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Keep Calm and Read Nadia #39 - Recensione di Sabbie Mobili

mercoledì, febbraio 06, 2019 Baba_Books Desperate Bookswife 6 Comments


Oggi lettori siamo nuovamente in compagnia di Nadia, un po' malaticcia ma presente! Ci parla di un libro che non conoscevo, un thriller dedicato ai ragazzi ed edito da Salani, uscito in Italia nel 2018. 


Buongiorno lettrici e lettori,
come state? Io a casa con l’influenza, ma non potevo mica privarvi del mio pezzo bisettimanale, giusto?! Eh sì, lo so che sareste stati mooolto in pensiero…

Oggi vorrei parlarvi di un romanzo particolare, in quanto è una sorta di “thriller young adult” e credo che non siano molti i libri che possano fregiarsi di questa etichetta, al momento mi viene in mente solo Tredici di cui ho sentito parlare parecchio ma che non ho ancora letto. Il libro in questione è Sabbie mobili di Malin Persson Giolito.

Siamo in Svezia e la protagonista è Maja Norberg; tutti la chiamano così anche se il suo nome è Maria. Maja è accusata di aver ucciso a sangue freddo, a scuola, il fidanzato Sebastian e la propria migliore amica, Amanda, in una strage in cui sono state colpite altre tre persone. Noi seguiamo il processo per tutta la durata del romanzo, venendo poco alla volta a conoscenza dei rapporti tra i ragazzi, delle dinamiche tra Maja e il suo fidanzato, e dell’atmosfera di falso benessere che si respira in un ambiente benestante quali sono i sobborghi bene di Stoccolma.

Devo ammettere che, all’inizio del romanzo, mi sono ritrovata piuttosto spiazzata. La prima parte è decisamente lenta e un po’ noiosa, e Maja, per una scelta dell’autrice, non spiega veramente nulla di ciò che è successo durante la sparatoria. La narrazione si concentra sulle sensazioni provate dalla protagonista in custodia cautelare, e –a causa del suo atteggiamento chiuso, poco collaborativo e parecchio strafottente- il lettore non riesce a raggiungere con Maja nessun tipo di empatia. Mi hanno dato fastidio soprattutto le critiche aspre e cattive che la ragazza riversa sulla madre perché, sebbene abbia sicuramente i suoi difetti, la famiglia di Maja le è stata accanto in modo amorevole per tutta la durata del processo.

Nella seconda parte le cose cambiano: il romanzo diventa più avvincente e cominciamo ad avere un’idea più chiara su cosa ha davvero fatto Maja e soprattutto sulle sue motivazioni. Anche la stessa protagonista cambia atteggiamento, diventando meno reticente e cominciando a starci più simpatica. Ecco, questa a mio avviso è una debolezza nella storia, perché in realtà non c’è una particolare evoluzione in Maja che spieghi questa sua “trasformazione”, o se c’è io non sono riuscita a coglierla. 

La Persson Giolito è brava nel farci partecipi di ciò che si nasconde dietro le apparenze nelle ville lussuose di Stoccolma, del razzismo strisciante verso chi non è ricco come gli altri e della codardia di chi pensa sia più comodo tacere piuttosto che intervenire. Il gruppo di adolescenti è descritto con maestria e ben calato nella nostra epoca. In conclusione, una storia che può far riflettere non solo i teenager.

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6 commenti:

  1. Non ti sento convinta e di conseguenza...Però potrei leggere 13 che ancora mi manca.
    Giusto?
    un saluto da Lea

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    1. Ciao Lea! Sì, prova con 13, ne ho sentito parlare un sacco... Poi se ti piace lo leggo anch'io! Grazie di essere passata!

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  2. Ciao Nadia,
    ho acquistato questo libro l’estate scorsa, attratta (come sempre) dalla copertina e dalla sinossi. Dopo averti letta la voglia di leggerlo è un po’ scemata, magari lo farò attendere ancora un po’. Tredici invece l’ho letto e apprezzato molto. Un bacio, Stefi

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    1. Ciao Stefi! So che Tredici l'avete apprezzato in molti, devo provvedere alla svelta e leggerlo anch'io! Un abbraccio, grazie!

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  3. Sembra proprio bello. Complimenti per la recensione.

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