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Recensione - Un sogno tra i fiocchi di neve di Corina Bomann

domenica, febbraio 25, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 6 Comments

Il libro
Un sogno tra i fiocchi di neve di Corina Bomann
Editore:Giunti| Pagine: 208| Pubblicazione: 2014 | Prezzo 14,90€| Trama Qui
Genere: narrativa rosa
Notizie sull'autrice
Corina Bomann vive in una piccola cittadina tedesca. Il suo primo bestseller, L’isola delle farfalle (Giunti 2012), l’ha lanciata sulla scena internazionale. Per Giunti sono usciti anche Il giardino al chiaro di luna(2014), Un sogno tra i fiocchi di neve (2014), La signora dei gelsomini(2015), L’ eco lontana delle onde del nord (2015), Un’estate magica(2016), L’ anno dei fiori di papavero (2016), Una finestra sul mare (2017), tutti entrati nella TOP 10 delle classifiche di narrativa straniera.
Recensione 

Anna è una studentessa di Lettere, si è trasferita da Berlino a Lipsia, e non vede la sua famiglia da sei mesi. Odia il Natale, come il Grinch, come ama definirla la sua migliore amica Paula. Non ha un fidanzato, non ha nemmeno particolare tempo libero. Solitamente quando si avvicinano le feste che profumano di cannella e pan speziato lei scappa su di un'isoletta, dove il sole splende e il mare è caldo. Quest'anno però andrà diversamente: il suo fratellino di soli nove anni ha richiesto espressamente la sua presenza a casa, così Anna non ha saputo dire no. Dovrà affrontare un patrigno particolarmente odioso e una madre che si è lasciata governare dal compagno di vita. Ma per fortuna il piccolino sembra riuscire a pensare con la sua testa e scrive lettere ad Anna settimanalmente. Lettere di carta, che profumano di inchiostro e speranza, spolverate di sogni e di briciole di torta, stropicciate dove la mano di una bambino ha calcato distrattamente la mano. Anna lo adora e farebbe qualsiasi cosa per vederlo felice. Ma un imprevisto si mette tra i suoi piedi, così non riuscirà ad arrivare a casa nel tempo previsto.

Ammetto di non aver iniziato il libro con aspettative altissime, questo genere solitamente non attira la mia attenzione e le copertine nemmeno.  Perchè l'ho letto? Grazie ad una sfida di lettura organizzata da Denise e Veronica mi sono messa in gioco, e questo è proprio capitato a pennello.
Anna è una ragazza terribilmente insicura, che non ama i rapporti sociali, non sopporta il Natale, le tradizioni familiari e i gruppi di amici numerosi, non vuole un fidanzato e l'unica cosa per lei importante, oltre allo studio, è...viaggiare!
E questo in effetti è un viaggio on the road, sulle strade innevate della Germania, che prevede la voce di George Michael come colonna sonora e tanti imprevisti a colorare tutta la faccenda. Tra un autostop, una fermata persa del treno, il passaggio di un camionista polacco e via dicendo, Anna non solo incontrerà moltissime persone assurde e diverse dalla cerchia che popola la sua quotidianità, ma avrà modo di riflettere sulla sua condizione psico-familiare e sopratutto con l'accettazione della sua vita stessa. 
Una storia che a mio avviso avrebbe avuto delle grandi potenzialità, sopratutto per la trama, movimentata, divertente, ricca. Invece l'autrice si è limitata a raccontare dei fatti, (che spesso non stanno in piedi) inserendo dei dialoghi o delle descrizioni che non hanno danno nessun valore aggiunto alla storia stessa, tralasciando invece delle parti più profonde, come la lettera che trova all'interno del libro di fiabe regalatole dalla vecchina, la signora Hallmann,  alla quale tiene compagnia tra una lezione e l'altra, oppure il rapporto con fratellino, affezionatissimo a lei, ma al quale lei non si concede, se non una volta ogni sei mesi, nemmeno abitasse oltreoceano. Anche la faccenda della famiglia è stata liquidata in fretta e furia, come l'incontro con Micha, quello che le lettrici avrebbero sperato  fosse il ragazzo della sua vita.
Insomma, se devo tirare le somme, il tutto mi è sembrato frettoloso, ma allo stesso tempo non scorrevole, come a questo punto almeno avrei sperato. Se non avessi almeno un paio di amiche che continuano a dirmi di dare una seconda possibilità all'autrice tedesca credo che non avrei mai più pensato di leggere null'altro, perchè proprio non mi è rimasto nulla, se non qualche punto per la sfida di lettura e un senso di assurdità, perchè purtroppo troppi avvenimenti e imprevisti che avrebbero dovuto risultare divertenti, si sono trasformati in una grande barzelletta.

Punti forti
- La trama, questa idea del viaggio on the road l'ho apprezzato parecchio.
- Le tre vecchiette che Anna incontra in autogrill, dimenticate dalla truppa della casa di riposo, mi hanno ricordato le protagoniste dei libri ambientati al Lieto Tramonto e anche alle pensionate descritte dalla Harris in uno dei suoi racconti all'interno di una famosa raccolta.

Punti deboli
- Elencarli sarebbe lungo, comunque non ho assolutamente apprezzato lo stile, diciamo piatto e senza phatos che ha fatto in modo che io non mi appassionassi alla storia.
- Il carattere della protagonista è poco delineato, come in fondo tutto quello che le gira intorno.
- Una storia priva di condimento, discreta la base, ma senza gusto, peccato.
- Tutto troppo veloce, affrettato, come se l'autrice avesse fretta di finire di scrivere questa storia. 

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6 commenti:

  1. Ciao socia! Io della Bomann ho letto e apprezzato L'isola delle farfalle... se vuoi dare un'altra possibilità all'autrice ti consiglio questo!

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    1. Ciao Socia :-) io quello non lo possiedo! Ne ho un altro. Però prendo spunto, praticamente tutti mi hanno parlato bene proprio di questo che mi consigli tu. Vedremo!! Un bacione

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  2. Sono d'accordo con la tua recensione, quando lo lessi anche io pensai che la storia in sé non era male ma la trovai ... poco articolata, un po' piatta appunto,compresa la protagonista :-)

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    1. Ciao Angela! Ecco. dunque la pensiamo allo stesso modo. Mi sento un po' più sollevata, mi aspettavo un linciaggio in massa! Un abbraccio

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  3. No, non credo che questo sia un libro per me. In realtà non so neanche se l'autrice possa fare al caso mio... Magari aspetto che tu legga qualche altra cosa e mi dica! ;)

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    1. Non lo so, ti farò sapere, per il momento ti direi di lasciar perdere, ma chissà

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