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Recensione - La divisione aggiustatempi di Stefano Guglielmo

 

Desperate Bookswife
Il libro
La divisione aggiustatempi di Stefano Guglielmo
Editore: Porto Seguro| Pagine: 217 | Pubblicazione: 2021| Prezzo 15,90€ | Trama:Qui
Genere: narrativa fantascienza
Notizie sull'autore
Stefano Guglielmo, classe 1984, lavora da più di diciassette anni come Capotreno. Appassionato lettore e amante della Storia, ha esordito con il romanzo Tabula Rasa (bookabook, 2020).
Recensione
e 1/2


Buongiorno amici, oggi vi parlo di un libro che di base non è il mio genere. Sì, avete letto bene, Non è il mio genere, la fantascienza mi è sempre risultata indigesta. Se vi state chiedendo il perché allora abbia scelto di leggere e successivamente parlarvi di questo libro...beh è indubbiamente lecito. Rispondo subito a chi pensa male, non l'ho fatto perché me lo hanno regalato. Stefano mi ha fatto gentilmente inviare una copia dall'editore e lo ringrazio molto, ma il motivo non è questo, anche perché il tempo a mia disposizione non è molto e onestamente ho ancora la possibilità di scegliere quello che ho piacere di leggere. Il motivo invece è che ho conosciuto Stefano grazie a Instagram, ho letto il suo precedente romanzo "Tabula Rasa" che mi è piaciuto proprio tanto. Quando mi ha scritto dicendomi che aveva pubblicato nuovamente...ho pensato che lo avrei letto, perché mi aveva colpito così tanto il suo stile che ne sarebbe comunque valsa la pena. 

La divisione aggiustatempi è una sezione paramilitare del futuro e si occupa di impedire che le persone tornino indietro nel tempo per cambiare ciò che è accaduto e che ovviamente cambierà il futuro, ovvero il momento da cui sono partiti illecitamente quei viaggiatori lì. Avete mai visto Ritorno al Futuro? Ecco, mi sono entusiasmata tanto perché la trama mi ha ricordato in qualche modo quella trilogia lì che tanto ho amato e della quale posseggo un bellissimo cofanetto. Già, io che non amo il genere ah ah ah, ma questa è una eccezione, e poi parliamo di un film con un cast pazzesco. Torniamo al romanzo. Aldo, reduce da un viaggio che gli ha portato via una gamba, affiancato dal Professore, deve andare alla ricerca di viaggiatori seriali, prima che facciano grossi danni. Gireremo davvero molti luoghi e molte epoche in compagnia di due personaggi che tengono una buona compagnia facendoci sorridere e  riflettere sul concetto di tempo. 
Aldo e il Professore non potrebbero essere più diversi, al primo si è abbassata l'autostima dopo l'incidente che lo ha reso invalido (nonostante la protesi immediata), mentre il secondo è un uomo pieno di cultura, sopratutto storica, molto sicuro di se stesso nonostante qualche palese sbaglio commesso. 
Lo stile dell'autore si riconferma ironico, mai banale e leggero. Stefano Guglielmo ha scritto  un libro non impegnativo ma non per questo è un "fast book", ovvero uno di quei libri che si leggono velocemente, sono anche gradevoli ma che alla fine non ti lasciano niente a livello nutrizionale. Ci sono libri leggeri, ottimi per staccare la spina ma che comunque vengono ricordati. Prendete la serie di McCaller Smith, quella ambientata in Botswana: io dopo anni continuo di tanto in tanto a bere tè rosso come la protagonista e a ritrovarmi a pensare proprio a lei Mma Ramotswe, mentre prepara la sua ennesima tazza di te. 
Ricorderò La Divisione aggiustatempi perché mi ha fatto ragionare sulla diversità degli attimi, sul passato che non ritorna e anche sul fatto che non è detto che cambiare ciò che è stato sia per forza una buona idea. 

A chi lo consiglio? Sicuramente a mio marito, sono certa che questo libro faccia al caso suo, ma anche al mio amico Stefano, amante della fantascienza e gran collezionista di Urania. A tutti coloro che apprezzano l'ironia all'interno di una storia, a chi ha piacere di scoprire autori italiani promettenti, a tutti quelli che hanno voglia di leggere un libro che non sia stato necessariamente fotografato da mille mila Instagrammer, un romanzo più riservato, da aprire e gustare più in solitudine  e con meno ansia.                                    

Recensione - Tabula Rasa di Stefano Guglielmo


Il libro
Tabula Rasa   di Stefano Guglielmo
Editore: BookaBook| Pagine: 191| Pubblicazione: 2020| Prezzo 13,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autore
Stefano Guglielmo classe 1984, nasce a Carmagnola, in provincia di Torino. Diplomato in Scienze Informatiche e delle Telecomunicazioni, lavora come capotreno da più di sedici anni. Da sempre appassionato lettore, comincia a scrivere alcuni brevi racconti oltre a un primo romanzo, pubblicato online. Dal 2014 vive a Siena. Tabula Rasa, la cui gestazione è durata sette anni, è il suo romanzo d’esordio
Recensione
e mezzo

STORIA DELLA MIA COPIA
Questo libro mi è stato proposto dall'ufficio stampa della casa Editrice Book a Book a settembre, poco dopo l'uscita nelle librerie, io ho guardato la copertina, ho letto la trama e ho pensato che facesse al caso mio. Poi sono arrivati i problemi personali, la scarsa voglia di prendere un libro in mano precede il rifiuto ed ecco che Tabula Rasa rimane appoggiato sulla scrivania in cerca di conforto che non trova. Dopo quasi un mese e mezzo torno in me, la voglia di leggere bussa nuovamente alla mia porta e dopo qualche libro sicuro che utilizzo per rassicurarmi è arrivato il momento, il Suo momento. 
COSA NE PENSO 
Questa è la storia di Riccardo, trentenne affascinante che un giorno si ritrova in bar senza sapere chi lui stesso sia, quanti anni abbia, chi siano i suoi familiari. Però riconosce i quadri, le città famose, i cartelli stradali. Lo portano all'ospedale e da qual momento nulla sarà più come prima, ha un'amnesia particolare, ha dimenticato tutto quello che tocca i suoi affetti, comprese le buone maniere. Ha una mente bianca come la prima pagina di un quaderno, pronto ad imparare tutto da zero, dal nome dei suoi familiari al come ci si comporta quando si fa la fila in posta. Si riparte da capo, ma a poco più di trent'anni può suonare strano, le persone spesso non lo prendono sul serio e poi c'è Greta, la sua ex fidanzata alla quale probabilmente ha fatto male visto che non lo vuole più vedere!

Che storia che è questa! Innanzi tutto l'autore ci racconta qualcosa di strano, particolare, poco conosciuto: una mente che non ricorda, un uomo da plasmare, al quale insegnare a vivere. Questo libro mi ha stupita perché mi ha preso alla sprovvista: non immaginavo una tale intensità, una narrazione così coinvolgente, una trama profonda e innovativa. Il protagonista Riccardo è un personaggio per il quale ho provato sentimenti contrastanti perché da un parte lo avrei abbracciato e avrei voluto portarlo in giro con me e fargli conoscere il mondo, ma dall'altra lo avrei preso a sberle. Pagina dopo pagina conosceremo un ragazzo con tantissime potenzialità, dalla sensibilità estrema che va in contrasto con il personaggio che era prima del blackout. Ogni volta che scopriamo qualcosa del suo passato verrebbe voglia di rovesciargli una latta di catrame in testa ma poi se ne esce con una delle sue battute non volute, che gli escono spontanee a causa della sua nuova ingenuità che gli si perdona tutto. 

Nonostante alcune volte determinati dialoghi siano un pochino surreali io ho amato questo libro sia per gli spunti di riflessione che mi ha dato, sia per l'ironia con il quale è scritto. Quanto è ipocrita la vita che viviamo? Quanto è giusto mentire? Esistono le bugie bianche? Per quale motivo ci comportiamo in un determinato modo? Vogliamo un nostro tornaconto? Le persone sono tutte egoiste oppure ci sono davvero delle persone in grado di fare del bene per il semplice piacere di fare del bene agli altri? Riccardo è un nuovo messia, un modello da seguire, perché adesso è puro e il suo agire secondo quello che gli dice la coscienza lo rende più unico che raro. E poi non ricorda. Noi siamo quello che ci ricordiamo. Forse non sempre è un bene e Riccardo ha la possibilità di rinascere: fantastico. 

Mentre leggevo le pagine scritte da Stefano Guglielmo ho ridacchiato e un po' mi sono arrabbiata, ho riflettuto e parecchie volte il suo modo di scrivere mi ha ricordato quello di Niven, e il mio vuole essere ovviamente un complimento, perché è un autore che leggo volentieri. 
Non posso non consigliarvi il libro rivelazione del 2020, quello che proprio non mi aspettavo mi avrebbe conquistata così, il volume che sicuramente regalerò a qualche amico a Natale, il romanzo che io e mio marito leggevamo insieme litigandoci la copia. Provateci, la penna frizzante dell'autore vi terrà compagnia.