Recensione di Baba #17 - Un bacio con gli occhi di Virginia Bramati


Il libro
Un bacio con gli occhi di Virginia Bramati
Editore: Giunti| Pagine: 282| Pubblicazione: 2022| Prezzo 15,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Virginia Bramati vive e lavora a Milano. Ha cominciato a scrivere per sé e per le sue sorelle, giungendo all’esordio nel 2014, con Tutta colpa della neve (e anche un po’ di New York). Da allora è seguita da una community sempre più vasta di affezionate lettrici e ha pubblicato Meno cinque alla felicità, E se fosse un segreto?, Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato), Cercasi amore vista lago, Quello che ancora non sai di me e Un bacio con gli occhi. I suoi romanzi sono tradotti in diversi Paesi.

Recensione di Baba


Ecco che un altro libro di Virginia Bramati arriva a casa mia: un romanzo dalla copertina stupenda e dal titolo che ti fa capire tutto. Un bacio con gli occhi. Quante volte avete dato o ricevuto un bacio così? È bellissimo, soprattutto riceverlo. Ahhhhh mi vengono gli occhi a cuore che non ho. Mannaggia a te Virginia, io non sono romantica, ah ah ah non mi trasformare eh.
Dunque, torniamo seri e addentriamoci in questa storia.
Periodo: il Covid-19 la fa da padrone, infatti il tutto si svolge durante il periodo della pandemia nell'arco di poco più di un anno.
Ambientazione: Milano, la città della Madonnina è il centro operativo, per l'esattezza l'ospedale. Eh sì perché gran parte di "un bacio con gli occhi" è ambientato nel reparto di ematologia all'interno di una struttura ospedaliera universitaria.
Personaggi: Agata Molteni e Edoardo Ruggeri sono i protagonisti che alternano capitolo dopo capitolo il loro punto di vista. Lei è una specializzanda al primo anno e lui è il medico strutturato che deve seguire gli studenti e passar loro tutto il suo sapere. Ma c'è anche Giulia, la coinquilina pugliese che coincide l'appartamento con Agata e Enrico, lo specializzando con cui la protagonista farà amicizia.
Trama: all'interno di queste pagine troviamo un po' di tutto, da ciò che non vorremmo ricordare come l'impossibilità di avere contatti fisici con le persone accanto a noi, al lockdown, all'Italia divisa in zone colorate camuffata da semaforo, alla vita del personale sanitario, all'amore che sboccia nonostante tutto. La Bramati ha scritto un pezzo della vita nel momento più critico che l'Italia ha vissuto negli ultimi tempi.
Emozioni e pensieri: se da una parte non mi ha fatto troppo piacere tornare indietro, ricordare le code per entrare in un negozio a comprare qualcosa da mangiare, l'ansia di essere fermati dai carabinieri, la paura di farsi male e di dover andare all'ospedale ( diciamocelo chiaro, l'ospedale lo abbiamo immaginato come un luogo infernale popolato da mostri pronti a ucciderci, l'ospedale era il luogo meno sicuro dove poter finire, cioè meglio cucirsi una ferita da soli in perfetto stile Rambo che andare a farsi infettare e correre il rischio di non uscire più), ecco dicevo, se da una parte non ero proprio felice di ripassare quella lezione lì, dall'altra ero curiosa di sapere come la mia cara Virginia avesse scritto il tutto. Ha messo sul mercato una storia a mio avviso importante, scrivendo con la delicatezza che la contraddistingue di un periodo buio ma facendolo in maniera non opprimente. A noi che lo abbiamo vissuto basta leggere perché il nostro cervello elabori le immagini e le sensazioni. Non c'è stato bisogno di calcare la mano, non sarebbe comunque da Lei. Nel bel mezzo di questa tempesta di meteoriti ha inserito un bacio con gli occhi, che chissà se riuscirà a passare di livello e concretizzarsi!
Una storia storia che quando la cominci...vuoi finirla, anche se ipotizzi parte dell'epilogo, anche se non vorresti rileggere di un periodo triste che tutti speriamo esserci lasciati alle spalle. Virginia ha inserito l'amore in tempo di pandemia per donare speranza. Ecco io faccio fatica a immaginarlo un amore così in un periodo così, ma è la speranza che deve regnare e cosa meglio di un sentimento come quello la può fare rinascere?
L'autrice ha scritto un romanzo al di fuori delle "ragazze di Verate" e lo ha impostato diversamente. Se solitamente era la leggerezza a farla da padrona e all'interno veniva trattato un argomento attuale e rilevante...questa volta è un po' il contrario, c'è tutta una serie di elementi tosti su cui si poggia la storia e all'interno troviamo un elemento leggero.
Lo avete letto? Cosa ne pensate? Vi ho incuriosito un po'?

Recensione di Nadia #9 - Magisterium di H. Black e C. Clare


Fonte Google
Il libro
Magisterium, l'anno di ferro di H. Black e C. Clare
Editore: Mondadori| Pagine: 336| Pubblicazione: 2014| Prezzo 16,90€| Trama:Qui
Genere: fantasy ragazzi
Notizie sulle autrici


Holly Black
è autrice bestseller di più di trenta romanzi per bambini e ragazzi. Tradotti in trentadue lingue, i suoi libri le hanno permesso di aggiudicarsi numerosi premi. Vive in Massachusetts con il marito e il figlio in una casa che contiene una biblioteca segreta.
Cassandra Clare
è nata a Teheran e ha vissuto i primi anni della sua vita in giro per il mondo con la famiglia, trascinandosi sempre dietro bauli di libri. Dopo aver lavorato come giornalista tra Los Angeles e New York, ora fa la scrittrice a tempo pieno.
La saga Shadowhunters, che ha appassionato gli amanti del genere urban fantasy con milioni di copie vendute nel mondo, ha ispirato anche un film per il cinema e una serie TV.
Recensione di Nadia
Buongiorno lettrici e lettori!

Oggi voglio parlarvi del primo volume di una serie fantasy che forse voi già conoscete, ma che io ho scoperto da poco e che credo mi farà compagnia a lungo: sto parlando di Magisterium – L’anno di ferro, di Holly Black e Cassandra Clare.

Diversi anni fa, ormai, avevo iniziato la serie degli Shadowhunters di Cassandra Clare, e la stavo anche apprezzando parecchio. Solo che, a un certo punto, devo essermi persa tra i mille libri che la compongono e, se avessi voluto rimettere ordine tra quello che avevo già letto e quello che mi mancava, probabilmente avrei dovuto ricominciare da capo, perché era passato troppo tempo. Ero però alla ricerca di qualcosa di simile, una storia che potessi leggere per diversi romanzi, che fosse avvincente come quelle di Cassandra Clare ma allo stesso tempo ne fosse indipendente. Ho così scoperto Magisterium, e, arrivata alla fine del primo volume, devo dire che ne sono davvero soddisfatta.

Dopo il Massacro gelido, nel quale sua moglie ha perso la vita, Alastair Hunt è rimasto da solo con il figlio Callum, al quale si rifiuta categoricamente di insegnare la magia. Quando Callum viene selezionato per partecipare ai test di ingresso e poter entrare così alla scuola di magia, il Magisterium, il padre lo prega con tutte le sue forze di fallire la prova. Ma i Magister, nonostante i disastrosi risultati di Callum, hanno per lui altri piani…

Appena ho cominciato questo libro sono stata avvolta da quella sensazione che ricerco sempre in un romanzo, ma che non sempre riesco a trovare: l’impressione, cioè, di essere catapultata completamente in un altro scenario, di ritrovarmi quasi fisicamente nel mondo che l’autore (in questo caso le autrici) hanno creato. Ho avuto la certezza di aver trovato ciò che cercavo, e a questa sensazione si è sommata la felicità nel sapere che Callum e gli altri personaggi mi avrebbero fatto compagnia per i successivi quattro romanzi. La storia è avvincente già da subito, con lo strano colpo di scena che chiude il prologo, e di cui il lettore scoprirà il significato soltanto alla fine del libro. Callum i suoi compagni di apprendistato Tamara e Aaron e tutti gli altri personaggi sono caratterizzati perfettamente; ho amato da subito Subbuglio, il cucciolo di lupo del caos, e anche Groviglio, la lucertola-primitivo, anche se mi ha ricordato in un certo senso Dobby, l’elfo domestico di Harry Potter. La storia è abbastanza originale, nonostante credo non possa fare a meno di qualche debito nei confronti della Rowling. I colpi di scena sono diversi, ben dosati e calibrati lungo tutto il romanzo, e devo dire che, nonostante sia un’amante di gialli e thriller e quindi dovrei avere una certa esperienza, non me ne aspettavo neanche uno. Non vedo l’ora di proseguire questa storia e stavolta non ripeterò l’errore fatto con Shadowhunters: la leggerò quasi tutta di seguito, per non perdermi neanche un dettaglio!

Recensione di Baba #16 - Una specie di scintilla di Elle McNicoll


Il libro
Una specie di scintilla di Elle McNicoll
Editore: Uovo Nero| Pagine: 192| Pubblicazione: 2021| Prezzo 15,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa ragazzi 10+
Notizie sull'autrice

Elle McNicoll è una scrittrice scozzese e neurodivergente che vive a Londra. Si è laureata in scrittura creativa e ha lavorato come libraia, barista, blogger e babysitter, il tutto mentre si divertiva a scrivere storie.

Dopo aver completato la sua tesi di laurea sulla scarsa rappresentazione dei bambini neuro-divergenti, si è stancata della mancanza di inclusività nell'editoria e ha scritto lei stessa un libro. Il suo primo romanzo, A Kind of Spark (Una specie di scintilla nell’edizione italiana di uovonero), è stato pubblicato nel giugno 2020 dalla pluri-premiata casa editrice indipendente Knights Of e ha come protagoniste due giovani donne apertamente autistiche.

Dopo la pubblicazione, A Kind Of Spark è diventato in breve tempo il Blackwell’s Children’s Book of the Month e “libro per bambini della settimana" sia del Times che del Sunday Times. Il libro ha vinto il Blue Peter Book Awards 2021, a dicembre ha ottenuto il riconoscimento di Blackwell’s Children’s Book of the Year, è stato nominato per la Carnegie Medal e recentemente è entrato nella longlist del Branford Boase Award.

Il secondo libro di Elle McNicoll è un romanzo sci-fi con due protagonisti neurodivergenti: Mostraci chi sei.

«Sono una scrittrice. Sono un’autrice neurodivergente. Scrivo di tutto e di più, ma scrivo sempre di neurodiversità. Perché tutta la mia infanzia è stata un grande catalogo infinito di libri neurotipici. Libri brillanti. Libri eccitanti. Ma libri in cui i bambini come me venivano nascosti. Nelle occasioni incredibilmente rare in cui un bambino neurodivergente faceva la sua comparsa, di solito era un peso o qualcosa da temere. E mai l’eroe. Ogni bambino merita di vedersi riflesso positivamente nelle storie»

Recensione di Baba


Ecco che un altro libro Buongiorno come state? Io tutto abbastanza bene, insomma nessuna nuova buona nuova e di questi tempi credetemi... è una gran cosa. Oggi vi parlerò di un libro che non conoscevo assolutamente e che ho scoperto per puro caso, cercando autori il cui nome contenesse una "N". Eh...cosa non si fa per le sfide di lettura ah ah ah.
Dunque Addie è una ragazzina di 11 anni, autistica ad alto funzionamento, che vive in un paese non tanto lontano da Edimburgo. Ha due sorelle gemelle più grandi e una delle due ovvero Keedie, autistica, che frequenta l'università. Addie e Keedie hanno un legame speciale proprio perché si somigliano, provano le emozioni in maniera analoga e si sentono fuori posto in un mondo dove dovrebbe esserci unione e non discriminazione. La scuola di Addie un giorno affronta l'argomento delle Streghe messe al rogo anche nel loro paesino, perché diverse, perché non capite, perché considerare strane. Da quel preciso momento la giovane protagonista insieme alla sua nuova amica Audrey decide di dover fare qualcosa, anche se questo significa combattere contro la tremenda professoressa Murphy che proprio non la sopporta e probabilmente la vorrebbe in un'altra scuola. Deve combattere anche con i compagni di classe, che se possono le fanno un dispetto. Insomma un libro per ragazzi scritto bene, adatto a partire a mio avviso dalla quarta/quinta classe della scuola primaria anche se consigliano la lettura a partire dagli 8 anni. Credo sia importante che la lettura oltre ad essere divertente (come può esserlo un libro delle Tea Sisters) debba insegnare qualcosa. Questo romanzo oltre ad essere simpatico, infatti parla dell'amore per i libri, dell'amicizia, di piccoli screzi familiari e del cercare di portare a termine un progetto, affronta il tema della diversità e di quanto possa essere doloroso non sentirsi accettati per ciò che si è. Quanto può fare male venire accusati ingiustamente? Ecco, ad esempio spesso l'autrice si imbatte in questo, oltre alla mancanza di accettazione c'è una sorta di colpevolizzazione. Insomma è risaputo che ciò che non conosciamo spesso ci spaventa, quindi si attacca per difendersi dall'ignoto. È giustificabile? No, anche se si tratta di bambini,sono proprio le basi che vanno tracciate per far sì che da grandi capiscano l'importanza del rispetto.
Altro aspetto che mi ha colpita è la mancanza di preparazione da parte degli insegnanti e delle strutture: si fanno tanti discorsi sull'inclusione ma poi chi deve lavorare con i bambini è davvero preparato? Esistono ancora professori che escludono invece di creare un insieme fatto di tante diversità? Si parla di normalità ma cosa è normale? È normale che una compagna di classe di mia figlia a nove anni si metta i top di pizzo che le coprono giusto le "tette" e abbia i capelli colorati? Si, probabilmente sì. Allora deve essere normale che un altro bambino esca in pigiama. O che un bambino decida che lui non mette le scarpe e usa i pattini per andare ovunque. Questi sono esempi stupidi ma se ci pensate alcuni atteggiamenti un po' sopra le righe sono giustificati e visti "fighi" altri invece giudicati come "sfigati" o "strani". Ma soprattutto, vi siete mai chiesti dove siano gli autistici adulti?
Leggete questo libro, non è un capolavoro ma è toccante.
Ps c'è una cosa che mi ha tremendamente infastidita: l'uso della parola "autostimolazione". Spesso i bambini autistici hanno dei comportamenti o degli atteggiamenti che usano per combattere la noia o lo stress. Ad esempio muovere le parti del corpo sempre nello stesso modo per più tempo o battere un oggetto sul tavolo in maniera sequenziale, insomma cose così. L'autrice ripeterà questa parola tante, tante volte nel libro e vi assicuro che dopo un po' da lettore è stato noioso. Ma probabilmente non esiste una parola analoga per descrivere quell'azione lì. Detto questo... consigliate il libro ai vostri amici bambini! Spero lo apprezzeranno.

Recensione di Baba #15 - Tenebre e ossa di L. Bardugo



Il libro
Tenebre e ossa di Leigh Bardugo
Editore: Mondadori| Pagine: 240| Pubblicazione: 2020| Prezzo 17,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa fantasy - distopico
Notizie sull'autrice
Leigh Bardugo, nata a Gerusalemme ma cresciuta a Los Angeles, si è laureata a Yale e ha lavorato, tra l'altro, nella pubblicità e come giornalista. Autrice bestseller di romanzi fantasy, è la creatrice del GrishaVerse, un universo narrativo di cui fanno parte la trilogia Tenebre e Ossa (2020), Assedio e Tempesta e Rovina e Ascesa (2021); la dilogia Sei di corvi e Il regno corrotto (2019); Le vite dei Santi (2021) e Il re delle cicatrici (2022), primo volume della sua ultima dilogia, di cui questo romanzo è la conclusione. Con Mondadori ha pubblicato anche La nona casa (2020). Dai suoi romanzi ambientati nel GrishaVerse, Netflix ha realizzato una serie di otto puntate di grande successo, di cui è ora in lavorazione la seconda stagione.
Recensione di Baba


Dopo aver accumulato una serie di fallimenti (dal punto di vista del mio gradimento, non perché siano brutti libri) ho deciso di cambiare momentaneamente genere per cercare di capire se leggere qualcosa di assolutamente inverosimile nella vita reale sia accettabile per me in questo periodo di vita.
Mai dire che un genere non fa per noi, forse c'è un determinato momento della vita in cui alcuni libri sono più vicini alle nostre esigenze rispetto a altri. Ecco cosa è successo con questo libro. Dopo aver letto anni fa Divergent insieme ad Ombretta, sulla spiaggia in una estate uggiosa...ho deciso di approcciarmi a qualcosa di simile (oddio sì lo so che i libri sono completamente diversi ma dai, ci siamo capiti).
Alina e Mal sono i protagonisti di questa storia apparentemente complicata ma in realtà assolutamente lineare: c'è una faglia oscura che divide in due una città. In questa faglia ci sono dei mostri che una volta erano esseri umani. Questi Volcra, così si chiamano quegli esseri, uccidono tutti coloro che cercano di attraversare la faglia. Per questo il Re e l'Oscuro vogliono cercare di eliminare la faglia e riportare tutto alla normalità.
In questo mondo surreale alcune persone hanno dei poteri magici, sono i Grisha, che da bambini vengono ispezionati per sincerare l'appartenenza a questa casta oppure no.
Alina lo è e Mal no, così dato che sono cresciuti insieme in una sorta di orfanotrofio...lei non voleva separarsi dal suo unico amico e in qualche modo è riuscita a mascherare i suoi poteri.
Un romanzo che prevede delle lotte, dei buoni e dei cattivi schierati, il male contro in bene e via così. Il finale è stato decisamente prevedibile, sia dal punto di vista della vita privata sia dal punto di vista dell'avventura. Non per questo però l'ho trovato banale. Una lettura piacevole che è riuscita a catturare la mia labile attenzione regalandomi qualche momento divertente proprio nel Palazzo Piccolo, il luogo dove Alina andrà a vivere per qualche tempo. Anche Mal non è male, nonostante sia un personaggio abbastanza stereotipato (almeno per adesso). Insomma non è qualcosa che mi ha sconvolta ma l'ho trovato piacevole e proseguirò la serie. Non garantisco di finirla ma...ci sono buone possibilità che io vada avanti ah ah ah.
Mi ha fatto bene cambiare aria, approcciarmi a qualcosa di più avventuroso e meno realistico. Mi sono allontanata dai problemi quotidiani della mia vita e da quelli che leggo all'interno dei libri di narrativa contemporanea. Mi ha fatto bene. Grazie Ombretta, buona scelta