Longanesi,

Recensione: "La cacciatrice di bugie" di Alessandra Monasta

venerdì, ottobre 09, 2015 Baba_Books Desperate Bookswife 4 Comments

Buon venerdì cari lettori, siamo alle porte del secondo fine settimana di ottobre, ci addentriamo sempre di più in un autunno stravagante - almeno per quanto riguarda lo sbalzo termico - ma almeno ho la possibilità di accendere il mio camino e leggere al calduccio. Oggi vi parlerò di un libro edito dalla Casa Editrice Longanesi - che ringrazio  per avermene omaggiata una copia - che tratta un tema particolare di cui si parla poco : le intercettazioni telefoniche, le registrazioni, insomma il lavoro che svolge un perito fonico. 








Titolo: La cacciatrice di bugie
Autore: Alessandra Monasta
Casa Editrice: Longanesi
Pagine: 336
Prezzo: 14,90€
Pubblicazione:  settembre  2015



Notizie sull'autore:

Alessandra Monasta è nata e vive a Firenze. È perito fonico forense e counselor professionista. Nella sua carriera si è occupata delle trascrizioni di intercettazioni ambientali e telefoniche e di interrogatori per molti processi, diversi dei quali di rilevanza mediatica nazionale: tra gli altri, il processo al mostro di Firenze, la strage dei Georgofili, la strage di Erba, processi di mafia e narcotraffico internazionale.



VOTO

COMMENTO

Cosa significa essere un Perito Fonico? Di cosa si occupa precisamente Alessandra Monasta? Lei ascolta le persone, registrazioni audio, intercettazioni telefoniche, video, insomma entra nella vita degli altri, spesso senza che gli altri lo sappiano e cerca un ago in pagliaio, affina l'udito per trovare la sbavatura nella voce, quell'esitazione sospetta, un balbettio di troppo, lei va veramente a caccia di bugie, ma il suo corredo non sono arco e frecce ma "pizze", microfoni e registratori, accompagnati da tanti post-it.
In questo libro Alessandra ci racconta in prima persona la sua vita lavorativa, dal suo esordio turbolento - gli anni '90 sono stati colmi di processi importanti - con i casi di mafia fino ad arrivare ad oggi.
Questa è una raccolta di emozioni, esperienze e casi risolti. L'empatia della protagonista la rende molto efficiente sul lavoro, ma decisamente sensibile sul "suolo privato". 

Non è semplice scrivere una recensione sul diario di una vita, qui sono racchiusi tutti gli sforzi, i pensieri più intimi, le difficoltà riscontrate, insomma l'autrice ci ha messo tutta se stessa, proprio perchè lei è così: difficilmente riesce a staccare la spina se ha un lavoro da portare a termine e nemmeno sa dire di no: è una professionista a tutti gli effetti. 
Questa è una storia, una testimonianza e come ogni tanto accade, non vuole sconvolgere il lettore con una fine inaspettata oppure con la classica frase "vissero felici e contenti". Non aspettatevi il romanzo avvincente, oppure, al contrario ironico; questa è la vita dell'autrice, ciò che fa tutti i giorni da vent'anni, quindi non fate come me che spesso mi chiedo: "dove mi porterà?" . Vivete questa storia come un'esperienza, un arricchimento personale.


Non so se si possa definire davvero "romanzo", questo è un diario, editato, trasformato, "romanzato" ma sempre di un diario si tratta. Io lo consiglierei a tutti gli amanti del genere, io per esempio ho voluto imbattermi in questa lettura perché se la salute me lo avesse permesso avrei voluto diventare un membro della Polizia di Stato, quindi, tutto ciò che gira intorno alla giustizia è di mio interesse tutt'oggi. 
Questa è una testimonianza importante, che ci aiuta a comprendere meglio cosa accade dietro le quinte, come si svolge parte del lavoro per arrivare alle prove, ma sopratutto per comprendere l'animo delle persone, colpevoli oppure no.

Cosa ho maggiormente apprezzato:

  • L'autrice si è messa a nudo ed è riuscita a condividere le sue emozioni con i lettori, non credo sia facile, sopratutto per chi fa un mestiere come il suo, dove la riservatezza fa parte del contratto.
  • Scoprire cosa succede dietro le quinte di un processo.
  • Quanto il lavoro che svolgiamo ci modella a suo piacimento? Riusciamo davvero a essere ciò chi siamo o la personalità viene "contaminata" dalle nostre mansioni?
Cosa mi è piaciuto meno:
  • Non c'è qualche cosa che mi abbia particolarmente colpito negativamente, come ho scritto sopra non è scorrevolissimo, non è uno di quei libri che porteresti anche in bagno pur di sapere come va a finire.
  • Ecco, l'unica cosa che mi ha infastidito è la copertina: trae in inganno, la mente e la memoria fotografica fanno in fretta a fare due + due e collegarla ad Alessia Gazzola. Quindi, mi raccomando leggete la trama. Sono due autrici che trattano argomenti completamente diversi e anche i generi sono differenti.
Alla prossima recensione,

Salvia

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4 commenti:

  1. Ero molto incuriosita dal titolo, pensavo fosse un romanzo e la parola empatia mi portava verso una certa Vani che ho tanto amato. Non è così. Ho apprezzato la recensione, ma questo non è tipo di libro che fa per me.
    Grazie Salvia
    Ciao da lea

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    1. Ciao Lea, no, non ha nulla a che vedere con Vani, è un libro che ho apprezzato, ma non un classico romanzo ecco :-)

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  2. ce l'ho in WL ma sono ancora un po' dubbiosa.... vedremo!!
    domenica 18 vengo a pranzo da miei, aperitivino veloce prima??
    http://www.audreyinwonderland.it/

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    1. Ciao :-) non so, credo che sia uno di quei libri che bisogna aver voglia di leggere in un momento particolare. uhhh il 18? Ti scrivo in privato :-) Un abbraccio

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