Recensione - La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin - Enrico Ianniello

Il libro
La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin  di Enrico Ianniello
Editore: Feltrinelli| Pagine: 272| Pubblicazione: 2015| Prezzo 16,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autore
Enrico Ianniello (Caserta, 1970) è un attore, regista e traduttore. Ha lavorato a lungo nella compagnia di Toni Servillo. Dal catalano ha tradotto le opere di Pau Miró, Jordi Galceran, Sergi Belbel. Al cinema ha lavorato con Nanni Moretti, in televisione è il commissario Nappi della serie “Un passo dal cielo”. La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin (Feltrinelli, 2015), il suo primo romanzo, ha vinto il Premio Campiello Opera Prima 2015 e diversi altri premi, tra cui Il premio John Fante Opera prima 2015, il Premio Cuneo 2015 e il premio Selezione Bancarella 2015. Per Feltrinelli ha pubblicato anche, nella collana digitale Zoom Flash, Appocundría (2016) e il romanzo La Compagnia delle Illusioni (2019).
Recensione
e1/2
La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin è il romanzo d'esordio del già famoso Enrico Iannello e narra le avventure di Isidoro, bambino nato in un paesino campano di provincia (Mattinella), figlio unico di Quirino, rosso sindacalista inventaparole, e Stella, morbida donna del sud che profuma di pasta fresca.
Oltre ad essere un ragazzino ben educato, intelligente e capace, Isidoro ha un dono: l'urlafischio. Eh sì, avete letto bene, perché quando venne al mondo lui non pianse, ma fischiò. Oltre ad avere una voce pazzesca, il nostro piccolo amico riesce a comunicare con gli uccelli e se ne accorge grazie ad un merlo indiano di nome Alì.
Il lettore viene catapultato nel mondo di questo personaggio, cosparso di affetto che profuma di farina , e di simpatia durante una pallocentrica completa alle 6 del mattino. Per sapere cosa sia una pallocentrica...dovete leggere il libro.
Fino ad un certo punto ero convinta che questo libro fosse la storia d'infanzia, raccontata in modo ironico, di un ragazzino che sapeva fischiare, pensavo diventasse un personaggio locale famoso grazie ai suoi concerti e pensavo finisse così. Ad un certo punto invece tutto cambia, inizia a percepirsi il senso della perdita, la sua vita da bambino diventa meno spensierata fino a quando...beh anche questo non posso scrivervelo.
Durante la sua prodigiosa vita Isidoro conoscerà moltissime persone e ognuna di loro gli lascerà qualcosa che lui interiorizzerà e lo renderà migliore.
E' complesso da spiegare, ma la delicatezza di questa storia è significativa, come lo è l'ironia con la quale è narrata. Se ad un primo impatto può sembrare semplicemente un racconto divertente, piano piano scopriamo  quanto sia commovente, trattando dei temi purtroppo attuali, che affiorano poco alla volta, rendendolo completo.
Il personaggio che più mi ha colpito è il padre di Isidoro, Quirino, un uomo semplice ma con il cuore pieno d'amore e una capacità straordinaria di mettere nero su bianco i suoi sentimenti, il luogo migliore in cui riesce a farlo è in bagno, quando è da solo con i suoi pensieri e davanti ha un foglio e una matita.
C'è poi l'affetto che si trasmettono un merlo e un bambino che diventerà ragazzo, un rapporto fraterno, che solo un figlio unico probabilmente può capire, e so che sembra un contro senso, ma se ci pensate bene è così.
Se vi state chiedendo allora cosa mi abbia raffreddato, beh proverò a spiegarvelo. Se da una parte ho sorriso moltissimo, mi sono emozionata, ho versato una lacrimuccia e mi sono nutrita d'amore, sopratutto nella parte iniziale del romanzo, dall'altra non riuscivo ad entrare pianamente nella storia, perchè a mio avviso l'autore ha divagato un po' troppo, rendendo la narrazione lenta. Era il romanzo perfetto, di quelli che piacciono a me, peccato che io abbia a volte faticato ad andare avanti e non per scarso interesse; questo è il motivo per il quale ci sono 3 stelline e mezza.
Vorrei però dirvi che questa storia merita di essere letta, il protagonista è pazzesco, ma tutte le sue spalle non sono da meno. Se volete affrontare una lettura diversa dal solito questo libro fa per voi. Se siete amanti dei libri raccontati con ironia, beh allora questo fa per voi. Se non vi spaventano degli aspetti al limite dello straordinario, allora non potete perderlo. Se volete essere coccolati da una famiglia magnifica, dategli una possibilità. Dovete però dedicargli del tempo, perchè questo libro ne ha bisogno. 

Keep Calm and Read Nadia #60 - Recensione - L'eredità di Mrs Westaway

Buongiorno cari lettori, come di consueto Nadia vi aspetta per raccontarvi di un libro che io ho già iniziato, perché dopo la sua recensione non ne ho potuto fare a meno :-) 

Buongiorno lettrici e lettori, come state?
Oggi voglio raccontarvi di un thriller che ho letto in questi giorni e che vi consiglio assolutamente se avete la necessità di staccare la spina dalle notizie di ogni giorno: vi assicuro che io sono stata completamente catturata dalla storia! Sto parlando di L’eredità di mrs. Westaway, dell’inglese Ruth Ware.

Avevo già letto due romanzi di quest’autrice, L’invito e Il gioco bugiardo; mi era piaciuto soprattutto il secondo, anche se avevo trovato qualche piccolo difettuccio, ma L’eredità di Mrs. Westaway mi ha agganciata dall’inizio e mi ha avvinta fino all’ultima pagina, convincendomi del tutto. Vediamo se riesco a spiegarvi il perché.
fonte google 

Harriet Westaway, detta Hal, è una ventunenne di Brighton che per vivere legge i tarocchi in un chiosco sul lungomare, proprio come faceva la sua mamma, morta tre anni prima in un incidente stradale. Hal è una ragazza sensibile e di buon cuore, ma in un momento di difficoltà ha contratto un debito con uno strozzino che ha cominciato a minacciarla. Così, quando riceve la lettera di un avvocato che le comunica di essere citata nel testamento di una certa Mrs Westaway, Hal decide di presentarsi, anche se è certa che quest’anziana signora non possa essere sua nonna, morta parecchi anni prima. Si reca quindi in Cornovaglia per partecipare alla lettura del testamento insieme al resto della famiglia, sperando di farla franca e sapendo che anche un lascito modesto potrebbe migliorarle la vita, ma le cose si complicheranno molto presto…

In questo romanzo, a mio parere, l’autrice è stata bravissima a tratteggiare la figura di Hal in modo da farla amare al lettore da subito. La nostra protagonista infatti non ci appare mai come un’imbrogliona, ma soltanto come una ragazza che ha dovuto imparare al arrangiarsi troppo presto, che legge le carte per vivere ma non illude mai con false speranze i suoi clienti, né se ne approfitta per guadagnare di più. Quando riceve la lettera dell’avvocato Hal immagina un caso di omonimia, ma la sua situazione è disperata e pensa che, in fondo, una piccola eredità alla persona sbagliata non cambi la vita agli altri beneficiari, che lei vede come gente benestante e anche un po’ spocchiosa. In realtà Harding con la moglie Mitzi e gli altri zii Abel e Ezra le appaiono subito come persone gentili e la fanno sentire a casa, la grande famiglia che lei non ha mai avuto, e Hal comincia a sentirsi in colpa per l’inganno e vorrebbe ritirarsi. Ma le cose non sono così semplici…

La Ware ha da sempre uno stile estremamente fluido e accattivante; i personaggi bucano la pagina, sono tratteggiati alla perfezione e i rapporti tra di loro sono descritti con grande naturalezza. Hal in particolare è una protagonista riuscitissima: un misto di timidezza e determinazione la rende irresistibile al lettore (ho avuto in mente per tutto il tempo l’attrice Liv Lisa Fries della serie Babylon Berlin, che secondo me sarebbe perfetta per interpretarla).

L’intreccio è assolutamente credibile, nulla è fuori posto in questo romanzo a partire dall’ambientazione e dalle atmosfere, che mi hanno fatto inserire la Cornovaglia come una delle mete desiderate non appena si potrà tornare a viaggiare. La tensione cresce lentamente ma in maniera inesorabile, i segreti della famiglia Westaway si stringono intorno a Hal mettendola in serio pericolo… riuscirà a uscirne viva? Lo scoprirete solo leggendo, ma vi assicuro che, una volta cominciato questo romanzo, farete molta fatica a metterlo giù prima dell’ultima pagina!





Recensione - I love mini shopping di S. Kinsella

Il libro
I love mini shopping  di Sophie Kinsella
Editore: Mondadori| Pagine: 379| Pubblicazione: 2010| Prezzo 10,00€| Trama: Qui
Genere: chicklit
Notizie sull'autrice 
SOPHIE KINSELLA è una delle autrici più famose al mondo. Il suo successo ha avuto inizio nel 2000 con il primo romanzo della serie I love shopping, cui sono seguiti I love shopping a New York (2002), I love shopping in bianco (2002), Sai tenere un segreto? (2003), I love shopping con mia sorella (2004), La regina della casa (2005), I love shopping per il baby (2007), Ti ricordi di me? (2008), La ragazza fantasma (2009), I love mini shopping (2010), Ho il tuo numero (2011), Fermate gli sposi! (2013), I love shopping a Hollywood (2014), I love shopping a Las Vegas (2015), La mia vita non proprio perfetta (2017), Sorprendimi! (2018), Dov’è finita Audrey?, il suo primo romanzo young adult (2015), La famiglia prima di tutto! (2019) e dal 2018 la sua serie per bambini Io e Fata Mammetta, tutti pubblicati da Mondadori.
Vive a Londra con il marito e cinque figli.
Recensione
Cari lettori, innanzi tutto vi auguro un piacevole sabato e poi vi racconto il perchè ho ripreso in mano questa serie. Sto partecipando ad una sfida di lettura e devo leggere un libro che abbia il nome di una città americana nel titolo. A casa posseggo "I love shopping a Las Vegas" ma prima...ho dovuto leggere questo, giusto per capirci qualcosa (tutti i precedenti li lessi circa dieci anni fa). Che disastro. Che disastro.
Ricordavo una Rebecca eccentrica, viziata e con la mania per shopping. Anzi, a dire il vero, una vera e propria malattia, ma io l'ho amata dal principio e ho letto tutti romanzi della serie con una certa frenesia. Poi mi sono fermata. Grazie ai mercatini dell'usato qualche anno fa ho recuperato questo che vedete in foto e quello successivo, ma li ho tenuti lì, per quando avessi avuto bisogno di sorridere.
Ora...non so se la colpa sia mia, sicuramente negli anni sono cambiata, ma questo libro l'ho trovato TROPPO.
Becky è diventata mamma di una bambina che si chiama Minnie, per il momento vivono ancora a casa dei genitori Bloomwood e il compito preferito della nostra protagonista è quello di viziare la figlia, facendole comprare tutto quello che vuole grazie ad una paghetta settimanale e insegnandole a chiedere i soldi in prestito per ottenere quello che vuole.
Luke sembra una persona annullata dai desideri della moglie e nonostante si renda conto di quanto la loro figlia sia poco gestibile, fa fatica a farsi ascoltare dalla moglie, che inorridisce e si inalbera al solo pensiero che la sua perfetta bambina venga additata come "problematica" o "viziata".
Ho detestato Rebecca, avrei preso a calci nel sedere Minnie e mi ha fatto una grande rabbia Luke. Queste emozioni mi hanno accompagnato per tutta la durata del romanzo, a mio avviso troppo lungo.
Vogliamo aggiungere anche degli avvenimenti assolutamente fuori da ogni logica? Io credo che il troppo stroppi e in questo caso la Kinsella, secondo me abile narratrice, abbia un po' calcato la mano, rendendo questo personaggio e questa famiglia poco credibile. Va bene far sorridere il lettore, ma comunque non stiamo leggendo fantascienza, ma un chick lit e in qualche modo le lettrici dovrebbero trovare qualcosa almeno vagamente reale.
Se l'autrice avesse scritto una storia di circa 250 pagine, forse sarebbe stata un po' più godibile, invece l'ha tirata anche per le lunghe e io non vedevo l'ora di arrivare alla fine, per passare ad altro.
Quello che spero è che il prossimo episodio sia meno "eclatante" e si tenga un profilo un po' più basso.
Sono molto dispiaciuta, ero convinta di ritrovare un'amica che non sentivo da tempo, invece ho incontrato un'estranea; spero che il nostro rapporto possa riprendersi, a volte invece è necessario lasciare andare e tenere nel cuore i ricordi belli che ci hanno regalato buone emozioni. 

Recensione - Il manoscritto ritrovato ad Accra di Paulo Coelho

Il libro
Il manoscritto ritrovato ad Accra  di Paulo Coelho
Editore: Bompiani| Pagine: 176| Pubblicazione: 2012| Prezzo 16,00€| Trama: Qui
Genere: manoscritto
Notizie sull'autore
Paulo Coelho è nato a Rio de Janeiro nel 1947. È considerato uno degli autori più importanti della letteratura mondiale. Le sue opere, pubblicate in più di centosettanta paesi, sono tradotte in settantadue lingue. Tra i premi ricevuti dall’autore, il “Crystal Award 1999”, conferitogli dal World Economic Forum, il prestigioso titolo di Chevalier de l’Ordre National de la Légion d’Honneur, attribuitogli dal governo francese, e la Medalla de Oro de Galicia. Dall’ottobre del 2002 è membro della Academia Brasileira de Letras. Dal settembre 2007 è stato nominato Messaggero di Pace delle Nazioni Unite. Bompiani ha pubblicato L’Alchimista (1995), Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (1996), Manuale della Luce (1997), Monte Cinque (1998), Veronika decide di morire (1999), Il Diavolo e la Signorina Prym (2000), Il Cammino di Santiago (2001), Undici minuti (2003), lo Zahir (2005), Sono come il fiume che scorre (2006), La strega di Portobello (2007), Henry Drummond Il dono supremo (2007), Brida (2008), Il vincitore è solo (2009), Le Valchirie (2010), Aleph (2011) e Il manoscritto ritrovato ad Accra (2012).

Recensione
Comprai questo libro nel 2012, appena uscì, perchè in quel periodo leggevo molti scritti di Coelho e non potevo non possedere anche questo. Sono trascorsi otto anni ma ricordo ancora che mi trovavo alla Coop vicino a casa mia, c'era ancora un vasto reparto di libri, lo vidi e lo comprai, sicura di leggerlo quasi immediatamente. Così nell'immediato che siamo nel 2020 ah ah ah. Va beh, i libri non scadono. 
Ero convinta che l'autore brasiliano avesse inventato un'altra storia, sicura che mi avrebbe portato a spalle tra i suoi racconti che tanto amavo, ero veramente curiosa, dopo tanti anni, di riabbracciare il suo modo di scrivere, così rassicurante, così profondo. Purtroppo la delusione non tarda ad arrivare: la prefazione parla chiaro, Coelho ha deciso di far pubblicare un manoscritto inviatogli nel 2011 dal figlio di un archeologo inglese, Sir Walter Wilkinson, e questo libro è la trascrizione fedele di quel testo. 
Avete presente quando siete convinti di aver acquistato una torta dolce, sulla confezione tutto sembra farvi capire che di dessert si tratti e invece una volta tolto l'involucro vi ritrovate tra le mani una torta salata? Non che non sia buona eh, ma voi volevate qualcosa pieno di zuccheri... 
La mia sensazione è stata proprio quella. Non ero pronta per un libro che trattasse di filosofia di vita, non ero pronta a riflettere sul significato di solitudine, o di chi sia il nemico o il perché alcune persone abbiano più successo di altre. 
In queste pagine ho incontrato "Il Copto" ovvero una persona saggia, erudita, originaria di Atene, che risponde alle domande che gli vengono poste. Lo fa in maniera semplice, ma allo stesso tempo invita a riflettere, perchè le sue non sono vere e proprie risposte, ma degli spunti. 
Anche nel libro "L'Alchimista" (che adorai) mi trovai davanti a degli ostacoli da superare e riflettei molto sui consigli e sugli approfondimenti trovati all'interno di quel libro; in questo caso invece non sono riuscita ad apprezzare nulla di tutto questo e se anche dobbiamo ringraziare l'autore per averne permesso la pubblicazione...questo libro non fa per me. 
Non riesco nemmeno a scrivere una recensione che si possa chiamare tale, questo è un reperto storico e andrebbe trattato come tale. Ma comunque, se avete voglia di leggere qualcosa ambientato nel 1099, a Gerusalemme poco prima dell'arrivo dei crociati, se siete curiosi di leggere risposte alle domande esistenziali più famose, se siete predisposti alla riflessione e alla ricerca interiore, allora questa raccolta è perfetta. 
Se cercate una storia, no, non leggetelo, perchè rimarrete delusi. Io però non mi arrendo, darò ancora una possibilità a Coelho, che tanto ha dato al mondo della letteratura contemporanea.