#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #27 - Recensione Swing Time

martedì, maggio 29, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 4 Comments

Buongiorno e buon martedì!! Come state? E anche oggi vi lascio in compagnia di Nadia! 

Buongiorno amici lettori, come state? Io ben, anche se avrei bisogno di un po’ di riposo… ma verranno momenti migliori, me lo sento!
Oggi vorrei parlarvi di un romanzo che ha suscitato in me sensazioni contrastanti: sto parlando di Swing time, dell’inglese Zadie Smith. Non avevo mai letto nulla di quest’autrice, anche se avevo sentito parlare molto bene di Denti bianchi, la sua opera di esordio, e avevo iniziato parecchi anni fa NW, senza però portarlo a termine. Recentemente mi hanno regalato Swing time e ho deciso di dare una possibilità a quest’autrice. 
La trama di Swing time è difficile da raccontare: si tratta più che altro di ricordi di vita della Protagonista, che scriverò con la maiuscola dal momento che il suo nome non viene rivelato, dall’infanzia alla vita adulta. Questi ricordi però non seguono una linea temporale ben definita, bensì l’autrice spazia tra passato e presente senza soluzione di continuità. La Protagonista, sempre in prima persona, alterna il racconto della sua vita da bambina, trascorsa nelle case popolari londinesi con l’amica Tracy, alla vita adulta alle dipendenze di una cantante e ballerina famosa, Aimee, che ricorda Madonna sotto certi aspetti. Con Tracy la protagonista ha in comune non solo l’estrazione sociale umile, ma anche il fatto di essere figlia di una coppia mista in una società ancora poco avvezza a questo tipo di realtà. Sia Tracy sia la Protagonista amano ballare, ma Tracy ha più talento e un carattere più tosto che la spinge a perseguire il suo sogno, anche se con tutte le difficoltà del caso. La Protagonista invece, schiacciata da una madre attivista con ambizioni ingombranti, “da grande” si accontenterà di vivere nell’ombra di una starlette capricciosa e umorale.




Dicevo all’inizio che questo romanzo mi ha lasciato piuttosto indecisa sulle emozioni suscitatemi: se da una parte ho apprezzato lo stile della Smith e soprattutto le parti relative all’infanzia della Protagonista e di Tracy, dall’altra ho trovato estremamente noiosi e privi di spessore i capitoli (anche se non c’è una vera e propria divisione in questo senso) in cui viene raccontato il rapporto con Aimee. Una dicotomia così netta mi ha fatto pensare che alla Smith interessasse davvero raccontare soltanto della (sua?) infanzia, mentre la Protagonista adulta non aveva molto da offrire. Il problema l’ho avuto anche proprio con il personaggio, la voce narrante, che nel racconto della vita adulta appare come priva di spina dorsale, in balia dei capricci e delle discutibili iniziative di Aimee, e che quando decide di “ribellarsi” a questo tipo di vita lo fa, a mio parere, nel modo sbagliato.

In sostanza, mentre ho divorato le parti del passato, ho faticato tantissimo a procedere nelle parti del presente, tanto che ho pensato che la Smith avesse fatto bene ad alternarle e a non dividerle con un taglio netto, altrimenti i lettori (almeno io senz’altro) si sarebbero fermati a metà romanzo. Non so quanto di autobiografico ci sia in questo libro, ma dalle trame di Denti bianchi e di NW ho avuto l’impressione, da profana che non conosce affatto la Smith, che quest’autrice tenga particolarmente a parlare della sua condizione di figlia di coppia mista, della sua ricerca di un’identità che “vada oltre” questo e che probabilmente non è sempre facile. Il limite di questo argomento è però, sempre a mio parere, una certa ripetitività e un’autoreferenzialità forse un po’ troppo spiccata nel veicolare il messaggio, che a lungo andare proprio per questo perde di forza. Questa ovviamente è la mia opinione, ignorante finché basta ☺ per questo mi piacerebbe sapere se qualcuno conosce un po’ meglio di me Zadie Smith e se ha voglia di confrontarsi con me e di illuminarmi, su questo libro e sulla produzione dell’autrice in generale.
Per ora vi ringrazio e vi auguro un buon proseguimento di settimana!

You Might Also Like

4 commenti:

  1. Ho letto praticamente tutto della Smith e tanti anni fa. NW l'ho cominciato e abbandonato a causa di un mio periodo no l'anno scorso. Questo ultimo mi manca. Denti bianchi e Sulla bellezza li ho amati, molto diversi da NW che, anche se lasciato a un po'più di metà, non mi aveva del tutto convinto. Ti consiglio di riprendere da Denti Bianchi (il suo primo). Buona lettura!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Zelda, in effetti la curiosità di leggere Denti bianchi ce l'ho... magari fra un po' di tempo però!

      Elimina
  2. Ciao Nadia,
    In realtà per me questo è un sapiente saggio travestito da romanzo.
    Zadie Smith è molto intelligente e sa che scrivere saggi non alletta i lettori. Ma nella veste con cui lei lo "abbiglia", sa che la storia si fa diversa.
    Io l'ho letto proprio un anno fa, perchè poi sono andata a Lignano (UD) a vederla ritirare il premio Hemingway.
    Ho potuto ascoltarla parlare per 1 ora è devo dire che quanto ha raccontato mi ha aiutata notevolmente a centraRe questo suo romanzo, non di facile lettura e comprensione...proprio x i motivi sopra citati.
    Se ti interessa, ti posso girare l'intervista che è veramente interessante.
    Un caro saluto, ciao, Marina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Marina, molto volentieri! Ascoltare gli autori aiuta veramente tanto a comprendere i loro intenti. Ti lascio la mia mail che è ncanova@libero.it
      Un abbraccio e a presto!

      Elimina