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Recensione - Almarina di Valeria Parrella

lunedì, novembre 16, 2020 Baba Desperate Bookswife 1 Comments

 


Il libro
Almarina   di Valeria Parrella
Editore: Einaudi| Pagine: 136| Pubblicazione: 2019| Prezzo 17,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Valeria Parrella è nata nel 1974, vive a Napoli. Per minimum fax ha pubblicato le raccolte di racconti mosca piú balena (2003) e Per grazia ricevuta (2005). Per Einaudi ha pubblicato i romanzi Lo spazio bianco (2008, 2010 e 2018), da cui Francesca Comencini ha tratto l'omonimo film, Lettera di dimissioni (2011), Tempo di imparare (2014), la raccolta di racconti Troppa importanza all'amore (2015), Enciclopedia della donna. Aggiornamento (2017) e Almarina (2019). Per Rizzoli ha pubblicato Ma quale amore (2010), ripubblicato da Einaudi nei Super ET nel 2014. È autrice dei testi teatrali Il verdetto (Bompiani 2007), Tre terzi (Einaudi 2009, insieme a Diego De Silva e Antonio Pascale), Ciao maschio (Bompiani 2009) e Antigone (Einaudi 2012). Per Ricordi, in apertura della stagione sinfonica al Teatro San Carlo, ha firmato nel 2011 il libretto Terra su musica di Luca Francesconi. Ha inoltre curato la riedizione italiana de Il Fiume di Rumer Godden (Bompiani 2012). Da anni si occupa della rubrica dei libri di «Grazia» e collabora con «Repubblica».
Recensione
e mezzo

STORIA DELLA MIA COPIA
Questa è una bellissima storia da raccontare perché questo libro mi è stato  donato da Francesca grazie ad una iniziativa ideata da Susanna del profilo Instagram bookcrossingcabellainpiazza. E' stata una sorpresa magnifica, da una persona che ha compreso un mio momento di necessità e ha cercato di starmi accanto con un libro. Un gesto che non immaginate quanto mi abbia commosso. 
COSA NE PENSO 
La trama di questa storia è particolarmente interessante, Elisabetta è una professoressa di matematica e lavora a Nisida, ovvero un carcere minorile vicino a Napoli. Ogni giorno la professoressa esce dal mondo per entrare in un luogo senza tempo che segue regole diverse, ritmi particolari e gli abitanti di questo luogo vanno e vengono, sono ragazzi che hanno commesso dei crimini che dal momento dell'arresto hanno perso parte dell'individualità per diventare parte di un gruppo, a seconda della gravità del reato commesso. 
Elisabetta ha scelto di lavorare in questa scuola, di avere a che fare con dei ragazzi diversi dai normali adolescenti che potrebbe incontrare in un altro istituto: persone che la vita ha temprato prematuramente, giovani adulti che stanno imparando a scontare una pensa lontano dal mondo e che il mondo stesso li riaccoglierà, ma non si sa in quale modo. 
Un giorno a scuola arriva Almarina, ragazzina taciturna, spaventata. Almarina ha perso tutto quello che poteva perdere e le è capitato troppo presto. Tra la professoressa e l'allieva si crea un legame, un filo invisibile le tiene unite senza nemmeno una ragione apparente. 

E così, attraverso un lungo monologo, la protagonista srotola la sua vita sulle pagine di questo libro, mostrando le sue incertezze, le sue sofferenze e la paura di vivere. Almarina però le dona emozioni strane e lei si sente coinvolta, anche se non dovrebbe. Pensa Elisabetta, pensa, perché nonostante tu possa ritenerti fortunata, la vita ha segnato anche la tua anima, forse in maniera meno aggressiva rispetto a molti detenuti ai quali insegni, ma sempre le ferite lasciano una cicatrice che non se ne va. 

Valeria Perrella ci mette davanti al naso un'esistenza, una possibilità e una rinascita. Cosa posso dire riguardo a quello che mi ha trasmesso? Indubbiamente la trama è coinvolgente e non banale, una storia forte, introspettiva e dolorosa. Lo stile è scorrevole ma ricercato, le emozioni non vengono risparmiate e la sensazione che ho provato è stata di dolore. Mi sono sentita sola durante la lettura, ho percepito la solitudine della protagonista e l'ho indossata come ho potuto. Le parole mi hanno resa irrequieta e sentivo di voler fuggire da questo libro, nonostante la sua bellezza, nonostante la sua finezza, nonostante il suo spessore. 
E' senza dubbio un libro pazzesco, per tanti aspetti, ma non è per me. Non del tutto. Questo è un mio pensiero personale e nonostante per certi versi non mi abbia coinvolto del tutto e per altri mi abbia coinvolto troppo, non mi è arrivato come avrei sperato. O forse mi è arrivato troppo?
Sono confusa, lo ammetto, ma comunque felice di aver conosciuto un'autrice che ho ignorato fino alla scorsa settimana, un'autrice con il dono della comunicazione scritta e credo, anche se non le ho mai parlato, dalla spiccata sensibilità. 

Voi avete letto questo romanzo finalista al Premio Strega? Cosa ne pensate? Avete mai ricevuto un libro in regalo senza un motivo reale? 

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