Recensione - Mr Zuppa Campbell il pettirosso e la bambina di Fannie Flagg

Il libro
Mr Zuppa Campbell il pettirosso e la bambina   di Fannie Flagg
Editore: Bur| Pagine: 234| Pubblicazione: 2005| Prezzo 10,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Fanniel Flagg è stata attrice e sceneggiatrice televisiva, cinematografica e teatrale. Il suo romanzo "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" è rimasto ai primi posti della classifica del New York Times per nove mesi, diventando un best seller mondiale e un film di successo. Tra i suoi libri, tutti pubblicati in Bur ricordiamo Torta al caramello in paradiso, Miss Alabama e la casa dei sogni, Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station,Hamburger e Miracoli, In piedi sull'arcobaleno, Pane cose e cappuccino.
Recensione

STORIA DELLA MIA COPIA
Questo volume è in mio possesso dal 2015, prima che smettessero di stamparlo, grazie ad un regalo all'epoca molto gradito. La persona in questione mi regalò tutti i volumi che mi mancavano e io li ho tenuti per i momenti di necessità, come faccio spesso con gli autori che amo di più. Io sento il bisogno di conservare libri sicuri e non voglio divorarli alla prima occasione, perchè poi...semplicemente non li avrei nel momento del bisogno. Complice la challenge su Instagram ideata da me e Lucrezia Scali, #lefatichelibrosediercole , mi sono decisa a tirarlo giù dal suo trono speciale e scoprire quali regali ha in serbo per me. 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Oswald P. Campbell, portatore sano del nome di una zuppa in lattina assegnato a causa dell'ignoranza riguardo alle sue origini da orfano, ha cinquantatré anni (sulla quarta di copertina lo chiamano anziano ma io avrei qualcosa da ridire) ed è gravemente malato. I suoi polmoni fanno acqua da tutte le parti e il medico gli ordina di partire se non vuole lasciare le penne a Chicago. 
La sua prossima direzione? Lost River. In Alabama meridionale, Lost River è un piccolo villaggio situato sulla sponda del fiume, un luogo dove le persone si conoscono tutte, organizzano cene di comunità per Natale, hanno un postino che consegna la posta in barca e gli unici negozi sono un alimentari di un certo Roy, la Posta e gli Uffici Comunali. 
Durante il suo soggiorno a casa di Betty, che gli ha affittato una camera, Oswald conoscerà Patsy, una bambina speciale, e il magnifico cardinale di Roy, un uccello straordinariamente intelligente. Come cambierà la vita di quest'uomo introverso, dall'umore grigio e non particolarmente  entusiasta di aver dovuto lasciare la sua città?
Il protagonista di questa storia è un uomo, che dietro ai suoi capelli rossi e il volto da elfo si nasconde un cuore d'oro e non così difficile da conquistare. 
Non so bene cosa sia ad affascinarmi così tanto dei libri di questa fantastica scrittrice americana, come ho detto pochi giorni fa ad un'amica, la sensazione che provo mentre leggo è quella di essere sdraiata dentro ad una culla imbottita di profumato e fresco cotone e nel frattempo essere accarezzata da una nonna amorevole che cerca di farmi addormentare dolcemente. Quella sensazione magnifica di lieve torpore che si prova quando ci si assopisce dopo pranzo, di relax assoluto che si vorrebbe non venisse mai disturbato. Sarò ripetitiva, ma la Flagg mi coccola e mi accompagna in un mondo reale eppure così distante dalla mia quotidianità. Oppure no, forse è il suo modo di raccontare storie, di guardare negli angoli che la maggior parte delle persone snobbano, la capacità di leggere l'anima delle persone e metterla sulla carta, romanzandola. I personaggi nati dalla mente di questa donna sembrano usciti da una simpatica commedia, sono scherzosi, dolci, qualcuno è un po' scorbutico, qualcun altro invece è solare, ma insieme sono forti e la comunità di Lost River diventa il luogo dei sogni, nel quale tutti vorremmo vivere.  
Quando ho chiuso il romanzo ho percepito una carica di positività e una gran voglia di vivere e respirare l'aria profumata che circonda casa mia. Con il buon umore nel corpo e nella mente mi sono diretta in cucina canticchiando, pensando a quale piatto cucinare alla mia famiglia. Eh sì, perchè al fondo del volume c'è una sorpresa per noi lettori...

CONCLUSIONI
Continuerò fino allo sfinimento a proporvi di leggere la Flagg, anche se è difficile da trovare in commercio, anche se, come alcune mie amiche, detestate i titoli assurdi e troppo lunghi, anche se questo genere non sembra adatto a voi. Posso definire questa autrice la mia preferita romanziera non italiana e vi assicuro che in caso di bisogno saprà coccolarvi e rincuorarvi a dovere. Datele una possibilità e consumatela quando avete l'umore a terra. Giusto per dirvi...ho appena ordinato The Whole Town's Talking, non ancora tradotto in italiano. 

Recensione - Ninfa dormiente di Ilaria Tuti

Il libro
Ninfa dormiente  di Ilaria Tuti
Editore: Longanesi| Pagine: 475| Pubblicazione: 2019| Prezzo 18,60€| Trama: Qui
Genere: thriller - giallo 
Notizie sull'autrice
Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Da ragazzina voleva fare la fotografa, ma ha studiato Economia. Ama il mare, ma vive in montagna. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Il suo romanzo d’esordio, Fiori sopra l’inferno
(Longanesi 2018), è stato un vero e proprio caso editoriale in Italia e all’estero, selezionato come Crime Book of the Month dal Times nel marzo 2019. Tra i punti di forza, un’ambientazione suggestiva e inquietante, uno stile fresco e maturo allo stesso tempo, un meccanismo narrativo impeccabile e una protagonista, Teresa Battaglia, da subito indimenticabile.

Recensione
STORIA DELLA MIA COPIA
Ho trovato questa magnifica copia intonsa in un mercatino dell'usato ad un prezzo che era una vera e propria tentazione, mica potevo lasciarlo lì. Quando grazie ad una email della Longanesi ho scoperto che sarebbe uscito "Fiore di Roccia", ultimo romanzo dell'autrice friulana, anche se staccato dalle vicissitudini della protagonista dei primi due, la famosa Teresa Battaglia, ho pensato che era ora di leggerli tutti, così io e Ombretta del Blog Ombre di Carta abbiamo organizzato un Gruppo di lettura.
SCARABOCCHI SULL'OPERA
Ho iniziato la lettura felice come un essere umano al tempo del Covid si sveglia il 4 maggio: carico! La commissaria che tanto mi ha dato nel primo romanzo stava per tornare e io non vedevo l'ora di conoscere qualcosa in più su di lei e accompagnarla durante le sue nuove indagini, portando con me caramelle senza zucchero e una dose di insulina.
La Ninfa Dormiente è un quadro, risale agli anni '40 ed è stato dipinto con dei colori speciali. Dopo oltre sessant'anni è necessario scoprire qualcosa di più sull'artista, sulla protagonista del ritratto e sui segreti sepolti in mezzo agli alberi della Val Resia, luogo di confine dove gli abitanti tengono molto alle loro tradizioni e alla loro identità. Un caso spinoso, dove è necessario scomodare i morti, ascoltare i vivi e comprendere una piccola popolazione restia e schiva, difficile da interpretare. Riuscirà Teresa Battaglia a illuminare una zona che è in ombra da parecchio tempo?
Per farvi comprendere le mie emozioni devo suddividere il romanzo in parti.
L'ambientazione: ancora una volta l'autrice, abile narratrice, descrive con cura e amore dei luoghi che conosce, mettendo una pulce nell'orecchio al lettore e facendogli venire il desiderio di andare a mettere il naso in quella natura montana. Nonostante questo, tutti questi boschi mi sono apparsi un po' come una ripetizione del primo libro e se prima li ho trovati pazzeschi, la seconda volta mi sono sembrati scontati.
La vita privata di Teresa Battaglia e Marini: ecco che qui scatta l'amore, il punto forte di questo romanzo è proprio la protagonista e tutto quello che gira intorno a lei. Una donna dalla corazza apparentemente impenetrabile, scurrile, sovrappeso, malata e trasandata ma dal cuore grande che ha solo bisogno di essere aperto con la giusta chiave. Quando sono in sua compagnia mi sento a mio agio e mi commuovo ogni volta. Marini è una persona ordinaria, ma che accanto al commissario diventa speciale, perché  Teresa legge le persone, fiuta i punti deboli e senza darlo a vedere cerca di tendere due mani in aiuto dei suoi "pupilli". In questo secondo romanzo arriverà il Dottor Lona, il superiore cerchè di mettere i bastoni tra le ruote della Battaglia e in questo modo il lettore scoprirà ulteriori segreti sul passato di questa donna così strana e solitaria.
Le indagini: questa volta non sono riuscita a farmi trasportare, il passato della Ninfa Dormiente non ha destato la mia curiosità e purtroppo mi sono sentita estranea e poco partecipe. Le indagini in Val Resia mi hanno annoiata e ho terminato la lettura perché sono contro l'abbandono ( poi, come ho specificato qualche riga più in sù, la Battaglia vale la lettura del romanzo, comunque).
CONCLUSIONI
Per quanto sia molto felice di aver letto due libri che avevo da un pezzo sullo scaffale, non posso dire di sentirmi pienamente soddisfatta. Come ho scritto nell'ultima tappa del gruppo di lettura, dopo aver letto le note dell'autrice, mi sono fatta l'idea che la Tuti abbia voluto raccontare una storia, quella della Val Resia, abbia preso spunto da un fatto realmente accaduto e infine abbia  costruito questo romanzo. Credo che sarebbe stato un libro stupendo se non ci fosse stato "il giallo" che non mi ha convinto per niente, finale compreso. Sono comunque fiduciosa, ho apprezzato moltissimo "Fiori sopra l'inferno" e continuerò a seguire l'autrice, le capacità le possiede e il gradimento è del tutto soggettivo, ogni storia è a sè. 

Ilaria Tuti GDL - Ninfa Dormiente - Tappa #4

Buongiorno! Eccoci al termine di questo secondo Gruppo di lettura. Ebbene sì, abbiamo letto insieme anche questo secondo romanzo. Ricapitoliamo un po'...


Ninfa dormiente 
Trama:

Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.


Dopo Fiori sopra l’inferno – l’esordio italiano del 2018 più amato dai lettori – torna la straordinaria Teresa Battaglia: un carattere fiero e indomito, a tratti brusco, sempre compassionevole. Torna l’ambientazione piena di suggestioni, una natura fatta di boschi e cime montuose, di valli isolate e di bellezze insospettabili. Tornano soprattutto il talento, l’immaginazione e la scrittura piena di grazia di una grande autrice.





--ATTENZIONE SPOILER--
Abbiamo scoperto che Elena, la ex compagna di Massimo Marini, abita a casa di Blanca, non sembra disposta a perdonarlo eppure gli lascia qualche speranza. Anche lei si è accorta della profondità del commissario e in poco tempo sembra già affezionata. 
Teresa Battaglia ha perso il suo diario ed è smarrita, teme di non essere in grado di ricordare le sue giornate ma sopratutto ha paura che qualcuno legga i suoi segreti e capisca il suo stato di salute.
In quest'ultima parte ne succedono di cotte e di crude dal punto di vista investigativo: tombe senza il morto, incidenti che diventano omicidi, spiriti della foresta che fanno credere alla Battaglia di essere arrivata ad un punto di non ritorno, miti e leggende, erbe allucinogene, riti pagani e via così. 
Tralasciando la stesura dei fatti avvenuti, devo esporvi delle perplessità. Innanzi tutto mi chiedo se tutta questa indagine non sia un po' tirata per i capelli, sopratutto il finale, dove Krisnja addirittura inscena uno spettacolino, si lega i polsi dopo aver drogato Marini con il caffè troppo lungo e troppo dolce e cattura la Battaglia, facendola cadere nella sua trappola: tutto per la devozione e paura nei confronti della nonna, tutto per un segreto. 
Dunque credo che l'autrice, leggendo le note al fondo del romanzo, abbia voluto raccontare una gran bella storia, quella degli abitanti della Val Resia, abbia preso spunto dal racconto vero dello sparo verso un tedesco, e abbia inserito Blanca e Smoky, che si chiamano in un altro modo ma sono reali e infine abbia costruito mattone dopo mattone una storia con Teresa Battaglia come protagonista. Tutto molto bello, ma dal punto di vista del giallo...mi dispiace ma non ci siamo. Non mi sono sentita coinvolta, non avevo nessun interesse a scoprire il nome dell'assassino della Ninfa Dormiente, durante le indagini mi sono annoiata per poi risvegliarmi un attimo quando accadeva qualcosa di personale ai personaggi. Si è accesa una scintilla quando ho compreso che stava accadendo qualcosa a Marini ma alla fine mi sono un po' cascate le braccia, quasi come se l'autrice avesse voluto un po' strafare. 
Ancora una volta posso dire che questa tappa mi è piaciuta molto dal punto di vista personale, adoro sempre di più la Battaglia e la sua squadra, leggere i pensieri di questa donna, le sue paure, l'avanzare inesorabile di una malattia difficilmente curabile e il cuore che si spezza pensando a Marini, al quale vuole bene ma non osa dimostrarlo perché ha paura di non riuscire a dirgli addio. Tutto questo mi commuove. Sull'ambientazione non posso dire nulla, ottime descrizioni, ma personalmente sono un po' stufa di questi boschi sempre uguali che ci accompagnano da due libri. Quello che avevo da dire sul caso l'ho già ampiamente esposto. 
Cosa ne pensate voi? Probabilmente sono una mosca bianca, so che in moltissimi considerano questo libro un piccolo capolavoro italiano, ho visto cinque stelline come se piovessero quando uscì lo scorso anno. E' un libro gradevole, il punto forte continua ad essere la protagonista e vorrei leggere almeno un terzo capitolo per capire come finirà questa storia ma personalmente non reputo "Ninfa Dormiente" all'altezza di "Fiori Sopra l'Inferno".



CALENDARIO

FIORI SOPRA L'INFERNO
LUNEDì 23 MARZO: da zero fino a pagina 124 (capitolo 22 compreso) di Fiori Sopra l'inferno - Discussione sul blog Desperate Bookswife QUI
LUNEDì 30 MARZO: da pagina 125 a pagina 254 compresa (da capitolo 23 al capitolo 55 compresi) - Discussione sul blog Ombre di carta QUI
LUNEDì 6 APRILE: da pagina 255 alla fine (dal capitolo 56 compreso alla fine) - discussione sul blog Desperate Bookswife QUI
NINFA DORMIENTE
MARTEDì 14 APRILE: da zero a pagine 123 (fino al capitolo 21 compreso) - discussione sul blog Ombre di carta QUI
LUNEDì 20 APRILE: da pagina 124 a pagina 239 ( dal capitolo 22 al capitolo 45 compresi) - discussione sul blog Desperate Bookswife QUI
LUNEDì 27 APRILE: da pagina 240 a pagina 361 (dal capitolo 46 al capitolo 80 compresi) - discussione sul blog Ombre di carta QUI
LUNEDì 4 MAGGIO: da pagina 362 alla fine ( dal capitolo 81 alla fine) - Discussione sul blog Desperate Bookswife
FIORE DI ROCCIA - quando avrò il libro potrò scrivere un calendario più dettagliato, al momento non è possibile comunicare la data d'inizio di questo gruppo di lettura. 



Recensione - Alle radici del male di Roberto Costantini

Il libro
Alle radici del male   di Roberto Costantini
Editore: Marsilio| Pagine: 700| Pubblicazione: 2012| Prezzo 12,00€| Trama: Qui
Genere: thriller-giallo
Notizie sull'autore
Roberto Costantini (Tripoli, 1952), ingegnere, consulente aziendale, oggi dirigente della Luiss, è autore per Marsilio della Trilogia del Male con protagonista il commissario Michele Balistreri, bestseller in Italia e già pubblicata negli Stati Uniti e nei maggiori paesi europei, premio speciale Giorgio Scerbanenco 2014 quale "migliore opera noir degli anni 2000". Con La moglie perfetta è stato finalista al premio Bancarella 2016.
Recensione

STORIA DELLA MIA COPIA
Dopo aver divorato il primo romanzo di questa trilogia non potevo non proseguirne la lettura, quindi ho alzato il telefono, chiamato la mia libraia di fiducia e le ho chiesto di portarmi il secondo e il terzo volume. Mio marito non ci avrebbe scommesso, solitamente io compro e poi attendo un bel po'...questa volta invece, dopo un breve intervallo, mi sono lanciata come un predatore sul libro e mi sono sfamata. Adesso, con la pancia piena e una certa soddisfazione, posso parlarvi di "Alle radici del male"

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Siamo a Tripoli, Febbraio 1958.

Siamo tutti lì, nel salone. Per la serata finale del Festival di San Remo. Le tre famiglia. I sei Al Bakri, i libici: il capofamiglia Mohammed, i quattro figli maschi Farid, Salim, Ahmed e Karim, e la sorella più piccola, Nadia. Le due mogli di Mohammed sono come sempre relegate nella loro baracca.I tre Hunt, gli americani: William, la moglie Marlene, la piccola Laura.E noi, i cinque Bruseghin-Balistreri, gli italiani: il nonno Giuseppe, mio padre Salvatore, mia madre Italia, mio fratello Alberto e io, Michelino.Sullo schermo del televisore Marelli, in bianco e nero, Domenico Modugno canta la canzone vincitrice del festival. Siedo sul divano a tre posti, tra le due donne della mia vita. Quella da cui sono nato e quella con cui vivrò. La vita è bellissima, tutta davanti a me.
Michele Balistreri è ancora un bambino, abita in una meravigliosa villa nei pressi di Tripoli, ha una vita apparentemente felice ma fin da bambino dimostra il suo animo ribelle. Sceglie come migliori amici Ahmed e Karim, i figli poveri e arabi del tuttofare di suo padre e anche Nico, il figlio del benzinaio, rozzo, sporco e poco abbiente.
Queste sue scelte sono solo l'inizio della ribellione di Mike, che non accetta di frequentare i figli ricchi degli italiani, non vuole entrare nei circoli privati, ma semplicemente preferisce stare in mezzo alla strada polverosa a giocare con amici sinceri che lo giudicano per quello che è (anche se con estremo rispetto data la famiglia di provenienza). Già, perchè Michele è il nipote di un uomo che si è fatto strada a Tripoli, piantando ulivi e lavorando sodo è diventato ricco, molto ricco e di conseguenza rispettato; Salvatore Balistreri, l'ingegnere, è un uomo che sta diventando potente, ha conoscenze altolocate e i suoi affari lo rendono una delle persone più temute e rispettate della città. Ma a Michele tutto questo importa poco e quando un giorno uccideranno Nadia, la sorella minore dei suoi due migliori amici, tutto cambierà perchè gli adulti hanno molto da nascondere e non indagheranno come ci si aspetterebbe.
Questo libro è dedicato all'infanzia e alla formazione di Michele Balistreri, avvenute in Libia, terra che lui ama e dalla quale è dovuto venire via, come i 20.000 italiani che sono dovuti scappare da quella terra secca e polverosa dopo il colpo di stato di Gheddafi.
Un libro che parla di politica italiana e estera, di storia moderna, di guerre, di mafia, di accordi illeciti, di soldi facili; ma è un romanzo, quindi c'è Michele, i suoi sogni, gli ideali, il suo rapporto con la famiglia, le prime donne della sua vita; è un giallo quindi si indagherà sulla morte di Nadia, per farle giustizia; è un thriller e Michele cresce, diventa commissario e ci sarà un killer da imprigionare per un finale decisamente intenso.
Questo per me è IL LIBRO  e più leggo pagine scritte da Costantini e più mi rendo conto di quanto questo autore abbia inventato una storia perfetta. Ero convinta che "Tu sei il male" fosse bellissimo, ma mi rendo conto che questo lo è ancora di più. Quando arrivi a sbranare pagine come un animale famelico allora capisci quanto la storia ti sia entrata dentro e sai già che non uscirà tanto facilmente dal tuo cuore.
Ci sarebbero molti fattori che apparentemente non dovrebbero farmi piacere questo romanzo: violenze sugli animali, maschilismo, uno stile di scrittura "da uomo", un protagonista non propriamente simpatico. Ho accettato tutto questo, sono andata oltre e ho tralasciato le mie convinzioni, immergendomi e affidandomi a Michele che, anche se nessuno si fida di lui, non mi ha tradito nemmeno una volta, accompagnandomi fino alla porta della verità, dolorosa da aprire per entrambi.                                   

CONCLUSIONI
Ancora una volta non ho dubbi a riguardo: io amo quest'opera e mi fionderò a leggere il terzo capitolo, perchè nonostante il caso sia chiuso, ci sono ancora molte verità che io e Balistreri dobbiamo scoprire. Se ve lo consiglio? Assolutamente sì: Costantini ha la capacità di costruire romanzi strutturalmente ricchi e contenenti molteplici argomenti ma la sua scrittura è per tutti, arriva,  coinvolge, integra.  E' un giallo colto, ma non per una ristretta cerchia di persone,  è per il popolo. Tanta stima.