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Recensione di Baba #9 - Accabadora di Michela Murgia

venerdì, aprile 15, 2022 Baba Desperate Bookswife 2 Comments


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Il libro
Accabadora di Michela Murgia
Editore: Einaudi| Pagine: 166| Pubblicazione: 2014| Prezzo 12,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa italiana
Notizie sull'autrice
Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato Il mondo deve sapere (Super ET 2017), che ha ispirato il film di Paolo Virzí Tutta la vita davanti. Per Einaudi ha pubblicato: Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede (2008), Accabadora (2009, premi Campiello e SuperMondello), Ave Mary (2011), L'incontro (2012), Chirú (2015), Futuro interiore (2016), Istruzioni per diventare fascisti (2018), Stai zitta. e altre nove frasi che non vogliamo sentire piú (2021) e collaborato alle antologie Presente (2012) e Sei per la Sardegna (2014). Ha pubblicato anche L'inferno è una buona memoria (Marsilio, 2018), Noi siamo tempesta (Salani, 2019) e, con Chiara Tagliaferri, Morgana (Mondadori, 2019).
Recensione di Baba
e mezzo


Ci sono libri che fanno per noi dalle prime pagine e altri invece no, fin da subito hanno quel qualcosa che ti fa capire la mancanza di affinità. Così è accaduto a me con "Accabadora" uno dei libri della Murgia più famosi e apprezzati. 
Questa è una storia cupa, una storia di mezze magie, tradizioni e leggende. Una storia raccontata quando il sole è calato e iniziano a delinearsi le ombre grigie inquietanti, quelle che fanno subito paura ai bambini. Sapete che c'è? Non ho molto da scrivere su questo libro perché la verità è che non mi ha lasciato niente, esattamente come con la De Gregorio qualche tempo fa. Probabilmente mi sto inaridendo, questo racconto lungo ha vinto dei premi, è apprezzato dal pubblico e dalla critica e io...non sento niente, anzi provo noia e tra uno sbadiglio e l'altro vado avanti sapendo di avere tra le mani un capolavoro della narrativa italiana contemporanea e io non lo comprendo, non mi arriva, non mi emoziona. Non posso affermare che non mi sia piaciuto, La Sig.ra Murgia è brava assai con le parole, costruisce frasi ed esprime concetti in maniera eccellente, la sua padronanza della lingua è eccezionale, il suo trasmettere ciò che avveniva è realistico e la storia sta in piedi alla grande. Non fraintendetemi, Michela non mi voglia male, non la sto criticando, sto facendo un'analisi di me stessa. Forse è giunta l'ora della revisione, come con la mia auto, tra un mese dovrà controllare freni, luci, fumi e chi più ne ha ne metta. Forse devo capire cosa c'è che non va. Perché quello che fa versare lacrime a migliaia di persone a me non fa lo stesso effetto? Eppure mi hanno sempre descritto come una persona sensibile. Perché quando persone mi dicono mi dicono "oddio è come ricevere un pugno nello stomaco" io mi giro per capire cosa mi sono persa?
In poche pagine l'autrice ha messo sul fuoco diverse pietanze, gestendole bene e dando un inizio e una fine a tutto. La sua scrittura è fiera, ricca, cupa, triste, piena, sentimentale. I suoi personaggi introspettivi, arrabbiati, scuri. 
Durante la lettura del libro mi è parso di stare al buio, di non vedere la luce. Io ho bisogno di stare bene, la vita mi porta a dubitare di tanto in tanto della bellezza della vita, così la lettura, per me, deve essere serenità. Che non vuol dire leggere necessariamente qualcosa che finisca bene, o un romance: è proprio lo stile dell'autore a fare la differenza. Ci sono modi di scrivere che li sento adatti a me, come abiti che mi calzano a pennello e altri che nonostante siano griffati, non rendono. 
Non sono certa di aver reso l'idea, forse vi starete chiedendo se ho bevuto un grappino! Ah ah ah no giuro, questo è uno di quei post scritti di pancia. Un disastro. 

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2 commenti:

  1. A me questa recensione è piaciuta tantissimo, tutto fuorché un disastro! A me Accabadora era piaciuto molto soprattutto per la scrittura della Murgia, che trovo abbia un enorme talento nello scrivere (tanto quanto nel farmi puntualmente inc...avolare ogni volta che apre bocca come "opinionista" fra mille virgolette). Però no, non mi ha né commossa né sconvolta più di tanto. Un abbraccio!

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    1. Grazie Nadia, io invece mi sento sempre un po' in colpa...

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