#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #35 - Una famiglia felice felice - recensione

lunedì, dicembre 10, 2018 Baba Desperate Bookswife 6 Comments



Buongiorno lettrici e lettori, come ve la passate? Io sono appena tornata da un simpatico weekend a Padova: pur avendo origini venete da parte di mamma non ero mai stata in questa bella città e ho approfittato della mostra su Gauguin e gli impressionisti per visitarla… devo dire che ne è valsa davvero la pena!

Ma voi siete qui per leggere di libri, quindi bando alle ciance e andiamo al sodo: oggi vi parlo di Una famiglia felice: un libro che mi sarebbe anche piaciuto, se non fosse che la Piemme lo presenta come thriller, mentre thriller non lo è affatto. Vediamo se riesco a spiegarmi.

La protagonista della nostra storia è Grace: psicoterapista, ha scritto una sorta di saggio, dal titolo Avresti dovuto saperlo (You should have known, che è anche il titolo originale del romanzo), in cui mette in guardia dallo scegliere il marito sbagliato le giovani donne in procinto di sposarsi. La tesi di Grace è, apparentemente, semplice: il nostro istinto ci dice già tutto ciò che abbiamo bisogno di sapere appena entriamo in contatto con una persona, e chi non lo ascolta rischia di prendere, nel migliore dei casi, una grossa fregatura, e di rovinarsi la vita nel peggiore. Grace scrive queste cose dall’alto della sua meravigliosa storia d’amore con il marito Jonathan, ma è davvero sicura che il suo matrimonio sia così idilliaco come lei si ostina a credere?

All’inizio Grace sta abbastanza sull’anima: perfettina, ingessata, convinta di avere la verità in tasca, si percepisce il suo senso di superiorità nei confronti delle sue pazienti e anche delle sue “amiche”, ovvero le madri dei compagni di classe del figlio Henry, iscritto alla scuola più esclusiva del quartiere, scuola che Grace stessa ha frequentato da ragazzina. Avrà modo di ridimensionarsi, ovviamente a sue spese.
Come dicevo più su, il problema di questo thriller è che non è un thriller. È scritto molto bene, con uno stile sorprendentemente ricco e periodi complessi e ipnotici che danno un’interessante chiave di lettura sulla società americana e soprattutto su quella ricchissima fetta di popolazione newyorkese che vive, studia e lavora nell’ambiente super esclusivo di Manhattan. Però non c’è suspense, non ci sono salti sulla sedia, non ci sono cambiamenti di scena o di punti di vista che possano far crescere la tensione e portarla alla resa dei conti finale. Tutto il romanzo è incentrato su Grace, sulle sue convinzioni inizialmente granitiche, che vengono messe in discussione a mano a mano che si scoprono retroscena inquietanti e le fanno riscoprire una rete di relazioni a cui, più o meno responsabile, aveva voltato le spalle. È un romanzo lento, e un thriller lento fa storcere il naso quasi sempre. Funziona molto bene, invece, se si sceglie la chiave di lettura della crescita di un personaggio: come sorta di romanzo di formazione con venature sociologiche è apprezzabile, e rischia addirittura di insegnare qualcosa. Ma non apritelo quando siete in cerca di un thriller adrenalinico: rischiereste di odiarlo.




You Might Also Like

6 commenti:

  1. Leggo pochi thriller e se li leggo...almeno che siamo belli! Questo lo lascio sullo scaffale. Grazie. Lea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido in pieno, Lea! Grazie a te di essere passata!

      Elimina
  2. Ciao ragazza! Anche io passo. Mi arrabbio sempre quando incontro dei libri che dovrebbero essere thriller e poi invece sono altro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me fa innervosire un sacco, parto con determinate aspettative che si sgonfiano miseramente durante la lettura... Poi sono una che ha i sensi di colpa ad abbandonare i libri senza finirli, quindi puoi capire...

      Elimina
  3. L'ennesimo Grande Thriller Newton che grande non è, no. Passo. Grazie, Nadia. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco Michele, sono talmente abituata alle "sòle" della Newton Compton che le ho erroneamente attribuito questa pubblicazione, che è in realtà PIEMME. Mi scuso con tutti. Grazie mille a te di essere passato!

      Elimina