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Recensione - La più bella storia d'amore di Brendan Kiely

sabato, giugno 10, 2017 Baba Desperate Bookswife 6 Comments

Il libro
La più bella storia d'amore di Brendan Kiely
Editore: Mondadori| Pagine: 204| Pubblicazione: 16 maggio 2017|Prezzo 22,00€| Trama Qui
Genere: narrativa contemporanea
Notizie sull'autore

Brendan Kiely è nato a Boston e vive a New York. Si è diplomato in Scrittura creativa al City College di New York. I suoi racconti sono apparsi in prestigiose riviste letterarie. Con Mondadori ha pubblicato il suo primo romanzo, Vangelo d'inverno.


Recensione
e 1/2
C'è un ragazzo, giovane direi, che porta un cognome musicalmente impegnativo: Hendrix. Vive negli Stati Uniti Occidentali con sua madre e fino a poco tempo fa con il nonno. Di Papà Morto si parla poco perchè è un argomento un po' tabù. Hendrix però un padre lo ha avuto lo stesso, proprio il nonno l'ha cresciuto come un figlio, cercando di colmare le mancare di suo figlio, che se n'è andato e il giorno stesso ha perso la vita, trascinando nella tomba le risposte che tutti avrebbero voluto. Il nonno però si è ammalato: Alzheimer è il suo male, quella bestia cattiva che trascina via lentamente i ricordi di una vita dalla testa di un uomo che ha quasi concluso la sua permanenza sulla Terra e i ricordi stessi sono tutto il suo bagaglio. Il nonno, viste le condizioni di salute, è stato trasferito in una Residenza, o per meglio dire, una casa di cura, il Calypso, all'interno della quale può vivere una vita normale, o quasi. Ma il nonno ha un grande desiderio, quello di riuscire a tornare a casa, quel luogo lontano, situato dall'altra parte dell'America, dove lui ha conosciuto la sua Betty, se l'è sposata e ha trascorso una vita intera ad amarla. La malattia le sta portando via anche il ricordo del suo grande ed unico amore. Ted ha una parola sola, così insieme alla sua amica Corrina si mette in viaggio, rubando la macchina della madre e scappando dalla Residenza con la scusa di una riunione familiare. E che il viaggio on the road abbia inizio. A dire il vero non so bene cosa mi aspettassi da questo libro: una storia d'amore? Sì, forse è probabile che da qualche parte io l'abbia cercata. Questo è un libro molto particolare, perchè narra tante storie, ci racconta di persone che crescono e di altre che invecchiano, si parla d'amore, ma anche di rancore, di mancanza e di attaccamento a qualcosa che non c'è più, tralasciando in questo modo un presente, che andrebbe vissuto al meglio, per non perdere del tempo che non tornerà sui suoi passi. L'autore ci mette sotto al naso la convivenza con una malattia tremenda, per chi ne è affetto ma sopratutto per coloro che la vivono di riflesso, l'Alzheimer è devastante e la sensazione di impotenza è all'ordine del giorno. Questo è un libro strano perchè se da una parte è molto bella la crescita del giovane protagonista, le sue prime volte, le scoperte, la sua buona fede, l'amore nei confronti di un nonno che è stato fondamentale per il suo percorso...beh mi è mancato tutto il resto. La sua compagna di viaggio l'ho trovata un po' a caso e anche poco credibile, viste le età dei protagonisti, ma mi è proprio mancato il Nonno come personaggio, che certe volte sembra semplicemente un pacchetto postale parcheggiato sui sedili posteriori dell'auto, insieme al fedele cane.  Un libro carino, dalle grandi potenzialità ( mi piacciono i libri che raccontano di un viaggio) che a mio avviso avrebbe potuto darmi di più.
Punti di forza
 - Il viaggio come inizio, la possibilità di fare qualcosa di proibito per il bene psicologico di qualcuno che si ama da morire, la ribellione nei confronti degli schemi, l'agire e non solo il blaterare promesse che non si hanno intenzione di mantenere
 - La crescita di Hendrix durante le duecentodue pagine è impressionante: infila il suo sedere in macchina che è poco più che uno sfigato e ne esce un ragazzo maturo e consapevole. - Il concetto di Amore in senso lato: amore verso un nonno, verso una madre, verso un'amica, una fidanzata, una moglie defunta, insomma saper amare non è semplice per niente. 
Punti deboli
- Mi è mancata la figura del nonno, che a parte essere il motivo del viaggio e a parte qualche crisi di identità durante il percorso, non è emerso molto. Mi sono illusa che il rapporto nonno-nipote venisse maggiormente approfondito.
- Non mi sono emozionata e invece ero convinta che questo romanzo riuscisse a toccare delle corde, riuscisse a farmi riflettere. Mi ha intrattenuto, per certi versi è un romanzo colto, almeno dal punto di vista musicale, ma a parte raccontarmi una storia, non mi ha lasciato molto altro.

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6 commenti:

  1. Pensavo che ci fosse di più mi sa che passo ^_^

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    1. Ciao Patrizia, è carino, però mi aspettavo di più

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  2. Ciao Baba!
    Ero partita con l'idea che la trama non mi ispirasse per nulla. La copertina poi lasciamo stare.
    Ma dopo la tua recensione passo definitivamente!! :(

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    1. Ciao Jasmine, ah ah ah allora siamo proprio partiti male! Il titolo così così, però la copertina mi piace un sacco, quella si. Ma anche la storia non è male, solo che mi aspettavo più emozioni.

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  3. anche io concordo con Patrizia, be meglio saperlo prima a questo punto. peccato poteva essere un buon libro per l'estate.

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    1. Buongiorno Chicca, dunque piacevole, ma poteva regalare molte più emozioni. O magari io sono particolarmente insensibile in questo momento. Un abbraccio!

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