Visualizzazione post con etichetta Salvia. Mostra tutti i post

Qauttro blogger per un autore - Serena Venditto



Buongiorno signori, come state? Siamo arrivati all'inverno e il freddo ha preso il sopravvento, che bella stagione! Però potrei sperare nella neve per il mio compleanno.... Adesso però è tempo di leggere la nostra rubrica bimestrale!
Chi siamo? Ecco qui:
Chiara, Chicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani).

Questa volta ha vinto la corona Serena Venditto nata nel 1980 a Napoli, dove lavora al Museo Archeologico Nazionale.
Ha esordito con la commedia Le intolleranze elementari (Homo Scrivens, 2012).
Nel 2018 ha pubblicato Aria di neve, il primo volume della serie dedicata al gatto detective Mycroft e ai 4+1 di via Atri 36, che, apparsa per la prima volta in libreria per i tipi di Homo Scrivens, ha già ricevuto numerosi riconoscimenti e segnalazioni (Premio Nabokov, Premio della
critica Costadamalfi, Garfagnana in Giallo, Festival Giallo Garda). Nel 2019 ha pubblicato L'ultima mano di burraco. Quattro coinquilini e un'indagine (per non parlar del gatto). Fonte Amazon. 

Io ho scelto di leggere ARIA DI NEVE , primo di cinque libri "Mycroft, il gatto detective". 

Fonte Google

Aria di Neve racconta la storia di Ariel, traduttrice dalle origini italo-americane che ad un certo punto si ritrova abbandonata dal fidanzato che era in procinto di sposare e le rimane tra le dita una casa bianca e vuota da gestire. La depressione avanza, così una cara amica le consiglia di lasciare l'appartamento e di prendere in affitto una stanza in un alloggio con più persone. Gli abitanti sono studenti eterogenei, non potrebbero avere caratteri più diversi: dal gelataio allo studente di musica, le sorprese all'interno dell'appartamento non mancheranno (e nemmeno il caos). 
Dimenticavo di dire che siamo a Napoli, meravigliosa città multiculturale, dai profumi intensi e tradizioni sentite: Ariel abitava in una casa in un quartiere benestante, ma dopo lo shock causato dall'abbandono la solitudine le impedisce di fare sonni tranquilli. Era il caso di andare a vivere in una comune piena di persone starnazzanti, condividendo gli spazi e le usanze? Per una tizia dal carattere come il mio la risposta sarebbe no! Questa infatti è la prima cosa che ho notato e che mi ha lasciato un po' sorpresa. 
Personaggio di non poca rilevanza è Malù, archeologa dalla mente investigativa, proprietaria del gatto Mycroft e coinquilina di Ariel. Sarà proprio lei a gestire le indagini private  che ruotano intorno a un suicidio non proprio lineare. 
Questo breve libro, primo della serie, permette alla Venditto di prendere il volo, affermandosi come una scrittrice interessante e amata dal grande pubblico. 
La scrittura è scorrevole e piacevole; chiara e immediata. Le indagini sono all'acqua di rose ma nessuno si aspettava un romanzo alla Christie! La parte gialla è alternata a quella sentimentale come spesso accade nei romanzi odierni. 
Non posso dire di aver amato follemente questo volume come non è giusto affermare il contrario: una storia di intrattenimento senza infamia e senza lode. Forse il fatto che sia così breve non mi ha permesso di affezionarmi ai personaggi, salvo alla vecchietta del piano di sotto! Una macchietta che mi ha fatto tornare alle mente dei ricordi liceali. 
Adesso vediamo cosa ne pensano le mie compagne di avventura! Esploriamo insieme i loro blog :-) 
Buone letture a tutti. 

Recensione di Baba - Le promesse di una vita di S. E. Phillips

 

Desperate Bookswife

 Il libro
Le promesse di una vita di Susan Elizabeth Phillips 
Editore: Leggereditore| Pagine: 346| Pubblicazione: 2015| Prezzo 14,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa romantica

Notizie sull'autrice
Susan Elizabeth Phillips è considerata la regina del romance. Ha vinto 5 RITA Awards, di cui uno nel 2001 con First Lady, che è entrato tra i 10 migliori romanzi dell’anno secondo la Romance Writers of America. I suoi romanzi hanno venduto oltre 180.000 copie solo in Italia posizionandola tra i grandi della narrativa femminile internazionale per la sua capacità di cogliere, con estrema delicatezza e un tocco d’ironia, le sfumature dell’animo femminile. Della sua prolifica produzione, Leggereditore ha già pubblicato tutta la serie Chicago Stars e i romanzi Una scelta impossibile, La grande fuga, Cosa ho fatto per amore, Le fragilità del cuore, Amore e fantasia, Impudente e malizioso, First Lady, Vieni via con me, Glitter Baby. Simply the Best – Una sfida fuori campo, ultimo romanzo della serie Chicago Stars, è ora disponibile nella presente collana.

Recensione di Baba

Isabel è una donna di successo, è sempre perfetta e in ordine, ha un fidanzato e nella vita scrive manuali di self-help. La sua capacità di aiutare il prossimo è straordinaria ma anche le persone più organizzate e precise possono inciampare in ostacoli che non avevano previsto, sopratutto se ben architettati. In brevissimo tempo la protagonista deve combattere con la legge poiché è stata incastrata per truffa, come se non bastasse il suo amato fidanzato decide di lasciarla per un'altra, forse meno perfetta? Chi lo sa! Isabel parte per l'Italia per staccare la spina e incontra Gage, attore famosissimo e sexy che gira film a dir poco sconvolgenti. Un sex symbol di tutto rispetto, un uomo da far ribollire il sangue grazie al suo fascino; probabilmente nemmeno Isabel, così rigida e impostata, riuscirà a resistere, sopratutto se il destino ci mette lo zampino giocando con le abitazioni di entrambi! 

Che noia che barba che barba che noia! Avete presente quando avete la sensazione di aver buttato il vostro tempo nel cestino? Sì, sono sicura che sia capitato almeno una volta ad ognuno di voi. Questo è ciò che mi è successo dopo 346 pagine. Ma perché ho deciso di avventurarmi in questa roba qui? Perché mi serviva un autore con una certa data di nascita e ho cercato un libro apparentemente leggero. Peccato che leggero e noioso non siano sinonimi! 

Innanzi tutto mi hanno annoiato i profili di entrambi i protagonisti: lei super prevedibile e decisamente odiosa, fin dalle prime pagine del libro; lui bello, tenebroso, sessualmente attivo e pronto a giocare al dottore regalando nottate da sogno. E i suoi film? Eh sì perché l'autrice pensava di stupire il lettore con la professione dell'uomo che si mischia alla vita privata. 
Parliamo dell'ambientazione? Isabel prende un volo per l'Italia grazie ad un regalo inaspettato e atterra nella terra del Chianti, in Toscana. Uff...c'è stato un periodo in cui un sacco di scrittori americani ambientavano i libri in questa magnifica regione, considerata dagli stranieri la più bella d'Italia (molto probabilmente lo è, ma leggere di vendemmie e di persone che pestano i grappoli d'uva con i piedi come se fosse un'esperienza surreale ne ho le tasche piene). Però vedi sotto, è stato scritto quasi 25 anni fa quindi boh...
Poi ci sono i cliché, quelli sugli italiani: il buon cibo e il buon vino ( e va bene), la giustizia e su come gli italiani siano ("Se tu fossi italiana non ti farebbero troppe questioni, ma sei americana... ) in questo caso si parlava di una denuncia e l'autrice scrive così, che il problema della legge italiana è che se sei italiano te la cavi se invece sei americano o "straniero" è un casino e vai in carcere. Mi sono cascate le braccia. Ma proprio per come era scritto il concetto. Quelle frasi che puoi trovare sui giornaletti di intrattenimento o all'interno di qualche post sui social. Ma nel 2000 non c'erano i social

Ad un certo punto entrano in scena due personaggi che avranno un ruolo decisamente importante nella storia. Quando ho capito chi fossero mi sono nuovamente cascate le braccia. Che fatica a tirarle sù e nuovamente cascano giù, non dovrò più andare in palestra Non posso scrivere poiché sarebbe uno spoiler enorme, però suvvia! Anche tutta questa parte l'ho trovata poco credibile. 

Ci sono le scene sessuali, i loro battibecchi, il prendersi e mollarsi e riprendersi, il fare sesso, poi non farlo e poi farlo ancora. I ripensamenti e poi i cambiamenti di umore repentini. Alla fine del libro ho provato nausea, noia e in mano non mi è rimasto niente: NULLA, il VUOTO. L'autrice è considerata dal mondo un mostro sacro, questo libro è piaciuto a tutti e io invece sono una enorme e repellente voce fuori dal coro. Mi sto quasi sentendo in colpa. 

Mi è piaciuto? No, per tutto quello che ho scritto sopra. No perché decisamente non mi piace lo stile di questo libro, non mi piace la trama. non mi piacciono i personaggi e forse forse salvo l'ambientazione poiché comunque è molto ben descritta. C'è da dire che questo libro è uscito nel 2002 o giù di lì, la data precisa non l'ho capita poiché diversi siti riportano informazioni differenti, quindi alcune cose bisogna contestualizzarle. Per tutto il resto non mi muovo dalle mie posizioni ma sono curiosa di conoscere i vostri pensieri e sono pronta a discutere con voi, la sana discussione porta spesso ad una crescita!

Recensione di Baba - Miss Marple al Bertram Hotel di A. Christie


Desperate Bookswife
 Il libro
Miss Marple al Bertram Hotel di Agatha Christie
Editore: Mondadori| Pagine: 250| Pubblicazione: 2021| Prezzo 7,50€| Trama:Qui
Genere: giallo

Notizie sull'autrice

Agatha Christie, pseudonimo di Agatha Miller (Torquay, 1890 - Wallingford, 1976), è la più famosa giallista al mondo e una delle più prolifiche scrittrici di ogni tempo: ha al suo attivo circa ottanta opere, tradotte in più di cento lingue e vendute in oltre due miliardi di copie. Oltre ai gialli e alle opere teatrali, ha scritto sei romanzi d'amore, un'autobiografia e un libro di viaggio. Nel 1971 ha ricevuto il più alto riconoscimento britannico, divenendo Dama dell'Impero.

Recensione di Baba

Buongiorno lettori, vi spero bene! Questo è il secondo libro "di Miss Marple" che leggo e se devo dare un'anticipazione...preferisco Poirot! 
La cara Miss non è più giovanissima e decide di fare una piccola vacanza al Bertram Hotel, omaggio di suo nipote Raymond,. In realtà in nipote aveva pensato ad un paio di settimane in luogo più esotoco e comunque non gli sarebbe venuto in mente il Bertram, ma Miss Marple ha le idee chiare, da giovane aveva alloggiato lì e l'idea di ritornarci dopo tanti anni la carica di gioia e di alte aspettative. 
Conosciamo però la cara signora e tra una colazione, un tè e una passeggiata in biblioteca...ascolta involontariamente conversazioni, parla con le persone e intrattiene gli ospiti. Tutto questo potrebbe essere utile a Scotland Yard durante le sue indagini, poiché all'interno di quelle mura antiche che sanno di aristocrazia e vita per bene si nascono degli strani traffici e infine ci scappa anche il morto. 

Se subito ero curiosa di scoprire se questo libro mi piacesse di più di "C'è un cadavere in biblioteca" ho immediatamente cancellato l'ipotesi poiché in queste pagine Miss Marple è una comparsa che arriva in albergo, di tanto in tanto chiacchiera...ma fin da subito sparisce e non sarà lei ad occuparsi delle indagini (che non sono incentrate su di un cadavere). La cara Miss è un'ospite, assaggia prelibatezze e si gode il tempo e l'atmosfera. Tornerà, certo che tornerà, perché qualcosa ha visto e sentito, ma solo sulle note finali, quando il libro è quasi concluso. 

Devo ammettere che ho provato una piccola delusione, sia per la mancanza dell'omicidio, che arriva molto avanti quando in realtà non ce lo si aspetta più, sia per la scarso peso di quella che pensavo sarebbe stata la protagonista del libro. I personaggi sono molti e subito il lettore comprende che alcuni insospettabili, sia perché ricchi, sia perché giovani ereditieri come Elvira, sia perché troppo importanti per avere la coscienza sporca...in realtà hanno diversi scheletri da nascondere nell'armadio. In una Londra degli anni 50, in un albergo nostalgico e popolato da persone che ci tengono a rivivere gli anni d'oro, quelli prima della guerra, si nascono traffici, strane sparizioni, rapine a treni e infine un omicidio. Se le persone con pregiate porcellane in una mano e gustose tartine nell'altra sospettassero che il loro Hotel preferito non è così aristocratico come lo avevano idealizzato ci resterebbero veramente male. 

Quello che ho apprezzato sono le indagini e i racconti dei vari testimoni, i dialoghi sono interessanti e permettono al lettore di fare supposizioni. L'atmosfera e l'ambientazione le ho trovate stupende, come mi ha fatto molto simpatia il canonico Pennyfather, l'ho trovato davvero divertente. Da questo però ad affermare che io sia una fan della Christie...no. Non ancora almeno! Possiedo davvero moltissimi volumi e di tanto in tanto ne leggo uno, più per cultura persona che per passione, nella speranza che si smuova qualcosa all'interno della mia anima e riesca a comprenderli meglio. Io credo proprio questo, i gialli dell'autrice vanno capiti perché oltre all'indagine in sè c'è di più, ma ci vuole una cultura alle spalle che io ancora non possiedo. 

Recensione di Baba - Southern Book Club's Guide to slaying vampires di Grady Hendrix

Desperate Bookswife

 Il libro
Guida la trattamento dei vampiri per casalinghe di Grady Hendrix
Editore: Oscar Vault| Pagine: 464| Pubblicazione: 2024| Prezzo 14,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa horror

Notizie sull'autore
Grady Hendrix è un poliedrico, geniale, pluripremiato scrittore, sceneggiatore e giornalista. Ha scritto diversi romanzi di grande successo, rinnovando il genere horror da lui amatissimo, e rivisitandolo in modi assai originali. Tra i suoi bestseller ricordiamo Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe (Mondadori Strade Blu, 2020), di cui è in corso l'adattamento in una serie televisiva, Horrorstör (Mondadori Strade Blu, 2021), My Best Friend's Exorcism (Mondadori Strade Blu, 2022), Gruppo sostegno ragazze sopravvissute (Mondadori Fantastica, 2023).

Recensione di Baba

Buongiorno lettori, vi spero bene. Qui l'autunno è arrivato senza troppi inchini e il caminetto è in funzione già da qualche giorno. Non sono qui a parlarvi del tempo o dei fatti miei che non interessano a nessuno ma...di un libro che mi ha conquistata pagina dopo pagina, mettendomi i brividi, un po' di ansia e facendomi desiderare momenti di svago per poter andare avanti. Negli ultimi anni ho fatto fatica a trovare libri così entusiasmanti, così viscerali e invece...eccolo qui. Chi lo avrebbe detto? 

Patricia è sposata con Carter, un importante psichiatra che sogna la poltrona da primario; ha due figli, un cane e una suocera malata che vive in garage insieme alla badante. Patricia vive in quartiere di Charleston, uno di quelli per bene, con il giardino e il vicinato che butta un occhio per essere sicuri che non entrino i ladri quando il proprietario di casa non c'è. Un quartiere alla Desperate Housevives e loro, le donne di questo libro...sono mogli e madri che nel tempo libero si incontrano per discutere riguardo al libro letto mentre sorseggiano un bicchiere di vino bianco. 

La quiete viene presto disturbata, è arrivato un nuovo vicino, si chiama James Harris ed è venuto per accudire la sua prozia malata. Patricia è incuriosita dal suo furgone parcheggiato nel vialetto, così decide di fare gli onori di casa e andare a presentarsi. Il primo incontro non è stato dei migliori, successivamente accadono cose a dir poco rivoltanti ma...Patricia decide di aiutarlo e di essere una buona vicina di casa. Da quel momento James entra a far parte della quotidianità della loro famiglia e riesce ad integrarsi al meglio nella piccola comunità. In concomitanza con il suo arrivo però iniziano a succedere delle cose strane, poi delle cose terrificanti e così le partecipanti del club del libro, che solitamente leggono true crime, si fanno influenzare dando la colpa al nuovo arrivato. Facile no? Ma sarà davvero così oppure è una tremenda coincidenza? 

Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe è un piccolo gioiellino, un romanzo horror decisamente ben scritto: accattivante, con continui eventi che tengono il lettore incollato alle pagine e con parti "sanguinolente" degne di nota. L'ambientazione è perfetta: un quartiere per bene dove i bambini giocano per strada e le mamme sfornano torte mentre parlano al telefono con l'amica. 
Siamo negli anni 90, gli uomini sono tutti lavoratori e le moglie si prendono cura della famiglia e della casa, concedendosi dei momenti tutti per loro. 
Il tema del serial killer mascherato da uomo normale è evidente, non viene mai nascosto e il lettore fin da subito capisce chi è il cattivo della situazione. 
L'autore ha voluto ispirarsi ai grandi mostri americani, paragonando l'assassino a un vampiro, poiché di questo si tratta. Chi erano Ted Bundy, Earle Nelson o Jeffrey Dahmer? Persone apparentemente normali, nessuna di loro viaggiava con un cappuccio in testa, una bottiglia di birra in mano e la camminata claudicante. I più terribili serial killer americani erano apparentemente normali, persone di cui fidarsi, uomini a cui aprire la porta per farli entrare per un caffè. Sotto a quella maschera di persone per bene, anche di bell'aspetto, si cela un vampiro assetato di sangue, che più uccide e più ha bisogno di uccidere. Il vampiro però è furbo, sa come farsi spazio nel mondo...alla fine ha centinaia di anni esperienza e nulla da perdere. 

Un libro fantastico, sulla forza delle donne, sulla scemenza degli uomini, sulla brutalità della vita e sui compromessi da accettare quando si è alle strette. Un ritmo incalzante, una scrittura ricca e particolareggiata rendono questa storia molto appetibile, tanto da farmi segnare su un foglietto i titoli dei suoi altri libri. Grazie Lucrezia per avermelo fatto conoscere, ne è valsa la pena. 

Recensione di Baba - Omicidio in cashmere di Virginia Bramati

 

Desperate Bookswife

 Il libro
Omicidio in cashmere di Virginia Bramati
Editore: Giunti| Pagine: 240| Pubblicazione: 2024| Prezzo 15,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa 

Notizie sull'autrice
Virginia Bramati vive e lavora a Milano. Ha cominciato a scrivere per sé e per le sue sorelle, giungendo all’esordio nel 2014, con Tutta colpa della neve (e anche un po’ di New York). Da allora è seguita da una community sempre più vasta di affezionate lettrici e ha pubblicato Meno cinque alla felicità, E se fosse un segreto?, Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato), Cercasi amore vista lago, Quello che ancora non sai di me e Un bacio con gli occhi. I suoi romanzi sono tradotti in diversi Paesi.

Recensione di Baba

Buongiorno lettori, con somma gioia oggi vi parlo di un libro scritto da una delle mie autrici italiane del cuore: Virginia Bramati. Omicidio in Cashmere è un romanzo di narrativa dallo sfondo romantico e tinto un po' di giallo! Ci troviamo a Biella, città non così lontana da casa mia anche se la conosco solo sommariamente, capitale dell'eccellenza tessile italiana. Mi recavo da quelle parti quando la mia squadra di ginnastica ritmica gareggiava e spesso le competizioni si svolgevano in questa città. 
La protagonista di questo romanzo si chiama Adelaide, laureata in economia, svolge un lavoro per un'azienda milanese che non ho ancora capito...comunque ha a che fare che delle ricerche su alcune aziende e poi stilare dei rapporti che ovviamente non si chiamano così ma "due diligence". La narrazione subito specifica ci butta nel mondo economico-finanziario della protagonista e io resto un pochino interdetta poiché tutti quei termini tecnici mi spiazzano. Dopo pochissime pagine tutto cambia e un po' per volta veniamo catapultati nel mondo di Adelaide e delle persone che le stanno intorno. 
La protagonista dopo poche battute viene mandata a Biella a svolgere un lavoro con responsabilità manageriali ma senza i benefit: lei accetta poiché le viene promessa una promozione succulenta. A Biella l'aspirante manager può fare affidamento alle zie paterne, ovvero Irma ed Elena, due vere e proprie macchiette che rendono la narrazione simpatica grazie ai loro siparietti in piemontese e la loro venerazione per i "cicchetti". 

Questa è sicuramente una storia di crescita, all'interno della quale Adelaide comprende ciò che vuole e cosa vuole realmente diventare: già suo fratello Gregorio ha cambiato rotta quando si pensava fosse arrivato! All'interno c'è indubbiamente una parte romantica, personaggi che si conoscono e si piacciono, conditi da dialoghi frizzanti e a volte imbarazzanti (per Adelaide ah ah ah, che è maestra nel collezionare figuracce). Non manca il giallo, arrivato dopo la metà della narrazione, che regala una ventata d'aria fresca ad una storia che comunque sarebbe stata in piedi da sola. Sicuramente non è la parte principale ma questa storia è un insieme di pezzi che vanno a formare un romanzo godibile, delicato e divertente. 

La penna dell'autrice la conosco e mi sembra ogni volta di tornare a casa. Avete presente la sensazione della copertina calda che ci si stende sulle ginocchia mentre si osserva il caminetto scoppiettante che profuma di legna? Ecco, proprio quella sensazione lì! Se poi si legge il libro che porta nel titolo la parola cashmere mentre si è nella situazione scritta nella riga sopra...tutto è perfetto. 

Degne di nota le epigrafi all'inizio di ogni capitolo: regalano delle vere e proprie chicche sul cashmere e spesso sono anche molto divertenti. a esempio ho imparato che questo materiale pregiatissimo si ricava dal sottopelo preso dal sottopancia di alcune capre. Wow, e io che pensavo si trattasse di pecore... Ma torniamo a noi. Mi è piaciuto questo libro? Sì, perché ancora una volta i personaggi sono realistici e si fanno amare o detestare. Prendiamo come esempio il signor Mosca, ovvero il proprietario della fabbrica dove lavorerà Adelaide: un vero e proprio testa di flipper che si rende odioso dalle sue prime battute. Il commissario Giorgio Olivero?Misterioso il giusto, tutto d'un pezzo, un burbero apparente che il lettore ha bisogno di conoscere un po' alla volta. Le zie? Va beh per loro una standing ovation, sono i personaggi frizzanti che caratterizzano i libri della Bramati, senza di loro il romanzo non sarebbe lo stesso. 

Ultima cosa ma non meno importante, voglio visitare per bene Biella, la descrizione della funicolare e l'idea che ci sia una parte alta della città, quella medievale, mi affascina molto e considerando che dista poi una cinquantina di minuti da casa mia...forse sarebbe ora di andare a prendere un caffè da quelle parti! Quindi grazie Virginia! 

Recensione di Baba - Un tè a Chaverton House di A. Gazzola

 

Desperate Bookswife

 Il libro
Un tè a Chaverton House di Alessia Gazzola
Editore: Garzanti| Pagine: 192| Pubblicazione: 2021| Prezzo 16,40€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autrice
Alessia Gazzola (Messina, 1982) è laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con L’allieva nel 2011, primo romanzo con protagonista Alice Allevi, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014), Una lunga estate crudele (2015), Un po’ di follia in primavera (2016), Arabesque (2017), Il ladro gentiluomo (2018, vincitore del premio Bancarella 2019), La ragazza del collegio (2021), da cui è stata tratta la fortunata serie tv in onda su Rai Uno con Alessandra Mastronardi e ­Lino Guanciale. Nel 2019 inaugura un nuovo ciclo di romanzi incentrati sul personaggio di Costanza Macallè, protagonista di Questione di Costanza, di Costanza e buoni propositi (2020) e di La Costanza è un’eccezione (2022). Ha pubblicato inoltre: Non è la fine del mondo (Feltrinelli, 2016), Lena e la tempesta (Garzanti, 2019) e Un tè a Chaverton House (Garzanti, 2021). Vive a Verona con il marito e le due figlie.

Recensione di Baba

Angelica è laureata in lingue, è insegnante precaria e la passione per la panificazione e tutto ciò a base di carboidrati che si possa cuocere in forno. Decide di abbandonare l'insegnamento dopo un incidente, così è sicura che l'apertura di un forno sia la sua strada. La famiglia scuote la testa e non sa come comportarsi, non sembra possibile che voglia sprecare il suo talento abbattendosi e cambiando radicalmente vita. Un giorno, parlando con la sua prozia, scopre che nella sua famiglia ci sono alcuni segreti, così, visto che tanto non ha nulla da fare se non trovare la sua strada, decide di partire verso l'Inghilterra per cercare di scoprire la vera storia del suo bisnonno. Nel frattempo però c'è un uomo con qualche anno più di lei che le fa battere il cuore, forse la sua permanenza nel Dorset non è dettata solo dai segreti familiari...potrebbe esserci di più! 

Ho amato diversi libri scritti dalla Gazzola e sono sempre curiosa di scoprire cos'abbia escogitato per noi. Questo l'ho acquistato in un mercatino dell'usato e ho atteso a leggerlo fino a qualche giorno fa. Purtroppo non è stata una lettura coinvolgente o memorabile per tanti motivi differenti: Angelica è un personaggio davvero odioso, è convinta di avere a disposizione tutto il tempo che vuole e che le persone siano a sua disposizione. Nonostante sia l'ultima arrivata pretende totale fiducia e non transige se qualcuno ha dei dubbi. Ha qualcosa in mano su cui lavorare e invece, per uno stupido incidente (che poteva tranquillamente evitare utilizzando altri metodi) vuole aprire una panetteria ( o quello che è), poi cambia idea e parte per la Gran Bretagna lasciando tutti di sasso. Io personalmente le sputerei in un occhio. Mi ha anche infastidito il fatti che i suoi parenti le abbiano chiesto di non fare ricerche, lei però non si pone il minimo quesito che il suo operato possa danneggiare i sentimenti di qualcun altro. Esiste solo Angelica. 

Il suo viaggio non mi ha fatto battere il cuore e si susseguono altri personaggi privi di carisma e di simpatia: Alessandro...boh, inutile! Le povere persone che Angelica va a stalkerare hanno un peso irrisorio e infine le uniche parti del libro che ho trovato carine sono le sue conversazioni Con Giuseppe, ovvero l'ex studente che prende ripetizioni dalla protagonista. Ah no dimenticavo...la prozia: lei è carina  e meno male che c'è. 

Quando finiamo questo breve libro ci rendiamo conto che è un viaggio metaforico e non per trovare se stessi e capire cosa fare della propria vita, ma da come è impostato a me sembra che ci siano una serie di ripieghi, impilati uno sull'altro come le magliette appena stirate appoggiate sul divano. 
Mi dispiace molto affermare che questo libro è stato deludente, ma se devo trovare una nota positiva...scorre bene. 
E voi lo avete letto??

Recensione di Baba - Il tatuatore di Auschwitz di H. Morris

 

Desperate Bookswife

Il libro
Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris
Editore: Garzanti| Pagine: 224| Pubblicazione: 2019| Prezzo 12,00€| Trama:Qui
Genere: romanzo storico


Notizie sull'autrice
È un’autrice di successo, nata in Nuova Zelanda e attualmente residente in Australia, a Brisbane. I suoi libri hanno venduto 12 milioni di copie e sono stati tradotti in 52 Paesi. Ha lavorato per anni come sceneggiatrice, prima di pubblicare il suo romanzo d’esordio, Il tatuatore di Auschwitz, che ha ottenuto uno straordinario successo mondiale, rimanendo per mesi in vetta alle classifiche internazionali dei libri più venduti, e che diventerà presto una serie TV. Anche Una ragazza ad Auschwitz, il suo secondo romanzo, e Le tre sorelle di Auschwitz sono già diventati bestseller.

                        Recensione di Baba

Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un genere da cui ultimamente scappo: negli anni ho letto moltissime storie di ebrei deportati, storie vere, altre inventate. La mia amica Francesca un paio di anni fa mi ha parlato di questo titolo e di quanto le fosse piaciuto. Poco tempo dopo l'ho trovato allegato ad un giornale e ho pensato che fosse un segno. 

Probabilmente vi state chiedendo come mai non ami i libri di questo genere e adesso provo a spiegarmi, nella speranza di non essere fraintesa: la deportazione, il genocidio, le torture, i campi e tutto quello che è successo durante la seconda guerra mondiale è stato documentato, proprio per "non dimenticare". Questo filone però è diventato quasi una moda per vendere e con la scusa di scrivere un romanzo toccante sugli ebrei si vinceva facile e si vendeva molto. Questo mi fa schifo. Usare la sofferenza a scopo editoriale e di lucro e qualcosa che mi fa arrabbiare. Con questo non dico che non si debba scrivere a riguardo, dico solo che se lo si fa è perché si ha davvero una testimonianza da narrare, come ad esempio nel caso di "Il tatuatore di Auschwitz". Questo che vi ho appena raccontato è il motivo per il quale negli ultimi anni non ho più letto libri sulla deportazione. 

I protagonisti di questa storia vera sono Lale e Gita, entrambi deportati in uno dei più terribili campi e incontrati per caso. Da quell'incontro nasce qualcosa, e se subito sono convinti che si tratti di un'infatuazione per sentirsi vivi...ben presto capiscono che quel sentimento si è radicato nella loro anima. Inutile dilungarmi sulla trama, lui viene "promosso" a tatuatore, subisce una serie di maltrattamenti, rischia la vita diverse volte ma riesce sempre a cavarsela. 
La bellezza di questo libro sta nella capacità di rendere così reali gli avvenimenti, nel sentire l'aria fredda sul volto, i vestiti ruvidi sulla pelle nuda, il caffè vecchio annacquato, i pagliericci affollati e la perdita di umanità. Lale e Gita hanno la capacità di non smettere di sperare e sanno che se riescono a svegliarsi al mattino allora va bene, in fondo sono vivi e devono cercare di rimanere tali per un latro giorno. Trascorrono il loro tempo a pensare a cosa succederà e a come aiutare anche solo un altro essere umano alla volta, perché se salvi anche solo una persona salvi il mondo. 

È triste pensare che nonostante la storia oggi non sia cambiato molto: sono state modificate le procedure, ma la cattiveria verso il prossimo è sempre la stessa. Continuano le guerre, continua la lotta per il potere e non si modifica il fatto che a morire siano sempre gli innocenti, povera gente, donne e bambini. Questo romanzo sembra parlare di una vita fa e invece è così attuale. 
Non sono in grado di scrivere una recensione obiettiva, mi è salita la rabbia. Posso però scrivere che sì, è un libro molto bello, che getta speranza, perché la speranza e la voglia di vivere si respira in ogni singola pagina. È una storia vera questa, voluta da Lale stesso, una testimonianza reale di ciò che è stato, non una storia costruita sui racconti e creata a tavolino per vendere copie. 
Spero che vi capiti tra le mani ma è più probabile che l'abbiate già letto. 

Recensione di Baba - Finchè il caffè è caldo di T. Kawaguchi

 

Desperate Bookswife

 Il libro
Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi
Editore: Garzanti| Pagine: 192| Pubblicazione: 2020| Prezzo 16,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa 

Notizie sull'autore
Toshikazu Kawaguchi è nato a Osaka, in Giappone, nel 1971, dove lavora come sceneggiatore e regista. Con Finché il caffè è caldo, suo romanzo d’esordio, ha vinto il Suginami Drama Festival.

Recensione di Baba

Buonasera lettori, vi spero bene! Oggi sono qui a parlarvi di un libro diventato bestseller, un romanzo delicato come solo gli autori giapponesi sanno scrivere così, storie che si intrecciano per far riflettere il lettore e farlo tornare al qui e ora, senza distrazioni. 
queste sono le premesse, purtroppo però per me non è andata così. 
La caffetteria in cui si svolge l'intero romanzo è centenaria e speciale: c'è un tavolino particolare e se si riesce a trovarlo libero e a sedersi è possibile fare un salto nel passato. Non è possibile cambiare il presente, però si può rivivere un momento, assaporarlo fino in fondo, ascoltare qualcuno, guardare per l'ultima volta un viso. Il tempo nel passato però è limitato, il tempo di un caffè caldo, infatti bisogna consumare il caffè a piccoli sorsi e berlo finché è caldo, altrimenti succede un disastro. Con il tempo non si può mica scherzare! 

All'interno di questo luogo si susseguono diverse persone che motivi differenti vogliono tornare indietro e chiudere i conti con il passato. Ad alcuni stanno strette le cinque regole che è necessario seguire, altri non vorrebbero tornare, altri ancora vorrebbero andare a vedere cosa accadrà in futuro. Tutto questo susseguirci di personaggi per dirci che no, dobbiamo smetterla di avere dei pensieri disturbanti, non possiamo sprecare il nostro tempo a pensare a ciò che è stato ma è necessario gustare ogni momento che viviamo adesso, come il caffè, che va assaporato sorso dopo sorso, finchè è caldo. 

Tutto magnificamente interessante, un manuale di auto-aiuto del quale non potevo fare a meno. Sono una brutta persona insensibile però a me questo genere di libri non piace. Ogni tanto ci riprovo per vedere se i miei gusti siano cambiati o se magari il mio gradimento dipenda dall'autore. 
Innanzi tutto non amo le storie che si compongono da racconti uniti fino a formare un romanzo, a me piace affezionarmi ai personaggi, conoscerli un po' alla volta e fare fatica a dir loro addio. Con questa modalità non accade poiché non ci sono avvenimenti e descrizioni sufficienti (almeno per me). 

Lo stile è piacevole e scorrevole, l'autore riesce a non essere freddo e distaccato come spesso capita quando si leggono autori giapponesi. Si respira dolcezza e malinconia, questo è un punto a suo favore come la scelta dei personaggi e le loro brevi storie. Non sto quindi affermando che sia un brutto libro, anzi è indubbiamente interessante e credo che molti autori successivamente si siano fatti ispirare da questa storia; io affermo solo che non ho gradito la trama in se semplicemente perché non è nelle mie corde. Avete presente quando vi rendete conto di guardare un film che sicuramente è bellissimo ma semplicemente non fa per voi e che quindi non siete in grado di apprezzarlo? Ecco, questo è il caso. 

In definitiva concludo dicendo che: 

- se ti piacciono i libri che in qualche modo possano farti apprezzare ciò che hai

- se ami le storie di persone che devono chiudere un cerchio

- se pensi che grazie ad una lettura cambierai il modo di vedere la tua vita

ALLORA QUESTO LIBRO FA PER TE.

Cosa ne pensate? Lo avete letto e amato come quasi la totalità dei lettori con i quali mi sono confrontata fino ad ora? Ti aspetto nei commenti.

Recensione di Baba - La libreria dei gatti neri di P. Pulixi

Desperate Bookswife (foto disperata con albero di Natale anticipatario)

 Il libro
La libreria dei gatti neri di Piergiorgio Pulixi
Editore: Marsilio| Pagine: 304| Pubblicazione: 2023| Prezzo 15,00€| Trama:Qui
Genere: giallo

Notizie sull'autore
Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982 e vive a Milano. Ha pubblicato diversi romanzi polizieschi con cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio Scerbanenco 2019 per il miglior noir dell’anno. È considerato uno dei maggiori esponenti della nuova generazione di scrittori noir e thriller. I suoi romanzi sono tradotti in Francia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera, Polonia e Russia.

Recensione di Baba

Avevo sempre snobbato questo autore, forse perché ho i miei giallisti preferiti, forse perché il suo cognome non mi ispirava simpatia o semplicemente perché si è perso nella valanga di libri e autori che passano sugli scaffali. Per la sfida di lettura che organizziamo doveva leggere un libro che avesse in copertina un simbolo noto come "porta sfortuna" e benché io ami alla follia i gatti neri, purtroppo molto persone sono ancora convinte che sia un animale amico del demonio. Ecco fatto, per questo futile motivo ho preso in mano questo volume e ho potuto innamorarmi della storia tessuta da Pulixi, permettendomi di conoscerlo e di cercare altri suoi libri. 

Marzio Montecristo gestisce una libreria specializzata in gialli, per quanto lui ami i libri e ovviamente il suo genere, non è un buon libraio: tratta male i clienti, ha un aspetto trasandato e spesso per risparmiare dorme in libreria. Per fortuna c'è Patricia, giovane aiutante che salva le sorti di "Les Chats Noirs", nome scelto in onore di Miss Marple e Poirot, ovvero i gatti neri che vivono tra gli scaffali. La sua attività aveva iniziato a decollare grazie ad un club del libro, rinominato "Gli investigatori del martedi"all'interno del quale moltissimi lettori si davano appuntamento, discutevano su di un libro letto e mangiavano leccornie portate da loro stessi. 
Un giorno però Angela, investigatrice e amica d'infanzia di Marzio, gli chiede aiuto per risolvere un caso spinoso: lui conosce un sopravvissuto e vorrebbe che il suo intuito aiutasse le forze dell'ordine a smascherare il killer. Un uomo incappucciato si reca in casa della vittima, lega i familiari e obbliga la vittima stessa a scegliere quale dei due familiari uccidere, se non deciderà chi salvare... fredderà entrambi. Sembra di essere finiti in qualche film thriller che guardavo da ragazza!

Inutile spoilerare e dirvi come andrà a finire ovviamente, però posso scrivervi che il finale è assolutamente inaspettato e mi ha fatto anche riflettere su come viene vissuta la figura dell'assassino. 
Un libro che ho divorato, dei personaggi azzeccati e l'ambientazione della libreria molto, molto gradevole. Un giallo che contiene vita, sentimenti ed emozioni: l'autore è stato in grado di umanizzare a tal punto i suoi personaggi da renderli spessi, densi, corposi. Il caso è credibile e alla fine il lettore si troverà spiazzato e senza parole. Viene anche trattata una malattia tremenda e la maniera in cui Pulixi ne parla è commovente, non perché lui sia strappalacrime ma perché ha la capacità, con poche parole, di centrare il punto. 

Consiglio vivamente la lettura di questo libro, così tanto nelle mie corde come non mi capitava da tempo. 

Recensione di Baba - L'Iliade cantata dalle dee di M. Oliva

 

Desperate Bookswife

 Il libro
L'Iliade cantata dalle dee di Marilù Oliva
Editore: Solferino| Pagine: 192| Pubblicazione: 2024| Prezzo 16,50€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autrice
MARILÙ OLIVA, nata a Bologna, è scrittrice, saggista e docente di lettere. Ha co-curato per Zanichelli un’antologia sui Promessi Sposi e realizzato due antologie patrocinate da Telefono Rosa, nell’ambito del suo lavoro sulle questioni di genere. Collabora con diverse riviste ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerriero.
Per Solferino ha pubblicato i bestseller mitologici L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre (2020) e L’Eneide di Didone (2022), il romanzo Biancaneve nel Novecento (2021) e il saggio I Divini dell’Olimpo (2022). Ha scritto thriller e noir di successo e con Repetita, il suo romanzo d’esordio, ha ottenuto diversi riconoscimenti.
www.mariluoliva.net

Recensione di Baba

Veramente sentivamo la necessità di un nuovo libro sull'Iliade? Davvero la Oliva ha pensato bene che il suo contributo potesse allietarci? Evidentemente sì. 
Purtroppo questa è la mia seconda esperienza con i libri di Marilù (tra l'altro nome stupendo), scrivo "purtroppo" perché evidentemente la sua scrittura non fa per me e nemmeno le sue storie. 
Questo libro ci racconta con estrema velocità ciò che accade nella guerra di Troia, solo che lo fa dando voce alle Dee, che tifano oppure scongiurano la sconfitta dei poveri umani che sono convinti di essere gli unici artefici del proprio destino. 
Non sono qui a dire che sia scritto male, tutt'altro, la sua penna è sicuramente colta e il suo lavoro esemplare...solo che non ho capito il senso di tutta questa fatica (la sua, non la mia). 
Una volta terminata la lettura mi sono detta: "se non conoscessi l'Iliade non avrei capito un bel niente di quanto narrato e sarei arrivata al fondo completamente stremata, manco avessi combattuto io dinnanzi alle mura. Conosco abbastanza il poema, sentivo la necessità di questo bignami rivisitato? Cosa mi ha dato?". 
Ecco, io capisco che questa mia presa di posizione possa sembrare dura e nemmeno tanto "alla Baba" però...sono rimasta davvero un po' spiazzata. Cosa mi è rimasto? L'immagine di Cassandra ed Elena durante il loro fugace rapporto saffico. Ma perché? La prego Dottoressa Oliva me lo spieghi Lei. Nelle note finali Lei spiega che le donne sono state depredate anche della loro natura lesbo, concessa solo agli uomini. Non credo però sia il motivo. 

Questo è quello che io ricordo di queste 190 pagine: un rapporto tra due donne, le loro labbra che si incontrano e le viscere di Cassandra che si contraggono alla vista delle pesche di Elena, così invitanti e succose, che ha voglia di prenderle tra le labbra, di toccarle. 
Scusate, sarò ignorante, sarò basica, sarò limitata...mettetela come volete ma io non mi capacito. Riesco ancora ad accettare un retelling, una storia riscritta basata su un grande classico, capisco un libro che voglia approfondire delle tematiche ma questo non me lo spiego. Non vuole essere una critica, proprio la mia mente non arriva a comprendere questo tipo di storia. 

Cosa posso aggiungere? Non molto direi dal momento che le mie perplessità non sono sulle conoscenze dell'autrice, non sul suo modo di scrivere e nemmeno sulla struttura che vede l'alternanza dei vari punti di vista delle narratrici. Il mio stupore riguarda la scelta dell'oggetto. Se qualcuno di voi lo ha letto e ha piacere di parlarne ne sarò felice. magari potrò cambiare idea oppure allargare le mie vedute grazie ad un vostro contributo, vi aspetto! 

Quattro blogger per un autore - Paola Chiozza



Buongiorno signori, come state? Siamo arrivati all'autunno e  i colori iniziano a farsi spazio, che bella stagione! Speriamo solo non faccia troppo freddo e non troppo in fretta. Adesso però è tempo di leggere la nostra rubrica bimestrale!
Chi siamo? Ecco qui:
Chiara, Chicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani).

Questa volta ha vinto la corona Paola Chiozza, una scrittrice di romanzi di narrativa femminile che ha raggiunto il successo in Italia grazie all'autopubblicazione su Amazon. Da sempre amante della lettura, scrive il suo primo libro a soli diciassette anni e nel 2013 inizia a condividere le proprie opere sulla piattaforma di Wattpad. Tra i suoi romanzi di maggior successo: Punizione Divina, Conflitto di interessi e La serie dei Goldsmiths. Ferrarista sfegatata e amante della Formula Uno, non si perde mai un Gran Premio ed è per questo che ha deciso di scrivere uno sport romance ambientato nel mondo che più ama. Faster. Il brivido dell'amore è il primo romanzo dell'autrice a essere pubblicato con Always Publishing.

Fonte Google

Come sicuramente immaginerete dalla foto qui sopra...io ho letto "nessuno mi può giudicare" ovvero un libro che ha pubblicato in maniera indipendente. Adesso vi racconto il mio pensiero. 

Purtroppo anche questa volta non è andata benissimo, forse nemmeno bene, insomma è andata così. La protagonista di questa commedia compie 30 anni, è una giornalista di successo e aspetta una promozione che crede di avere in tasca. Proprio nel momento in cui è convinta di avere la vittoria in tasca prende sul muso una secchiata di acqua gelida e si ritrova con il sedere per terra. Le sue migliori amiche la convincono a scrivere l'articolo più pazzo mai pubblicato: riuscire a convincere la grande capa a non buttarla in mezzo alla strada non sarà semplice e bisogna osare. Si parlerà di differenza di età, così dovrà scrivere le sue esperienze personali uscendo con un ragazzino di vent'anni e un uomo più vecchio di lei di dieci. 

Cosa dire amici lettori? Un romanzo che probabilmente qualche anno fa avrei trovato entusiasmante e divertente ma oggi invece non mi ha provocato nessuna emozione particolare. Lo stile della Chiozza è frizzante e scorre velocemente però la storia non ha fatto al caso mio. La protagonista non mi è molto simpatica e alcune volte mi è sembrata poco sveglia: una via di mezzo tra una Bridget Jones e una Rebecca Blomwood, ma non in senso positivo, nonostante a suo tempo abbia amato entrambe le protagoniste da poco citate. 

Interessante però la tematica della differenza d'età, anche se credo che alcuni modi di pensare delle persone faticheranno a cambiare purtroppo (forse anche per la maturità precoce femminile e l'immaturità che spesso contraddistingue alcuni appartenenti del genere maschile). Anche l'idea della Instagrammer che soffia il lavoro a colpi di follower l'ho trovata carina, attuale e purtroppo vera. 
Mi ha infastidito il buonismo di molti personaggi che si respira in una buona parte della storia, forse anche l'impossibilità di diversi accadimenti e l'inserimento di situazioni assolutamente assurde: va bene che il romance deve fare sognare, ma un minimo veritiero santo cielo...altrimenti scriviamo un romance fantascientifico e ok!  

Ho letto quest'estate un altro libro scritto dall'autrice, l'ho trovato carino e scorrevole, tanto da voler iniziare il secondo volume. Questa volta invece non è andata così e chissà se ancora affronterò qualcosa di suo, staremo a vedere! 

Non ci resta che andare a scoprire cosa hanno letto Ombretta, Chiara e Chicca. Correte sui loro blog. 

Recensione di Baba - Il Re di tutti. Un ritratto di Stephen King di Luca Briasco

 


 Il libro
Il re di tutti di Luca Briasco
Editore: Salani| Pagine: 160| Pubblicazione: 2023| Prezzo 16,00€| Trama:Qui
Genere: saggio/biografia


Notizie sull'autore
Luca Briasco è editor, agente letterario, americanista. Ha fatto conoscere in Italia scrittori come Don Winslow, William Vollmann e Jo Nesbø. Ha tradotto autori americani e britannici del calibro di J.G. Ballard, Joe Lansdale, Richard Powers, Viet Thanh Nguyen, HanyaYanagihara. Dal 2018 è la voce italiana di Stephen King.

Recensione di Baba

Buongiorno lettori, oggi ho il piacere di parlarvi di un libro che ho proprio letto con piacere: si tratta di una via di mezzo tra un saggio e una biografia, anche se secondo me quest'ultima definizione non calza proprio a pennello poiché non ci racconta la vita dell'autore ma quest'ultima è uno spunto per parlare di molte sue opere e di cosa lo abbiano spinto a scriverle. Luca Briasco traduce i libri del noto autore del Maine dal 2018, da quando lo hanno chiamato e lui nemmeno se lo aspettava poiché King un traduttore lo aveva, e anche bravo (Giovanni Arduino ). Da quel poco che ho capito il nostro Luca è un tipo tosto e non si tira indietro di fronte ad una sfida e così inizia ad approcciarsi non più come semplice lettore ma come colui che permetterà agli italiani di approcciarsi ad una nuova storia. 
Grazie a  questo volume ho imparato diverse cose che mi hanno permesso di capire meglio il perché sia così tanto amato dai lettori di tutto il mondo e come mai sia così popolare. Il mio rapporto con l'autore è sempre stato strano, mia madre leggeva ogni suo libro deliziandosi con storie paranormali e decisamente horror, senza battere ciglio o senza farsi venire gli incubi; contemporaneamente il mio professore di italiano e latino ci vietava di leggerlo perché secondo lui era un autore inutile e tanto valeva leggere Topolino. Questa presa di posizione così violenta da parte sua, abbinata ai film che ho potuto vedere in televisione, mi hanno fatto pensare che fosse un semplice autore da intrattenimento, di quelli che scrivono per aumentare il valore del conto in banca e non ho mai voluto approfondire più di tanto. La mia migliore amica del liceo nel frattempo ne aveva letto uno poiché piaceva molto al suo fidanzato e mi aveva riportato più o meno una frase del genere: " lo odio, fa schifo, non voglio più leggere nulla". Si trattava dell'Acchiappasogni. 
Un giorno avviene una grande svolta dentro la mia testa, ho iniziato a chiedermi il perché tutti lo avessero letto almeno una volta e avessero un'opinione a riguardo. Perché è così amato o così odiato? Come ha fatto ad avere un record così alto di film ispirati ai suoi libri? La gente ama l'horror e la spiegazione è solo questa oppure c'è di più? 

Luca Briasco ci racconta parte delle vicissitudini vissute dal Re dell'Horror, che una volta si è definito come un Big Mac: libri per tutti, popolari e che alla fine quasi tutti assaggiano. King nasce non fortunatissimo, l'abbandono di suo padre, che esce per comprare le sigarette per non fare più ritorno, ha segnato la sua vita, poi la povertà della madre che si spaccava la schiena per mantenerli e infine la sua difficoltà, da adulto, di mantenere la sua famiglia, nonostante la laurea e il lavoro da insegnante i soldi non bastavano mai. Una sua caratteristica che non lo abbandona ancora oggi è la perseveranza: con l'aiuto della moglie ha capito di voler scrivere, perché ne era capace e aveva molto da raccontare...oggi è quello che tutti conosciamo, anche se non lo abbiamo mai letto. 

Non sbagliamoci però, non sono semplici libri con creature soprannaturali, con mostri che mangiano umani o persone con poteri spaventosi. I libri di King parlano dell'America, delle sue problematiche, di ciò che succede, del bene o del male, di religione, di avvenimenti che hanno segnato la sua esistenza. 
Alcuni dolori lo hanno portato ad essere dipendente da alcol, droghe o medicinali, durante questo periodo in molti dicono che abbia sfornato le sue creature migliori, Briasco non ne fa cenno, non nasconde però la sua scimmia sulla spalla (perché i tossici definiscono così la dipendenza), infatti King scrive un libro anche su questo. 

Quanti di voi hanno amato Shining? King detesta il film! Proprio in questo libro racconta il suo pessimo ricordo del rapporto con il padre, ciò che sente nei confronti della famiglia in quel determinato periodo. Non è un semplice libro horror, c'è una profondità di turbamenti e pensieri da fare spavento, però può essere anche solo libro adrenalinico! Dipende dalla voglia di andare oltre alle semplici parole che si susseguono sulla carta. Ma il fatto che ci voglia una guida per capirne meglio la scrittura già lo rende strepitoso, anche se non piace. 

Credo di avervi spoilerato già troppo, queste centosessanta pagine sono state molto interessanti e la cosa fantastica è che adesso lo leggerò con occhi diversi ma sopratutto ho compreso maggiormente quelli che ho già portato a termine. Date una possibilità a questo saggio, scritto in maniera scorrevole e accattivante, mai noioso o ripetitivo, non vorresti che finisse! Non ancora Luca, raccontaci qualche altro aneddoto! 

E voi? Avete letto altre biografie di questo mostro della letteratura americana? Vi aspetto nei commenti. 

Recensione di Baba - una festa in nero di Alice Basso

 Il libro
Una festa in nero di Alice Basso
Editore: Garzanti| Pagine: 351| Pubblicazione: 2024| Prezzo 18,60€| Trama:Qui
Genere: narrativa


Notizie sull'autrice
ALICE BASSO è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

Recensione di Baba

Buongiorno lettori, sono tornata per parlarvi dell'ultimo romanzo che conclude la serie "Le indagini di Anita" scritto dalla magistrale Basso.  Siamo a Torino e corre l'anno 1935, il periodo storico non è dei migliori e anche la vita di Anita sta per cambiare radicalmente. Nonostante lei cerchi di rimandare continuamente le nozze con Corrado, non si interessi ai preparativi e non sudi a causa dell'emozione pensando all'abito da sposa... tra poco la sua vita percorrerà una strada diversa e lei dovrà smettere di andare a lavorare per crescere un'orda di bambini devoti alla patria e dovrà dedicarsi alla casa e al bel maritino, impettito come un piccione impagliato (povero Corrado Leone, non se lo merita, perché è un gran bravo ragazzo). In fondo però le cose sono ancora come prima anche se per poco, quindi è giusto godersi gli ultimi momenti in ufficio insieme a Sebastiano: scrivere articoli e scambiare saliva sono ottime attività poiché la prima è utile a tutta Torino, mentre la seconda...beh la seconda fa bene a loro. Tutto prosegue più o meno come al solito fino a quando Anita non ha sensazione di essere osservata, di sentirsi seguita, così informa Sebastiano e ovviamente hanno paura che le loro attività, ehm, diciamo ludiche, vengano presto scoperte. La faccenda però non è proprio così e in un batter d'occhio avremo a che fare con spie, bugie, una Candida nei guai e un gran giramento di biglie. Dopo qualche colpo di scena, mal di pancia e decisioni complicate da prendere arriveremo ad un epilogo e saremo costretti a salutare anche questi personaggi. Perché è così difficile lasciar andare i personaggi della Basso? 

Facciamo però un salto indietro e torniamo all'inizio, quando l'autrice esce in libreria con un nuovo inizio, ci presenta la signorina Bo, così diversa da Vani Sarca, e non riusciamo a fare a meno, almeno per i primi capitoli, di fare qualche confronto. Subito una ragazza molto carina e vanitosa, poco istruita e così frivola non riesce a convincerci del tutto: dov'è finita la cazzuta Vani? Perché la Basso ha tirato fuori questa ragazza così...come dire, così poco profonda? Poi andiamo avanti, perché ci fidiamo, e poco alla volta scopriamo una donna che ha qualcosa di importante da dire e da dare (così suona male) e il fatto che sia così diversa dalla precedente protagonista è un bene, perché non possiamo paragonarle. Anche se entrambe hanno un interessante ego: Vani era molto consapevole di essere brava e Anita era al corrente di essere bella. Ognuna di loro ha usato le proprie certezze per fare del bene, quindi sì, qualcosa in comune lo hanno. In questa maniera la Bo ha dato un colpo d'anca alla Sarca facendole spostare il sedere qualche centimetro più in là e si è presa un posto sul divano, accanto a lei. Oddio non so se andrebbero d'accordo e quanto tempo ci metterebbero a litigare per il monopolio del telecomando eh...ma di cosa ci preoccupiamo, la tv non c'era ancora! 

Tornando a noi, quest'ultimo libro è un saluto in grande stile, la parte finale ci ha spiazzato, o forse nemmeno più di tanto. L'autrice ha deciso di romanzare un periodo storico complesso, ha scelto di parlare del capoluogo piemontese in periodo fascista, raccontandoci episodi tratti da storie vere, inventandone altri, costruendo una storia per farci capire che aria si respirava all'epoca, quale fosse la condizione femminile e quanto fosse complicato fosse essere semplicemente stessi. 
Ho apprezzato tutto: personaggi, ambientazione, periodo storico, parti investigative, stile di scrittura (assolutamente riconoscibile, come il timbro della voce di ognuno di noi). Mi piace l'ironia che esce dalla sua penna, la "leggerezza" con la quale riesce ad approcciarsi ad argomenti di un certo spessore, la minuzia delle sue ricerche storiche e il modo di caratterizzare i suoi personaggi, che a noi sembra di vedere vagare per l'ufficio o in casa (vedi Mariele) mentre borbottano, sospirano o imprecano "che zucche!" 
Ti ringrazio Alice, perché tieni una  compagnia di qualità. Adesso non vedo l'ora di leggere il tuo romanzo per ragazzi. 

Recensione di Baba - Le aquile della notte di A. Basso

 

Desperate Bookswife

 Il libro
Le aquile della notte di Alice Basso
Editore: Garzanti| Pagine: 360| Pubblicazione: 2023| Prezzo 16,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa


Notizie sull'autrice
ALICE BASSO è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

Recensione di Baba

Amici eccomi tornata con la recensione del quarto libro della serie "Le indagini di Anita", scrivo e leggo poco ma cerco di scegliere bene!  Sapete quanta ammirazione abbia per questa autrice Lombarda trapiantata in Piemonte, sapete che leggerei anche un romanzi di fantascienza se scritto da lei! Ebbene no, ancora non ci ha pensato, quindi nel frattempo mi dedico a terminare questa fantastica serie. 
Sappiamo che Anita Bo e Sebastiano lavorano insieme (ancora per poco visto che le nozze di entrambi potrebbero essere alle porte), sappiamo anche che non sono proprio indifferenti ai rispettivi fascini, sappiamo anche che la vita privata li dividerà presto e che quindi devono concentrarsi a risolvere più casi possibili e nasconderli tra le pagine del loro protagonista inventato, un certo Smith, che pare sappia il fatto suo. 
Questa volta ci spostiamo nelle Langhe, poiché l'autrice ha deciso di parlare un po' di questa zona meravigliosa, terra di buon vino e tartufi niente male. Siamo nel 1935, i due colleghi devono spostarsi in zona di vigneti per poter proseguire il loro lavoro e per Anita è un'occasione unica: non si sposta frequentemente, è periodo di vendemmia e i paesaggi sono mozzafiato! La visita alle cantine non può mancare, è una tappa quasi obbligata. Se da una parte la sua devozione al lavoro è inversamente proporzionale alla voglia che ha di sposarsi, questa gita in campagna permette a tutti di staccare un po' la spina, anche solo per l'aria che si respira. Ma... c'è sempre un ma quando i due protagonisti sono insieme, infatti arriva il morto. Ovviamente fa scalpore, si tratta di un giovane ragazzo conosciuto dalla comunità, quindi bisogna iniziare a capire chi sia il colpevole. Per Anita e Sebastiano è un colpo duro da digerire, avevano appena conosciuto un gruppo di giovani aquile...e booom. Il fattaccio. Se da una parte le loro forze sono impiegate per scoprire la verità e con la scusa stare tutto il tempo insieme, dall'altra i due rispettivi fidanzati sono molto ingenui: Mavi vuole essere la migliore amica di Anita (sperando che Clara non lo scopra), Corrado Leone ammira Sebastiano come se fosse la statua di un martire. Eh sì, avete letto bene, Corrado sarà presente per una buona parte del romanzo, lui e la sua postura fiera e impettita! Raggiungerà l'allegra combriccola e nemmeno si accorgerà di tutti i mosconi che ronzano intorno alla sua futura sposa. Che tipo. 
Un romanzo che riempie il tempo con il giusto ingombro, Alice Basso non passa inosservata e nemmeno Anita, Santa Polenta al Sugo! Una storia narrata magistralmente, un'ambientazione diversa dal solito ufficio, dei personaggi in crescita e un epilogo che si avvicina come una mannaia: che zucche! Una storia gialla, tinta di rosa, inzuppata nella storia: che mix esplosivo. Apprezzabile la ricerca storica, di non poco conto, la scelta della campagna piemontese con descrizioni assolutamente adeguate rendono questo libro ancora più ricco e immagino che faccia proprio venir voglia di andare in giro per cantine (io condivido la casa con un sommelier quindi non faccio testo). 
E adesso non ci resta che scoprire cosa accadrà nell'ultimo episodio. 

In ordine di lettura ecco i precedenti volumi della serie:
- Il morso della vipera (2020)
- Il grido della rosa (2021)
- Una stella senza luce (2022)

Quattro blogger per un autore - Alexandra Christo


Buongiorno signori, come state? Siamo finalmente giunti in estate e il calore che tardava tanto ad arrivare adesso non si nega! Adesso però è tempo di leggere la nostra rubrica bimestrale!
Chi siamo? Ecco qui:
Chiara, Chicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani).

Questa volta lo scettro è per Alexandra Christo, che  ha deciso di scrivere libri all’età di quattro anni, nel momento in cui la sua insegnante le disse che non poteva essere una fata. Quando non è impegnata a inventare storie la si può trovare a organizzare tour gastronomici in giro per Londra o a divorare drama coreani. Ha una laurea in Scrittura creativa e attualmente vive in Inghilterra con molti cactus (le uniche piante che riesce a mantenere in vita). Dopo La regina delle sirene e La principessa delle anime, L’ultima degli immortali è il terzo romanzo pubblicato per Fanucci Editore.


Selestra ha sedici anni, vive in una torre all'interno di un castello, ha i capelli lunghi e verdi, gli occhi da serpente e un dono speciale:attraverso le mani lei predice il futuro. La sua vita è particolare, trascorre le sue giornate dentro ad una prigione dorata, ma dice di non essere costretta, lo ripete continuamente. Le sue uscite però sono clandestine e nessuno può avvicinarsi a lei a meno che non si tratti di motivi ufficiali a corte. Avete letto bene, a corte. Sua madre è la strega del Re e lei prenderà il suo posto quando avverrà lo switch.
Nox è un soldato, combatte per il Re e fa parte di una delle Isole sotto il comando reale. Una di queste però resiste e non si piega alla Corte: immaginerete l'ira del sovrano che a tutti i costi vuole avere sotto il suo potere tutto il territorio, niente e nessuno esclusi. 

Durante la Festa delle Predizioni Selestra può uscire dal suo cantuccio e recarsi con la madre e il Re a Palazzo: i richiedenti vogliono che si predica loro il futuro, ma ogni cosa ha il suo prezzo. E se fosse l'anima? Nel giorno dell'ultima festa Nox si reca a corte per chiedere una predizione e sarà proprio la giovane apprendista strega a fargliela. Da quel momento, dal tocco reciproco della loro pelle i due giovano saranno legati e chissà quali avventure dovranno affrontare. Entrambi portano ricordi indelebili nella mente e il loro cuore è segnato da perdite inaspettate e alquanto sospette...

Questa storia mi ha lasciata abbastanza perplessa, sia per la sua struttura, sia per la trama. Lo stile non vince a mani basse, semplicemente scorre senza infamia e senza lode, come un articolo presente all'interno di una rivista. 
I personaggi sono piatti, non creano nessuna aspettativa e non coinvolgono il lettore: poche emozioni per uno scarso risultato finale. 
La trama scorre via come acqua tra le dita, tutto accade troppo velocemente e alcuni personaggi ci si chiede quale rilievo abbiano e perché esistano. 
La protagonista, va bene che è un'aspirante strega, va bene che ha solo sedici anni, per la miseria però, un po' di sicurezza in più...strappi la vita alle persone figlia mia, predici il futuro, hai gli occhi da serpente, non puoi camminare sulle uova di quaglia! 
Nox è prevedibile, scontato e noioso: quello che dice lo potevo predire già durante la lettura della pagina precedente e io non ho i capelli verdi e nemmeno strani poteri ereditati dagli antenati. 
Insomma, una storia per giovani che non convince, una sorta di romanzo ispirato a Rapunzel ( ma dove???) e mi dicono anche molto simile ad un altro libro di un'autrice famosissima tra i fantareaders. 
Bocciato ( per me almeno), ma sono quasi certa che se lo leggesse mia figlia lo adorerebbe. 
Voglio però provare a spezzare una lancia in suo favore: non ci sono scene hot, il linguaggio è pulito e semplice. Forse finalmente un romanzo young a tutti gli effetti! 

Adesso non ci resta che scoprire cosa hanno letto le mie compagne di avventura!