Recensione di Baba #13 - Io e te di Ammaniti



 Il libro
Io e te di Niccolò Ammaniti
Editore: Einaudi| Pagine: 116| Pubblicazione: 2010| Prezzo 12,50€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autore
Niccolò Ammaniti è nato a Roma. Presso Einaudi sono usciti un suo racconto nell'antologia Gioventú cannibale (1996), i romanzi Branchie (1997), Io non ho paura (2001, 2011 e 2014), Che la festa cominci (2009, 2011, 2015), Io e te (2010), la raccolta di racconti Il momento è delicato (2012) e la raccolta di storie a fumetti Fa un po' male (2004), sceneggiata da Daniele Brolli e disegnata da Davide Fabbri. Nel 2014, Stile Libero ha ripubblicato Ti prendo e ti porto via e Fango e, nel 2015 , Come Dio Comanda. Sempre per Einaudi ha curato l'antologia Figuracce (2014), e pubblicato Anna (Stile Libero 2015 e 2017) e La vita intima (2023). Per la Tv ha scritto e diretto le serie Il miracolo (2018) e Anna (2021).

 Recensione di Baba

Ho deciso di leggere questo autore solo ed esclusivamente per la challenge che organizzo, credo che altrimenti non lo avrei mai preso in considerazione. Perché? Perché ci sono quei libri che ti dicono di stare lontano, senza un motivo reale.
Lorenzo e Olivia riempiono le pagine con prepotenza, anche se sono poche, ma di sicuro di spessore. Lui è un quattordicenne un po' particolare, con qualche problema relazionale e delle bugie sulle spalle. Lei è la sua sorellastra, ha nove anni in più e un carisma decisamente interessante.
Gran parte del romanzo si svolge all'interno di una cantina adibita ad abitazione di fortuna e scelta dai protagonisti per motivi differenti, sempre a causa di una fuga. La storia procede con il rapporto tra i due abitanti forzati, cosa ne verrà fuori?
Una storia che è un po' lontana dalle mie corde ma che ho apprezzato e che sono felice di aver affrontato: Ammaniti è una specie di autorità e il fatto di non averlo mai letto mi faceva sentire un po' in colpa. Ho trovato fantastica la caratterizzazione dei personaggi, l'io narrante, ovvero Lorenzo è molto reale, il lettore lo ha davanti al naso. Lo stesso vale per Olivia, anche se un po' meno perché viene descritta con gli occhi di Lorenzo. I sentimenti contrastanti che nascono da questa esperienza "interrata" portano il lettore a diverse riflessioni e indubbiamente il romanzo ha un certo peso nonostante le poche pagine. Lo consiglio a tutte le persone amanti delle storie di vita, di romanzi che potrebbero essere biografie anche se brevi, di personaggi che durano poco ma che probabilmente ricorderai. Una storia fatta di sconfitte ma di quelle combattute (forse). 
Voi cosa ne pensate? Avete letto questo romanzo? E il film? 

Recensione di Baba #12 - Un amore di Zitella di Andrea Vitali


 Il libro
Un amore di zitella di Andrea Vitali
Editore: Garzanti| Pagine: 116| Pubblicazione: 2015| Prezzo 13,60€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autore
Andrea Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha esordito nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway

 Recensione di Baba

Era parecchio tempo che non prendevo in mano un libro di Vitali, c'è stato un tempo che ne leggevo uno al mese e sono sempre rimasta soddisfatta delle mie scelte.
Un amore di zitella è ambientato negli anni sessanta a Bellano, un paese sul lago di Como, dove il caro dottor Vitali ama ambientare le sue storie.
Iole è la protagonista di questa storia, nonostante sia un romanzo corale. Ad ogni capitolo si susseguono i personaggi con un focus ben puntato su di loro.
Iole è la zitella del paese, lavora in comune come dattilografa e purtroppo ha una vita abbastanza piatta, se non fosse per la zia acquisita di Rapallo che le permette, molto raramente di andarla a trovare. Iole però non si prende la briga di telefonarle perché le sembrerebbe di essere inopportuna. Iride invece è una impiegata al comune di Bellano, collega di Iole ma a differenza della prima quest'ultima è un po' cattivella e arrivista. Dopo essere stata retrocessa da segretario comunale per negligenza suo lavoro...se la prende con tutti i colleghe, compresa Iole, così non la invita al suo matrimonio. Iole però ha un piccolo segreto di nome Dante e un gioco di parole che usa sul biglietto del regalo di nozze. Forse una volta tanto i pettegolezzi si sposteranno su di lei, solitamente così noiosa.
Una storia carina che non mi ha dato picchi di gioia ma nemmeno note particolarmente negative. La narrazione è fluida e scorrevole, i capitoli brevi tipici di Vitali aiutano molto e la simpatia dei personaggi è forse meno marcata ma comunque presente. Ho trovato antipatico ma buffo il segretario comunale, Iole mi è sembrata così delicata, quasi di porcellana, ho provato per lei molta tenerezza, affetto quasi. Detestabile Iride, dalle prima pagine, con i suoi romanzetti nascosti al lavoro e la sua spocchia. La caratterizzazione dei personaggi, del loro carattere credo sia il punto forte dell'autore, famoso per aver scritto molti, anzi moltissimi libri!

Recensione di Baba #11 - Spare. Il minore di Prince Harry


Desperate Bookswife (Foto di Lucrezia Scali)
 Il libro
Spare. Il minore di Prince Harry
Editore: Mondadori| Pagine: 540| Pubblicazione: 01/2023| Prezzo 25,00€| Trama:Qui
Genere: autobiografia

 Recensione di Baba

Circa un mese e dieci giorni dall'uscita di questo libro e ne ho sentite di cotte e di crude. Evviva Harry, brutto Harry, Perché lo hai fatto Harry, bravo Harry, buuuu, evvivaaaaa. Non potevo non leggere questo libro perché...beh perché da quando ero ragazzina ho un debole per quello che era il fratello più piccolo un po' sfigato anche fisicamente: oltre a non essere l'erede al trono era anche quello bruttino. Ovviamente mi piaceva molto William: biondo, occhi azzurri, sorriso da principe di Cenerentola ma. C'è il ma. Harry era segretamente il fidanzatino che bramavo, forse perché leggermente più accessibile dell'atro? Forse perché aveva capelli rossi e lentiggini? Comunque avete capito, non potevo non leggere questo volume, nonostante le critiche, nonostante ci sia dietro un ghostwriter. 
Non starò qui a scrivere un riassunto del libro e comunque una recensione risulterà alquanto difficile , ma proverò a mettere nero su bianco cosa ho portato a casa. 
Dalla prima all'ultima pagina Harold appare ferito, triste, problematico e addolorato. Il ritratto di un bambino che ha subito delle perdite, che non ha ricevuto l'adeguato supporto e che è andato a cercare un surrogato dei genitori nell'Africa australe. Un fratello minore che nasce con la consapevolezza di non contare quasi niente ma che deve comunque sottostare alle regole del Palazzo senza però essere difeso o supportato dalla sua famiglia che è sempre disposta a sacrificarlo nel nome della Corona o di personaggi più vicini al trono rispetto a lui. Una gabbia dorata quella in cui ha vissuto, fatta di bellezza esteriore e viltà e sotterfugi interni. Parenti serpenti? Un eufemismo. 
Ho letto di tante persone che non credono alle parole di quest'uomo, dicono che abbia ricamato la sua a vita a suo piacimento perché tanto la Famiglia Reale non smentirà mai queste cinquecento pagine. Non c'è niente di più vero ma credo non sia così: Harry scrive per tutto il suo romanzo di aver combattuto contro i giornalisti e contro le menzogne che hanno sempre scritto su di lui, suo fratello e successivamente su sua moglie Megan, mi aspetto che da una persona non escano bugie. Forse può essere che alcuni fatti li abbia interpretati a suo modo, che alcune frasi le abbia interiorizzate male, però sono fermamente convinta che di bugie non ne abbia scritte, sarebbe un controsenso e un insulto a sua madre che tanto ama. Io non sono qui a dire se abbia fatto bene o male a esporsi così ma alla fine della lettura mi sono data una spiegazione: i media hanno trascorso la sua intera vita a raccontare storie sul suo conto, adesso lui si mette a nudo per tutti coloro che vogliano sapere particolari più o meno intimi della sua vita. Volete sapere cari fan o haters? Ebbene, venite direttamente alla fonte, almeno quello che scrivo è la verità. Io l'ho interpretata così. 
Quello che mi sembra davvero inconcepibile non è tanto la sua dipartita dall'Inghilterra, ma ciò che ha portato a questa decisione (se leggerete mi racconterete la vostra). 
Non pensate a questo libro come gossip, non comprate questo libro credendo di trovare chissà quale chicca, lui non se la prende mai con qualcuno, lui si domanda il perché, ancora adesso. 
Io non riesco ad immaginare la mia vita con le sofferenze che ha attraversato lui, la perdita della madre non è forse la parte peggiore. Purtroppo la mamma la perdono in tanti ma spesso hanno il supporto per riuscire ad andare avanti. Harry è stato solo tutta la vita, di una solitudine traballante, costituita da illusioni sempre infrante. Di chi si poteva fidare? Di base di nessuno. No, non è vittimismo il suo, non ha chiesto di nascere "Altezza Reale", non ha chiesto di nascere secondo, non ha chiesto proprio nulla. La ruota di scorta è una pedina sacrificabile, è un pedone a volte scomodo se piace di più del primogenito, se studia di più, se diventa più famoso. E' anche detestato dal fratello perché ha qualche libertà in più, perché può farsi crescere la barba o può permettersi di indossare un vestito piuttosto di un altro. Io sono basita. Sono tutte stupidaggini? E' stato manipolato da sua moglie? Tutto può essere ma continuo a pensare ciò che ho scritto sopra: un uomo che abbandona la sua patria per via di menzogne, non arriva a scriverne un libro intero. Poteva tenersi questa storia per sè? Certo, avrebbe potuto, ma lui desiderava raccontare la sua verità dopo aver subito attacchi da tutti, familiari e non. 
Sono felice di averlo letto, peccato solo la parte legata al suo addestramento e alla guerra, diciamo pure che avrei gradito qualche decina di pagina in meno. 
E voi cosa ne pensate? 

Recensione di Nadia #2 - La presidente di Alicia Giménez-Bartlett


 Il libro
La presidente di Alicia Giménez-Bartlett
Editore: Newton| Pagine: 416| Pubblicazione: 2023| Prezzo 16,00€| Trama:Qui
Genere: giallo


Notizie sull'autrice
Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e alcuni poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno ti troverà (2011, 2014), Exit (2012, 2019) e Uomini nudi (2016, Premio Planeta 2015). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

 Recensione di Nadia


Buongiorno lettrici e lettori! In queste freddissime giornate invernali la cosa che mi rilassa di più è poter leggere senza distrazioni un romanzo di uno dei miei autori del cuore. Purtroppo il tempo libero è sempre poco, ma un'autrice del mio cuore ha finalmente sfornato un nuovo romanzo e io non potevo lasciarmelo sfuggire! Sto parlando di La presidente, della mia amata Alicia Gimenez Bartlett.

Dopo aver adorato Petra Delicado, di cui forse mi manca un libro, ero al tempo stesso entusiasta e intimorita nel cominciare questo romanzo, per paura che non fosse all'altezza della serie precedente. Devo dire che, per fortuna, non sono rimasta delusa.

Le protagoniste di questa nuova storia sono due giovani sorelle poliziotte, appena diplomate all’accademia di Avila. Berta, la maggiore, è piuttosto rigida e disincantata, complice anche una delusione d'amore che l'ha segnata parecchio. Marta, la più piccola, è invece entusiasta e impulsiva. Quando l'ex presidente della Comunità Valenciana, una donna con molti nemici, viene avvelenata in un albergo, il Partito, il Governo e i vertici della Polizia hanno tutto l'interesse a non smuovere troppo le acque. Poiché però non è neanche possibile insabbiare del tutto il caso, decidono di affidarlo proprio alle sorelle Miralles, fiduciosi che, così prive di esperienza, non andranno lontano.

Ho apprezzato praticamente tutto di questo romanzo: l'ambientazione curata, che mi ha fatto venire voglia di tornare a Valencia e di esplorarne i dintorni; la caratterizzazione dei personaggi, delle sorelle in primis, che hanno tutte le carte in regola per diventare indimenticabili protagoniste di una serie interamente dedicata a loro, e infine l'ironia della Gimenez Bartlett, che riesce a stare al passo con i tempi e anche a lanciare qualche frecciatina verso i "vecchi" che non sanno innovarsi. Ho letto diverse recensioni critiche, che sostengono che i personaggi di Berta e Marta non siano credibili. Forse questi lettori non ricordano più come sia essere giovani, pieni di entusiasmo e di irriverenza verso l’autorità, perché io, che pure giovane non sono più da un pezzo, ho trovato le sorelle Miralles modernissime e assolutamente credibili. Inoltre l’autrice trova il modo di denunciare e smascherare la corruzione che si annida prepotente nella città di Valencia, nobilitando una storia di pura evasione con una riflessione importante a uso dei lettori.

Un romanzo brillante e anche divertente, a cui non do il massimo dei voti soltanto per un piccolo dettaglio della massima importanza nelle indagini, che però non è stato adeguatamente spiegato. Spero che per Berta e Marta ci sia un futuro nella penna di Alicia Gimenez Bartlett, perché si meritano una serie tutta per loro!