Visualizzazione post con etichetta Bunny. Mostra tutti i post

Keep Calm and Read Nadia #79 - Recensione di Bunny di Mona Awad



Buongiorno lettrici e lettori, come state? State trascorrendo delle buone feste?

Oggi voglio raccontarvi di un romanzo che ancora adesso, a distanza di qualche giorno, non riesco ad inquadrare: sto parlando di Bunny, di Mona Awad.

Samantha è una giovane donna con una storia famigliare complicata e la passione per la scrittura. Proprio su tale argomento frequenta un seminario esclusivo in una prestigiosa università del New England. In questo corso, decisamente originale e fuori dagli schemi, ha soltanto quattro colleghe, tra di loro amiche per la pelle, che formano un gruppetto completamente impermeabile a qualsiasi influenza esterna. Sono belle e ricche, ammantate di quella sicurezza che solo ricchezza e bellezza sanno dare. Si chiamano Eleanor, Kira, Victoria e Caroline, ma tra di loro si chiamano tutte “Bunny”. Finiscono una le frasi dell’altra, sembrano telepatiche e Samantha le odia profondamente, così come la sua unica amica, Ava. Fino a quando Samantha riceve l’invito a partecipare a una festa delle Bunny…
Fonte Google
Questo romanzo è una delle storie più strane e assurde che abbia mai letto, e leggo da quasi quarant’anni. La piccola parte di trama che vi ho raccontato non fa menzione di ciò che questo libro svela a poco a poco: strani riti “magici”, psicofarmaci, riflessioni pseudo-filosofiche, sperimentazioni post-avanguardistiche con insegnanti quantomeno discutibili, amici più o meno autentici nel senso più concreto del termine: in questo romanzo ci sono tutti questi ingredienti, e altri ancora che non citerò, perché sono sicura che per incuriosirvi basti questo.

Sicuramente arrivati fin qui vi direte che non avete capito un granché di questa recensione, probabilmente un grosso “WTF?” si starà facendo spazio nella vostra mente e penserete che l’autrice di questo post non sappia dove andare a parare nel migliore dei casi, e abbia completamente perso la testa nel peggiore. Ecco, queste sono esattamente le sensazioni che ho provato io leggendo Bunny. Per chi ha visto i film, posso dire soltanto che questo libro sembra l’incrocio tra Mean girls e Giovani streghe. Non lascia nessun appiglio alla razionalità, non fornisce alcuna spiegazione al perché succedano determinate cose e più di una volta il lettore si chiederà cosa sta leggendo. Semplicemente credo che, mai come in questo romanzo, sia proprio il lettore a dover dare un senso alla storia che gli si dipana tra le mani, in base alle proprie esperienze e convinzioni. Per quasi tutta la durata del libro mi sono ritrovata a pensare che la Waad avesse scritto questa storia sotto l’effetto di acidi e che avesse realizzato un pastrocchio allucinante (in tutti i sensi). Ma a distanza di giorni sento che, sebbene continui a essere convinta che molto di quanto ho letto non abbia alcun senso, le impressioni sono leggermente più positive che negative. Mi rendo conto che questa recensione è piuttosto tiepida e forse non è sufficiente a farvi dare una possibilità a Bunny, ma una cosa posso dirvela senza timore di smentita: è sicuramente il romanzo più originale che abbia letto in quest ultimo anno, e senz’altro vi farà pensare. Vi piacerà? Questo non posso assicurarvelo, ma se partite senza pregiudizi e pronti a tutto, sono sicura che vi godrete il viaggio.