Elliot,

Recensione: " Le Sultane" di Marilù Oliva

sabato, ottobre 03, 2015 Baba_Books Desperate Bookswife 3 Comments

Buongiorno a tutti, altro lunedì e una nuova settimana davanti. Però siamo ad ottobre, le foglie iniziano ad ingiallirsi e le fotografie vengono una meraviglia, sopratutto in campagna. Forse forse riesco anche ad accendere il caminetto, stravaccarmi sulla Poang e a rilassarmi grazie al tepore e al profumo di legna abbrustolita e scoppiettante.
Purtroppo però adesso vi lascio al mio commento su di un romanzo che mi ha lasciato la bocca amara, mi ha sedotto e poi abbandonato.








Titolo: Le Sultane
Autore: Marilù Oliva
Casa Editrice: Elliot Edizioni
Pagine: 340
Prezzo: 16,00€
Pubblicazione:   2014



Notizie sull'autore:

Marilù Oliva vive a Bologna. Insegna Lettere alle Superiori e scrive.Ha pubblicato racconti per il web e saggistica, l'ultimo è uno studio sulle correlazioni tra la vita e le opere del premio Nobel colombiano Gabriel Gàrcia Màrquez: Cent'anni di Màrquez. Cent'anni di mondo (Clueb 2010). Collabora con diverse riviste letterarie, tra cui Carmilla, Thriller Magazine, Sugarpulp. Mala Suerte completa la trilogia salsera di Marilù Oliva, dopo ìTù la pagaràs! (Elliot 2011), finalista al premio Scerbanenco, e Fuego (Elliot 2011).


VOTO:



COMMENTO:

Qualche notte fa mi sono svegliata verso l'una, non riuscivo a prender sonno manco contando le pecorelle, così ho acceso il mio fidato Kobo e ho scelto un libro nuovo. Le sinossi non le ricordavo, così, come spesso accade, mi sono affidata alla cover, al titolo e sono stata sicuramente influenzata dai fumi del sonno!
La professoressa Oliva ci racconta la storia di tre vecchiette che abitano tutte in un condominio di Via Damasco. Sono amiche, anche se non potrebbero essere più diverse: c'è Nunzia, una bigotta signora che soffre di elefantiasi ma la figlia Betta è il suo fiore all'occhiello, Wilma - la narratrice - che ha perso un figlio in un incidente stradale e successivamente ha smarrito anche la primogenita, ma le rimangono i dischi di Mina  e la lingerie sexy , infine Mafalda, la tirchia del gruppo, colei che l'acqua della pasta la usa per lavare i piatti  e magari anche per i panni sporchi, ha un marito malato e due figli ingrati.

Le premesse sono ottime, l'autrice scrive benissimo, la sua ironia è sorprendente e i primi capitoli mi hanno letteralmente catturata. Le disavventure delle tre Sultane coinvolgono il lettore e non è possibile non affezionarsi a queste ultra settantenni mentalmente più attive di tanti giovanotti. 
Adesso vi chiederete se mi sono rimbecillita del tutto oppure il voto "2" è stato una semplice svista. Ecco, vorrei ammettere di essermi sbagliata, mi piacerebbe scusarmi per uno dei miei tanti errori, ma purtroppo questa volta non è così. Il romanzo ad un certo punto diventa grottesco, ma tanto, tanto, tanto. Forse l'intento dell'autrice era proprio questo, probabilmente  io per l'ennesima volta non  mi aspettavo un risvolto così...così... stomachevole, non lo so, ma durante la lettura ho continauto a ripetermi: "No dai, non lo sto leggendo davvero, non è possibile".

Adesso io mi chiedo perché. Perché una persona con un talento come quello della Dottoressa Oliva deve "rovinare" una storia, inserendo delle scene e dei risvolti così forti, sopratutto all'interno di un romanzo apparentemente innocente? Ma sopratutto, ammesso anche che la storia potesse trasformarsi in un thriller, perchè per forza renderla così poco credibile attraverso avvenimenti del tutto irrilevanti? Sono certa che il mio voto sarebbe stato altissimo, ma poi mi è cascata la mascella, mi è franato il terreno da sotto i piedi.
Riconosco il colpo di genio: scrivere determinate cose come se fossero del tutto normali, mischiarle alla quotidianità, farle apparire quasi comiche non dev'essere per nulla facile. Per questo continuo ad affermare che l'autrice è brava sul serio, ma...io non devo convincervi delle sue capicità, il mio compito è comunicarvi se un libro mi è piaciuto oppure no. In questo caso NO, purtroppo non fa per me, nonostante io sia dotata di una buona dose di ironia e il mio stomaco sia abbastanza robusto, non sono riuscita ad apprezzare un certo tipo di contenuto.

Cosa ho maggiormente apprezzato:
  • Come ho più volte ribadito, ho proprio adorato lo stile, l'impostazione e la scelta del doppio narratore .
  • Le vite di queste tre donne, circondate da un sacco di rumore, ma in fondo molto sole.
Cosa mi è piaciuto meno:
  •  Il risvolto inaspettato, quello che avrebbe dovuto stupirmi e invece mi ha destabilizzata. 
  • Forse il voler osare troppo, sarebbe bastato poco per cambiare totalmente il risultato  e rendere il romanzo molto gradevole senza necessariamente risultare banale.
E voi lo avete letto? Mi consigliate un altro romanzo di questa autrice? Adesso sarei davvero curiosa di leggere altro e capire se questo è proprio nel suo stile o se resta un caso isolato!

Salvia

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3 commenti:

  1. Peccato mannaggia una bella delusione...spesso non ci si rende conto che le cose semplici e normali sono quelle che conquistano di più.

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    1. Guarda ci sono rimasta proprio male purtroppo :-(, va beh la prossima lettura sarà migliore me lo sento. un abbraccio

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  2. Uh, meno male che lo hai letto tu, così mi evito la fregatura!

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