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Recensione di Baba - Uccelli da gabbia e da voliera di Andrea de Carlo


 Il libro
Uccelli da gabbia e da voliera di Andrea de Carlo
Editore: La nave di Teseo| Pagine: 231| Pubblicazione: 1982| Prezzo 11,00€| Trama:Qui
Genere: romanzo


Notizie sull'autore
Andrea De Carlo è nato a Milano, dove si è laureato in Storia contemporanea. Ha vissuto negli Stati Uniti e in Australia, dedicandosi alla musica e alla fotografia. È stato assistente alla regia di Federico Fellini, co-sceneggiatore con Michelangelo Antonioni, e regista del cortometraggio Le facce di Fellini e del film Treno di panna. Ha scritto con Ludovico Einaudi i balletti Time Out e Salgari. Ha registrato i CD di sue musiche Alcuni nomi e Dentro Giro di vento. È autore di ventidue romanzi, tradotti in ventisei Paesi e venduti in milioni di copie.

Recensione di Baba

Fjodor Barna è un giovane rampollo italoamericano, ricco, viziato e che per vivere suona la chitarra pensando di sfondare (prima o poi). Un incidente con torto mentre guida la sua potente MG gli cambierà la vita: suo padre gli ordina di andare a trovare a New York suo fratello maggiore altrimenti può letteralmente sparire. Addio ai sogni artistici addio alle macchine con parecchi cavalli, addio libertà, adesso non resta altro che lavorare senza un grande scopo svolgendo mansioni noiose e insignificanti. Suo fratello però ad un certo punto gli offre un'opportunità, può restare a New York oppure può volare a Milano, città natale di suo padre per lavorare nella succursale italiana dell'azienda. Fjodor non ci pensa troppo, il rapporto con il fratello è di pura cortesia, non hanno nulla il comune e le loro conversazioni sono sterili. Si vola su Malpensa.
La vita in Italia è completamente diversa, lui non ricorda quasi nulla poiché il loro trasferimento in America è avvenuto quando lui aveva solo circa dieci anni. Inizialmente la quotidianità sembra difficile anche lì, ma ad un certo punto incontra una ragazza, Malaidina, che gli fa indubbiamente girare la testa, forse perché è misteriosa, forse perché sembra distante e per certi versi inarrivabile. Oppure no.

Un romanzo che è stato pubblicato nel lontano 1982 e che è arrivato finalista al premio Strega.
Un libro che non è riuscito a rapirmi nonostante lo stile dell'autore sia a dir poco splendido: si percepiscono sentimenti, stati d'animo e sguardi. Però mi è mancato il coinvolgimento: il protagonista mi appare lontano nonostante io possa vedere il sudore a imperlare la sua fronte: è come se ci fosse un vetro a dividerci e io ho assistito passivamente al tutto.
Ciò che ha scritto De Carlo vuole mostrare come le cose cambino a seconda del dove, come e quando, Ma soprattutto "con chi". Vite stravolte inaspettatamente, cambi di direzione e strade nuove da percorrere. E allora perché non mi è piaciuto? Mancanza di qualcosa che non è arrivato. Vi è mai capitato? Tutto fila, tutto torna, tutto molto carino ma...e arriva quel ma che non sapete spiegare. Ed eccolo qui. Mi dispiace De Carlo, ho ancora un altro tuo libro a casa, ma credo che ci metterò un po'!

Keep Calm and Read Nadia #69 - Mia sorella è una serial Killer


Buongiorno lettrici e lettori!

Oggi vi racconto di un esordio, un romanzo di un’autrice di origine nigeriana che si ambienta a Lagos: sto parlando di Mia sorella è una serial killler, di Oyinkan Braithwaite. Puntavo questo libro come un cane da caccia da quando ne ho letto la recensione fatta da uno dei miei contatti americani su Goodreads. Il numero di edizioni internazionali di questo libro continuava ad aumentare, ma, come spesso accade, in Italia non veniva tradotto, e mai come in questo periodo purtroppo non ho tempo di leggere in lingua. Per fortuna La nave di Teseo ha sopperito alla mancanza e io mi sono fiondata in libreria, perché questo romanzo mi chiamava tantissimo.

Fonte: Google

Mia sorella è una serial killer racconta la storia di due sorelle, Korede e Ayoola. La prima è la voce narrante, giovane infermiera sveglia e intelligente ma non particolarmente avvenente, con la passione per i detergenti per la casa. La seconda, così bella che nessun uomo sembra resisterle, superficiale e un po’ viziata, ha il “vizio” di assassinare fidanzati. La prima volta che succede Ayoola chiama la sorella perché la aiuti a pulire e a liberarsi del cadavere, e Korede crede alla legittima difesa, ma poi la storia si ripete, e Korede dovrà chiedersi se conti di più l’amore per la giustizia o la lealtà alla sorella. Il conflitto si farà pressante quando Ayoola conoscerà Tade, il medico di cui Korede è segretamente innamorata…

Mia sorella è una serial killer può essere definito una commedia nera: la Braithwaite intesse una storia originale e apparentemente semplice, ma che dà al lettore molti spunti di riflessione, dall’importanza della famiglia al potere della bellezza esteriore, senza trascurare piccoli ma interessanti accenni alla società nigeriana, tema che personalmente ho molto apprezzato. Il tutto venato da un’ironia sottile, che alleggerisce la storia e che traspare già dalla (a mio parere) meravigliosa copertina. Alcuni flashback, riguardanti un personaggio che non vi svelo per non spoilerare troppo, aiutano il lettore a comprendere la natura del rapporto tra le sorelle e creano quell’empatia che rende una storia apparentemente assurda assolutamente credibile.

Un romanzo che si legge velocemente ma senza spegnere il cervello, una lettura secondo me davvero indicata per questa stagione estiva. Spero che sentiremo ancora parlare di Oyinkan Braithwaite, perché la ragazza ha davvero stoffa!



Recensione - Quando eravamo eroi di Silvio Muccino

Buonasera lettori, come state? Eccoci finalmente, il fine settimana è agli sgoccioli, ma grazie al ponte i giorni di riposo non sono ancora terminati. Questa sera vi intratterrò con una recensione di un libro che ho ricevuto grazie alla libreria on-line Unilibro, con la quale è nata una collaborazione. 
Il libro
Quando eravamo eroi di Silvio Muccino
Editore: La nave di Teseo| Pagine: 251| Pubblicazione: 2018 | Prezzo 17,00€| Trama Qui su Unilibro
Genere: narrativa 
Notizie sull'autore
Silvio Muccino, attore e regista, nato a Roma, alterna la sua carriera cinematografica a quella di scrittore. Insieme a Carla Vangelista ha scritto Parlami d’amore e Rivoluzione n. 9. Questo è il suo terzo romanzo, il suo esordio solista.
Recensione 

Ragazzi di ieri, giovani che hanno vissuto il passaggio dai novanta ai duemila nel periodo più spensierato della vita, compagni di scuola che si sono tenuti compagnia diventando Alieni in un mondo di ragazzi tutti uguali. Persone che hanno deciso di non uniformarsi ma di restare uniti, fino ad un certo punto almeno, e che oggi, nel 2018, non si vedono da quindici anni. Sono trentaquattrenni, con una vita alle spalle e una davanti ai loro occhi.
Alex è colui che ha aperto le danze, ha creato un gruppo, tenuto le redini in mano per tanti anni, grazie alla sua bontà, sicurezza e strafottenza che lo hanno sempre reso un leader, nonostante lui probabilmente non ne abbia mai voluto indossare i panni. E' proprio Alex ad aver lasciato Eva, la sua ragazza, Rodolfo, Melzi e Torquemada a bocca asciutta, senza un perché, senza un confronto. Di punto in bianco si è volatilizzato nel nulla, come cenere in balia del vento. Rodolfo ha prontamente consolato la bella e fragile Eva, che però non è mai riuscita a cancellare la cicatrice.