#Recensione,

Recensione - L'equilibrio delle illusioni di Antonella Frontani

martedì, maggio 21, 2019 Baba Desperate Bookswife 0 Comments

Il libro
L'equilibrio delle illusioni di Antonella Frontani
Editore: Garzanti | Pagine: 247| Pubblicazione:  maggio2018 | Prezzo 16,90€| Trama: Qui
Genere: narrativa contemporanea
Notizie sull'autrice
Antonella Frontani, giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva, vive a Torino. Con la casa editrice Garzanti ha pubblicato anche "Tutto l'amore smarrito". Questo è il suo secondo romanzo.
Recensione 
e1/2

Agnese è una manager torinese di mezza età; rigida, elegante, ricca e bella. Sola.  La perfezione è il suo motto, ma tutte le persone che hanno a che fare con lei la ritengono una grande stronza. Guida una macchina potente e aggressiva, veste abiti stretti, gioielli vistosi e la messa in piega è sempre impeccabile, come d'altronde lei vuole apparire.

" L'auto rallenta ma il motore non cala di giri. Attende lo spazio per passare, quasi sbuffando. Riparte con uno scatto felino, come al solito, questa mattina più impaziente di altre.
- Buongiorno dottoressa.
La Porsche non indugia ma schizza verso il suo posteggio.
- Sempre più stronza... -
 pensa Riccardo, l'addetto alla sorveglianza.Una frenata decisa e un paio di gambe scolpite affiorano dall'auto avvolte in calze velate. Ai piedi, décolleté costose e raffinate dal tacco vertiginoso. E' la mimetica di Agnese."
Adriano è un architetto appassionato, lavora all'università e i suoi corsi sono affollati come i concerti di Vasco Rossi; è di una bellezza apparentemente trasandata, il suo obiettivo è quello di far invaghire la preda, questo lo fa sentire potente. Le donne lo adorano e gli uomini lo ammirano. Sembrerebbe condurre una vita perfetta. Forse.

"Adriano ha quarant'anni, una laurea in architettura e un dottorato in composizione architettonica. I corsi all'Università diventano eventi e l'incontro con gli studenti un bagno di folla: la sua oratoria è quella di un trascinatore di masse. Sarebbe stato un leader se solo avesse voluto. E' bello e scanzonato. Quanto basta per risultare seducente in ogni situazione. il look è casual, ma elegante come talvolta accade con le mise non studiate."
Agnese e Adriano non si conoscono ma il fato vuole che prendano un aereo per la Sicilia, destinazione ultima Erice. La prima è stata obbligata a salire a bordo dal presidente dell'Azienda per la quale lavora, il secondo è davanti ad un'opportunità che adora e non vede l'ora di atterrare. Agnese odia tutto, Adriano si nutre del mondo e della vita.

Ho letto questo libro grazie al consiglio della mia libraia del Mondadori Bookstore di Chivasso: lei ha conosciuto Antonella in diverse occasioni e mi ha caldamente consigliato questo romanzo. Mi piacciono i consigli delle persone che mi conoscono, così mi sono lasciata trasportare da questa storia che inizia in una città che conosco molto bene, Torino,  e termina in una Regione a me sconosciuta ma che tanto vorrei visitare, la Sicilia.
La prima cosa he mi sento di scrivere è questa: Antonella ha la capacità di rendere tridimensionali  le parole che scrive. Mi spiego meglio:

"Adriano respira a pieni polmoni.
Finalmente atterrato in quella terra seducente e profumata di cui ha imparato ad apprezzare gli odori fin da ragazzo, nei libri di Vitaliano Brancati.
Il sorriso dei passanti, la luce radente, l'aria di mare che arriva fino in autostrada e la vegetazione selvaggia gli riempiono lo sguardo e il cuore. (...)
Pregusta il paesaggio che si allargherà davanti ai suoi occhi, la vegetazione mediterranea ricca di cespugli di mirto, corbezzolo, lentisco ed euforbia di Bivona. La ginestra fiorita che gli ricorda la lirica di Leopardi."
 Già questa descrizione delle emozioni che Adriano prova grazie ad un paesaggio così selvaggio e seducente mi ha permesso di immaginare e vedere con i miei occhi le immagini che lui ha veramente assaporato. Ho sentito il profumo dei fiori, ho visto un paese ricco di cultura, ho assaggiato dei piatti apparentemente poveri ma sono certa siano la fine del mondo. Indubbiamente un punto forte di questo romanzo è l'ambientazione e lo stile che Antonella decide di usare.
Narrato in terza persona lei riesce a dare un senso di uniformità, focalizzandosi qualche volta su Agnese e qualche volta su Adriano, l'autrice è imparziale e super partes.
I personaggi sono ben delineati, costruiti con cura e descritti con maestria, srotolando la loro vita pian piano, senza fretta e sempre tenendo viva l'attenzione del lettore.
Ho detestato Agnese con tutta me stessa, l'avrei presa a calci nel sedere per una buona parte del romanzo, e mi ero convinta che non avrei saputo comprenderla. Lo stesso Adriano, per quanto piacione non si è conquistato le mie simpatie (diciamo che non ho mai sopportato gli uomini così convinti del loro fascino da renderli certi della conquista).
Magari vi state chiedendo: "ma se i protagonisti ti erano così antipatici, perché sei andata avanti?" Domanda più che lecita. Innanzi tutto, come vi ho scritto qualche riga più in su, le descrizioni sono eccezionali, così io sono veramente andata in vacanza il luogo magnifico e l'ho fatto grazie ad un libro; il secondo motivo è la curiosità: io volevo assolutamente conoscere i segreti di questi due personaggi così enigmatici (la curiosità è donna). Più le pagine mi scorrevano tra le dita e più volevo sapere, accompagnata da una colonna sonora eccezionale (dovete sapere che Antonella è una musicista) e da una guida culturale di tutto rispetto, io mi sono goduta tutto quanto. E poi? Beh il finale lettori miei. Perché se già la storia non è scontata, e vi assicuro che non lo è, il finale è emozionante. Proprio per tutti questi motivi ho comprato il primo libro di Antonella "Tutto l'amore smarrito" e io vi consiglio caldamente la lettura di una storia che lascerà il segno, conoscere Agnese e Adriano e la loro personale crescita vi renderà  testimoni del cambiamento e anche voi capirete che i primi spietati giudici di noi stessi siamo noi. Per togliere le catene è necessario un grande lavoro interiore, le chiavi del lucchetto non necessariamente le possiede qualcun altro. Grazie Antonella Frontani, per tutto. 

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ExCogita,

SalTo19 - Piccoli editori crescono - il 9 maggio si conclude in bellezza MasterBook

mercoledì, maggio 15, 2019 Baba Desperate Bookswife 2 Comments


 Buonasera lettori, finalmente trovo il tempo per raccontarvi la mia esperienza presso la Sala Rosa al SalTo19. Come ho scritto in un post la scorsa settimana, sono andata ad ascoltare la presentazione dei tre libri ai quali gli studenti di MasterBook (Master di Specializzazione nei Mestieri dell'Editoria promosso da IULM) hanno lavorato per cinque mesi durante il loro percorso formativo. 
Immaginate l'organizzazione: l'aula occupata da trentatré studenti  si trasforma in una piccola casa editrice, si parte dalla scelta democratica dei testi proposti dalla coordinatrice del Master, la Dottoressa Bianciardi, che dopo una scrupolosa ricerca, porta in aula tre saggi, tre opere di narrativa e tre libri di poesie. I ragazzi entrano nella parte, studiano i testi e si accordano scegliendone uno per tipologia. 
Il corso del 2019 ha lavorato su Tropico di Gallina di Mattia Nocchi per quanto riguarda la narrativa, Spostando il limite di Simone Leo per il saggio e Casting di Lombardi per la raccolta di poesie. 
I piccoli editori hanno iniziato con la lettura dei libri e poi hanno seguito tutta la filiera editoriale occupandosi dell'editing, della correzione di bozze, dell'impaginazione, della copertina e anche della stesura della quarta di copertina; hanno scritto i comunicati stampa, organizzato l'evento, trasformato il libro in e-book e per finire hanno imparato ad organizzare il magazzino di una casa editrice. Insomma un lavoro completo seguito e coordinato da ben undici docenti. 



Mattia Nocchi ha presentato il suo romanzo "Tropico di Gallina" edito da ExCogita, raccontando al pubblico la sua commedia degli equivoci ambientata in un piccolo paesino situato nella campagna toscana che ha una particolarità: il paese Gallina è attraversato dal 43° parallelo e la protagonista è proprio la comunità, con i suoi piccoli drammi e le grandi conquiste. L'autore è felice di questa esperienza, c'è sempre un po' di paura ad affidarsi ad un editore che in qualche modo può "sconvolgere" quello che si è fatto. Mattia ne è uscito arricchito, un'esperienza unica e grazie ai ragazzi ha visto il suo libro crescere. 


Simone Leo grazie al suo saggio autobiografico "Spostando il limite" edito da ExCogita, racconta la sua esperienza degli ultimi dieci anni come ultramaratoneta: da uomo sedentario ad agonista estremo. Leo è riuscito a trasformare la corsa in uno sport di squadra, poiché grazie al suo team riesce a fare cose sorprendenti, come correre per 220 chilometri nella Valle della Morte. Il suo libro contiene consigli su come approcciarsi alla corsa, racconta quanto faccia bene praticare sport durante la vita quotidiana, inserisce i resoconti di gare importanti e mette davanti agli occhi del lettore la sua esperienza, la sua vita e quanto abbia influito lo sport nel suo cambiamento. Proprio come Nocchi, Leo è entusiasta di questa esperienza, ne esce arricchito di rapporti umani, interazioni ed è soddisfatto di un'esperienza che gli ha dato soddisfazioni sia a livello umano sia a livello lavorativo. 

Roberto Lombardi, autore di "Casting" edito da ExCogita, incanta il pubblico grazie alla sua presenza scenica. Il suo libro è un'unione di tre progetti (grafico di impaginazione e tecnica di poesia), è la sua prima opera di poesia e si può considerare una galleria di brevi testi, dove personaggi famosi sono descritti grazie a dei versi. Io non ho grandi conoscenze a riguardo ma sono rimasta incantata dai brani letti e indubbiamente mi è venuta voglia di approfondire l'argomento. 
Anche Lombardi termina questa esperienza con il sorriso: il lavoro con i ragazzi gli è piaciuto, ha avuto modo di mettersi alla prova e di lavorare con delle persone motivate e piene di iniziativa. Un successo. 


E Io? Io temevo che questa presentazione fosse molto tecnica e meno coinvolgente, invece ho visto una classe unita, laboriosa e motivata. Ho letto negli occhi di questi studenti un'emozione grande e la voglia di imparare. Le ragazze hanno presentato in maniera professionale gli autori rendendo l'evento interessante e godibile. Sono felice di aver partecipato, di aver conosciuto qualcuno di loro, di aver potuto chiacchierare con qualche docente e aver potuto fare qualche domanda di approfondimento agli autori. Ma sopratutto, da lettrice, posso dirvi di aver ordinato un libro. Quale? Eh...lo scoprirete più avanti! Vi saluto lasciandovi questa foto, i sorrisi parlano da soli ( e non è nemmeno la più bella, che purtroppo è troppo sfocata)



 Alla prossima!! Ci rileggiamo per le interviste che ho fatto in questi giorni, a presto :-) 





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#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #44 - Recensione di Altered Carbon di R. Morgan

lunedì, maggio 13, 2019 Baba Desperate Bookswife 6 Comments

Buongiorno lettori! Innanzi tutto chiedo ufficialmente scusa a Nadia, lei è sempre puntuale e io ho pubblicato questo pezzo in ritardo. Ma adesso godiamoci questa recensione insieme!


Buongiorno lettrici e lettori!

Qualche tempo fa io e il mio compagno abbiamo cominciato a guardare Altered carbon, una serie tv che si potrebbe definire fantascientifica, hard boiled e distopica al tempo stesso. Purtroppo era estremamente complicata e lasciava molti punti in sospeso senza spiegazione, cosicché dopo alcune puntate ci siamo stufati e l’abbiamo abbandonata. A me però era rimasta la voglia di capirci qualcosa di più, e magari scoprire anche come andasse a finire. Così, dopo aver scoperto che –come la maggior parte delle serie tv in circolazione- anche Altered carbon era tratta da un romanzo, di Richard K. Morgan (pubblicato prima come Bay City e ripubblicato nel 2018 da TEA con il titolo originale Altered carbon), me ne sono procurata una copia, sperando che il libro chiarisse meglio la storia e soddisfacesse la mia curiosità.

Devo dire che sono stata davvero contenta di averlo letto, e adesso vi racconto perché. Innanzitutto, alcune informazioni fondamentali: Bay city è il nome che, in un futuro parecchio lontano, gli abitanti danno alla città di San Francisco. In questo futuro le persone possiedono, inserita in profondità in un punto dietro la nuca, una “pila corticale” in carbonio alterato, sede della personalità (e se vogliamo dell’anima) di ciascun individuo. Quando qualcuno muore, se ha abbastanza soldi e la pila corticale non è danneggiata, può tornare a vivere semplicemente facendo trasferire la pila corticale in un’altra “custodia”, ovvero in un altro corpo. Ci sono custodie sintetiche, ovvero create appositamente in laboratorio, ma anche custodie “naturali”, che vengono messe a disposizione delle persone più ricche nel caso in cui il vecchio proprietario sia stato “immagazzinato”, cioè separato dalla propria custodia per aver commesso qualche tipo di reato o per altri motivi che non starò qui ad elencare.

Il nostro protagonista è Takeshi Kovacs, uno Spedi (una sorta di incrocio tra un soldato e un ninja) originario del pianeta Harlan’s world che, dopo essere stato immagazzinato, viene spedito sulla Terra e impiantato in un’altra custodia per investigare su un apparente caso di suicidio. La personalità di Kovacs è molto forte ed emerge anche in una custodia che non è la sua; tra nuovi amici e vecchie, temibili conoscenze, si troverà ad affrontare un caso decisamente complicato e pieno di colpi di scena, intricato al punto che il lettore faticherà a trovare il bandolo della matassa.

Come vi sarete accorti, le premesse del libro non sono delle più semplici, anche perché non vengono esposte così come ho fatto io in un’introduzione: il lettore viene catapultato nella storia e dovrà capire da sé, un passo alla volta, quali sono le logiche di questo futuro. Morgan ha creato un universo estremamente complesso ma perfettamente logico, in cui tutto ha senso e ogni pezzo del puzzle si incastra alla perfezione; lo scoglio più grosso per il lettore è proprio comprendere i meccanismi che regolano questa società, dopodiché tutto scorrerà liscio o quasi. In Bay city le scene cruente e splatter sono tantissime, quindi astenetevi se non amate il genere ma, se non vi danno fastidio e se amate una distopia che sia davvero rigorosa e non abbia venature young o new adult, mi sento davvero di consigliarvi questo romanzo. Oltre al puro e semplice intrattenimento e a uno stile davvero ammaliante, troverete infatti anche numerosi spunti di riflessione, conditi da una buona dose di disincanto. Ah, sappiate che si tratta del primo volume di una trilogia, ma si può tranquillamente leggere come autoconclusivo. Quindi, se doveste affezionarvi allo Spedi di Harlan’s World, avrete altri due romanzi per approfondirne la conoscenza, e sono già stati pubblicati!


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Bianciardi,

SalTo19 - Gli Studenti di MasterBook presentano i libri di ExCogita - Ore 12:30 Sala Rosa

martedì, maggio 07, 2019 Baba Desperate Bookswife 2 Comments


Buongiorno lettori, questo post per comunicarvi che a partire da giovedì 9 maggio io sarò al Salone del Libro. Terminata la prima ora a scuola mi metterò in auto e sperando in una botta di fortuna (per il traffico e il parcheggio) riuscirò ad arrivare proprio per l'apertura! 
Il primo appuntamento al quale non mancherò è proprio quello scritto nel titolo del post: ovvero la presentazione dei libri della casa editrice ExCogita ai quali hanno lavorato gli studenti di MasterBook. Ma facciamo un passo indietro! 

Cosa è MasterBook?
E' un Master di Specializzazione nei Mestieri dell'Editoria promosso da IULM, creato per tutti coloro che nella vita vorrebbero lavorare con i libri. Parliamo quindi di redattori, agenti letterari, fondatori di case editrici. Per maggiori informazioni cliccare QUI

Chi è ExCogita?
E' la Casa Editrice di Milano che collabora con MasterBook, proponendo dei testi sui quali lavoreranno gli studenti. Per accedere al sito cliccare QUI

Luciana Bianciardi è la coordinatrice del Master ed editore di ExCogita e dopo un lungo e approfondito lavoro condiviso con lo staff dei docenti, porterà al SalTo19  l'intera aula, quest'anno composta da trentatré studenti (il numero varia di anno in anno) che ha seguito tutta la filiera editoriale, da capo a coda. I ragazzi ci saranno tutti, ognuno con un suo compito, sei di loro ad esempio dialogheranno con gli autori, intervistandoli e leggendo brani tratti dai libri.

Giovedì alle ore 12:30 presso la Sala Rosa verranno presentati i tre libri seguiti proprio dagli studenti: le opere di narrativa, saggistica e poesia selezionate nel 2019 da MasterBook, Master di Specializzazione nei Mestieri dell’Editoria promosso da IULM in collaborazione con ExCogita.


Tropico di Gallina, di Mattia Nocchi, per il genere narrativa.
Dialogherà con l'autore Serena D'Angelo
Letture a cura di Lisa Frasconi


I paesini di campagna sono come le famiglie felici: si assomigliano tutti. Gallina non fa eccezione. Le persone si muovono lente nelle settimane sempre uguali, un’umanità raccontata con note di sarcasmo ma anche di quieto e desolato lirismo; i vecchi ingannano il tempo tra una briscola e una bestemmia, i ragazzi sognano di scappare dalla monotonia. Fino a quando un giorno, per le strade che si srotolano tra le biancane, ritorna l’Armata Rossa: nessuno se lo aspetta, eppure qualcuno non ha mai smesso di crederci.
A tratti amaro, a tratti ironico, l’autore dà vita a una commedia
degli equivoci il cui unico punto fermo è un cartello giallo ben
piantato nel cuore del paese, a indicare il passaggio del 43esimo
parallelo dell’emisfero boreale.





Spostando il limite , di Simone Leo, saggio/autobiografia
Dialogherà con l'autore Arianna Miazzo
Letture a cura di Giulia Leonarduzzi

Quanta distanza deve percorrere un uomo prima di poter
affermare di conoscere veramente se stesso?
La risposta, per Simone Leo, è 1.880 chilometri: quelli che
servono a portare a termine con successo sette ultramaratone,
considerate tra le più dure al mondo. A metà tra un saggio
e un romanzo autobiografico, Spostando il limite è la storia
di qualcuno che ci ha creduto abbastanza e spera che la sua
esperienza possa essere d’ispirazione e stimolo per tutti quelli
che vogliono trascendere la fatica e vagliare nuove possibilità.
Dai colli del Passatore agli scenari lunari della Badwater, Leo
ci mostra come sia possibile abbandonare il divano e diventare
runner nel giro di pochi anni, perché nello sport, come nella
vita, è necessario spostare il proprio limite sempre un po’ più
in là, senza mai mollare.
Se la sfida è contro se stessi, il fallimento non esiste.





Casting, di Roberto Lombardi, poesia
Dialogherà con l'autore Francesca Sante
Letture a cura di Silvia Fortunato

Sono minimi ritagli, distorte figure in controluce, confuse silhouette che sfidano il rumore bianco: questi i personaggi che il poeta chiama a testimoniare nel suo ritratto televisivo di un’Italia patinata, terra di contraddizioni, di grandi
poeti e presentatori della domenica.
Sotto i nostri occhi, come interferenze, scorrono i volti di chi, nel bene e nel
male, è stato protagonista dell’immaginario degli anni Novanta.
Roberto Lombardi, al pari di un direttore artistico, realizza un casting feroce che
è a tratti condanna e a tratti nostalgico sforzo apologetico, e chiede a chi legge di
fermarsi a valutare quello che è stato e interrogarsi su che cosa forse un giorno
sarà. Noi, Italiani Brava Gente, saremo in grado ancora una volta di stare seduti
di fronte a noi stessi?

Io sono indubbiamente curiosa, oltre agli studenti saranno presenti gli autori, quindi sarà  interessante scoprire tutto il lavoro svolto dai ragazzi, le loro sensazioni e sopratutto conoscere i vari punti di vista, di chi ha scritto e di chi ha lavorato "dietro le quinte". Se volete, ci andiamo insieme :-) 
Chi viene? Se volete sbirciare, QUI il link relativo all'evento di Giovedì. 

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#Recensione,

Recensione - Il guardiano della collina dei ciliegi di F. Faggiani

domenica, maggio 05, 2019 Baba Desperate Bookswife 2 Comments


Il libro
Il guardiano della collina dei ciliegi di Franco Faggiani
Editore: Fazi Editore| Pagine: 232| Pubblicazione: 2 maggio 2019 | Prezzo 16,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autore
Franco Faggiani vive a Milano e fa il giornalista. Ha lavorato come reporter nelle aree più calde del mondo; ha scritto manuali sportivi, guide, biografie, ma da sempre alterna alla scrittura lunghe e solitarie esplorazioni in montagna. Con il romanzo La manutenzione dei sensi (Fazi Editore, 2018), già tradotto in Olanda, vincitore del Premio Parco Majella, del Premio Città delle Fiaccole e finalista al Premio Cortina e al Premio Wondy, ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico.
Recensione 

Buongiorno carissimi, oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho avuto il privilegio di leggere in anteprima ma solo oggi riesco a scrivere il mio pensiero; si tratta di un romanzo ispirato alla vita di Shizo Kanakuri, maratoneta giapponese che partecipò alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912, non tagliò mai il traguardo se non 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi più tardi. Era l'atleta favorito, lo sconosciuto orientale con il tempo migliore, colui che abbandonò la gara a soli sette chilometri dal traguardo nonostante fosse il primo del fila. La maglia numero 344 sparì misteriosamente dalla competizione, non fu mai ritrovato, nonostante le forze dell'ordine si misero sulle sue tracce. La vita di Kanakuri-San fu travagliata a causa del perduto onore, la sua espiazione fu lenta, per Shizo il non essere riuscito a portare a termine il compito che il suo Imperatore gli diede con speranza e orgoglio gli fece vivere un'esistenza di solitudine e sacrifici. 

"Mi hanno detto che la sua falcata ormai assomiglia a quella di una cicogna quando sta per spiccare il volo, che i suoi piedi sussurrano all'erba e che le sue braccia si alternano come gli stantuffi di una locomotiva che viaggia veloce"
Queste le parole che gli sussurrò l'Imperatore ormai malato, quando gli comunicò la decisione di volerlo inviare a Stoccolma per rappresentare il Paese ai Giochi Olimpici. 
Uno dei motivi per cui diventò il Guardiano della collina di ciliegi, in un posto inospitale, dove gli inverni sono talmente duri da desiderare la morte. Questo è un viaggio, sopratutto interiore, dove il lettore vedrà il protagonista mutare, in tutti i sensi. 

Questo genere di storie non è il mio, solitamente è un tipo di racconto che legge mio marito, lui è più meditativo e indubbiamente più legato a storie sportive, a romanzi ispirati a vite di personaggi non così famosi, ma che in qualche modo hanno fatto storia. Ogni tanto mi piace mettermi alla prova (sopratutto quando sono particolarmente oberata e il tempo è pochissimo, così l'impresa diventa ancora più ardua ma la soddisfazione è anche maggiore!), così ho deciso di approcciarmi, aspettandomi una narrazione fredda e una storia non troppo allettante. 
Ah ah ah quanto mi piace stupire me stessa. Fin dalle prime pagine ho incontrato uno stile fresco e accattivante, la narrazione è in prima persona e già questo mi ha avvicinata sentimentalmente al protagonista, così lontano a causa del tempo e della cultura. Avevo immaginato una storia fredda perché la mia esperienza con la letteratura giapponese non mi ha regalato grandi gioie (fino ad ora), ma che stolta Baba, certo, parla di un uomo giapponese, ma il tutto è raccontato da un autore italiano! 
Se all'inizio alcuni fatti sono narrati meccanicamente, in ordine temporale e quasi privi di sentimento, pagina dopo pagina mi sono ritrovata tra le mani la vita di un uomo, i suoi pensieri, le sue paure, e le magnifiche descrizioni di ciò che lui vedeva con i suoi occhi. E' riuscito a regalarmi immagini magnifiche, che mi hanno messo una curiosità estrema di ammirare la natura a volte inospitale dell'isola e tutte le sue meraviglie. 

Mi sono stupita dell'empatia nei confronti del protagonista, ho colto i suoi stati d'animo e silenziosamente ho patito le sue sconfitte, ma sopratutto  le scelte di vita estreme e apparentemente discutibili le ho approvate, mi sono lasciata trasportare dalla sua voglia di purificazione. Mi sono seduta sotto gli yamazakura (ciliegio selvatico delle montagne), vicino a dove è stato seppellito Haru, per quattordici anni suo fedele compagno di razza Hokkaido, ho ascoltato la voce del vento, ho lasciato che la terra mi scorresse tra le dita, ho assaporato la sensazione di libertà e solitudine, ho guardato con i miei occhi i segni sul viso che una vita faticosa lascia in dono. 
Leggere queste pagine mi ha regalato una sensazione di pace, terminando la lettura con soddisfazione, ma sopratutto mi sono sentita appagata, come se tutto in qualche modo avesse trovato il suo giusto posto. Questo però non vuol dire che sia tutto bello, solo che bisogna accettare quello che la vita ci riserva.  
Una lettura consigliata, grazie Cristina per avermi consigliato questa nuova uscita firmata Fazi. 

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#Blogtour,

Blog Tour - Più forte di ogni addio di E. Galiano - Tappa #4 Gli adolescenti e la scuola

domenica, maggio 05, 2019 Baba Desperate Bookswife 4 Comments

Ed eccomi finalmente a parlarvi dei miei pensieri, oggi l'argomento è: gli adolescenti e la scuola.  Preparatevi perché qui si nasconde un mondo. 
Innanzi tutto vi dico subito che ci sono due tifoserie: quella a favore dei ragazzini di oggi e quella invece che li condanna sempre e comunque. Sui social è pieno di commenti negativi sui teenagers, perché sono svogliati, sfaccendati, con poca voglia di fare, scarso entusiasmo nello sperimentare, sempre attaccati al cellulare, connessi al web e disconnessi dalla realtà. Vivono nel mondo virtuale e non si godono quello che c'è. 
Io vi racconto la mia esperienza, non da mamma perché mia figlia ha solo sette anni, nemmeno da cittadina del mondo perchè esco molto poco dal mio guscio, vi racconto invece quello che vivo grazie al mio lavoro, allenando ragazze, accompagnandole, facendo conoscere loro il fantastico mondo della ginnastica ritmica.  
Innanzi tutto vi dico che in effetti io con gli adolescenti ci lavoro tutti i giorni, alcune ragazzine le conosco da una vita e le sento un po' mie, perché il rapporto è proprio affettivo.

Come sono questi ragazzi di oggi?
In questo libro ho conosciuto Michele, che ha quasi diciotto anni, non possiede più la vista e il suo più grande sogno è già infranto. Una persona che però crede nella vita, che ama la sua famiglia, onora l'amicizia e si emoziona grazie alle piccole cose. 

Beh nella vita al di fuori del romanzo vedo negli occhi delle mie ragazze la determinazione che avevo io, non alla loro età ma poco dopo (sono un po' più precoci!), vengono in palestra con passione, cercando di unire lo studio allo sport, rinunciando spesso ad uscire e facendosi venire i lividi sulla schiena a forza di fare capovolte per terra, rovinandosi i piedi a forza di girare e piroettare. Sudate a fine allenamento ma quasi sempre soddisfate dell'impegno che ci mettono. Si allenano il sabato mattina, alzandosi presto, quando avrebbero solo voglia di dormire e non trovano mai scuse, sempre presenti, con le mezze punte ai piedi e i capelli ordinatamente acconciati di prima mattina.

Come sono gli adolescenti oggi?
In "Più forte di ogni addio" ho incontrato Nina, una pazza ragazza che incuriosisce e spaventa, una teenager dalla lingua lunga, dalla fervida fantasia e dalle spalle larghe, allenate a trasportare il dolore della vita. Una persona che si è persa ma vuole ritrovare sopratutto se stessa. Nina sa quello che vuole, nonostante la giovane età ( e poi dicono che i ragazzi non sanno quello che vogliono!)

Io conosco ragazzi connessi, che si preoccupano di quello che pensano gli altri sul web, si scattano delle foto e sognano in fondo al cuore  di diventare influenti nel campo che più piace a loro. Sperano di vedere aumentare i cuoricini sotto allo scatto quotidiano. Ma questo lo speravamo anche noi vent'anni fa, non esisteva Instagram, ma chi non ha sperato di essere notato dal particolare allenatore? Sono cambiate le modalità, ma i sogni più o meno sono gli stessi. 
Certo che...forse è necessario avere la situazione sotto controllo, perchè lo smartphone è un nuovo mezzo di comunicazione, ha molti vantaggi, ma sicuramente nasconde dei pericoli. C'è la possibilità di perdere il contatto con la realtà, di restare appiccicati allo schermo invece di chiacchierare con il vicino di sedia (io però sul pullman ascoltavo la musica con il walkman invece di colloquiare con i miei vicini). 
E anche la scuola è più social, anche se a volte alcuni docenti sono un po' all'antica, ma non è detto che poi non siano quelli che i ragazzi ricorderanno negli anni, proprio come capitò a me con il mio professore di latino, che per quanto mi sembrasse "vecchio" nei modi e nei contenuti è colui al quale ancora oggi dico grazie. 

Enrico Galiano nei suoi romanzi inserisce sempre un professore e dei ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In quest'ultimo libro non si parla mai dei tanto discussi Social Network, i due protagonisti sembrano un po' fuori dal tempo, mandandosi al massimo qualche vocale su WhatApp. L'autore ci racconta i ragazzi che conosce lui, che vede tutti i giorni a scuola, con i quali parla, si confronta e sopratutto chiede, ascoltando subito dopo la risposta.
Nei suoi libri traspare l'amore per il suo lavoro, l'ammirazione che ha nei loro confronti e sopratutto riesce sempre a portare davanti agli occhi dei lettori storie diverse, ragazzi con trascorsi differenti ma sogni simili. Che poi passano gli anni, ma la frase è sempre la stessa: "non ci sono più i ragazzi di una volta". E come sono questi ragazzi di una volta? Perchè vent'anni fa mia madre si lamentava, ascoltavo la musica sempre e non interagivo in casa, leggevo fumetti e non mi preoccupavo di raccontare la mia giornata, trascorrevo le mie ore in palestra e quando volevo uscire era un problema perché avrei dovuto fare qualcos'altro. Alla fine anche mia stessa mi racconta che la sua nonna borbottava ( e vi assicuro che mia mamma ha condotto una vita dedicata alla famiglia, fin da ragazza). Forse dovremmo abituarci al fatto che il mondo cambia, la vita va avanti, le tecnologie aumentano e la parte più difficile per chi più giovane non è...è adattarsi e vedere le cose da un altro punto di vista. 

Ho paura di avere una figlia che tra qualche anno sarà adolescente?
Sarei orgogliosa di avere un figlio come Michele, vorrei che mia figlia crescesse così e io vorrei riuscire ad accompagnare mia figlia per mano, vegliandola da lontano, senza farmi scorgere, proprio come fa la sua di madre. Avrei paura a crescere una ragazza con il carattere di Nina, ma indubbiamente il suo trascorso e il modo di comportarsi di sua madre hanno il loro peso.
E comunque sì, sarei ipocrita ad affermare il contrario, ma sto facendo di tutto per trasmetterle i miei valori sperando che prima o poi possa farli suoi e se anche sbanderà, posso sperare che la mia presenza, quella di suo padre, dei suoi nonni, insomma delle persone che le vogliono bene possa servirle a rimettersi in carreggiata e a trovare l'incrocio giusto nel quale svoltare per prendere la SUA direzione. 

4 commenti:

#Blogtour,

Blog Tour - La ragazza nel bosco di Carmen Weiz - Ambientazione

giovedì, maggio 02, 2019 Baba Desperate Bookswife 2 Comments



Buongiorno lettori, come state? Eccoci arrivati alla quarta tappa di questo blog tour, io vi farò vedere qualcosa sull'ambientazione, così da stuzzicare il vostro appetito da lettori!
Come anticipato dalle mie college nei giorni scorsi, questo è il primo volume autoconclusivo di una serie di romanzi: Swiss Stories.

Vi mostrerò i luoghi dove Anna vivrà le sue avventure, rimarrete incantati e sono sicura che avrete voglia di leggere le pagine scritte da Carmen!


Questa invece è la splendida La cascata di Neuhausen am Rheinfall, non la trovate spettacolare? Anche questa bellezza naturale è presente all'interno del romanzo.
E per finire...vi lascio con una piccola chicca! Un antico sul secondo volume della serie, ovvero la location di un matrimonio :-) Curiosi? Non volete sapere chi si sposa in un posto così? Eh eh eh allora leggete, leggete, leggete!


Vi aspettiamo domani, sul blog di Sonia, Il salotto del gatto libraio, per conoscere meglio l'autrice!

E ora veniamo al momento tanto atteso, un fortunato vincitore, avrà la possibilità di portarsi a casa la copia del libro con dei piccoli regalini golosi, volete tentare la fortuna? Partecipare è semplice basta seguire le semplici regole che troverete nel format:

- Commentare tutte le tappe del Blogtour

- Mettere Mi piace alla pagina FB di Carmen Weiz

- Condividere con almeno 2 persone


a Rafflecopter giveaway

Non mi resta che augurarvi buona giornata e a presto, Ci si legge in giro :-)

2 commenti:

#challenge,

Visual Challenge Upgrade - Tappa #5 - Maggio 2019

mercoledì, maggio 01, 2019 Baba Desperate Bookswife 2 Comments

Buongiorno a tutti! Altro giro altra corsa. Inutile dire che anche il mese di aprile è volato. Siamo consapevoli che pensavate a qualcosa di stagionale, ad un'immagine bucolica, quasi estiva...invece no! Ci siamo dati al vintage style, con attrezzi da cucina anti tecnologici, bambine vestite come non se ne vedevano dai tempi della pubblicità del lievito per dolci e un arredamento decisamente non moderno. Che dite?  



LA SFIDA 

La sfida durerà un anno e sarà divisa in 12 tappe della durata di un mese ciascuna, potrete iscrivervi in qualsiasi momento comunicandocelo nei commenti. Il primo di ogni mese pubblicheremo un post in cui troverete una fotografia che conterrà svariati oggetti o scenari. Voi potrete leggere in un mese massimo 6 libri e minimo 2. Il primo dei sei dovrà avere raffigurato uno o più oggetti della fotografia. Il secondo dovrà contenere un'immagine presente nella cover del primo, il terzo un'immagine presente nella cover del secondo e così via, formando una catena fino ad un massimo di 6 libri. Potrete utilizzare anche sei volte la stessa immagine e otterrete un punto per ogni libro letto, ma se sarete fantasiosi e utilizzerete sempre immagini differenti otterrete un bonus e vi verranno assegnato un punto in più a libro. Per ottenere questo bonus dovrete però leggere almeno 3 libri.

Se non riuscirete a completare la tappa leggendo almeno DUE LIBRI, quel mese otterrete 0 punti, ma potrete comunque continuare a giocare con noi. 

VI CONSIGLIAMO  IN OGNI CASO, PRIMA DI INIZIARE A LEGGERE, DI CHIEDERCI  CONFERMA LIBRO PER LIBRO, ONDE EVITARE CHE LA VOSTRA CATENA SI SPEZZI MAGARI A META', PER EVITARE DI SCOPRIRE A FINE TAPPA DI AVER TOTALIZZATO MENO PUNTI A CAUSA DI UN COLLEGAMENTO ERRATO. I COLLEGAMENTI SARANNO VISIVI, QUINDI NON INTUITIVI: UCCELLO VALE PER PENNUTO E NON PER ANIMALE GENERICO. VASO DI FIORI VALE PER VASO DI FIORI E NON FLORA IN GENERALE. 

Ogni mese potrete decidere di leggere da due a sei libri per ottenere qualche punto. Potrete quindi partecipare a qualsiasi tappa anche se non avrete letto libri per le tappe precedenti. Per dimostrare di aver letto i libri dovrete caricare, nel format che troverete nel post della tappa corrispondente, il link che rimanderà alle vostre recensioni, ma lo potrete fare una sola volta al mese quando avrete completato la catena. (capirete meglio quando aprirete il format). Le recensioni potranno essere postate sul vostro blog (se ne avete uno) o su una qualsiasi piattaforma online (Amazon, Facebook, goodreads, anobii, ecc.) da cui potrete prendere un link e inviarcelo. Non valgono recensioni inviate via mail. (Per recensione non si intende un riassunto e neanche solo bello o brutto, bisogna argomentare il proprio pensiero raccontando, possibilmente evitando gli spoiler, le motivazioni del vostro giudizio sul libro. Non fatevi spaventare se anche non ne avete mai scritte, sarà più facile di quello che credete. Comunque se avete bisogno non esitate a chiedere!!! Noi siamo sempre disponibili a darvi una mano).
Importante: il libro deve essere di almeno 150 pagine - fa fede Amazon - 


PUNTEGGIO
Per ogni libro letto e recensito entro la fine della tappa corrente anche con sempre la stessa immagine - catena minima di DUE LIBRI - : 1 PUNTO

Per una catena minima di tre libri contenenti sempre oggetti differenti: 1 PUNTO in più a Libro.

Il punteggio del primo libro dipenderà dal numero di oggetti che questo avrà in comune con la nostra immagine: ogni oggetto varrà 1 PUNTO.
Se il link arriverà dopo la mezzanotte dell'ultimo giorno del mese sarà automaticamente cancellato, quindi occhio!

Se create una catena composta da sei libri, indipendentemente che gli oggetti siano uguali o differenti, ottenete un bonus di 3 PUNTI.

FOTO DEL MESE







Fonte: https://radikal.ru/lfp/i011.radikal.ru/1108/e9/0849b2c63c48.jpg/htm




Precisazioni: 
1- vale bambina e non donna.
2- i biscotti vanno bene tutti, non solo gli omini di pandizenzero
3- vale tavolo







Ed ora la palla passa a voi! Aspettiamo le vostre catene!!!

Per i nuovi i scritti, per le regole per partecipare o per chi ancora avesse dei dubbi sulla realizzazione della catena o su qualsiasi altro punto della challenge c'è sempre la spiegazione con gli esempi nel primo post qui.


Vi ricordiamo che potete controllare il vostro punteggio sul file drive qui e che è attivo il gruppo facebook della challenge cui si può richiedere l'iscrizione qui (non è obbligatorio).

Ecco il format dove dovrete inserire i link. Vi chiediamo di prestare attenzione alla correttezza dei dati. Se inserite un link che rimandi a Goodreads o Anobii inserite quello che riporta alla vostra recensione specifica e non al libro generico. Se avete bisogno di aiuto non esitate a chiedere!

   


Siamo sempre a vostra disposizione via mail per qualsiasi dubbio, chiarimento, necessità voi abbiate ed anche solo per fare quattro chiacchiere con noi!!!
Ci trovate qui:

BABA E DANY

babaedany@gmail.com

2 commenti:

#Recensione,

Recensione - Con tanto affetto ti ammazzerò di Pino Imperatore

giovedì, aprile 25, 2019 Baba Desperate Bookswife 6 Comments

Il libro
Con tanto affetto ti ammazzerò di Pino Imperatore
Editore: DeA Planeta | Pagine: 354| Pubblicazione:  aprile 2019 | Prezzo 15,00€| Trama: Qui
Genere: giallo
Notizie sull'autore
Pino Imperatore è nato a Milano nel 1961 da genitori emigranti napoletani e vive in Campania dall’infanzia. Ha vinto i maggiori premi italiani per la scrittura umoristica ed è autore di opere teatrali, racconti, saggi umoristici e romanzi bestseller. Con DeA Planeta ha pubblicato Aglio, olio e assassino e Con tanto affetto ti ammazzerò, di cui sono protagonisti Scapece, Improta e i Vitiello.
Recensione 
e1/2

Siete pronti? Dunque senza indugio preparate le valigie che si parte, un treno per Napoli ci aspetta e mi sono permessa di prenotare un tavolo al Parthenope, un misto di antipasti leggeri al nostro arrivo non ce lo possiamo negare!
Se ancora non l'avete capito, l'avvenente ispettore Gianni Scapece è tornato (oppure siamo noi a fare visita a lui) e come immaginerete non starà a gingillarsi, un caso di difficile soluzione lo sta facendo arrovellare. La Baronessa Elena de Flavis sta festeggiando il suo novantesimo compleanno presso la la splendida Villa Roccaromana di sua proprietà, ma proprio nel bel mezzo della festa  scompaiono la festeggiata e il suo maggiordomo. Un finimondo in pochi istanti, Scapece deve rinunciare alla deliziosa compagnia della nipote della baronessa, la signorina Noemi, per tirarsi su le maniche e iniziare immediatamente a fare quello per il quale è stipendiato: indagare. Che fine avranno fatto? Cosa c'è dietro? E così il nostro protagonista, ancora una volta accompagnato fedelmente dai membri della famiglia Vitiello, conoscerà i tre figli della De Flavis, scoprendo altarini e scoperchiando il vaso di Pandora.
Attendevo questo libro, eccome! Ho conosciuto Pino Imperatore proprio grazie a "Aglio, Olio e assassino" - recensione QUI- , ho capito che questo genere di scrittura faceva al caso mio e ho ardentemente sperato che l'autore di origini napoletane continuasse a deliziarci con le avventure di questi azzeccatissimi personaggi. Sono stata accontentata.
Innanzi tutto sono felice che pian piano si stia formando un quadro della vita privata di Gianni Scapece, fa da sfondo e ci sta perfettamente bene. Un passo alla volta desta la curiosità, la mantiene viva, rimanendo comunque in secondo piano, come è giusto che sia, aumentando però l'empatia verso in nostro bel rubacuori.
In questo capitolo ho gradito la storia della Baronessa, perché Imperatore, oltre ad aver messo in scena il giallo, ha inserito qualcosa in più, la vita di Elena De Flavis, l'inserimento di stralci dei suoi diari hanno aggiunto valore alla storia.
Con Tanto Affetto Ti Ammazzerò parla di una donna ricchissima, che si rende conto di aver vissuto molto, ma la qualità della sua esistenza, nonostante la ricchezza è stata scarsa. Una donna che ha molto da insegnare, una vita in secondo piano, la voglia di riscatto, che non arriva mai, ma nonostante tutto la gioia di andare avanti e il non arrendersi hanno il sopravvento. E' una storia di giustizia, e quando arriverete alla fine (perché tanto il finale, fatevene una ragione, non lo intuirete se non arrivando all'epilogo) capirete le mie parole.
Questo è  un giallo, ben costruito e divertente, i personaggi spalla svolgono molto bene le loro mansioni, intrattengono, strappano una sana risata e distraggono il lettore dalla parte investigativa, regalando un po' di storia, un po' di Napoli, un po' di vita. E tra un cane che si fidanza ma non sa se sarà sempre fedele alla sua Bigodina e una festa di carnevale, passano le pagine e noi ci affezioniamo sempre di più a Napoli e ai personaggi veraci di questo libro consigliatissimo.
Aprite questo libro e gustatevi una gita al mare, compratevi una birretta e un pacchetto di patatine, posizionate il vostro lato B sul divano e immergetevi in questa lettura divertente. Io sono sicura che non vi deluderà. Non avete ancora conosciuto l'ispettore? Allora mi raccomando, procuratevi "Aglio, olio e assassino", tutto inizia proprio da quel volume!  

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#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #43 - I giorni del silenzio di Paula Treick DeBoar

martedì, aprile 23, 2019 Baba Desperate Bookswife 8 Comments

Eccoci nuovamente al nostro appuntamento bimensile con Nadia! 

Questo libro mi è stato regalato diverso tempo fa da una cara amica, e non so davvero dire perché io abbia deciso di leggerlo soltanto ora. Forse perché la copertina non mi ispirava, forse perché non avevo mai sentito parlare dell’autrice: sta di fatto che ho aspettato parecchio, e ho sbagliato, perché I giorni del silenzio si è rivelato una lettura davvero avvincente e piacevole.

Il prologo ci fa conoscere Kirsten Hammarstrom, una giovane che fa l’insegnante in California e che torna a casa a Watankee, una cittadina nei pressi di Milwaukee, dopo tanto tempo. In quella cittadina, sedici anni prima, era scomparsa una sedicenne di nome Stacey Lemke. Stacey era fidanzata con Johnny Hammarstrom, fratello di Kirsten, su cui da subito si erano concentrati i sospetti della polizia e di tutta Watankee. Il romanzo è incentrato in gran parte sulle vicende avvenute tra il 1994 e il 1995, dalla comparsa di Stacey nella vita della famiglia Hammarstrom alla sua sparizione, e alle ricerche che ne seguirono. Tutto è raccontato dal punto di vista di Kirsten bambina, ma questo non inficia affatto la sensazione di suspense e di vero e proprio pathos che pervade tutta la narrazione. Anche se nel 1994 Kirsten ha solo nove anni, infatti, i suoi ricordi sono vividi e potenti e, sebbene alcuni suoi comportamenti siano assolutamente plausibili in una bambina di quell’età (penso alla totale adorazione iniziale nei confronti di Stacey, per esempio), l’analisi che fa dell’evoluzione del rapporto tra Johnny e la sua fidanzatina è assolutamente lucida e convincente.

Attraverso gli occhi di Kirsten conosciamo la famiglia Hammarstrom, composta da padre, madre, nonno e tre figli. È una famiglia coesa e piena d’amore, anche se sotto la superficie si avvertono situazioni sospese, carriere interrotte per metter su famiglia, desideri di rivalsa e altre piccole crepe. La scomparsa di Stacey e le successive accuse nei confronti di Johnny attecchiranno su tutto questo come delle piccole radici insidiose, che faranno crescere il sospetto in un clima di silenzio e di chiusura. 

Paula Treick DeBoard è bravissima nel costruire dei personaggi profondamente autentici e sfaccettati, ciascuno con i suoi difetti e su cui le avversità della vita hanno lasciato e continuano a lasciare il segno, tanto che spesso ho avuto la sensazione di leggere una storia vera. Attraverso il racconto di piccoli episodi l’autrice mette in luce le ambiguità della personalità di Stacey, il carattere aggressivo e rabbioso di Johnny ma anche la sua bontà d’animo, portando il lettore a dubitare di tutto, esattamente come farà la famiglia Hammarstrom. Se Johnny sia o meno il colpevole non ve lo dirò di certo io, ma vi consiglio di recuperare questo romanzo poco conosciuto, perché la DeBoard ha stoffa nel costruire la tensione psicologica e nel tenervi incollati alle pagine.


8 commenti:

#Recensione,

Recensione - Più forte di ogni addio di Enrico Galiano

venerdì, aprile 19, 2019 Baba Desperate Bookswife 8 Comments

Il libro
Più forte di ogni addio di Enrico Galiano
Editore: Garzanti | Pagine: 352| Pubblicazione: 18 aprile 2019 | Prezzo 17,90€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autore
Enrico Galiano è nato a Pordenone nel 1977. Insegnante in una scuola di periferia, ha creato la webserie Cose da prof, che ha superato i dieci milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti». Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per l’Europa con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore.
Recensione 

E così mi sono messa in pari, nell'arco di poco più di un mese ho letto i tre libri scritti dal professore più amato dagli studenti: Enrico Galiano.
Anche questa volta i protagonisti sono due ragazzi che stanno per raggiungere la maggiore età e l'esame di maturità: si chiamano Nina e Michele.
Lui ha perso la vista che aveva solo tredici anni, definisce l'incidente Big Bang, un'esplosione che  gli ha portato via i colori e che ha distrutto il cassetto pieno di sogni, ormai buttati sul ciglio della strada, senza alcuna possibilità che ritrovino la via di casa.
Nina porta suo padre al collo, perché una malattia le ha strappato dalle braccia l'uomo più straordinario del mondo e da quel momento (sono passati tanti anni oramai) ha smesso di essere una bambina orchidea e ha cercato di imparare ad essere una donna soffione, come lei stessa definisce sua madre, forte, che si lascia scivolare la vita addosso, reagendo sempre nella maniera migliore per lei.
Si incontrano sul treno i nostri due protagonisti, un regionale che li accompagna a scuola e gli permette di sedersi per caso una di fronte all'altro, dodici minuti perché Michele si riempia i polmoni del profumo di Nina, dodici minuti per porsi delle domande in un gioco che  catturerà i loro sentimenti. Dodici minuti al giorno che cambieranno la loro vita per sempre.

Questo è uno di quei libri da sottolineare continuamente perché pieno di piccole-grandi perle da conservare. E' un romanzo che alterna i punti di vista dei personaggi in maniera equa, mettendoci di fronte al carattere opposto dei due ragazzi proprio grazie allo stile così diverso: Nina è rapida, scarna, confusa ma allo stesso tempo decisa; Michele è un giovane filosofo, con un sacco di domande ma anche con molte risposte.

Se conoscete già l'autore preparatevi ad un cambiamento, Galiano ha deciso di intraprendere una strada nuova, raccontandoci sempre le emozioni dei ragazzi, ma lo fa con una storia un po' fuori dal tempo, (non troppo eh, perché ci sono WhatsApp  e i suoi fantastici vocali) e coreografa una danza mista decisamente complessa, amalgamando passi di tango e valzer, inventando un ballo che non ancora non esiste ma funziona.

Ho molto apprezzato Michele, il suo modo di affrontare la vita nonostante tutto, il suo non piangersi addosso  tirando fuori dallo zaino la polemica solo quando strettamente necessario. Ho amato le sue seghe mentali, lo sbocciare di un sentimento non definibile a parole, la sua impazienza sempre tenuta sotto controllo, il perdere l'attimo e il fantasticarci sopra subito dopo. Mi è piaciuto il suo rapporto con l'amico Carlo, colui che gli ricorda di avere diciotto anni e di conseguenza di essere uomo! Quello che gli fa lo screen perché possa "vedere" la risposta sul telefono, dimenticandosi sempre la sua cecità, proprio per questo Carlo si conquista le grazie di Michele e di tutti i lettori, per la sua genuinità!

Questa volta invece ho fatto fatica ad apprezzare pienamente il personaggio femminile: Nina non è riuscita a far pienamente colpo su di me. L'ho trovata...troppo. E se proprio lei insegna qualcosa a Michele, io ho smesso di seguire i suoi ragionamenti, da una parte saggia cantastorie, dall'altra una bomba ad orologeria che fa a pugni con la regina delle metafore. L'ho tremendamente amata per circa metà libro, poi ho iniziato a non riuscire più a seguirla.
Ma questo non deve togliere la voglia a nessuno di intraprendere questa lettura così profonda, che insegna a non lasciarsi scappare gli attimi, a combattere per quello che si vuole, a perdonare e a perdonarsi, perché il rancore uccide se stessi e gli altri.

Ps
Se volete sapere che cos'è un'amica spinacio oppure zuccherino, beh dovrete far conoscenza con Flo e leggere il libro, perché la tatuatrice quarantenne dai capelli colorati vi aspetta! Ah già, è un personaggio-spalla, ma non importa... 

8 commenti:

#le pillole di Ste,

Da Soule a Steinbeck - Recensioni a cura di Stefano

martedì, aprile 16, 2019 Baba Desperate Bookswife 3 Comments


 ----Le Pillole di Ste----




Buonasera!!!!
Eccomi di ritorno con questo bel librone che poi era il mio regalo di compleanno da parte di mia sorella.....che ringrazio
Ovviamente un regalo è sempre una cosa gradita e un libro, per me almeno, lo è ancora di più, ma tutti sappiamo che azzeccare i gusti è la parte più difficile anche se nel mio caso la faccenda si semplifica molto visto che leggerei anche un manuale di cucina o le istruzioni per coltivare i kiwi a Polo Nord....e poi darei anche la recensione!
Ma bando alle sciocchezze e passiamo al protagonista:
Will Dando è un tipico ragazzo americano con molti sogni e poche possibilità e un poco nerd, che un giorno viene investito in maniera misteriosa del potere di prevedere il futuro...o meglio!
Una notte va a dormire e al mattino si sveglia che ha in testa 108 profezie che si dovrebbero avverare nell'arco di un anno; come ci sono arrivate nessuno lo sa, quello che è certo è che si avverano specialmente dopo che vengono pubblicate dall'Oracolo (Will) sul Sito.
Il Sito non è altro che la pagina internet dell'Oracolo e che sta diventando una vera e propria ossessione per chiunque abbia un minimo di potere su questa terra.
Will, assieme al suo amico Hamza e alla sua fidanzata Miko, hanno creato tutto questo per poter divulgare le profezie meno importanti mentre con quelle più corpose ci stanno facendo un sacco di soldi rivendendole ai destinatari che le usano poi a proprio vantaggio.
Fin qui tutto bene, il terzetto si sta costruendo una bella pensione su un atollo nel Pacifico e il mondo impazzisce per sapere chi si nasconde dietro a tutto questo e nessuno sospetta che si tratta solo di un ragazzo.
Ma, come dicevo qualche riga fa, tutti sono sulle sue tracce, dal Presidente degli USA a vari gruppi terroristici e soprattutto i capi delle religioni rivelate che si vedono scavalcate nel loro ruolo di tramite tra il cielo e la terra e gridano "al Diavolo" cercando di organizzare una caccia alla strega (o stregone).
Un libro dal ritmo molto serrato e coinvolgente che ricordo di aver guardato una volta sullo scaffale di un negozio con curiosità e ho l'impressione che qualcuno se ne sia ricordato
Se fosse uscito nel 2000 (ricordate il Millenium Bug?) o nel 2012 (la profezia dei Maya) sarebbe finito nel calderone dei libri apocalittici di quegli anni ma invece salta fuori in un'epoca che immagina la fine del mondo i maniera meno ispirata e più inquinata perciò riesce farsi notare.
Un libro che parla di presunte verità che partono dal web e che piano piano diventano quasi realistiche a suon di condivisioni e che, per un effetto domino, potrebbero anche scatenare l'Inferno; un modo per rivedere il famoso BUTTERFLY EFFECT e per capire dove ci potrebbe portare il libero arbitrio che non sempre è così libero.
Bene! ringrazio ancora mia sorella per il bel regalo e vi lascio

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Eccomi di ritorno da un lungo viaggio tra Camelot e la Francia, tra arditi cavalieri erranti e damigelle in pericolo, tra battaglie, armature, giganti, draghi, maghi e subdole streghe e da grandi bevute attorno alla tavola rotonda mentre un gran fuoco scoppietta gaio nel caminetto.
Ho la fortuna di avere amicizie libresche che hanno un cuore e soprattutto hanno una immensa biblioteca paterna da saccheggiare liberamente e per fortuna ho una macchina piccola così da non poter portare via più di un tot alla volta..... grazie Baba!!!
Steinbeck, autore molto conosciuto per via del romanzo Furore (che devo ancora leggere) si è cimentato con il ciclo arturiano e ne ha trasposto in lingua moderna gli antichi poemi cavallereschi in modo che fossero più comprensibili agli odierni lettori. Tempo addietro mi ero cimentato proprio con quei racconti che sono poeticamente bellissimi ma di difficile digeribilità per chi non è abituato ai canti dei bardi e dei menestrelli.
Il lavoro di Steinbeck trasforma tutto ciò in un viaggio molto più godibile.
E così ripartiamo dall'inizio, dalla Spada nella Roccia per intenderci (che però non è né in Bretagna e nemmeno nella campagna inglese ma è a San Galgano -SI-) e piano piano ci avventuriamo nella storia che porterà Artù a diventare Re d'Inghilterra grazie anche alle magie di Merlino e che dovrà poi guardarsi le spalle da decine di baroni invidiosi e dalla sorellastra Morgana con la quale avrà anche una relazione incestuosa (a tradimento) dalla quale sarà concepito Ser Mordred.
Ma la parte più difficile non è salire sul trono ma gestire la pace successiva con molti cavalieri che si ritrovano senza motivazioni a gozzovigliare a corte, e perciò verranno inviati in giro per il regno a dispensare giustizia, a torneare e salvare damigelle......ma non sempre con successo o ragione.
Nel frattempo Merlino scomparirà inghiottito dalla terra per mano di una strega furba e lascerà Artù a dover gestire il tutto e così avremo un sovrano sempre più paranoico ed incattivito.
L'ultima parte del ciclo ci porta forse le storie più divertenti e più epiche, quelle di Ser Lancillotto, cavaliere imbattibile che viene mandato in cerca di avventure (per non morire di inedia a corte) assieme a suo nipote Ser Lionello dal quale si separerà quasi subito per i magheggi di quattro perfide fattucchiere; da lì in poi non avrà più pace fino alla riunione di Pentecoste a Camelot dove nel frattempo ha fatto arrivare tutti i cavalieri sconfitti.
Lancillotto è forse il personaggio più rotondo di tutto il ciclo e ha un'epica tutta sua, e anche un'etica visto che per amore di Ginevra (la regina) vaga per il mondo a riparare torti senza mai cedere a nessuna donna (e molti sospettano una tendenza omosessuale) fino al finale dove cede e tradisce il suo re.
Il ciclo è conosciuto da tutti perciò non racconto niente di nuovo, in questa versione effettivamente è più facile da comprendere .....meraviglioso!!!

--STE--

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#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #42 - Un'estate da Ragazzi di Richard Cox - Recensione

martedì, aprile 09, 2019 Baba Desperate Bookswife 4 Comments




Buongiorno lettrici e lettori,

oggi vorrei parlarvi di un libro che avevo cominciato con grandi aspettative, ma che mi ha parzialmente delusa: sto parlando di “Un’estate da ragazzi”, di Richard Cox. 

La storia è quella di cinque ragazzi e una ragazza nella cittadina di Wichita Falls, una località del Texas nota anche nella realtà per aver subito un violentissimo tornado il 10 aprile del 1979. Cox comincia la narrazione proprio da quella data, raccontandoci come il tornado abbia, in modi diversi, cambiato la vita di Adam, Bobby, David, Jonathan, Alicia e Todd. Dopo questo prologo l’autore alterna le vicende avvenute durante l’estate del 1983 a quelle che si svolgono nel 2008, quando alcuni dei protagonisti si ritroveranno di nuovo insieme a fronteggiare un’altra minaccia.

Ho acquistato questo libro attratta dalla trama, che mi faceva pensare a un thriller con sfumature horror e un che di soprannaturale: speravo di trovare una storia godibile, ma purtroppo sotto molti aspetti non è stato così. Richard Cox ha, a mio avviso, un grosso problema: è troppo in debito con Stephen King e, nel tentativo di omaggiarlo o di assomigliargli, commette più di un errore. Il fatto che il Re sia tra i modelli di Cox è palese, sia perché lo omaggia chiaramente facendo scrivere a Jonathan una versione ante litteram di Misery, sia perché “Un’estate da ragazzi” ricorda It, nella struttura e nei personaggi. Peccato che Cox difetti nello stile, nella capacità di caratterizzazione dei personaggi e nella costruzione della tensione. I suoi protagonisti sono le copie sbiadite di Bill, Richie e Beverly. Inoltre Cox gestisce male l’elemento soprannaturale: sarebbe stata l’idea geniale che avrebbe potuto far decollare il romanzo, ma si perde tra le pagine, non è sostenuta da una logica ma neanche da un’interpretazione irrazionale, che a questo punto avrei comunque apprezzato pur di aggrapparmi a qualcosa. L’autore insomma mette tanta carne al fuoco, ma non sa gestire la trama nel suo insieme, portando il lettore a farsi troppe domande che resteranno senza risposta.

Ho avvertito anche parecchio fastidio nei confronti della traduzione e dell’editing, perché mancano i congiuntivi e le espressioni di tempo sono usate spesso in maniera errata.

Dalla sua il libro di Cox ha il pregio di essere scorrevole e di avermi fatto imparare qualcosa di più sui tornado e su come tentare di mettersi al riparo nel malaugurato caso in cui uno di essi dovesse abbattersi sulla mia casa… al momento l’Italia non vi è soggetta, ma con questi cambiamenti climatici meglio essere preparati, che ne dite?

In conclusione, questo romanzo può essere apprezzato da chi non ha mai letto King e da chi cerca una storia scorrevole e non ha voglia di farsi troppe domande. Come sempre quando non sono particolarmente soddisfatta di un libro mi farebbe molto piacere chiacchierare con chi l’ha letto e l’ha amato, perché magari ha le risposte ad alcune delle mie domande e potrebbe aiutarmi a rivalutarlo! A presto!



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#Recensione,

Recensione - E' tempo di ricominciare di Carmen Korn

lunedì, aprile 08, 2019 Baba Desperate Bookswife 6 Comments

Il libro
Tempo di ricominciare di Carmen Korn
Editore:Fazi| Pagine: 564| Pubblicazione:08/04/ 2019 | Prezzo 20,00€| Trama Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Carmen Korn
Nata a Düsseldorf nel 1952, è una scrittrice e giornalista che vive ad Amburgo con la sua famiglia. In questa trilogia dall’enorme successo racconta della sua città.
Recensione 
e mezzo

Siamo nel 1949, la guerra è terminata e noi torniamo ad Amburgo, la città che ospita i personaggi di questa interessante trilogia.
Tante cose sono mutate, non ci sono solo le quattro signore che abbiamo incontrato in "Figlie di una nuova era", ovvero Henny, Kathe, Ida e Lina, coloro che hanno dato il via a questa storia; oggi si sono conquistati il ruolo di personaggi importanti anche i loro figli e compagni di vita, e con pieno diritto oserei aggiungere. Anche perché diciamolo, il tempo è passato, i bambini sono diventati ragazzi e i ragazzi sono diventati adulti, li abbiamo visti crescere e abbiamo assistito al maturare delle relazioni, quindi siamo assolutamente a nostro agio all'interno delle loro vite.
Cosa c'è di più bello del poter trascorrere dei momenti perfetti insieme a dei personaggi che sono diventati dei veri e propri amici? Sono convinta che per un lettore accanito, che di storie ne legge davvero tante, il poter ritrovare delle persone dopo pochi mesi e tornare a far parte della loro vita sia una sensazione meravigliosa.
Ma facciamo un passo indietro: Henny ha finalmente preso una decisione riguardo alla sua vita sentimentale, Lina e Louise hanno aperto una magnifica libreria insieme ad uno spassoso socio, Ida ha sempre un carattere turbolento ed il suo "non accontentarsi" continua a renderla inquieta e Kathe avrà decisamente la vita stravolta da una serie di eventi, già dopo poche decine di pagine.
La vita continua a scorrere, con alti bassi, piccoli drammi, grandi novità, cambiamenti che sembrano insignificanti ma che invece modificheranno tutto. Partiremo dal 1949, supereremo  insieme i bombardamenti sulla città, Amburgo sta rinascendo, la storia moderna prosegue indisturbata tra le pagine di questo capolavoro della letteratura contemporanea.
Come sempre è complicato scrivere una recensione di un capitolo intermedio di una trilogia, perchè si può dire molto poco e non si sa come andrà a finire, ma attendevo questa storia e me la sono proprio goduta, dedicando il giusto tempo ad ognuno ed assaporando la scrittura dell'autrice, che indubbiamente è lenta, ma non particolarmente prolissa, è giusta per questo tipo di romanzo, studiata per mettere il lettore a proprio agio, conducendolo in una danza perfetta, fatta di sguardi e sospiri e contraddistinta da una profonda eleganza.
Se dovessi descrivere la penna della Korn userei due aggettivi: DELICATA perché l'autrice descrive tutto con estrema finezza, raccontando episodi, stati d'animo, perdite e quant'altro con morbidezza; PRECISA perchè niente è lasciato al caso, non finito o abbozzato: ogni personaggio ha il suo ruolo e le domande che il lettore si pone sono per curiosità e passione, i particolari scritti dalla Korn sono sempre pertinenti e mai superflui.
Per la seconda volta mi sono lasciata cullare dalle tante storie racchiuse in queste cinquecento pagine, seguendole tutte, con passione e sentimento, amando le protagoniste nonostante i loro sbagli ( e chi non ne commette?) e arricciando il naso nei confronti delle persone più scomode ma alla fine necessarie per la buona riuscita dell'intera storia.
E se la copertina mi ha permesso di innamorarmi circa sei mesi fa, all'uscita di "Figlie di una nuova era" - recensione QUI - questa volta ho iniziato a leggere con la consapevolezza di avere un bel libro tra le mani e la necessità di procedere perchè spinta dal piacere e dalla curiosità. Questa è una di quelle serie che si guadagna un posto speciale nel mio cuore e considerando la mia anima decisamente vintage, questo è proprio il pane per i miei denti!
Preparatevi a intraprendere un viaggio nel passato, dalle speranze del primo dopoguerra alla costruzione del Muro di Berlino, dalla Guerra Fredda all'uomo che per primo cammina sulla Luna. Direi un ricco piatto di portata.
Proprio vogliamo trovare una pecca? Ecco forse l'aumento di 2,50€ dal precedente volume dopo solo sei mesi di distanza. Ma questa è un'altra storia e nulla riguarda la bravura di un'autrice e della sua traduttrice Manuela Francescon, che già insieme a Stefano Jorio aveva tradotto il precedente libro.

Anche questa volta, con grande piacere vi dico di andare a comprare questa serie se:
- siete amanti dei romanzi ricchi, costruiti con tanti personaggi e ben collocati nella storia
- amate lo stile classico ed elegante
- vi piacciono le saghe familiari

E con questo vi dico che ci rileggiamo presto, buona serata e fatemi sapere se avete intenzione di leggerlo! 

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