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Recensione in Anteprima - "Si può tornare indietro" di Ada Murolo

lunedì, maggio 09, 2016 Baba_Books Desperate Bookswife 11 Comments

Oggi è con grande piacere che vi presento in anteprima un romanzo edito dalla Casa Editrice Astoria. Scritto dalla Professoressa Murolo, questo libro ci parlerà di amicizia, di speranza e di rinascita. Ambientato durante una Trieste in festa, il narratore ci farà conoscere due donne che non potrebbero essere più diverse: Alina e Berta.






Titolo: Si può tornare indietro
Autore: Ada Murolo
Casa Editrice: Astoria
Pagine: 206
Prezzo: 16,00€
Pubblicazione:  12 maggio 2016
Sinossi: Qui sul sito Astoria
                           
     




VOTO: 

Notizie sull'autrice:

Ada Murolo è nata a Palizzi (Reggio Calabria) nel 1949 e ha vissuto a lungo a Trieste. Risiede a Roma dal 1992. Laureata in Lettere classiche, ha insegnato Letteratura italiana e latina in varie città italiane e in Croazia. Nel 2008 ha pubblicato un libro di racconti, La città straniera (Città del Sole) e nel 2013 il suo primo romanzo, Il mare di Palizzi(Frassinelli), con cui ha vinto il premio Rhegium Julii – Selezione Opera Prima, si è classificata tra i tre finalisti del premio Porta d’Oriente 2013 e ha ottenuto il Premio speciale della giuria del premio Il Molinello 2014.

Siamo nel lontano novembre del 1954: Triste sta per essere riannessa all'Italia e la città è in fermento; la piazza è tutta un brulicare di persone festose e bandiere tricolore si muovono sinuosamente in ogni dove. Berta e Alina sono amiche, o almeno lo erano, e si trovano entrambe nella Piazza principale, ma non sanno della presenza dell'altra, perchè ormai, dopo più di dieci anni hanno smesso di cercarsi. Pensano ogni tanto a che fine potrebbe aver fatto l'amica che tanto amavano, ma per i più disparati motivi non si sono messe sulle tracce della compagnia d'infanzia.

Non potevano essere più diverse le due ragazze, Berta era mora, prorompente, sfacciata, mentre Alina era timida, una bellezza eterea e slavata. La prima veniva da una famiglia problematica: il papà era un etilista e sua madre MArija  faceva tutto per mantenere i figli fannulloni;  Alina invece proveniva da una famiglia ebrea per bene, lei era studiosa e i rapporti in casa sua erano speciali. Nonostante le divergenze le due ragazze hanno sempre condiviso un sentimento fedele e si sono supportate in ogni occasione, fino a quando...Alina e sua madre Nora non sono state tradite internamente...

Un romanzo breve ma intenso, un concentrato di storia e di sentimento, le vicissitudini di Berta e Alina mi hanno avvolta in un alone di tristezza, perchè, nonostante il titolo sia un inno alla vita e alla ricostruzione, le vite delle due protagoniste non potrebbero essere più difficili. Berta si è sposata in fretta e furia dopo aver scoperto di ospitare un bambino all'interno del suo giovane corpo, mentre Alina deve sopravvivere alla shoah.
L'autrice è riuscita a farmi entrare nella storia, mi ha fatto soffrire insieme a Berta  e alla sua solitudine, il suo non essere compresa, il sentirsi sola al mondo anche in mezzo ad una famiglia numerosa. Berta che non si arrende, cede, inciampa, zoppica, ma prosegue e prende decisioni molto difficili per quei tempi.
Alina invece è debole, e io le sono stata accanto, ho pregato con lei, alla dolce ragazza abituata alla protezione e alla complicità della sua famiglia, lei che non riesce a vivere in un mondo che non le appartiene più, insieme a degli uomini malvagi che si sono portati via tutto, senza riserve.

Due giovani donne, due vite completamente differenti, un passato in comune ma un futuro incerto. Lo scenario è il medesimo: l'annessione di Trieste all'Italia. Dopo una vita di dolore riusciranno le due amiche a ricostruire dalle macerie e a risorgere come la mitica Fenice?

Punti forti:
  • Indubbiamente ho apprezzato lo stile: deciso, costante e senza sbavature, la Murolo trasmette sicurezza, quella che solo una professionista può avere.
  • L'alternarsi delle due storie, quella di Alina e di Berta, ma non solo, anche l'alternare il presente con il passato hanno tenuto viva la mia attenzione.
  • I sentimenti e gli stati d'animo sono i veri protagonisti, l'autrice è molto in gamba a farci immaginare le situazioni e a trasmetterci le emozioni.
Punti deboli:
  • Non ho apprezzato molto, anzi ha rallentato decisamente la mia lettura, il dialetto triestino che spesso viene usato all'interno dei dialoghi. Alcune frasi ho proprio faticato a comprenderle. Forse...sono state troppe. Rendono reale la storia, ma poco comprensibili al grande pubblico.
  • Alcune descrizioni troppo dettagliate di Trieste e delle sue vie: troppo dettagliate per chi non conosce la città. 


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11 commenti:

  1. L'Astoria l'ho scoperta recentemente e, nel bene e nel male, mi piace la loro linea editoriale. Questo titolo qui però non penso faccia per me, quindi passo per questa volta. Ciao!

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    1. Ciao Cecilia! E' un romanzo dai molti contenuti e il periodo storico è quello. Ultimamente non leggo romanzi ambientati durante la seconda guerra mondiale, ma questo è diverso, non "sfrutta" la tragedia e la shoah per farsi comprare. L'autrice è brava. Però è ovvio...deve piacere il genere!!
      Un abbraccio

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    2. Non ho problemi col genere ma con il periodo storico della Seconda Guerra Mondiale. Proverò altro dell'autrice che non sia ambientato in quel preciso periodo.

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    3. Ti capisco sai? Anche io faccio fatica. L'unico che ho veramente intenzione di leggere è "intenso come un ricordo" perchè io amo la Picoult!! a presto :-)

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  2. Molto interessante! La Astoria è una delle case editrici che preferisco ultimamente e difficilmente mi delude.

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    1. Bene Beth, spero che non ti deluderà :-) mi raccomando fammi sapere

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  3. Però, dialetto triestino!?
    Per me che son pugliese equivarrebbe ad ostrogoto!!!
    Bacio ;)

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  4. Io invece con il dialetto triestino potrei farcela considerato che sono friulana. Anche Anna potrebbe tentare, se io leggevo Camilleri senza problemi!
    Però non sono convinta che per me sia il momento giusto per immergermi in questo libro.
    Magari un po' più avanti?
    un caro saluto da Lea

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    1. Ciao Lea! Uhhh vedi, io Camilleri non l'ho mai letto, ho il primo della serie con Montalbano protagonista, ma non l'ho ancora preso in mano.
      Sicuramente questo è un libro tostino, quindi il momento deve essere propizio :-)
      Ti abbraccio forte

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  5. questa piccola casa editrice mi sta dando molte soddisfazioni! conosci agatha raisin e miss julia?
    http://www.audreyinwonderland.it/

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