#Rubrica,

If I Say...#14 - Rossetto

venerdì, marzo 30, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 6 Comments

If I say è una rubrica che io e Daniela abbiamo adottato nella quale vi parleremo di uno o più libri che ci vengono in mente grazie ad una determinata parola. Un'associazione di idee per farla breve!

LA PAROLA DEL GIORNO: ROSSETTO
Buongiorno!! Eccoci ad una nuova parola. Siamo tornate, più cariche che mai. Tutto questo silenzio è stato a causa mia, ho avuto tanto da fare e i contrattempi non sono mancati. MA pensavate davvero che vi avremmo abbandonati? La parola del giorno è...rossetto.

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#Recensione,

Recensione - Olga di Carta - Jum fatto di buio di E. Gnone

giovedì, marzo 29, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 4 Comments

Il libro
Olga di Carta - Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone
Editore:Salani| Pagine: 215| Pubblicazione: 2017 | Prezzo 14,90€| Trama Qui
Genere: narrativa per ragazzi
Notizie sull'autrice
Elisabetta Gnone è nata a Genova e vive sulle colline del Monferrato. La sua collaborazione con il settimanale Topolino segna l’inizio di una carriera che lega il suo nome ai maggiori successi editoriali della Walt Disney, per la quale nel 2001 crea la serie di fumetti W.I.T.C.H., destinata ad un successo mondiale. Nel 2004 pubblica il primo libro della fortunatissima saga di Fairy Oak, che conquista il cuore di milioni di giovani lettori nel mondo. Negli ultimi anni Elisabetta si è dedicata alla scrittura del suo nuovo romanzo Olga di carta, una storia sull’importanza di raccontare le storie. Un romanzo per i lettori di tutte le età, che affronta il tema della fragilità, della vulnerabilità e dell’imperfezione che ci rende umani.
Recensione 

Eccomi, puff puff, pant pant, ce l'ho fatta! Come potete constatare voi stessi  grazie alla foto, mia figlia è ancora varicellosa, le mie visite specialistiche numerose e il lavoro non è mancato, così questo mese le letture non sono state tantissime. Ma Olga c'è! Bando alle ciance, veniamo alla recensione.
Anche questo volume, come è accaduto con il precedente di Olga e Il mago di Oz, l'ho letto ad alta voce alla mia pupetta - che ci teneva tantissimo a prestarsi come modella- e a lei è piaciuto molto, sopratutto grazie alle storie narrate all'interno della storia, che all'inizio le hanno provocato qualche dubbio, ma quando ha compreso che Olga, la protagonista, di tanto in tanto raccontava storie agli altri personaggi e queste sono scritte in nero più scuro, allora da lì in poi siamo andate avanti bene.

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#Recensione,

Recensione - Il bistrò dei libri e dei sogni di Rossella Calabrò

martedì, marzo 27, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 5 Comments


Il libro
Il bistrò dei libri e dei sogni di Rossella Calabrò
Editore:Sperling&Kupfer| Pagine: 252| Pubblicazione: 2018 | Prezzo 16,50€| Trama Qui
Genere: narrativa contemporanea
Notizie sull'autrice
Rossella Calabrò, di fede pandorista ortodossa, ama leggere, dormire, ridere, ballare. Parla fluentemente il gattese e traduce il clorofilliano a occhi chiusi. Di mestiere scrive libri e insegna scrittura creativa, perché a fare l'assaggiatrice di pandori o la ballerina non c'è riuscita. Per Sperling & Kupfer ha pubblicato i bestseller Cinquanta sbavature di Gigio, Cinquanta smagliature di Gina, Cinquanta sbavature di Gigio - il film e Il tasto G. Per Sonzogno Di matrigna ce n'è una sola, e per EmmaBooks Perché le donne sposano gli opossum?, Facebook per romantiche, La bambina-fiore, Danza d'amore per principianti, Farfalle sullo stomaco. Facebook: rossella.calabro.71
Recensione 
e mezzo
E così, anche questa volta mi sono tuffata tra le pagine scritte da un'autrice italiana, ironica, spassosa, ma fantasticamente profonda. Sto parlando di Rossella Calabrò, che dopo aver scritto un librino intitolato "Che palle il Natale!", e solo da questo avrete capito lo stile con il quale viene descritta la Festa più attesa dell'anno, si lancia in un'avventura  nuova ( se escludiamo "Il Tasto G", mantenendo l'ironia ma affrontando una storia più seria, dei personaggi reali e una trama intrigante.
In questa storia non ci troviamo davanti ad un unico protagonista, anche se c'è una narratrice, Petra, ovvero la proprietaria del Bistrò, che ogni giovedì sera ospita alla luce delle sue fantastiche lampade Tiffany, un gruppetto di avidi lettori/sognatori, che partecipano attivamente ad un corso di scrittura creativa, capitanate da Dylan Altieri, uomo affascinante dallo sguardo ipnoticamente azzurro.

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#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #22 - Ti chiamo sul fisso

venerdì, marzo 23, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 8 Comments

Buongiorno lettori, oggi, nonostante sia venerdì, vi lascio in compagnia di Nadia. Leggete un po' che bel post ha scritto per noi! 


Buongiorno lettrici e lettori, tutto bene? Io sempre più di corsa, tra piccolo viaggetto ad Atene e giornate concitate al lavoro sono stata cattiva e non ho fatto i compiti questa settimana! Mi riporto in pari oggi, con la recensione di un libro che speravo rappresentasse una piacevole evasione e che purtroppo mi ha deluso quasi del tutto.

Il romanzo in questione è Ti chiamo sul fisso, di Rainbow Rowell. Di quest’autrice avevo letto Fangirl, che avevo trovato carino e di cui avevo apprezzato alcuni spunti di riflessione, anche se non avevo certo gridato al capolavoro. Quando ho letto la trama di questo –Georgie, che scrive per la televisione ed è in crisi con il marito Neal, trova nella casa materna un vecchio telefono fisso magico, con cui riesce a comunicare con il Neal del passato. Riuscirà con questo stratagemma a recuperare il loro rapporto?- ho pensato che potesse essere una storia carina e originale per staccare un po’ e divertirmi con qualcosa di leggero. Purtroppo invece mi sono annoiata.

Lo spunto iniziale era simpatico e in qualche misura anche originale, ma avrebbe potuto essere sfruttato molto meglio. L’escamotage del telefono “magico” è inconsistente, non viene spiegato e non si capisce in realtà neanche a cosa serva, anche perché la decisione che prende Georgie alla fine del libro era l’unica possibile anche all’inizio, e non meritava quasi trecento pagine di romanzo. Lo stile della Rowell è purtroppo scialbo e dimenticabile; inoltre sono presenti incisi e parentesi che dovrebbero forse esprimere il pensiero di Georgie, ma che stridono abbastanza dal momento che il romanzo è scritto in terza persona. Almeno a me hanno fatto questo effetto.

Anche i personaggi non riescono a essere punto di forza in questo romanzo: Georgie è davvero tarda di comprendonio e dimostra molto meno dei suoi trentasette anni, almeno a livello intellettuale. Neal è poco più di una figurina bidimensionale e mi ha lasciato con più di una domanda in sospeso. Non parliamo di Seth, che mi è stato sull’anima per tutto il tempo. Neanche l’ambientazione è incisiva; a parte la breve descrizione della neve a Omaha si sarebbe potuti essere in qualunque posto del mondo.

È vero che, come vi ho scritto all’inizio, questo libro è arrivato in un periodo per me abbastanza confuso e incasinato; è anche vero però che, quando riuscivo a prenderlo in mano, non mi coinvolgeva come avrei sperato. Per parecchie pagine poi la storia tende ad attorcigliarsi su se stessa, facendo sì che il lettore perda interesse, disamorandosi della trama e dei personaggi stessi.

In conclusione, se volete il mio modesto parere, passate oltre, ci sono libri migliori.


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#Recensione,

Recensione - Un ragazzo normale di Lorenzo Marone

lunedì, marzo 19, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 10 Comments

Il libro
Un ragazzo normale di Lorenzo Marone
Editore:Feltrinelli| Pagine: 287| Pubblicazione:22 febbraio 2018 | Prezzo 16,50€| Trama Qui
Genere: narrativa contemporanea
Notizie sull'autore
Lorenzo Marone (Napoli, 1974), laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015; Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè Corretto - Città di Cave 2016, 15 edizioni in Italia, 15 traduzioni all’estero e un film, La tenerezza, con regia di Gianni Amelio), La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016; Premio Città di Como 2016), Magari domani resto (Feltrinelli, 2017; 7 edizioni, Premio Selezione Bancarella 2017) e Un ragazzo normale (Feltrinelli, 2018). Collabora con “La Repubblica di Napoli” con una rubrica fissa dal titolo “Granelli”. Vive a Napoli con la moglie, il figlio e la bassotta Greta.
Recensione 
e mezzo
Buonasera lettori, eccomi nuovamente davanti ad un foglio bianco da riempire di sensazioni, punti di vista, opinioni. Oggi ho terminato una lettura che attendevo da tempo, e adesso devo provare a spiegarvi cosa ne penso.
Napoli, Vomero, estate 1985. In quel periodo ci sono i paninari, il Drive In riempie le serate italiane, Fonzie è il mito dei ragazzini e fa battere il cuore delle fanciulle che cantano a squarciagola  Like a Virgin e Girls just want to have fun. E' estate, le strade sono piene di ragazzini in momentanea pausa scolastica e proprio davanti ad un palazzo signorile incontriamo Mimì, il dodicenne con la fissa per i super eroi che studia per passione, nomina le razze animali in latino, trascura il suo aspetto perché alla fine tutto il suo tempo lo dedica alla mente e a come farsi notare da Viola. Già Viola, la splendida ragazzina che abita all'ultimo piano del palazzo, benestante, convinta di sé e troppo occupata a farsi notare dal figo di turno per accorgersi di Mimì, il semplice figlio del portinaio. Ma il nostro protagonista ha il cuore pieno d'amore, e nonostante il suo migliore amico Sasà ( un guaglioncello di strada, sguaiato ma fedele all'amicizia), la sorella Bea, nonni e genitori gli dicano di lasciarla perdere, che non è quella giusta, Mimì è convinto che l'amore non si possa comandare e che con la perseveranza otterrà dei risultati.

10 commenti:

#Rubrica,

On the read #2 - Cinque libri ambientati in Spagna

giovedì, marzo 15, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 22 Comments

Buongiorno lettori come state? Vi state chiedendo come mai questa stravagante novità? Eh già, perchè ho deciso di iniziare una nuova collaborazione con il blog "Divoratori di libri" di Giusy. Ad entrambe piace viaggiare, così ogni mese vi proporremo dei romanzi ambientati in quel luogo. Romanzi che abbiamo letto, che possediamo e prima o poi leggeremo, romanzi che non abbiamo ma compreremo un giorno, libri classici e libri bonus. Allora siete curiosi? Questa settimana si prende un volo, possibilmente low cost, e si arriva in Spagna

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#Recensione,

Recensione - Non ditelo allo scrittore di Alice Basso

martedì, marzo 13, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 14 Comments

Il libro
Non ditelo allo scrittore di Alice Basso
Editore:Garzanti| Pagine: 320| Pubblicazione: 2017 | Prezzo 16,90€| Trama Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.
Recensione 

AAA cercasi libro cuscinetto grazie. Eh già, io ho il brutto vizio, quando un autore mi piace assai, di tenere nascosti nel cassetto i suoi libri che ancora non ho letto. Vi starete giustamente chiedendo il perchè, visto che solitamente uno fa a botte con se stesso per leggere immediatamente i romanzi che con grande probabilità si aggiungeranno ai romanzi del cuore. Lo sapete, sono una persona piena di contraddizioni, così anche questa volta vi farò ridere. No, io spesso i romanzi dei "miei" autori, quelli a cui voglio bene e che mi regalano forti emozioni, li lascio lì, per i tempi bui. Arriva sempre un momento di sconforto, un periodo più noioso, insomma mi piace coccolarmi, così so che alcune storie mi servono da ciambella salvagente, con paperella sul davanti annessa: me la infilo e mi lascio trasportare, cullata dalle parole e baciata dal sole.

 Vani Sarca è tornata alla carica più in forma che mai: la sua collaborazione con Romeo Berganza prosegue indisturbata, anche se Vani, essendo così spericolata e priva di senso conservativo, necessita di protezione, un po' come i bambini che rischiano di finire dentro ad un tombino aperto mentre rincorrono qualcosa. Ma comunque, che piaccia o meno alla polizia, l'apporto della Dottoressa Sarca è fondamentale per le indagini, il suo intuito e la sua interpretazione sono imparagonabili. Questa volta bisogna smascherare un pericoloso criminale agli arresti domiciliari, che a quanto pare riesce a comunicare con il mondo esterno attraverso segnali che appaiono impercettibili, se non inesistenti. Ma non dimentichiamo il vero lavoro della nostra donna: ovvero la ghostwriter presso la casa editrice L'Erica. Il suo capo ha nuovamente trovato il modo di incastrare la "povera" Sarca: ci sono, nell'ordine, un finto scrittore defunto che in fondo è un ciarlatano, uno scrittore vero e anche vivo - simpatico come crosta purulenta sulle chiappe - che però non ha mai riconosciuto pubblicamente il proprio lavoro e un romanzo che ha fatto la storia della letteratura contemporanea da ristampare. Come agire? Come risolvere questo pasticcio senza che nessuno, sopratutto l'editore, ne esca con i pantaloni sporchi di fango? Tanto c'è Vani. E se già questa donnina poco incline alla vita sociale è tampinata dal suo ex fidanzato Riccardo, il fatto di essere obbligata a lavorare al suo fianco non agevola il suo buon umore, che quando siamo fortunati è grigio... 

Ho adorato ogni singola frase letta, ho applaudito alla fantasia e all'ironia di Alice Basso, mi inchino alla sua cultura e alla capacità di inserirla come nulla fosse all'interno di una storia di narrativa, nata per intrattenere piacevolmente il lettore. Mi piace l'evoluzione di Vani, l'interazione, le storie parallele che convivono così bene, senza mai infastidirsi a vicenda, l'introspezione, il passato che ci fa conoscere sempre un po' meglio la protagonista, il parlare di libri attraverso un libro, gli spunti di lettura, la psicologia di un personaggio che per me è diventata un'icona. Io Vani Sarca la conosco, o almeno credo, meglio di tante persone che frequento nella vita reale. M non è una battuta la mia, è davvero così. Questa è una delle grandi doti della Basso, far sorridere, ma sopratutto delineare, disegnare profili e approfondirli, un poco alla volta, regalando pian piano al lettore una cartella completa, con tutte le informazioni necessarie.

 E vogliamo parlare del finale? Vogliamo veramente raccontare di quella lacrima spuntata subdolamente dall'iride, la mia iride, a tradimento? No, non vogliamo, perchè poi dovrei chiudervi a chiave in cantina a causa delle troppe informazioni in vostro possesso. Poi arriva quello che per me è stato il pezzo forte. In questo terzo capitolo della serie si parla di ghostwriter, di autori di libri, di creazioni, di "bambini" perchè per uno scrittore il libro è la sua creatura e guai a chi gliela tocca o la interpreta a modo suo. Mentre leggevo le parole uscite dalla testa di Alice e messe in bocca al Professore (quello simpatico come una crosta purulenta sulle natiche), ho pensato a quanto debba essere difficile per un autore sentire persone che parlano della propria creatura. Cioè, indipendentemente che se ne parli bene o male, il fatto che uno ci veda delle robe diverse da quello che lo stesso autore aveva pensato, dev'essere irritante. Io mi immedesimo per un momento nella testa di uno che legge mille recensioni del suo libro, ogni blogger o giornalista cerca di descrivere emozioni o sentimenti su quello che ha letto, magari non avvicinandosi nemmeno all'idea avuta dall'autore stesso, e va bene che a te blogger o giornalista sia piaciuto, ma non hai capito un tubo di quello che io Autore volevo comunicare, porca paletta! E poi mi voglio ricollegare a quello che una volta mi disse una libraia, proprio la sera in cui conobbi Alice Basso, qualche anno fa, durante una presentazione del suo primo libro.La proprietaria di questa libreria mi disse: "e certo, poi ci siete voi bblogger(con almeno quattro B), che arrivate, leggete dei libri e li stroncate, ma magari con garbo eh... senza aver compreso quello che un autore voleva comunicare, oppure ne parlate bene, scrivete una pagina intera di elogi, ma perchè? Cosa si prova a digitare sulla tastiera qualcosa riguardo ad una storia scritta da qualcun altro?" Quella sera mi arrabbiai moltissimo, ma guarda te sta stangona arrogante, che viene da me, tapina timida e gentile, a mettermi in imbarazzo davanti a tutti, con quale boria poi. Oggi ci penso, e credo che in fondo avesse anche un po' ragione. 

Non è semplice scrivere di libri e non so nemmeno perchè io continui a farlo, se non mossa da un grande amore per la narrativa. Il mio scrivere di libri vuol essere un modo per riconoscere il lavoro altrui, un po' come se mi togliessi il cappello e facessi una riverenza. Poi certo, ogni tanto arrivano anche dei libri che a me non hanno lasciato nulla oppure quelli che proprio non mi sono piaciuti. Ma mio padre diceva sempre "non c'è niente di peggio dell'indifferenza, dell'anonimato, del finire nel dimenticatoio". E allora io mi chiedo, se svolgo il mio Hobby (perchè ricordiamo sempre le cose come stanno) al meglio, cercando di scrivere in maniera etica ed educata, è così tremendo? Oppure gli autori preferirebbero che non si parlasse proprio di loro? La mia non è una frecciatina, è proprio una domanda seria.

Ecco, pensate un po' a cosa arrivo dopo aver letto un romanzo della Basso. Alice, come fai girare i criceti sulla ruota all'interno della mia testa tu... ah ah ah! E comunque niente, leggetelo! E se ancora non avete iniziato la serie, partite da qui:

 L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome

Scrivere è un mestiere pericoloso

Non ditelo allo scrittore

La ghostwriter di Babbo Natale - racconto a parte -

Ah dimenticavo, il 26 aprile esce il suo nuovo libro: LA SCRITTRICE DEL MISTERO, potete prenotarlo qui, da Unilibro.

Alla prossima!

14 commenti:

#Giveaway,

Giveaway - I primi tre anni di una Bookswife con riflessione - la vecchiaia fa male

martedì, marzo 06, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 73 Comments


Salve. Avete letto bene. Sono passati tre anni. Già tre anni. Solo tre anni. Dipende dai punti di vista. Se penso a come ero diversa il 6 marzo 2015... di acqua sotto ai ponti ne è passata tantissima e io, per il momento sono ancora qui. Oggi non avrei voluto festeggiare, non è un periodo particolarmente allegro, ma poi mi son detta: "perché privarsi di un momento del genere?" allora ho pensato ai miei lettori, quelli storici, che mi accompagnano da quando scrivevo su "Scribacchiando in Soffitta" e mi hanno seguito in tutte le metamorfosi, a quelli che sono rimasti nonostante tutto, che si sono soffermati a conoscere la vera Baba, a quelli recentissimi, arrivati grazie a Instagram e alle nuove frequentazioni. 
Questo post è per voi. 
E' vero, questo spazio è nato per un desiderio personale di condivisione, ma piano piano si è allargato ed è diventato un grande luogo virtuale all'interno del quale le persone dialogano, anche grazie ai numerosi gruppi di lettura. Una piattaforma che mi ha regalato delle amicizie. Ma cosa c'è di più bello? Grazie a voi lettori, da appassionata lettrice sono diventata book blogger, non sono la migliore al mondo, anzi... ma mi diverto assai, scrivendo quando posso, di argomenti vari, anche se gli autori italiani ormai sono i miei prediletti. Ovvio, non tutto però è di colore rosa e i fiori non sbocciano sempre, oltre alle amicizie ci sono state le delusioni, se da una parte questo mondo virtuale vuole dare l'immagine di solidarietà e amicizia, alcune volte invece è l'esatto contrario, si creano vere e proprie gang denigratorie, rivolte a "colleghi" di tastiera, manco ci fosse in palio lo scettro supremo o un posto presso il Ministero di sta cippola ( e anche in questo caso mi si rivolterebbe lo stomaco, persone che appendono la bandiera della pace e poi non sono in grado di convivere con il proprio vicino di casa, virtuale o no). Cominciamo dalle piccole cose, no? Dimostriamo di saper vivere civilmente da subito, senza guardare troppo lontano. C'è spazio per tutti, e se qualcuno che non vi piace incrocia la vostra strada, potete sempre far finta di guardare il cellulare! 
Ho nuovamente dilagato, sorry. 
Qui si parlava di compleanno e premi, scusate, Un giveaway prevede un premio finale e delle regole da rispettare, giusto? Quindi, per farvela breve, cosa si vince?

 UN LIBRO A VOSTRA SCELTA DEL VALORE MASSIMO DI 10€

Regole:


- essere lettori fissi visibili del blog ( a destra c'è una finestra, basta accedere da lì. Sullo smartphone è in fondo alla pagina)

- condividere sui social questo post. Ogni social su cui condividerete vi varrà un numero per l'estrazione. Massimo un post per social.

- commentare questo post scrivendo la vostra e-mail, il nome con il quale seguite il blog e i link alle condivisioni.

-Avete tempo fino al 31 marzo alle 23.59. Nei giorni successivi, entro una settimana avrete il vincitore, che sarà estratto utilizzando Random.org

Mi spiego meglio. Decidete di partecipare, cosa dovete fare? Condividere questo mio post su almeno un social in modo pubblico, può essere Facebook, Instagram, Twitter, Google plus, Pinterst, insomma, quello che vi pare. Appena condiviso inserite nei commenti il o i link. Ma lo potrete fare al massimo una volta per social network. Ogni link varrà un numero. Più social utilizzerete e più possibilità di vincere avrete. Pure la rima vi ho inserito. 

Adesso mi ritiro nei miei appartamenti, vado a festeggiare sfogliando un bel librone contenente il codice della strada. Argh! Vi aspetto :-) 



73 commenti:

#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #21 - Torna Sophie Kinsella

martedì, marzo 06, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 9 Comments




Buongiorno lettrici e lettori, come state? Io sto ancora combattendo con una pallosissima rinite che mi ha bloccato in casa per tutta la scorsa settimana, ma attraverso il blog non vi posso contagiare con i miei bacilli, quindi eccomi qui!

Oggi voglio parlarvi dell’ultima fatica di una delle mie autrici preferite: sto parlando di Sophie Kinsella e del suo Sorprendimi!, uscito qualche settimana fa per Mondadori. Se vi ricordate vi avevo raccontato di quanto fossi ansiosa di leggerlo, perché la Kinsella riesce sempre a darmi molteplici emozioni. Ecco, stavolta qualcuna di quelle emozioni mi è mancata, devo ammetterlo. Ma andiamo con ordine.

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#challenge,

Visual Challenge - Sfida di lettura 2018 - Tappa 3 - MARZO

giovedì, marzo 01, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 8 Comments

Siamo tornate. Allora pronti per la tappa di marzo?


LA SFIDA

La sfida durerà un anno e sarà divisa in 12 tappe della durata di un mese ciascuna. Il primo di ogni mese pubblicheremo un post in cui troverete una fotografia scattata da noi che conterrà svariati oggetti. Voi potrete leggere in un mese massimo 5 libri che abbiano raffigurato sulla copertina uno degli oggetti contenuti all'interno della nostra fotografia. Se il libro da voi scelto dovesse contenere più di un oggetto di quelli raffigurati nella foto della tappa, vi verrà in ogni caso conteggiato un punto.

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