Recensione - Il bistrò dei libri e dei sogni di Rossella Calabrò


Il libro
Il bistrò dei libri e dei sogni di Rossella Calabrò
Editore:Sperling&Kupfer| Pagine: 252| Pubblicazione: 2018 | Prezzo 16,50€| Trama Qui
Genere: narrativa contemporanea
Notizie sull'autrice
Rossella Calabrò, di fede pandorista ortodossa, ama leggere, dormire, ridere, ballare. Parla fluentemente il gattese e traduce il clorofilliano a occhi chiusi. Di mestiere scrive libri e insegna scrittura creativa, perché a fare l'assaggiatrice di pandori o la ballerina non c'è riuscita. Per Sperling & Kupfer ha pubblicato i bestseller Cinquanta sbavature di Gigio, Cinquanta smagliature di Gina, Cinquanta sbavature di Gigio - il film e Il tasto G. Per Sonzogno Di matrigna ce n'è una sola, e per EmmaBooks Perché le donne sposano gli opossum?, Facebook per romantiche, La bambina-fiore, Danza d'amore per principianti, Farfalle sullo stomaco. Facebook: rossella.calabro.71
Recensione 
e mezzo
E così, anche questa volta mi sono tuffata tra le pagine scritte da un'autrice italiana, ironica, spassosa, ma fantasticamente profonda. Sto parlando di Rossella Calabrò, che dopo aver scritto un librino intitolato "Che palle il Natale!", e solo da questo avrete capito lo stile con il quale viene descritta la Festa più attesa dell'anno, si lancia in un'avventura  nuova ( se escludiamo "Il Tasto G", mantenendo l'ironia ma affrontando una storia più seria, dei personaggi reali e una trama intrigante.
In questa storia non ci troviamo davanti ad un unico protagonista, anche se c'è una narratrice, Petra, ovvero la proprietaria del Bistrò, che ogni giovedì sera ospita alla luce delle sue fantastiche lampade Tiffany, un gruppetto di avidi lettori/sognatori, che partecipano attivamente ad un corso di scrittura creativa, capitanate da Dylan Altieri, uomo affascinante dallo sguardo ipnoticamente azzurro.

Keep Calm and Read Nadia #22 - Ti chiamo sul fisso

Buongiorno lettori, oggi, nonostante sia venerdì, vi lascio in compagnia di Nadia. Leggete un po' che bel post ha scritto per noi! 


Buongiorno lettrici e lettori, tutto bene? Io sempre più di corsa, tra piccolo viaggetto ad Atene e giornate concitate al lavoro sono stata cattiva e non ho fatto i compiti questa settimana! Mi riporto in pari oggi, con la recensione di un libro che speravo rappresentasse una piacevole evasione e che purtroppo mi ha deluso quasi del tutto.

Il romanzo in questione è Ti chiamo sul fisso, di Rainbow Rowell. Di quest’autrice avevo letto Fangirl, che avevo trovato carino e di cui avevo apprezzato alcuni spunti di riflessione, anche se non avevo certo gridato al capolavoro. Quando ho letto la trama di questo –Georgie, che scrive per la televisione ed è in crisi con il marito Neal, trova nella casa materna un vecchio telefono fisso magico, con cui riesce a comunicare con il Neal del passato. Riuscirà con questo stratagemma a recuperare il loro rapporto?- ho pensato che potesse essere una storia carina e originale per staccare un po’ e divertirmi con qualcosa di leggero. Purtroppo invece mi sono annoiata.

Lo spunto iniziale era simpatico e in qualche misura anche originale, ma avrebbe potuto essere sfruttato molto meglio. L’escamotage del telefono “magico” è inconsistente, non viene spiegato e non si capisce in realtà neanche a cosa serva, anche perché la decisione che prende Georgie alla fine del libro era l’unica possibile anche all’inizio, e non meritava quasi trecento pagine di romanzo. Lo stile della Rowell è purtroppo scialbo e dimenticabile; inoltre sono presenti incisi e parentesi che dovrebbero forse esprimere il pensiero di Georgie, ma che stridono abbastanza dal momento che il romanzo è scritto in terza persona. Almeno a me hanno fatto questo effetto.

Anche i personaggi non riescono a essere punto di forza in questo romanzo: Georgie è davvero tarda di comprendonio e dimostra molto meno dei suoi trentasette anni, almeno a livello intellettuale. Neal è poco più di una figurina bidimensionale e mi ha lasciato con più di una domanda in sospeso. Non parliamo di Seth, che mi è stato sull’anima per tutto il tempo. Neanche l’ambientazione è incisiva; a parte la breve descrizione della neve a Omaha si sarebbe potuti essere in qualunque posto del mondo.

È vero che, come vi ho scritto all’inizio, questo libro è arrivato in un periodo per me abbastanza confuso e incasinato; è anche vero però che, quando riuscivo a prenderlo in mano, non mi coinvolgeva come avrei sperato. Per parecchie pagine poi la storia tende ad attorcigliarsi su se stessa, facendo sì che il lettore perda interesse, disamorandosi della trama e dei personaggi stessi.

In conclusione, se volete il mio modesto parere, passate oltre, ci sono libri migliori.


Recensione - Un ragazzo normale di Lorenzo Marone

Il libro
Un ragazzo normale di Lorenzo Marone
Editore:Feltrinelli| Pagine: 287| Pubblicazione:22 febbraio 2018 | Prezzo 16,50€| Trama Qui
Genere: narrativa contemporanea
Notizie sull'autore
Lorenzo Marone (Napoli, 1974), laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015; Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè Corretto - Città di Cave 2016, 15 edizioni in Italia, 15 traduzioni all’estero e un film, La tenerezza, con regia di Gianni Amelio), La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016; Premio Città di Como 2016), Magari domani resto (Feltrinelli, 2017; 7 edizioni, Premio Selezione Bancarella 2017) e Un ragazzo normale (Feltrinelli, 2018). Collabora con “La Repubblica di Napoli” con una rubrica fissa dal titolo “Granelli”. Vive a Napoli con la moglie, il figlio e la bassotta Greta.
Recensione 
e mezzo
Buonasera lettori, eccomi nuovamente davanti ad un foglio bianco da riempire di sensazioni, punti di vista, opinioni. Oggi ho terminato una lettura che attendevo da tempo, e adesso devo provare a spiegarvi cosa ne penso.
Napoli, Vomero, estate 1985. In quel periodo ci sono i paninari, il Drive In riempie le serate italiane, Fonzie è il mito dei ragazzini e fa battere il cuore delle fanciulle che cantano a squarciagola  Like a Virgin e Girls just want to have fun. E' estate, le strade sono piene di ragazzini in momentanea pausa scolastica e proprio davanti ad un palazzo signorile incontriamo Mimì, il dodicenne con la fissa per i super eroi che studia per passione, nomina le razze animali in latino, trascura il suo aspetto perché alla fine tutto il suo tempo lo dedica alla mente e a come farsi notare da Viola. Già Viola, la splendida ragazzina che abita all'ultimo piano del palazzo, benestante, convinta di sé e troppo occupata a farsi notare dal figo di turno per accorgersi di Mimì, il semplice figlio del portinaio. Ma il nostro protagonista ha il cuore pieno d'amore, e nonostante il suo migliore amico Sasà ( un guaglioncello di strada, sguaiato ma fedele all'amicizia), la sorella Bea, nonni e genitori gli dicano di lasciarla perdere, che non è quella giusta, Mimì è convinto che l'amore non si possa comandare e che con la perseveranza otterrà dei risultati.

On the read #2 - Cinque libri ambientati in Spagna

Buongiorno lettori come state? Vi state chiedendo come mai questa stravagante novità? Eh già, perchè ho deciso di iniziare una nuova collaborazione con il blog "Divoratori di libri" di Giusy. Ad entrambe piace viaggiare, così ogni mese vi proporremo dei romanzi ambientati in quel luogo. Romanzi che abbiamo letto, che possediamo e prima o poi leggeremo, romanzi che non abbiamo ma compreremo un giorno, libri classici e libri bonus. Allora siete curiosi? Questa settimana si prende un volo, possibilmente low cost, e si arriva in Spagna