Visualizzazione post con etichetta Giunti. Mostra tutti i post

Recensione di Baba - Omicidio in cashmere di Virginia Bramati

 

Desperate Bookswife

 Il libro
Omicidio in cashmere di Virginia Bramati
Editore: Giunti| Pagine: 240| Pubblicazione: 2024| Prezzo 15,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa 

Notizie sull'autrice
Virginia Bramati vive e lavora a Milano. Ha cominciato a scrivere per sé e per le sue sorelle, giungendo all’esordio nel 2014, con Tutta colpa della neve (e anche un po’ di New York). Da allora è seguita da una community sempre più vasta di affezionate lettrici e ha pubblicato Meno cinque alla felicità, E se fosse un segreto?, Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato), Cercasi amore vista lago, Quello che ancora non sai di me e Un bacio con gli occhi. I suoi romanzi sono tradotti in diversi Paesi.

Recensione di Baba

Buongiorno lettori, con somma gioia oggi vi parlo di un libro scritto da una delle mie autrici italiane del cuore: Virginia Bramati. Omicidio in Cashmere è un romanzo di narrativa dallo sfondo romantico e tinto un po' di giallo! Ci troviamo a Biella, città non così lontana da casa mia anche se la conosco solo sommariamente, capitale dell'eccellenza tessile italiana. Mi recavo da quelle parti quando la mia squadra di ginnastica ritmica gareggiava e spesso le competizioni si svolgevano in questa città. 
La protagonista di questo romanzo si chiama Adelaide, laureata in economia, svolge un lavoro per un'azienda milanese che non ho ancora capito...comunque ha a che fare che delle ricerche su alcune aziende e poi stilare dei rapporti che ovviamente non si chiamano così ma "due diligence". La narrazione subito specifica ci butta nel mondo economico-finanziario della protagonista e io resto un pochino interdetta poiché tutti quei termini tecnici mi spiazzano. Dopo pochissime pagine tutto cambia e un po' per volta veniamo catapultati nel mondo di Adelaide e delle persone che le stanno intorno. 
La protagonista dopo poche battute viene mandata a Biella a svolgere un lavoro con responsabilità manageriali ma senza i benefit: lei accetta poiché le viene promessa una promozione succulenta. A Biella l'aspirante manager può fare affidamento alle zie paterne, ovvero Irma ed Elena, due vere e proprie macchiette che rendono la narrazione simpatica grazie ai loro siparietti in piemontese e la loro venerazione per i "cicchetti". 

Questa è sicuramente una storia di crescita, all'interno della quale Adelaide comprende ciò che vuole e cosa vuole realmente diventare: già suo fratello Gregorio ha cambiato rotta quando si pensava fosse arrivato! All'interno c'è indubbiamente una parte romantica, personaggi che si conoscono e si piacciono, conditi da dialoghi frizzanti e a volte imbarazzanti (per Adelaide ah ah ah, che è maestra nel collezionare figuracce). Non manca il giallo, arrivato dopo la metà della narrazione, che regala una ventata d'aria fresca ad una storia che comunque sarebbe stata in piedi da sola. Sicuramente non è la parte principale ma questa storia è un insieme di pezzi che vanno a formare un romanzo godibile, delicato e divertente. 

La penna dell'autrice la conosco e mi sembra ogni volta di tornare a casa. Avete presente la sensazione della copertina calda che ci si stende sulle ginocchia mentre si osserva il caminetto scoppiettante che profuma di legna? Ecco, proprio quella sensazione lì! Se poi si legge il libro che porta nel titolo la parola cashmere mentre si è nella situazione scritta nella riga sopra...tutto è perfetto. 

Degne di nota le epigrafi all'inizio di ogni capitolo: regalano delle vere e proprie chicche sul cashmere e spesso sono anche molto divertenti. a esempio ho imparato che questo materiale pregiatissimo si ricava dal sottopelo preso dal sottopancia di alcune capre. Wow, e io che pensavo si trattasse di pecore... Ma torniamo a noi. Mi è piaciuto questo libro? Sì, perché ancora una volta i personaggi sono realistici e si fanno amare o detestare. Prendiamo come esempio il signor Mosca, ovvero il proprietario della fabbrica dove lavorerà Adelaide: un vero e proprio testa di flipper che si rende odioso dalle sue prime battute. Il commissario Giorgio Olivero?Misterioso il giusto, tutto d'un pezzo, un burbero apparente che il lettore ha bisogno di conoscere un po' alla volta. Le zie? Va beh per loro una standing ovation, sono i personaggi frizzanti che caratterizzano i libri della Bramati, senza di loro il romanzo non sarebbe lo stesso. 

Ultima cosa ma non meno importante, voglio visitare per bene Biella, la descrizione della funicolare e l'idea che ci sia una parte alta della città, quella medievale, mi affascina molto e considerando che dista poi una cinquantina di minuti da casa mia...forse sarebbe ora di andare a prendere un caffè da quelle parti! Quindi grazie Virginia! 

Recensione di Nadia - La felicità dei giorni perduti di N. Kiss


 Il libro
La felicità dei giorni perduti di Nikoletta Kiss
Editore: Giunti| Pagine: 464| Pubblicazione: 2020| Prezzo 16,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autrice
NIKOLETTA KISS nata a Budapest nel 1978, è cresciuta a Berlino dove ha studiato economia. Ha lavorato come consulente finanziaria per dodici anni in Germania, Stati Uniti e Australia. Dal 2016 si dedica alla scrittura e vive a Vienna con il marito e due figli. "La felicità dei giorni perduti", suo romanzo d’esordio di grande successo, è ispirato alla vera storia della sua famiglia.

Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!

Dopo parecchio tempo (il lavoro mi risucchia sempre di più) torno con la recensione del primo libro dell’anno per me: sto parlando di La felicità dei giorni perduti, di Nikoletta Kiss.

Questo romanzo si ambienta tra la Budapest degli anni Cinquanta e le Berlino e Vienna dei nostri giorni, e racconta una storia ispirata a quella della nonna dell’autrice. Rebeka Bardossy è figlia di un nobile ungherese e ha velleità di attrice. Purtroppo è nata nel periodo sbagliato: dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la spartizione dell’Europa in due fasce d’influenza, una americana e l’altra russa, l’Ungheria è finita sotto il giogo del comunismo, e Rebeka, volitiva ma abituata ad avere sempre tutto ciò che desidera senza dover lottare, vedrà presto rovesciato tutto il suo sistema di valori. Ai giorni nostri, nel 2017, la nipote di Rebeka, Anna, che non vede la nonna da anni, deve rintracciarla per sottoporle una preziosa eredità. Anna ha un compagno più grande di lei, di cui è stata l’amante prima che lui lasciasse la moglie, e adesso è incinta.

Ho opinioni discordanti su questo libro, come ormai sempre più spesso mi accade. Se da una parte ho apprezzato il racconto della Budapest degli anni Cinquanta, che ho trovato descritta in modo efficace ed evocativo, dall’altra ho avuto la sensazione che le due parti della storia, il passato e il presente, fossero decisamente sbilanciate a favore del primo. È vero che spesso, nei romanzi che si sviluppano su due diversi piani temporali, una parte è preponderante rispetto all’altra, ma qui l’impressione è che la storia del presente sia soltanto un pretesto per narrare quella di Rebeka e di Istvàn, il suo amore contrastato (soprattutto da loro stessi, visto che entrambi sono bravissimi nel complicarsi la vita, che all’epoca era già difficile di suo). La parte relativa ad Anna invece è davvero troppo debole e non abbastanza incisiva affinché il lettore si interessi a lei. A mio parere sarebbe stato meglio se la Kiss si fosse semplicemente concentrata su Rebeka, il romanzo avrebbe guadagnato in incisività e ci sarebbe stato probabilmente lo spazio per rispondere ad alcune domande del lettore. Sì, perché un altro difetto che il libro ha, a mio parere, è che finisce in modo piuttosto brusco, lasciando diversi punti sospesi che, in una storia riuscita e ben equilibrata, avrebbero dovuto essere spiegati. La sensazione invece è che l’autrice avesse urgenza di raccontare determinati punti della vita della sua vera nonna e che, una volta fatto questo, abbia perso interesse nella storia che aveva creato. Avrei voluto per esempio saperne di più sulla vita di Rebeka dopo la partenza per l’America, o anche su ciò che è successo agli altri personaggi della storia, ma la Kiss non ha evidentemente ritenuto necessario raccontarlo. Un altro difetto che mi sento di attribuire al romanzo è il fatto che la storia intera sembra abbastanza un cliché: non metto in dubbio che la nonna della scrittrice abbia vissuto davvero questa storia, ma il rapporto della ricca nobile caduta in disgrazia con il povero artista squattrinato ma che la ama alla follia e farebbe di tutto per lei sa davvero tanto di già visto, e mi ha impedito di legarmi alla storia come avrei voluto (infatti ho impiegato diversi giorni per terminare il libro). In conclusione, un romanzo di cui salvo lo stile (è comunque ben scritto) e l’ambientazione, nella parte relativa a Budapest, ma che in generale presenta diversi difetti, che un editing come si deve avrebbe senz’altro potuto contribuire a smussare.

Cinque blogger per un autore #3 - Barbara Baraldi


Buongiorno signori, come state? Siamo a maggio e noi siamo tornate!!! Ditelo che vi siamo mancate un pochetto! Se invece non avete modo di conoscerci, ecco due righe su ciò che combiniamo insieme.
Chi siamo? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere Barbara Baraldi, autrice italiana famosa inizialmente per i fumetti (Dylan Dog per dirne uno a caso) che ha deciso di imbattersi anni fa nel mondo della fiction: la serie di Aurora Scalviati credo l'abbia resa definitivamente conosciuta tra i lettori, nonostante il suo primo romanzo risalga al 2007. Ha scritto anche diverse guide su Bologna (eh sì, lei è emiliana) e racconti vari pubblicati in antologie, vincitori di diversi premi letterari.

Pagine 498 - 13,00 € - Giunti

Aurora nel buio, di cui vi parlerò oggi, ha vinto il premio "Gialli d'amare" nel 2017 e il premio "NebbiaGialla" nel 2018. Io l'ho ripreso in mano dopo tre anni, poiché lo avevo ascoltato durante l'isolamento causato dal Covid, avevo deciso di proseguire con il secondo ma ricordavo troppo poco del precedente, così, invece di iniziare una nuova serie ho deciso di fare un refresh!
Aurora Scalviati è una profiler della polizia che viene trasferita da Torino ad un paesino dell'Emilia Romagna. Cos'è un profiler? E' un professionista che cerca di definire dei profili psicologici e non solo di un determinato criminale, senza conoscerlo, basandosi sui comportamenti e strategie presunte che si estrapolano dalle scene dei crimini.
Come si potrà ben immaginare Aurora non è un personaggio semplice, ha un passato molto ingombrante sulle spalle e questo passato le ha lasciato i segni nel cuore e nella mente: ha perso il partner in una sparatoria e conserva ancora oggi un pezzetto della pallottola in un luogo che mai potrà scordare, il suo cranio. Aurora combatte quotidianamente per il suo lavoro che ama follemente. Combatte contro gli uomini che tanto per cambiare vorrebbero predominare, combatte contro una mente che fa brutti scherzi a causa di crisi dovute ad un bipolarismo nato dopo l'ingresso del corpo estraneo in testa, combatte per poter fare il suo mestiere senza rischiare continuamente di essere segregata in un ufficio a causa di un evento passato che sembra non lasciarla mai in pace. 

Ma è arrivato un presunto killer e la vittima è una donna trovata in una posizione raccapricciante, chiodi conficcati nel corpo e una scritta sul muro. Il marito della donna non si trova e la figlia è sparita: è stata molto probabilmente rapita. La Scalviati non ha alcun dubbio, si tratta di un killer seriale, probabilmente ha già ucciso e ci saranno altre vittime se non riescono a fermarlo. Purtroppo però non vogliono ascoltarla, quindi dovrà agire per vie traverse e fidarsi di qualcuno, ancora una volta. 

Questo libro l'ho letto la prima volta senza chissà quale pretesa, volevo essere intrattenuta in maniera semplice. Diciamo che le mie aspettative sono state disattese poiché la trama è tutto tranne che semplice, le descrizioni sono articolate e precise, ci sono flashback e digressioni, i colpi di scena non mancano e riescono sempre a sorprendere il lettore che non vede l'ora di arrivare alla fine per risolvere questo grande punto interrogativo. La protagonista è una donna forte, anche se quando chiude la porta di casa escono le debolezze di ogni essere umano che ha sofferto. E' determinata e sa di essere brava: una donna disposta a tutto se sa di avere ragione. 

Un libro che ho già consigliato a molti, è il primo di una serie e si legge che è un piacere. Siete pronti a conoscere un'altra donna ruvida che nonostante la sua poca affabilità ruberà il vostro cuore? 

Adesso però andiamo a vedere cosa hanno scelto le mie compagne di avventura! Correte sui loro blog. 

Recensione di Baba #21 - Delitti a Fleat House di Lucinda Riley

www.desperatebookswife.it

Il libro
Delitti a Fleat House di Lucinda Riley
Editore: Giunti| Pagine: 496| Pubblicazione: 2022| Prezzo 19,80€| Trama:Qui
Genere: giallo
Notizie sull'autrice
(1966 - 2021) è nata in Irlanda, ha iniziato la sua carriera come attrice per il cinema, il teatro e la tv, e ha pubblicato il suo primo libro a 24 anni. È un’ autrice bestseller del New York Times e del Sunday Times, i suoi romanzi hanno venduto oltre 30 milioni di copie e sono tradotti in 39 Paesi. Per Giunti sono usciti con enorme successo: Il giardino degli incontri segreti (2012), La luce alla finestra (2013), Il segreto della bambina sulla scogliera (2013), Il profumo della rosa di mezzanotte (2014), L’ angelo di Marchmont Hall (2015), Il segreto di Helena (2016), La ragazza italiana (2017), La lettera d’amore (2018), La stanza delle farfalle (2019) e i sette volumi di una saga che diventerà presto una serie televisiva, Le Sette Sorelle (2015), Ally nella tempesta (2016), La ragazza nell’ombra (2017), La ragazza delle perle (2018), La ragazza della luna (2019), La ragazza del sole (2020) e La sorella perduta (2021)
Recensione di Baba
e 1/2


Buongiorno cari lettori, vi spero bene! 
Oggi vi parlerò di un altro libro che ho comprato e iniziato subito a leggere. Mamma mia come cambiano le cose...tempo addietro sarebbe stato impensabile iniziare un romanzo appena portato a casa, invece adesso mi accade abbastanza spesso: è proprio vero che...mai dire mai nella vita! 
Perché ho comprato Delitti a Fleat House? Non lo so, passavo dalla libreria per acquistare un regalo di compleanno per un amichetta di mia figlia e mi sono imbattuta in questa copertina invitante. "Caspita ma che libro ha scritto la Riley? sarà un riedizione di un vecchio romanzo?". E invece no, è stato pubblicato postumo e rieditato leggermente dal figlio dato che questa storia la nostra Lucinda l'aveva scritta veramente tanti, tanti anni fa e lasciata in un cassetto in attesa di tempi migliori. Forse voi ricorderete il mio rapporto di amore/antipatia verso i romanzi delle sette sorelle: ne ho letti quattro e se da un parte ho la curiosità di finire la serie, dall'altra provo antipatia per dei libri con la stessa struttura che si ripete. Comunque questa donna è stata geniale perché è diventata popolare e ha fatto appassionare milioni di lettori in tutto il mondo! 
Per tornare a noi mi sono chiesta se un giallo potesse essere nelle sue corde (Bianchini docet) e ho deciso di buttarmici a capofitto. Il risultato?

C'è un Collegio esclusivo in una parte remota dell'Inghilterra, più precisamente denominata Norfolk, che ha riscontrato qualche problema: uno studente dell'ultimo anno è stato ritrovato senza vita nella sua stanza dopo una presunta reazione allergica ad un farmaco. Si tratta del bullo della scuola, figlio di persone importanti che hanno sempre difeso il pargolo come se in vita fosse stato un pulcino indifeso. A fare chiarezza sulle circostanze della morte di Charlie Cavendish (è così che si chiamava il ragazzo), l'ispettrice Jazz Hunter, donna dal passato complicato che ha deciso di trasferirsi in questa sperduta regione dopo il divorzio sicuramente doloroso. Se in una fase iniziale delle indagini l'ipotesi di un incidente avrebbe anche potuto essere credibile...quando viene ritrovato il cadavere di un docente ( a casa propria) e un altro studente (quello bullizzato) sparisce nel nulla, la prima ipotesi appunto cade nel vuoto. 

Ho adorato questo romanzo perché la scrittura della Riley mi ha messo a mio agio, facendomi subito entrare nella storia e mettendomi quella curiosità che mi rendeva difficile la chiusura del "tomone". Nonostante io non ami le descrizioni minuziose e troppo particolareggiate questo libro mi ha sempre tenuta attiva e sul pezzo, facendomi fare congetture e permettendomi di imprecare senza remore contro questo o quello (compresa la protagonista alla quale non ho fatto sconti). L'autrice ha infilato diversi intrighi anche complessi da gestire e ho avuto più volte paura che poi non venissero trattati adeguatamente mentre invece...perché non hai fatto la giallista Lucinda? 

Se devo trovare una pecca, beh sono i personaggi troppo numerosi e a volte (a mio avviso) senza un posto nel mondo. Ad esempio i signor preside: perché questa figura? Perché esiste poi la segretaria del preside? Cioè sì, ma fin dall'inizio mi hanno messo confusione addosso che spesso ho portato avanti nel tempo confondendo questo e quello. 

All'inizio non sono riuscita ad empatizzare con la protagonista, non mi dava emozioni e non capivo se mi sarebbe piaciuta o meno, andando avanti ho capito che Jazz è paragonabile ad un motore Diesel: lenta da comprendere ma con tanto da dare. Il figlio nella nota introduttiva ha scritto che questa protagonista avrebbe meritato una serie tutta sua...chissà se manderà avanti questo progetto appena iniziato e forse nato per concludersi ma chissà, l'ho scritto all'inizio di questo post, mai dire mai! 

Vi consiglio questa lettura? Assolutamente sì, è godibile, scritta minuziosamente e curata, il giallo sta in piedi e non è facilmente preventivabile. Per chi ama le storie ingarbugliate e le atmosfere un po' cupe e impolverate. E comunque mi è venuta voglia di visitare questo posto che tra l'altro è dove il figlio di Lucinda ha trascorso parte dell'infanzia. 

Recensione di Baba #17 - Un bacio con gli occhi di Virginia Bramati


Il libro
Un bacio con gli occhi di Virginia Bramati
Editore: Giunti| Pagine: 282| Pubblicazione: 2022| Prezzo 15,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Virginia Bramati vive e lavora a Milano. Ha cominciato a scrivere per sé e per le sue sorelle, giungendo all’esordio nel 2014, con Tutta colpa della neve (e anche un po’ di New York). Da allora è seguita da una community sempre più vasta di affezionate lettrici e ha pubblicato Meno cinque alla felicità, E se fosse un segreto?, Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato), Cercasi amore vista lago, Quello che ancora non sai di me e Un bacio con gli occhi. I suoi romanzi sono tradotti in diversi Paesi.

Recensione di Baba


Ecco che un altro libro di Virginia Bramati arriva a casa mia: un romanzo dalla copertina stupenda e dal titolo che ti fa capire tutto. Un bacio con gli occhi. Quante volte avete dato o ricevuto un bacio così? È bellissimo, soprattutto riceverlo. Ahhhhh mi vengono gli occhi a cuore che non ho. Mannaggia a te Virginia, io non sono romantica, ah ah ah non mi trasformare eh.
Dunque, torniamo seri e addentriamoci in questa storia.
Periodo: il Covid-19 la fa da padrone, infatti il tutto si svolge durante il periodo della pandemia nell'arco di poco più di un anno.
Ambientazione: Milano, la città della Madonnina è il centro operativo, per l'esattezza l'ospedale. Eh sì perché gran parte di "un bacio con gli occhi" è ambientato nel reparto di ematologia all'interno di una struttura ospedaliera universitaria.
Personaggi: Agata Molteni e Edoardo Ruggeri sono i protagonisti che alternano capitolo dopo capitolo il loro punto di vista. Lei è una specializzanda al primo anno e lui è il medico strutturato che deve seguire gli studenti e passar loro tutto il suo sapere. Ma c'è anche Giulia, la coinquilina pugliese che coincide l'appartamento con Agata e Enrico, lo specializzando con cui la protagonista farà amicizia.
Trama: all'interno di queste pagine troviamo un po' di tutto, da ciò che non vorremmo ricordare come l'impossibilità di avere contatti fisici con le persone accanto a noi, al lockdown, all'Italia divisa in zone colorate camuffata da semaforo, alla vita del personale sanitario, all'amore che sboccia nonostante tutto. La Bramati ha scritto un pezzo della vita nel momento più critico che l'Italia ha vissuto negli ultimi tempi.
Emozioni e pensieri: se da una parte non mi ha fatto troppo piacere tornare indietro, ricordare le code per entrare in un negozio a comprare qualcosa da mangiare, l'ansia di essere fermati dai carabinieri, la paura di farsi male e di dover andare all'ospedale ( diciamocelo chiaro, l'ospedale lo abbiamo immaginato come un luogo infernale popolato da mostri pronti a ucciderci, l'ospedale era il luogo meno sicuro dove poter finire, cioè meglio cucirsi una ferita da soli in perfetto stile Rambo che andare a farsi infettare e correre il rischio di non uscire più), ecco dicevo, se da una parte non ero proprio felice di ripassare quella lezione lì, dall'altra ero curiosa di sapere come la mia cara Virginia avesse scritto il tutto. Ha messo sul mercato una storia a mio avviso importante, scrivendo con la delicatezza che la contraddistingue di un periodo buio ma facendolo in maniera non opprimente. A noi che lo abbiamo vissuto basta leggere perché il nostro cervello elabori le immagini e le sensazioni. Non c'è stato bisogno di calcare la mano, non sarebbe comunque da Lei. Nel bel mezzo di questa tempesta di meteoriti ha inserito un bacio con gli occhi, che chissà se riuscirà a passare di livello e concretizzarsi!
Una storia storia che quando la cominci...vuoi finirla, anche se ipotizzi parte dell'epilogo, anche se non vorresti rileggere di un periodo triste che tutti speriamo esserci lasciati alle spalle. Virginia ha inserito l'amore in tempo di pandemia per donare speranza. Ecco io faccio fatica a immaginarlo un amore così in un periodo così, ma è la speranza che deve regnare e cosa meglio di un sentimento come quello la può fare rinascere?
L'autrice ha scritto un romanzo al di fuori delle "ragazze di Verate" e lo ha impostato diversamente. Se solitamente era la leggerezza a farla da padrona e all'interno veniva trattato un argomento attuale e rilevante...questa volta è un po' il contrario, c'è tutta una serie di elementi tosti su cui si poggia la storia e all'interno troviamo un elemento leggero.
Lo avete letto? Cosa ne pensate? Vi ho incuriosito un po'?

Recensione di Baba #11 - Un tuffo al cuore di V. Bramati

 


Il libro
Un tuffo al cuore di Virginia Bramati
Editore: Giunti| Pagine: 32| Pubblicazione: 2018| Prezzo 0,0€| Trama:Qui
Genere: racconto romantico
Notizie sull'autrice
Virgina Bramati vive e lavora a Milano. Ha esordito in rete, con un ebook che si è presto trasformato anche in un libro di carta: Tutta colpa della neve (e anche un po' di New York) (Mondadori 2014) poi seguito da Meno cinque alla felicità e E se fosse un segreto?. Tutti i suoi romanzi ruotano intorno al piccolo, verdeggiante borgo di Verate, in Brianza: un luogo immaginario eppure più che mai verosimile, destinato a diventare per le sue protagoniste un vero luogo del cuore.
Recensione di Baba
e mezzo


Buongiorno lettori come state? Procede alla grande questo aprile quasi giunto al termine? Io studio abbastanza, leggo un po' poco e cerco di non guardare troppo avanti, insomma vivo giorno per giorno. Oggi sono qui a parlarvi di un racconto scaricabile gratuitamente da Amazon scritto circa quattro anni fa e che ci porta direttamente nella vita di Bianca, architetto che diventa agente immobiliare per necessità. Questo racconto precede "Cercasi amore vista lago" dove sono narrate le avventure della giovane donna citata pochi attimi appena. Credo che la cara Virginia abbia usato un ottimo metodo per farsi conoscere dai lettori, scrivere un breve racconto accattivante per far scoprire il suo stile, buttare in pentola quel giusto pizzico di curiosità e infine mescolare un pochino. Il lettore è pronto: felice di aver letto qualcosa gratuitamente non vede l'ora di scoprire chi sia questa tizia che si è fatta convincere a tuffarsi in acqua dolce e tornare a casa fradicia sapendo di dover passare in mezzo ad un luogo affollato! E chi incontrerà? Un bell'ingegnere che non osa guardarla negli occhi ma cerca di metterla in imbarazzo in tutti i modi parlandole di lavoro in un momento non del tutto appropriato. 
Non posso dirvi altro, anzi ho scritto fin troppo. 
Adatto a tutti coloro che non conoscono l'autrice in questione e vorrebbero farsene un'idea senza impegno (ripeto, è gratis) oppure per chi la conosce già ma non sa se comprare o meno Cercasi amore vista lago. E' corto corto eh...sono segnate trentacinque pagine perché c'è l'incipit del romanzo vero e proprio! 
Se avete voglia di leggere tutti i romanzi autoconclusivi in ordine di pubblicazione, quindi di apparizione in scena delle varie fanciulle, dovete seguire questa scaletta:
Tutta colpa della neve e anche un po' di New York
Meno cinque alla felicità
E se fosse un segreto
Il dritto e il rovescio del cuore (racconto)
Tutta colpa della mia impazienza e di un fiore appena sbocciato
Un tuffo al cuore (racconto)
Vi lascio QUI la recensione del romanzo a cui è ispirato questo racconto.

COLGO L'OCCASIONE PER DIRVI CHE...IL 6 APRILE è USCITO L'ULTIMO ROMANZO DI QUESTA FANTASTICA SCRITTRICE "UN BACIO CON GLI OCCHI" ACQUISTABILE QUI

Recensione - La ragazza delle Perle di L. Riley

Desperate Bookswife

Il libro
La ragazza delle perle - le sette sorelle #4 -   di Lucinda Riley
Editore: Giunti| Pagine: 656| Pubblicazione: 2016| Prezzo 11,40€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice

Lucinda Riley
(1966 - 2021) è nata in Irlanda, ha iniziato la sua carriera come attrice per il cinema, il teatro e la tv, e ha pubblicato il suo primo libro a 24 anni. È un’ autrice bestseller del New York Times e del Sunday Times, i suoi romanzi hanno venduto oltre 30 milioni di copie e sono tradotti in 39 Paesi. Per Giunti sono usciti con enorme successo: Il giardino degli incontri segreti (2012), La luce alla finestra (2013), Il segreto della bambina sulla scogliera (2013), Il profumo della rosa di mezzanotte (2014), L’ angelo di Marchmont Hall (2015), Il segreto di Helena (2016), La ragazza italiana (2017), La lettera d’amore (2018), La stanza delle farfalle (2019) e i sette volumi di una saga che diventerà presto una serie televisiva, Le Sette Sorelle (2015), Ally nella tempesta (2016), La ragazza nell’ombra (2017), La ragazza delle perle (2018), La ragazza della luna (2019), La ragazza del sole (2020) e La sorella perduta (2021).
Per saperne di più su Lucinda Riley e i suoi libri visitate http://it.lucindariley.co.uk/
 Recensione

STORIA DELLA MIA COPIA

C'era una volta una Desperate Bookswife accumulatrice, una di quelle lettrici che prima ancora di aver letto il primo volume di una serie la comprano quasi tutta perchè "bisogna averla" e nel caso non piaccia...mannaggia mangiarsi le mani per i soldi spesi. Ecco sì, questa sono io! Ancora oggi... Questo volume lo comprai in edicola qualche anno fa, uscì con un giornale. Vuoi mica non prendere tutti i libretti per avere la collezione uguale? Eh no! Ecco quindi la storia della mia copia.

IL MIO COMMENTO

Siamo arrivati al quarto capitolo di questa particolare serie che ci ha permesso, romanzo dopo romanzo, di conoscere le sorelle D’Aplièse, figlie adottive del misterioso Pa' Salt, uomo d'affari svizzero che ha girato il mondo e durante i suoi viaggi ha portato a casa delle bambine senza famiglia, dando loro i nomi delle costellazioni. Questo libro è dedicato a CeCe, la sorella sempre in coppia Star la timida, la sorella che agli occhi delle altre assume un ruolo quasi di guida e a volte di morbosità nei confronti della fragile sorella così poco incline ad esprimere la sua opinione. Dopo il termine di "La ragazza nell'ombra" scopriamo una CeCe diversa, spaesata, non pronta a spiccare il volo e quasi non ci sembra possibile che si tratti di quella sorella lì. La ragazza che mai si è sentita giusta in un posto decide di partire per l'Australia facendo tappa in Tailandia, dove conoscerà Ace, uomo ricco ed enigmatico che la ospiterà e la aiuterà a prendere la decisione di fare chiarezza riguardo le sue origini. Non appena giunta nella terra rossa patria dei canguri, CeCe grazie all'aiuto di diverse persone disponibili conosciute per caso riesce a ripercorrere la storia delle sue origini e leggerà un libro su Kitty McBride, antenata eccezionale dalla storia appassionante. 

Ancora una volta Lucinda ha alternato il presente al passato, presentando al lettore due storie differenti e questa volta...appassionanti. Eh sì, non mi sentirete lamentarmi troppo perché mi sono divertita e ho letto con gusto pagina dopo pagina, anche se...ho trovato un po' poco realistico il fatto che CeCe trovasse persone buone carine e disponibili in ogni angolo della terra! 

Cosa dire sui personaggi? Sono rimasta colpita dall'evoluzione di Star, sul suo percorso personale e la lotta per l'indipendenza emotiva. Per quanto riguarda "gli antenati" sono uno più affascinante dell'altro: la storia di Kitty, le sue origini, il suo matrimonio pazzesco, la bontà di questa donna verso i bisognosi, la sua lotta contro la discriminazione dei "mezzosangue", la sua lealtà, insomma un personaggio davvero pazzesco, dal principio alla fine. 

E l'ambientazione? Ebbene sì, io sono di parte, quindi aver letto questo libro in estate e immaginare le spiagge tailandesi, le bibite bevute al tramonto scrutando un panorama mozzafiato, la scoperta dell'Australia, dura eppure così affascinante...insomma anche l'ambientazione è ok. 

Lo stile? Indubbiamente la Riley scrive i suoi romanzi in maniera scorrevole e colloquiale, sono adatti a tutti, quindi sia a chi ama una scrittura non troppo impegnativa e sia a chi desidera staccare la spina tra un libro più impegnativo e un altro. Magari non sentirete i profumi e non vedrete i colori che è in grado di mostrarvi qualche altro autore, ma intrattiene il giusto. 

Un romanzo onesto, due storie interessanti per chi desidera un po' di avventura, ma sopratutto per chi ama scoprire storie di vita. Fino ad oggi questo è quello che più ho amato della Riley. Sì, ho cambiato idea. Se fino ad oggi sono andata avanti a leggere perché mi sono imposta di terminare la serie, oggi vi scrivo che proseguo con una certa curiosità. 

Lettori intorno al mondo - Europa - tra l'Egeo e il nord Europa alla scoperta della musica

 LIBRO DAL QUALE HO PRESO ISPIRAZIONE PER QUESTA RUBRICA: ALLY NELLA TEMPESTA DI LUCINDA RILEY - SECONDO VOLUME DELLA SAGA "LE SETTE SORELLE" EDITO DA GIUNTI. 

Buongiorno lettori, eccoci arrivati ad un altro immancabile appuntamento dedicato ai libri e ai viaggi. come ormai sapete a Febbraio si gira per l'Europa. Nadia ci ha portato in Svezia e potete trovare il suo post proprio QUI, Marina ha fatto la valigia e ha preso un aereo per la Gran Bretagna e trovate il suo diario di viaggio QUI, Viviana è partita per l'Irlanda QUI

Oggi tocca a me e io ho deciso di far finta di lavorare in un'agenzia di viaggi, ho immaginato un potenziale cliente abbastanza esigente con delle richieste un po' particolari. Giovanni e Lara sono una coppia di ferro, stanno insieme da una ventina d'anni, sono appassionati lettori e entrambi suonano il pianoforte. Si sono conosciuti al conservatorio e adesso vogliono fare un viaggio assurdo: entrambi hanno letto il romanzo "Ally nella tempesta" e vorrebbero ripercorrere le orme dei protagonisti. A me tocca creargli un pacchetto! Siete curiosi?

Anche se andrò a ritroso rispetto al libro, ho deciso di far partire i miei clienti immaginari dal nord. Andremo in Norvegia, in Germania e poi termineremo la vacanza con il sedere a mollo sorseggiando buon vino. 

Da Milano si prende un aereo e si atterra a Oslo, capitale della Norvegia, una volta chiamata Christiania (La città ha come nome originario Oslo. Nel Medioevo la città era situata nella costa est della baia di Bjørvikas Dopo un incendio drammatico, occorso nel 1624, il re danese Cristiano IV decise di ricostruire la città nella zona dell'Akershus, rinominandola Christiania. Dal 1877 il nome della città venne scritto Kristiania. Nel 1925 la città riacquisì il suo mone originario, Oslo. - Fonte www.visitoslo.com) 

La prima cosa che andremo a "visitare" sarà il Christiania Theater, Christiania, o Kristiania teatro, era il miglior palcoscenico norvegese per il dramma parlato dal 4 ottobre 1836 (data di apertura) al 1 ° settembre, 1899. Si trovava a Bankplassen dalla Fortezza di Akershus , nel centro di Christiania , in Norvegia.

Nel romanzo della Riley questo luogo ha visto Anna alle prese con il suo primo ruolo di cantante fantasma, infatti "prestava" la voce all'attrice protagonista del Peer Gynt, poema drammatico in cinque atti del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, scritto nel 1867 e rappresentato per la prima volta a Oslo il 24 febbraio 1876, con le musiche di scena di Edvard Grieg. 

E 'stato il primo teatro pubblico duratura in Norvegia e la fase nazionale di Norvegia e di Oslo nel corso del 19 ° secolo. Oggi è un albergo a quattro stelle, L'Hotel Christiania Teater si trova a 300 metri dalla stazione della metropolitana Nationaltheatret e da altri collegamenti ferroviari suburbani, a circa 2 minuti di cammino da alcune fermate degli autobus e dei tram, e di fronte alla Galleria Nazionale di Oslo e al Teatro Nazionale.

Christiania Teater - Fonte Google

Dopo una notte di lusso immersi nella bellezza storica e culturale di questo luogo non posso non mandare la mia coppia al teatro Nazionale, inaugurato nel 1899 a Oslo ed è il più grande teatro di prosa norvegese. Grazie alle rappresentazione di classici – in particolare dei lavori di Henrik Ibsen - è assurto a notorietà internazionale. 


Teatro Nazionale -Fonte Google

Visto il tipo di vacanza, dopo aver visitato il teatro antico, è d'obbligo una serata al Teatro dell'Opera e del Balletto, una costruzione moderna situata su un fiordo e che regala una vista spettacolare. E' la sede del Norwegian National Opera and Ballet, è situato nel quartiere Bjørvika nel centro della città, sulla punta del fiordo di Oslo. La vista di questa costruzione ci appare moderna, bianca e ricca di vetrate, una rampa permette l'accesso al tetto che rende possibile la vista di uno scorcio indimenticabile. L'interno invece è stato rivestito di legno di quercia, la forma a ferro di cavallo ricorda i teatri classici e le sale sono tre: insomma l'offerta non manca. Anche il tetto viene utilizzato per alcuni concerti.

Teatro dell'Opera - Fonte VisitOslo.com


Dopo questa full immersion in edifici di interesse storico e culturale propongo una tappa a Heddal, una cittadina situata nel Telemark norvegese famosa per la sua chiesa interamente in legno ancora in ottime condizioni, la Stavkirke di Heddal. Oltre ad essere una delle più belle della Norvegia, è anche la più grande ed è stata costruita più o meno nel 1242 d.c. L'ingresso è a pagamento, ma ne varrà assolutamente la pena. Proprio in questo paese, oggi chiamato Notodden, Anna viveva insieme alla sua famiglia prima di partire per la città per studiare canto presso il suo mentore. 

Stavkirke di Heddal- fonte QUI

Terminiamo il piccolo tour della Norvegia meridionale a Bergen, città natale del grande compositore Edvard Grieg, dove Anna vive l'ultima parte della sua vita, luogo che finalmente l'ha resa famosa grazie all'influenza di Grieg stesso che ha permesso che la cantante venisse conosciuta anche al di fuori dei confini norvegesi. Bergen è una città situata sulla costa sud-ovest della Norvegia. È circondata da montagne e fiordi, tra cui il Sognefjord, il più lungo e profondo di tutto il Paese. E' la seconda città più grande del Paese e viene chiamata la Capitale dei Fiordi. Qui c'è il Museo Edvard Grieg di Troldhaugen, Troldhaugen è l'ex abitazione del compositore norvegese Edvard Grieg e sua moglie Nina Grieg. Troldhaugen si trova a Bergen,  e comprende il Museo Edvard Grieg, la villa di Grieg, la capanna dove componeva la musica e la tomba sua e di sua moglie.


Vista sulla Grieg's house - fonte Wikipedia

Dopo aver fatto la "fatica" di arrivare in questa città, che nonostante le dimensioni mantiene un carattere più provinciale (nel senso buono del termine), bisogna visitare il quartiere del porto, Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, è la testimonianza dell'importanza di questo luogo nei tempi passati, quando Bergen era al centro del commercio europeo. Oggi ci sono costruzioni caratteristiche, un museo e diversi luoghi di aggregazione. 


Fonte Qui


Proprio da questo luogo i miei viaggiatori prenderanno un aereo e si dirigeranno in un posto decisamente più caldo: Le Isole Cicladi. Dovete sapere che Ally, all'interno del romanzo, è una skipper eccezionale e proprio al principio è impegnata in una regata famosa. Come non terminare una vacanza fresca e culturale con un po' sano relax? Le isole sono tante, i paesaggi mozzafiato, il mare non ha nulla da invidiare a nessuno e il cibo è invitante. Vi devo ancora convincere? 
Anafi
Non possiamo tralasciare Anafi, un'isola greca appartenente all'arcipelago delle Cicladi di 294 abitanti. Insieme ad un'altra isoletta forma un omonimo comune appartenente alla regione dell'Egeo Meridionale. L'isola si trova nell'Egeo sud-orientale, a est dell'isola di Santorini. Nel romanzo della Riley questo posto veniva chiamato da Ally e Theo "Altrove".
Per fortuna questo posto gode di ritmi lenti, quasi fuori dal mondo. La tranquillità è garantita, la qualità anche: oltre al mare cristallino per fare snorkeling o semplici nuotate si possono organizzare trekking alla ricerca di tipiche case rurali e romantiche chiesette a ridosso del mare.


Cosa ne dite? Saranno soddisfatti i miei "clienti"? Di cose da scrivere ne avrei avute ancora molte ma questo post è diventato troppo lungo e ho cercato di fare di tutto per proporvi un viaggio interessante e che ripercorresse i luoghi citati all'interno del romanzo che ho letto per questa rubrica. Purtroppo però l'ambientazione non è delle migliori, anzi proprio scarseggia: a parte la citazione di qualche luogo non mi sono minimamente immersa nei luoghi, non visto nulla grazie agli occhi dell'autrice e se devo essere sincera, le vicissitudini avrebbero potuto svolgersi in Norvegia, in Brasile o a Roma, non ci sarebbe stata differenza. Se non avessi dovuto scrivere un pezzo per oggi non avrei approfondito l'argomento perchè non sarei stata stimolata a farlo. Forse questo non è il punto forte della cara Lucinda, nota scrittrice irlandese, famosa per la saga delle sette sorelle. L'unica cosa che posso dirvi è che i luoghi di cui vi ho parlato (o almeno i nomi) sono stati la casa dei personaggi, la parte storica del romanzo è molto incentrata sulla musica e sul compositore Edvard Grieg, quindi ho deciso per un giro di musei e teatri. Spero abbiate apprezzato. Ci leggiamo la prossima settimana sul blog di Daniela :-) 
Ally Nella Tempesta - Foto di Desperate Bookswife

Recensione - Ogni giorno ha il suo male di Antonio Fusco

 


Il libro
Ogni giorno ha il suo male   di Antonio Fusco
Editore: Giunti| Pagine: 240| Pubblicazione: 2014| Prezzo 8,90€| Trama:Qui
Genere: giallo
Notizie sull'autore
Antonio Fusco è nato nel 1964 a Napoli. Laureato in Giurisprudenza e Scienze delle pubbliche amministrazioni, è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense. Ha lavorato a Roma e a Napoli. Dal 2000 vive in Toscana, dove si occupa di indagini di polizia giudiziaria.
Per Giunti sono usciti con grande successo:
"Ogni giorno ha il suo male" (2014, Premio Scrittore Toscano, Premio Garfagnana in Giallo, Premio Apoxiomeno);
"La pietà dell’acqua" (2015, Premio Mariano Romiti, Best 2015 nella classifica di iTunes, Premio Furio Innocenti, Trofeo Rinaldo Scheda);
"Il metodo della fenice" (2016, Best 2016 nella classifica di iTunes).
"Le vite parallele" (finalista al Premio SalerNoir 2018 finalista con Menzione Speciale al Premio Prunola 2018).
Recensione
e mezzo

STORIA DELLA MIA COPIA
Come si comprende dalla fotografia, la mia è una raccolta di tre romanzi, acquistata da Libraccio qualche anno fa. Ne avevo sentito parlare bene, ma come spesso accade ho aspettato che passasse "il momento caldo" e che le altre blogger si soffermassero su di un altro autore. Ancora una volta ho lasciato maturare il romanzo, aspettando il momento giusto per me :-) 
COSA NE PENSO 
Ammetto di non aver avuto aspettative, nel senso che ho sperato che il giallo fosse avvincente e che lo stile scorresse. Mi sarei accontentata di una storiella carina e leggibile. In quel momento ero anche disposta a non innamorarmi. Avevo appena terminato Costantini e prima ancora il romanzo meraviglioso della Cereda, così mi sarei accontentata di qualcosa di "-ino". Mica si può sempre avere la fortuna di leggere libri stupendi! 

E niente, è proprio vero che quando l'amore non lo cerchi...lui arriva, senza se e senza ma, ti travolge e ti lascia un po' stordita. E io non ero pronta. 
Con questo non voglio sminuire le capacità potenziali di un autore, semplicemente non avendo mai letto niente di suo avevo deciso di non farmi illusioni per non rimanere eventualmente delusa. 
Invece no, arriva Tommaso Casabona e mi travolge con il suo non fascino da poliziotto consumato e dall'ingegno acuto; arriva Tommaso Casabona e mi accompagna in un potenziale paesino della Toscana, presumo in provincia di Pistoia, che tanto amo perchè la mia seconda vita è proprio tra quelle colline lì.
La squadra mobile è alla ricerca di un serial killer, una serie di delitti commessi con una certa atrocità scuotono un paesino di provincia che solitamente vede le pettegole parlottare di tradimenti presunti o gossip momentanei. 
La faccenda ha dimensioni importanti, il ricercato sembra tutto tranne che stupido e il team deve essere unito e non commettere errori per non cadere in eventuali trappole o fare pessime figure con la stampa. 

Inizio con il dire che la parte investigativa mi ha letteralmente rapita, una serie di crimini ha sempre tenuto sveglia la mia attenzione e i personaggi hanno saputo muoversi molto bene, destreggiandosi tra i vari inconvenienti che nella vita di tutti i giorni capitano. 
Fusco ha costruito un commissario credibile, umano, che si fa amare dal suo pubblico di lettori perché è vero, imperfetto e con una vita colma di difetti come quella della maggior parte delle persone. 
C'è spazio per la narrazione della sua vita privata e questo fidelizza il lettore che in futuro vuole sapere cosa accadrà a Tommaso uomo, non solo poliziotto
L'autore ha la capacità di trasmettere le emozioni di tutti i personaggi che si incontrano, anche quelli secondari e in poche righe, oltre ad avere una descrizione fisica accurata, conosceremo i pensieri e i modi di fare del nuovo arrivato. Questo rende "facile" la lettura proprio perchè si riesce ad entrare bene nella storia. 

Mi sono emozionata, mi sono appassionata e ho cercato di fare delle ipotesi entrando nella parte, ho voluto bene ad alcuni personaggi, ne ho detestati altri (Cristina Belisario mi dispiace non fai per me), alla fine mi sono emozionata e ho avuto paura. Ho anche esultato per come è andata a finire - Lo so, non si fa, ma quando ci vuole ci vuole e chi ha letto può capire di cosa parlo -. 
Speravo di imbattermi in un romanzo carino e invece ho trovato sostanza. Sono felice perché ho davanti a me parecchi libri di questa fortunata serie e sono certa che Tommaso saprà stupirmi, farmi incazzare, ma anche farmi aguzzare l'ingegno. Vi farò sapere come andranno le prossime puntate, i prossimi due li ho già all'interno dello stesso volume! 

Recensione - Quello che ancora non sai di me di Virginia Bramati


Il libro
Quello che ancora non sai di me di Virginia Bramati
Editore: Giunti| Pagine: 294| Pubblicazione:24/06/2020 | Prezzo 14,90€| Trama Qui
Genere: narrativa italiana
Notizie sull'autrice
Virgina Bramati vive e lavora a Milano. Ha esordito in rete, con un ebook che si è presto trasformato anche in un libro di carta: Tutta colpa della neve (e anche un po' di New York) (Mondadori 2014) poi seguito da Meno cinque alla felicità e E se fosse un segreto?. Tutti i suoi romanzi ruotano intorno al piccolo, verdeggiante borgo di Verate, in Brianza: un luogo immaginario eppure più che mai verosimile, destinato a diventare per le sue protagoniste un vero luogo del cuore. 
Recensione 
e mezzo

Questa è la storia di Caterina, giovane insegnante di lettere, calabrese, promessa sposa, che decide di prendere una cattedra a Desenzano (Brescia), per scelta. 
Ma è anche la storia di Luca, avvocato milanese che gestisce sul lago di Garda una casa-famiglia all'interno di una villa magnifica.
E poi c'è Carla, parrucchiera da trent'anni, amante della letteratura ma con il dono dell'empatia, all'interno del suo salone vende trattamenti ma regala felicità. 
Un romanzo all'interno del quale si trovano tre punti di vista che vanno a formare una storia dolce, attuale ma leggermente amara a causa di alcuni temi toccati dall'autrice. 
Per quest'ultimo libro Virginia Bramati sceglie una location diversa, nessuna Verate per noi lettori, ma per i suoi follower una magnifica sorpresa: la Villa sul lago la farà da padrone, appariranno Bianca e Andrea, Ersilia avrà un piccolo ruolo! Insomma, nonostante "Quello che ancora non sai di me" possa leggersi autonomamente, per quelli che non perdono un colpo sarà tenero ritrovarsi in posti conosciuti. Questa infatti è una caratteristica dell'autrice, scrive storie che si concludono e possono essere lette in qualsiasi ordine, ma per chi ha iniziato a seguirla fin dall'inizio c'è sempre una piccola sorpresa, molto simile ad una carezza, un "bentornato a casa, ti aspettavamo"

Inizio con il dire che questo libro è spassoso, i personaggi secondari sono delle vere e proprie macchiette, ma credibili. C'è la mamma di Caterina (Nuzza per i parenti), che prepara i pacchi da portare su, pieni di ogni prelibatezza, preoccupata che la figlia possa sciuparsi, al nord. 
C'è l'assistente sociale, la Mandelli, che sembra un cerbero, ma durante le 294 pagine tira fuori diversi conigli dal cappello.

Procedo con il sottolineare che questo libro è romantico, perchè una storia d'amore c'è! Tutte le persone che cercano un po' di emozioni tenere non verranno deluse, il cuore batterà e si farà anche il tifo. Si possono addirittura creare dei team. 

Se vi dicessi che all'interno di una casa-famiglia per adolescenti si vivono diversi tipi di situazioni ci credereste? Ovvio. E se vi comunicassi che la Bramati è riuscita a farmi stringere lo stomaco in diverse situazioni? Questo romanzo è attuale e affronta dei disagi, con delicatezza e senza calcare la mano. Chi vuole cogliere lo fa, altrimenti si gode la storia senza necessariamente porsi troppe domande. 

Questa è un'autrice in continua crescita, una donna che ama quello che fa, una scrittrice che come Carla la parrucchiera regala un po' relax ma anche il buon umore, scrivendo di personaggi che restano impressi, ognuno dei quali deve affrontare le difficoltà della vita ma non per questo smettono di sognare e di sperare. 

Se avete voglia di leggere tutti i romanzi autoconclusivi in ordine di pubblicazione, quindi di apparizione in scena delle varie fanciulle, dovete seguire questa scaletta:
Tutta colpa della neve e anche un po' di New York
Meno cinque alla felicità
E se fosse un segreto
Il dritto e il rovescio del cuore (racconto)
Tutta colpa della mia impazienza e di un fiore appena sbocciato
Un tuffo al cuore (racconto)
Cercasi amore vista lago
- Quello che ancora non sai di me

E voi? Conoscete l'autrice? Quanti libri avete letto? Aspetto i vostri pareri, ma sopratutto andate a comprare questo libro. 



Recensione - Le sette sorelle di Lucinda Riley



Il libro
Le sette sorelle   di Lucinda Riley
Editore: Giunti| Pagine: 575| Pubblicazione: 2015| Prezzo 9,90€| Trama: Qui
Genere: narrativa| Traduzione: Lisa Maldera 

Notizie sull'autrice
Lucinda Riley è nata in Irlanda e ha esordito come scrittrice a 24 anni. I suoi romanzi sono dei bestseller internazionali che hanno venduto 8 milioni di copie nel mondo e sono tradotti in 39 Paesi. Lucinda vive tra il Norfolk e il Sud della Francia, con il marito e i quattro figli. Per Giunti sono usciti con enorme successo: Il giardino degli incontri segreti (2012), La luce alla finestra (2013), Il segreto della bambina sulla scogliera (2013), Il profumo della rosa di mezzanotte (2014), L’angelo di Marchmont Hall (2015), Il segreto di Helena (2016) e i primi due volumi di una saga di sette libri, Le Sette Sorelle (2015) e Ally nella tempesta (2016). La saga diventerà una serie TV prodotta a Hollywood.
Altre informazioni sui libri di Lucinda Riley sul sito www.lucindariley.com

Recensione

STORIA DELLA MIA COPIA
Carissimi buongiorno! Se vi state chiedendo perchè io sia in possesso di questo libro..beh la verità è che non me lo ricordo con esattezza. Sono quasi certa di averlo comprato almeno due anni fa, forse tre...probabilmente grazie a un'offerta in libreria. Perché? Perché è una delle autrici che piace tanto alla mia amica Lucrezia e Daniela aveva letto un altro libro della Riley e anche lei ne è rimasta entusiasta. Ammetto di essere sempre stata un po' diffidente verso la biondissima Lucinda, ho sempre pensato scrivesse storie un po' frivole, da equiparare agli Harmony, per intenderci. Così, a pelle. Sapete ormai come sono fatta, non mi ferma niente e io voglio tastare con mano, approcciarmi a libri che apparentemente non sembrano "i miei" e farmi un'idea. 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Questa è la storia di Maia, la prima delle sei sorelle adottate dal ricco uomo  d'affari soprannominato Pa' Salt. Quest'uomo ha una villa sontuosa in Svizzera, affacciata sul meraviglioso lago e per i comuni mortali è una vera e propria reggia, con tanto di personale addetto alle varie mansioni. Marina è una sorta di governante, che ha fatto da madre alle ragazze poiché l'uomo non sembra mai essersi sposato e spesso gli affari lo portano in giro per il mondo. Oggi le ragazze sono adulte e vivono tutte sparpagliate per il globo a parte Maia, che è rimasta in una "dependance" della villa. Una brutta notizia però la raggiunge mentre lei è a Londra da un'amica: suo padre è morto, lei deve avvisare le sue sorelle e recarsi a casa per il funerale. Viene lasciata ad ognuna di loro una lettera e gli indizi per scoprire le loro origini. In questo libro, grazie alle coordinate lasciate da Pa' Salt,  viaggeremo a Rio alla ricerca della famiglia d'origine della bella primogenita. 
Ammetto, senta troppe remore, di aver avuto non pochi problemi ad approcciarmi a questo libro. Per tante persone questa saga è considerata straordinaria, da leggere assolutamente e io, per quanto non avessi aspettative altissime, mi sono lasciata influenzare comunque da questo giudizio "di massa".  Le prime pagine sopratutto sono state un disastro: la scrittura basica, la presentazione delle sorelle e il quadro generale di assestamento mi sono sembrati un temino di uno studente della scuola media. Per carità, uno studente promettente, ma ci siamo capiti. Quando siamo atterrati in Brasile mi è parso che il romanzo partisse, poi un improvviso cambiamento temporale mi ha destabilizzato l'equilibrio appena ottenuto. Che difficoltà ragazzi. Quando ho superato la metà di questa storia ho iniziato ad entrare nella parte: quella di Maia e delle sue ricerche e quella della sua bisnonna Izabela. Pian piano mi sono lasciata trasportare dal fiume di parole e ho cercato di farmi cullare dall'ambientazione sicuramente interessante. 
Ho apprezzato le descrizioni di Rio, la storia del Cristo e un assaggio breve delle favelas, indubbiamente anche Parigi ha il suo fascino e ho immaginato di essere seduta ad un tavolino nel quartiere di Montparnasse. Questo aspetto mi ha fatto rivalutare il libro, accantonando le emozioni iniziali. Non va tralasciato il fatto che sia scorrevole e di intrattenimento. 
Non sono riuscita però ad affezionarmi al personaggio, l'ho accompagnato durante suo viaggio ma senza provare particolari emozioni durante la personale avventura. 

CONCLUSIONI
Se le premesse non sono state così promettenti, mi sono ricreduta durante il percorso: questo potrebbe essere un libro cuscinetto, ovvero uno di quelli da leggere tra due tomi pesanti. Una di quelle storie che tengono compagnia e permettono di viaggiare, nella speranza che le favole possano diventare realtà. L'aggettivo, anche se basico, che mi viene in mente è: carino. Preferisco storie un po' più corpose, ma se se si necessita di una storia senza impegno, questa potrebbe essere una proposta. Una trama piacevole, ma la scrittura (o la traduzione, chissà) un po' elementare, quasi come se se il lettore al quale è stato destinato il libro fosse non troppo acuto. 

Recensione - Aurora nel buio di Barbara Baraldi


Fonte: google
Il libro
Aurora nel buio  di Barbara Baraldi
Editore: Giunti| Pagine: 528| Pubblicazione: 2017| Prezzo 16,90€| Trama: Qui
Genere: thriller 
Notizie sull'autrice
Barbara Baraldi originaria della Bassa Emiliana, è autrice di thriller, romanzi per ragazzi e sceneggiature di fumetti, tra cui la serie «Dylan Dog». Il suo esordio nella letteratura poliziesca avviene sulle pagine de «Il Giallo Mondadori» con La bambola di cristallo. In contemporanea con l’uscita del romanzo in Inghilterra e negli Stati Uniti, viene scelta dalla BBC tra i protagonisti del documentario Italian noir sul giallo italiano.
Recensione
Aurora Scalviati è una poliziotta, una brava poliziotta, che dopo un brutto incidente durante un'indagine ha perso la stima in se stessa, la sicurezza, il suo compagno, ma ha tenuto per ricordo parte di un proiettile all'interno del suo cranio. Brutta storia.
Oggi Aurora, dopo mesi d'ospedale, è considerata bipolare, ma è riuscita a tornare al lavoro e le viene affidato un caso spinoso: deve salvare la piccola Aprile, rapita probabilmente dall'assassino di sua madre e la Scalviati deve cercare di fermare questo killer, molto probabilmente seriale. Peccato però che nessuno le dia retta, anzi, sembra che i suoi superiori facciano di tutto per boicottarla, forse perché c'è qualcosa sotto, o forse perché non si fidano di una donna instabile e dal passato lavorativo poco chiaro. 
Per fortuna Aurora è caparbia e non si lascia condizionare dagli ordini che arrivano dall'alto, trova un ispettore, Bruno, che si fida del suo istinto e cerca di aiutarla come meglio può, anche se...il tutto è decisamente pericoloso. 
Ammetto di aver iniziato questo libro grazie ad una challenge, l'obiettivo è: leggi un romanzo il cui autore abbia la tua stessa iniziale: beh io faccio bottino doppio...BB e anche il nome di battesimo identico! Non è vero, nessun doppio punteggio, questo poi è solo un caso ma...mi ha incuriosito il frutto in primo piano, io da bambina ne mangiavo a chili. Torniamo alla storia, perché la Baraldi, di carne al fuoco ne ha messa parecchia: 528 pagine di indizi, dubbi, storia, religione, indagini e ansia. 
Ho senza dubbio apprezzato la protagonista, una donna convinta di non avere più una spina dorsale, mentre invece tira fuori una forza pazzesca, nonostante il trauma subito, nonostante  le sue debolezze quotidiane e la paura di fallire un'altra volta. Aurora ha serie difficoltà a fidarsi del prossimo, ma questo non le impedisce di trovare strade alternative, alcune sbagliate, altre rette. 
Ho trovato decisamente interessante l'ambientazione: alcuni ricordi sono legati a Torino, mentre il presente è in Emilia, qualche capitolo a Bononia, ovvero Bologna nell'antichità. 
Non mancano le scene crude e sanguinose, l'autrice non risparmia il lettore (e meno male!) e di tanto in tanto le descrizioni di violenze o ritrovamenti fanno sobbalzare, immaginando la scena nel dettaglio: molto realistico. 
Infine non tralascerei l'indagine, perché  non sarei mai arrivata alla scoperta dell'assassino, ma sopratutto al giro malato che c'è dietro. Insomma si sospetta un po' di tutti e di nessuno, un gran bel punto interrogativo situato sopra parecchie teste e la voglia tremenda di scoprire la verità, perché almeno una volta le persone che Aurora incontrerà le diranno: "Lei non sta solo investigando, Lei vuole sapere la verità, Scalviati". 
Questo è il primo volume di una serie, quelli successivi sono: Osservatore oscuro, pubblicato nel 2018 e L'ultima notte di Aurora, nel 2019. Avrò voglia di leggerli? Certo che sì, non immediatamente perché devo incastrare parecchie altre letture, ma è stata una piacevole scoperta, in più è un'autrice e italiana, voi conoscete la mia predilezione per la narrativa proveniente dallo stivale tricolore e scritta dal genere femminile :-) 
Una storia che vi terrà incollati alle pagine, vi farà aumentare i battiti cardiaci e vi farà storcere un po' il naso: non adatto agli stomaci delicati!!