi, ci accompagna in un posto dove buoni e cattivi si mescolano fino a confondersi.
Sperando di aver stuzzicato la vostra curiosità vi aspetto il 26 novembre per la recensione! Ma domani siete invitati a casa di "Un libro per amico" per conoscere i personaggi. Non mancate. 


REGOLE PER PARTECIPARE ALL'ESTRAZIONE:
1- Essere lettori fissi di tutti i blog partecipanti:

2- Mettere mi piace alla pagina Facebook EKT Edikit
3- Seguire il Blog dell'autrice QUI
4- Commentare tutti i post relativi al blogtour (non dimenticandosi di aggiungere almeno una volta una mail per contattarvi in caso di vincita).

Ad ogni partecipante che avrà seguito tutte le regole verrà assegnato un numero. Alla fine del Blogtour verrà estratto un numero attraverso il sito random.org che stabilirà chi riceverà la copia  in edizione speciale fuori commercio autografata del libro.


Fonti:
Breve storia della questione irlandese - Instoria
Conflitto Nordirlandese - Wikipedia
La guerra segreta in Irlanda - Difesa Online

2 commenti:

#gruppo di lettura,

Gruppo di lettura - Tatiana & Alexander di Paullina Simons - Iscrizioni

martedì, novembre 20, 2018 Baba Desperate Bookswife 14 Comments

Buongiorno, come promesso al termine dello scorso gruppo di lettura...abbiamo deciso di organizzare anche il secondo! Eccolo qui, il tutta la sua bellezza! 

  
IL LIBRO


Titolo: Tatiana & Alexander
Autrice: Paullina Simons
Casa Editrice: Bur rizzoli
Pagine: 667
Prezzo: 13,00€
Pubblicazione: 2003


Ecco come funziona:
1-  20 novembre 2018 - oggi - : sui nostri due blog vi presentiamo l'intero GDL, al quale potrtee iscrivervi lasciando un commento

2-   27 novembre 2018 - Un libro per amico: discuteremo la parte che avrete letto, ovvero da pag. 0 a pag. 242 quindi tutta la PARTE PRIMA - LA SECONDA AMERICA;

3-  4 dicembre 2018 - Un libro per amico: commenteremo da pag. 243 a pag. 335 ovvero tutta la PARTE SECONDA -DOLCE MORTE DI GIOVENTU';

4-   11 dicembre 2018 - Desperate Bookswife: commenteremo da pag. 335 a pag. 561 quindi tutta la PARTE TERZA - SE SOLTANTO

5-  18 dicembre 2018 - Desperate Bookswife: commenteremo da pag. 561 a pag. 667 (fine del libro) ovvero tutta la PARTE QUARTA - ALEXANDER.

6-  21 dicembre 2018: sui nostri due blog troverete la recensione del libro.


COSA FARE PER PARTECIPARE?

Avere voglia di divertirvi e chiacchierare insieme a noi!

- Leggere le parti di libro in base alle tappe segnate sopra e avere voglia di spoilerare sulla parte di libro letto. (Mi raccomando, se per caso leggete delle pagine in più rispetto a quelle segnate per la tappa abbiate l'accortezza di non fare spoiler ma di limitarvi a commentare fino alla pagina decisa per quel giorno.)

- Se volete - ma non è assolutamente obbligatorio - potete lasciarci una vostra mail in modo da potervi avvisare ogni qual volta è online il post della settimana (insomma, vi faremo da promemoria!).


Se avete voglia di unirvi come lettori fissi ai nostri due blog non ci offendiamo, ma non vi obblighiamo a farlo. Sì, siamo sempre noi: Desperate Bookswife e Un libro per amico.

PRECISAZIONI PER CHI STA PARTECIPANDO ALLA VISUAL CHALLENGE: 

1-  leggere questo libro normalmente secondo i vostri tempi (ma comunque sempre mandando il link alla recensione entro il 21 dicembre) e vi varrà, rientrando nei bonus, 5 punti.

2-  leggere questo libro insieme a noi commentando tutte le tappe del GDLQuesto vi permetterà di ricevere un punto in più oltre ai cinque del bonus, QUINDI 6 PUNTI TOTALI (ma dovrete comunque postare la recensione entro il 21 dicembre e inviarci il link lo stesso giorno entro le 23:59). 

3-  non leggere il libro e andare avanti con la vostra sfida come se niente fosse. Non sarete bullizzate per questo eheheheheheheh

Speriamo di essere state chiare, altrimenti ci trovate come sempre via mail per qualsiasi chiarimento!
Per adesso vi salutiamo, ma ci rileggeremo presto :-)

14 commenti:

book Tag,

[BOOK TAG] My World Award 2018

lunedì, novembre 19, 2018 Baba Desperate Bookswife 4 Comments


Buongiorno lettori come state? Innanzi tutto vorrei ringraziare il dolcissimo Midori del blog "La Locanda delle storie erranti" per la nomina. Vi consiglio di andare a sbirciare perchè il suo angolino è molto accogliente e i libri che legge sono interessanti. E adesso vi lascio leggere le mie risposte, così potrete conoscermi un po' meglio. 


Regole
1- Seguire e taggare il blog che ti ha nominato;
2- Rispondere alle sue 10 domande;
3- Nominare a tua volta 10 blogger;
4- Formulare altre 10 domande per i tuoi blogger nominati, che possono essere su vita privata, viaggi, cinema, estetica, musica, serie tv, libri e cibo;
5-Informare i blogger della nomination.

Domande (di Midori) e risposte (Mie!!)

1. Cinque cose che proprio non sopporti nei romanzi
- Non sopporto quando i dialoghi spiegano troppo, con l'intenzione di farlo, come se il lettore fosse un po' scemo. Lasciamogli il beneficio del dubbio almeno!
- Questa sarà banale ma per quanto io mi sforzi di capire chi è l'assassino...se lo scopro prima dell'ultimo capitolo ci rimango male. Amo essere stupita!
- Non sopporto incontrare personaggi che spariscono nel nulla. Se compaiono devono avere un ruolo, a meno che non siano pure comparse.
- Non amo i vaneggiamenti, il girare intorno alle cose e sopratutto chi parte da Milano e per arrivare a Parigi passa da Berlino.
- Le battaglie lunghe e particolarmente descrittive.

2.  Il personaggio di un romanzo che più ti rappresenta 
Domandona da mille euro! Olivia, di Paola Calvetti. E' un personaggio riflessivo, incline ai ricordi. Il romanzo non è tra i miei preferiti, ma la protagonista mi assomiglia. 

3. Elenca cinque libri e associa ad ognuno un piatto
Bene, già che ci siamo vi propongo un menù: partiremo dall'antipasto e arriveremo al dolce.
Bignè al formaggio: Zia Antonia sapeva di Menta (A. Vitali - Garzanti 2011)
Maccheroni al ragù: Ragione e sentimento (J. Austen - 1811)
Pollo arrosto: La saga dei Cazalet (E.J. Howard - 1988)
Patate al forno:  La Briscola in cinque (M. Malvaldi - 2007)
Taralli dolci: Io che amo solo te ( Bianchini - 2013)                   

4. Tre manie da lettore che possiedi
- per aprire il libro devo avere a disposizione almeno quindici minuti- porto il volume sempre con me, anche se so con certezza che non lo leggerò- appena terminato vado a leggere al volo la biografia dell'autore

5. Cinque film migliori del libro da cui sono stati tratti
Eh...questa è una brutta, bruttissima domanda! Si sicuro ne ho uno: Le pagine della nostra vita di Nicholas Spark. Il film è qualcosa di sorprendente.  In effetti anche "I passi dell'amore", sempre di Spark. Molto meglio il film. Forse non mi piace questo autore???

6. Perché hai deciso di aprire un blog? E cosa ti aspettavi?
Ho aperto il blog per amicizia. Era un ottimo modo per riallacciare un rapporto che la vita aveva deciso di mettere alla prova. Non avevo grandi aspettative, vivevo la giornata.

7. Collezionista di libri o collezionista di storie?
Colleziono entrambi :-) 

8. Se dovessi vivere in un libro in modo permanente, quale sceglieresti e perché?
Credo di non avere dubbi. Vorrei vivere nel fantastico mondo di Harry Potter, vorrei possedere una bacchetta, andare a lezione di pozioni e indossare la divisa. Sarei l'amica del cuore di Luna direi. Una vita reale già ce l'ho, quindi buttiamoci nella magia. 

9. Preferisci leggere con calma assaporando ogni libro o leggere voracemente un libro dietro l'altro?
Dipende dai libri, alcuni ho bisogno di assaporarli, tipo i classici, i romanzi della Howard, quelli ricchi di dettagli. Altri invece devo divorarli, come i thriller, i gialli o i romance. Ma comunque, non appena ho terminato un libro ne apro un altro!

10. Faresti della tua passione per i libri un lavoro? E se sì, quale?
Se tornassi bambina perchè no? La giornalista culturale. 


Nomino i seguenti blog:
Le mie domande

- L'ultimo libro orrendo che hai letto è...
- Fai un conto, leggi più autori stranieri o italiani? Nel caso vincessero gli stranieri, da quale parte del mondo arrivano? 
- Segnalibro ricercato o scontrino del supermercato?
- Ascolti musica durante la lettura o l'ambiente deve essere silenzioso?
- Sei curioso di andare alle presentazioni o ti basta il romanzo?
- Ti è mai capitato di pensare ad un personaggio come ad una persona reale? Se sì, come si chiama?
- C'è qualcuno in famiglia con cui parlare delle tue letture oppure tieni tutto per il tuo blog?
- Se per un mese non potessi leggere, cosa faresti in alternativa?
- Aspetti l'ispirazione per scrivere una recensione oppure non appena termini il romanzo ti butti sulla tastiera?
- Descrivici la tua libreria! Ordinata, disordinata, per colore, per genere, per casa editrice, per autore, con soprammobili, minimal e chi più ne ha ne metta! 

4 commenti:

#Recensione,

Recensione - Dai tuoi occhi solamente di Francesca Diotallevi

venerdì, novembre 16, 2018 Baba Desperate Bookswife 0 Comments

Il libro
Dai tuoi occhi solamente di Francesca Diotallevi
Editore:Neri Pozza| Pagine: 208| Pubblicazione: ottobre 2018| Prezzo 16,50€| Trama Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985. È laureata in Scienze dei Beni Culturali. Tra le sue opere Le stanze buie, Amedeo, je t’aime e il racconto pubblicato in e-book Le Grand Diable, prequel di Dentro soffia il vento.
Recensione 


Questa è la storia romanzata di Vivian Mayer, la tata che per passione fotografava i momenti imperfetti delle persone; la fotografa dilettante che ha cambiato la visione della fotografia, la donna che ha sperimentato i primi "selfie" quasi un secolo prima della nascita di Instagram. Francesca Diotallevi torna a popolare le librerie italiane con un personaggio sconosciuto ai più, ma che ha avuto un suo peso in un determinato ambito.
Di questa autrice ho letto Amedeo Je T'aime, l'ho adorato ed è riuscito a mutare il mio modo di essere lettrice. Non esagero, quando leggo un romanzo, non appena arrivo alla fine penso: "mi è piaciuto...ma se lo paragono ad Amedeo...". Ok ok probabilmente non si dovrebbe fare, ma sono un essere umano imperfetto e questa cosa mi viene automatica, anche a distanza di moltissimi mesi, forse un anno. Fatemi togliere immediatamente il dente, posso dirvi che la storia della Mayer non ha avuto lo stesso effetto su di me, è un altro romanzo, un diverso personaggio e per quanto la penna di Francesca sia sempre la stessa, Vivian non è Jeanne Hébuterne. Ma tant'è, resta comunque una gran bella storia.
L'autrice ha deciso di partire dalla fine - ancora una volta - per tornare indietro e srotolare con maestria i gomitoli della vita della sua protagonista. Vivian ha origini francesi, vive parte della sua esistenza con la madre per poi proseguire il cammino in compagnia della nonna dopo l'ennesimo litigio con la genitrice, non conosce suo padre e non ha un buon rapporto con il genere maschile. C'è un'amica di famiglia, Jeanne, alla quale Vivian è particolarmente legata, il poco tempo trascorso insieme alla donna è stato di qualità e degno di essere ricordato. La protagonista è una bambina che diventa donna molto velocemente, la vita ha indurito il suo animo e la solitudine è sua alleata, fino a diventare indispensabile. Non gliene frega nulla di piacere al prossimo, è affezionata ai bambini che accudisce ma non dimostra chissà quale attaccamento e sicuramente le smancerie non fanno parte del suo essere. In questo libro incontrerà una persona, un uomo, l'unico che riuscirà a decifrare parte dell'animo di Vivian, nonostante sia il suo datore di lavoro e le loro conversazioni centellinate. La macchina fotografica è un mezzo di comunicazione, una forma d'arte inconsapevole, un modo per raccontare il mondo, una parte di quel mondo che Lei decide di guardare. Non è molto diverso dal raccontare delle storie, solo il modus operandi è differente.
Ho conosciuto una persona scontrosa e ho imparato a comprenderla e ad accettarla e nonostante il suo personaggio non abbia fatto breccia profondamente nel mio cuore le sono stata accanto come si fa con un'amica, accettandone il modo di essere, così poco incline ad esprimere emozioni.
Un romanzo che mi ha permesso di conoscere una grande artista e anche questa volta, non appena terminato il libro ho digitato "Vivian Mayer" su Google e mi sono messa sulle tracce di questo talento, vissuto da se stessa quasi come una condanna. E meno male che qualcuno ha sviluppato quelle fotografie o forse le è stato fatto un torto? Ecco, su questo ci sarebbe da discutere in effetti. Ma per comprendere quest'ultima frase, beh dovrete leggere il romanzo.

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#Nadia,

Nadia Around the World #2 - Viaggio ad Antibes in compagnia di Musso

martedì, novembre 13, 2018 Baba Desperate Bookswife 5 Comments



Buongiorno lettori!Oggi Nadia ci porterà a Antibes,  una città tra Cannes e Nizza lungo la riviera franceseUn viaggio in compagnia di un libro ambientato proprio in quella città, dove l'autore è nato. La mia socia viaggiatrice ci condurrà in questo posticino delizioso, regalandoci qualche scorcio fotografato proprio da lei. Buona lettura. 


Buongiorno lettrici e lettori,

oggi torno a parlarvi di un thriller, anche se forse sarebbe meglio definirlo polar, alla francese, non solo perché l’autore è il transalpino Guillaume Musso, ma anche perché questo romanzo è caratterizzato più dall’atmosfera e dalle pulsioni che spingono i suoi personaggi ad agire che non da
una trama particolarmente cruenta o ricca di suspense.

Forse alcuni di voi conoscono Musso più per i suoi romanzi sentimentali: titoli come L’uomo che credeva di non avere più tempo o Chi ama torna sempre indietro sono esempi della sua produzione giovanile, che però hanno già in sé quel seme di mistero e stranezza che si evolverà con gli anni, dando vita a thriller più che piacevoli, come Central Park o La ragazza di Brooklyn.

La ragazza e la notte (trama qui ) si inserisce in questo filone, anche se questa volta, come dicevo poco più su, i momenti in cui si sta con il fiato sospeso sono decisamente meno rispetto a quelli in cui si cerca di capire chi ha fatto cosa, e soprattutto perché. 

Il protagonista, Thomas, sembra un po’ l’alter ego di Musso: scrittore anch’egli, nato nel 1974, affascinato dagli USA al punto da viverci per diverso tempo. Le similitudini, però, finiscono qui: negli anni del liceo Thomas ha commesso un crimine che venticinque anni dopo rischia di venire alla luce. Thomas torna così nei luoghi della sua giovinezza, la Costa Azzurra di Antibes e Sophia-Antipolis, per cercare di fermare il corso degli eventi. Scoprirà di non essere il solo a nascondere dei segreti.
Cap d Antibes - Ph N. Canova
Di La ragazza e la notte ho amato l’alone di mistero che si percepisce fin dalle prime pagine: l’autore ha realizzato un romanzo dove la suspense non è marcata, ma in cui si prova realmente l’inquietudine del protagonista, anche se non sempre si riesce a dimenticare ciò che ha commesso, e di conseguenza empatizzare con lui non è così semplice e scontato. Probabilmente è proprio ciò che vuole l’autore: Thomas è una persona simile ai suoi lettori, realizzata, benestante, di buona famiglia. Pertanto lo scarto fra il “bene” e il “male” si fa ancora più sottile e il percepirlo diventa essenziale, anche se non facile.

Tutti i personaggi di questa storia, inoltre, hanno qualcosa da nascondere, a voler suggerire come l’animo umano sia spesso mosso da pulsioni difficilmente controllabili. L’idea era buona, ma è proprio qui che, a mio parere, Musso scivola un po’, non mostrandosi all’altezza dei suoi thriller precedenti. Alcune azioni dei personaggi, infatti, sono a mio parere poco logiche, e soprattutto non supportate da una qualsivoglia spiegazione, che avrebbe potuto rendere perfetto questo libro. Intendiamoci, si legge velocemente ed è gustoso e sapido come i precedenti, ma gli manca quella ciliegina sulla torta che l’avrebbe reso perfetto.

Porto de Antibes - Ph N. Canova
Un’ultima parola di apprezzamento voglio spenderla per le ambientazioni: Musso è nato ad Antibes e si vede, la descrive nei particolari e la fa amare, tanto più se la si conosce e la si apprezza già, come me. In conclusione vi consiglio di leggerlo, e se ne avete voglia possiamo confrontarci con le piccole asperità della trama che ho trovato io! Ps: però ad Antibes andateci a prescindere, merita!


5 commenti:

#AAA Autori Emergenti,

AAA...Autori Emergenti - Michele Del Vecchio

lunedì, novembre 12, 2018 Baba Desperate Bookswife 2 Comments


Buon pomeriggio lettori cari come state? Oggi sono qui per condividere con voi una notizia che mi ha resa felice. Avete presente Michele Del Vecchio, meglio noto come Mr Ink, papà del blog "Diario di una dipendenza"? Ecco, questo ragazzo ha scritto un libro. Lo so, tante persone scrivono e alla fine rischiamo di perderci delle uscite interessanti. Michele però ha un talento che viene fuori dai suoi post, da ogni suo post per l'esattezza. Lui comunica e lo fa con stile. Non si limita a raccontare se un libro gli sia piaciuto oppure no, c'è sempre una storia alle spalle e le emozioni che vengono fuori sono sempre tante e variegate. Ho scoperto che ha scritto un romanzo e non posso non dargli il giusto spazio sul mio blog, le persone che emergono vanno supportate, sopratutto quelle che lo fanno delicatamente. 

Come fare ad aiutare Michele? Ve lo spiego qui sotto. 



Titolo: Malanotte. Lettera aperta a una cara catastrofe
Autore: Michele Del Vecchio
Pagine: 280
Cartaceo: € 16,00
Ebook: € 5,99


Cosa significa?
Da questa sera il libro di Michele sarà inserito nel sito tra quelli pre-ordinabili per cento giorni, fino alla chiusura della campagna. Se in quei cento giorni il libro avrà raggiunto i 250 ordini potrà andare avanti nel suo percorso: essere seguito da un editor, pubblicato e distribuito nelle librerie fisiche e virtuali. Cosa succede se il goal delle campagna di crowdfounding non dovesse essere raggiunto? I diritti del romanzo torneranno a Michele, il denaro delle prevendite sarà restituito agli acquirenti, ma se si raggiungeranno i 60 ordini le copie arriveranno comunque a quei lettori che gli hanno dato fiducia.
Michele verrà pubblicato se scelto dai noi lettori. Interessante no? Io non appena sarà on-line andrò  a pre-ordinare la mia copia cartacea. Cosa ne dite? Potrete leggere le prime pagine e decidere, in questo modo capirete se fa per voi, se lo stile vi piace, insomma se vorrete dargli una possibilità. 




Trama:
Cronometro alla mano per lavarsi i denti, i lacci delle Converse a far pendant con gli stati d'animo e corde del bucato su cui sventolano i capolavori di Beethoven. Milo Jenkins, sedici anni, è un virtuoso del pianoforte, ha mille nevrosi e il fantasma di un pesce farfalla per migliore amico. I suoi lunghi silenzi e un candore senza età hanno reso sicura la diagnosi: è affetto da una forma di autismo ad alto funzionamento. Un ragazzo speciale, lo definirebbe qualcuno. Se vivi in una città che somiglia alla cupa Eureka, però, non ci sono parole gentili per un orfano di madre con gli occhiali a fondo di bottiglia, la schiena ricurva sotto il peso dei libri e gli incisivi a zappa. La svolta tanto sperata ha la gonna troppo corta e le occhiaie viola di Iris, forestiera bella come un film di Tim Burton. Sulla tela della loro adolescenza, uno schizzo rosso sangue. Sotto una coltre di foglie secche, cadaveri innocenti. Corre, Milo. Ma verso Iris o lontano da lei? Un diario ritrovato, un'eredità improrogabile, due storie parallele che si incontrano seguendo il filo conduttore della musica. Truce e dolce, Malanotte. Lettera aperta a una cara catastrofe è una fiaba splatter dove i baci hanno un retrogusto segreto e tra sogno e delirio, amore e morte, non c'è grado di separazione.

L’autore
Michele Del Vecchio (Palermo,1994) nasce su un'isola, passa le estati della sua infanzia all'ombra del Vesuvio e a otto anni si trasferisce nella regione che, stando a torto alla pagina Facebook, non esiste. Vive tra Termoli e Pescara con quel che resta della sua famiglia e l'irresistibile Ciro, un tigrato europeo che odia tutti e in cui spera fermamente di reincarnarsi in un’altra vita. Fondatore nel 2012 del blog Diario di una dipendenza e plurifinalista ai Macchianera Internet Awards nella categoria Miglior sito letterario, sta lavorando a una tesi magistrale in Letteratura teatrale italiana.

Allora, cosa dite? Fate un salto sul sito? Noi ci leggiamo domani, con la rubrica di Nadia! 

2 commenti: