Cinque blogger per un autore #2 - John Grisham


Buongiorno signori, come state? Siamo a marzo e noi siamo tornate!!! Ditelo che vi siamo mancate un pochetto! Se invece non avete modo di conoscerci, ecco due righe su ciò che combiniamo insieme.
Chi siamo? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere John Grisham, autore che ho avuto modo di conoscere per la prima volta qualche anno fa e che ho ripreso in mano solo adesso. Un autore famosissimo per il Legal Thriller ma che ha scritto anche qualcos'altro. Io mi sono buttata a capofitto in "L'avvocato di strada"

L'avvocato di strada - fonte Google

Ho acquistato questo volume in un mercatino dell'usato senza pensarci due volte: la mia amica Francesca me lo consigliò un paio di mesi prima e io senza indugio l'ho portato a casa per pochi euro. Conoscevo Grisham grazie a "Fuga dal Natale" che lessi a dicembre del 2016 e da quel momento l'autore mi restò nel cuore per motivi diversi che non spiegherò altrimenti rischio di diventare ripetitiva e melensa, ma so per certo che questo amore è legato totalmente alla soggettività del momento. Di quel momento lì.
Leggere questo autore dopo sei anni e un pezzettino mi ha provocato diverse emozioni tra cui...il blocco quasi totale del lettore. Vuoi che i ricordi sono tornati e mi hanno sommerso, di conseguenza ogni volta che provavo ad aprire il libro ecco che si faceva avanti un pezzo di ricordo con appresso la nostalgia e quel dolore che non fa più male male ma che comunque va a innescare una sorta di prurito e tu ferma non puoi stare. Mettiamoci anche il fatto che è un libro...oddio come si chiama? Legale? Una sorta di Low&Order che in realtà non ho mai amato se non per l'attore ( un certo signor Cohen per chi guardava the OC). Come al solito sbrodolo parecchio ma per una giusta causa.
Questo libro parla di un avvocato di successo, prossimo a diventare ricchissimo e a far carriera nei piani alti di uno degli studi legali più importanti del paese che ad un certo punto cambia strada: dopo essere stato preso in ostaggio sul posto di lavoro da un homeless ed essersi ritrovato il cervello di quest'uomo sulla camicia decide di cambiare vita. Diventa un avvocato di strada. È la storia di un uomo che rinuncia ad uno stipendio stellare per aiutare la povera gente, un uomo che cerca di fare luce sulla condizione dei senza tetto e prova a tirare fuori il marcio proprio non troppo lontano da dove lavorava lui stesso. Ci vuole coraggio per certe azioni ma a quanto pare il nostro protagonista ha dimostrato di avene da vendere.
Una storia scritta con maestria, uno stile fluido, una penna esperta e capace di tenere viva l'attenzione ma...questo libro non fa per me. Innanzi tutto non ho amato la parte più tecnica/legale: non mi piace molto conoscere i vari cavilli, lo studio per una difesa e quant'altro. Mi rendo conto della bellezza del libro e della denuncia sociale. È fantastico tutto questo e sono comunque contenta di averlo letto, ho imparato molte cose. Qui il problema non è la storia, il protagonista o lo stile, è proprio il tipo di libro credo. Come però ho scritto sopra, credo anche di aver sottovalutato l'impatto che mi avrebbe fatto leggere questo autore. Sono stata sciocca, avrei dovuto mettere una pietra sopra e passare oltre, scavalcando Grisham. Non l'ho fatto, questo mesi ho letto poco niente, mea culpa. Francesca ti ringrazio comunque perché ho cercato di superare un ostacolo, in parte ci sono riuscita ma credo che non leggerò più null'altro del caro John che resterà per me solo e unicamente lo scrittore meraviglioso di "Fuga dal Natale" letto a voce alta tra il 19 e il 24 dicembre 2016.

Adesso vi invito ad andare a vedere cos'hanno letto le mie amiche: Ombre di Carta, La Lettrice sulle Nuvole e Libriintavola

Recensione di Nadia #3 - Maschio bianco etero di Niven


Desperate Bookswife

 Il libro
Maschio bianco etero di John Niven
Editore: Einaudi| Pagine: 370| Pubblicazione: 2014| Prezzo 13,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autore
John Niven è nato a Irvine, Ayrshire, Scozia. Ha lavorato per anni nell'industria discografica, contribuendo probabilmente a mandarla a catafascio. A volte ritorno (Stile Libero 2012, Super ET 2015) è stato un caso editoriale ed è ormai un romanzo di culto. Per Einaudi ha pubblicato anche Maschio bianco etero (2014 e 2015), Le solite sospette (2016 e 2017), Invidia il prossimo tuo (2018 e 2019), Uccidi i tuoi amici (Stile Libero 2019, Super ET 2020) e La lista degli stronzi (2020 e 2021).
 Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!

Oggi voglio parlarvi di un vecchio romanzo di uno dei miei autori preferiti, che però ho letto soltanto ora: mi riferisco a Maschio bianco etero, di John Niven.

Kennedy Marr, quarantaquattrenne irlandese, vive a Hollywood, dove fa lo scrittore di romanzi e lo sceneggiatore per il cinema. Ha alle spalle due matrimoni falliti, una figlia diciassettenne in Inghilterra, dal primo matrimonio, e una famiglia d’origine che non vede mai, in Irlanda. È sempre stato un po’ una testa calda, ma da quando ha avuto successo conduce una vita dissoluta, fatta di alcool, porno, onanismo (Kennedy calcola che, nel tempo trascorso a masturbarsi, avrebbe potuto scrivere altri due libri e mezzo), rapporti con giovani donne di cui non ricorda il nome, senza disdegnare un po’ di droga ogni tanto. I rapporti con i famigliari sono ridotti all’osso, e Kennedy continuerebbe a vivere così, se non fosse che vince un prestigioso premio, che gli frutterà mezzo milione di sterline esentasse, per andare a insegnare un intero semestre nel college inglese in cui lavora anche la sua ex moglie. Abituato com’è a scialacquare, e con la Finanza che gli soffia sul collo per un debito di un milione di dollari, Kennedy è costretto ad accettare…

Come dicevo, amo molto Niven: di lui apprezzo l’ironia, l’intelligenza e anche il suo saper essere, spesso e volentieri, molto politically uncorrect. Prima che la cancel culture si abbatta anche su di lui, sto cercando di recuperare tutte le sue opere. Il protagonista di Maschio bianco etero mi ha un po’ ricordato, per certi aspetti, il discografico di Uccidi i tuoi amici, opera d’esordio di Niven. Anche Steven Stelfox vive una vita di eccessi, ma, a differenza di Kennedy Marr, è un amorale psicopatico per il quale non avevo provato molta simpatia (anche se un pizzico sì, perché Niven ti fa fare anche questo). Kennedy invece me lo sono immaginato per tutta la durata del libro con la faccia di Jack Black, attore che adoro: secondo me ha la stessa faccia da schiaffi, quel sorriso beffardo che fa sì che, nonostante faccia una cavolata dopo l’altra, non si possa fare altro che tifare per lui, sperando che si renda conto della china lungo la quale sta inesorabilmente scendendo e che ritrovi la volontà e il coraggio per rimontarla.

In questo romanzo Niven ci parla anche un po’ di sé, a partire da quella dedica al fratello morto nel 2010 che si lega alla figura di Geraldine nella storia; si percepisce (o almeno io l’ho percepita) una sorta di bonaria indulgenza nei confronti di Kennedy, per cui anche il lettore si trova a tifare quasi dall’inizio. Ho trovato forse un po’ prolisse alcune parti; come spesso accade nei libri di questo autore trovo che spesso si potrebbero sfrondare di qualche decina di pagine senza arrecare danno. In questo caso, per esempio, le parti in cui Kennedy gozzoviglia e si dà alla pazza gioia sono state un po’ eccessive e mi hanno un po’ annoiato.

Ho invece apprezzato molto il finale, in cui un piccolo colpo di scena “alla Bussi” (passatemi la locuzione un po’ blasfema) serve a riportare le cose a posto e il romanzo verso la conclusione che il lettore si aspettava e per la quale almeno io tifavo. Un romanzo piacevole e simpatico, anche se non divertente come, appunto, Uccidi i tuoi amici né geniale come A volte ritorno. Niven comunque è sempre una garanzia e credo proprio che leggerò tutto di lui.

Recensione di Baba #13 - Io e te di Ammaniti



 Il libro
Io e te di Niccolò Ammaniti
Editore: Einaudi| Pagine: 116| Pubblicazione: 2010| Prezzo 12,50€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autore
Niccolò Ammaniti è nato a Roma. Presso Einaudi sono usciti un suo racconto nell'antologia Gioventú cannibale (1996), i romanzi Branchie (1997), Io non ho paura (2001, 2011 e 2014), Che la festa cominci (2009, 2011, 2015), Io e te (2010), la raccolta di racconti Il momento è delicato (2012) e la raccolta di storie a fumetti Fa un po' male (2004), sceneggiata da Daniele Brolli e disegnata da Davide Fabbri. Nel 2014, Stile Libero ha ripubblicato Ti prendo e ti porto via e Fango e, nel 2015 , Come Dio Comanda. Sempre per Einaudi ha curato l'antologia Figuracce (2014), e pubblicato Anna (Stile Libero 2015 e 2017) e La vita intima (2023). Per la Tv ha scritto e diretto le serie Il miracolo (2018) e Anna (2021).

 Recensione di Baba

Ho deciso di leggere questo autore solo ed esclusivamente per la challenge che organizzo, credo che altrimenti non lo avrei mai preso in considerazione. Perché? Perché ci sono quei libri che ti dicono di stare lontano, senza un motivo reale.
Lorenzo e Olivia riempiono le pagine con prepotenza, anche se sono poche, ma di sicuro di spessore. Lui è un quattordicenne un po' particolare, con qualche problema relazionale e delle bugie sulle spalle. Lei è la sua sorellastra, ha nove anni in più e un carisma decisamente interessante.
Gran parte del romanzo si svolge all'interno di una cantina adibita ad abitazione di fortuna e scelta dai protagonisti per motivi differenti, sempre a causa di una fuga. La storia procede con il rapporto tra i due abitanti forzati, cosa ne verrà fuori?
Una storia che è un po' lontana dalle mie corde ma che ho apprezzato e che sono felice di aver affrontato: Ammaniti è una specie di autorità e il fatto di non averlo mai letto mi faceva sentire un po' in colpa. Ho trovato fantastica la caratterizzazione dei personaggi, l'io narrante, ovvero Lorenzo è molto reale, il lettore lo ha davanti al naso. Lo stesso vale per Olivia, anche se un po' meno perché viene descritta con gli occhi di Lorenzo. I sentimenti contrastanti che nascono da questa esperienza "interrata" portano il lettore a diverse riflessioni e indubbiamente il romanzo ha un certo peso nonostante le poche pagine. Lo consiglio a tutte le persone amanti delle storie di vita, di romanzi che potrebbero essere biografie anche se brevi, di personaggi che durano poco ma che probabilmente ricorderai. Una storia fatta di sconfitte ma di quelle combattute (forse). 
Voi cosa ne pensate? Avete letto questo romanzo? E il film? 

Recensione di Baba #12 - Un amore di Zitella di Andrea Vitali


 Il libro
Un amore di zitella di Andrea Vitali
Editore: Garzanti| Pagine: 116| Pubblicazione: 2015| Prezzo 13,60€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autore
Andrea Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha esordito nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway

 Recensione di Baba

Era parecchio tempo che non prendevo in mano un libro di Vitali, c'è stato un tempo che ne leggevo uno al mese e sono sempre rimasta soddisfatta delle mie scelte.
Un amore di zitella è ambientato negli anni sessanta a Bellano, un paese sul lago di Como, dove il caro dottor Vitali ama ambientare le sue storie.
Iole è la protagonista di questa storia, nonostante sia un romanzo corale. Ad ogni capitolo si susseguono i personaggi con un focus ben puntato su di loro.
Iole è la zitella del paese, lavora in comune come dattilografa e purtroppo ha una vita abbastanza piatta, se non fosse per la zia acquisita di Rapallo che le permette, molto raramente di andarla a trovare. Iole però non si prende la briga di telefonarle perché le sembrerebbe di essere inopportuna. Iride invece è una impiegata al comune di Bellano, collega di Iole ma a differenza della prima quest'ultima è un po' cattivella e arrivista. Dopo essere stata retrocessa da segretario comunale per negligenza suo lavoro...se la prende con tutti i colleghe, compresa Iole, così non la invita al suo matrimonio. Iole però ha un piccolo segreto di nome Dante e un gioco di parole che usa sul biglietto del regalo di nozze. Forse una volta tanto i pettegolezzi si sposteranno su di lei, solitamente così noiosa.
Una storia carina che non mi ha dato picchi di gioia ma nemmeno note particolarmente negative. La narrazione è fluida e scorrevole, i capitoli brevi tipici di Vitali aiutano molto e la simpatia dei personaggi è forse meno marcata ma comunque presente. Ho trovato antipatico ma buffo il segretario comunale, Iole mi è sembrata così delicata, quasi di porcellana, ho provato per lei molta tenerezza, affetto quasi. Detestabile Iride, dalle prima pagine, con i suoi romanzetti nascosti al lavoro e la sua spocchia. La caratterizzazione dei personaggi, del loro carattere credo sia il punto forte dell'autore, famoso per aver scritto molti, anzi moltissimi libri!