If I Say...#14 - Rossetto

If I say è una rubrica che io e Daniela abbiamo adottato nella quale vi parleremo di uno o più libri che ci vengono in mente grazie ad una determinata parola. Un'associazione di idee per farla breve!

LA PAROLA DEL GIORNO: ROSSETTO
Buongiorno!! Eccoci ad una nuova parola. Siamo tornate, più cariche che mai. Tutto questo silenzio è stato a causa mia, ho avuto tanto da fare e i contrattempi non sono mancati. MA pensavate davvero che vi avremmo abbandonati? La parola del giorno è...rossetto.

Recensione - Olga di Carta - Jum fatto di buio di E. Gnone

Il libro
Olga di Carta - Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone
Editore:Salani| Pagine: 215| Pubblicazione: 2017 | Prezzo 14,90€| Trama Qui
Genere: narrativa per ragazzi
Notizie sull'autrice
Elisabetta Gnone è nata a Genova e vive sulle colline del Monferrato. La sua collaborazione con il settimanale Topolino segna l’inizio di una carriera che lega il suo nome ai maggiori successi editoriali della Walt Disney, per la quale nel 2001 crea la serie di fumetti W.I.T.C.H., destinata ad un successo mondiale. Nel 2004 pubblica il primo libro della fortunatissima saga di Fairy Oak, che conquista il cuore di milioni di giovani lettori nel mondo. Negli ultimi anni Elisabetta si è dedicata alla scrittura del suo nuovo romanzo Olga di carta, una storia sull’importanza di raccontare le storie. Un romanzo per i lettori di tutte le età, che affronta il tema della fragilità, della vulnerabilità e dell’imperfezione che ci rende umani.
Recensione 

Eccomi, puff puff, pant pant, ce l'ho fatta! Come potete constatare voi stessi  grazie alla foto, mia figlia è ancora varicellosa, le mie visite specialistiche numerose e il lavoro non è mancato, così questo mese le letture non sono state tantissime. Ma Olga c'è! Bando alle ciance, veniamo alla recensione.
Anche questo volume, come è accaduto con il precedente di Olga e Il mago di Oz, l'ho letto ad alta voce alla mia pupetta - che ci teneva tantissimo a prestarsi come modella- e a lei è piaciuto molto, sopratutto grazie alle storie narrate all'interno della storia, che all'inizio le hanno provocato qualche dubbio, ma quando ha compreso che Olga, la protagonista, di tanto in tanto raccontava storie agli altri personaggi e queste sono scritte in nero più scuro, allora da lì in poi siamo andate avanti bene.

Recensione - Il bistrò dei libri e dei sogni di Rossella Calabrò


Il libro
Il bistrò dei libri e dei sogni di Rossella Calabrò
Editore:Sperling&Kupfer| Pagine: 252| Pubblicazione: 2018 | Prezzo 16,50€| Trama Qui
Genere: narrativa contemporanea
Notizie sull'autrice
Rossella Calabrò, di fede pandorista ortodossa, ama leggere, dormire, ridere, ballare. Parla fluentemente il gattese e traduce il clorofilliano a occhi chiusi. Di mestiere scrive libri e insegna scrittura creativa, perché a fare l'assaggiatrice di pandori o la ballerina non c'è riuscita. Per Sperling & Kupfer ha pubblicato i bestseller Cinquanta sbavature di Gigio, Cinquanta smagliature di Gina, Cinquanta sbavature di Gigio - il film e Il tasto G. Per Sonzogno Di matrigna ce n'è una sola, e per EmmaBooks Perché le donne sposano gli opossum?, Facebook per romantiche, La bambina-fiore, Danza d'amore per principianti, Farfalle sullo stomaco. Facebook: rossella.calabro.71
Recensione 
e mezzo
E così, anche questa volta mi sono tuffata tra le pagine scritte da un'autrice italiana, ironica, spassosa, ma fantasticamente profonda. Sto parlando di Rossella Calabrò, che dopo aver scritto un librino intitolato "Che palle il Natale!", e solo da questo avrete capito lo stile con il quale viene descritta la Festa più attesa dell'anno, si lancia in un'avventura  nuova ( se escludiamo "Il Tasto G", mantenendo l'ironia ma affrontando una storia più seria, dei personaggi reali e una trama intrigante.
In questa storia non ci troviamo davanti ad un unico protagonista, anche se c'è una narratrice, Petra, ovvero la proprietaria del Bistrò, che ogni giovedì sera ospita alla luce delle sue fantastiche lampade Tiffany, un gruppetto di avidi lettori/sognatori, che partecipano attivamente ad un corso di scrittura creativa, capitanate da Dylan Altieri, uomo affascinante dallo sguardo ipnoticamente azzurro.

Keep Calm and Read Nadia #22 - Ti chiamo sul fisso

Buongiorno lettori, oggi, nonostante sia venerdì, vi lascio in compagnia di Nadia. Leggete un po' che bel post ha scritto per noi! 


Buongiorno lettrici e lettori, tutto bene? Io sempre più di corsa, tra piccolo viaggetto ad Atene e giornate concitate al lavoro sono stata cattiva e non ho fatto i compiti questa settimana! Mi riporto in pari oggi, con la recensione di un libro che speravo rappresentasse una piacevole evasione e che purtroppo mi ha deluso quasi del tutto.

Il romanzo in questione è Ti chiamo sul fisso, di Rainbow Rowell. Di quest’autrice avevo letto Fangirl, che avevo trovato carino e di cui avevo apprezzato alcuni spunti di riflessione, anche se non avevo certo gridato al capolavoro. Quando ho letto la trama di questo –Georgie, che scrive per la televisione ed è in crisi con il marito Neal, trova nella casa materna un vecchio telefono fisso magico, con cui riesce a comunicare con il Neal del passato. Riuscirà con questo stratagemma a recuperare il loro rapporto?- ho pensato che potesse essere una storia carina e originale per staccare un po’ e divertirmi con qualcosa di leggero. Purtroppo invece mi sono annoiata.

Lo spunto iniziale era simpatico e in qualche misura anche originale, ma avrebbe potuto essere sfruttato molto meglio. L’escamotage del telefono “magico” è inconsistente, non viene spiegato e non si capisce in realtà neanche a cosa serva, anche perché la decisione che prende Georgie alla fine del libro era l’unica possibile anche all’inizio, e non meritava quasi trecento pagine di romanzo. Lo stile della Rowell è purtroppo scialbo e dimenticabile; inoltre sono presenti incisi e parentesi che dovrebbero forse esprimere il pensiero di Georgie, ma che stridono abbastanza dal momento che il romanzo è scritto in terza persona. Almeno a me hanno fatto questo effetto.

Anche i personaggi non riescono a essere punto di forza in questo romanzo: Georgie è davvero tarda di comprendonio e dimostra molto meno dei suoi trentasette anni, almeno a livello intellettuale. Neal è poco più di una figurina bidimensionale e mi ha lasciato con più di una domanda in sospeso. Non parliamo di Seth, che mi è stato sull’anima per tutto il tempo. Neanche l’ambientazione è incisiva; a parte la breve descrizione della neve a Omaha si sarebbe potuti essere in qualunque posto del mondo.

È vero che, come vi ho scritto all’inizio, questo libro è arrivato in un periodo per me abbastanza confuso e incasinato; è anche vero però che, quando riuscivo a prenderlo in mano, non mi coinvolgeva come avrei sperato. Per parecchie pagine poi la storia tende ad attorcigliarsi su se stessa, facendo sì che il lettore perda interesse, disamorandosi della trama e dei personaggi stessi.

In conclusione, se volete il mio modesto parere, passate oltre, ci sono libri migliori.