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Recensione - L'ombra dello scorpione di S. King

venerdì, novembre 22, 2019 Baba Desperate Bookswife 3 Comments

Il libro
L'ombra dello scorpione di Stephen King
Editore: Bompiani| Pagine: 1373| Pubblicazione: 2017 (in Italia la versione integrale) | Prezzo 15,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa- distopico 
Notizie sull'autore
Stephen King nasce a Portland il 21 settembre del 1947. Definito dalla critica “il re del brivido”, vive e lavora nel Maine con la moglie, a sua volta scrittrice, e i tre figli. Le sue storie da incubo sono best seller clamorosi in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian de Palma e Rob Reiner. Di Stephen King Bompiani ha pubblicato: Carrie, Shining, A volte ritornano, L’ombra dello scorpione (anche nella versione graphic novel targata Marvel). Le vicende di Shining continuano nel romanzo Doctor Sleep.

Recensione
1/2
Cari lettori, come state? Eccomi qui oggi a parlarvi di un libro decisamente vintage ma da pochi anni riproposto in Italia. Si tratta di uno dei romanzi più famosi del Re dell'Horror, ovvero l'ombra dello scorpione di King, un libro che narra le vicissitudini di un gruppo di persone sopravvissute a un'epidemia tremenda.
Un morbo si espande a causa di un errore umano, un'influenza chiamata Capitan Trip uccide le proprie vittime in pochi giorni, all'inizio si manifesta come un normale virus influenzale e solo successivamente, dopo un lieve e fasullo sintomo di miglioramento le persone cadono a terra come mosche. In America è una strage, il genere umano sta per estinguersi, le città hanno l'odore dell'abbandono e il gusto dello stantio, gli animali cercano prede per sopravvivere e le poche persone non colpite dal letale morbo sembrano impazzite. Alcune di queste decidono di prendere la strada che li porterà direttamente dal Signore delle Tenebre, ovvero il Male e altri invece percorreranno chilometri per raggiungere Mother Abigail,  il Bene. La guerra sta per iniziare.

Questa che io ho letto è la versione che King immaginò tante decine di anni fa, quando ancora non era famoso in tutto il mondo, prima che diventasse uno degli autori contemporanei più amati e seguiti, quando ancora un editore poteva permettersi di consigliargli di tagliare una buona parte dell'opera per renderla più accessibile economicamente al grande pubblico. L'autore infatti ci scrive in una una sua nota che il manoscritto fu alleggerito di circa 400 pagine per abbassare i costi di vendita.
Io non ho mai letto l'edizione "tagliata" che la maggior parte dei lettori conosce. Io per la prima volta ho letto questa, integrale, completa.
Come immagino, avrete sicuramente notato le due stelline e mezza all'inizio della recensione e probabilmente penserete che di libri non ne capisca proprio niente. Non metto in dubbio che il vostro pensiero possa essere vero, io sono una lettrice e ho i miei gusti, le mie preferenze, non sono la verità e tanto meno un critico letterario. Se amate King, non giudicatemi per il rating ma provate a leggere queste righe e capire le motivazioni che mi hanno spinto a tale conclusione.

Innanzi tutto ho fatto fatica a capire dove l'autore volesse andare a parare: il libro inizia con una sfilza di personaggi dettagliati, ben descritti e inseriti nella storia. Tanti personaggi, troppi. Non facevo in tempo a capirci qualcosa che...morivano. E che cavolo, ho preso appunti, ho spremuto le meningi, ho messo dei segnetti, ho cercato di collegarli nella mia testa per poi doverli salutare? Cioè uno, due, tre...via! Seppellito senza nemmeno l'estrema unzione. Però mi son detta: "caspita che descrizioni interessanti, che penna scorrevole, chissà dove ci porterà il Maestro". E qui nuovamente sono scivolata su di una buccia di banana. Ad un certo punto ho pensato che le descrizioni fossero troppe, che assolutamente non me ne poteva fregare di meno di tutto quello che stavo leggendo, che volevo arrivare ad un dunque, che il castello costruito da Mr King era bello e complesso, gli avrei fatto recapitare nella sua stravagante casa nel Maine un'enorme scatola di cioccolatini per complimentarmi con lui ma...bastaaaaaaa fate terminare questo libro! Più leggevo e più mi sembrava di non procedere, mi sembrava di essere come Penelope, solo che io di notte non ricominciavo da zero, giuro!
Ma più andavo avanti, più la noia si faceva spazio nella mia testa e più mi arrabbiavo perché il pensiero fisso era: ma come fa un genio come questo qui ad essersi perso. Anzi no, come ha fatto a non perdersi mai. E perché allora io trovo tutto questo meraviglioso libro una ciuffeca? Ben consapevole che per tenere in piedi un castello di parole così grosso devi essere un genio. Non c'è altra spiegazione. Mi sono sentita in colpa. Baba, ma quanto sei ignorante per non comprendere questo capolavoro? E mentre la mia mente andava avanti tra una visione l'altra è arrivata la parte migliore: IL FINALE.
Ho letto le ultime 250 pagine in un soffio (va beh, senza esagerare) e ho pensato che fossero bellissime, che ne era valsa la pena non abbandonare il libro. L'ultima parte, per quanto fosse ricca di descrizioni, è volata via e io mi sono sentita finalmente coinvolta. Ho pensato che fosse un bel libro, che King fosse bravissimo e che la sua penna facesse per me.
Infine mi sono seduta e ho iniziato a pensare a tutta questa esperienza e mi sono sentita spossata, come se la lettura fosse stata una fatica fisica e che no, non bastano 250 pagine su 1373 per dire che il libro è di mio gradimento. Un po' come andare al ristorante, mangiare delle portate molto molto pesanti, non vedere l'ora di andare a casa a prendere un po' di citrosodina, infine assaggiare il dolce  a base di frutta e pensare che la cena sia stata un successo. Eh no. Per me non è stato così.
Probabilmente ho sbagliato l'ordine, avrei dovuto iniziare a leggere Pet Cemetery, piuttosto che Il miglio verde, non saprei, mi hanno detto che King va conosciuto per step e io ho sbagliato la chiave d'accesso (prima di questo lessi solo Colorado Kid), ma per il momento accantono il Re dell'horror e attendo che mi passi il blocco del lettore ah ah ah.
Se state pensando che il voto sia troppo alto per le emozioni che mi ha suscitato...beh vi state sbagliando. E' indiscutibile la bravura di questo autore e la complessità di questo libro è evidente. La storia c'è, molto chiara e sta in piedi alla grade. Tutto il resto è soggettivo!
Adesso aspetto che mi raccontiate la vostra esperienza: Perché vi è piaciuto così tanto? Perché invece lo avete detestato? Scrivetemi, perché davvero sono molto, molto curiosa. 

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3 commenti:

  1. Guarda, io King lo amo molto, ma non ho mai letto questo "tomo", se così si può chiamare. Credo che su una lunghezza del genere una storia smetta di essere un romanzo e diventi un esercizio di stile, il che può anche andare bene, ma bisogna mettere le carte in tavola da subito. Ecco, Pet Sematary per esempio te lo stra consiglio (anche se io non ci ho dormito la notte e ci ho ripensato per un mese). Secondo me non puoi perderlo, e ti riconcilierai con King 😊

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    1. Ciao Nadia! Ecco, hai scritto bene, un esercizio di stile. È esattamente quello che ho pensato. Pet Cemetery è lì, in attesa di essere letto :-)

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  2. Awesome blog you hhave here

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