5 blogger per un autore #5 - Charlotte Link - Il peccato dell'angelo


Buongiorno signori, come state? Siamo a fine settembre, per molti le vacanze sono solo un lontano ricordo e attendiamo il Natale ah ah ah!  
Nel frattempo però... "cinque blogger per un autore" sono tornate! 
Chi sono? Ecco qui:
ChiaraChiccaDaniela, Ombretta e io ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere Charlotte Link, autrice che ha in attivo diversi titoli e che continua a sfornarne di nuovi, famosa per i suoi romanzi thriller ma anche per quelli ambientati nella storia più moderna. Io ho letto "Il peccato dell'angelo"


Questo è il primo romanzo che leggo di questa autrice molto attiva ma non così tanto conosciuta (io almeno non conosco nessuno a parte le mie amiche blogger, che l'abbiano letta). Posseggo diversi suoi libri poiché conoscevo una persona che l'amava molto e qualcuno me lo ha regalato lei, altri li ho recuperati tra mercatini e scambi. Questo mese avevo diversi impegni, non avrei avuto il tempo di leggere circa cinquecento pagine, ovvero le pagine medie dei suoi libri, così ho optato per questo volume in ebook, l'unico un po' più breve. Nono so se la scelta sia stata eccellente vista la prevedibilità della storia...
Janet è la moglie di Phillip, madre di due gemelli, Mario e Maximiliam e il secondo è rinchiuso in un ospedale psichiatrico per aver commesso qualche atto tremendo. Lei è giovane, ha avuto i suoi figli a diciannove anni e adesso ne hanno ventiquattro, è sposata da più di metà della sua vita con un uomo buono e paziente ma nonostante questo Janet è innamorata da sempre di un ispettore inglese, Andrew, che torna a trovare dopo moltissimi anni. La sua appare come una fuga...ma d'altronde è abituata a fare così, quando c'è un problema lei nasconde la testa nella sabbia oppure scappa.

Quello che ho parecchio apprezzato è lo stile fluido e scorrevole dell'autrice che mi ha permesso di divorare il libro anche se...
Esatto, c'è un anche un grande e grosso anche se. Ma mannaggia la pupazza, com'è possibile che dopo due capitoli io senta puzza di bruciato? Questo forse può accadere a un narratore non troppo esperto ma la signora Link non è proprio alle prime armi. Andando avanti a leggere ho riscontrato sempre più tasselli pronti a confermare i miei sospetti. Voi penserete che io sia molto acuta. Grazie per il complimento ma no, spesso e volentieri non arrivo a capire l'assassino o l'epilogo della faccenda. Sopratutto non voglio avere ragione a un quarto dall'inizio della lettura altrimenti santo cielo mi annoio. 

I personaggi sono abbastanza fastidiosi, ma questo non necessariamente è sinonimo di libro non piacevole. 
Janet è misteriosa, ma io avevo palesemente capito il perché fin dall'inizio, i due gemelli ambigui, Phillip è abbastanza smidollato e senza spina dorsale, Andrew potrebbe essere un buon personaggio ma per la miseria, torna una vecchia fiamma praticamente dal nulla, si trasferisce in casa tua nonostante abbia un marito a casa che nel mentre la sta cercando, dai o lei è come Circe...oppure cresci ragazzo. Ma vogliamo parlare dei ragazzi che si danno del lei? Siamo nel 1995 per la miseria, ero una teenager all'epoca e se un ragazzo poco più grande che avrebbe potuto essere tranquillamente il mio fidanzato mi avesse dato del lei mi sarei sentita un pochino in imbarazzo! Solo i professori avevo quel riguardo. 

Quindi, se non fosse ancora chiaro il libro mi ha delusa. Sì, perché a mio avviso l'autrice scrive bene, le descrizioni sono accurate ma essenziali, senza merletti inutili ma comunque decisamente chiare, la sua scrittura va da sola, senza sforzo. Peccato la trama. Io non ho idea di come possano essere gli altri romanzi...ho sentito parlare bene degli storici. Vedremo, tanto ne posseggo un bel po', magari prima di portarli in biblioteca potrò dare una seconda opportunità. 

Ma adesso andiamo a scoprire le letture delle mie amiche e vediamo cosa ne pensano. 

Recensione di Nadia #13 - Tre di V. Perrin


Il libro
Tre di Valerie Perrin
Editore: E/O| Pagine: 624| Pubblicazione: 2021| Prezzo 19,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
I romanzi precedenti di Valérie Perrin, Il quaderno dell’amore perduto e Cambiare l’acqua ai fiori, sono stati successi mondiali. Tradotti in una trentina di paesi, hanno venduto oltre due milioni di copie. Con Il quaderno dell’amore perduto Valérie Perrin ha vinto nel 2018 il Prix Choix des Libraires e con Cambiare l’acqua ai fiori il Prix Maison de la Presse nel 2018 e il Prix des Lecteurs du Livre de Poche nel 2019.
Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!

L’autunno è ormai alle porte e, per non sentire troppo la malinconia delle giornate che si accorciano e del buio che incombe, come al solito mi rifugio nei libri. Quest’estate ho avuto alcune delusioni dal punto di vista letterario, ma finalmente ho trovato una storia che mi ha riappacificato con la lettura: sto parlando di Tre, di Valérie Perrin.

Nina, Etienne e Adrien si conoscono il primo giorno di quinta elementare, nel 1986, a La Comelle, un paesino della Saone et Loire. Hanno tutti e tre il cognome che comincia per B (Beau, Beaulieu, Bobin) e finiscono tutti e tre nella stessa classe, quella del temuto maestro Py. Nina prende per mano i suoi due nuovi amici e affrontano insieme questa nuova avventura. Non sanno ancora che sarà la prima di tantissime altre.

Avevo letto Cambiare l’acqua ai fiori quando era già un caso editoriale, e l’avevo apprezzato, anche se non mi aveva fatto impazzire. Avevo trovato la protagonista un po’ troppo filosofica e sentenziante per i miei gusti, anche se la parte di “mistero” e il rapporto con il marito mi avevano incuriosita. Questo “Tre” mi è piaciuto decisamente di più. Il romanzo non ha nulla di particolarmente originale: da Jules e Jim a The dreamers siamo abituati a libri e film che raccontano ménages a trois più o meno improbabili, e infatti temevo questo risvolto piuttosto banale della storia. In Tre però non c’è nulla di tutto questo: quella tra Nina, Etienne e Adrien è davvero soltanto una grande amicizia, anche se, come tutte le vere amicizie, non esente da incomprensioni e problemi.

I tre protagonisti sono perfettamente caratterizzati, autentici, con i loro pregi e i loro difetti; rimangono credibili in ogni loro comportamento, coerenti con il loro vissuto. Non ho percepito nessuna nota stonata, tutto ha perfettamente senso per me in questa storia e non poteva andare diversamente.

L’ambientazione forse è ciò che maggiormente mi ha conquistata: il periodo tra gli anni Ottanta e i Novanta è anche quello della mia infanzia e adolescenza, i protagonisti di questa storia hanno solo due anni più di me e, sebbene conosca soltanto alcune delle marche francesi citate nel romanzo, sono bastate per riportarmi a quell’atmosfera alla “Il tempo delle mele” che tutti noi oggi quarantenni ci ricordiamo.

Lo stile delle Perrin è sempre impeccabile, mi sono spesso ritrovata a essere profondamente infastidita nel dover abbandonare la lettura per tornare alla vita reale con parecchia fatica, e questo mi capita soltanto con i romanzi che davvero mi coinvolgono, e non sono più tanti ormai. Come se non bastassero le vicende di Nina, Etienne e Adrien l’autrice ci regala anche un piccolo giallo (che comunque riguarda uno dei tre protagonisti molto da vicino) e un (per me grande, in quanto non l’avevo minimamente capito) colpo di scena a tre quarti di storia, che mi ha fatto dire “Perrin mi hai fregato!” proprio come lo dico spesso al mio amato Bussi.

In conclusione un romanzo intenso, per certi aspetti una sorta di “operazione nostalgia” che però conserva quella giusta dose di originalità da non farlo scadere nel banale o nel ritrito. Una storia avvolgente e per certi aspetti commovente che consiglio a chi ama i romanzi ben scritti che sanno trasportare altrove.

Recensione di Baba #28 - Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven

 

Desperate 

Il libro
Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven
Editore: DeA| Pagine: 400| Pubblicazione: 2015| Prezzo 10,00€| Trama:Qui
Genere: YA
Notizie sull'autrice
Jennifer Niven vive a Los Angeles ma è cresciuta nello Stato dell’Indiana. Il suo primo romanzo, Raccontami di un giorno perfetto, è stato un sorprendente caso editoriale, bestseller in tutto il mondo e vincitore di numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Mare di Libri 2016. Da Raccontami di un giorno perfetto è stato tratto un film Netflix con Elle Fanning e Justice Smith come protagonisti e la stessa Jennifer Niven come sceneggiatrice. Per De Agostini ha pubblicato anche i romanzi L’universo nei tuoi occhi e Respiro solo se tu.
Recensione di Baba
e 1/2


Ho letto un libro di Jennifer Niven diversi anni fa, non mi ricordo il perché e nemmeno chi me la consigliò. Quel libro però lo ricordo bene: non avevo aspettative e mi rimase impresso per diverso tempo. Lo stile dell'autrice mi entrò dentro e comprai presto un altro suo libro, questo qui di cui vi parlo oggi. 

Raccontami di un giorno perfetto narra la storia raccontata attraverso due punti di vista alternati di due teenagers: Violet e Finch. Abitano in paesino dell'Indiana, non potrebbero essere più diversi eppure...eppure hanno qualcosa in comune: entrambi non sono ragazzi comuni per motivi diversi ma se Violet fa di tutto per celare il suo dolore e per far tacere il mostro che le cresce dentro, Finch invece viene etichettato come Strano, Svitato e altri epiteti simili. 
Nonostante i due vadano a scuola insieme non si rivolgono la parola: lei è popolare e lui lo è ma nella maniera sbagliata. Complice un giro sul tetto e un presunto tentato suicidio di qualcuno...i due inizieranno a parlarsi e tra loro nascerà qualcosa di particolare, trasgressivo, forte. Fino a quando...

Premetto che si tratta di uno Young Adult, quindi ahimè lontano dalle mie farfalle nello stomaco e dai trucchetti per piacere o meno ai ragazzi. Ancora una volta però la Niven mi convince, mi tiene incollata alle pagine e non mi fa perdere una battuta. Per alcuni aspetti questa storia sembrerebbe scontata, forse lo è, ma è la penna della Niven e la psicologia dei due protagonisti a farti venire voglia di leggere ancora e ancora. 

Altro particolare interessante è il fatto che l'autrice parli ancora di persone "diverse", "etichettate", facili da mettere ai lati per un motivo o per un altro. 
Jennifer ci parla di casi di suicidio, ci parla di buchi neri, di grande sonno, mette in guardia i suoi giovani lettori, non lascia scampo. Una lotta verso la vita, una cosa continua che per chi sta bene sembra la normalità, sembra banale, scontato, ma non lo è per chi soffre di depressione o per chi ha subito dei traumi psicologici o fisici. Qual è la percentuale di suicidio tra i giovani? Quanti hanno il coraggio di parlarne senza paura di essere messo da parte. Perché un problema fa paura, come se ci fosse il rischio di contagio. 
Poi ci parla di perdite, di violenze familiari, di famiglie sfasciate, di colpe che non ci sono. Tutto in unico libro e non sembra sovraffollato, sembra giusto così.

Mi piace pensare che ci siano molti adulti che grazie alle storie stiano accanto ai giovani, li facciano sentire speciali, parte di un tutto. Credo che la Niven ci riesca. Ma forse io sono grande e vedo cose anche quando non ci sono. 

Recensione di Baba #27 - Se prima eravamo in due di Fausto Brizzi

Fonte Google


Il libro
Se prima eravamo in due di Fausto Brizzi
Editore: Einaudi| Pagine: 120| Pubblicazione: 2017| Prezzo 13,00€| Trama:Qui
Genere: biografie
Notizie sull'autore
Fausto Brizzi (Roma, 1968) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Con il suo film d'esordio Notte prima degli esami ha vinto il David di Donatello e il Nastro d'Argento. Tra le altre sue opere: Ex, Maschi contro femmine, Com'è bello far l'amore, Pazze di me. Per Einaudi ha pubblicato Cento giorni di felicità (2013 e 2017), tradotto in Francia, Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Brasile, Israele, Repubblica Ceca, Slovacchia, Serbia, Turchia, Australia, Se mi vuoi bene (2015 e 2016), Ho sposato una vegana (2016 e 2017) e Se prima eravamo in due (2017).
Recensione di Baba


Ho conosciuto Brizzi grazie al consiglio spassionato di un'amica blogger una decina di anni fa e dopo aver letto "cento giorni di felicità" ho capito che questo autore faceva per me. "Se prima eravamo in due" è il secondo libricino scritto dal noto regista sulla sua vita di coppia, quest'ultimo tratta la gravidanza dell'ormai ex moglie Claudia Zanella e la nascita della piccola Penelope Nina detta Penny. L'autore è simpatico, non c'è che dire ma questo volume non mi ha rapito come invece è accaduto con i suoi precedenti e vediamo il perché.

Claudia, a detta di Brizzi, era una nota vegana integralista, salutista al 100% e attenta all'ambiente, ci ha permesso di sorridere grazie a numerosi siparietti durante la lettura di "Ho sposato una vegana", adesso però anche basta...ok tu mangeresti anche le gambe del tavole mentre lei ti propina il digiuno dell'uva...la bambina a parte l'allattamento seguirà una dieta strettamente vegana, pure il ginecologo deve essere Vegan Ok: Brizzi cambia argomento. 

Secondo punto che mi ha fatto arricciare un po' il naso è stata proprio la fine. Ho ben compreso che questa storia fosse dedicata alla figlia, con tanto di lettera finale da leggere post mortem del padre. Insomma, davvero? Mol molto carina l'idea, però io avrei preferito che queste cose non fossero pubblicate. Cioè mi è sembrato come se sfruttasse in nome della figlia per vendere un libro. Puoi farlo con te stesso, con tua moglie che è adulta e consenziente, ma non "usando" una bambina di appena un anno. 
Non fraintendetemi, sarei stata felice se mio padre mi avesse dedicato un libro, però secondo me...è come lo fai. Le ultime dieci pagine le ho trovate davvero molto molto di cattivo gusto. 

Indubbiamente leggere queste pagine intime (perché qui non si tratta di un romanzo ma di vita vera) dopo aver letto della separazione tra i due e i motivi che li hanno portati a separarsi...mi ha fatto un po' ridere. Ecco perché a mio avviso non bisogna mai sbilanciarsi troppo nelle dichiarazioni d'amore pubbliche, non è prudente tatuarsi il nome del marito o della moglie sul braccio...insomma il "per sempre" non esiste sempre e quando accade...è perché si ha lottato, non ci si è risparmiati ma a volte non basta lo stesso. 

Per concludere, il libro si lascia leggere, lo stile dell'autore è sempre simpatico e scorrevole e la storia è quella di un padre innamoratissimo di sua figlia prima ancora di averla vista. Dolce e commovente quest'uomo che diventa padre quando ormai la sua famiglia aveva perso le speranze, un uomo che comprende il potere del DNA e che si rende conto che sarà schiavo di Penny finchè vivrà. 

Se volete una lettura leggera e di intrattenimento potete prenderlo in considerazione :-) A me non ha rapito il cuore ma questo non significa nulla! E' indubbiamente un libro scorrevole.