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Recensione in anteprima - La linea del sangue di Jesmyn Ward



Il libro
La linea del sangue di Jesmyn Ward
Editore: NN Editore| Pagine:320 | Pubblicazione: 16/072020 | Prezzo 19,00€| Trama Qui
Genere: narrativa contemporanea 
Traduzione: Monica Pareschi
Notizie sull'autrice
Jesmyn Ward vive in Mississippi, dove insegna scrittura creativa alla Tulane University. Salvare le ossa ha vinto il National Book Award nel 2011, e il memoir Men We Reaped è stato finalista al National Book Critics Circle Award. Con il suo ultimo romanzo, Sing, Unburied, Sing, Jesmyn Ward ha vinto il National Book Award per la seconda volta, prima donna dopo scrittori come William Faulkner, John Cheever, Bernard Malamud, Philip Roth, John Updike. 

Trilogia di Bois Savage:
La linea del sangue

Recensione 

Arriva la comunicazione del libro conclusivo della trilogia di Bois Savage di Jesmyn Ward. Sono ancora al mare, penso a letture spensierate e allegre da accompagnare a calde giornate dedicate alla tintarella. Mi fermo un secondo: esce la Ward, io aspettavo questo libro! Ecco che arriva l'opportunità di leggerlo in anteprima e io saltello allegramente sul letto del bungalow con mia figlia che mi guarda un po' stranita. E' strano, i libri dell'autrice sono bellissimi eppure fanno tanto male, così male da avere lo stomaco che duole in certi momenti, però io non riesco a fare meno di andare avanti. Mi sento arricchita, mi sento una lettrice più completa e me ne frego se leggo qualcosa che solitamente non leggerei, perchè mi piace affrontare temi diversi e uscire dalla zona confortevole. 

La linea del sangue è la storia di due gemelli, Joshua e Christophe, due ragazzi neri cresciuti con la nonna Ma-mee a Bois Savage, Mississippi. La madre, Cilli, è andata a vivere a Atlanta per cambiare vita e trovare un lavoro migliore quando i gemelli erano ancora piccoli. Saltuariamente si è fatta viva, spedendo loro denaro e andandoli a trovare per le feste comandate. Il padre è un tossicodipendente, è sparito quasi del tutto dopo il trasferimento di Cilli e i ragazzi non vanno fieri di essere sangue del suo sangue. Una volta conseguito il diploma tutto cambia per i gemelli, una vita fatta di responsabilità verso la nonna invalida e la ricerca del lavoro li farà crescere più in fretta, uno dei due troverà un impiego e l'altro spaccerà erba. Si scontreranno per la prima volta e cercheranno di capire chi sono e cosa vogliono dalla vita. 

Questo è il libro d'esordio di Jesmyn Ward, unica autrice ad aver vinto due volte il National Book Award, quindi si può affermare che cronologicamente questo sia il primo romanzo della trilogia di Bois Savage. Non conosco i motivi che hanno portato la casa editrice a pubblicarlo per ultimo, ma poco importa, considerando che le tre storie sono separate, le accomuna l'ambientazione. 
Sono stata travolta dalle emozioni anche questa volta? Inizio con il dirvi che questo è un libro lento. Non è che non scorra, ma le giornate sono dilatate e descritte in maniera che il lettore sia presente e comprenda il più possibile quello che accade durante la torrida estate del 2005. E' stato pazzesco! Ho avuto la sensazione di percepire i pensieri dei gemelli, le preoccupazioni, gli stati d'animo, la gelosia, il diventare grandi. Ho percepito il sentimento che li lega alla madre, nonostante se ne sia andata, nonostante loro fingano di non essergli così tanto legati. 

Durante una telefonata con Cilli, Joshua vuole attaccare il telefono per primo per non dover sentire il clic, per non dover essere quello abbandonato, per non sentirsi lasciato. Ancora. Questa volta vuole essere lui il carnefice e Cilli deve poter guardare il telefono pensando "Ha attaccato!!". 

"Bè statemi bene, ci sentiamo tra una settimana  circa, ok? Così magari riesco a parlare anche con Christophe".
"D'accordo". Voleva essere il primo a riagganciare. Non voleva essere troppo lento, sentire la linea interrompersi mentre lui era ancora lì ad aspettare che lei dicesse qualcos'altro. Appena lo salutava avrebbe messo giù. Aspettò. Lei non diceva niente.
"Qualcuno ha fatto delle fotografie?". Ci mise un momento a capire cosa voleva dire.
"Sì. La zia Rita ne ha fatte un sacco". 
"Bene". Il tono adesso era più acuto. Si rese conto che stringere così il ricevitpre gli faceva male alla mano, e allentò le dita.
"Ciao Joshua. Ci sentiamo presto". Clic. Troppo tardi. Riattaccò anche lui. 

La bellezza sta nelle frasi che descrivono la vita e le scelte delle persone che popolano questo romanzo, le inquietudini, le strade cattive e quelle buone, l'odore della terra e della polvere scaldata dal sole arido, la pelle appiccicosa che fa aderire i vestiti al corpo, le gambe scoperte di una ragazza che cerca di attirare l'attenzione del gemello che  le piace da sempre, facendo le migliori treccine della zona; l'amore di due ragazzi verso una nonna squisita e la loro devozione commovente, la paura di deludere una donna che li accuditi meglio di una madre; i sogni di un futuro migliore, fatti di case mobili, cibo che plachi il senso di fame e scarpe alla moda. 

Un libro che resta, che non è solo di passaggio e lascia qualcosa nell'animo di chi lo legge, perchè una cosa è certa: non si può rimanere indifferenti alla trilogia di Bois Savage. 

Recensione - Tutto Cambia di E. J. Howard

Il libro
Tutto cambia di Elizabeth Jane Howard
Editore: Fazi| Pagine: 610| Pubblicazione: 2017 | Prezzo 20,00€| Trama Qui
Genere: narrativa straniera, saghe familiari 
Notizie sull'autrice
Elizabeth Jane Howard
(Londra, 1923 – Bungay, 2014). Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite da parte del padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo. Fazi Editore ha pubblicato il romanzo Il lungo sguardo e i cinque capitoli della saga: Gli anni della leggerezza, Il tempo dell’attesa, Confusione,

Recensione - Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey - Shaffer e Barrows

Il libro
Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di M.A. Shaffer e A. Barrows
Editore: Astoria| Pagine: 304| Pubblicazione: 2017 | Prezzo 17,00€| Trama Qui
Genere: narrativa straniera, romanzo epistolare
Notizie sulle autrici
Mary Ann Shaffer e Annie Barrows
Mary Ann Shaffer, nata nel 1934 in West Virginia, è stata libraia, bibliotecaria ed editor di una casa editrice. Ma il suo sogno era quello di scrivere un libro. Cominciò a interessarsi a Guernsey alla fine degli anni settanta, quando rimase bloccata a lungo nell’aeroporto dell’isola a causa di una densissima nebbia. Quando, anni dopo, spinta dal Club del libro di cui faceva parte, finalmente si decise a scrivere un romanzo, Guernsey le tornò subito alla mente. Purtroppo, mentre lo stava terminando, si ammalò gravemente e chiese alla nipote, Annie Barrows, di aiutarla. Shaffer morì nel 2008, poco prima dell’uscita del libro, ma sapendo che sarebbe stato pubblicato in altri dieci Paesi (che poi diventarono 37).
Annie Barrows è autrice di libri per bambini, in particolare della serie Ivy and Bean.
Recensione 

C'è un'isola, che sembra abbandonata dal tempo e si chiama Guernsey. Si trova tra la Francia e l'Inghilterra, oggi sicuramente è una meta turistica gettonata, ma durante l'occupazione nazista, all'epoca della seconda guerra mondiale, la vita non era per nulla facile e le notizie non arrivavano mai. Gli abitanti non sapevano mai di che morte sarebbero dovuti morire, insomma un limbo tremendo. Proprio in questo posto dimenticato da Dio abita Dawsey Adams, colui che insieme ad altri strani personaggi fonda il Club del Libro e della torta di bucce di patata. Quest'uomo inizia una fitta corrispondenza con una giornalista londinese famosa, ovvero Juliet Ashton, una giovane aspirante autrice in cerca di una storia da raccontare. I due, nonostante non si siano mai incontrati personalmente, iniziano a conoscersi perchè Dawsey ha acquistato un libro precedentemente posseduto da Juliet, così si mette in contatto con lei per chiederle informazioni e chiacchierare riguardo ai libri e autori.
Premetto che adoro i romanzi epistolari, purtroppo non ne ho letti moltissimi e nemmeno tutti degni, ma è un tipo di narrazione che mi aggrada e mi mette ad agio, riesco ad empatizzare bene con i personaggi e riesco a percepire dettagli e sensazioni che spesso lascio scappare leggendo romanzi "tradizionali".
La signorina Juliet non è propriamente una simpatia, particolarmente incline alla lamentela, crea ad altri e a se stessa mille complicazioni. Però è una persona di cuore, indubbiamente onesta e di parola (ma si sa, durante il secolo scorso c'erano altri ideali e si dava più importanza all'onore e al rispetto, adesso ci sono i social e tutto il resto è noia). Il suo rapporto con l'amico intimo, nonché editore è fantastico, i loro botta e risposta sono spassosi, e tutto l'insieme è ben riuscito.
Mi piace questa corrispondenza, sono scivolata tra le parole dimenticandomi di vivere in un'altra epoca, dove si sa tutto, quasi prima che accada. Mi sono piaciuti gli intrighi, che vengono fuori un poco alla volta, come anche l'idea del club, nato per sbaglio, per salvare la pelle. Mi piace pensare che la lettura salvi la vita, in fondo il mio motto, rubato ad Allen è: "leggo per legittima difesa". Nel libro si incontrano tanti personaggi e ho apprezzato il carattere di ognuno, ma sopratutto che qualcuno, leggendo il libro giusto, sia riuscito ad amare quelli che per alcuni sono solo dei fogli che prendono polvere, buoni ad accendere il camino. Non tutti i romanzi che parlano di libri mi piacciono, anzi, spesso accade il contrario, mentre in questo caso è stato diverso, delicato, sottile. L'ironia poi è pungente e alcuni personaggi sono delle macchiette, ma tutti i libri che ho letto pubblicati da Astoria si contraddistinguono per l'eleganza e lo stile pacato e molto, passatemi il termine, british. Non posso che consigliarlo, anche se deve piacere il genere, molto particolare e non tanto battuto, del romanzo epistolare.
Come sempre un elogio va alla copertina, magnifica.


Punti forti
- I personaggi sono molto, molto ben studiati, le due autrici hanno tirato fuori un libro piacevole, ma hanno anche aperto una finestra su di un mondo quasi dimenticato durante una guerra indimenticabile.
- L'idea del club del libro come salva vita. Ero già soddisfatta all'inizio, quando veniva spiegata la motivazione del nome e il perchè riguardo alla sua nascita.