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Recensione - "Ambulatorio 62 , L'inchiostro che parla di cancro" di Ivan Caldarese

mercoledì, luglio 13, 2016 Baba_Books Desperate Bookswife 8 Comments

Buongiorno lettori, oggi vi parlerò di una lettura seria seria, di quelle che non contengono ironia, perchè quando certi mali ti cadono addosso, non sai come li prenderai. Ivan ci racconta il suo viaggio e questo è il suo Diario. 





Titolo: Ambulatorio 62 - l'inchiostro che parla di cancro
Autore: Ivan Caldarese
Casa Editrice: Marotta & Cafiero
Pagine: 130
Prezzo: 10,00€
Pubblicazione: marzo 2016
Sinossi: Sul sito dell'editore


 

Notizie sull'autore:
Ivan Caldarese è nato nel 1977, lavora, ama cucinare e dormire, legge Hemingway, Hesse ed è maledettamente curioso di imparare. Adora vivere e gli animali, un difetto? Gli piace pensare e sognare.
Pubblica nel 2012 il suo primo libro "Il dono più bello" dove racconta l’abbraccio dell’universo e il modo con cui questo l’ha cambiato.
Ha preso parte e partecipa a svariati concorsi ottenendo ottimi risultati, nel 2014 si classifica al 5° Posto alla I^ Edizione del Premio di Poesia “Progetto Alfa”, nello stesso anno arriva Finalista alla I^ Edizione del Premio di Poesia “Una poesia per l’Africa” e al Premio di Poesia Internazionale “Alda Merini” con Targa di Merito nell’edizione del 2015, ha inoltre preso parte a rassegne poetiche di rilievo sociale come “Autori e Amici di Marzia Carocci” patrocinata dal Comune di Firenze con il ricavato a favore della Lega del filo d’oro.
Ha trovato il vero amore, guarda il mondo e pensa a come renderlo migliore per la sua bambina, chissà prima o poi scriverà un romanzo.


Un giorno di maggio stai girando gli stand del Salone del Libro di Torino quando la Libridinosa ti prende per un braccio e ti dice: "Dobbiamo andare allo stand numero GHVDFG568547598 e dobbiamo incontrare un autore". Così, presa dall'entusiasmo della mia fidata blogger detta simpaticamente Mammix, la seguo. 

Ci rechiamo allo stand della Casa Editrice Marotta & Cafiero, editori napoletani impegnati socialmente, ma qui ci sarebbe da scrivere un altro post.
Conosciamo Ivan Caldarese e il suo romanzo. Capisco subito che quel libro fa al caso mio, ma anche no. Insomma sono combattuta, come mai proprio adesso mi ritrovo davanti questo giovane uomo con in mano un libro sul cancro?? 
Lui gentilmente ne dona una copia ad entrambe, ma io non lo leggo. Troppi pensieri e la forza di aprire la prima pagina non arriva. Non è il suo momento, non sono pronta. In famiglia la parola CANCRO non si nomina, si usano nomignoli come il "tu sai chi" di  Harry Potter.

Passano i mesi, il coraggio arriva, il momento è arrivato: Ambulatorio 62 è pronto e io anche, forse. 

Non so cosa mi aspettassi da questa storia, l'ho letta senza pormi domande e in poche ore sono arrivata alla fine di questo prezioso Diario che raccoglie i pensieri più intimi dell'autore. Che cosa vuol dire essere malati? Avere all'interno del proprio corpo un ospite indesiderato che non se ne andrà facilmente perchè radicato, perchè il corpo che lo ospita è accogliente e questo coso non vede l'ora di ingrandirsi e magari fare figli che non appena saranno pronti potranno andare ad abitare in altri preziosi e altrettanto accoglienti organi. 

Come ci si sente??? Ognuno ha un suo modo di interpretare la malattia, di viverla, c'è chi la prende con il sorriso ironico sulle labbra e cerca di trascorrere tutto quello che gli è dato da vivere con la maggior forza che trova, o chi invece si lascia andare, perchè il carattere è tutto e se lo spirito viene a mancare, il corpo probabilmente cede ancora prima. 

Questa raccolta di pensieri non è ironica come potrebbe essere il famoso romanzo di Brizzi "Cento giorni di felicità" e nemmeno strappa lacrime e, a mio avviso irreale, come "Colpa delle stelle" di Green. E' semplicemente vita vera, non. Cosa può passare per la testa di una persona alla quale hanno appena diagnosticato qualche cosa che ancora oggi può portare il corpo a tornare polvere? 
Ivan si apre e ci porge il suo più intimo contributo: raccoglie i suoi pensieri, le sue paure, la perdita di un amico, tutto il suo dolore e anche la sua forza.
E' impossibile commentare storie come questa, che sono testimonianze. E' ben scritto, profondo, toccante. Ma non posso dargli un voto da uno a cinque, perchè se la sintassi è corretta, la forma è molto buona e lo stile curato, questa è l'esperienza di Ivan, sono i pensieri di Ivan, il dolore fisico e mentale di Ivan. Non è un romanzo, nemmeno una storia. E' un dono che non possiamo fare altro che custodire con cura. Farlo leggere alle persone che ne hanno bisogno e fare il tifo, per tutti coloro che possono farcela e per tutti quelli che purtroppo hanno lottato abbastanza ma probabilmente hanno finito le munizioni. 

Quindi amici cari, potete leggerlo, ma dovete essere pronti ad immergervi in una storia forte, e dovete sforzarvi di capire e di empatizzare. Non sono certa certa che sarei riuscita ad abbracciare le parole di Ivan se in questo momento non stessi vivendo - non in prima persona - un momento difficile. Sicuramente anche grazie a lui mi sono sentita meno sola e forse potrò aiutare qualcun altro e certamente regalargli questo libro.

Ed eccomi qui, La Libridinosa in persona, che fa un'incursione a gamba tesa! 
Anche io ho letto questo libro diario. E anche io sono passata, indirettamente, da un'esperienza del genere. Ma, a differenza di Baba (che è notoriamente la parte sensibile del gruppo!), io ho tirato dritto per la mia strada. E, a contatto con queste pagine, non mi sono lasciata travolgere e coinvolgere.
Lo dico sempre: io, quando leggo, non mi lascio influenzare dalle esperienze vissute. Non so se sia un pregio o un difetto; di sicuro è qualcosa che mi aiuta a non far riemergere certi dolori.
E allora perché non scrivo anch'io la mia bella recensione? Perché, come ho già detto ad Ivan, io non me la sento di "giudicare" (insomma, non foderiamoci gli occhi, perché una recensione quello è: un giudizio) un diario.
Questa, come vi ha già anticipato Baba, è la vita di Ivan, il suo percorso all'interno del dolore e della malattia. E io non posso dirvi se è bello o brutto e farla finita lì.
Non mi sono mai posta limiti nelle letture e non mi sono mai permessa di dire a qualcuno di non leggere un libro. In questo caso, non so... È una storia forte che non tutti possono capire.
A voi la scelta di leggerlo o meno. Io, stavolta, non mi esprimo.

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8 commenti:

  1. L'ironia della cosa è che sono passata casualmente di qui con l'intento di prendere atto al volo del rating. Basita un attimo, mi sono messa al leggere e mi è subito tornato in mente il vostro tour al Salone del libro. OK, tempo ne ho, leggiamo.
    Ecco, posso dire che sono contenta di aver avuto quel guizzo ed essermi fermata un momento.
    Mi è capitato un sacco di volte di vedere intorno a me, amici e coetanei che perdevano qualcuno, persone di famiglia, persone amate, in quei momenti mi sono quasi sentita in colpa, perché io, una una cosa del genere, non so neppure cosa significhi, a malapena riesco a immaginarlo.
    Tu e Laura avete messo insieme un lavoro incredibilmente onesto e delicato. Brave ragazze!

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    1. Grazie Rosa. Ammetto che è stato difficile. Un conto è prendere un romanzo, smontarlo e scrivere il proprio pensiero. Altro conto è entrate nella vita di una persona che ancora sta lottando e scrivere. Cosa poi? Ivan è una persona deliziosa, sincera e disponibile.la sua lotta è la diffusione e l'apertura verso il prossimo. Ha trasformato un'esperienza tragica in un libro che non fa piangere, che non ti porta a prosciugare gli occhi - che sarebbe stato più facile - ma ti fa riflettere, ti fa ammirare e sopratutto ti fa sentire fortunato. Perché se chi lo legge è sano, non può che ringraziare Dio per tutto quello che ha. Bacioni Rosa

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  2. Grazie per le belle parole, sono felicissimo di avervi conosciuto....

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    1. Altrettanto per me Ivan. Continua così, sei una persona che ammiro tanto

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  3. una recensione molto schietta, toccante e intelligente. in questo momento forse non è il mio genere di libro ma non lo conoscevo e mi hai comuqnue coinvolta. bravissima come sempre
    http://www.audreyinwonderland.it/

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    1. Grazie Amrita, i tuoi complimenti mi fanno molto piacere. Un libro che mi lasciato qualcosa, non adatto a tutti, ma comunque intenso. A presto, un abbraccio

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