Recensione in Anteprima!!!: "Piccola Dea" di Rufi Thorpe

Buongiorno!! Oggi come avrete capito dal titolo, sarà a vostra  disposizione il mio commento in anteprima: gentilmente la Casa Editrice Sonzogno mi ha dato la possibilità di leggere questo romanzo che uscirà proprio oggi. Vi anticipo solo questo: la storia ha lasciato il segno e spero che l'autrice scriverà ancora e ancora e ancora.






Titolo: Piccola Dea
Autore: Rufi Thorpe
Casa Editrice: Sonzogno
Pagine: 272
Prezzo: 16,50€
Pubblicazione: 7 maggio 2015

SINOSSI: Qui Sito Sonzogno

Notizie sull'autrice:  Rufi Thorpe è nata in California e vive a Washington d.c. Questo è il suo primo romanzo, finalista del prestigioso premio letterario Dylan Thomas Prize 2014 e del Flaherty-Dunnan. Il debutto è stato acclamato dalla critica americana come una delle rivelazioni dell'anno.

VOTO


COMMENTO
Avete presente cosa significhi iniziare una storia e capire immediatamente che ti piacerà? Nonostante siano state sfogliate solo poche pagine, nonostante ancora non si sia capito nulla?
Piccola dea
è un romanzo bellissimo, scritto perfettamente, nonostante l'esordio, con una capacità tale da sembrare che l'autrice non abbia fatto altro nella vita se non questo.

Mia e Lorrie Anne sono amiche da sempre, abitano in California e non potrebbero essere più diverse: la prima ha il cuore di pietra, una madre con tendenze alcoliste, due fratellastri adorabili ma un padre che vede solo una volta all'anno, è quella senza principi che vuole levarsi il peso della verginità con il primo che capita, in modo da non fare una figuraccia; la seconda invece è bella, dolce, proveniente dalla famiglia perfetta, stile "Mulino Bianco" , non nega mai gentilezze a nessuno e sogna il grande amore per una finale ....e vissero felici e contenti.
La vita però è strana, come può concedere tutto...può togliere alla velocità di un battito di ciglia e sopratutto senza una ragione plausibile. Com'è possibile che il mondo caschi addosso a Lola? 
La situazione si è ribaltata,  la ragazza sulla cattiva strada e con la famiglia assente,colei che probabilmente avrebbe dovuto fare una fine ingloriosa è diventata un'importante studiosa, mentre a Lola non è rimasto nulla e anzi, sembra che tutto quello che tocchi sia destinato a rompersi, sembra la protagonista del film: "Una serie di sfortunati eventi".

E' Mia la voce narrante e piano piano ci racconta le vicissitudini che hanno portato la sua amica ad essere quasi una sbandata. Incredibile in effetti, perchè più leggiamo frasi sul suo conto e più non riusciamo a capire come mai il fato si sia tanto accanito. 
L'amicizia, quella che supera tutte le distanze  e le scelte, dura davvero per sempre? I cambiamenti sono innegabili, sopratutto dall'adolescenza all'età adulta e spesso è difficile capire una persona se non l'abbiamo costantemente sotto al naso. Quanto proiettiamo sull'altra persona quello che vorremmo essere, oppure quanto speriamo che l'altro faccia delle scelte in base ai nostri desideri? Se le risposte che riceviamo ci deludono perchè inaspettate, il sentimento che proviamo cambia, oppure l'amore per un amico è incondizionato e gli vogliamo bene per quello che è?

Un romanzo duro, che spesso provoca il lettore proprio a causa delle scelte prese dalle protagoniste, che riescono a stupirci durante tutta la lettura. Non c'è niente di scontato o prevedibile, tutto accade per una ragione, non tutto è spiegabile razionalmente, ma la vita vera è così. Onestamente non mi sarei aspettata un romanzo di questo tipo e sono rimasta estasiata durante tutta la lettura. Credevo si trattasse di una storia più semplice, morbida, senza troppi spigoli.
Lo consiglio? Senza ombra di dubbio, ma sopratutto a chi ha conservato l'amicizia di una vita o chi non c'è riuscito ma comunque ci ha provato, perchè nonostante la mia vita sia totalmente diversa da quella narrata, c'è stata comunque empatia e determinati sentimenti li compresi e condivisi.

Cosa ho maggiormente apprezzato:
  • La storia per nulla scontata e sempre accattivante, dall'inizio alla fine.
  • Gli argomenti trattati: duri, cattivi, che fanno riflettere, ma buttati sulla carta con una semplicità disarmante.
Cosa mi è piaciuto meno:
  • Mi sarebbe piaciuto un finale un po' più articolato, forse è per questo che non sono riuscita a dare un 5.

AAA...Autori Emergenti: Recensione di "Ai confini del cuore" di T. Lia


Buongiorno bella gente come state? Oggi vi propongo un romanzo di un'autrice emergente che si è accaparrata le mie simpatie, una donna gioviale e umile che mi ha trasmesso entusiasmo e positività. Ho letto il suo primo romanzo e questo è il mio pensiero.












Titolo: Ai confini del cuore
Autore: Tiziana Lia
Casa Editrice: Self publishing
Pubblicazione: 2015
Pagine: 220
Prezzo: 1,04 €

Sinossi: Qui







VOTO


COMMENTO

Francesca è una donna bellissima, una psicologa di potenziale successo in cerca di un lavoro stabile. La sua situazione famigliare è complicata, avendo un figlio che potrebbe essergli portato via in qualsiasi momento dalla strana giustizia, ma sopratutto da un giudice alquanto sospettoso. La vita di questa donna è tutto tranne che tranquilla, non c'è spazio per l'amore, per i divertimenti o altri svaghi, tutto il tempo libero deve essere dedicato al figlio Ben, che necessita della presenza della madre più di ogni altra cosa.
Ammetto che la partenza non è stata delle più rosee, non pensavo di imbattermi in un romance, e l'incipit purtroppo mi ha delusa: Fanny appare frivola, senza morale ma sopratutto accompagnata da amiche molto leggere e di poco spessore, tanto da far sembrare lei stessa abbastanza "facile". La nottata di sesso sfrenato con il bagnino non  mi ha aiutata ad apprezzare il romanzo dalle prime pagine, anche per questa ragione il voto non è altissimo.
In questo periodo le scene erotiche vanno per la maggiore, ma purtroppo io faccio parte di quella ristretta cerchia di lettrici che non ama approfondire troppo i dettagli intimi dei protagonisti, non è che debbano essere tutti casti e puri, ci mancherebbe, ma non amo scoprire in quale parte del corpo entrino le dita di Tizio o si appoggino le labbra di Caio.

Superato l'ostacolo iniziale ci addentreremo nella vita lavorativa di Francesca, nei suoi problemi quotidiani e scopriremo poco alla volta il suo carattere chiuso e diffidente, i suoi timori nei confronti del sesso maschile e la dedizione che impiega nel fare ogni cosa.
Tiziana Lia ha appoggiato sul piatto della bilancia argomenti tosti, come l'affido di un minore, la violenza sulle donne, il lavoro  precario e l'instabilità economica e quindi spirituale. Il romanzo è ambientato negli Stati Uniti, ma le problematiche sono al pari di quelle italiane. Mi sono emozionata e ho fatto il tifo per la protagonista, che, nonostante non spicchi proprio per la sua simpatia, è una donna tosta.

Il linguaggio è ben articolato, il lessico vario e i dialoghi sono credibili, anche se spesso la storia è abbastanza prevedibile. L'autrice ha delle ottime potenzialità, ha saputo adagiare sullo stesso piano una classica storia d'amore travagliata e il dramma di una madre che potrebbe perdere il figlio.
Buone premesse quindi per un'autrice che ha ancora tanto da dare.

Cosa ho maggiormente apprezzato: 
  • mi è piaciuto leggere una storia diversa: una madre che lotta per l'affidamento del proprio figlio.
  • Una donna che si batte contro la precarietà con tutte le sue forze, la vita è dura  e la protagonista lo sa bene.
Cosa mi è piaciuto meno:
  • storia prevedibile in alcuni passaggi.
  • I personaggi bellissimi, sempre. Protagonisti da urlo, senza ritenzione idrica, dagli occhi ammaliatori e i muscoli scolpiti. Non uno, non due, ma quasi tutti quelli descritti. Wow mi trasferisco a San Diego.
Alla prossima, un abbraccio
Salvia


Letture Geograficamente Sparpagliate #1: "Se mi vuoi bene" di F. Brizzi

Carissimi come state? Fine settimana lungo o sbaglio? Spero che siate da qualche parte a gozzovigliare e a leggere rilassati sotto ad una bella pianta dalle radici grandi ed accoglienti, spero che abbiate montato una comoda amaca in giardino e stiate sonnecchiando cullati dalla brezza tiepida, spero anche che godiate delle piccole cose che un week-end lungo può regalare, nella sua semplicità. Quello che posso fare per voi oggi, è pubblicare il primo post della Rubrica: Letture Geograficamente Sparpagliate.






Vi ricordate che qualche tempo fa io e le mie amiche blogger LGS abbiamo pubblicato un post per presentarvi questa nuova rubrica condivisa? Nel caso l'abbiate perso, oppure, per tante ragioni non rammentiate più di cosa si tratti, cliccate qui .
Oggi uscirà contemporaneamente sui nostri quattro blog il medesimo articolo: ovvero una raccolta di  mini-recensioni della lettura comune di questo mese.


Vi ricordo i blog che aderiscono all'iniziativa:


Dunque stavamo parlando proprio del libro del mese, ovvero "Se mi vuoi bene" di Fausto Brizzi. Se proprio dobbiamo essere oneste, qualcuno ha obbligato consigliato caldamente di leggere questo libro come prima lettura per la rubrica. Non abbiamo avuto molta scelta, quindi, a orecchie basse abbiamo accettato questo consiglio. Adesso scoprirete se abbiamo "strangolato" le dittatrici oppure se le abbiamo ringraziate per averci fatto scoprire un romanzo interessante!






Titolo: Se mi vuoi bene
Autore: Fausto Brizzi
Casa Editrice: Einaudi
Pagine: 256
Prezzo: 18,00€
Pubblicazione: 6 marzo 2015




IL COMMENTO DI SALVIA (Desperate Bookswife) :  










Ammetto di non aver mai desiderato leggere "Cento giorni di felicità", sarò un po' razzista, ma le copertine bianche troppo minimal mi incutono timore. E' stato così per Bianchini e il suo peperoncino (che però poi ho amato) e la mia presa di posizione è continuata con Brizzi e la Ciambella. Ho dovuto ricredermi, per l'ennesima volta il mio sesto senso femminile ha fatto cilecca (che io, in fondo non sia donna?????). L'autore si è fatto amare dai primi capitoli, facendomi sorridere, nonostante il tema non fosse dei più allegri. E' riuscito a farmi immedesimare nel protagonista e nei suoi problemi, inconcepibili per la maggior parte del mondo. La depressione Ã¨ al centro di tutta la storia, perchè è ancora oggi un argomento delicato, per tanti non è nemmeno considerata una malattia, e andare dallo psicologo è quasi imbarazzante: se sei ai primi stadi, sei solo giù di morale, se arrivi a tentare il suicidio o addirittura a toglierti la vita sei un esibizionista o proprio un pazzo. Come lo stesso Brizzi dice: "Se mi fossi rotto il femore avrei avuto tutti al mio capezzale, ma sono depresso e nessuno sembra avere del tempo da dedicarmi". Questa storia mi ha regalato speranza e buon umore, perchè Diego, come la Fenice, è rinato praticamente dalle sue ceneri. Una lode speciale all'autore che ha saputo trattare un argomento delicato con la giusta ironia in modo da renderlo appetibile a tutti senza cadere nel patetico e nello scontato. Amore a prima vista.







IL COMMENTO DI LAURA (La Libridinosa):


La recensione completa di Laura la trovate qui



Fausto Brizzi, che ho scoperto ed amato con il suo primo romanzo, Cento giorni di felicità, è riuscito, anche questa volta, a sorprendermi.
Con una grande delicatezza, con la sua solita ironia, Brizzi riesce a trattare un argomento delicato come la depressione, con la giusta prospettiva.
Un uomo di mezza età che, improvvisamente, si rende conto di aver perso tutto: un divorzio, un rapporto blando con i due figli, gli amici che hanno le loro vite, i loro impegni e non si accorgono di quanto tu stia male. E così la depressione avanza, si vede tutto sempre più nero, non si ha voglia di alzarsi da letto, figuriamoci di uscire e vedere gente. Finché, al culmine, nonostante uno psicoterapeuta che dovrebbe essere d'aiuto, si tenta il suicidio.
Ecco, questo è ciò che mi ha colpito di questo libro. Perché la depressione, anche se pare che certa gente proprio non lo capisca, è una MALATTIA. E come tale Brizzi ce la presenta. E come da quasi tutte le malattie, è vero, si può guarire. Ma non si guarisce da soli e avere accanto gente che ti ripete "ma dai, sei solo giù di morale, tutto passa", non fa altro che spingerti sempre più in fondo al baratro.
Il punto di svolta di questa storia arriva nel momento in cui, toccato il fondo, il protagonista si trova, per sua fortuna, ad avere a che fare con due estranei che lo aiuteranno a fare del bene. Perché c'è una grande differenza tra voler bene e fare del bene!



IL COMMENTO DI DANIELA ( Un libro per amico):





Fausto Brizzi, un nome che mi veniva consigliato allo sfinimento e da cui io mi tenevo alla larga come il diavolo con l'acqua santa. Non so perchè, ma già dal suo Cento giorni di felicità con quella ciambellona smangiucchiata in copertina mi sembrava non adatto a me; in più tutti questi sentimentalismi nei titoli tendono normalmente a farmi scappare a gambe levate perchè è facile cascare nella banalità. Ma quanto mi sbagliavo??????
Ho trovato in questo libro sia i sentimentalismi che mi aspettavo - che sono una minimissima parte e per niente fastidiosi anche per chi come me preferisce libri più noir - sia una profondità nell'affrontare  determinati temi che mi ha decisamente sorpreso.
La protagonista indiscussa è la depressione, un tema difficile che necessita una sensibilità tale da non far cadere un libro nella superficialità e nella banalità. Sensibilità che Brizzi, senza ombra di dubbio, ha.Una scrittura scorrevole, fresca, capace di toccare le corde più profonde del cuore con una storia per niente banale e ricca di spunti di riflessione. Che dire? A questo punto mi sa che mi toccherà fare la conoscenza anche della ciambellona smangiucchiata leggendo il libro precedente di questo autore!Un grazie di cuore alle mie LGS che mi hanno obbligato caldamente consigliato di intraprendere questa lettura!








IL COMMENTO DI STEFANIA (La ragazza che annusava i libri):


La recensione completa di Stefy la trovate qui



Dopo aver letto, e amato, Cento giorni di felicità aspettavo con impazienza il secondo libro di Fausto Brizzi che, per quanto mi riguarda, si è rivelato una conferma.
Brizzi ha una capacità straordinaria: affrontare tematiche forti e dolorose suscitando lacrime ma soprattutto sorrisi. I dolori di cui Brizzi ci parla non sono melodrammi, sono  sofferenze che si trasformano in occasioni, discese che diventano salite, buio oltre il quale si intravede sempre una flebile luce.
E con grande sensibilità riesce anche stavolta a trattare un tema delicato senza edulcorarlo né banalizzarlo.
Il protagonista di Se mi vuoi bene, Diego Anastasi, ha quarantasei anni, due figli e un divorzio alle spalle, quando nella sua vita sopraggiunge un’inquilina inaspettata: la depressione.
Diego inizierà a precipitare in un abisso senza fine e si accorgerà di poter tornare in superficie solo uscendo da se stesso per dedicarsi agli altri. Gli altri, gli affetti, gli amici, i suoi figli, diventeranno la sua ciambella di salvataggio. Perché in fondo esiste solo una medicina in grado di curare tutti i mali. Senza di lei, niente di quello che facciamo ha senso per davvero. Si chiama amore.





IL COMMENTO DI CUORE (Il venerdì di Cuore)





Fausto Brizzi è un autore molto speciale, perché oltre ad avere la capacità di scrivere con uno stile scorrevole e piacevole, ha il dono di saper trattare argomenti importanti con quel pizzico d’ironia che non fa deprimere il lettore, ma lo fa commuovere con il sorriso sulle labbra.
Cento giorni di felicità è il suo primo lavoro, letto in un periodo particolare, mi sono sentita molto vicina al protagonista che tutt’ora ricordo con affetto e intensità, quindi entusiasta, mi sono gettata a capofitto nella lettura di “Se mi vuoi bene”, con altissime aspettative e convinta che Faustino non mi avrebbe deluso.
Questo romanzo non è all’altezza del primo senza dubbio, ma anche qui l’autore ha saputo trovare la chiave per aprire il mio cuore, nonostante abbia suscitato in me reazioni diverse: l’ho apprezzato nella prima parte, odiato nella seconda, e amato nell’epilogo.
Bellissimo l’incipit, dove il protagonista Diego, ci porta ironicamente al fulcro della storia, ricordando quanto era bello essere bambini e stare a casa da scuola coccolati dalla mamma, mangiando la mela grattugiata, dopo che il termometro, appoggiato delicatamente sulla lampadina calda della abat jour, segnava 38 di febbre.
Toccante è la parte che parla dei nonni, presenti a 360° nella vita di Diego, maestri di vita e dispensatori di amore incondizionato.
Poi ci si ritrova adulti e i problemi diventano la causa di una tristezza cronica, la depressione.
Questa parte del libro mi ha procurato una certa insofferenza: non sopporto le persone che si piangono addosso, che non reagiscono, che ogni scusa è buona per farsi compatire e per non lottare, che arrivano al suicidio.
Io faccio parte di quella cerchia di persone che non sopporta i depressi, che ignora le cause di questa malattia e che crede fermamente che stando con le mani in mano o sdraiati in un letto sia impossibile guarire.
Brizzi è stato bravissimo in questo, nel fare chiarezza su certi aspetti della malattia, confermando ciò che ho sempre saputo: dalla depressione si guarisce.
La terza parte l’ho amata, l’ho fatta mia ancor di più, ritrovando un Diego nuovo, aperto alla guarigione, la volontà di tornare a vivere lo spingono a mettere in atto un “piano” che comprende i suoi familiari ed amici; vuole far loro del bene e tenta di aiutarli nelle situazioni di difficoltà che incontrano nella loro quotidianità, chiedendo l’aiuto di Gianandrea e Massimiliano, gli amici del negozio di chiacchiere, un luogo dove chiunque può trovare conforto, comprensione e consigli.
Il finale è meraviglioso, e anche se in parte un po’ scontato, l’amicizia sincera e corrisposta hanno sempre un effetto positivo su di me, e ha colpito nel segno raccontando l’amore come la cura per ogni stato d’animo, pensiero affine al mio.
“Non è in pasticche, né in fiale, né in polvere, è diffusa nell’aria come l’ossigeno, a disposizione di chi la sa riconoscere. Senza di lei, niente di quello che facciamo ha senso per davvero. Si chiama amore.”
Ringrazio le mie amiche LGS per questa lettura comune, amo condividere i miei pensieri con voi e con i lettori, vi lascio con la certezza che ce ne saranno altre, perché la passione per i libri è il sigillo che racchiude la nostra amicizia.








Che cosa ne pensate di questa nuova Iniziativa? Siete soddisfatti dei nostri pareri? Direi  che siamo tutte felici di aver letto questo romanzo, che è stata una conferma per alcune, sulla capacità di scrittura dell'autore, e una piacevole scoperta per le altre, che molto probabilmente si butteranno a capofitto su "cento giorni di felicità".


Alla prossima,
LGS

AAA...Autori Emergenti: vi presento un'autrice romana e un autore bolognese

Buongiorno!!! Vi ho mai scritto di essere un miscuglio di più razze? Bene, il mio è un sangue misto, sono in parte Romagnola, in parte Laziale e in parte Greca (di Corfù per la precisione). Oggi ho deciso di presentarvi due autori che provengono "dalle mie zone" e che, a quanto pare, hanno parecchie cose in comune con me: tattoo e sport. Sarà un caso? Non lo so, ma oggi vi parlerò dei loro romanzi.





Michela ha catturato la mia attenzione grazie alla sua semplicità e schiettezza. L'e-mail che mi ha mandato è stata genuina e sincera. Dopo aver letto la sua presentazione ho spostato lo sguardo in alto a destra e ho notato dei tatuaggi (che io amo), e ho scoperto che tatua per mestiere. Alcune volte si fanno delle scelte per caso, per poi scoprire che sono quelle giuste.

Titolo: Attraverso L'Universo
Autore: Michela Mastrangelo
Casa Editrice: Self Publishing
Pagine: 154
Prezzo: 0,99€ - ora a 0 Euro!!!

Per acquistarlo: Amazon oppure BookRepublic

Sinossi: Un viaggio di lavoro porta Jude a Parigi tra i quadri di una vecchia galleria. Lui odia quell’incarico, preferirebbe rimanere a Londra tra il glam dei locali che frequenta e gli eventi che organizza al British Museum come art director. Draga, un' infermiera professionale che viene dalla Bosnia, lavora come addetta alle pulizie, nella stessa galleria di Jude, a Parigi. Siamo negli anni 90 e in Bosnia si svolge un conflitto violento che ha portato la donna a cercare asilo politico con lo status di rifugiata proprio in quella città. La loro amicizia è un occasione per entrambi di cambiare, l’amore potrebbe rimettere insieme i pezzi delle loro vite, ma bisogna avere coraggio. Jude deve combattere con il suo lato oscuro e Draga è in pericolo, scoprirà sulla sua pelle che non sempre ci si può fidare, e che spesso, niente è come sembra.

Notizie sull'autrice: Michela Mastrangelo è un'autrice romana, amante dei tatuaggi e della lettura. Si definisce un'avida lettrice, proprio perchè i libri hanno saputo confortarla, amarla e darle speranza, anche quando lei pensava non ce ne fosse più. Con l'amore per la lettura - come spesso succede - è nato quella per la scrittura, così ha dato vita al suo primo romanzo "Attraverso l'Universo".



Roberto è laureato in Scienze Motorie, già questa passione per lo sport ci accomuna. Lo sapete, non sono un'amante del fantasy, ma per questo non è giusto penalizzare un autore dalla scrittura fluida e naturale  che  sta impiegando tutto l'impegno possibile per farsi conoscere. Questo romanzo (il suo esordio) è stato pubblicato da una Casa Editrice di Torino: Echos (mannaggia al campanilismo!!).


Titolo: Stoneland - I Signori del vento e del fuoco
Autore: Roberto Saguatti
Casa Editrice: Echos Edizioni
Pagine: 420
Prezzo: 15,00€ cartaceo
Genere: Fantasy

Per acquistarlo: Amazon - Ibs - A3Editrice

Sinossi: Le pietre del potere sono in grado di amplificare le capacità innate di ogni persona. Gerrit è un ragazzo come tanti altri ma, durante la prova per ricevere la sua prima pietra, compie un’impresa mai vista nella storia. Dall’altra parte del mondo, Val ha appena ottenuto la pietra del vento, quando qualcuno tenta di ucciderlo. Il Duras è in fermento, il malcontento si è diffuso fra il popolo. Il generale Askar, in segreto, fomenta i tumulti con l’intento di deporre il monarca. Entrambi i ragazzi, ignari dei recenti accadimenti, partono per il Duras alla ricerca della loro seconda pietra. Si troveranno coinvolti nello scoppio della rivolta, loro malgrado protagonisti di una straordinaria avventura: magia, amore e battaglie epiche, durante i quali gli eventi si rincorreranno frenetici, fino al sorprendente finale.


Notizie sull'autore: Saguatti Roberto nasce (1978), vive e lavora a San Giovanni in Persiceto (BO). Laureato in Scienze Motorie, nel tempo libero, rubato a moglie e figli, adora leggere, scrivere e aggiornare il suo piccolo sito di recensioni e interviste:  www.animadidrago.it

Alla prossima, with love...
Salvia