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Recensione di Baba - Un tè a Chaverton House di A. Gazzola

 

Desperate Bookswife

 Il libro
Un tè a Chaverton House di Alessia Gazzola
Editore: Garzanti| Pagine: 192| Pubblicazione: 2021| Prezzo 16,40€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autrice
Alessia Gazzola (Messina, 1982) è laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con L’allieva nel 2011, primo romanzo con protagonista Alice Allevi, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014), Una lunga estate crudele (2015), Un po’ di follia in primavera (2016), Arabesque (2017), Il ladro gentiluomo (2018, vincitore del premio Bancarella 2019), La ragazza del collegio (2021), da cui è stata tratta la fortunata serie tv in onda su Rai Uno con Alessandra Mastronardi e ­Lino Guanciale. Nel 2019 inaugura un nuovo ciclo di romanzi incentrati sul personaggio di Costanza Macallè, protagonista di Questione di Costanza, di Costanza e buoni propositi (2020) e di La Costanza è un’eccezione (2022). Ha pubblicato inoltre: Non è la fine del mondo (Feltrinelli, 2016), Lena e la tempesta (Garzanti, 2019) e Un tè a Chaverton House (Garzanti, 2021). Vive a Verona con il marito e le due figlie.

Recensione di Baba

Angelica è laureata in lingue, è insegnante precaria e la passione per la panificazione e tutto ciò a base di carboidrati che si possa cuocere in forno. Decide di abbandonare l'insegnamento dopo un incidente, così è sicura che l'apertura di un forno sia la sua strada. La famiglia scuote la testa e non sa come comportarsi, non sembra possibile che voglia sprecare il suo talento abbattendosi e cambiando radicalmente vita. Un giorno, parlando con la sua prozia, scopre che nella sua famiglia ci sono alcuni segreti, così, visto che tanto non ha nulla da fare se non trovare la sua strada, decide di partire verso l'Inghilterra per cercare di scoprire la vera storia del suo bisnonno. Nel frattempo però c'è un uomo con qualche anno più di lei che le fa battere il cuore, forse la sua permanenza nel Dorset non è dettata solo dai segreti familiari...potrebbe esserci di più! 

Ho amato diversi libri scritti dalla Gazzola e sono sempre curiosa di scoprire cos'abbia escogitato per noi. Questo l'ho acquistato in un mercatino dell'usato e ho atteso a leggerlo fino a qualche giorno fa. Purtroppo non è stata una lettura coinvolgente o memorabile per tanti motivi differenti: Angelica è un personaggio davvero odioso, è convinta di avere a disposizione tutto il tempo che vuole e che le persone siano a sua disposizione. Nonostante sia l'ultima arrivata pretende totale fiducia e non transige se qualcuno ha dei dubbi. Ha qualcosa in mano su cui lavorare e invece, per uno stupido incidente (che poteva tranquillamente evitare utilizzando altri metodi) vuole aprire una panetteria ( o quello che è), poi cambia idea e parte per la Gran Bretagna lasciando tutti di sasso. Io personalmente le sputerei in un occhio. Mi ha anche infastidito il fatti che i suoi parenti le abbiano chiesto di non fare ricerche, lei però non si pone il minimo quesito che il suo operato possa danneggiare i sentimenti di qualcun altro. Esiste solo Angelica. 

Il suo viaggio non mi ha fatto battere il cuore e si susseguono altri personaggi privi di carisma e di simpatia: Alessandro...boh, inutile! Le povere persone che Angelica va a stalkerare hanno un peso irrisorio e infine le uniche parti del libro che ho trovato carine sono le sue conversazioni Con Giuseppe, ovvero l'ex studente che prende ripetizioni dalla protagonista. Ah no dimenticavo...la prozia: lei è carina  e meno male che c'è. 

Quando finiamo questo breve libro ci rendiamo conto che è un viaggio metaforico e non per trovare se stessi e capire cosa fare della propria vita, ma da come è impostato a me sembra che ci siano una serie di ripieghi, impilati uno sull'altro come le magliette appena stirate appoggiate sul divano. 
Mi dispiace molto affermare che questo libro è stato deludente, ma se devo trovare una nota positiva...scorre bene. 
E voi lo avete letto??

Recensione di Baba - Il tatuatore di Auschwitz di H. Morris

 

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Il libro
Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris
Editore: Garzanti| Pagine: 224| Pubblicazione: 2019| Prezzo 12,00€| Trama:Qui
Genere: romanzo storico


Notizie sull'autrice
È un’autrice di successo, nata in Nuova Zelanda e attualmente residente in Australia, a Brisbane. I suoi libri hanno venduto 12 milioni di copie e sono stati tradotti in 52 Paesi. Ha lavorato per anni come sceneggiatrice, prima di pubblicare il suo romanzo d’esordio, Il tatuatore di Auschwitz, che ha ottenuto uno straordinario successo mondiale, rimanendo per mesi in vetta alle classifiche internazionali dei libri più venduti, e che diventerà presto una serie TV. Anche Una ragazza ad Auschwitz, il suo secondo romanzo, e Le tre sorelle di Auschwitz sono già diventati bestseller.

                        Recensione di Baba

Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un genere da cui ultimamente scappo: negli anni ho letto moltissime storie di ebrei deportati, storie vere, altre inventate. La mia amica Francesca un paio di anni fa mi ha parlato di questo titolo e di quanto le fosse piaciuto. Poco tempo dopo l'ho trovato allegato ad un giornale e ho pensato che fosse un segno. 

Probabilmente vi state chiedendo come mai non ami i libri di questo genere e adesso provo a spiegarmi, nella speranza di non essere fraintesa: la deportazione, il genocidio, le torture, i campi e tutto quello che è successo durante la seconda guerra mondiale è stato documentato, proprio per "non dimenticare". Questo filone però è diventato quasi una moda per vendere e con la scusa di scrivere un romanzo toccante sugli ebrei si vinceva facile e si vendeva molto. Questo mi fa schifo. Usare la sofferenza a scopo editoriale e di lucro e qualcosa che mi fa arrabbiare. Con questo non dico che non si debba scrivere a riguardo, dico solo che se lo si fa è perché si ha davvero una testimonianza da narrare, come ad esempio nel caso di "Il tatuatore di Auschwitz". Questo che vi ho appena raccontato è il motivo per il quale negli ultimi anni non ho più letto libri sulla deportazione. 

I protagonisti di questa storia vera sono Lale e Gita, entrambi deportati in uno dei più terribili campi e incontrati per caso. Da quell'incontro nasce qualcosa, e se subito sono convinti che si tratti di un'infatuazione per sentirsi vivi...ben presto capiscono che quel sentimento si è radicato nella loro anima. Inutile dilungarmi sulla trama, lui viene "promosso" a tatuatore, subisce una serie di maltrattamenti, rischia la vita diverse volte ma riesce sempre a cavarsela. 
La bellezza di questo libro sta nella capacità di rendere così reali gli avvenimenti, nel sentire l'aria fredda sul volto, i vestiti ruvidi sulla pelle nuda, il caffè vecchio annacquato, i pagliericci affollati e la perdita di umanità. Lale e Gita hanno la capacità di non smettere di sperare e sanno che se riescono a svegliarsi al mattino allora va bene, in fondo sono vivi e devono cercare di rimanere tali per un latro giorno. Trascorrono il loro tempo a pensare a cosa succederà e a come aiutare anche solo un altro essere umano alla volta, perché se salvi anche solo una persona salvi il mondo. 

È triste pensare che nonostante la storia oggi non sia cambiato molto: sono state modificate le procedure, ma la cattiveria verso il prossimo è sempre la stessa. Continuano le guerre, continua la lotta per il potere e non si modifica il fatto che a morire siano sempre gli innocenti, povera gente, donne e bambini. Questo romanzo sembra parlare di una vita fa e invece è così attuale. 
Non sono in grado di scrivere una recensione obiettiva, mi è salita la rabbia. Posso però scrivere che sì, è un libro molto bello, che getta speranza, perché la speranza e la voglia di vivere si respira in ogni singola pagina. È una storia vera questa, voluta da Lale stesso, una testimonianza reale di ciò che è stato, non una storia costruita sui racconti e creata a tavolino per vendere copie. 
Spero che vi capiti tra le mani ma è più probabile che l'abbiate già letto. 

Recensione di Baba - Finchè il caffè è caldo di T. Kawaguchi

 

Desperate Bookswife

 Il libro
Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi
Editore: Garzanti| Pagine: 192| Pubblicazione: 2020| Prezzo 16,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa 

Notizie sull'autore
Toshikazu Kawaguchi è nato a Osaka, in Giappone, nel 1971, dove lavora come sceneggiatore e regista. Con Finché il caffè è caldo, suo romanzo d’esordio, ha vinto il Suginami Drama Festival.

Recensione di Baba

Buonasera lettori, vi spero bene! Oggi sono qui a parlarvi di un libro diventato bestseller, un romanzo delicato come solo gli autori giapponesi sanno scrivere così, storie che si intrecciano per far riflettere il lettore e farlo tornare al qui e ora, senza distrazioni. 
queste sono le premesse, purtroppo però per me non è andata così. 
La caffetteria in cui si svolge l'intero romanzo è centenaria e speciale: c'è un tavolino particolare e se si riesce a trovarlo libero e a sedersi è possibile fare un salto nel passato. Non è possibile cambiare il presente, però si può rivivere un momento, assaporarlo fino in fondo, ascoltare qualcuno, guardare per l'ultima volta un viso. Il tempo nel passato però è limitato, il tempo di un caffè caldo, infatti bisogna consumare il caffè a piccoli sorsi e berlo finché è caldo, altrimenti succede un disastro. Con il tempo non si può mica scherzare! 

All'interno di questo luogo si susseguono diverse persone che motivi differenti vogliono tornare indietro e chiudere i conti con il passato. Ad alcuni stanno strette le cinque regole che è necessario seguire, altri non vorrebbero tornare, altri ancora vorrebbero andare a vedere cosa accadrà in futuro. Tutto questo susseguirci di personaggi per dirci che no, dobbiamo smetterla di avere dei pensieri disturbanti, non possiamo sprecare il nostro tempo a pensare a ciò che è stato ma è necessario gustare ogni momento che viviamo adesso, come il caffè, che va assaporato sorso dopo sorso, finchè è caldo. 

Tutto magnificamente interessante, un manuale di auto-aiuto del quale non potevo fare a meno. Sono una brutta persona insensibile però a me questo genere di libri non piace. Ogni tanto ci riprovo per vedere se i miei gusti siano cambiati o se magari il mio gradimento dipenda dall'autore. 
Innanzi tutto non amo le storie che si compongono da racconti uniti fino a formare un romanzo, a me piace affezionarmi ai personaggi, conoscerli un po' alla volta e fare fatica a dir loro addio. Con questa modalità non accade poiché non ci sono avvenimenti e descrizioni sufficienti (almeno per me). 

Lo stile è piacevole e scorrevole, l'autore riesce a non essere freddo e distaccato come spesso capita quando si leggono autori giapponesi. Si respira dolcezza e malinconia, questo è un punto a suo favore come la scelta dei personaggi e le loro brevi storie. Non sto quindi affermando che sia un brutto libro, anzi è indubbiamente interessante e credo che molti autori successivamente si siano fatti ispirare da questa storia; io affermo solo che non ho gradito la trama in se semplicemente perché non è nelle mie corde. Avete presente quando vi rendete conto di guardare un film che sicuramente è bellissimo ma semplicemente non fa per voi e che quindi non siete in grado di apprezzarlo? Ecco, questo è il caso. 

In definitiva concludo dicendo che: 

- se ti piacciono i libri che in qualche modo possano farti apprezzare ciò che hai

- se ami le storie di persone che devono chiudere un cerchio

- se pensi che grazie ad una lettura cambierai il modo di vedere la tua vita

ALLORA QUESTO LIBRO FA PER TE.

Cosa ne pensate? Lo avete letto e amato come quasi la totalità dei lettori con i quali mi sono confrontata fino ad ora? Ti aspetto nei commenti.

Recensione di Baba - una festa in nero di Alice Basso

 Il libro
Una festa in nero di Alice Basso
Editore: Garzanti| Pagine: 351| Pubblicazione: 2024| Prezzo 18,60€| Trama:Qui
Genere: narrativa


Notizie sull'autrice
ALICE BASSO è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

Recensione di Baba

Buongiorno lettori, sono tornata per parlarvi dell'ultimo romanzo che conclude la serie "Le indagini di Anita" scritto dalla magistrale Basso.  Siamo a Torino e corre l'anno 1935, il periodo storico non è dei migliori e anche la vita di Anita sta per cambiare radicalmente. Nonostante lei cerchi di rimandare continuamente le nozze con Corrado, non si interessi ai preparativi e non sudi a causa dell'emozione pensando all'abito da sposa... tra poco la sua vita percorrerà una strada diversa e lei dovrà smettere di andare a lavorare per crescere un'orda di bambini devoti alla patria e dovrà dedicarsi alla casa e al bel maritino, impettito come un piccione impagliato (povero Corrado Leone, non se lo merita, perché è un gran bravo ragazzo). In fondo però le cose sono ancora come prima anche se per poco, quindi è giusto godersi gli ultimi momenti in ufficio insieme a Sebastiano: scrivere articoli e scambiare saliva sono ottime attività poiché la prima è utile a tutta Torino, mentre la seconda...beh la seconda fa bene a loro. Tutto prosegue più o meno come al solito fino a quando Anita non ha sensazione di essere osservata, di sentirsi seguita, così informa Sebastiano e ovviamente hanno paura che le loro attività, ehm, diciamo ludiche, vengano presto scoperte. La faccenda però non è proprio così e in un batter d'occhio avremo a che fare con spie, bugie, una Candida nei guai e un gran giramento di biglie. Dopo qualche colpo di scena, mal di pancia e decisioni complicate da prendere arriveremo ad un epilogo e saremo costretti a salutare anche questi personaggi. Perché è così difficile lasciar andare i personaggi della Basso? 

Facciamo però un salto indietro e torniamo all'inizio, quando l'autrice esce in libreria con un nuovo inizio, ci presenta la signorina Bo, così diversa da Vani Sarca, e non riusciamo a fare a meno, almeno per i primi capitoli, di fare qualche confronto. Subito una ragazza molto carina e vanitosa, poco istruita e così frivola non riesce a convincerci del tutto: dov'è finita la cazzuta Vani? Perché la Basso ha tirato fuori questa ragazza così...come dire, così poco profonda? Poi andiamo avanti, perché ci fidiamo, e poco alla volta scopriamo una donna che ha qualcosa di importante da dire e da dare (così suona male) e il fatto che sia così diversa dalla precedente protagonista è un bene, perché non possiamo paragonarle. Anche se entrambe hanno un interessante ego: Vani era molto consapevole di essere brava e Anita era al corrente di essere bella. Ognuna di loro ha usato le proprie certezze per fare del bene, quindi sì, qualcosa in comune lo hanno. In questa maniera la Bo ha dato un colpo d'anca alla Sarca facendole spostare il sedere qualche centimetro più in là e si è presa un posto sul divano, accanto a lei. Oddio non so se andrebbero d'accordo e quanto tempo ci metterebbero a litigare per il monopolio del telecomando eh...ma di cosa ci preoccupiamo, la tv non c'era ancora! 

Tornando a noi, quest'ultimo libro è un saluto in grande stile, la parte finale ci ha spiazzato, o forse nemmeno più di tanto. L'autrice ha deciso di romanzare un periodo storico complesso, ha scelto di parlare del capoluogo piemontese in periodo fascista, raccontandoci episodi tratti da storie vere, inventandone altri, costruendo una storia per farci capire che aria si respirava all'epoca, quale fosse la condizione femminile e quanto fosse complicato fosse essere semplicemente stessi. 
Ho apprezzato tutto: personaggi, ambientazione, periodo storico, parti investigative, stile di scrittura (assolutamente riconoscibile, come il timbro della voce di ognuno di noi). Mi piace l'ironia che esce dalla sua penna, la "leggerezza" con la quale riesce ad approcciarsi ad argomenti di un certo spessore, la minuzia delle sue ricerche storiche e il modo di caratterizzare i suoi personaggi, che a noi sembra di vedere vagare per l'ufficio o in casa (vedi Mariele) mentre borbottano, sospirano o imprecano "che zucche!" 
Ti ringrazio Alice, perché tieni una  compagnia di qualità. Adesso non vedo l'ora di leggere il tuo romanzo per ragazzi. 

Recensione di Baba - Le aquile della notte di A. Basso

 

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 Il libro
Le aquile della notte di Alice Basso
Editore: Garzanti| Pagine: 360| Pubblicazione: 2023| Prezzo 16,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa


Notizie sull'autrice
ALICE BASSO è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

Recensione di Baba

Amici eccomi tornata con la recensione del quarto libro della serie "Le indagini di Anita", scrivo e leggo poco ma cerco di scegliere bene!  Sapete quanta ammirazione abbia per questa autrice Lombarda trapiantata in Piemonte, sapete che leggerei anche un romanzi di fantascienza se scritto da lei! Ebbene no, ancora non ci ha pensato, quindi nel frattempo mi dedico a terminare questa fantastica serie. 
Sappiamo che Anita Bo e Sebastiano lavorano insieme (ancora per poco visto che le nozze di entrambi potrebbero essere alle porte), sappiamo anche che non sono proprio indifferenti ai rispettivi fascini, sappiamo anche che la vita privata li dividerà presto e che quindi devono concentrarsi a risolvere più casi possibili e nasconderli tra le pagine del loro protagonista inventato, un certo Smith, che pare sappia il fatto suo. 
Questa volta ci spostiamo nelle Langhe, poiché l'autrice ha deciso di parlare un po' di questa zona meravigliosa, terra di buon vino e tartufi niente male. Siamo nel 1935, i due colleghi devono spostarsi in zona di vigneti per poter proseguire il loro lavoro e per Anita è un'occasione unica: non si sposta frequentemente, è periodo di vendemmia e i paesaggi sono mozzafiato! La visita alle cantine non può mancare, è una tappa quasi obbligata. Se da una parte la sua devozione al lavoro è inversamente proporzionale alla voglia che ha di sposarsi, questa gita in campagna permette a tutti di staccare un po' la spina, anche solo per l'aria che si respira. Ma... c'è sempre un ma quando i due protagonisti sono insieme, infatti arriva il morto. Ovviamente fa scalpore, si tratta di un giovane ragazzo conosciuto dalla comunità, quindi bisogna iniziare a capire chi sia il colpevole. Per Anita e Sebastiano è un colpo duro da digerire, avevano appena conosciuto un gruppo di giovani aquile...e booom. Il fattaccio. Se da una parte le loro forze sono impiegate per scoprire la verità e con la scusa stare tutto il tempo insieme, dall'altra i due rispettivi fidanzati sono molto ingenui: Mavi vuole essere la migliore amica di Anita (sperando che Clara non lo scopra), Corrado Leone ammira Sebastiano come se fosse la statua di un martire. Eh sì, avete letto bene, Corrado sarà presente per una buona parte del romanzo, lui e la sua postura fiera e impettita! Raggiungerà l'allegra combriccola e nemmeno si accorgerà di tutti i mosconi che ronzano intorno alla sua futura sposa. Che tipo. 
Un romanzo che riempie il tempo con il giusto ingombro, Alice Basso non passa inosservata e nemmeno Anita, Santa Polenta al Sugo! Una storia narrata magistralmente, un'ambientazione diversa dal solito ufficio, dei personaggi in crescita e un epilogo che si avvicina come una mannaia: che zucche! Una storia gialla, tinta di rosa, inzuppata nella storia: che mix esplosivo. Apprezzabile la ricerca storica, di non poco conto, la scelta della campagna piemontese con descrizioni assolutamente adeguate rendono questo libro ancora più ricco e immagino che faccia proprio venir voglia di andare in giro per cantine (io condivido la casa con un sommelier quindi non faccio testo). 
E adesso non ci resta che scoprire cosa accadrà nell'ultimo episodio. 

In ordine di lettura ecco i precedenti volumi della serie:
- Il morso della vipera (2020)
- Il grido della rosa (2021)
- Una stella senza luce (2022)

Recensione di Baba - Jurassic Park di M. Crichton

Desperate Bookswife

Il libro
Jurassic Park di Michael Crichton
Editore: Garzanti| Pagine: 479| Pubblicazione: 1990| Prezzo 13,00€| Trama:Qui
Genere: romanzo


Notizie sull'autore
Michael Crichton (Chicago, 1942 – Los Angeles, 2008) Ã¨ uno dei più grandi autori di bestseller al mondo, noto anche come regista cinematografico e autore della serie televisiva E.R. Medici in prima linea. I suoi libri hanno venduto duecento milioni di copie e sono stati tradotti in trentotto lingue; da tredici di essi sono stati tratti dei film.

Recensione di Baba

Se vi state chiedendo perché io abbia letto un libro del genere...chiedetelo a Lucrezia Scali ah ah ah! No, a parte le battute, mai avrei immaginato di prendere in mano un libro avventuroso un po' fantascientifico totalmente al di fuori dai miei gusti da lettrice. Il problema è che quando la Scali mi propone delle letture per eventuali Gdl...immediatamente quei libri, come per magia, li voglio assolutamente. Secondo me ha un fascino ipnotico e guardandola negli occhi mi incanta! 

Devo dire che non avevo alte aspettative, anzi temevo si rivelasse un po' noioso, non perché avessi paura non accadesse nulla ma perché ero convinta che gli accadimenti non mi interessassero proprio. Invece...
La storia di base credo che la conoscano un po' tutti: un vecchietto con parecchi soldi decide di esaudire un suo desiderio, così assume un certo numero di specialisti e in qualche anno crea un parco avventura con dinosauri veri. Sì, perché grazie ad DNA prelevato da dei fossili di zanzara, gli scienziati sono riusciti a recuperare tutto il necessario per riportare in vita gli animali estinti da giusto qualche annetto. Ovviamente il parco è sorvegliato grazie a persone fisiche e a telecamere di sicurezza, ci sono recinzioni elettrificate, gli animali sono stati creati per non sopravvivere al di fuori di quell'ambiente e infine, ultima chicca, i dinosauri sono tutte donzelle, in modo che non possano riprodursi autonomamente. Insomma, quella vecchia canaglia del Sig. Hammond ha proprio pensato a tutto. 

Nel frattempo però, fuori dall'isola sulla quale è nato Jurassic Park, precisamente in Costa Rica, accadono strani fenomeni: dei lucertoloni in grado di stare su due zampe mordono dei bambini. Ma è impossibile no? Oppure sì. 

Alan Grant e Ellie Sattler, due studiosi famosi, paleontologi per l'esattezza, vengono prelevati dai loro scavi nel Montana per essere portati a Jurassic Park: devono vedere con i loro esperti occhi ciò che è stato ricreato e dare un parere tecnico. 

Quando tutti sono sull'isola delle meraviglie scientifiche, e per tutti intendo i legali, gli ingegneri, i tecnici, gli scienziati, i veterinari e infine i nipotini dello stesso Hammond, succede il patatrac: qualcosa va storto, i dinosauri scappano dai loro recinti e attaccano l'uomo. Riusciranno i nostri eroi a salvarsi?

Indipendentemente dalla trama, che può piacere o meno a seconda del personale interesse, ciò che più mi ha colpito è la capacità dell'autore di unire parti tecniche, parti scientifiche e parti assolutamente da romanzo avventuroso, tutte insieme e fuse in una miscela assolutamente godibile. Probabilmente le stesse nozioni scritte da qualcun altro mi avrebbero annoiata e messa a dura prova. Vi faccio un esempio: più volte Crichton spiega a livello scientifico il come si possa estrarre il DNA, il come si possa combinare, dove vada conservato, come si possa, partendo da una semplice sequenza, arrivare a mettere delle uova in incubatrice e vedere la testolina di un piccolo animale preistorico rompere il guscio. Vi assicuro che tutto ciò mi stuzzica l'appetito come potrebbe fare una zucchina floscia. Eppure ho letto tutto e alla fine ero anche abbastanza curiosa. I personaggi, sempre posizionati in punti diversi del parco, vivono un'avventura davvero mostruosa, l'adrenalina scorre a fiumi e qualche scena quasi splatter non manca. Non troveremo un'evoluzione dei personaggi, non nascono rapporti: tutto accade troppo velocemente perché ciò possa succedere. 

Indubbiamente fa riflettere come l'uomo possa fare e distruggere a suo piacimento, sempre convinto di avere il coltello dalla parte del manico se il suo portafoglio è pesante come un rimorchio carico di pietre. Perché l'essere umano crede di essere onnipotente?  Si rende conto dei danni che può causare? Non ne sono certa ma alla fine del romanzo ci sono un paio di frasi che mi hanno disturbato: l'uomo non può distruggere il pianeta, lui sopravviverà con o senza di esso, esiste da miliardi di anni mentre l'uomo potrà estinguersi. L'uomo non può distruggere o salvare il pianeta ma può distruggere o salvare se stesso. 
Nonostante questo, nonostante ognuno di noi sappia quanto le nostre azioni siano pericolose per i nostri pronipoti in un futuro non troppo lontano, continuiamo a comportarci come se nulla fosse e i cambiamenti sono talmente insignificanti da far ridere. 

Questo romanzo lo consiglio, non tanto per la storia in sé ma perché tremendamente attuale, perché nonostante forse il concetto sia abbastanza scontato e forse banale, porcaccia la miseria bisognerebbe soffermarsi di più a riflettere. Oppure potrete leggerlo perché vi piace l'avventura, volete una storia scorrevole e cercate un autore che non vi deluda: perfetto direi! Avete un altro suo romanzo non in serie da consigliarmi? Sono tutta orecchi.
Ci rileggiamo presto. 

Recensione di Baba #12 - Un amore di Zitella di Andrea Vitali


 Il libro
Un amore di zitella di Andrea Vitali
Editore: Garzanti| Pagine: 116| Pubblicazione: 2015| Prezzo 13,60€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autore
Andrea Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha esordito nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway

 Recensione di Baba

Era parecchio tempo che non prendevo in mano un libro di Vitali, c'è stato un tempo che ne leggevo uno al mese e sono sempre rimasta soddisfatta delle mie scelte.
Un amore di zitella è ambientato negli anni sessanta a Bellano, un paese sul lago di Como, dove il caro dottor Vitali ama ambientare le sue storie.
Iole è la protagonista di questa storia, nonostante sia un romanzo corale. Ad ogni capitolo si susseguono i personaggi con un focus ben puntato su di loro.
Iole è la zitella del paese, lavora in comune come dattilografa e purtroppo ha una vita abbastanza piatta, se non fosse per la zia acquisita di Rapallo che le permette, molto raramente di andarla a trovare. Iole però non si prende la briga di telefonarle perché le sembrerebbe di essere inopportuna. Iride invece è una impiegata al comune di Bellano, collega di Iole ma a differenza della prima quest'ultima è un po' cattivella e arrivista. Dopo essere stata retrocessa da segretario comunale per negligenza suo lavoro...se la prende con tutti i colleghe, compresa Iole, così non la invita al suo matrimonio. Iole però ha un piccolo segreto di nome Dante e un gioco di parole che usa sul biglietto del regalo di nozze. Forse una volta tanto i pettegolezzi si sposteranno su di lei, solitamente così noiosa.
Una storia carina che non mi ha dato picchi di gioia ma nemmeno note particolarmente negative. La narrazione è fluida e scorrevole, i capitoli brevi tipici di Vitali aiutano molto e la simpatia dei personaggi è forse meno marcata ma comunque presente. Ho trovato antipatico ma buffo il segretario comunale, Iole mi è sembrata così delicata, quasi di porcellana, ho provato per lei molta tenerezza, affetto quasi. Detestabile Iride, dalle prima pagine, con i suoi romanzetti nascosti al lavoro e la sua spocchia. La caratterizzazione dei personaggi, del loro carattere credo sia il punto forte dell'autore, famoso per aver scritto molti, anzi moltissimi libri!

Recensione di Baba #26 - Una stella senza luce di Alice Basso

 

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Il libro
Una stella senza luce di Alice Basso 
Editore: Garzanti| Pagine: 313| Pubblicazione: 2022| Prezzo 16,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa - giallo
Notizie sull'autrice
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.
Recensione di Baba


Buongiorno lettori, vi spero bene. Oggi qui sul blog parleremo di un libro scritto da un'autrice che seguo da sempre, dall'anno in cui ha esordito con il primo romanzo della fortunata serie su Vani Sarca, ovvero la Gostwriter. Dopo aver amato alla follia ogni sua frase, averla seguita in svariate presentazioni a Torino e provincia, sono ancora qui a scrivervi della Basso.
Dopo le case chiuse, l'Opera Nazionale Maternità e Infanzia, la censura del fascio e  un cold case, è giunto il momento di scoprire di cosa ci vorrà parlare Alice.

Una stella senza luce è il terzo libro dedicato alle vicissitudini di Anita Bo, giovane dattilografa torinese degli anni '30 che decide, prima di sposarsi con Corrado, un pezzo di marcantonio ricco e molto fascista, di fare un'esperienza lavorativa presso la rivista Saturnalia, gestita da Sebastiano Satta Ascona e socio.

Siamo a Torino, come annunciato prima negli anni trenta, in una città elegante, patria di tante cose tra le quali...il Cinema!
Questo romanzo ci fa conoscere una realtà che probabilmente non tutti sanno, quella appunto del cinema a Torino, delle stelle degli inizi del novecento, delle muse, dei registi, di un mondo che era agli inizi, quando un volto diventava un'icona senza conoscerne la voce.
Poi arriva il Regime Fascista, arriva la censura, si smontano i sogni tra le dita e i progetti cadono a terra perché non realizzabili, troppo audaci, troppo espliciti, troppo veri.
L'autrice ci racconta il sogno del regista Leo Luminari, del suo ritorno a Torino dopo essersi trasferito a Roma, del suo progetto di fare cinema.
Intanto però le vite dei due protagonisti proseguono un po' alla volta, tra un'indagine e l'atra.
Inizialmente ho faticato un pochino a ingranare: mi è sembrato lento e i protagonisti fermi nello stesso identico posto. Ho pensato che non fosse la Basso di sempre.
Poi però sono andata avanti e ho capito che questo libro voleva raccontarci molto, molto di più. I protagonisti diventano comparse e "Il Cinema" dell'epoca è il centro di tutto, con tanto di spiegazioni nelle note dell'autrice alla conclusione del romanzo.

Una storia che non si legge d'un fiato, perché l'autrice non ha quello stile lì, Alice è ricercata, studiata, arzigogolata nella scelta dei termini e nella costruzione delle frasi. È un libro che si deve assaporare senza correre, leggendo parola per  parola e assaporandole tutte.
Quello che però non mi è piaciuto tantissimo è il modo che hanno i personaggi di viversi (Anita e Sebastiano). Mi piacerebbe si arrivasse a un dunque nel bene o nel male. Ma per come è finito il libro... credo che l'autrice ce lo dirà presto!
Comunque niente, la Basso è sempre una garanzia, si scova delle storie che per la miseria...vorrei avere un terzo del suo acume. Ma soprattutto scrive con ironia, lasciando al lettore la testa piena di cose da approfondire ma comunque leggera. Ditemi se è poco.

Se non avete ancora iniziato questa serie, ecco che vi scrivo l'ordine di lettura:
- Il morso della vipera - Garzanti 2020 - Recensione Qui
- Il grido della rosa - Garzanti 2021 - Recensione Qui 

Recensione - Il grido della Rosa di Alice Basso

Desperate Bookswife
Il libro
Il grido della Rosa di Alice Basso
Editore: Garzanti| Pagine: 304| Pubblicazione: maggio 2021| Prezzo 16,90€| Trama:Qui
Genere: giallo-narrativa
Notizie sull'autrice
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.
Recensione

STORIA DELLA MIA COPIA
Buongiorno signori, eccoci al cospetto di un libro di tutto rispetto, io sono un menestrello e oggi vi parlo di un libro davvero bello! Scusate, mi sono fatta prendere la mano. Qual è la storia della mia copia? Molto breve direi visto l'uscita recente, comunque fatto è che ho partecipato un blog tour con immenso piacere (sì perchè comunque questo libro lo avrei letto) e quindi ringrazio A spasso coi libri per avermi coinvolta e la casa editrice per la Copia. 
 Ma veniamo al libro, Il Grido della Rosa, ovvero il secondo romanzo della serie che ha come protagonista Anita Bo. Il primo volume della serie si chiama Il Morso della Vipera e trovate la mia recensione QUI.

ACCENNO ALLA TRAMA
Torino, metà degli anni 30, abbiamo lasciato Anita lavora per una casa editrice per qualche mese, prima di sposarsi con il super bel ragazzone fascista Corrado. La ancora per poco Signorina Bo insieme al suo capo Sebastiano scrive cose (anche se lei sarebbe una dattilografa e basta) ma non vi sto a dire nulla di più, perché se non avete letto il precedente vi faccio un mega spoiler. Comunque Anita e Sebastiano si trovano per caso tra le mani un fattaccio: la morte di una ragazza che puzza di omicidio.

IL MIO PENSIERO (DA NON LEGGERE SE NON AVETE LETTO IL PRIMO VOLUME)
Volete le mie impressionisti? Per la miseria siamo qui apposta. QUESTO LIBRO È UNA MERAVIGLIA. Se vi ricordate, quando finii il precedente vi dissi che in qualche modo non avevo sentito la mancanza di Vani Sarca, nel senso che ero molto curiosa di conoscere Anita. Ero certa che il seguito sarebbe stato sorprendente, meglio del primo. E ci avevo preso. In questo capitolo della serie conosciamo meglio i protagonisti e adesso li AMIAMO. Innanzi tutto vediamo crescere e maturare davanti ai nostri occhi una Anita che lo scorso anno era ancora un po' acerba: una bellissima ragazza consapevole delle sue armi che un po' per capriccio un po' per altro decide di andare a lavorare. Oggi Anita ha delle risposte, o almeno è molto vicina ad averle, ha scoperto che apprendere non le fa così schifo e sopratutto comprende di avere un cervello oltre ad un splendido aspetto. Impara ad usare il suo intuito, rimasto nascosto poiché semplicemente non gli serviva per diventare una moglie, le sue tette e il bel visino sono sempre bastati. Corrado invece rimane fermo al suo posto, a volte appare un po' come un fantoccio, ma chissenefrega perché tutti sappiamo che Anita non  è innamorata di lui. Candida e Clara sono le amiche che possiedono le doti o le conoscenze che a lei mancano, quindi la completano. Sebastiano...beh Sebastiano è un uomo che non mi fa propriamente impazzire, non mi sono invaghita di lui ma pazienza, mica me lo devo sposare. 
 La Basso ha tirato dentro argomenti di un certo spessore, come le Case Chiuse e L'Opera Nazione Maternità e Infanzia, ovvero una sorta di associazione nata durante il regime fascista (che oggi non c'è più) nata per "aiutare" le donne in difficoltà che stanno aspettando un figlio. Perché era importante far aumentare la popolazione, diminuire le mortalità infantile e via così. Bambini sani che domani serviranno la Patria! Anche la condizione delle prostitute all'interno delle case chiuse.  Argomento tosto, di cui non si parla moltissimo, probabilmente il periodo è lontano, l'argomento è tabù e quindi niente, archiviato. Grazie a questa storia l'autrice ci farà pensare e chi avrà voglia potrà approfondire l'argomento anche con dei titoli da lei suggeriti. Alice come ci riesci? A scrivere cose così, quando sembra che tu abbia scritto un semplice romanzo di intrattenimento. Per la serie: chi non ha voglia di pensare troppo...si diverte e basta, chi vuole cogliere, SANTA POLENTA c'è un mondo da cogliere.
 Cosa devo aggiungere?

Blog Tour - Il grido della Rosa di A. Basso - Tappa 4 Gioia:Una nuova indagine per Anita



Buongiorno lettori, siamo giunti al quarto appuntamento del blog tour dedicato all'ultimo romanzo della splendida Alice Basso. Secondo capitolo della nuova serie ambientata a Torino negli anni '30.

Sul blog "A spasso coi libri" la presentazione del libro QUI

A casa di "Un libro per amico" Anita e i gialli della casa editrice Saturnalia QUI

Da Bookspedia si parla di Anita e Sebastiano QUI

Oggi io invece vi racconterò qualcosa in più sull'indagine che Anita seguirà tra un impegno e l'altro. Siete pronti?

Nel volume precedente abbiamo lasciato Anita Bo confusa, felice del suo nuovo e temporaneo lavoro, in procinto di sposarsi (più o meno) e con un'indagine appena lasciata alle spalle che le ha regalato energia pura. Cosa accadrà in questo nuovo libro? Se la mitica Basso ha ideato una nuova serie di gialli...beh qualcosa dovrà pur accadere. Quel qualcosa si chiama Gioia, è una ragazza madre sordomuta alla quale hanno "sottratto" il figlio per darlo in adozione a una coppia di nobili torinesi decisamente in vista. La nuova "famiglia" organizza una serata di gala presso la propria "umile" dimora dove invitano tutte le persone che contano (per il fascio) e mentre le donne mettono in mostra le spalle nude e i capelli ondulati, perché ricordiamoci che al duce fa piacere anche vedere le belle donne e non solo relegare queste ultime nel ruolo delle donne di casa, insomma tra una chiacchierata melliflua e l'altra viene ritrovato il corpo della madre del bambino appena adottato...MORTA. 
La versione ufficiale è che Gioia, colpita dal rimorso, abbia cercato di rapire suo figlio per riportarlo dovenonsiasa e sia caduta mentre cercava di scavalcare la cancellata, rompendosi l'osso del collo. C'è un però. Diana, la migliore amica di Gioia, ha vestito il cadavere della poverina e ha notato due cose sconcertanti: i lividi ovunque e il fatto che indossasse già il suo abito migliore. 
Le domande quindi si formano da sole: come ha fatto cadendo da un cancello a procurarsi lividi pesanti su gran parte del corpo se nemmeno è rotolata via? Se aveva intenzione di rapire suo figlio e darsi alla fuga, perchè indossava il suo abito più bello che è anche il più scomodo? Ma sopratutto Diana sostiene che GIOIA MAI AVREBBE FATTO UNA COSA DEL GENERE. Era consapevole che lei non avrebbe saputo come mantenerlo e che a casa di persone ricche e nobili avrebbe avuto un futuro. 
Qualcuno quindi voleva liberarsi di Lei. Ma perché far fuori una sordomuta indigente? 
Alice Basso ci accompagna in gite notturne, faccende che una ragazza per bene non dovrebbe fare negli anni '30, appostamenti e altro ancora. E mentre lo fa...ovviamente prosegue la storia personale di Anita, di cui non vi parlerò perché andiamo fuori tema. 
Io in realtà non posso parlarvi molto del giallo in sé, vi ho descritto dei fatti che sono il preludio, da questo momento si aprono le danze. 
Molto interessante è l'approfondimento sull'Onmi, ovvero l'Opera Nazionale Maternità e Infanzia, nata nel 1925 durante il Regime per tutelare le madri e i propri figli. C'è il sospetto che questo ente sia nato per incrementare la popolazione abbassando il tasso di mortalità infantile. Grazie a Candida, la professoressa di dattilografia di Anita e Clara, avremo modo di farci un'idea. Ma dato che questa non deve essere una recensione ma semplicemente la presentazione della parte gialla...direi che mi sono allungata abbastanza.

Non dimenticate l'appuntamento di domani sul blog "Letture a Pois" dove Manuela ci racconterà qualcosa sulle donne fasciste dell'epoca e sul personaggio di Anita. Sabato invece Esmeralda elencherà cinque motivi per leggere questo libro.

Post Bizzarro - Un caso speciale per la Ghostwriter di A. Basso - Ciao Vani


Il libro
Un caso speciale per la ghostwriter   di Alice Basso
Editore: Garzanti| Pagine: 378| Pubblicazione:maggio 2019| Prezzo 17,90€ | Trama: QUI
Genere: narrativa/giallo
Notizie sull'autrice
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.
Recensione
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Buongiorno carissimi, con sommo rammarico sono qui a parlarvi dell'ultimo capitolo della serie che vede come protagonista Vani Sarca. Non è che dovete scaldarvi, stati seduti comodi che vi si scaldano le urine per niente, Sono Consapevole di aver aspettato quasi DUE anni a leggerlo (l'ho comprato il giorno dell'uscita però), ma io proprio non volevo separarmi da una delle mie protagoniste preferite di sempre. Sapete in questo momento dove mi sembra di essere finita? In stazione, davanti ad un treno che sta per partire, una delle mie migliori amiche con una valigia enorme davanti a me, gli occhi lucidi (ma non per l'emozione, Vani non potrebbe) e l'impermeabile svolazzante a concludere il quadro. Io con un grosso fazzoletto stropicciato in mano e lei che sale sul predellino che inizia a farmi ciao ciao, proprio come fanno i bambini (potrebbe anche tirare fuori il dito medio, non mi stupirei) e sicuramente ha una canzone a fare da colonna sonora ma a me che di musica ne capisco poco...non mi viene in mente nulla. 
Ecco, sono triste, perché lei ha preso la sua strada ma io rimarrò senza una compagna al momento del bisogno e SAPEVO che potevo rifugiarmi tra le sue pagine e invece adesso non mi rimane niente. Certo, posso sempre rileggere i libri ma per me, per come sono fatta io, non sarà mai la stessa cosa. 

In realtà non posso dirvi niente riguardo al libro, perché qualunque cosa io scrivessi sarebbe uno spoiler pazzesco. Posso però scrivervi che ne vale la pena, sempre, perché anche se alcuni lo hanno trovato ripetitivo o hanno scritto che la Basso abbia un po' calcato la mano...io l'ho trovato perfetto. Ho scoperto molto sul capo di Vani, sul lato umano delle persone, sulla bellezza di avere una cultura, perché l'autrice è colta e i suoi libri ne sono la prova. Sono letture per tutti, ma rinforzate. In questa serie di cinque romanzi troverete citazioni letterarie, riferimenti a buona musica (ho imparato molto grazie a lei), sport di autodifesa di cui non conoscevo l'esistenza, riferimenti alla storia della lettura, e molto, molto altro. Viaggiare con Vani Sarca arricchisce, diverte, impegna. Vi imbatterete in una grandissima crescita personale, dove il guardaroba resterà sempre lo stesso, ma la protagonista ne uscirà consapevole. 

Sono felice però perché tra i miei amici sono una delle prime ad aver conosciuto la protagonista e ho praticamente obbligato tutti a comprare il libro per dare una possibilità ad una scrittrice esordiente che sapeva il fatto suo. Poi, dopo aver scoperto il suo domicilio piemontese, sono andata alle sue presentazioni, l'ho conosciuta e ho stretto un rapporto che si è avvicinato all'amicizia. C'è stato un periodo in cui ci siamo frequentate, abbiamo riso tanto e ci siamo abbracciate, quando ancora si poteva. Mi sono divertita molto e la ringrazio per essere entrata nella mia vita. Vorrei avere un decimo della sua carica esplosiva. Perché la vita è anche questo: apprezzare le cose che arrivano e assaporarle, dando loro il giusto peso. 

Posso anche scrivervi che sono felice di aver letto "Il morso della vipera" ovvero il primo libro di una nuova serie della Basso, prima di aver terminato la precedente, in questo modo non mi sono arrabbiata con Anita per non essere Vani. Ma ve lo consiglio, è un bell'esordio! 

Insomma, è ora di concludere questo post un po' lacrimevole e un po' malinconico dove non ho potuto svelarvi nulla della trama. Come avrete notato, non si intitola "Recensione" ma "Post Bizzarro" e questo dovrebbe avervi fatto suonare un campanello d'allarme. Ciao Vani, è stato bello e mentre ti saluto sto sorseggiando un bicchiere di Whisky (torbato) mentre ascolto La ballata dell'Amore cieco di De Andrè. Ps il post è stato scritto di sera, dopo cena, quindi se adesso è mattina sappiate che non sono ancora un'alcolizzata. 

Keep Calm and Read Nadia #80 - Il morso della vipera - Recensione


 Buongiorno lettrici e lettori!

Come state? Io ho cominciato molto bene il 2021, anche grazie alla sfida di lettura organizzata da Baba, Daniela di un libro per amico e Ombretta di Ombre di carta, senza dimenticare la temibile Sonia di Il salotto del gatto libraio. Siamo solo all'inizio ma si è già creato davvero un bell'ambiente, simpatico e competitivo il giusto!

Ma bando alle ciance e parliamo del libro di oggi! Ho scelto di raccontarvi il mio pensiero sull'ultimo romanzo di una scrittrice con la quale ho sempre avuto un po' un rapporto di amore/odio: sto parlando di Alice Basso, e il libro in questione è Il morso della vipera.

Fonte google


Dicevo un rapporto di amore/odio, perché io la serie precedente a questa, quella con protagonista Vani Sarca, l'ho amata fino a un certo punto. L'ho letta tutta, perché Alice Basso è una scrittrice molto brillante e piacevole, perché adoro leggere qualsiasi romanzo ambientato a Torino e perché i gialli mi attirano in tutte le loro declinazioni, però Vani io davvero la soffrivo poco. Troppo saputella, fin saccente a lungo andare, per essermi simpatica. Però, come dicevo sopra, la Basso è brillante e soprattutto ha una grandissima cultura, per cui ho deciso di fare la conoscenza anche di Anita Bo, protagonista de Il morso della vipera, e qui c'è stato il colpo di fulmine!

Ma andiamo con ordine: chi è Anita Bo? Anita è la figlia di un tabaccaio di Torino. Siamo nel 1935, i fascisti sono già al governo da un pezzo. Anita ha vent'anni, è una gran bella ragazza (e i più si fermano qui) ma ha anche una testa pensante, intelligente e decisamente sveglia. Ha una migliore amica, Clara, bruttina ma brillante, e un fidanzato, Corrado, biondo, aitante e di ottima famiglia. Tutto sembra innestarsi su binari conosciuti ma, quando Corrado propone ad Anita di sposarlo, la nostra protagonista ha un attimo di sbandamento (o vogliamo chiamarlo... lucidità?) e chiede di lavorare prima, per un periodo di sei mesi. Anita ha studiato come dattilografa e stenografa e, anche se non ha la velocità e la bravura di Clara nella battitura, è abbastanza sveglia da farsi assumere alle edizioni Monné, che pubblicano la rivista Saturnalia. Su Saturnalia scrive anche Sebastiano Satta Ascona, che da capo si trasformerà presto in compagno di indagini...

Come dicevo sopra, ho adorato questo romanzo. Innanzitutto, la protagonista: Anita è sveglia, arguta, intelligente come Vani ma, diversamente da quest'ultima, è simpatica. L'ho amata da subito, dalla prima volta che ha esclamato "Che zucche!" (ora voglio dirlo anch'io a ogni piè sospinto!). Neanche il nostro comprimario, Sebastiano Satta Ascona, sfigura, anzi: nell'ipotetico confronto con il commissario Berganza di Vani, per me non c'è affatto storia, vince Sebastiano a mani basse.

Ho apprezzato molto il giallo, che ho trovato più articolato e con un peso maggiore nella storia rispetto ai romanzi precedenti; nonostante in questo genere di libri si pensi spesso che la parte investigativa sia un mero contorno, io amo sempre cercare di svelare il colpevole.

L'ambientazione, però, è forse ciò che più ricorderò a distanza di tempo di questo romanzo. Ormai anche i muri sanno quanto per me l'ambientazione abbia un'importanza fondamentale nei romanzi che apprezzo, e leggere il lavoro di ricerca puntigliosa e affascinante fatto da Alice Basso per quest'opera, leggere della mia Torino in un periodo così distante da me temporalmente mi ha fatto definitivamente innamorare della serie di Anita Bo (perché credo e spero che ci saranno altri volumi!). Anche il tema del fascismo è indagato con una cura e un'analisi mai vista in un romanzo "leggero" e di intrattenimento.
In conclusione, se ancora non avete letto questo romanzo, se vi è piaciuta Vani Sarca ma anche e soprattutto se vi stava un po' sulle... zucche come a me, leggete Il morso della vipera. Non potrete non amarlo.

Keep Calm and Read Nadia #77 - Tilly e i segreti dei libri


Buongiorno lettrici e lettori!

Dopo la parentesi horror della scorsa “puntata” voglio spostarmi oggi su un terreno decisamente più rassicurante: vi racconto infatti di un romanzo per ragazzi. Molto raramente mi avventuro in questo genere, perché solitamente rimango delusa dalla struttura non troppo complessa che, per loro stessa natura, questi libri tendono ad avere; la storia di cui vi parlo oggi, però, ha una trama così intrigante che mi ha ispirato dal primo momento in cui ne ho sentito parlare. Il romanzo in questione è Tilly e i segreti dei libri, di Anna James.

Fonte google

Tilly è un’undicenne molto amante dei libri, che vive con i nonni praticamente da sempre, da quando sua madre è sparita nel nulla poco dopo la sua nascita. I nonni possiedono una libreria in cui Tilly aiuta durante le vacanze; da qualche tempo la sua migliore amica sembra essere cresciuta un po’ troppo in fretta e ha cambiato la sua cerchia di frequentazioni, cosicché Tilly ha cominciato a trovare sempre più rifugio nei suoi amati libri. I suoi preferiti sono Anna dai capelli rossi e Alice nel Paese delle Meraviglie. Tutto sembra trascorrere come al solito, finché Tilly comincia a vedere i suoi personaggi più amati prendere vita nella libreria dei nonni e a interagire con loro… cosa starà succedendo?

Tilly si renderà presto conto che quello che credeva di sapere sulla storia propria e della propria famiglia è soltanto la punta dell’iceberg, e dovrà impegnarsi parecchio per capire che fine ha fatto davvero la sua mamma, aiutata anche dal nuovo amico Oscar. Anna James costruisce una storia originale, garbata e con la giusta dose di pathos e piccoli colpi di scena; attraverso le peripezie di Tilly riviviamo alcune scene dei più famosi romanzi per ragazzi. Oltre ad Alice e Anna (ri)facciamo la conoscenza di Sara, La piccola principessa, e di Long John Silver. La James è molto brava a intrecciare i piani della narrazione in modo che tutto si incastri alla perfezione, regalando anche qualche “piccolo brivido” ai giovani lettori. I personaggi non sono particolarmente caratterizzati, fatta eccezione per il cattivo della situazione (sì, c’è anche qui, come in ogni romanzo per ragazzi che si rispetti), ma immagino che questo non infici particolarmente l’esperienza dei lettori a cui principalmente si rivolge questa storia. Ho invece apprezzato l’inserimento nella storia della British Library, che credo affascinerebbe amanti della lettura di qualsiasi età.

Ciò che mi ha fatto storcere leggermente il naso, ma è colpa mia che devo trovare a tutti i costi il pelo nell’uovo, è stata la scelta dei libri “preferiti” da Tilly: capisco che fosse dettata dall’esigenza di scrivere di romanzi conosciuti da tutti e probabilmente anche da questioni di diritti d’autore, ma mi è parso molto forzato che una bambina di undici anni dei nostri giorni abbia come personaggi del cuore Anna dai capelli rossi e Alice. Nel complesso comunque un romanzo godibile, anche da un’adulta che ogni tanto sogna ancora come la sottoscritta!

Blog Tour di Tutto accade per una ragione di A. Dalton - Gli amici sono la famiglia che ti scegli


Buongiorno lettori, come state? Oggi tocca a me! Eh sì perché il blog tour è iniziato venerdì a casa di Esmeralda (link QUI), poi da Marianna (QUI) e infine da Bookspedia (QUI). 
Oggi vi presenterò i personaggi di questa trilogia, che proprio come dice il titolo, sono una grande famiglia "per scelta". 

Andrea Doyle, la protagonista è una una ragazza di provincia che da una decina d'anni si è trasferita a San Neri dopo aver vissuto a Dublino: ha perso la mamma quando era solo una bambina e insieme al padre hanno deciso di scappare dall'Irlanda e da ricordi dolorosi per rifarsi una vita. Andrea vuole seguire la strada della madre e fare la giornalista, si impegna a tal punto da vincere una prestigiosa borsa di studio presso il Longjoy College a Venezia, scuola costosa ed esclusiva dalla quale escono solo i migliori. I primi tempi è intimorita, non conosce nessuno e l'ambiente competitivo la mette a disagio, le sembra un mondo troppo diverso dal suo. Ha però la fortuna di conoscere delle persone che la accompagneranno durante il suo viaggio. Compagni che la sosterranno e la sproneranno, le permetteranno di non sentire troppo la mancanza di casa, amici con i quali costruirà un progetto, esseri umani così coesi da poter chiamare famiglia. Adesso non resta che presentarli anche a voi. 

UNO:  un anno accademico più avanti, è il compagno di stanza di Andrea (nei primi due libri), diventerà il suo migliore amico, il saggio, il sentimentale, una persona un po' dispettosa ma che la farà divertire e avrà sempre le braccia pronte ad accoglierla nel momento del bisogno.

ANDRE: mingherlino ma grande amante della cioccolata, un po' timido con la passione per la politica, sogna di scrivere per il corriere della Sera. E' leale, buono, un ragazzo che sa ascoltare e mediare. 

MARILYN: una punk metallara senza peli sulla lingua, trova un soprannome azzeccato per tutti, è fondamentalmente una persona buona ma non sopporta le smancerie e se le si pesta un piede...dire che morde è riduttivo, lei ha la capacità di terrorizzare il prossimo. Paladina della giustizia, in  perenne lotta verbale con la "cattiva" del college: Barbie. Lei però è quella che strappa sempre una risata.

JOKER: fisico prestante, capelli verdi e sorriso enigmatico, lui è il personaggio forse più complicato di questa trilogia, difficile capire quali pensieri gli passino per la testa. Grande amante del cinema, per entrare in camera sua è necessario saper decifrare una citazione tratta da qualche film e ovviamente dare la risposta corretta. Chi sbaglia non entra, nessuna eccezione.

MARIETTA (Rapunzel): nuova compagna di stanza di Andrea, ragazza timida e insicura, ha una grande ammirazione verso la Doyle che si è fatta da sola, faticando e impegnandosi a fondo per raggiungere un obiettivo. Non fa parte della "famiglia" ma è comunque una persona che contribuisce alla crescita personale della protagonista. 

All'interno di questo libro il tema dell'amicizia è in primo piano. L'autrice mette in evidenza l'importanza di far parte di un gruppo per sentirsi a casa, sopratutto quando gli affetti stretti e la famiglia sono lontani chilometri. I momenti di difficoltà nella vita capitano a tutti ma avere la fortuna di essere accompagnati, di non sentirsi soli, di essere accettati per quello che si è, anche quando si commettono degli errori è di vitale importanza. Anna Dalton ha creato una rete indistruttibile, ha costruito dei legami mettendo insieme personaggi diversi ma che in qualche modo si completano. L'amicizia vera resiste a tutto: distanza, divergenze, lavoro. L'amore di un amico ci accompagna per tutta la vita: bisogna saperlo coltivare. 

Per voi quanto è importante l'amicizia? Siete di quelli "pochi ma buoni" oppure preferite le grandi compagnie? Avete ancora rapporti con persone con le quali avete condiviso un rapporto scolastico, oppure dopo la scuola avete tagliato i ponti per varie ragioni e avete trovato amici più affini alla vostra attuale vita? 

Vi ricordo che domani potrete trovare "Le cinque motivi per leggere la serie" su Reading at Tiffany's! 

Review Party di Tutto accade per una ragione - Anna Dalton

 


Il libro
Tutto accade per una ragione di Anna Dalton
Editore: Garzanti| Pagine: 352| Pubblicazione:  1 ottobre 2020 | Prezzo 17,60€| Trama: Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Anna Dalton è nata ad Arzignano. Laureata in lettere, si è specializzata in editoria e scrittura all’università La Sapienza di Roma. Di mestiere fa l’attrice. Questo è il romanzo conclusivo della trilogia. Precedentemente ha scritto "L'apprendista geniale" 2018, "La ragazza con le parole in tasca" 2019. 
Recensione
E così oggi vi parlo del capitolo conclusivo di una serie  che mi ha appassionata piano piano, facendomi appassionare ai personaggi e ai luoghi un po' per volta, senza fretta, ma in quel tempo giusto per farli un po' miei. 
Anna Dalton torna in libreria dopo un anno per raccontarci l'ultimo anno al Longjoy College (l'università esclusiva e facoltosa dove si studia per diventare giornalisti) di Andrea Doyle e dei suoi compagni di corso. 
Quest'anno accademico è il più complesso, prevede una settimana fuori sede in una capitale europea, per poter scrivere un articolo di fondamentale importanza ai fini della laurea e infine non può mancare l'esame, quello con la E maiuscola, il temuto P.E.S.A.N.T.E. ovvero un concentrato di nozioni di giornalismo, finanza, affari esteri, insomma immaginate un macigno pesantissimo e moltiplicatelo all'infinito...
Andrea è eccitatissima all'idea di iniziare, ci sono i suoi più cari amici Andre e Marilyn, il finalmente fidanzato ufficiale Joker, il suo lavoro come insegnante d'inglese per bambini - forse - e per finire manca un passo alla realizzazione del suo sogno: diventare giornalista a tutti gli effetti e sperare di vincere lo stage al New Yorker Magazine. Come ormai abbiamo capito però, Andrea è famosa per complicarsi la vita, tutto potrebbe essere relativamente semplice anche se faticoso, ma la ragazza più determinata della scuola ama rendersi la vita difficile e anche questa volta non mancherà di stupirci. 

Quest'ultimo capitolo è stata una vera sorpresa, dopo poche pagine mi sono ritrovata perfettamente a mio agio tra le mura della scuola e ho scoperto che i personaggi mi erano mancati in quest'ultimo anno di lontananza. Anche Barbara Rei, detta Barbie, il personaggio malefico per eccellenza, La Strega con le mele nel cestino se fossimo dentro a Biancaneve, ha il suo fascino negativo, e persino Diletta, una delle baby allieve di Andrea, con il suo teacheeeeer mi ha fatto sorridere affettuosamente non appena ritrovata tra le pagine. 

In questo romanzo, oltre alla determinazione e alla fatica che si deve compiere per raggiungere un obiettivo, si parla di responsabilità, di scelte da prendere al volo, di conseguenze che ne derivano. Non sempre quando ci si trova ad un bivio si deve scegliere la strada giusta, semplicemente perchè l'altra non è necessariamente sbagliata ma semplicemente meno adatta alle esigenze del momento. Questo provoca sofferenza a chi deve imboccare la via, perchè in fondo al cuore vorrebbe poterle percorrere entrambe e ed è consapevole che quella scartata sarebbe comunque una valida possibilità. Non so se sono riuscita a spiegarmi. Purtroppo non ho le doti di Andrea :-)! 

Questa storia riserverà delle sorprese, taaante sorprese, nuovi personaggi, emozioni a non finire e un po' di rabbia. Sì perchè dovete sapere che Andrea non sempre è così sopportabile, ha un pizzico di egoismo inside che fa soffrire un po' chi le sta intorno e lei non sempre se ne accorge e comunque cerca sempre una giustificazione. Diciamo che per fortuna la Dalton NON ha costruito la protagonista perfetta e meno male! 
Una cosa però ve la dico: questo libro crea dipendenza. Quindi, se cercate una lettura leggera, che vi faccia un po' sorridere e un po' sognare senza però essere banale...questo libro fa per voi. Se amate i romanzi ambientati all'interno delle mura scolastiche, questo libro fa per voi. Se siete cinefili questo libro fa per voi. Se avete voglia di leggere un libro sui rapporti umani, sull'importanza dell'amicizia...questo libro fa per voi. Se avete paura di non riuscire ad arrivare al traguardo, questo libro fa per voi!

Ma attenzione! Questo volume ESCE OGGI, 1 OTTOBRE, ma se non avete letto i precedenti, mi raccomando ecco l'ordine da seguire (il link rimanda alla mia recensione): 

Non mi resta che ringraziare le mie compagne di avventura, ovvero, Bookspedia, A Spasso coi libri, Reading at Tiffany's e Esmeralda viaggi e libri. Andate a leggere le loro recensioni. Infine un thank you a Garzanti per avermi permesso di leggere questa storia in anteprima!

Recensione - Quello che si salva di Silvia Celani


Il libro
Quello che si salva di Silvia Celani
Editore: Garzanti | Pagine: 287| Pubblicazione: settembre 2020 | Prezzo 16,90€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Silvia Celani è nata a Roma, ma da sempre vive in provincia, in una casa immersa nel verde, dove ama invitare gli amici per pranzi e cene che, di solito, si prolungano all’infinito. Adora i libri, il mare e le facce impiastricciate di Nutella dei suoi bambini a colazione. È sicura che Walt Disney avesse ragione: «Se puoi sognarlo, puoi farlo». Per Garzanti ha pubblicato nel 2019 "Ogni piccola cosa interrotta".
Recensione 
e 1/2

Lo scorso anno ho avuto il grande piacere di conoscere un'autrice esordiente molto emozionata ma carica di positività. Mi trovavo a Milano, seduta al fresco in un dehor di un lussuoso hotel a sorseggiare buon vino in compagnia di questa donna dolce, motivata e appassionata. 
E' trascorso poco più di un anno e ricordo con affetto il suo esordio letterario, così non appena ho scoperto che sarebbe "uscita" di nuovo ho pensato che avrei dovuto leggere il suo nuovo libro, subito! Ringrazio Garzanti per la copia e Silvia per le frasi che mi ha dedicato su di un biglietto che conserverò con cura. 

Oggi vi parlerò di un libro che ho amato ancora di più del primo, di una storia che coinvolge per le verità trattate, che emoziona per il dolore ma anche per la tenerezza che i personaggi riescono a trasmettere. 
Giulia è una donna molto anziana, una vita alla spalle di cui non parla e un rito annuale da non trascurare mai: il 9 settembre c'è un giro da fare a Roma, un tour sempre uguale da percorrere in compagnia di Flavia, la sua vicina di casa ma anche una nipote acquisita. 
Flavia non conosce il perchè di questo anniversario, ne comprende l'importanza ma non fa domande, fino a quando Giulia non vede un sevivon (una trottola ebraica) raffigurato su di un cartellone. Giulia entra nel negozio ed esige quell'oggetto, ma non è possibile: andrà all'asta e prima di un mese non sarà in Italia. Questa notizia la sconvolge a tal punto da maltrattare Flavia, escluderla dalla sua vita quando le pone dei quesiti per aiutarla. Da qui in poi un tuffo nel passato, una ricerca di se stessi e due storie diverse da rincorrere. 

Silvia Celani torna in libreria più in forma che mai e ci racconta la storia della resistenza romana durante la seconda guerra mondiale, ci parla di persone che hanno combattuto per la libertà, rinunciando alla propria famiglia, dando in pasto ai leoni la sicurezza personale, sporcandosi le mani per una ragione giusta. Tutto questo senza trascurare un'ambientazione impeccabile e una psicologia dei personaggi disegnata con cura. 
La fragilità rende Flavia una persona sensibile: si accaparra i consensi del pubblico che fa il tifo per lei. Giulia è pragmatica, riservata e poco incline a parlare di se stessa, ma i continui salti temporali ci permettono di conoscere la persona che è stata. 

Un libro per approfondire e prendere spunto, un libro per riflettere sul significato di libertà, un libro ambientato in un periodo storico molto gettonato dagli scrittori ma in questo caso la Celani ci parla di qualcuno realmente esistito e questo volume è proprio un omaggio a quella persona lì. 
Se volete fare amicizia con due donne che mi hanno dato tanto non potete non prendere in considerazione "Quello che si salva", Giulia e Flavia vi accompagneranno alla scoperta di una Roma diversa, meno conosciuta e più malinconica. Grazie Silvia, mi hai fatto piangere ancora una volta. 

Vi lascio con una citazione.

"In ogni persona che incontriamo nella nostra vita, spesso cerchiamo qualcosa che va ben oltre quanto ci possa veramente offrire. Il ricordo di una sensazione. Una certezza che eravamo lì lì per conquistare da sole, ma che poi ci è sfuggita di mano. Ogni volta che incontriamo una persona, prima di legare il nostro cammino al suo, dovremmo capire se siamo attratte da quella persona o se invece cerchiamo in lei solo ciò che in quel momento non abbiamo. Ciò che non abbiamo mai avuto o che semplicemente abbiamo perduto."