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Quattro blogger per un autore - Jojo Moyes


Buongiorno signori, come state? Siamo a fine settembre e con la benedizione dei colori dell'autunno torniamo con la nostra rubrica!!! Ditelo che vi siamo mancate un pochetto! Se invece non avete modo di conoscerci, ecco due righe su ciò che combiniamo insieme.
Chi siamo? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questa volta cari lettori, abbiamo scelto la Moyes, diventata famosa soprattutto dopo "Io prima di te" che ovviamente non ho letto. Precedentemente però mi sono lasciata tentare da "la ragazza che hai lasciato" "un weekend da sogno" e "una più uno", tutti molto soddisfacenti ma...sono passati davvero molti anni dall'ultima lettura di questa autrice, così a dire il vero ero un po' spaventata. Tranquilli, è andata bene!

Fonte Mondadori. Pagine 408- 19,00€ - anno 2018


Ti regalo le stelle narra una storia tratta in parte da verità, siamo in Kentucky, nel 1937 e le donne della WPA Packhorse Library sono esistite veramente, si trattava di bibliotecarie a cavallo che portavano settimanalmente i volumi alle famiglie più sperdute, nella speranza di divulgare la lettura e la cultura.
La base di partenza è già buona così mi sono addentrati con curiosità tra le pagine del libro, conoscendo pian piano le protagoniste di questa avventura. Alice è arrivata dall'Inghilterra, ha sposato un uomo bello e facoltoso, figlio del proprietario di diverse cave, peccato sia un po' un bamboccio, ma questo lo giudicherete voi se deciderete di leggere il libro. Poi abbiamo Margery O'Hare, donna dal carattere deciso e determinato non ha intenzione di farsi mettere sotto da nessun uomo o donna, lei sarà la responsabile del progetto della biblioteca itinerante, incontreremo Izzy, Sophia, Beth, insomma tutte fanciulle che hanno deciso più o meno volontariamente di farsi trascinare in questa pericolosa iniziativa.

Come potrete immaginare non tutto filerà liscio, a partire dal matrimonio di Alice che in poco tempo risulterà quasi imbarazzante. Ci saranno anche persone disposte a buttar fango sulla biblioteca, come ben sappiamo la cultura è pericolosa perché le persone istruite possono essere manipolate con meno facilità.
I personaggi sono ben descritti, fisicamente e psicologicamente, almeno quelli principali e l'ambientazione non è malvagia, sia le situazioni sia i luoghi sono delineati bene senza essere eccessivi o scarni.
La trama fino ad un certo punto è convincente ed interessante, purtroppo ho delle riserve sui capitoli finali, un po' frettolosi ( per certi aspetti) e un po' troppo approfonditi ( per altri). Cosa significa? Che alla fine il libro ha preso una piega che non ho pienamente apprezzato e si è dilungato sulla vita di una persona anziché continuare con ciò che era stato iniziato. Anche l'epilogo mi è apparso frettoloso e poco credibile ma non per questo il libro è risultato spiacevole. Si, proprio così, scorre che è una meraviglia e comunque, nonostante le pecche, si ha la curiosità di andare avanti e scoprire cosa accadrà.

Ammetto che no, non posso catalogarla tra le mie autrici preferite perché credo di non essere più adatta ad un certo tipo di storie, però ogni tanto male non fa, l'autrice ha una scrittura non banale e i suoi personaggi entrano nel cuore. Forse piace molto proprio per questa piega del "forse tutto è possibile" non saprei, diciamo che rende bene senza essere stucchevole. È buffo perché ho scelto un libro che non avevo in casa, nonostante io ne possegga quattro, però a conti fatti sono felice della mia scelta!

Lo consiglio:
- agli amanti del lieto fine
- ai nostalgici
- a chi ama le storie d'amore un po' più ricche
- a chi vuole sognare ma restando con i piedi per terra
Lo sconsiglio
- a chi cerca storie di un certo spessore
- a chi non interessa la narrativa Easy per rilassarsi

E voi? Siete curiosi di scoprire cosa hanno letto le altre fanciulle? Andate a sbirciare sui loro blog, i link sono all'inizio del post.

Quattro blogger per un autore #4 - Margaret Atwood



Buongiorno signori, come state? Siamo a luglio e noi siamo tornate!!! Ditelo che vi siamo mancate un pochetto! Se invece non avete modo di conoscerci, ecco due righe su ciò che combiniamo insieme.
Chi siamo? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere Margaret Atwood, autrice canadese famosa sopratutto per il romanzo "Il racconto dell'ancella", trasformato in serie TV. La Atwood è una delle scrittrici viventi di narrativa e di fantascienza (o narrativa speculativa) più premiate. Negli anni ha fatto sentire la sua voce come femminista. 
Da tempo avevo sullo scaffale Il racconto dell'Ancella, acquistato insieme al giornale e mai letto, così ho colto l'occasione e ho tolto il volume dalla famosa "pila della vergogna". Purtroppo so che il mio pensiero non vi piacerà.

Desperate Bookswife


Cari amici, come posso iniziare a smontare questo libro e contemporaneamente a non smontarlo troppo? Impossibile. Quindi proverò a procedere per gradi.
Partiamo dal fatto che l'autrice scrisse il libro nel lontano 1985 e quindi possiamo dire questo distopico è assolutamente attuale (purtroppo). Una donna visionaria, forse, la Atwood, ad immaginare in un lontano, o forse non troppo, futuro una condizione femminile decisamente poco rosea.
Le Ancelle sono delle donne alle quali viene tolto tutto, se non l'obbligo di avere dei rapporti sessuali con il proprio Comandante, ovvero l'uomo che cerca di avere un figlio da loro e non dalla Moglie, che non può avere figli. Le donne non sono più fertili. Solo le Ancelle lo sono. Vestite di rosso, coperte dalla testa ai piedi, vivono nelle case dei coniugi ai quali appartengono. Non hanno la facoltà di fare niente perché tutto è bandito. Gli oggetti, i prodotti di igiene e bellezza, il poter andare in giro se non per comprare dei generi alimentari che verranno dati alla cuoca della casa. Le Ancelle perdono anche il nome, verranno chiamate con l'appellativo "Di+il nome proprio del Comandante". Immaginate di non chiamarvi più Michela, Giovanna, Irene. Immaginate di chiamarvi DiFred, DiMario, DiFranco. Non vi si accappona la pelle? Non provate rabbia e disgusto? Non strappereste il libro dal nervoso? Questo è ciò che avrei potuto provare e invece non è accaduto. La protagonista e narratrice ci appare apatica, lontana dalla sua stessa narrazione. Forse lo fa per cercare di sopravvivere a questa esistenza ingiusta e insopportabile, fatto è che a me ha trasmesso apatia e noia. Magari era proprio l'intento dell'autrice, forse voleva solo farci riflettere. 

Ne capitano tante di disgrazie, succedono dei fatti tremendi nel libro, ma sembra che non accada nulla. Il tutto ci viene raccontato con distacco e senza phatos. Se ci aggiungiamo uno stile molto ricco di dettagli e descrizioni, i dialoghi ridotti all'osso e continui salti temporali...beh tutto questo messo insieme ha fatto sì che la lettura mi sia apparsa lenta, lunga e interminabile. 
Non dico che il libro non sia meritevole, non sono qui a scrivervi che il libro passerà nel dimenticatoio, sono qui ad esprimere il mio rammarico per un libro che pensavo avvincente e ricco di emozioni forti. Quello che più mi dispiace è il non essere riuscita a sentirmi vicina alla narratrice. Io volevo fare il tifo per lei, speravo alla fine di tirare le somme. Invece niente, buio. Ho letto moltissimi pareri positivi a riguardo e ogni volta mi entusiasmo nel comprendere quanto i lettori trovino cose diverse all'interno dello stesso libro: è come avere tra le mani una scatola magica, non si sa cosa uscirà fuori. Bellissimo.

Torniamo al libro e tiriamo le somme. Una storia forte, decisa, intensa. Un racconto che dovrebbe fare male, che se lo si traduce e ci si ripensa dopo, di dolore ne crea, sul momento però no, o almeno non a me. Un romanzo distopico che parla della condizione femminile dopo la caduta degli Stati e l'avvento di Galaad, una specie di regime. Ambientato in un tempo in cui le donne non avevano alcun tipo di potere, alcun desiderio, alcun peso. Le donne più "fortunate" erano Mogli di uomini facoltosi, dovevano assistere ai rapporti sessuali del marito le Ancelle, erano prigioniere nella propria casa. Erano vittime e carnefici al tempo stesso. Questo è "il racconto dell'ancella". Spietato, duro, senza giri di parole. Non guarderò la serie TV, in questo periodo di brutture ho bisogno di cose belle, oppure di thriller molto americani, non di un qualcosa che non esiste ma potrebbe benissimo essere, di qualcosa che io non conosco ma forse in qualche parte del mondo c'è. 

Curiose di scoprire quale titolo abbiano scelto le altre fanciulle? Andiamo insieme! Alla prossima ragazzi, vi aspetto qui :-)

Cinque blogger per un autore #3 - Barbara Baraldi


Buongiorno signori, come state? Siamo a maggio e noi siamo tornate!!! Ditelo che vi siamo mancate un pochetto! Se invece non avete modo di conoscerci, ecco due righe su ciò che combiniamo insieme.
Chi siamo? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere Barbara Baraldi, autrice italiana famosa inizialmente per i fumetti (Dylan Dog per dirne uno a caso) che ha deciso di imbattersi anni fa nel mondo della fiction: la serie di Aurora Scalviati credo l'abbia resa definitivamente conosciuta tra i lettori, nonostante il suo primo romanzo risalga al 2007. Ha scritto anche diverse guide su Bologna (eh sì, lei è emiliana) e racconti vari pubblicati in antologie, vincitori di diversi premi letterari.

Pagine 498 - 13,00 € - Giunti

Aurora nel buio, di cui vi parlerò oggi, ha vinto il premio "Gialli d'amare" nel 2017 e il premio "NebbiaGialla" nel 2018. Io l'ho ripreso in mano dopo tre anni, poiché lo avevo ascoltato durante l'isolamento causato dal Covid, avevo deciso di proseguire con il secondo ma ricordavo troppo poco del precedente, così, invece di iniziare una nuova serie ho deciso di fare un refresh!
Aurora Scalviati è una profiler della polizia che viene trasferita da Torino ad un paesino dell'Emilia Romagna. Cos'è un profiler? E' un professionista che cerca di definire dei profili psicologici e non solo di un determinato criminale, senza conoscerlo, basandosi sui comportamenti e strategie presunte che si estrapolano dalle scene dei crimini.
Come si potrà ben immaginare Aurora non è un personaggio semplice, ha un passato molto ingombrante sulle spalle e questo passato le ha lasciato i segni nel cuore e nella mente: ha perso il partner in una sparatoria e conserva ancora oggi un pezzetto della pallottola in un luogo che mai potrà scordare, il suo cranio. Aurora combatte quotidianamente per il suo lavoro che ama follemente. Combatte contro gli uomini che tanto per cambiare vorrebbero predominare, combatte contro una mente che fa brutti scherzi a causa di crisi dovute ad un bipolarismo nato dopo l'ingresso del corpo estraneo in testa, combatte per poter fare il suo mestiere senza rischiare continuamente di essere segregata in un ufficio a causa di un evento passato che sembra non lasciarla mai in pace. 

Ma è arrivato un presunto killer e la vittima è una donna trovata in una posizione raccapricciante, chiodi conficcati nel corpo e una scritta sul muro. Il marito della donna non si trova e la figlia è sparita: è stata molto probabilmente rapita. La Scalviati non ha alcun dubbio, si tratta di un killer seriale, probabilmente ha già ucciso e ci saranno altre vittime se non riescono a fermarlo. Purtroppo però non vogliono ascoltarla, quindi dovrà agire per vie traverse e fidarsi di qualcuno, ancora una volta. 

Questo libro l'ho letto la prima volta senza chissà quale pretesa, volevo essere intrattenuta in maniera semplice. Diciamo che le mie aspettative sono state disattese poiché la trama è tutto tranne che semplice, le descrizioni sono articolate e precise, ci sono flashback e digressioni, i colpi di scena non mancano e riescono sempre a sorprendere il lettore che non vede l'ora di arrivare alla fine per risolvere questo grande punto interrogativo. La protagonista è una donna forte, anche se quando chiude la porta di casa escono le debolezze di ogni essere umano che ha sofferto. E' determinata e sa di essere brava: una donna disposta a tutto se sa di avere ragione. 

Un libro che ho già consigliato a molti, è il primo di una serie e si legge che è un piacere. Siete pronti a conoscere un'altra donna ruvida che nonostante la sua poca affabilità ruberà il vostro cuore? 

Adesso però andiamo a vedere cosa hanno scelto le mie compagne di avventura! Correte sui loro blog. 

Cinque blogger per un autore #2 - John Grisham


Buongiorno signori, come state? Siamo a marzo e noi siamo tornate!!! Ditelo che vi siamo mancate un pochetto! Se invece non avete modo di conoscerci, ecco due righe su ciò che combiniamo insieme.
Chi siamo? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere John Grisham, autore che ho avuto modo di conoscere per la prima volta qualche anno fa e che ho ripreso in mano solo adesso. Un autore famosissimo per il Legal Thriller ma che ha scritto anche qualcos'altro. Io mi sono buttata a capofitto in "L'avvocato di strada"

L'avvocato di strada - fonte Google

Ho acquistato questo volume in un mercatino dell'usato senza pensarci due volte: la mia amica Francesca me lo consigliò un paio di mesi prima e io senza indugio l'ho portato a casa per pochi euro. Conoscevo Grisham grazie a "Fuga dal Natale" che lessi a dicembre del 2016 e da quel momento l'autore mi restò nel cuore per motivi diversi che non spiegherò altrimenti rischio di diventare ripetitiva e melensa, ma so per certo che questo amore è legato totalmente alla soggettività del momento. Di quel momento lì.
Leggere questo autore dopo sei anni e un pezzettino mi ha provocato diverse emozioni tra cui...il blocco quasi totale del lettore. Vuoi che i ricordi sono tornati e mi hanno sommerso, di conseguenza ogni volta che provavo ad aprire il libro ecco che si faceva avanti un pezzo di ricordo con appresso la nostalgia e quel dolore che non fa più male male ma che comunque va a innescare una sorta di prurito e tu ferma non puoi stare. Mettiamoci anche il fatto che è un libro...oddio come si chiama? Legale? Una sorta di Low&Order che in realtà non ho mai amato se non per l'attore ( un certo signor Cohen per chi guardava the OC). Come al solito sbrodolo parecchio ma per una giusta causa.
Questo libro parla di un avvocato di successo, prossimo a diventare ricchissimo e a far carriera nei piani alti di uno degli studi legali più importanti del paese che ad un certo punto cambia strada: dopo essere stato preso in ostaggio sul posto di lavoro da un homeless ed essersi ritrovato il cervello di quest'uomo sulla camicia decide di cambiare vita. Diventa un avvocato di strada. È la storia di un uomo che rinuncia ad uno stipendio stellare per aiutare la povera gente, un uomo che cerca di fare luce sulla condizione dei senza tetto e prova a tirare fuori il marcio proprio non troppo lontano da dove lavorava lui stesso. Ci vuole coraggio per certe azioni ma a quanto pare il nostro protagonista ha dimostrato di avene da vendere.
Una storia scritta con maestria, uno stile fluido, una penna esperta e capace di tenere viva l'attenzione ma...questo libro non fa per me. Innanzi tutto non ho amato la parte più tecnica/legale: non mi piace molto conoscere i vari cavilli, lo studio per una difesa e quant'altro. Mi rendo conto della bellezza del libro e della denuncia sociale. È fantastico tutto questo e sono comunque contenta di averlo letto, ho imparato molte cose. Qui il problema non è la storia, il protagonista o lo stile, è proprio il tipo di libro credo. Come però ho scritto sopra, credo anche di aver sottovalutato l'impatto che mi avrebbe fatto leggere questo autore. Sono stata sciocca, avrei dovuto mettere una pietra sopra e passare oltre, scavalcando Grisham. Non l'ho fatto, questo mesi ho letto poco niente, mea culpa. Francesca ti ringrazio comunque perché ho cercato di superare un ostacolo, in parte ci sono riuscita ma credo che non leggerò più null'altro del caro John che resterà per me solo e unicamente lo scrittore meraviglioso di "Fuga dal Natale" letto a voce alta tra il 19 e il 24 dicembre 2016.

Adesso vi invito ad andare a vedere cos'hanno letto le mie amiche: Ombre di Carta, La Lettrice sulle Nuvole e Libriintavola

Cinque blogger per un autore #1 - Jennifer L. Armentrout


Buongiorno signori, come state? Siamo a gennaio e noi siamo tornate!!! Non sappiamo bene se Daniela riuscirà ad accompagnarci in questa avventura, per il momento è in pausa e poi nei prossimi mesi vedremo!
Nel frattempo però... "cinque blogger per un autore" sono tornate! 
Chi sono? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere Jennifer L. Armentrout, autrice che non volevo leggere da diverso tempo ma che mi è toccata...per la serie, quando si è in minoranza ci si adatta e magari si scoprono cose meravigliose!

Io personalmente ho scelto un romanzo romantico, ovvero Amarti è solo l'inizio, perché non me la sono sentita di approcciarmi ad un fantasy, avendone letti più di quello che mi sarei aspettata nell'ultimo periodo. Non so se io abbia fatto una gran scelta, comunque vi racconto!

Andrea e Tanner sono i protagonisti di questa storia complicata: lei è tormentata e con un lato buio, lui è un donnaiolo bello e impossibile dal cuore tenero (anche se lui ovviamente non lo sa e non se ne capacita). Andrea da ragazzina era innamorata segretamente di lui, poi però si rende conto della superficialità del ragazzo e della sua predilizione per le belle mutandine delle signorine, così inizia a detestarlo. Purtroppo però è il migliore amico del fidanzato della sua best friend, così si ritrova a dover trascorrere una vacanza in montagna in sua compagnia. La sfiga...quando ci si mette! 
Una storia prevedibile che alterna la voce di Andrea a quella di Tanner, petulante lei, accettabile lui. Andrea è semplicemente detestabile fin dalle prime pagine: indipendentemente dai suoi segreti più intimi è proprio il suo modo di approcciarsi, i suoi pensieri, la sua finta inconsapevolezza: quindi cara la mia autrice...se devi costruire un personaggio insicuro fallo sul serio. Non creare una finta ingenua mezza santa e mezza diavolo che sembra cascare dalle nuvole spinta dalla brezza di Eolo. Se lui deve essere uno stronzo, beh che lo sia sul serio. 
Purtroppo non mi è piaciuto nemmeno la parte piccante, che predomina notevolmente. L'ho trovata troppa, ingombrante e abbastanza incoerente con il messaggio finale del libro, perché sì, in realtà questo libro non vorrebbe essere un semplice romance di intrattenimento ma un libro con una morale. Se la parte finale non fosse stata appunto solamente la fine io avrei apprezzato questo libro molto di più, invece ad un certo, ad una settantina di pagine dalla fine mi è quasi sembrato di leggere altro. Mi dispiace molto perché so quanto le mie compagne di avventura apprezzino questa autrice, non è detto che io non decida di leggere altro, magari fantasy visto che è il suo genere di punta! Ma non siete curiosi di scoprire cosa hanno letto le ragazze? Io corro! 

Cinque blogger per un autore #6 - Maurizio de Giovanni - Il senso del dolore

 


Buongiorno signori, come state? Siamo a fine novembre, avete già fatto l'albero? Siiiiiii che bello, mi sento un po' elfa!
Nel frattempo però... "cinque blogger per un autore" sono tornate! 
Chi sono? Ecco qui:
ChiaraChiccaDaniela, Ombretta e io ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere Maurizio De Giovanni, autore che volevo leggere da diverso tempo, del quale ho acquistato diversi volumi ma che poi, come al solito, sono rimasti ordinatamente impilati sugli scaffali. Questa è stata proprio la volta buona.

Il senso del dolore è il primo capitolo di una serie che ha come protagonista il commissario Ricciardi, un uomo che vive Napoli intorno agli anni '30, un personaggio tutto d'un pezzo che ha una specie di dono, i cadaveri che trova sulla scena del crimine gli raccontano una storia, come fossero fantasmi, lui vede stralci di momenti che in qualche modo subito non comprende ma che poi gli serviranno per ricostruire i fatti. 
Ammetto che immediatamente non ho sentito un chissà quale trasporto, i capitoli mi sono pesati come macigni sulle spalle già affaticate dalla mia vita personale e mi sono chiesta" ma perché Baba, perché?" Questa è un'epoca che non leggo così volentieri, Alice Basso a parte, e in più un morto ammazzato in un camerino di un teatro (altro mondo che conosco pochissimo)... insomma tutto questo mi è apparso distante e distaccato. Sono andata oltre, non volevo mollare l'osso e in qualche modo speravo che perseverando sarei arrivata ad un risultato diverso e così sono stata premiata. De Giovanni scrive abilmente e con passione, delinea i suoi personaggi con cura senza eccedere, il profilo del suo protagonista si delinea poco alla volta, lasciando il lettore nell'oblio ma dandogli qualche contentino di tanto in tanto. Ricciardi è un uomo apparentemente privo di sentimenti positivi: triste, distaccato, quasi asessuato, dedito al lavoro, vive ancora con la sua Tata, che gli prepara da mangiare e lo accudisce come se fosse un bimbo, senza però lesinare lamentele sul fatto che dovrebbe farsi una famiglia e metterla in una casa di riposo! Insomma dai...simpatico non sembra, no? E invece è proprio qui che mi sbagliavo, Ricciardi è un genio romantico e di sentimenti ne è pieno, ma sono altruistici e più inclini ad aiutare il prossimo che se stesso. I suoi collaboratori hanno iniziato a conoscere la sua dedizione e la sua voglia di giustizia, non si stupiscono più dei suoi silenzi e delle sue intuizioni che arrivano quasi dal nulla e combattono dei superiori che cercano di affossarlo e prendersi il merito: loro sono dalla sua parte, nonostante Ricciardi non si comporti proprio da amicone. Sicuramente il vero protagonista di questo libro non è l'omicidi ma il personaggio: il Sig. Vezzi, cantante prodigio e amato sul palco quanto odiato a livello umano è morto nel suo camerino, truccato da pagliaccio pronto per andare in scena. Qualcuno però deve averlo spinto o deve avergli conficcato una scheggia di specchio nella gola. Incidente, omicidio colposo o preintenzionale? 
Non importa così tanto, non a me, che ad un certo punto avrei potuto leggere qualunque castroneria ma l'unico mio interesse era quello di andare avanti a conoscere questo commissario. 
Posso dire adesso che sia il libro della vita? No, non posso, ma mi sbilancio a scrivere che sono soddisfatta del risultato raggiunto e che andrò avanti volentieri con questa serie. Sicuramente le premesse non c'erano e invece mi sono piacevolmente ricreduta. Anche se. Perché c'è un ma. Non sono più così felice di iniziare nuove serie, soprattutto se queste sono infinite. Io devo staccare tra una episodio e l'altro e quindi non saprei, mi fa paura una nuova avventura molto lunga. Devo ancora terminare Rocco Schiavone, la serie di Malvaldi, Casabona. Devo andare avanti? Dai, potrebbe essere un  buon proposito per il 2023! 
Ma adesso non ci resta che andare a scoprire cosa hanno letto le mie compagne di avventura! Non siete un po' curiosi?
desperate bookswife

 

5 blogger per un autore #5 - Charlotte Link - Il peccato dell'angelo


Buongiorno signori, come state? Siamo a fine settembre, per molti le vacanze sono solo un lontano ricordo e attendiamo il Natale ah ah ah!  
Nel frattempo però... "cinque blogger per un autore" sono tornate! 
Chi sono? Ecco qui:
ChiaraChiccaDaniela, Ombretta e io ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere Charlotte Link, autrice che ha in attivo diversi titoli e che continua a sfornarne di nuovi, famosa per i suoi romanzi thriller ma anche per quelli ambientati nella storia più moderna. Io ho letto "Il peccato dell'angelo"


Questo è il primo romanzo che leggo di questa autrice molto attiva ma non così tanto conosciuta (io almeno non conosco nessuno a parte le mie amiche blogger, che l'abbiano letta). Posseggo diversi suoi libri poiché conoscevo una persona che l'amava molto e qualcuno me lo ha regalato lei, altri li ho recuperati tra mercatini e scambi. Questo mese avevo diversi impegni, non avrei avuto il tempo di leggere circa cinquecento pagine, ovvero le pagine medie dei suoi libri, così ho optato per questo volume in ebook, l'unico un po' più breve. Nono so se la scelta sia stata eccellente vista la prevedibilità della storia...
Janet è la moglie di Phillip, madre di due gemelli, Mario e Maximiliam e il secondo è rinchiuso in un ospedale psichiatrico per aver commesso qualche atto tremendo. Lei è giovane, ha avuto i suoi figli a diciannove anni e adesso ne hanno ventiquattro, è sposata da più di metà della sua vita con un uomo buono e paziente ma nonostante questo Janet è innamorata da sempre di un ispettore inglese, Andrew, che torna a trovare dopo moltissimi anni. La sua appare come una fuga...ma d'altronde è abituata a fare così, quando c'è un problema lei nasconde la testa nella sabbia oppure scappa.

Quello che ho parecchio apprezzato è lo stile fluido e scorrevole dell'autrice che mi ha permesso di divorare il libro anche se...
Esatto, c'è un anche un grande e grosso anche se. Ma mannaggia la pupazza, com'è possibile che dopo due capitoli io senta puzza di bruciato? Questo forse può accadere a un narratore non troppo esperto ma la signora Link non è proprio alle prime armi. Andando avanti a leggere ho riscontrato sempre più tasselli pronti a confermare i miei sospetti. Voi penserete che io sia molto acuta. Grazie per il complimento ma no, spesso e volentieri non arrivo a capire l'assassino o l'epilogo della faccenda. Sopratutto non voglio avere ragione a un quarto dall'inizio della lettura altrimenti santo cielo mi annoio. 

I personaggi sono abbastanza fastidiosi, ma questo non necessariamente è sinonimo di libro non piacevole. 
Janet è misteriosa, ma io avevo palesemente capito il perché fin dall'inizio, i due gemelli ambigui, Phillip è abbastanza smidollato e senza spina dorsale, Andrew potrebbe essere un buon personaggio ma per la miseria, torna una vecchia fiamma praticamente dal nulla, si trasferisce in casa tua nonostante abbia un marito a casa che nel mentre la sta cercando, dai o lei è come Circe...oppure cresci ragazzo. Ma vogliamo parlare dei ragazzi che si danno del lei? Siamo nel 1995 per la miseria, ero una teenager all'epoca e se un ragazzo poco più grande che avrebbe potuto essere tranquillamente il mio fidanzato mi avesse dato del lei mi sarei sentita un pochino in imbarazzo! Solo i professori avevo quel riguardo. 

Quindi, se non fosse ancora chiaro il libro mi ha delusa. Sì, perché a mio avviso l'autrice scrive bene, le descrizioni sono accurate ma essenziali, senza merletti inutili ma comunque decisamente chiare, la sua scrittura va da sola, senza sforzo. Peccato la trama. Io non ho idea di come possano essere gli altri romanzi...ho sentito parlare bene degli storici. Vedremo, tanto ne posseggo un bel po', magari prima di portarli in biblioteca potrò dare una seconda opportunità. 

Ma adesso andiamo a scoprire le letture delle mie amiche e vediamo cosa ne pensano. 

5 blogger per un autore #4 - Margherita Oggero - La collega tatuata


Buongiorno signori, come state? Siamo a fine luglio, chi è in vacanza? Dai dai svelate le vostre mete!
Nel frattempo però... "cinque blogger per un autore" sono tornate! 
Chi sono? Ecco qui:
ChiaraChiccaDaniela, Ombretta e io ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere Margherita Oggero, autrice che ha in attivo diversi titoli e che continua a sfornarne di nuovi. Io ho letto il primo volume di una serie: "La collega tatuata".


Della Oggero, autrice torinese, ho letto parecchi anni fa "Risveglio a Parigi". Non ricordo molto di quel libro, ad oggi non saprei dire nulla sul mio indice di gradimento a riguardo. Ho rimosso. Questo mi fa pensare che probabilmente non lo considerai un capolavoro...o semplicemente non mi è rimasto particolarmente impresso. 
Questo di cui vi parlo è proprio l'esordio dell'autrice, scritto vent'anni fa e pubblicato con Mondadori. Margherita Oggero è un'insegnante in pensione e il suo primo libro ha come protagonista una "profia", così si chiamavano le professoresse non particolarmente simpatiche in Piemonte intorno agli anni 2000, che ha una vita incasinata e ama bere il famoso Punt e Mes (un particolare Vermut di cui abbiamo anche una scultura in centro a Torino). 
L'anno è appena iniziato e le assegnano una nuova classe che le farà storcere il naso, c'è un nuova collega bellissima, con la puzza sotto il naso, un tatuaggio orrendo che però su di lei non stona, che odia i cani e quindi a sua volta verrà odiata dalla nostra protagonista. La Baudino prende talmente in odio la collega (Bianca De Lenchantin) da parlarne di continuo, come se fosse un'ossessione. Dopo poco questo mix di eleganza, bellezza e antipatia... muore. La Gina (amica del cuore della Baudino) ha avuto qualcosa da ridire con l'ormai defunta donna - quando era in vita ovviamente - a causa di cani, giardini e azalee rovinate. Chi avrà ucciso la bellona? E chi lo sa. 
Questo romanzo non è stato di facile lettura, in primis perché la narrazione passa dalla terza persona alla prima persona senza nessun preavviso: tre pagine dove si parla di "lei che beve il suo bicchierino, va a prendere Livietta alla lezione di inglese, passa in rosticceria a prendere un pollo e della gastronomia per la cena con la madre" e di punto in bianco, senza cambiare nemmeno capitolo tu lettore ti ritrovi a leggere "Io che camminavo verso la porta di casa e pensavo il come mai la Gina fosse così distaccata durante la nostra telefonata" e di nuovo si riparte con "la famiglia aveva consumato una cena tremenda, il pollo era vecchio e i gamberi sapevano di formaldeide, Renzo ormai era abituato a queste cose tipiche della moglie". Ditemi cosa ci capisco? Io sono rimasta un po' interdetta. Perché questa scelta? Per confondermi? Cioè io sono sicura che un motivo ci sarà, non è che queste cose qui si fanno a caso...solo che io non l'ho mica capito! 
Passiamo al delitto. Sicuramente le indagini sono ben strutturate ma io non mi sono divertita molto proprio per questo continuo cambio di POV. Poi vi svelerò un segreto, la vittima era poco simpatica anche a me e della sua morte mi fregava abbastanza poco! 
La Luigina detta Gina o Ginotta invece è un personaggio che mi è piaciuto abbastanza, ammetto anche che la figlia, Livia, ha il suo perché: sveglia, scaltra e anche simpatica. 
La parte finale è quella che ho più apprezzato. Dopo aver scoperto colui/colei che ha ucciso Bianca c'è una specie di monologo scritto in prima persona dalla protagonista che racconta la vita della vittima, le sue caratteristiche, il suo passato, le sue passioni, i suoi punti deboli e di forza. Mi è apparso quasi uno scusarsi della Baudino, un modo per dire "mi stavi sulle scatole e in qualche modo ti rendo giustizia". 
La penna della Oggero in questo romanzo non mi è piaciuta molto quindi dubito che continuerò a leggere la serie nonostante io possegga (non so perché) il quarto libro. Forse devo averlo acquistato in qualche mercatino e magari non avevo sotto mano l'ordine di uscita dei romanzi...chissà, è un mistero! 
Adesso però andiamo a scoprire cos'hanno letto le mie amiche di tastiera! A presto, 

Baba 

5 blogger per un autore #3 - Rick Riordan - Percy Jackson e gli dei dell'olimpo. Il ladro di fulmini


Buongiorno signori, come state? Siamo a fine maggio, c'è già che sogna le vacanze e sta facendo il conto alla rovescia!
Nel frattempo però... "cinque blogger per un autore" sono tornate! 
Chi sono? Ecco qui:
ChiaraChiccaDaniela, Ombretta e io ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di dare una possibilità a Rick Riordan, autore famoso che ha dato vita a Percy Jackson. Io ho letto il primo della serie, ovvero "Il ladro di fulmini". 
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Posseggo questo libro da diverso tempo, Percy Jackson è un personaggio molto caro alla mia amica Ombretta e sono anni e anni che mi consiglia di conoscerlo. So che avrei dovuto darle ascolto, quando insiste tanto ha quasi sempre ragione!
La mia esperienza è stata parzialmente positiva. 
Non posso dire di esserne uscita senza parole ma ammetto una certa affinità. Rick Riordan scrive libri tendenzialmente indirizzati ai ragazzi ma che possono essere letti dagli adulti senza problemi. Il protagonista di questo volume è un mezzosangue (fa molto Harry Potter in effetti ma in questo caso non è usato in senso dispregiativo) ovvero è figlio di una persona mortale (la madre che lavora in un negozio di dolci) e il padre, uno degli dei dell'Olimpo. Percy conduceva una vita quasi normale, con delle stranezze è vero, ma non stava nei suoi panni. Ad un certo punto però accadono cose ancora più strane, il suo migliore amico è un satiro e lui sconfigge il Minotauro. Caspita! Ovvio è che sulla Terra insieme ai morta li non può più stare, così finisce in un campo di addestramento per mezzosangue invisibile agli umani.
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Una storia carina e divertente, scritta in maniera fluida, scorrevole ma senza mai risultare banale o poco curata. Un romanzo adatto a chi ha piacere di staccare la spina dalla realtà, a chi ama i miti greci e se la sente di vederli raccontati in un modo non propriamente canonico, a chi legge la narrativa per ragazzi, a chi piace l'avventura, a chi è piaciuto Harry Potter (anche se qui è tutto molto più semplice e leggero a partire dallo stile narrativo).

Questo libro è promosso nonostante non mi abbia completamente rapita. Carino, accogliente e di compagnia. 
Voi conoscete l'autore? Cosa ne pensate? 
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Cinque blogger per un autore #2 - Jody Picoult - un nuovo battito


Buongiorno signori, come state? Evviva, un po' in ritardo per motivi tecnici ma torniamo con questa magnifica rubrica - che mi salva dal blocco del lettore-.
Se vi state chiedendo il perché di questa lettura è semplice: "cinque blogger per un autore" sono tornate! 
Chi sono? Ecco qui:
ChiaraChiccaDaniela, Ombretta e io ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .
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Desperate Bookswife

Per Shay Bourne, il primo condannato a morte nel New Hampshire da sessantanove anni a questa parte, è iniziato il conto alla rovescia. Il mondo non gli ha dato niente, e lui non ha niente da offrire al mondo. Eppure, in un solo momento, accade qualcosa che cambia tutto. Ora ha un'ultima occasione di salvezza: la possibilità di compiere un gesto che potrebbe riscattare tutta la sua esistenza, riparando forse al male che ha compiuto dodici anni prima... Padre Michael, da giovane, ha fatto una scelta che lo ha condotto a dedicare il resto della sua esistenza a Dio. Ma quando si trova faccia a faccia con Shay, è costretto a mettere in discussione tutto quello che gli hanno insegnato sulla religione, sul bene e il male, sul perdono. E su se stesso. È possibile che ci sia molto da imparare da un condannato a morte? Maggie Bloom, avvocato, è in prima linea nella difesa dei diritti umani, ed è pronta a combattere perché Shay possa esaudire il suo ultimo desiderio, anche se questo significherà affrontare una lunga battaglia in tribunale, e il rischio di svelare segreti che forse è meglio rimangano tali per sempre...

 Non saprei come iniziare questo post: ho aperto il libro senza particolari aspettative, direi che è evidente che in questo periodo le mie letture sono ridotte all'osso sia per mancanza di tempo sia per mancanza di volontà. Come ho scritto all'interno di un post su Instagram non ho voglia. In generale non ho voglia di nulla: tutto è difficile e l'apatia mi ha sorpresa. Dopo poche pagine di "un nuovo battito" ho sentito un profumo familiare, la splendida scrittura dell'autrice che ho amato follemente grazie a "La custode di mia sorella" ha mascherato una trama conosciuta. Io non ho ancora letto il famosissimo romanzo di King "Il miglio verde" ma ho visto il film ripetute volte. Adesso non iniziate a dire che non è la stessa cosa, lo so bene anche io...ma insomma la trama è analoga e me ne sono accorta anche io che appunto il libro non l'ho letto. Inizialmente la faccenda non mi turbata più di quel tanto ma ad un certo punto, quando il detenuto condannato a morte per l'assassinio di una bambina e di suo padre salva un uccellino proprio come fece John Coffey con il topo Mr Jingles di Delacroix...mi sono cadute entrambe le braccia. Ora io capisco che si possa tranquillamente ambientare e costruire un romanzo all'interno del braccio della morte, credo però ci siano dei limiti da non varcare, sopratutto se ci si scontra con un titano come  "Il Re". La Picoult poteva evitare ( a mio avviso) le troppe scopiazzature che invece di rendere il libro interessante lo trasformano in indigesto. Il motivo davvero non mi è chiaro poiché lei è brava, dico sul serio, e la storia è comunque interessante, solo che ahimè passa la frenesia e lo si legge per scoprire quanto avrà ancora preso spunto dall'altro. 

Un libro da leggere, se non si conosce King :-) 

Cinque blogger per un autore #1 - Valeria Corciolani - Il morso del ramarro


Buongiorno signori, come state? Bene bene, se avete notato un po' di assenza dovete attribuirla al Covid, che come dice la mia amica Dani, è come un cecchino che spara a caso con il fucile sempre carico: prima o dopo ti becca. 
Se vi state chiedendo il perché di questa lettura è semplice: "cinque blogger per un autore" sono tornate! Come chi sono? Mamma mia, la memoria dovrei averla persa io, non voi. 
Chiara, Chicca, Daniela, Ombretta e io ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .


Liguria, giorni nostri. Un tripudio di personaggi e una banda di rapinatori detti "la banda del flessibile". Anziani signori con qualche cartuccia da sparare tra una pastiglia e l'altra, una donna che deve affrontare una separazione, la crescita di due gemelli, l'adolescenza della primogenita, le indigestioni della zia che vive con loro da quando il marito è stato cacciato dal talamo nuziale per adulterio.  Una ragazzina che non sente le farfalle nello stomaco per chi si aspettarebbe, una badante peruviana che sogna ad occhi aperti, un vecchio in carrozzina che prega di non aprirli più. 
Ecco gli ingredienti che compongono questa storia: personaggi con i loro piccoli drammi, un mistero al limite del paranormale da scoprire, un pizzico di ironia e uno stile scorrevole e accogliente. 
Ho scoperto la Corciolani grazie alle mie amiche blogger e non posso che essere felice, si inizia l'anno con il botto! Un consiglio davvero molto azzeccato per quelli che sono i miei gusti da lettrice, necessitavo di una lettura frizzante, attiva, un po' misteriosa e non banale. 
Una particolarità: l'autrice inizia ogni capitolo ( sono molto brevi, un paio di pagine circa, aspetto che io adoro) con la parola che conclude il capitolo precedente. L'ho trovato molto carino e mai forzato, cosa che invece temevo, soprattutto verso la fine del libro, e invece a mio avviso è riuscita sempre a gestire al meglio questa caratteristica, che non so se sia proprio sua o solo del romanzo in questione. 
Di tanto in tanto ci sono dei rimandi alla musica contemporanea, come al "Pescatore" di Fabrizio de Andrè, ligure anche lui e quindi più che a suo agio accanto al mare, durante una passeggiata di alcuni personaggi... Che scorgono un pescatore assopito al sole. 
Nemmeno si lesina sulla buona cucina, la Corciolani è riuscita a farmi venire l'acquolina in bocca, nonostante io non sia proprio una grande appassionata...ma le torte di nonna Bice, con la doppia crosta o il pesto fatto al momento con il pestello di Virginia...mmm roba da leccarsi i baffi o da fare scarpetta con una croccante rosetta ☺️
Se proprio devo trovare una pecca...ho accusato il colpo verso la fine, che non arrivava mai. Non so, un po' lunga ecco...ad un certo punto avrei preferito un po' più di dinamicità. Ma è una piccola pagliuzza all'interno di una storia ben costruita. 
Poi ho una domanda, perché non mi sono informata a riguardo: il romanzo termina, ma il finale è un po' aperto, come se alcuni di questi personaggi potessero ancora avere qualcosa da dire. Chissà, devo andare a vedere! 
Lo consiglio a chi? Ai lettori che amano la letteratura italiana, ai genovesi, belin! Lo consiglio a chi cerca storie ben scritte ma non impegnative, a chi vuole un po' di leggerezza (ma non troppa) in mondo pesante, a chi piacciono i romanzi "quasi corali". 

Cinque blogger per un autore #6 - Federica Bosco - Mi piaci da morire


Buongiorno lettori, eccoci qua, per la sesta e ultima volta del 2021, con la rubrica, in collaborazione con Ombre di carta, Un libro per amico, La lettrice sulle nuvole e Librintavola. In cosa consiste? Ogni due mesi leggeremo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. L'autrice prescelta per il mese di Novembre è Federica Bosco.

RECENSIONE
Chi mi conosce un po' sa che ho letto parecchi libri scritti da Federica, sono andata ad ascoltarla in posti non proprio comodissimi e io e Daniela abbiamo sperato di averla ospite a Libri al Leu. Quindi...rispetto a qualcuno che non l'ha mai letta, diciamo che sono partita con un po' di vantaggio, perché sapevo cosa aspettarmi. La Bosco è molto cresciuta, ha iniziato la sua carriera pubblicando romanzi di intrattenimento per poi arrivare a scrivere opere più profonde, di narrativa contemporanea, che fanno molto riflettere sulla vita. La sensibilità dell'autrice è notevole, si percepisce da come scrive e quando la si ascolta viene fuori la sua empatia ed estrema fragilità di sentimenti. Credo sia una donna straordinaria, che grazie alla scrittura riesce a stare vicino a moltissime persone (così mi capitò leggendo "Mi dicevano che ero troppo sensibile", ovvero un manuale che aiuta a capirsi e a capire gli altri). 
Con la trilogia che vede Monica alle prese con vicissitudini di cuore e carriera facciamo un passo indietro e torniamo nella sfera del puro intrattenimento/divertimento. La protagonista ha trent'anni, arriva da Roma ma abita nella Grande Mela, che molto sex and the city, ma lei in realtà vorrebbe fare la scrittrice e le piacerebbe incontrare Salinger (anche se secondo me non disdegnerebbe di incontrare casualmente un bell'uomo in un locale fashion mentre assapora un Martini. Ma questa è una personale opinione). Vive in un appartamento condiviso e i due inquilini sono diventati i suoi migliori amici, il lavoro è un disastro perché viene schiavizzata da due cariatidi che la trattano non benissimo facendole svolgere quasi qualunque mansione...e gli uomini, stendiamo un velo pietoso. 
Questo romanzo molto scorrevole di solo 160 pagine è volato come una piuma al vento, lasciandomi qualche sorriso e un pensiero: non possiamo sempre pretendere dagli altri quello che non ci possono dare. Ad un certo punto di questa storia molto divertente, tra una disavventura di Monica e l'altra, accade un fatto che non vi spoilererò, ma che ha me ha dato da pensare, le persone ci amano come possono e noi non possiamo prendercela per le le loro decisioni come se il loro comportamento fosse studiato per infastidire noi. Dobbiamo mettere da parte il nostro egocentrismo cercando di capire le esigenze degli altri, senza per questo farci calpestare. Solo allora potremo farci le nostre ragioni e dire ciò di cui avremmo bisogno. 
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Mi è piaciuto? In questo momento di vita avevo bisogno di una lettura fresca e leggera. Ne ho apprezzato l'ironia e l'ambientazione NewYorkese ( o almeno l'idea), Monica non mi ha conquistato, non potrebbe essere la mia migliore amica per intenderci, ma non per questo non è un buon personaggio, ho trovato il finale un po' affrettato, quasi un po' di corsa, forse perché l'autrice sapeva di pubblicare il seguito? Non saprei. Comunque, come avrete notato dalla foto, li posseggo tutti e tre e adesso non mi resta che andare avanti e scoprire cosa combinerà questa donna! 

Siete curiosi di andare a scoprire cosa hanno letto le mie compagne di avventura? Qui per vedere il post di Un libro per amico, Qui per leggere il post di Ombre di Carta, Qui per La lettrice sulle nuvole e infine Qui Libri in tavola.
Torneremo il prossimo anno con nuovo autori, continuate a seguirci! 

Cinque Blogger per un autore #5 - Christian Frascella - Fa troppo freddo per morire

Buongiorno lettori, eccoci qua, per la quinta volta, con la rubrica, in collaborazione con Ombre di carta, Un libro per amico, La lettrice sulle nuvole e Librintavola. Ogni due mesi leggeremo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. L'autore prescelto per il mese di Settembre è Christian Frascella. 

@DesperateBookswife


Titolo: Fa troppo freddo per morire  - 
Autore: Christian Frascella - Pagine: 325 - Prezzo: 18,50 € -Link per l'acquisto: QUI 

RECENSIONE

Torino - Barriera di Milano. Giorni nostri. Contrera è un ex poliziotto sui quaranta che ad oggi abita a scrocco dalla sorella Paola, ha una ex moglie Anna e una figlia quattrodi quindicenne Valentina. E' un investigatore privato, il suo ufficio è ubicato all'interno di una lavanderia a gettoni in Corso Giulio di proprietà di Mohamed. Quando qualcuno ha bisogno di far seguire la moglie presunta infedele...porta delle mutande a lavare e intanto prende accordi con l'investigatore, che solitamente ha una Corona con una spicchio di limone in mano. Contrera ha una vita sfasciata, ha commesso molti errori e sembra voler continuare a commetterne. Vive la giornata senza aspettarsi molto. Ma un giorno proprio il proprietario della lavanderia gli chiede aiuto: il nipote si è cacciato nei guai e lui deve cercare di capire il perché, prima che accada l'irreparabile. Un cadavere. Ecco che i guai vengono fuori e l'investigatore, che gli piaccia o meno, deve uscirne. 

Questo libro mi ha convinta, perché è vero, già dalle prime pagine. La scelta di voler scrivere di un quartiere così periferico eppure così vicino al centro, il dare spazio alla parte più multietnica della città, quella che quando uno esce dalla tangenziale si trova davanti in pochi attimi è per me una scelta vincente. Non i portici eleganti, non le vie in porfido antico, non le vie chic laterali che perimetrano  le piazze più famose, bensì la parte che nessuno vuole visitare. Palazzi storici degradati affiancati a costruzioni tutt'altro che vittoriane, scenari non così tanto piacevoli, locali per niente invitanti. Ecco quello che subito mi ha colpito in questo libro. L'autore riesce a fare immaginare quello che io vedo ogni volta che arrivo a Torino in auto, quello che sento e respiro quando mi reco dal dentista in Corso Giulio. Frascella ha deciso di parlare di un quartiere meno famoso, descriverlo per come è, nel bene e nel male. Un quartiere che invece è ricco di vita, di esperienze, di storie, di persone così diverse che io vorrei conoscerne le esperienze. Io ci ho lavorato in Barriera, per anni. E se da una parte non mi piaceva molto, dall'altra ero attratta da molti aspetti, diversi e contrastanti.

Poi c'è il protagonista, che non è decisamente un eroe, non un uomo da sposare ma nemmeno così attraente da voler "possedere" per una notte. E' un uomo comune, che spesso non si fa la barba e non cura particolarmente il suo aspetto, non ha doti nascoste e spesso fa fiasco, anche nel lavoro. Il suo passato non è edificante e certamente non ha la carica erotica che può avere Rocco Schiavone per intenderci. Ma Contrera colpisce, il lettore ci si affeziona per svariati motivi e si arriva a fare il tifo per lui, perché si rimetta in riga, perché riesca a mettersi a capo della sua vita, perché alla fine, anche se è stronzo, speriamo tutti che faccia uscire i sentimenti dall'armadietto in cui li ha chiusi a chiave. Ma sopratutto che smetta di fare cavolate. 

Il giallo è assolutamente godibile, sorprendente, accattivante. Le indagini catturano l'attenzione, lo stile diretto e l'ironia sono un valore aggiunto a tutto il resto. Insomma è un sì, se ancora non mi fossi spiegata bene. Il problema è che è il primo di una serie e so già che per un motivo o per un altro non riuscirò a leggere subito il seguito e così la mia lista si allunga ancora. Ma ne vale la pena, ancora una volta un autore italiano ha fatto centro! Grazie anche a Nadia, che mi consigliò questo libro diverso tempo fa, motivo per il quale io lo acquistai. 

Adesso però andiamo a vedere cosa ne pensano Un libro per amicoOmbre di CartaLibri in Tavola e La lettrice sulle nuvole

Cinque blogger per un autore #3 - Rebecca Quasi

Buongiorno lettori, eccoci qua, per la terza volta, con una nuova rubrica, in collaborazione con Ombre di carta, Un libro per amico, La lettrice sulle nuvole e Librintavola. Ogni due mesi leggeremo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. L'autrice prescelta per il mese di Maggio è Rebecca Quasi. 

Desperate Bookswife

Titolo: La Governante
Autore: Rebecca Quasi
Casa Editrice: Self
Pagine: 200
Prezzo: 8,84 euro cartaceo - 1,49 euro ebook
Link per l'acquisto: qui


Eccomi carissimi, come potete notare dalla foto ho scelto "La Governante", un po' perché mi stuzzicava il titolo, un po' perché, dato che l'autrice scrive romance, ho preferito andare indietro nel tempo e cercare qualcosa che potesse avvicinarsi alle mie esigenze.
La Governante è un libro ambientato nei pressi di Londra all fine dell'800, Leonard Lennox è il conte di Moncrieff, Sidonie Tate è la governante che lui assume per mandare avanti la casa in campagna in cui spedirà la figlia Penelope. Il conte è felicemente vedovo, la governante anche. Lui è bello. Lei anche. Lui si invaghisce dopo il primo sguardo, lei è rigida come una scopa e questo lo ringalluzzisce ancora di più. Lui la vuole, lei no, o forse sì. Ma chi lo sa.
Questo libro potrebbe essere ambientato in Polinesia, a Berlino o a Torino. Siamo nel 1875 ma a me tutto sembra a parte di stare in quell'epoca lì.
E' vero, io non sono un'esperta del genere romance puro e non voglio criticarlo in quanto tale, ma ok leggere un libro semplice e prevedibile, non mi sta bene invece trascorrere qualche ora a scorrere pagine che non mi trasmettono niente. Vi faccio un esempio. Ho letto due o tre mesi il primo libro della serie di Virgin River ed esperti mi dicono che si tratta di un ex Harmony ripubblicato da Harper Collins. Non mi aspettavo niente da quel romanzo e invece le descrizioni dei luoghi, alcuni argomenti trattati, i personaggi...insomma sono stata piacevolmente colpita.
Ad essere sincera da "La Governante" mi aspettavo dei dettagli sugli abiti indossati, descrizioni della casa...non so, qualcosa! Niente. I personaggi poi sono tremendamente moderni, una governante che risponde e si rifiuta di svolgere delle mansioni, una bambina che studia e che si prende alcune libertà, un cane trattato come un amico (un alano che dorme sul letto), insomma non sto dicendo che non capitasse anche all'epoca, ma tutto insieme in una storia dove niente profuma di storico...ecco niente, avete capito.
C'è da dire che scorre che è una meraviglia, anche se non ho apprezzato alcuni modi di parlare del conte, tipo "ti ingravido", ripetuto con una tranquillità pazzesca.
L'ultima parte del libro è un po' più movimentata, l'autrice si è inventata parecchi diversivi per tenere viva l'attenzione senza dare nulla per scontato.
Un altro aspetto che invece ho gradito è il rapporto che si crea tra Penelope e Sidonie: la bambina che durante la narrazione ha nove anni, ha trascorso un'infanzia priva di affetti, con una madre anaffettiva morta comunque troppo presto e un padre che non l'ha mai considerata sua figlia. Sid le regalerà stabilità, complicità e costanza, la sua presenza permetterà alla giovane ragazzina di recuperare parte di ciò che ha perso.
Adesso vorrei fare insieme a voi una riflessione. E ci tengo a sottolineare ciò che sto per scrivere. Prima che le fan dell'autrice mi si rivoltino contro, prima che le amanti del genere romantico mi dicano che non capisco nulla, leggete quello che sto per scrivere. Se mi conoscete sapete che scrivere un pensiero negativo su di un libro mi costa una certa fatica, dietro ad un romanzo c'è un sacco di lavoro e disprezzare il lavoro altrui non fa per me. C'è anche da dire che quando una persona scrive, pubblica e si mette in gioco deve pur mettere in conto che a qualcuno il suo lavoro possa non piacere. Questo libro non mi ha comunicato molto, ma nemmeno mi ha fatto sognare o mi ha fatto passare il tempo, di conseguenza, ahimè, non credo leggerò altro per il momento. Un'amica mi dice che i romanzi contemporanei sono molto belli, magari un giorno ci penserò. Ancora una cosa vorrei chiedervi: amanti della Quasi, spiegatemi cosa non ho capito, perché so che è un'autrice molto apprezzata, quindi molto probabilmente a me è sfuggito qualcosa e mi piacerebbe discuterne :-)
Vi aspetto!

Siete curiosi di scoprire quali libri hanno letto La Lettrice Sulle Nuvole, Libriintavola, Un libro per amico e Ombre di carta? Correte! 

Cinque blogger per un autore #2 - Antonio Lanzetta

Buongiorno lettori, eccoci qua, per la seconda volta, con una nuova rubrica, in collaborazione con Ombre di carta, Un libro per amico, La lettrice sulle nuvole e Librintavola. Ogni due mesi leggeremo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. L'autore prescelto per il mese di Marzo è Antonio Lanzetta. 

È uno scrittore salernitano che, dopo aver iniziato la sua carriera come autore di romanzi fantasy/young adult, vira verso il thriller, prima con il racconto breve Nella Pioggia, finalista del premio Gran Giallo di Cattolica, e poi con Il Buio Dentro, romanzo che gli permette di valicare i confini nazionali, venendo tradotto da Bragelonne, una delle più prestigiose case editrici d’oltralpe, in Francia, Canada e Belgio.
Il Buio Dentro viene anche citato dal Sunday Times come uno dei cinque thriller non inglesi migliori del 2017. Da quest’autunno, Lanzetta è anche opinionista di cronaca nera per la Vita in diretta su Rai Uno.

Questo Autore ha scritto svariati romanzi, iniziando dal genere Fantasy e oggi pubblicato in Italia da "La Corte Editore".

Poi c'è la trilogia thriller, della quale ho letto "Il buio dentro", che ha come protagonista un giornalista con le palle ( e scusate il termine, ma quando ci vuole...ci vuole!).


Non conoscevo l'autore e se non mi fossi stato caldamente consigliato da Chiara e MariaRosaria probabilmente non avrei mai preso in mano questo libro.
Damiano Valente è un giornalista e scrittore, si occupa di cronaca nera ed è diventato quello che è, "lo Sciacallo" per ciò che ha passato da ragazzo, nell'estate dell'ottantacinque. Un brutto omicidio riporta a un caso chiuso. Il male torna indietro e il buio invade l'animo. Dunque non è finito proprio nulla, la persona che colpevolizzarono all'epoca delle indagini non c'entra nulla... Ma chi è che dopo trentuno anni continua un lavoro macabro?
Antonio Lanzetta ci porta in viaggio nel tempo, un capitolo nel passato e uno nel presente, prima i ragazzi campani nell'estate maledetta e poi l'adulto consapevole e arrabbiato dei giorni nostri.
Una storia mozzafiato, un thriller che tiene il lettore con il fiato sospeso. Non immaginavo tanto, e mi stupisco che Lanzetta non sia famoso come Carrisi, per intenderci, perché le carte le ha più che in regola, lo stile di scrittura è accattivante, la storia è ben costruita e ha scelto anche i flashback che non sono così semplici da gestire. Insomma, se ancora non lo conoscete e amate il genere, non lasciatevelo scappare!
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Perché dovreste dargli una chance? L'autore ha la capacità di tenere il lettore sul filo di un rasoio e quando è convinto di essere arrivato a qualcosa si torna indietro, con una abilità che solo i grandi scrittori sanno controllare. La storia è credibile, ricca e sufficientemente complessa da non poter arrivare a comprendere con facilità l'assassino. Il protagonista è pazzesco, cupo, ombroso, "difettoso" se vogliamo, ma  Damiano è uno di quei profili che non si dimenticano facilmente. E' dipendente dalla morfina, zoppo e pieno di cicatrici che lo fanno apparire cattivo, indubbiamente è imbruttito, ma se leggerete la sua storia scoprirete il perché. Il finale poi, per quanto mi riguardo è pazzesco, ma il perchè non ve lo dico ;-). 
Inutile anticiparvi che leggerò anche gli altri due successivi! Sapete cosa vi chiedo? Di leggerlo se amate il genere, certamente.  E poi di parlarne, perchè in troppi non lo conoscono ancora. 

Adesso vi consiglio di andare sul blog Ombre di carta, Un libro per amico, Librintavola, La lettrice sulle nuvole e scoprire cosa hanno letto loro! 
Ci rileggiamo a Maggio. Quale sarà il prossimo autore? 

Cinque blogger per un autore #1 -John Niven


Buongiorno lettori, eccoci qua con una nuova rubrica, in collaborazione con Ombre di carta, Un libro per amico, La lettrice sulle nuvole e Librintavola. Ogni due mesi leggeremo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. L'autore prescelto per il mese di gennaio è John Niven ed il libro da me scelto è Le insolite sospette edito da Einaudi.




STORIA DELLA MIA COPIA
Parecchio tempo fa, quando uscì questo libro, Daniela me lo regalò. Io saltellavo di gioia. Lo leggo oggi, lo leggo domani, non adesso perché non ho tempo. Quattro anni dopo è arrivato il momento. 

SCARABOCCHIO
Questo è libro è popolato da vecchiette e proprio per questo lo adoro: chi mi segue sa che mi piacciono i romanzi che hanno come protagonisti personaggi un po' in là con gli anni. Mi affascinano. Susan è una sessantenne benestante che vive in Gran Bretagna, sposata con un uomo noioso ma rispettabile, un commercialista preciso e leggermente tirchio nei confronti della consorte. Un bel giorno il corpo di quest'uomo viene ritrovato senza vita, le circostanze sono imbarazzanti per tutti e sconvolgenti per la prematura vedova. Dopo lo shock una serie di eventi strampalati portano Susan, la sua amica d'infanzia Julie, la conoscente Jill e la "splendida" ottuagenaria Ethel a commettere un grosso reato: una rapina in pieno giorno, in banca, con un piano accampato e tanti sogni nel cassetto. 
Da quel momento tutto sarà una corsa contro il tempo e contro la coppia di poliziotti britannici che le inseguiranno per tutta la Francia, costruendo non pochi siparietti alquanto surreali ma decisamente divertenti. 

È il secondo romanzo di Niven che leggo e ancora una volta dopo circa nove anni dalla lettura del primo, rimango piacevolmente colpita. Una lettura leggera ma ben scritta, sembrerebbe quasi la sceneggiatura di un film. Il libro è divertente, provocatorio, avventuroso, sopra le righe ma d'altronde è una caratteristica dell'autore. Con semplicità Niven ci porta in giro per la Francia alla ricerca di delinquenti che possano aiutare le vecchiette a scappare, ci accompagna in piccole riflessioni e non ci fa mancare un po' di commozione, perché Julie è un personaggio che ha molto da dare. 

In un periodo dove tutto diventa una preoccupazione, un conto, un guardare il calendario per capire cosa si possa o non possa fare, in un momento storico dove l'incertezza regna sovrana, ho letto un libro che mi ha realmente fatto andare qualche passo più in là, coinvolgendomi e permettendomi un sorriso non tirato ma sincero. Se avete voglia di imbattervi in qualcosa di allegro e un po' strampalato, se volete conoscere Ethel, che da sola vale tutto il romanzo, regalatevi "Le solite sospette" e prendete quel tempo come una pausa caffè un po' più lunga. Sono certa che ne varrà la pena :-) 

Per questo primo appuntamento di 5 blogger per un autore è tutto. Ci ritroviamo con un altro appuntamento di questa rubrica - se lo vorrete - Lunedì 22 marzo con un nuovo autore: Antonio Lanzetta. Non vi resta che andare a guardare che libri hanno scelto le mie compagne di avventure, ma sopratutto scoprire se hanno gradito la penna dell'autore scozzese oppure no. 

Ombretta la trovate QUI
Chiara Qui
Daniela Qui
Chicca Qui

Ps Vi scrivo qualcosa che va al di fuori di questa rubrica, ma ci tengo: Io e Chiara cerchiamo da un anno e mezzo di collaborare, di organizzare qualcosa, ma purtroppo impegni e vita ci hanno tenute lontane. Finalmente a gennaio 2021 creiamo, mettiamo in pratica: cinque blog e un unico obiettivo. Unire le persone grazie ai libri. Perché è sempre bello essere propositivi, condividere, confrontarsi, creare esperienze. Quindi grazie care compagne di lettura, è solo una rubrica, ma in fondo è molto di più.