Recensione: " Buchi nella sabbia" di Marco Malvaldi

Buongiorno a tutti, allora siete pronti a salutare il 2015? Devo ammettere che non mi dispiace nemmeno un po' fargli "ciao ciao" con la manina. Quindi, nonostante sia sinonimo di invecchiamento, benvenuto 2016!! Ma veniamo a noi, oggi vi tocca leggere il mio commento sull'ultimo libro scritto da quella canaglia del Malvaldi, e non è un ottimo modo di finire l'anno...



VOTO: 

Titolo: Buchi nella sabbia
Autore: Marco Malvaldi
Casa Editrice: Sellerio
Pagine: 256
Prezzo: 14,00€
Pubblicazione: 4 novembre 2015



Notizie sull'autore:
Nato a Pisa nel gennaio del 1974, è un noto scrittore giallista. Studente della Scuola Normale Superiore di Pisa e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa, ha esordito nella narrativa nel 2007, con "La Briscola in cinque", pubblicato con la casa editrice Sellerio. Negli anni ha pubblicato i successivi capitoli della serie del Bar Lume e dopo il successo è stata girata una fiction in onda su Sky "I Delitti del Bar Lume".

La serie è composta da:
- La briscola in cinque (2007)
-Il gioco delle tre carte (2008)
-Il Re dei giochi (2010)
-La carta più alta (2012)
- Il telefono senza fili (2015)

Altri romanzi:
-Odore di chiuso (2011)
-Milioni di Milioni (2012)
- Argento vivo (2013)
- La famiglia Tortilla (2014)
- Buchi nella sabbia (2015)






Sono andata alla presentazione di questo libro e, come sempre, ho amato le parole pronunciate da Marco, che per l'occasione è stato presentato e accompagnato da Margherita Oggero. Non vedevo l'ora di imbattermi in questa storia che parla di Opera Lirica, nonostante io non sia un'appassionata, anzi.
Marco Malvaldi è un incantatore di serpenti, un animale da palcoscenico, grazie alle sue parole e alla parlantina spigliata, condita da quell'accento toscanaccio, sarebbe in grado di farmi comprare e leggere anche la lista della spesa di Samanta (sua moglie).
Purtroppo per me però, questo libro ha deluso le altissime aspettative: difficile da seguire e dal ritmo troppo poco incalzante. Ma facciamo un passo indietro.
Siamo nel 1901, a Pisa, e stiamo per assistere alla rappresentazione della Tosca di Giacomo Puccini al Teatro Nuovo. Alla prima sarà presente Sua Maestà in persona e il giornalista de "La Stampa" Ernesto Ragazzoni. Chi ha deciso di uccidere questa volta il nostro autore toscano? Un cantante, direttamente sul palcoscenico. Così il Tenente dei Carabinieri Pellerey si ritrova tra le mani un caso spinoso, tra anarchici burloni, una Tosca sconvolta, un Ragazzoni sempre annaffiato di vino come Dio comanda e un Capitano che gli rende la vita difficile.
Perchè non mi è piaciuto? Caspita giuro che spiegare le mie motivazioni non è così semplice: ho trovato la storia poco intrigante, ovvero a un certo punto mi è sembrato che l'omicidio e le indagini fossero quasi il contorno e non la portata principale. Troppi termini tecnici e incisi per gli "addetti ai lavori" hanno reso questa lettura lenta e non troppo avvincente. La mia stessa curiosità è presto scemata.

Devo ammettere che la parte finale del libro è la migliore, come se tutto si fosse ripreso un pochino dopo uno scivolone: conosciamo meglio il Tenente Pellerey, ci affezioniamo e sorridiamo delle sue strategie e debolezze. 

Mi sono resa conto che se non avessi ascoltato la sua presentazione il voto sarebbe stato ancora più basso, tante cose le ho comprese perchè le ha spiegate lui stesso, ma questa non dovrebbe essere una giustificazione, un romanzo dovrebbe scorrere indipendentemente dalla sua presentazione, quest'ultima dovrebbe essere un'opportunità, un approfondimento e non un elemento di comprensione.

Cosa ho maggiormente apprezzato:

  • E' un romanzo scritto da Malvaldi, il mio giallista italiano preferito.
  • Nonostante lo stile poco scorrevole i personaggi mantengono le caratteristiche che contraddistinguono i "Malvaldiani".
  • Ho scoperto Ernesto Ragazzoni che non conoscevo e sicuramente è un personaggio poco noto, ma non questo poco meritevole di approfondimenti.

Cosa mi è piaciuto meno: 


  • Non è un libro per tutti, la sua particolarità nello stile e sopratutto nella scelta dell'ambientazione è un po' limitativo - per la massa, me compresa -.
  • I troppi incisi e approfondimenti sull'Opera e il Teatro hanno reso la lettura ancora più lenta.
  • Forse, se avessi amato l'Opera Lirica avrei apprezzato di più il lavoro del Malvaldi, probabilmente questo è stato un ostacolo che ho sottovalutato.

Scritto questo, con rammarico, mi butterò su "Argento Vivo", sono certa che sarà un lettura più scorrevole. 
A presto,

Salvia




Recensione - Cento Giorni di Felicità - di F. Brizzi

Buon Natale lettori, come state? Già, ho deciso di non abbandonarvi oggi, ma vi racconterò questo libro grazie al quale completo il secondo obiettivo della Master Reader di Lucrezia Scali "Un libro che ti hanno consigliato di leggere". Bene, questo libro me lo hanno consigliato le LGS un sacco di tempo fa ma non l'ho mai letto. E' arrivata la sua ora. Una sorpresa pazzesca, un libro da salvare in caso di incendio.




VOTO: 

Titolo: Cento giorni di felicità
Autore: Fausto Brizzi
Casa Editrice: Einuadi
Pagine: 393
Prezzo: 18,50€
Pubblicazione: 2013



Notizie sull'autore:
Fausto Brizzi (Roma, 1968) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Con il suo film d'esordioNotte prima degli esami ha vinto il David di Donatello e il Nastro d'Argento. Tra le altre sue opere: Ex, Maschi contro femmine, Com'è bello far l'amore, Pazze di me. Il suo primo romanzo Cento giorni di felicità (Einaudi Stile Libero 2013) è stato tradotto, o è in corso di traduzione, in Francia, Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Brasile, Israele, Repubblica Ceca, Slovacchia, Serbia, Turchia, Australia. Nel 2015 Einaudi Stile Libero ha pubblicato il suo secondo romanzo, Se mi vuoi bene.









Chi è Lucio? E' un ex atleta campione di pallanuoto, portiere per l'esattezza, oggi un quarantenne sovrappeso, allenatore di una squadra del menga, personal trainer in una sudicia palestra periferica, divoratore compulsivo di ciambelle, padre affettuoso di Eva e Lorenzo e marito di Paola. Marito infedele di Paola. Paola lo becca come un pivello alle prime armi. Paola lo caccia di casa senza nessun rimorso. Paola è una professoressa senza macchia e senza paura. Paola lo fa tornare a casa. Paola è pazza? No, Paola è la moglie di un malato terminale di cancro. A Lucio rimangono 100 giorni per riconquistare Paola.

Questo Libro...oh Questo Libro, già perchè questo è un Libro. Ho avuto modo di amare lo stile di Fausto Brizzi con "Se mi vuoi bene", ma questo romanzo non è da meno, anzi, forse, se possibile, è anche meglio.  Lucio è il narratore e protagonista di questa storia, che in realtà è un conto alla rovescia. Vi state chiedendo perchè prima abbia scritto una sfilza di Paola, Paola e ancora Paola come se fosse lei l'anima della festa? Perchè l'obiettivo principale di Lucio è riconquistare sua moglie, tradita e affranta, che gli ha permesso di tornare a casa perchè lui possa trascorrere i suoi ultimi mesi di vita insieme ai suoi figli, ma, come si può immaginare, il suo orgoglio è ferito e non importa se abbiano scoperto successivamente l'esistenza dell'Amico Fritz (è così che lui chiama il Cancro), il danno è fatto, le uova sono state rotte nel paniere e il cuore è stato crepato, probabilmente in maniera irrimediabile.
Questo romanzo è inimitabile, l'autore ci parla di cancro e noi ridiamo per un sacco di tempo. Non sono insensibile, giuro, ma il protagonista sta per dire addio ai suoi cari e noi sorridiamo come se Claudio Bisio avesse appena cercato di toccare le chiappe di una Vanessa Incontrada imbarazzata. Forse ve l'ho già detto un sacco di volte ma credo che sia semplice far scendere un paio di lacrime parlando di bambini malati, cani bastonati o giovani Lucio che muoiono di Cancro. Molto più complesso è invece prendere Lucio, dargli cento giorni di sopravvivenza, e far ridere il lettore - certo le lacrime spunteranno, ma i sorrisi sono garantiti - . 
Ho perso una persona cara a causa del perfido amico Fritz quattro anni fa, questa persona è morta nella cameretta che avevo da ragazzina, quindi non voglio che pensiate che la mia recensione sia "leggera perchè Salvia non sa cosa si provi a perdere una persona cara", proprio per questo motivo anzi vi dico...leggetelo, vi insegnerà ad apprezzare meglio i giorni che avete davanti, la famiglia che diamo per scontata, il cane che purtroppo per natura ha una vita molto breve, i fiori appena sbocciati dal profumo avvolgente, una serata a guardare un film con la copertina sulle ginocchia, le luci che colorano l'albero di Natale, l'acqua fresca dopo una corsa, un regalo inaspettato, un bel voto a scuola, la carezza della mamma, l'abbronzatura dopo una giornata al mare, la prima ciliegia della stagione, una farfalla sul davanzale, i fiocchi di neve a Natale, un concerto con gli amici, il campeggio con i figli, un ti amo sussurrato, una promessa mantenuta,  .............................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Cosa ho maggiormente apprezzato:

  • Lucio si rivolge direttamente al lettore, come fosse a teatro. Lascia pagine bianche per prendere appunti o per scrivere cose importanti, per il futuro. Direi che è quasi "interattivo".
  • L'amore per la vita di un condannato a morte mi ha permesso di sentirmi privilegiata, la persona più ricca del mondo. Conoscere la propria data di morte è tremendo, tutto assume una particolare importanza, ma viene vissuto come ultima volta consapevole. 
  • Per assurdo gli ultimi cento giorni di Lucio sono tra i più felici della sua intera vita, particolare no?
Cosa mi è piaciuto meno:
  • ASSOLUTAMENTE NIENTE
Sono stata chiara? Ma, ammetto di aver scritto una recensione forse un po' troppo di getto, ma i sentimento hanno avuto il sopravvento sulla ragione e sono diventata logorroica in una botta sola!! Alla prossima,

Salvia

Recensione : "Per Dieci Minuti" di Chiara Gamberale

Eccomi amici lettori, finalmente ho iniziato un paio di sfide di lettura e grazie agli obiettivi assegnati avrò modo di smaltire dei libri che in effetti erano quasi dimenticati sugli scaffali. brutta questa frase, me ne rendo conto, ma quante volte vi capita di comprare un libro e poi appoggiarlo sulla mensola e non trovare mai il momento giusto per iniziarlo? A me spesso purtroppo.
Questo è un libro che ho comprato appena uscito per poi pentirmene subito dopo. Perchè? Ve lo spiego, almeno quattro persone mi ha detto che è il peggiore scritto dalla Gamberale. bene, io non ne ho mai letti, ma se questo è il più brutto...cavoli io sono a cavallo!



VOTO: 

Titolo: Per dieci minuti
Autore: Chiara Gamberale
Casa Editrice: Feltrinelli
Pagine: 192
Prezzo: 16,00€
Pubblicazione: Novembre 2013



Notizie sull'autrice: 
Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Ha esordito con il suo primo libro nel 1999 con "Una vita sottile", ha scritto, fra gli altri "La zona cieca" (Premio Campiello Giuria dei Letterati), "Le luci nelle case degli altri" (2010) e a quattro mani con Massimo Gramellini "Avrò cura di te" (2014) E' autrice e conduttrice di programmi radiofonici e televisivi come "Io, Chiara e l'oscuro" (Rai Radio 2) e "Quarto Piano Scala a Destra" (Rai Tre). Collabora con "La Stampa", "Vanity Fair", "Io Donna" e "Donna Moderna".







Chiara ha superato i trent'anni, si è trasferita da un paesello vicino a Roma al centro della Città Eterna insieme a Suo Marito, peccato che dopo pochi mesi Suo Marito l'abbia lasciata per telefono durante un viaggio lavorativo a Dublino.
Non è forte Chiara, non si da pace, vede una psicanalista che le consiglia un gioco: per un mese ogni giorno deve fare una cosa nuova per dieci minuti. Le sembra una pazzia, come potrà risolvere i suoi mille problemi pensando a cosa fare per dieci minuti ogni giorno??
Chiara, Chiara, quante donne al mondo ci sono nella tua situazione? Tantissime: tradite dalla persona che vi ha giurato amore eterno, che invece si è rivelato un calesse.
Ma Chiara gioca e tutti i giorni si impegna e si ingegna, usa la fantasia e tra un pianto e una risata riesce a portare a termine il gioco.

Mi piaci Chiara, sei una donna normale, che ha inondato fazzoletti di muco e lacrime per un uomo che non ti merita, hai offuscato la tua vita per far risplendere quella di Tuo Marito, addirittura hai traslocato nella Grande Città, proprio tu che non ti saresti mai spostata dal paesello e dalle comode certezze. Hai scoperto come ognuno giri intorno a se stesso, come una madre invece, per amore della sua famiglia si eclissi e nessuno le chieda nemmeno come stia, perchè Lei è la Mamma, mica ce n'è bisogno!
Hai capito Chiara, che non ti libererai mai di Tuo Marito finchè non taglierai il cordone e continuerai ad aspettarlo, perchè Tuo Marito, da bravo stronzo 2.0 (già lui ha fatto l'aggiornamento e tu ancora no), sfrutta la tua bontà e si nutre grazie al tuo ossigeno.
Proprio grazie ai dieci minuti quotidiani hai imparato a cucinare, a chiedere, a camminare all'indietro, a scoprire che di amici che ti vogliono bene ne hai tanti. Non smettere ti prego, hai appena imparato ad amarti, a prenderti cura del tuo corpo e dei tuoi nobili sentimenti, ma sopratutto scrivi ragazza, hai un dono e sfruttalo al meglio!

Cosa ho maggiormente apprezzato:

  • Ho sentito parlare bene e male di questa autrice, io, devo ammettere, ho apprezzato tantissimo questa breve storia, che non so se sia autobiografica o meno, - e in effetti poco mi importa - ma scritta con passione e originalità.
  • L'idea è molto particolare, ogni capitolo è dedicato ad un giorno e sopratutto ai dieci minuti di quella precisa giornata.
  • Aver letto questo romanzo alle porte del Natale, che è proprio il periodo trattato nella storia mi è piaciuto, una casualità, che però mi ha ben disposto!
  • Il sottolineare "Mio Marito" ogni volta che Chiara parla del suo coniuge, senza mai chiamarlo per nome è un'idea geniale.


Cosa mi è piaciuto meno:

  • Non c'è nulla che mi abbia infastidita o colpita negativamente, una storia scorrevole che sicuramente consiglierò a chi cerca un romanzo diverso e mai banale. 
Alla prossima, un abbraccio
Salvia


Calendario dell'Avvento con Harry Potter - Capitolo 16



Buongiorno a tutti, come state? Ridendo e scherzando siamo arrivati al sedicesimo capitolo, insomma, lo abbiamo divorato questo libro!! Come vi ho già detto...non voglio abbandonare i miei amici del cuore e credo che magari continuerò a leggere la serie!!!
 Ma prima di entrare nel vivo della tappa di oggi vi ricordo il calendario:


Lunedì 7Capitolo 1 su Desperate Bookswife 
Martedì 8Capitolo 2 su La Libridinosa 
Mercoledì 9: Capitolo 3 su Un libro per amico
Giovedì 10: Capitolo 4 su La Biblioteca di Eliza
Venerdì 11: Capitolo 5 su Scribacchiando in soffitta
Sabato 12: Capitolo 6 su Desperate Bookswife
Domenica 13: Capitolo 7 su La Libridinosa 
Lunedì 14: Capitolo 8 su Un libro per amico
Martedì 15: Capitolo 9 su La Biblioteca di Eliza
Mercoledì 16: Capitolo 10 su Scribacchiando in soffitta
Giovedì 17: Capitolo 11 su Desperate Bookswife
Venerdì 18: Capitolo 12 su La Libridinosa
Sabato 19: Capitolo 13 su Un libro per amico
Domenica 20: Capitolo 14 su La Biblioteca di Eliza
Lunedì' 21: Capitolo 15 su Unlibroperamico
Martedì 22: Capitolo 16 su Desperate Bookswife
Mercoledì 23: Capitolo 17 su Lettrici Geograficamente Sparpagliate

Ed ecco il capitolo di oggi. 


Siamo quasi al dunque, i tre intrepidi studenti del primo anno stanno per scoprire il segreto che più li ha distratti per tutto il periodo di permanenza, perchè diciamolo, sono sicuramente dei ficcanaso, buoni ma pur sempre ficcanaso. Cosa sta nascondendo il terribile cane a tre teste? dove ci porterà quella botola tanto inquietante quanto desiderabile?? Questo capitolo è uno dei più avventurosi di tutto il libro, non è uno dei miei preferiti, ma sicuramente l'azione non manca. Voi cosa ne pensate?

CURIOSITA':

Il Nicholson Cafè era uno dei caffè preferiti dalla Rowling dove poter scrivere. Ogni giorno infatti la scrittrice metteva la figlia Jessica nella carrozzina e la portava a passeggio per la città, fino a quando non si addormentava. Poi si dirigeva in uno dei caffè della città dove al prezzo di un espresso e un bicchiere d’acqua poteva sedere e scrivere in pace per un paio d’ore.

Ci leggiamo domani per l'ultimo post sul blog delle Lettrici Geograficamente Sparpagliate, mi raccomando non mancate per il gran finale!!

Salvia