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Recensione - Pagine d'amore di K. Kingsbury

venerdì, settembre 08, 2017 Baba_Books Desperate Bookswife 4 Comments

Il libro
Pagine d'Amore di Karen Kingsbury
Editore: Tre60| Pagine: 228| Pubblicazione: 2014 | Prezzo 9,90€| Trama Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
KAREN KINGSBURY vive a Nashville, nel Tennessee, col marito Don e i cinque figli, tre dei quali adottati ad Haiti. I suoi romanzi sono stati per ben quindici volte al numero uno delle classifiche del New York Times e di USA Today e hanno venduto venticinque milioni di copie. Karen ama molto tenersi in contatto coi suoi lettori e comunica quotidianamente con loro attraverso la sua pagina Facebook e su Twitter (@KarenKingsbury).
Recensione
e 1/2

Molly Allen e Ryan Kelly si sono conosciuti sette anni fa all'università, sono diventati amici, si sono amati in silenzio per poi abbandonarsi senza far più ritorno l'uno dall'altra. Entrambi avevano la vita ben pianificata ad aspettarli a casa, al termine degli studi. Due ceti sociali differenti, aspettative opposte e un amore che ha fatto capolino solo con un casto bacio, che ha cercato di urlare in faccia ai due ragazzi dei sentimenti che entrambi hanno cercato di reprimere per il troppo rispetto dell'altro. La paura di un rifiuto netto, il timore di non essere ricambiati e qualche bugia, hanno fatto in modo che i due tornassero a casa, con la tristezza nel cuore, ormai ammalato di quella mancanza che solo il grande amore può arrecare.
Ma un grandissimo imprevisto farà tornare entrambi nel posto che li ha fatti sentire felici: una libreria indipendente "The Bridge", gestita da un uomo la cui generosità era conosciuta ai più, un uomo che non si sbagliava mai su sentimenti altrui e che ha sempre fatto il tifo per loro, anche se silenziosamente. La libreria dopo sette anni è in difficoltà, lo stesso proprietario lo è. Riusciranno i due ragazzi a rimettere a posto i pezzi del puzzle?
Ho comprato questo libro anni fa, per una challenge. All'epoca avrei dovuto leggere un romanzo rosa.  Non lo lessi, perché avevo paura che non fosse un romance vero, quindi lo lasciai da parte. Nel 2017 l'ho ripreso in mano, sempre per una challenge, organizzata dalla stessa persona, Lucrezia, quindi eccoci alla resa dei conti.
All'interno di questo romanzo le vite dei personaggi si intrecciano, il narratore esterno passa da un personaggio all'altro, raccontandoci le vite di Molly, Ryan e Charlie (il proprietario di "The Bridge"). Ad ogni capitolo si alternano le vicissitudini di questi tre protagonisti, tra presente e passato il lettore pian piano conoscerà i segreti di coloro che vivono all'interno del romanzo. 
Io però mi sono annoiata, ho sfogliato le pagine con la consapevolezza che sarei arrivata presto alla fine, vuoi il carattere di stampa abbastanza grosso, vuoi il numero di pagine ridotto e vuoi lo stile molto scorrevole e privo di grandi descrizioni. Insomma, nonostante la noia, l'avrei portato a termine senza sforzi titanici.
I caratteri di Molly e Ryan sono prevedibili, entrambi affamati l'uno dell'altra nonostante gli anni di separazione. Il loro attaccamento reciproco l'ho trovato smisurato visto che nessuno dei due ha voluto chiarire la situazione, velata di una malinconica foschia che avrebbe potuto essere diradata con un po' di impegno, se non subito, ma almeno qualche tempo dopo. Certo, è una favola d'amore, e le favole non sono razionali, ma almeno dovrebbero far sognare il lettore, io quando accendo il lettore dvd  e do il play a Cenerentola, la Bella e la Bestia, Biancaneve...insomma mi emoziono. Se leggo un libro di Cassandra Rocca o di Virginia Bramati, mi lascio cullare, accarezzare, ed entro nella modalità: sognatrice on (che non mi si addice per nulla, ma di tanto in tanto fa bene allo spirito). Questa volta invece la fretta ha fatto da padrona, imponendomi di divorare queste pagine d'amore dalle qualità soporifere. L'obiettivo principale: PASSARE AD ALTRO. 
Ho simpatizzato però con Charlie, perché quell'uomo ha fegato, anche se all'inizio gli avrei tirato un pugno in testa: mi dispiace spoilerare, ma uno che ha delle enormi difficoltà, però una fede smisurata, crede in Dio, prega, e compagnia bella...non può decidere di avere un incidente, per poi cambiare idea all'ultimo secondo. Cioè in realtà può eccome, perché lo fa, però io mi avvalgo della facoltà di tirargli un cazzotto sul naso. 
A parte questo episodio, mi è piaciuto il suo attaccamento ai libri, la passione per il suo lavoro, presa come una missione per aiutare il prossimo. Quando l'autrice lo descrive all'interno della sua libreria, si respira un'aria magica, si sentono i lettori mentre sfogliano le pagine, il profumo della carta, e quando si apre la porta di The Bridge, al suono delle campanelle si entra in un mondo magico, lontano dalla realtà. 
Ecco, questa è l'unica parte del libro che ho apprezzato, ma che poco ha a che fare con l'intera storia. Quindi no, non credo leggerò più un romanzo della Kingsbury, nonostante sia amatissima negli USA. Se invece voi avete colto altri messaggi, avete apprezzato il libro, insomma avete un parere diverso dal mio, sarò felice di leggere i vostri pareri!

Punti forti

- Charlie, il proprietario della libreria, è l'unico personaggio che mi ha permesso di non detestare completamente questo libro. Il suo amore per la carta e per i suoi clienti hanno fatto in modo che non lanciassi il libro dalla finestra.
Punti deboli
- Molly e Ryan li ho trovati privi di personalità, quei personaggi che non lasciano niente, infatti ho addirittura dovuto andare a cercare i loro nomi per scrivere la recensione, e questo è un pessimo segno, a poche ore dal termine della lettura.
- Non mi è nemmeno piaciuto l'intreccio, insomma, in qualche modo ho trovato l'intera vicissitudine sentimentale un po' forzata, come se dovesse essere scritta a tutti i costi.
- Io capisco la fede, l'essere credenti, praticanti e tutto quanto, ma è fastidioso che  in continuazione ci siano frasi del genere, così vicine le une con le altre, per tutta la durata del romanzo:
"Ti prego Signore...mostrami la via" -pag 29 -
"Ci sei, Dio? Sei davvero lì?" - pag 29 -
"Con un colpo netto aveva distrutto il lavoro di una vita, strappandogli tutto ciò che contava per lui, tutto tranne la fede in Dio..." -pag 31 -
"Dio non lo aveva fatto arrivare tanto avanti per assistere alla sua rovina, no?" - pag. 31-
Ecco, io apprezzo che ci possano essere dei cenni o riferimenti alla fede (io ho quasi tutti i sacramenti), ma il troppo stroppia, immaginate 228 pagine così, per non parlare dei ringraziamenti finali.

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4 commenti:

  1. Risposte
    1. Patrizia...speravo fosse meglio...invece una delusione. Pazienza, ogni tanto ci sta, si apprezzano maggiormente gli altri

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  2. Insomma una delusione :(
    Però bella recensione, mi piace il fatto che hai evidenziato i punti di forza e quelli deboli :)

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    1. Ciao! Una discreta delusione direi 😱. Ti ringrazio. Ci provo sempre o almeno quando è possibile!

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