Malvaldi,

Recensione: " Buchi nella sabbia" di Marco Malvaldi

mercoledì, dicembre 30, 2015 Baba_Books Desperate Bookswife 7 Comments

Buongiorno a tutti, allora siete pronti a salutare il 2015? Devo ammettere che non mi dispiace nemmeno un po' fargli "ciao ciao" con la manina. Quindi, nonostante sia sinonimo di invecchiamento, benvenuto 2016!! Ma veniamo a noi, oggi vi tocca leggere il mio commento sull'ultimo libro scritto da quella canaglia del Malvaldi, e non è un ottimo modo di finire l'anno...



VOTO: 

Titolo: Buchi nella sabbia
Autore: Marco Malvaldi
Casa Editrice: Sellerio
Pagine: 256
Prezzo: 14,00€
Pubblicazione: 4 novembre 2015



Notizie sull'autore:
Nato a Pisa nel gennaio del 1974, è un noto scrittore giallista. Studente della Scuola Normale Superiore di Pisa e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa, ha esordito nella narrativa nel 2007, con "La Briscola in cinque", pubblicato con la casa editrice Sellerio. Negli anni ha pubblicato i successivi capitoli della serie del Bar Lume e dopo il successo è stata girata una fiction in onda su Sky "I Delitti del Bar Lume".

La serie è composta da:
- La briscola in cinque (2007)
-Il gioco delle tre carte (2008)
-Il Re dei giochi (2010)
-La carta più alta (2012)
- Il telefono senza fili (2015)

Altri romanzi:
-Odore di chiuso (2011)
-Milioni di Milioni (2012)
- Argento vivo (2013)
- La famiglia Tortilla (2014)
- Buchi nella sabbia (2015)






Sono andata alla presentazione di questo libro e, come sempre, ho amato le parole pronunciate da Marco, che per l'occasione è stato presentato e accompagnato da Margherita Oggero. Non vedevo l'ora di imbattermi in questa storia che parla di Opera Lirica, nonostante io non sia un'appassionata, anzi.
Marco Malvaldi è un incantatore di serpenti, un animale da palcoscenico, grazie alle sue parole e alla parlantina spigliata, condita da quell'accento toscanaccio, sarebbe in grado di farmi comprare e leggere anche la lista della spesa di Samanta (sua moglie).
Purtroppo per me però, questo libro ha deluso le altissime aspettative: difficile da seguire e dal ritmo troppo poco incalzante. Ma facciamo un passo indietro.
Siamo nel 1901, a Pisa, e stiamo per assistere alla rappresentazione della Tosca di Giacomo Puccini al Teatro Nuovo. Alla prima sarà presente Sua Maestà in persona e il giornalista de "La Stampa" Ernesto Ragazzoni. Chi ha deciso di uccidere questa volta il nostro autore toscano? Un cantante, direttamente sul palcoscenico. Così il Tenente dei Carabinieri Pellerey si ritrova tra le mani un caso spinoso, tra anarchici burloni, una Tosca sconvolta, un Ragazzoni sempre annaffiato di vino come Dio comanda e un Capitano che gli rende la vita difficile.
Perchè non mi è piaciuto? Caspita giuro che spiegare le mie motivazioni non è così semplice: ho trovato la storia poco intrigante, ovvero a un certo punto mi è sembrato che l'omicidio e le indagini fossero quasi il contorno e non la portata principale. Troppi termini tecnici e incisi per gli "addetti ai lavori" hanno reso questa lettura lenta e non troppo avvincente. La mia stessa curiosità è presto scemata.

Devo ammettere che la parte finale del libro è la migliore, come se tutto si fosse ripreso un pochino dopo uno scivolone: conosciamo meglio il Tenente Pellerey, ci affezioniamo e sorridiamo delle sue strategie e debolezze. 

Mi sono resa conto che se non avessi ascoltato la sua presentazione il voto sarebbe stato ancora più basso, tante cose le ho comprese perchè le ha spiegate lui stesso, ma questa non dovrebbe essere una giustificazione, un romanzo dovrebbe scorrere indipendentemente dalla sua presentazione, quest'ultima dovrebbe essere un'opportunità, un approfondimento e non un elemento di comprensione.

Cosa ho maggiormente apprezzato:

  • E' un romanzo scritto da Malvaldi, il mio giallista italiano preferito.
  • Nonostante lo stile poco scorrevole i personaggi mantengono le caratteristiche che contraddistinguono i "Malvaldiani".
  • Ho scoperto Ernesto Ragazzoni che non conoscevo e sicuramente è un personaggio poco noto, ma non questo poco meritevole di approfondimenti.

Cosa mi è piaciuto meno: 


  • Non è un libro per tutti, la sua particolarità nello stile e sopratutto nella scelta dell'ambientazione è un po' limitativo - per la massa, me compresa -.
  • I troppi incisi e approfondimenti sull'Opera e il Teatro hanno reso la lettura ancora più lenta.
  • Forse, se avessi amato l'Opera Lirica avrei apprezzato di più il lavoro del Malvaldi, probabilmente questo è stato un ostacolo che ho sottovalutato.

Scritto questo, con rammarico, mi butterò su "Argento Vivo", sono certa che sarà un lettura più scorrevole. 
A presto,

Salvia




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7 commenti:

  1. Barbara sono d'accordo con te al mille per mille! Anche io adoro Malvaldi ma questo libro l'ho trovato un po' troppo impostato, come se l'autore avesse un po' esagerato nel far sfoggio della sua erudizione (sa veramente un monte di cose!). Comunque rimane tra i miei scrittori preferiti :-)

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    1. Esatto!! Sembra quasi che abbia "sboronato " un po'. Comunque ho letto tantissimi pareri postivi quindi può anche essere che io non sia all'altezza del libro. Va beh mi rifarò con il.prossimo. un abbraccio a te!!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Fuggo lontana allora. Di Malvaldi ho letto solo La briscola in cinque, ma poi non ho avuto desiderio di proseguire la lettura con gli altri libri della serie.
    Dici che dovrei?
    Lea

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    1. Ciao Lea, secondo me dovresti proseguire con la serie, anche se il secondo capitolo è quello che mi è meno piaciuto. Il quarto e il quinto però sono magnifici!!! Un abbraccio

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    2. Ciao Lea, secondo me dovresti proseguire con la serie, anche se il secondo capitolo è quello che mi è meno piaciuto. Il quarto e il quinto però sono magnifici!!! Un abbraccio

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