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Recensione #aspettandoilbancarella - Il ladro gentiluomo di A. Gazzola

domenica, luglio 21, 2019 Baba Desperate Bookswife 2 Comments

Il libro
Il ladro gentiluomo di Alessia Gazzola
Editore: Longanesi | Pagine: 304| Pubblicazione: 2018 | Prezzo 15,00€| Trama: Qui
Genere: giallo
Notizie sull'autrice
Alessia Gazzola (Messina, 1982) è laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in
Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con L’allieva nel 2011, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa(2014), Una lunga estate crudele (2015), Non è la fine del mondo (2016), Un po’ di follia in primavera (2016) e Arabesque (2017). Dai romanzi della serie L’allieva, tradotti in numerose lingue, è tratta la serie tv di successo in onda su RaiUno con Alessandra Mastronardi nei panni di Alice Allevi e Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti. Collabora con i supplementi culturali di La Stampa e del Corriere della sera. Vive a Verona con il marito e le due figlie.
Recensione 


Buongiorno cari lettori, oggi è il 21 luglio. Un giorno importante perché questa sera a Pontremoli, alle ore 21:00, sapremo chi vincerà il Premio Bancarella 2019. Quando qualche mese fa mi recai al Circolo dei Lettori di Torino per scoprire i Fantastici Sei finalisti, rimasi stupita perché a parte la mia adorata Alessia Gazzola non conoscevo proprio nessuno. Avevo sentito parlare di Giampaolo Simi dalla amica blogger "Un libro per amico" e di Elisabetta Cametti sulle spiagge liguri da un'altra famelica lettrice come me. Stop. Ho deciso di condividere la mia avventura insieme a Nadia, infatti come avrete notato, le prime recensioni sono state firmate da lei e le ultime tre da me. Questi titoli sono stati una vera scoperta, piacevole e sorprendente, e io non posso che essere felice di aver deciso di ospitarli tutti su Desperate Bookswife, proprio perchè voi lettori possiate trovare qualcosa di diverso, che probabilmente non avrei letto. Ma ho già rubato fin troppo tempo ad Alice Allevi...

L'ex specializzanda in Medicina Legale è partita. Eh sì, avete letto bene, Alice ha preparato la valigia e ha viaggiato verso il nord, per l'esattezza si è fermata a Domodossola, la parola che inizia con la D più gettonata di sempre. Lo shock è stato notevole perchè l'Istituto di Medicina Legale, molto molto più piccolo rispetto a quello romano, si trova in Regione Siberia, un posto desolato, avvolto dalla nebbia e dal freddo. Insomma, la sensazione di essere finita in un altro mondo non tarda ad arrivare. Il tempo per piangersi addosso però Alice non ce l'ha perché durante un'autopsia trova all'interno dello stomaco dell'ucraino Arsen Nazarovič Scherbakov nientepopodimenoche un diamante. E anche bello in carne.
Ancora una volta Alice non si smentisce, infatti consegna la pietra preziosa ad un certo Alessandro Manzoni, un finto poliziotto dai modi esemplari e dal fascino indiscutibile. Proprio da qui parte la caccia al ladro gentiluomo.

Questo romanzo, narrato in prima persona, ci racconta la vita in trasferta di uno dei personaggi femminili più amati dal pubblico italiano (per quanto riguarda questo genere di romanzi). La sua vita lassù scorre in maniera totalmente diversa, con dei ritmi differenti dai suoi e un modo di lavorare un po' nuovo. Ma mi permetto di aggiungere che, secondo me, questa ottava avventura parla del rapporto tra Claudio Conforti e Alice Allevi, che per ben sette romanzi, concretizzando parliamo di più di duemila pagine, abbiamo visto giocare al tira e molla, prendi e lascia, ignora e osserva, insulta e bacia. Il pubblico per un periodo era diviso in due, quelli appartenenti alla tifoseria CC e quelli appartenenti alla tifoseria Arthur , abbiamo assistito a moltissimi eventi e cambiamenti, ma questo libro appartiene a loro due, coloro che in qualche modo hanno dato il via a tutto questo. Anche se non si può mai stare tranquilli, perchè mentre Alice viene imbiancata dalla neve, Claudio vorrebbe atterrare in America per fare carriera nel Nuovo mondo. Come andrà a finire? Questo è il punto e io non aggiungo altro, ma so già che leggerete questo libro, anzi sicuramente i fan di Alice lo hanno già fatto in tempi non sospetti. Per chi invece non ha ancora deciso se dare un possibilità a questa serie, allora io vi consiglio di leggere questo post per seguire l'ordine cronologico, al quale dovrete aggiungere "Un po' di follia in primavera" e "Arabesque".

Lo stile della Gazzola è sempre fresco e spumeggiante, così il romanzo ci scivola letteralmente tra le dita, arrivando all'epilogo in un battito di ciglia. I personaggi non appaiono affaticati e il lettore non è per niente stanco di un'altra avventura (come di tanto in tanto capita dopo un certo numero di libri), anzi, salutare Alice è un'impresa ardua. Almeno per me. Devo ringraziare la mia coetanea Alessia per aver inventato un personaggio così appassionate e ingombrante, che mi ha strappato risate e lacrime, che mi ha fatto staccare la spina permettendomi di conoscerla e di diventare sua amica. Una serie leggera che però ha il suo perché, curata nei dettagli e con dei rimandi a musica e letteratura di tutto rispetto. Brava Dottoressa, hai creato qualcosa che resterà e un pezzo di Alice occuperà sempre il nostro cuore.

Cari miei lettori, ci teniamo aggiornati, seguitemi sui social per scoprire insieme chi vincerà questa edizione del Premio Bancarella. Io quest'anno non mi sbilancio perchè ho deciso di non fare il tifo, anche se sono un'essere umano e una piccola preferenza ce l'ho...ma non ve la svelerò, quindi non chiedete! A presto e in bocca la lupo a tutti i sei autori.

Ps
Avrete sicuramente notato che nessuno dei sei romanzi finalisti ha le stelline di gradimento, solitamente posizionate sotto la scritta "Recensione". Ovviamente non è un caso, è una decisione che ho preso per cercare di farvi capire a parole il mio punto di vista e non farvi cadere l'attenzione solamente sul voto.
Da domani tutto tornerà alla normalità! 

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Recensione #aspettandoilbancarella - Évelyne di M. Scardigli

sabato, luglio 20, 2019 Baba Desperate Bookswife 2 Comments

Il libro
Évelyne di Marco Scardigli
Editore: Interlinea  | Pagine: 320| Pubblicazione: 2018 | Prezzo 15,00€| Trama: Qui
Genere: giallo/narrativa
Notizie sull'autore
Marco Scardigli è nato, vive e lavora a Novara. Storico militare, ha pubblicato per Mondadori la trilogia sulle battaglie nella storia d’Italia, per Rizzoli Le grandi battaglie del Risorgimento (2010), per Utet Viaggio nella terra dei morti (2014), Le armi del diavolo (2015)e Il viaggiatore di battaglie (2017). È anche appassionato di gialli e questa è la seconda avventura con protagonisti Tina, Stoffel e Marchini dopo Celestina. Il mistero del volto dipinto (Mondadori, Milano 2016). Oltre che di storia e narrativa, è anche appassionato di giochi e di cultura gastronomica.
Recensione 


Novara, primi anni del 1900. Tina affitta delle camere e sta cercando di tirare su una piccola sartoria  insieme ad un'amica, Donna Elena, nobildonna dal molto tempo libero.
Deodato Marchini è un vicecommissario, affitta una camera da Tina, della quale è indubbiamente innamorato.
Otto Stoffel è un maggiore dell'esercito, anch'esso alloggia da Tina e nutre sentimenti simili a quelli dell'amico Marchini, fino a quando a Novara non arriva Évelyne, donna francese dal cognome italiano, portatrice di indubbia bellezza e di guai.
La vita a Novara fa il suo normale corso fino a quando non viene trovata in un fosso una donna, completamente squartata e dal volto irriconoscibile. La tranquillità svanisce e si va alla ricerca dello squartatore, tenendo occhi aperti e orecchie tese.
Ancora una volta mi approccio ad un romanzo che non avrei voluto leggere e che se non fosse stato per l'imminente Premio Bancarella non avrei assolutamente preso in considerazione. Il titolo e nemmeno la copertina avrebbero attirato la mia attenzione, tantomeno la sinossi.
Ed è proprio in momenti come questo che sono felice di essere una book blogger e non una semplice lettrice, non perchè io abbia chissà quale valore aggiunto, ma perché questo è un modo per provare strade sconosciute e magari trovarsi benissimo. Proprio come è accaduto in questi giorni, in compagnia dell'autore e storico Scardigli e dei suoi indimenticabili personaggi.
Inizio con lo scrivervi che per almeno cento pagine non si sa bene dove l'autore voglia andare a parare: si alza il sipario, ci vengono presentati gli attori e si vive la vita della città di Novara vista con gli occhi di Tina, Marchini e Stoffel. Conosciamo il carattere e le caratteristiche di ognuno di loro, i comportamenti, le relazioni interpersonali e li viviamo nella semplicità della vita di tutti i giorni. Scopriamo che Tina è una donna che si è fatta da sola, orgogliosa al punto giusto, buona e dal cuore grande, dotata di un ottimo fiuto aggiungerei; Marchini è frustrato dal suo Commissario Capo, un incompetente borioso, è un omino non propriamente bello, ma che sa ascoltare e comprendere le persone; Stoffel ha un passato turbolento di cui non ama parlare, un portamento rigido e un totale disinteresse verso tutti coloro che lavorano con lui, privo di vita sociale e interessi viene considerato altezzoso, anche se non è così. E mentre noi iniziamo ad appassionarci alle piccole vicissitudini...succede un gran casino e quello che credevamo un romanzo parte in quarta e diventa un giallo, stupendo il lettore che ormai credeva di trovarsi tra le mani un romanzo di narrativa ambientato nel secolo scorso. 
Lo stile molto curato è in parte ironico (caratteristica che non disdegno per nulla), i fitti dialoghi sono sapientemente costruiti e mai vanno in conflitto con i personaggi, insomma, un valore aggiunto non da poco.
Ispirato a ad alcuni fatti realmente accaduti, Scardigli tocca diversi temi importanti, come indubbiamente il ruolo della donna nei primi anni del '900, la giustizia e con indubbia ironia grazie proprio al Commissario Capo, il diretto superiore di Marchini, la scarsa conoscenza di metodi scientifici e le indagini approssimate. Quello che ho anche notato con piacere è il diverso approccio degli uomini nei confronti del gentil sesso, ovvero il corteggiamento studiato e l'attesa di una risposta, tutte cose che i ragazzi nati nel 2000 o forse anche prima non conoscono nemmeno. 
Ho apprezzato moltissimo la capacità di tenere il lettore letteralmente impantanato in questa storia, senza possibilità di scampo. Io mi sono resa conto di non aver cambiato posizione sulla poltrona per non so quanto tempo e quando ad un certo punto il sangue ha quasi smesso di circolare bene...allora ho capito che forse era il caso di fare quattro passi. I personaggi sono ammalianti, ipnotizzano chi legge che ne vorrebbe ancora e ancora perchè uno mica può lasciarli andare via, non si accontenta di quello che Scardigli ha scritto, la storia è molto interessante, ma sono coloro che la vivono a fare la differenza. Per questo motivo, e sopratutto grazie alla mia amica Daniela, ho cercato il precedente: "Celestina. Il mistero del volto dipinto" che voi trovate QUI, all'interno del quale si ritroveranno gli stessi personaggi principali e potremo così conoscerne le origini. Ma voglio rassicurarvi, si legge comunque  benissimo così!
Questa volta non vi aspettate consigli personalizzati, Évelyne lo consiglio un po' a tutti coloro che amano i libri ben scritti perché davanti a Évelyne non si può scappare, vi catturerà dopo poche pagine e finirete con lo scrivere all'autore perché avrete un sacco di domande fa fargli, quindi, caro Scardigli, fugga!!! 

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Recensione #aspettandoilbancarella - Come una famiglia di G. Simi

giovedì, luglio 18, 2019 Baba Desperate Bookswife 0 Comments

Il libro
Come una famiglia di Giampaolo Simi
Editore: Sellerio  | Pagine: 425| Pubblicazione: 2018 | Prezzo 15,00€| Trama: Qui
Genere: giallo
Notizie sull'autore
Giampaolo Simi ha pubblicato Il corpo dell’inglese (2004) e Rosa elettrica (2007). I suoi libri hanno ricevuto vari premi e sono stati tradotti in Francia (nella «Série noire» di Gallimard e presso Sonatine) e in Germania (Bertelsmann). Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alle fiction «RIS», «RIS Roma» e «Crimini». Con questa casa editrice ha pubblicato Cosa resta di noi (Premio Scerbanenco 2015), La ragazza sbagliata (Premio Chianti 2018) e Come una famiglia (2018).
Recensione 

Tornano le "avventure" di Dario Corbo, ex giornalista di cronaca nera oggi impiegato all'interno della Fondazione Beckford, che cura l'opera del grande artista Thomas Beckford, padre di Nora, precedentemente condannata e incarcerata per l'omicidio di una sua coetanea molti anni addietro. Nel primo romanzo infatti Corbo dovrà indagare a distanza di ventitré anni proprio sulla morte di Irene Calamai, brutalmente assassinata senza pietà. (recensione qui).
La vita di Dario procede apparentemente tranquilla fino a quando viene convocato dalla polizia a causa del figlio Luca, calciatore promettente che dopo aver battuto ai rigori il Bruges, la sua squadra si aggiudica la vittoria  della Viareggio Cup. Durante una serata in discoteca, tra un selfie e l'altro una ragazza viene picchiata e stuprata, Aurora Lopez però riconosce un volto e pronuncia un nome: Luca, quello che gioca nel Rivadarno. Corbo ride istericamente, suo figlio è un bravo ragazzo. Non ha la faccia da bravo ragazzo? Luca non potrebbe fare mai una cosa del genere, la sua fiducia è cieca, adesso bisogna difendersi.
Questa storia ci viene sapientemente narrata in prima persona proprio da Corbo, che scrive direttamente e romanticamente una lettera a suo figlio, sviscerando tutte le sue emozioni e raccontandogli quello che prova in un momento difficilissimo della sua vita. La famiglia è come una squadra, ci si supporta a vicenda per raggiungere la tanto desiderata vittoria. Dario sta giocando una partita complessa, perché l'innocenza di suo figlio non è scontata per nessuno, perché Luca ha un carattere chiuso, non si espone, prende sotto gamba la situazione, forse senza rendersi della gravità delle accuse. Mente, omette, ha un atteggiamento non adeguato alla situazione e credergli è sempre più difficile.
Per la seconda volta sono stata ammaliata dalla scrittura di Simi, un giallista che riesce ad irretire il lettore, prendendolo un po' in giro, giocando con lui, facendogli imboccare le strade che lui vuole che si percorrano e colui che legge è come bendato e come un cane da tartufo cerca famelicamente il giusto sentiero per arrivare alla verità.

Una storia che tocca dei temi attuali, come quello dei complessi rapporti familiari, sopratutto tra genitori separati, si parla di popolarità, di cosa si è disposti a fare per il vil denaro, di come si possa manipolare con estrema facilità la verità con la menzogna, si affrontano persone arriviste e senza scrupoli. Quello che però più mi ha segnato è stato proprio il rapporto di Corbo con suo figlio, quella malinconica tristezza che accompagna la pulita narrazione. La scelta della prima persona, per quanto mi riguarda, è promossa a pieni voti, Dario Corbo non è più solo un personaggio di un giallo, ma è un padre in carne e ossa, attanagliato dai grattacapi e angosciato da quello che potrebbe scoprire.

Un libro ipnotico, assolutamente consigliato per chi non cerca solo un giallo, ma un'opera più complessa e ben miscelata, composta da molti temi, che non sono mai troppi e raccontata con la destrezza di un buon prosatore. Insomma, è chiaro che non dovete perderlo, quindi andate a comprare subito "La ragazza sbagliata".
Questo libro sarà uno dei sei protagonisti della serata del 21 luglio a Pontremoli per il Premio Bancarella. Buona lettura :-) 

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Recensione #aspettandoilbancarella - Prima che te lo dicano gli altri di M. Magliani

lunedì, luglio 15, 2019 Baba Desperate Bookswife 0 Comments


Recensione a cura di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!

Oggi vi parlo di un romanzo di cui probabilmente non avrei mai sentito parlare se non fosse approdato al Premio Bancarella come finalista: sto parlando di Prima che te lo dicano altri, di Marino Magliani.

“Sono nato in un ospizio per anziani e un fatto del genere credo meriti di restare, e comunque sia è una cosa con la quale devi fare i conti. Me ne sono andato di casa che avevo otto anni, prima in un collegio, poi in un altro, e nel frattempo, durante le vacanze, in qualche colonia estiva, e poi ancora in collegio. Anche queste sono cose con le quali devi fare i conti. In qualche modo, da quei collegi non sono mai più andato via.”

Prima di raccontarvi del romanzo ho voluto inserire questa riflessione dell’autore sulla sua vita, che si può leggere sull’aletta di destra della copertina. Secondo me in queste poche frasi c’è anche la spiegazione del romanzo.

La storia si svolge in due diversi contesti geografici- l’entroterra ligure di Dolcedo e l’Argentina- e su due spazi temporali, l’infanzia del protagonista negli anni Settanta e l’anno 2024. Alla fine della seconda elementare, rimandato a settembre perché confonde i termini italiani con quelli dialettali, Leo conosce Raul Cesare Omar Porti, per tutti in paese Raulporti, poeta nato in Argentina ma di origine italiana, che accetta di dargli ripetizioni in vista dell’esame di riparazione. Il legame che si creerà fra i due e la scoperta che Leo farà in seguito su Raulporti lo spingeranno ad andare a cercarlo in Argentina cinquant’anni dopo.

Prima che te lo dicano altri è un libro ruvido, crudo e per certi versi “vecchio” come il suo protagonista, e la sua bellezza sta proprio in questo. Leo sembra non essere mai stato bambino: anche nei capitoli ambientati negli anni Settanta gli manca quella spensieratezza e quell’allegria semplice e incurante che solo i bambini sanno avere. Leo è già vecchio a sette anni, per il contesto in cui vive, per la madre che ha e per gli abitanti che lo circondano, che lo prendono in giro perché è cicciottello e sensa paie (senza padre). Anche nelle parti ambientate nel 2024 non ci sono grandi segnali di modernità, se non per la presenza di un computer a un certo punto della storia: è quasi un romanzo senza tempo. Nel libro ci sono passaggi crudi che di primo acchito mi hanno spiazzato, li avevo trovati un po’ forzati e inutili all’economia del racconto, ma poi, anche leggendo la riflessione di Magliani di cui vi parlavo prima, ho capito che questo romanzo avrebbe potuto essere scritto soltanto in questo modo, che la durezza e la quasi grettezza del suo protagonista erano inevitabili e che per questo libro era giusto che fosse così.

Lo stile è molto particolare, come Leo bambino anche l’autore mescola l’italiano a espressioni tipiche liguri e per questo spesso ho fatto un po’ di fatica a capire tutto (per esempio, devo ancora capire adesso com’erano fatte le scarpe di Ventimiglia).

La storia in sé è piuttosto originale e molto scorrevole, sinceramente credevo sarebbe andata a parare in tutt’altra direzione e sono stata felice di sbagliarmi. In ultima analisi posso dire che Prima che te lo dicano altri mi resterà impresso nella memoria a lungo perché è un libro completamente diverso rispetto a ciò che sono abituata a leggere, perché mi ha fatto riflettere e perché l’autore ha creato due personaggi estremamente particolari e verosimili pur nel loro essere degli outsider della vita.


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Recensione - Signoramia di E. Dallorso e F. Nicchiarelli

sabato, luglio 13, 2019 Baba Desperate Bookswife 8 Comments

Il libro
Signoramia di Elena Dallorso e Francesco Nicchiarelli
Editore: Feltrinelli | Pagine: 344| Pubblicazione:  giugno 2019 | Prezzo 15,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa contemporanea - epistolare
Notizie sugli autori
Elena Dallorso, ligure di nascita, romana d'adozione e milanese per amore, ha lavorato in Rai, poi in un grande gruppo editoriale come editor e ufficio stampa per tornare infine alla sua vera passione: il giornalismo. Ha scritto di cultura e società per molti quotidiani e riviste. Ora lo fa per "AD". Ha due figlie.
Francesco Nicchiarelli, ingegnere, è nato, lavora e vive a Roma. Ha una moglie, due figlie e due gatti e nel 2000 ha fondato la Nicchia Film, piccola casa di produzione cinematografica indipendente.
Recensione 
e1/2

Che io sia un po' strana, ormai dovreste saperlo tutti; che io sia una persona contraddittoria...anche. Questo libro dovrebbe farvi ben capire che ci stiamo dentro!! Ho seri problemi con la cucina (ogni tanto faccio disastri anche con il Bimby) e se riesco a trovare un piano B per la cena...sono più che felice. Amo i romanzi epistolari, ma temo quelli scritti a quattro mani. Che ci faccio con in mano un volume con in copertina carciofi e peperoni? Eh, chiamatelo sesto senso, denominatelo istinto, alla fine non ho potuto fingere di non averlo visto (su Instagram tra l'altro).
Signoramia è l'incontro virtuale tra due donne in carriera amanti della cucina. Francesca è milanese ma originaria della Liguria, due figli, un marito adorabile ma molto impegnato dal suo lavoro, un impiego come bibliotecaria  presso una stratosferica sede storica, di giorno lavora e di notte, a causa dell'insonnia, lei cucina. Maria è romana, un lavoro prettamente maschile (è ingegnere e si occupa di trasporti), storie alle spalle che l'hanno segnata e un amore pazzesco per la cucina, spadella con piacere di notte ascoltando buona musica.
Le due Signoremie si incontrano su di un blog culinario, tra un commento e l'altro, e fanno amicizia, scambiandosi i contatti e successivamente ricette, consigli, confidenze. L'amicizia sboccia senza nessun ostacolo. Anche se...la perfezione non esiste, eh no, perché Maria in realtà si chiama Fabio ma Francesca non lo sa.

Questo romanzo non è stato una sorpresa perché come vi ho scritto poche righe sopra, mi ha chiamata, anzi cercata, quindi non avevo alte aspettative, semplicemente sapevo che mi sarebbe piaciuto, infatti così è stato. Ho visto sbocciare l'amicizia tra Francesca e Maria in maniera naturale, proprio come accade oggi grazie ai blog e ai Social Network, come in fondo è accaduto anche a me. Se penso a Lucrezia Scali...beh ci siamo conosciute nella stessa maniera, grazie al suo blog di libri e qualche email.
Quindi, primo punto a favore di questa storia: è assolutamente attuale. 

Oltre a raccontarci di un incontro virtuale, tutto è decisamente credibile: pensate infatti a come ci si approccia oggi a degli sconosciuti e alla facilità con la quale diventano amici senza porsi troppe domande. Pensate a quanti inganni si celano dietro ad un nick name o a un indirizzo di posta elettronica. Quante persone nascondono la propria identità e se ne inventano una per scappare dalla propria quotidianità? Quanti devono utilizzare un nome falso per riuscire ad essere loro stessi?
Secondo punto a favore di questo romanzo: è completamente credibile. 

Ma quando mai vi capita di leggere ricette di cucina tra una e-mail e un Whatapp, appassionarvi alla storia e nel mentre prendere appunti per non scordarvi quel piatto o quell'abbinamento che proprio non ve la sentite di perdere? Ricordiamoci che Francesca e Maria principalmente si scambiano consigli culinari e non mancheranno spunti, ricette, vini interessanti che vi faranno venire voglia di farvi invitare da uno dei due protagonisti. E se una come me (avete letto l'inizio di questo articolo no?) si appassiona a tal punto da voler provare a cucinare il polpettone di fagiolini (aiuto, non so se adesso esploderà la tastiera), credo che questo sia un ottimo segno!
Terzo punto a favore di questo libro: è un fedele compagno oltre che un ottimo intrattenitore.

Io non conosco la storia dei nostri due autori, se siano amici, come siano arrivati a scrivere una storia insieme, ma il punto è che sono riusciti nel loro intento, delineando due personaggi che nonostante manchi la narrazione classica con descrizioni, situazioni e quant'altro, Francesca e Maria noi li immaginiamo, li vediamo, abbiamo compreso il loro aspetto psicofisico e indubbiamente ci sembra di conoscerli, inoltre questo scambio di messaggi rende tutto molto reale e sembra quasi di buttare indiscretamente l'occhio nella vita privata di due persone reali. Insomma, ci si affeziona.
Quarto punto a favore di questo volume epistolare: la narrazione e i personaggi. 

Cosa devo ancora dirvi? Io mi sono divertita tantissimo, è stato per me uno dei più bei libri letti quest'anno per quanto riguarda il coinvolgimento e l'intrattenimento. Adesso però vorrei sapere di più, sopratutto sulla storia di questi due autori, cosa li ha portati a collaborare...insomma chissà che non riesca ad intervistarli!! Vi terrò aggiornati :-)


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Recensione - La ragazza sbagliata di Giampaolo Simi

mercoledì, luglio 10, 2019 Baba Desperate Bookswife 7 Comments

Il libro
La ragazza sbagliata di Giampaolo Simi
Editore: Sellerio Editore Palermo| Pagine: 386| Pubblicazione: giugno 2017 | Prezzo 15,00€| Trama: Qui
Genere: giallo 
Notizie sull'autore
Giampaolo Simi ha pubblicato Il corpo dell’inglese (2004) e Rosa elettrica (2007). I suoi libri hanno ricevuto vari premi e sono stati tradotti in Francia (nella «Série noire» di Gallimard e presso Sonatine) e in Germania (Bertelsmann). Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alle fiction «RIS», «RIS Roma» e «Crimini». Con questa casa editrice ha pubblicato Cosa resta di noi (Premio Scerbanenco 2015), La ragazza sbagliata (Premio Chianti 2018) e Come una famiglia (2018).
Recensione 

Dario Corbo è un giornalista di cronaca nera che attualmente ha dei problemi economici e anche familiari: un figlio adolescente, una ex moglie non troppo comprensiva a causa di una carriera (di lui) che ha rotto il loro nido senza nemmeno ricevere in cambio delle soddisfazioni materiali o una semplice gratificazione.
Dopo più di vent'anni Corbo viene chiamato per scrivere un libro su di un caso che lo ha reso celebre, quello di Irene, maturanda uccisa dalla "amica" Nora Beckford, un caso chiuso, la giustizia ha fatto il suo corso e chi doveva pagare ha scontato la sua pena ma...un tarlo non abbandona la mente di Corbo, che si butterà con l'anima e con il corpo per scoprire la verità, anche dopo ventitré anni. 

Ancora una volta mi affaccio su di un libro scritto da un autore finalista al Premio Bancarella del 2019 e scopro nuovi orizzonti, prendendo in considerazione nomi che probabilmente non avrei considerato e sfogliando libri che fino ad ora mi stanno regalando delle belle soddisfazioni. Giampaolo Simi l'ho sentito nominare, Daniela del blog "Un libro per amico" me ne aveva parlato bene, ma onestamente sarebbe rimasto una delle papabili storie da leggere che forse non avrei comprato. E invece no. Ho iniziato le avventure di Corbo e sono felice di averlo fatto.

Innanzi tutto è ambientato in Versilia e io adoro la Toscana, i suoi abitanti, il cibo e tutte le sue bellezze, culturali e non. Forse l'ambientazione non è propriamente il punto forte di "La ragazza sbagliata" ma il protagonista assolutamente sì. Dario Corbo ha un carattere particolare, apparentemente freddo, si rivela una persona sensibile e caparbia, un occhio investigativo niente male, anche se tende ad approfittarsi delle situazioni, diciamo che cerca di fare buon viso a cattivo gioco. La famiglia è il suo tallone d'Achille, gli manca come riferimento, ma non si è mai sforzato di metterla davanti al suo lavoro e ancora oggi, nonostante il figlio desideri delle attenzioni...lui vacilla.

Ho apprezzato la maestria con la quale è stata narrata tutta questa intrigante vicenda, l'autore è riuscito a tenere alta l'attenzione del lettore fino alla fine, ingannandolo, portandolo un po' sulla strada sbagliata per poi sorprenderlo sul finale. Simi è riuscito a creare un quadro molto chiaro di Irene, nonostante sia defunta da oltre ventitré anni ed è anche riuscito a tracciare un personaggio complesso, quello di Nora, che io ho adorato proprio a causa delle sue complessità e che per me è stato un valore aggiunto notevole.

Un giallo che consiglio, perché scritto bene, perché la storia regge, perché il protagonista potrebbe creare dipendenza. E questa volta concludo solo dicendovi che se amate questo genere di letture prendetelo seriamente in considerazione perché ne varrà la pena e i vostri quindici euro saranno ben spesi.

Fatemi sapere!! A presto, un abbraccio a tutti :-) 

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#Anteprima,

Recensione - Jalna di Mazo de la Roche

giovedì, luglio 04, 2019 Baba Desperate Bookswife 6 Comments


Il libro
Jalna di Mazo de la Roche
Editore: Fazi | Pagine: 380| Pubblicazione: 4 luglio 2019 | Prezzo 18,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
È stata una delle più importanti e prolifiche scrittrici del ventesimo secolo, un’icona della letteratura canadese. Cresciuta leggendo Lewis Carroll, che ha plasmato la sua immaginazione, divenne famosa a livello internazionale grazie alla pubblicazione di Jalna nel 1927 e fu la prima donna a vincere il prestigioso Atlantic Monthly Prize, che al tempo ammontava a 10.000 dollari. Ma mentre quasi tutti conoscevano i suoi libri, nessuno sapeva nulla della sua vita privata, che rimase sempre avvolta in un fitto mistero. Con l’aumentare della sua popolarità, aumentava anche il suo desiderio di riservatezza, tanto da farle costruire una figura pubblica fittizia. Visse quasi tutta la vita insieme a Caroline Clement, che ufficialmente aveva adottato come sorella, convivenza che allora era chiamata “Boston marriage”. Insieme adottarono due bambini. Una figura tanto misteriosa e controversa da ispirare un film sulla sua vita, The Mystery of Mazo de la Roche.
Recensione 

Jalna, primo libro di una lunga saga familiare scritto dall'autrice Mazo de la Roche nei primi del '900, è ambientato in Canada e racconta le vicende della numerosa famiglia Whiteoak a partire dagli anni venti.
La ormai quasi centenaria Adeline è la capostipite, ha origini britanniche e ha vissuto la prima parte della sua vita insieme al defunto marito Philip (un capitano dell'esercito) in India, in una città che ha "prestato" il nome alla tenuta che hanno fatto costruire appositamente per loro: Jalna (che si pronuncia Gialna).
La prima parte di questo romanzo narra appunto i primi anni dei coniugi Whiteoak, dei motivi che li hanno spinti ad imbarcarsi per due mesi con una figlia in fasce, il loro sbarco in Québec e infine  il loro arrivo nell'Ontario.
Come potrete immaginare questo volume è di presentazione, quindi conosceremo bene i personaggi che ci terranno compagnia per tutti i volumi della saga. La totalità dell'intera storia coprirà un arco temporale di circa cento anni e oggi noi potremo conoscere i membri di questa famiglia, le loro caratteristiche, le passioni e tutte le dinamiche familiari che  vengono racchiuse, anche con ironia, in queste trecentottanta pagine.
Avremo a che fare con l'anziana Adeline, memoria storica, nonna sorprendente e spiritosa. Conosceremo Renny, il capofamiglia che ha tutto sotto controllo, una persona sensibile e responsabile; poi c'è Wakefield, un monellaccio che non ha alcuna voglia di studiare e sembra che trascorra il tempo cercando delle scuse per "fregare" il prossimo.
Quello che mi piace di questa autrice è l'ironia con la quale tratta i suoi personaggi, lo stile è molto scorrevole e divertente, non mancano battibecchi e intrecci articolati tra i vari protagonisti. Ogni membro di questa storia è descritto con cura, interi capitoli sono dedicati ad ognuno di loro, rendendo il lettore partecipe del loro aspetto fisico e psicologico, e questo per me è stato fondamentale per potermi appassionare alle loro vicende.

Oltre al quadro generale della famiglia Whiteoak, il momento più movimentato è proprio l'arrivo di nuovi membri appena acquisiti: due nuore che avranno ruoli differenti, scombussolando per motivi opposti le relazioni familiari. Pheasant la conoscono tutti, è la figlia dei vicini di casa e il suo arrivo non piace a nessuno, poichè considerata di livello inferiore, mentre Alayne piace a tutti, forse anche troppo.

Intrighi, litigi, segreti, dissapori, legami, passioni, tradimenti, dolore, amore, quante cose troviamo in questo romanzo che ha così tanto da dire e da dare! E se penso a quanto questo libro sia attuale nonostante sia stato scritto cento anni fa... è sorprendente. Un po' come è successo nella mia amata saga dei Cazalet, anche questa volta la tenuta Jalna è il fulcro, tutto si svolge tra le mura di una dimora che ha visto un po' di tutto e silenziosamente nasconde quello che combinano i suoi abitanti. Aspetto con impazienza il secondo capitolo.

Questo libro fa per voi se amate  storie familiari intenzionate a tenervi compagnia per molto tempo. Questo libro fa per voi se siete pronti a catapultarvi in una casa e siete disposti conoscerne i proprietari, che potrebbero piacervi, ma anche no, questo è il bello! Questo libro fa per voi se amate gli intrighi, le cose che capitano un po' per volta, piccoli cambiamenti in grado di mutare il percorso delle persone. Questo libro fa per voi se volete fare un salto indietro nel tempo e leggere un libro leggero ma non scritto con leggerezza. 

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#aspettandoilbancarella,

Recensione #aspettandoilbancarella - K dove il destino non muore di E. Cametti

mercoledì, luglio 03, 2019 Baba Desperate Bookswife 2 Comments





Recensione a cura di Nadia
Buongiorno lettrici e lettori! Torno da voi con la recensione di un altro romanzo candidato al
Premio Bancarella: sto parlando di K - Dove il destino non muore, di Elisabetta Cametti.
Con questo romanzo, il terzo della serie di Katherine Sinclaire, Elisabetta Cametti ci regala
un altro Mistery thriller avvincente e ricco di colpi di scena, dopo I Guardiani della Storia e
Nel Mare del Tempo.
Il primo romanzo aveva il suo fulcro sull'isola bisentina e l'indagine riguardava gli etruschi; il
secondo faceva luce su un mistero medievale nella cittadina di Gattinara, mentre questo
terzo lavoro si ambienta principalmente all'isola d'Elba, sulle tracce della campagna segreta
di Napoleone.
Come ben sa chi ha letto i volumi precedenti, la protagonista è l'ardimentosa e decisa
Katherine Sinclaire, ex anima della casa editrice 9th Sense, oggi scrittrice di fama, sempre
pronta a rispondere al richiamo dell'avventura e della sete di conoscenza. Questa volta
l'occasione per tornare a investigare è data dal suicidio dello zio Theodore, che sembra
lasciare aperto più di un interrogativo...
Katherine stavolta sembra doversela cavare da sola: in quest'avventura infatti non c'è il suo
compagno a guardarle le spalle e, anche se Jethro Blake mi è mancato un po', devo
ammettere che il personaggio di Katherine ha guovato della sua assenza ib termini di ancora
maggiore determinazione e grinta.
Stavolta il mistero mi è parso molto ben orchestrato, senza le piccole macchinosità che
avevo percepito nei precedenti volumi. Ho trovato l'ambientazione all'isola d'Elba
particolarmente curata e anche la parte relativa al Museo Egizio e a Torino mi ha fatto
battere il cuore. Se possibile in questo terzo romanzo della serie il ritmo è ancora più
incalzante e i colpi di scena decisamente godibili. Ho trovato lo stile della Cametti davvero
scorrevole, molto moderno e "internazionale" : potrebbe tranquillamente essere un'autrice
non italiana, e in questo caso vi assicuro che è un complimento! Come già accaduto in altre
occasioni nei libri precedenti (dove per esempio il turpiloquio che caratterizza il modo di
esprimersi del villain mi ha divertita tantissimo) anche qui alcuni personaggi hanno un
peculiare modo di parlare che li caratterizza ancora meglio, e l'ho apprezzato tantissimo.
Anche se i tre volumi sono belli corposi si fanno divorare che è un piacere, quindi vi consiglio
assolutamente di recuperare i primi due prima di leggere quest'avventura. In questo modo
conoscerete meglio Katherine e sono certa che vi affezionerete a lei come è successo a me!
Inoltre Dove il destino non muore lascia comunque aperta ancora tutta una serie di
interrogativi, pertanto spero che Elisabetta Cametti ci regali presto un'altra avventura di
Katherine Sinclaire... Magari questa volta di nuovo con Jethro accanto!

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#challenge,

Visual Challenge Upgrade - Tappa #7 - Luglio 2019

lunedì, luglio 01, 2019 Baba Desperate Bookswife 0 Comments




LA SFIDA 

La sfida durerà un anno e sarà divisa in 12 tappe della durata di un mese ciascuna, potrete iscrivervi in qualsiasi momento comunicandocelo nei commenti. Il primo di ogni mese pubblicheremo un post in cui troverete una fotografia che conterrà svariati oggetti o scenari. Voi potrete leggere in un mese massimo 6 libri e minimo 2. Il primo dei sei dovrà avere raffigurato uno o più oggetti della fotografia. Il secondo dovrà contenere un'immagine presente nella cover del primo, il terzo un'immagine presente nella cover del secondo e così via, formando una catena fino ad un massimo di 6 libri. Potrete utilizzare anche sei volte la stessa immagine e otterrete un punto per ogni libro letto, ma se sarete fantasiosi e utilizzerete sempre immagini differenti otterrete un bonus e vi verranno assegnato un punto in più a libro. Per ottenere questo bonus dovrete però leggere almeno 3 libri.

Se non riuscirete a completare la tappa leggendo almeno DUE LIBRI, quel mese otterrete 0 punti, ma potrete comunque continuare a giocare con noi. 

VI CONSIGLIAMO  IN OGNI CASO, PRIMA DI INIZIARE A LEGGERE, DI CHIEDERCI  CONFERMA LIBRO PER LIBRO, ONDE EVITARE CHE LA VOSTRA CATENA SI SPEZZI MAGARI A META', PER EVITARE DI SCOPRIRE A FINE TAPPA DI AVER TOTALIZZATO MENO PUNTI A CAUSA DI UN COLLEGAMENTO ERRATO. I COLLEGAMENTI SARANNO VISIVI, QUINDI NON INTUITIVI: UCCELLO VALE PER PENNUTO E NON PER ANIMALE GENERICO. VASO DI FIORI VALE PER VASO DI FIORI E NON FLORA IN GENERALE. 

Ogni mese potrete decidere di leggere da due a sei libri per ottenere qualche punto. Potrete quindi partecipare a qualsiasi tappa anche se non avrete letto libri per le tappe precedenti. Per dimostrare di aver letto i libri dovrete caricare, nel format che troverete nel post della tappa corrispondente, il link che rimanderà alle vostre recensioni, ma lo potrete fare una sola volta al mese quando avrete completato la catena. (capirete meglio quando aprirete il format). Le recensioni potranno essere postate sul vostro blog (se ne avete uno) o su una qualsiasi piattaforma online (Amazon, Facebook, goodreads, anobii, ecc.) da cui potrete prendere un link e inviarcelo. Non valgono recensioni inviate via mail. (Per recensione non si intende un riassunto e neanche solo bello o brutto, bisogna argomentare il proprio pensiero raccontando, possibilmente evitando gli spoiler, le motivazioni del vostro giudizio sul libro. Non fatevi spaventare se anche non ne avete mai scritte, sarà più facile di quello che credete. Comunque se avete bisogno non esitate a chiedere!!! Noi siamo sempre disponibili a darvi una mano).
Importante: il libro deve essere di almeno 150 pagine - fa fede Amazon - 


PUNTEGGIO
Per ogni libro letto e recensito entro la fine della tappa corrente anche con sempre la stessa immagine - catena minima di DUE LIBRI - : 1 PUNTO

Per una catena minima di tre libri contenenti sempre oggetti differenti: 1 PUNTO in più a Libro.

Il punteggio del primo libro dipenderà dal numero di oggetti che questo avrà in comune con la nostra immagine: ogni oggetto varrà 1 PUNTO.
Se il link arriverà dopo la mezzanotte dell'ultimo giorno del mese sarà automaticamente cancellato, quindi occhio!

Se create una catena composta da sei libri, indipendentemente che gli oggetti siano uguali o differenti, ottenete un bonus di 3 PUNTI.
FOTO DEL MESE 

fonte:
https://www.pinterest.it/pin/631700285209960953/sent/?fbclid=IwAR1Ez0m7ku9wB89J5Aqnx1FQm_dyJv7ciaMYZ5mTB_rDEoihHM9vGRf33F8

Precisazioni oltre agli elementi classici valgono:

1- barba.
2- fulmine
3- cielo notturno
4- oblò
5- numeri romani
6- cerniera di porta e finestra
7- occhiali
8- cappello
9- cintura

NON vale l'abbigliamento indossato tranne per le cose sopra specificate








Ed ora la palla passa a voi! Aspettiamo le vostre catene!!!

Per i nuovi i scritti, per le regole per partecipare o per chi ancora avesse dei dubbi sulla realizzazione della catena o su qualsiasi altro punto della challenge c'è sempre la spiegazione con gli esempi nel primo post qui.


Vi ricordiamo che potete controllare il vostro punteggio sul file drive qui e che è attivo il gruppo facebook della challenge cui si può richiedere l'iscrizione qui (non è obbligatorio).

Ecco il format dove dovrete inserire i link. Vi chiediamo di prestare attenzione alla correttezza dei dati. Se inserite un link che rimandi a Goodreads o Anobii inserite quello che riporta alla vostra recensione specifica e non al libro generico. Se avete bisogno di aiuto non esitate a chiedere!


   




Siamo sempre a vostra disposizione via mail per qualsiasi dubbio, chiarimento, necessità voi abbiate ed anche solo per fare quattro chiacchiere con noi!!!
Ci trovate qui:

BABA E DANY

babaedany@gmail.com


A presto!

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#Recensione,

Recensione - Piccola Sicilia di Daniel Speck

lunedì, giugno 24, 2019 Baba Desperate Bookswife 6 Comments


Il libro
Piccola Sicilia di Daniel Speck
Editore: Sperling&Kupfer  | Pagine: 547| Pubblicazione: maggio 2019 | Prezzo 19,90€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autore
Daniel Speck, sceneggiatore di successo, docente e scrittore, è nato a Monaco di Baviera nel 1969. Ha studiato storia del cinema presso l'Università di Monaco, la Sapienza di Roma e la Scuola di cinema di Monaco. Per il suo lavoro di sceneggiatore ha ottenuto premi prestigiosi, come il Grimme-Preis, definito «l'Oscar della tv tedesca». Volevamo andare lontano, straordinario successo in Germania e bestseller internazionale, è già diventato una serie tv, girata in gran parte in Italia, dove sarà trasmessa su Rai 1. Per Sperling & Kupfer l'autore ha pubblicato anche Piccola Sicilia.
Recensione 
⭐️⭐️⭐️⭐️


Daniel Speck è famoso, ha scritto un libro intitolato “Volevamo andare lontano” uscito in Italia lo scorso anno e ha conquistato una grandissima fetta di lettori e a giugno le reti Rai hanno mandato in onda in due serate le puntate della fiction ispirata a questo romanzo (più info QUI). Io invece Daniel Speck non lo conoscevo ancora, ho visto blogger entusiaste, recensioni molto positive, le librerie con angoli appositamente dedicati, ma io ero decisa a starne lontana. Poi vedo questa copertina, bella, che vuol significare tutto o niente, e il titolo, che per qualche ragione mi attirato come solo una calamita riesce a fare. L’ho letto. Ci ho messo parecchio ma l’ho letto. 
Non saprei molto come fare un’introduzione perché in queste pagine c’è di tutto, Speck ha creato una costruzione con fondamenta solide, personaggi ben strutturati e un’ambientazione tutt’altro che semplice. 
La struttura è complessa perché Nina è una donna che vive nella nostra epoca, finisce a Marsala perché è sulle tracce di suo nonno Moritz Reincke e dal mare vengono fuori dei resti di un aereo che ha conservato degli oggetti che gli appartenevano. Per la famiglia di Nina, Moritz era una persona della quale non si doveva parlare, un disperso, ma si intuiva che c’era qualcosa in più nascosto negli sguardi della madre di Nina e della nonna Fanny. La giovane donna, che oggi non ha più nessuno che può svelare i segreti della sua famiglia, incontra un’anziana signora molto carismatica, così grazie a questa conoscenza fortuita, a Nina verrano svelate delle carte, i pezzi del puzzle si riordineranno e sarà proprio lei a rendersi conto di come la vita sia bella e imprevedibile. Inizia una storia, cominciata all’inizio del secondo conflitto mondiale che vede come protagonisti Moritz, un soldato tedesco e Yasmina e Victor, due fratelli ebrei che abitavano nella Piccola Sicilia in Tunisia. 

Questa è la storia di un grande amore per la vita, per la passione, per la libertà assoluta; ma è anche la storia di un grande dolore che dura da una vita e chissà se avrà mai pace; è anche la storia di un brutto tradimento che forse potrebbe non essere perdonato; è la storia di una rinascita assoluta, di un cambiamento radicale, di una nuova e inaspettata vita. Ma è anche la storia di una famiglia e dell’orgoglio che la contraddistingue, di persone risolute, rispettate e rispettabili. Daniel Speck con un’andatura affascinante anche se un po’ lenta, disegna un quadro da ammirare e da gustare senza troppa fretta, un romanzo da assaporare quando si è avvolti dal silenzio o trasportati da una leggera musica di sottofondo. Non è un libro di intrattenimento perché ogni pagina racchiude un tassello fondamentale per l’andamento dell’intera vicenda.
Passando dai problemi matrimoniali (ed esistenziali) di Nina ai sentimenti intensi di Yasmina, conosceremo un mondo dove convivono da molti anni cristiani, ebrei e musulmani, un’oasi che sembra fuori dal mondo, nonostante la guerra abbia gettato il suo veleno anche lì. Conosceremo persone che non comprendono l’accanimento verso la propria religione e altre che non comprendono le barbarie verso persone che in realtà non odiano. Un romanzo ambientato durante la guerra che  ha  sterminato  un popolo per cattiveria e follia, ma nonostante tutto parla di comprensione reciproca.
Se dovessi utilizzare un termine che in questo momento sento sulla mia pelle sarebbe...passione. Perché Yasmina vive ardentemente e solo leggendo potrete comprendere il perché della mia scelta.

Immaginate di sedervi intorno ad un falò, la coperta sulle ginocchia e un termos di caffè al vostro fianco. Su di una sedia c’è una nonna che vi racconta questa incredibile storia, condita con aneddoti, profumi e ricette tunisine strepitose. Potrete sentire il profumo dell’harissa, schioccherete la lingua sul palato quando Mimì sfornerà qualche leccornia ma se la vostra oratrice vi racconterà di soldati che cuocevano nel deserto le uova direttamente sul tetto del carro armato...voi non credeteci troppo, ma fa parte del fascino della favola.

Questa storia non fa per voi se siete alla ricerca di emozioni immediate, questo libro va gustato con calma ma sopratutto non va letto durante dei ritagli di tempo: immergetevi la sera, quando non avete fretta di scendere dalla metro e appassionatevi, non siate taccagni, tirate fuori i sentimenti senza vergognarvi! Questi personaggi vi regaleranno delle belle emozioni, e alla fine...vi mancheranno.










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#Recensione,

Recensione - Avviso di chiamata di Delia Ephron

giovedì, giugno 20, 2019 Baba Desperate Bookswife 2 Comments

Il libro
Avviso di chiamata di Delia Ephron
Editore: Fazi  | Pagine: 250| Pubblicazione: 20 giugno 2019 | Prezzo 17,50€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Romanziera, sceneggiatrice, drammaturga e giornalista americana, è nata a New York nel 1944. È la sorella della più nota Nora Ephron, con la quale ha collaborato a diversi progetti, fra cui il film C’è posta per te. Fazi Editore ha pubblicato Siracusa nel 2018.
Recensione 
⭐️⭐️⭐️e mezzo
Buongiorno lettori, questa volta mi sono imbattuta in un romanzo molto particolare, si tratta, come avete letto, di Avviso di Chiamata di Delia Ephron. Questa recensione è in anteprima perché in romanzo, della scuderia Fazi, esce proprio oggi sul mercato. Ma Perché particolare? Beh cominciamo dal principio. La protagonista si chiama Eve, è un donna che ha superato i quaranta, americana, mezzana di tre sorelle. Eve ha una madre che non frequenta da quando ha abbandonato la famiglia un paio di decenni fa e ha un  padre un po’ svitato e  decisamente alcolizzato che ormai vaga da un ospedale all’altro. Eve abita a Los Angeles e organizza eventi; sua sorella maggiore, Georgia ha fondato una rivista con il proprio nome  a New York e Maddy, la sorella minore, è un’attrice di soap opera. Tutte e tre si telefonano molto spesso non potendo frequentarsi assiduamente di persona, esattamente come succede con il loro padre, così la segreteria telefonica è una cara alleata, esattamente come l’avviso di chiamata ( è ambientato qualche anno fa, quando ancora si correva per le scale per andare a rispondere al telefono).
In questo libro apparentemente non succede niente, oppure tutto, dipende dai punti di vista. Sicuramente un ruolo importante, anzi fondamentale, ce l’ha l’apparecchio telefonico, che in queste duecentocinquanta pagine squilla in continuazione, facendo andare spesso su tutte le furie la protagonista e facendo lievemente sorridere il lettore.
È una storia profonda, anche se narrata con uno stile lieve ed è strutturata in maniera semplice, gli unici movimenti sono i salti temporali, che consentono al lettore di comprendere come la protagonista sia arrivata al presente. È profonda perché narra i difficili rapporti tra padre e figlia, le sensazioni si nascondono  tra le parole e la gelosia camuffata che mai viene fuori tra sorelle così diverse che mai si penserebbe ad una parentela. Le lega un padre con la demenza, questa malattia le tiene unite, come prima c’era l’abbandono della madre, successivamente l’alcolismo e poi cosa ci sarà? Si vogliono molto bene, è innegabile, ma le vite così distanti possono essere avvicinate solo da un trillo e da una cornetta che si alza. La parola “pronto” può essere così rassicurante quando si ha voglia di parlare con una persona... sopratutto quando ogni volta è una sorpresa perché non compare il nome di colui che chiama su di un display che ancora deve essere inventato.
È stata una lettura molto piacevole, anche se a tratti malinconica e introspettiva, ma non mi ha conquistata del tutto: ho letto e compreso le sensazioni della protagonista ma non mi sono arrabbiata come avrei dovuto, non mi sono commossa come mi sarei aspettata. È stato uno spettacolo ben riuscito, ma l’ho vissuto da spettatrice, senza riuscire a ricavarmi un ruolo da comparsa.

- quello che ho maggiormente apprezzato è stata la storia in se: non banale, sincera, di vita vera e possibile. Nonostante io non viva la situazione di Eve, ho compreso il suo stato d’animo e ho capito i sentimenti contrastanti che le vivevano nel cuore.
- ho anche letto con piacere un siparietto di vita americana, la storia di una famiglia eccentrica, di quelle che fanno parlare tutto il vicinato creando un gossip dietro l’altro.
- l’unica nota negativa è legata appunto alle mie emozioni, ma questo l’ho già scritto.

In definitiva questo libro lo consigliamo oppure no? Sì se sei un lettore che ha piacere di uscire dai soliti schemi e hai voglia di provare una storia nuova, scritta quasi come una sceneggiatura, senza fronzoli superflui e senza descrizioni oltre il minimo sindacale. Te lo consiglio se vuoi conoscere un’epoca vicina eppure diversa, dove il semplice squillo del telefono metteva ansia perchè per conoscere la voce di colui che chiamava dovevi per forza rispondere, un po’ come un appuntamento al buio. Oppure lettore, hai almeno la mi età e sai di cosa sto parlando! Se sei pronto a puntare gli occhi su di un rapporto padre/figlia complesso, dove la definizione odio et amo non potrebbe essere più azzeccata...allora questo libro fa per te.

Noi ci rileggiamo presto e intanto ringrazio la casa editrice Fazi per avermi inviato l’epub in anteprima.







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#aspettandoilbancarella,

Recensione #aspettandoilbancarella - Preludio a un bacio di Tony Laudadio

lunedì, giugno 17, 2019 Baba Desperate Bookswife 10 Comments

Carissimi lettori, come ben sapete il 21 luglio a Pontremoli scopriremo chi vincerà la sessantasettesima edizione del Premio Bancarella. Nadia ed io, insieme al blog Un libro per amico abbiamo deciso di dedicare a questo famoso evento una rubrica intitolata #aspettandoilbancarella, all'interno della quale scriveremo le recensioni, intervisteremo gli autori, insomma cose così. Oggi Nadia ci parlerà di Preludio a un bacio di Tony Laudadio.

Recensione a cura di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!

Come state? Io un po’ stanchina, alle prese con lavori di ristrutturazione, ma quando leggerete questa recensione sarò probabilmente in relax al mare, quindi tengo duro e non mi lamento!

Oggi vi parlo di uno dei romanzi finalisti del Premio Bancarella 2019, cioè Preludio a un bacio, di Tony Laudadio.

Ho avuto la fortuna di conoscere l’autore in occasione della presentazione dei finalisti che si è svolta al Circolo dei lettori di Torino lo scorso marzo, e ho trovato una persona affabile e simpatica, perfettamente a suo agio nel rispondere alle domande del moderatore Bruno Gambarotta e di noi blogger (mi fregio di questo titolo per comodità, anche se sono solo una semplice assistente!)

Devo ammettere che mi sono avvicinata a questo titolo con un po’ di timore: Preludio a un bacio racconta la storia di un barbone, Emanuele, e io, che al di là delle apparenze ho il cuore tenero che si taglia con un grissino, avevo paura di soffrire tanto. Fin dalle prime pagine, però, ho capito che questo libro lo avrei amato senza riserve. La storia ci viene raccontata direttamente da Emanuele, una simpatica canaglia che, come la maggior parte dei barboni, non è sempre stato tale e ha intrapreso questa strada soprattutto per una ragione particolare, che naturalmente non vi svelerò.

Sappiamo che Emanuele suona il sax, grazie al quale guadagna qualche euro ogni giorno, ma questi pochi soldi finiscono invariabilmente scialacquati in superalcoolici comprati al supermercato o consumati nel bar dove lavora Maria, una giovane che l’ha preso in simpatia e che cerca di aiutarlo. Finché un giorno, in seguito a un’aggressione, Emanuele finisce in ospedale. Quando si risveglia tutto intorno a lui sembra avere una luce diversa…

Laudadio ha uno stile estremamente gradevole: ti ammalia con le parole e ti fa affezionare da subito a questo barbone, che è sì sporco e irriverente, ma anche colto e ironico. Emanuele sa benissimo di avere una serie di responsabilità per la sua attuale condizione (e non solo) ma, anche se di fronte ai pochi amici che ha gioca spesso la carta dell’autocommiserazione, nei riguardi del lettore è sincero e ha una lucidità commovente.

Un’altra cosa che mi è piaciuta tantissimo è stata la quantità di cose che succedono in poche pagine: nonostante non si tratti di un romanzo di azione le soprese sono sempre dietro l’angolo e il lettore non ha il tempo di sedersi sugli allori perché Emanuele lo trascina con sé fino alle ultime pagine. I personaggi sono delineati con maestria, anche quelli secondari emergono grazie a pochi tratti di penna, e attraverso brevi descrizioni distinguiamo una città mai nominata ma facilmente riconoscibile. Non vi dirò nulla sul finale, se non che l’ho trovato perfetto per questo romanzo.

In conclusione vi consiglio con tutto il cuore Preludio a un bacio, che per quanto mi riguarda si è rivelato a sorpresa una delle migliori lettura di questa prima metà di 2019.

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Recensione - Canta, spirito, canta di Jesmyn Ward

venerdì, giugno 14, 2019 Baba Desperate Bookswife 8 Comments

Il libro
Canta, spirito, canta di Jesmyn Ward
Editore:NNE| Pagine: 272| Pubblicazione: maggio 2019 | Prezzo 18,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Jesmyn Ward vive in Mississippi, dove insegna scrittura creativa alla Tulane University. Salvare le ossa ha vinto il National Book Award nel 2011, e il memoir Men We Reaped è stato finalista al National Book Critics Circle Award. Con il suo ultimo romanzo, Canta, spirito, canta, Jesmyn Ward ha vinto il National Book Award per la seconda volta, prima donna dopo scrittori come William Faulkner, John Cheever, Bernard Malamud, Philip Roth, John Updike. NNE pubblicherà anche il terzo capitolo della Trilogia di Bois Savage: Where the Line Bleeds.
Recensione 

Mississippi, una famiglia nera che ha incrociato il sangue con una bianca, una madre fuori di testa, un padre in carcere, una nonna la cui vita è arrivata al capolinea, un nonno austero e tutto d'un pezzo dallo sguardo duro e triste a causa della vita indescrivibilmente dura che ha dovuto sopportare: questo è il quadro della famiglia di Jojo e Kayla, due bambini che hanno iniziato presto a comprendere le avversità che compongono la vita.
Dopo aver compreso le difficoltà che condiscono la vita di questa famiglia, saliremo a bordo di un'auto priva di aria condizionata e sfrecceremo tra le strade del Mississippi, guidati da Leonie e dalla sua amica Mysti, sudando sul sedile posteriore insieme a Jojo e Kayla, aspettando di raggiungere la prigione all'interno della quale è incarcerato il padre bianco dei due ragazzini. Un viaggio, tre voci, tanti incontri, brutture, amore, vita vera, speranza, riscatto, sudore, vestiti appiccicosi, polvere, rumore, silenzi, speranza.
Questo secondo romanzo della trilogia di  Bois Sauvage scritto dalla Ward, pubblicato da NNE e tradotto da Monica Pareschi, ci ributta immediatamente nel mondo crudo e spietato che avevamo conosciuto grazie a "Salvare le ossa" - recensione QUI -. Ci imbattiamo immediatamente in una scena violenta eppure così reale, quasi come se l'autrice volesse rinfrescarci la memoria e ricordarci che questo romanzo non sarà una passeggiata.
Il suo stile è duro, spietato, alcune volte estremo, le parole sono unghie che graffiano la pelle e il cuore, le frasi secche, che arrivano dritte al punto. Eppure si nasconde della dolcezza, emergono dei sentimenti importanti e pesanti, come l'amore tra i due fratelli, il più grande che si prende cura della piccola, che ha un amore incondizionato verso quel bambino che sarebbe suo fratello, di qualche anno più grande eppure così responsabile che potrebbe quasi farle da padre.
Questo non è un romanzo adatto a  me, lo so, l'ho sempre saputo, eppure non riesco a stare lontana da questa autrice che ogni volta mi colpisce in piena faccia, eppure mi regala descrizioni memorabili e insegnamenti che sono felice di apprendere. Grazie a Jesmyn leggo di un mondo che non mi appartiene eppure esiste, vivo crudeltà che faccio finta di non conoscere, ma in realtà non si nascondono nemmeno tanto bene. Leggo parole che narrano di una terra calda e lontana, di strade bianche dalle quali si solleva facilmente la polvere con lo sfrecciare delle auto, di madri tossiche senza nessun ritegno, che vivono come riescono e non sanno nemmeno loro come sono arrivate a quel punto. I miei occhi scorrono su capitoli che raccontano di genitori in carcere, di persone che rinnegano il sangue del proprio sangue, dei bianchi e dei neri, ma anche di speranza e di amore, di spiriti che sono presenti e cantano, anche se sulla terra non ci sono più.
Questo è un romanzo narrato da tre punti di vista, quello di Jojo, ragazzino che mi ha rubato il cuore; quello di Leonie, giovane madre disadattata e infine di Richie, lo spirito, colui che purtroppo non c'è più perché morto violentemente molto tempo prima.
Ci ho messo molto tempo a decidermi di leggerlo: l'ho iniziato, ma poi non era il momento (anche perché sapevo che lo avrei amato ma che avrei sofferto) è passato del tempo e ho deciso che era arrivato il momento.
Non è un romanzo per tutti questo, è una storia per chi ha voglia di approfondire, per chi non cerca del divertimento nella lettura, è una storia bellissima eppure spietata. Sono felice di aver conosciuto questa autrice e da una parte non vedo l'ora di leggere il terzo, ma dall'altra ho la necessità che passi del tempo, perchè devo metabolizzare.
Dimenticavo di scrivervi che anche se si tratta di una trilogia, i libri possono leggersi separatamente (almeno per quanto riguarda il primo e il secondo) perchè i protagonisti sono diversi e se vi aspettate di scoprire quello che è successo a  Esch, Randall, Skeetah e Junior, beh non lo scoprirete, anche se li incontrerete.
Vi consiglio di conoscere la scrittura della Ward perchè ne vale la pena, perché ha tanto da raccontare e lo fa senza sconti, perché bisogna uscire dalla propria zona confortevole e provare a fare un passo un po' più in là, magari si fanno incontri piacevoli dalla copertina maestosa. 

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#AAA Autori Emergenti,

AAA Autori Emergenti - Natasha Cavallo -Fili Sottili . Lo sguardo della morte

giovedì, giugno 13, 2019 Baba Desperate Bookswife 0 Comments


Buongiorno lettori, 
oggi sul blog una segnalazione di un'autrice per me a chilometro zero, si tratta di Natasha Cavallo che abita a Savigliano, in provincia di Cuneo ed è laureata in Scienze dell'Educazione.  
Ecco il libro.



Titolo: Lo sguardo della morte
Autrice: Natasha Cavallo
Casa Editrice: Dario Abate Editore
Pagine: 224
Pubblicazione: 27 maggio 2019
Prezzo: 16,64€ copertina rigida - 3,99€ ebook
Link per l'acquisto: QUI
Trama:
Dorian è un poliziotto sulla quarantina, sposato, ma con un matrimonio che si trascina esanime verso la parola fine. Affiancato dall’amico e collega Fox, sta seguendo il caso singolare dell’omicidio di una ragazza incinta, Sophie; le indagini procedono a rilento, non ci sono testimoni, fatta eccezione per una vecchietta strampalata che abita al piano inferiore. Interrogatorio dopo interrogatorio, tracciato dopo tracciato, l’inchiesta prenderà svolte imprevedibili, che lo condurranno a verità sconcertanti: il viaggio di ricerca lo accompagnerà in un lungo, devastante flashback, in cui i ricordi torneranno a galla inesorabili. Ventiquattro anni e un passato mai passato, Dorian scoprirà come la sua vita sia indissolubilmente legata a quella della giovane Sophie, e si ritroverà a dover fare i conti con la consapevolezza di come la nostra mente sia composta da fili estremamente sottili, facili da spezzare, ma altrettanto facili da sostituire…

"FILI SOTTILI" è un romanzo di Natasha Cavallo, di genere thriller, selezionato tra le migliori opere del primo "Premio Letterario Internazionale Dario Abate Editore. 

Alla prossima lettori cari! Ci rileggiamo presto con una nuova recensione!! 

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#Nadia,

Nadia Around the World #4 - Passeggiando per la Toscana

mercoledì, giugno 12, 2019 Baba Desperate Bookswife 8 Comments



Buongiorno lettrici e lettori!

Torno oggi con una nuova puntata di Nadia around the world e lo faccio per raccontarvi la mia ultima gitarella: in Toscana a vedere prima Firenze (lo so, sono imperdonabile ma non ci ero ancora stata) e Grosseto e la mia amica d’infanzia poi (ci conosciamo da quando siamo nate, tremo se penso a quanti anni sono ormai!).

Essendo la nostra prima volta a Firenze abbiamo deciso di fare i turisti “classici” e vedere i luoghi più famosi e rappresentativi della città, acquistando i biglietti on line e bloccando le visite che richiedevano prenotazione direttamente da casa. In questo modo siamo riusciti a entrare agli Uffizi in dieci minuti, praticamente senza coda. Oltre a questo, se avete in programma di visitarli vi consiglio di cercare prima su internet in quali sale si trovano le opere che vi interessano di più: noi abbiamo fatto così e vi garantisco che risparmierete un sacco di tempo!

Vista della città dall'alto - ph N. Canova



Cupola del Brunelleschi - Ph N. Canova


Firenze è stata la “gita degli scalini”: tra campanile di Giotto e cupola del Brunelleschi abbiamo salito più di ottocento gradini, con alcuni passaggi anche abbastanza inquietanti soprattutto nel ridiscendere il campanile, visto che non sono previsti percorsi diversi per chi sale e per chi scende come invece capita nella cupola. Comunque il panorama che si può ammirare dall’alto dei due monumenti vale assolutamente qualche attimo di claustrofobia!

Il nostro bed and breakfast si trovava nel bel mezzo del Mercato Centrale, una location molto suggestiva di giorno, con i negozi e le bancarelle di abbigliamento e pelletteria varia, e abbastanza movimentata e frequentata non sempre benissimo la sera (ma noi siamo abituati a Porta Palazzo e non ci formalizziamo!). Però era un punto d’appoggio molto carino e comodissimo per raggiungere quasi tutto a piedi, siamo anche andati e tornati da Boboli senza problemi, anche se nessuno mi aveva detto che anche lì sarebbe stata tutta salita, accidenti! 

Voi direte: e il consiglio libroso per una gita a Firenze? Devo ammettere che non ho avuto molto tempo per leggere, se non sul treno all’andata e al ritorno, ma ho in mente il libro perfetto: sto parlando di Gens arcana di Cecilia Randall, che a dispetto del nome è italianissima. In Gens arcana, ambientato nella Firenze rinascimentale di Lorenzo de’ Medici, romanzo storico e fantasy si mescolano magistralmente, dando vita a un’avventura ricchissima di colpi di scena e di ambientazioni meravigliose. Il protagonista, Valiano de’ Neri, appartiene a una famiglia i cui componenti sono in grado di padroneggiare gli elementi naturali e di evocare il Quinto elemento. Valiano vorrebbe vivere una vita normale e fare il liutaio, ma qualcuno sta congiurando contro i Medici e lui non potrà stare a guardare…

La Randall scrive benissimo e se non avete ancora letto questo romanzo ve lo consiglio spassionatamente!

Mura di Grosseto - Ph N. Canova 
Da Firenze ci siamo spostati a Grosseto, città che forse pochi conoscono ma che ha, a mio avviso, una fascino particolare: la passeggiata sulle mura mentre il cielo minaccia pioggia e si sente un vago profumo di mare non ha prezzo! Il mio compagno poi, che ama gli edifici moderni e a Firenze ha patito tantissimissimo (“ma è possibile che sia tutto rinascimentale in questa città?!” era il suo commento tutte le mattine!) ha amato Grosseto e la sua bella e ordinata zona residenziale. 

Duomo di Grosseto - Ph N. Canova 
Pensavate che non avrei trovato un libro ambientato a Grosseto, vero? E invece ce l’ho! Anche se devo confessare che non l’ho ancora letto. Si tratta di Enigma in luogo di mare, di Fruttero e Lucentini, gli autori del famosissimo La donna della domenica. Enigma in luogo di mare è un giallo con un investigatore particolare, piuttosto depresso, che si muove tra le ville esclusive della Pineta della Gualdana. A mio parere Fruttero e Lucentini hanno un rigoroso rispetto per la lingua italiana e uno stile ironico che non guasta mai, quindi questo romanzo finisce diritto in wishlist per la prossima volta che tornerò a trovare la mia amica Simona.

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