Recensione - La memoria del lago di Rosa Teruzzi



Il libro
La memoria del lago di Rosa Teruzzi
Editore: Sonzogno| Pagine: 141| Pubblicazione: maggio 2020| Prezzo 14,00€| Trama Qui
Genere: giallo | 
Notizie sull'autrice
Rosa Teruzzi
(1965) vive e lavora a Milano. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Oltre ai libri che compongono la serie I delitti del casello edita da Sonzogno (La sposa scomparsa, La fioraia del Giambellino, Non si uccide per amore, Ultimo tango all'ortica e La memoria del lago, quest'ultimo uscito ieri), ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi.
Recensione 
e 1/2

STORIA DELLA MIA COPIA
Carissimi buongiorno! Con grande piacere oggi vi parlerò della quinta indagine non convenzionale delle Miss Marple del Giambellino. La storia della mia copia? Piccina trattandosi di un volume fresco fresco di stampa, ma ringrazio la casa editrice Sonzogno per avermi inviato questa copia visto il mio amore per la serie ideata dalla caporedattrice di Quarto Grado :-) 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Spesso capita che le serie dopo un po' arrechino noia al lettore, fino ad arrivare al momento in cui lo stesso, nonostante sia affezionato ai personaggi, li lascia andare, portandosi dentro il ricordo dei tempi che furono. NON E' QUESTO IL CASO, anche se un po' di paura c'è sempre, non con i gialli della Teruzzi ma con i libri seriali in generale.
 Nei precedenti capitoli Libera e Iole hanno investigato su questioni di famiglia ma anche su omicidi slegati dalla loro vita, hanno fatto amicizia con Irene la Smilza, una giornalista empatica che le aiuta moltissimo, un po' per lavoro e un po' per affetto. In "La memoria del lago" scopriremo dettagli importanti sulla nonna di Libera, Ribella, e in questo modo aggiungeremo un tassello importante. Vittoria, la figlia di Libera, che nella vita fa la poliziotta per davvero, ha sempre un ruolo un po' marginale ma la sua presenza si sente ugualmente e pian pianino credo che riuscirà ad unirsi alle sue due donne un po' strambe eppure tremendamente interessanti. In questo capitolo ci imbatteremo in quello che viene definito Cold Case, ovvero un vecchio delitto irrisolto: nel 1946 una donna muore, viene fatta una denuncia, ma poi si risolve tutto archiviando il caso come incidente che al massimo puzza di suicidio. Cosa mai sarà successo? 
Tra presente e flashback l'autrice ci porta fuori da Milano, sul lago di Como, a chiacchierare con un anziano prete poco disponibile a disturbare le anime dei defunti e una pettegola DOCG, che invece sarà di grande aiuto. 
Non scordiamoci però che la vita al casello deve andare avanti e ogni membro della famiglia ha le sue beghe, non si pettinano mica le bambole qui!
Ho apprezzato molto questa gita fuori porta, ho avuto modo di conoscere più a fondo il carattere e i sentimenti dei personaggi che mi stanno a cuore, senza tralasciare la parte divertente che condisce un libro piccino eppure così completo. 

CONCLUSIONI
Quando si legge un romanzo che da tempo hai atteso, quando capisci che è il momento di prendere in mano delle storie che avevi lasciato per i momenti di bisogno e queste storie ti prendono per mano, portandoti altrove e facendo il loro dovere, ovvero intrattenere...beh non puoi che ritenerti soddisfatto e appagato. Quando vi stresso l'anima dicendo che la Teruzzi è una garanzia, datemi retta! Questi libri non sono adatti solo agli amanti del genere, al loro interno c'è un po' di tutto, dall'attualità ai sentimenti. Se vi ho incuriositi ma non sapete da dove iniziare, ecco qui l'ordine : 
 
#1 - La sposa scomparsa (QUI)
#2 - La fioraia del Giambellino (QUI)
#3 - Non si uccide per amore QUI
#4 - L'ultimo tango all'Ortica QUI

Recensione - Non si Uccide per amore + Ultimo Tango all'ortica di Rosa Teruzzi



I libri
Non si uccide per amore di Rosa Teruzzi
Editore: Sonzogno| Pagine: 159| Pubblicazione: marzo 2018| Prezzo 14,00€| Trama Qui
Genere: giallo | Ultimo tango all'Ortica di Rosa Teruzzi 
Editore: Sonzogno| Pagine: 141| Pubblicazione: 2019| Prezzo: 14,00€| Trama: QUI|
Genere: giallo
Notizie sull'autrice
Rosa Teruzzi
(1965) vive e lavora a Milano. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Oltre ai libri che compongono la serie I delitti del casello edita da Sonzogno (La sposa scomparsa, La fioraia del Giambellino, Non si uccide per amore, Ultimo tango all'ortica e La memoria del lago, quest'ultimo uscito ieri), ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi.
Recensione 
e 1/2

STORIA DELLE MIE COPIE
Carissimi, qui c'è molto poco da scrivere...amo questa autrice, ho letto i precedenti e non potevo non acquistare i successivi, anche se ho aspettato a leggerli, perché Rosa Teruzzi è una di quelle autrici che tengo da parte. Cosa significa? I suoi libri sono una pozione rigenerante, mi mettono di buon umore e riescono a tirarmi fuori dai brutti pensieri, quindi li leggo un po' come cura, quando ne sento la necessità. 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Iniziamo pure con il parlare di "Non si uccide per amore", ovvero la terza indagine della fioraia del Giambellino. Libera ha ritrovato un biglietto all'interno di una tasca della camicia del marito Saverio, morto in servizio decenni fa mentre conduceva un'indagine che ha taciuto ai colleghi e questo foglietto di carta fa sorgere dei dubbi, così tanti da cercare la verità. Il suo omicidio è rimasto irrisolto e la figlia Vittoria, oggi agente di polizia, cerca quotidianamente di darsi delle risposte, perchè le domande fanno male e la rendono ancora più selvatica di quanto non sarebbe in raltà. Libera e sua madre Iole, grazie all'aiuto della giornalista Irene detta La Smilza, riusciranno probabilmente a dare un volto all'assassino di Saverio, ma riusciranno a trovare e proseguire la loro vita? 
Questo è stato indubbiamente un capitolo importante per la vita delle donne del casello, una tessera finalmente completata, un puzzle che prende forma e la vita che cerca di andare avanti, anche se... 
Dopo un paio d'anni ho ritrovato con piacere le protagoniste di questa serie divertente e mi è sembrato di averle salutate soltanto il giorno prima, sono rimaste impresse nella mia mente e come vecchie amiche sono tornate da me con semplicità. Un nuovo personaggio si è inserito, ovvero Irene, un piccolo cambiamento che ha mescolato leggermente le carte in tavola, una donna che aggiunge qualche punto ad una storia già ben avviata. Da leggere, senza ombra di dubbio. 

In Ultimo tango all'Ortica si torna ad investigare non convenzionalmente su di un omicidio classico: un uomo morto ammazzato vicino ad una famosa balera (L'Ortica) e il sospettato principale è un maggiordomo. Peccato che sia l'uomo di fiducia della Franca, ovvero la ricchissima migliore amica di Iole e questo complica notevolmente le cose perchè come immaginerete le donne sono coinvolte e leggermente sotto pressione. Mentre si cerca di far chiarezza sull'accaduto Vittoria sembra più rilassata e di tanto in tanto si fa venire a prendere a casa dall'Achille, ovvero il fidanzato super tatuato non proprio immacolato e Libera invece soffre di acidità di stomaco (e insonnia) a causa di Gabriele. Riuscirà una volta per tutte ad esternargli i suoi sentimenti? 
Questo capitolo è stato parecchio avvincente sia per quanto riguarda le indagini delle "ragazze", ancora una volta aiutate dalla silenziosa Irene, sia per la vita privata di Libera che, anche se minima, fidelizza il lettore. 
Amo questi romanzi, adoro sfogliarne le pagine e scoprire delle piccole cose che però fanno la differenza: la canzone di De Andrè suonata all'Ortica che mi fa alzare gli occhi verso le nuvole pensando al mio papà, la fioraia che prima di addormentarsi legge qualche pagina di un libro al quale è affezionata, il casello che profuma di casa, i fiori che comunicano sentimenti di ogni tipo, autori citati di tanto in tanto che ti fanno sentire capita, il rapporto particolare tra donne così diverse eppure con un sentimento in comune, la ricerca della felicità, apparentemente così facile da individuare eppure così complessa da afferrare. 

CONCLUSIONI
Librini che non deludono, storie che accompagnano, tenendo una buona compagnia, donne che ormai sono di famiglia e casi che stuzzicano l'appetito. L'autrice non si smentisce e porta in libreria delle avventure brevi ma di qualità, che non solo si fanno leggere, ma che rimangono impresse grazie all'umanità dei personaggi che sono la parte vincente. Il casello all'interno del quale vivono è un valore aggiunto, un piccolo particolare che se non ci fosse renderebbe la storia meno speciale. Se non avete letto i precedenti iniziate da: 
La sposa scomparsa (QUI)
La fioraia del Giambellino (QUI)
Io vi abbraccio e vi do appuntamento a domani con la recensione  di "La memoria del lago", uscito proprio ieri in libreria :-) 

Keep Calm and Read Nadia #64 - Recensione di L'amica del cuore


Buongiorno lettrici e lettori!

Oggi vi parlo di un thriller che ho divorato in pochissimo tempo, conquistata dal suo stile scorrevole, da personaggi ottimamente caratterizzati, dai continui colpi di scena e da un finale davvero adrenalinico: sto parlando de “L’amica del cuore”, di Sarah Pinborough.

La narrazione di questo romanzo si basa sui punti di vista delle tre protagoniste: Lisa, Ava e Marilyn. Lisa ha quasi quarant’anni, è la madre dell’adolescente Ava e i suoi comportamenti ansiosi e apprensivi, soprattutto nei confronti della figlia, nascondono un segreto che l’accompagna da tanto tempo.

Ava è una sedicenne come tante, si sente al sicuro nella sua piccola cerchia di amiche del cuore, comincia a soffrire le continue ingerenze della mamma nella sua vita sociale e come le sue coetanee sta iniziando ad avvicinarsi ai ragazzi. Ma anche lei custodisce un aspetto della sua vita che non ha svelato a nessuno.

Marilyn è la migliore amica di Lisa: si sono conosciute sul lavoro e sono affiatatissime da più di dieci anni, ma nemmeno Marilyn ha raccontato tutto a Lisa…

Come addentrarmi nella trama di questo romanzo senza rovinarvi nessun colpo di scena? È praticamente impossibile purtroppo, quindi dovrete fidarvi sulla parola quando dico che, se amate i thriller, soprattutto quelli psicologici, questo è un romanzo che dovete assolutamente leggere. Il fil rouge che costituisce l’impalcatura di questo libro è proprio il fatto che tutti i personaggi principali (ma a ben vedere anche alcuni secondari) hanno dei segreti che tengono ben celati. Il divertimento sta nel cercare di capire di che segreti si tratti prima che la Pinborough li sveli, e devo dire che io sono stata giocata più di una volta, perché l’autrice è bravissima a farti credere ciò che vuole per poi spiazzarti bruscamente. I personaggi sono ottimamente caratterizzati: Lisa appare fragile e un po’ nevrotica, mentre Marilyn 
fonte google

sembra forte, spavalda e determinata, ma sarà davvero così? L’autrice aggiunge particolari che permettono di comprendere la verità a poco a poco, ma nel frattempo il lettore ha maturato un giudizio sulle tre protagoniste: sarà corretto? E riuscirà a cambiarlo in corso d’opera?

Per una volta la mancanza di un’ambientazione accurata non mi è pesata affatto: questa è una storia che si sarebbe potuta svolgere in un luogo qualunque senza che ne fosse inficiata la potenza narrativa. Il ritmo è sempre alto, la trama è ottimamente strutturata e non ho trovato nessun aspetto che stonasse in tutta la vicenda. In sintesi: anche se non avete capito niente di questa recensione, perché capisco che possa sembrare un po’ come cercare di far indovinare una carta difficile a Pictionary quando non sai disegnare, date una chance a questo libro: lo divorerete e vi piacerà tantissimo (ha parlato Nadia Nostradamus!). Fatemi sapere!

Recensione - La ragazza con l'orecchino di perla di T. Chevalier


Il libro
La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier
Editore:Longanesi| Pagine: 240| Pubblicazione: dicembre 2000| Prezzo 15,00€| Trama Qui
Genere: narrativa storica | Traduzione: Luciana Pugliese
Notizie sull'autrice
Tracy Chevalier è nata a Washington nel 1962. Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor. Il suo primo romanzo è La Vergine azzurra (Neri Pozza, 2004, BEAT 2011, 2015). Con La ragazza con l'orecchino di perla (Neri Pozza, 2000, 2013) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica. Bestseller internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: Quando cadono gli angeli (Neri Pozza, 2002, BEAT 2012), La dama e l'unicorno (Neri Pozza, 2003, BEAT, 2014), L'innocenza (Neri Pozza, 2007, 2015), Strane creature (Neri Pozza, 2009, 2014) e L'ultima fuggitiva (Neri Pozza, 2013, 2014).
Recensione 


STORIA DELLA MIA COPIA
Buongiorno miei cari, in realtà su questa copia, non c'è molto da dire. Gli aneddoti sono pochi, semplicemente la mia amica Lucrezia ha trovato questo libro al mercatino dell'usato e l'ha acquistata per me perchè io potessi scambiarla con altro. Ho velocemente trovato una ragazza interessata e mi sono sentita in colpa, così ho deciso di leggerlo prima di spedirlo verso la sua nuova casa. Questo è quanto, nessuna poesia, nemmeno tante risate a riguardo, puro "commercio" di una malata di libri come me ah ah ah. 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Quando ero più giovane amavo leggere storie legate al passato, mi piaceva immergermi in situazioni lontane, circondata da vestiti oggi desueti, magari parrucche improbabili e modi di vivere diversi da quelli di oggi. Ne ho letti tanti di romanzi storici, poi mi sono stufata e mi sono concentrata sulla narrativa contemporanea. 
Questa storia è ambientata a Delft, patria delle ceramiche dipinte a mano, cittadina olandese che visitai con enorme piacere sette anni fa. Delft ha anche dato i natali al pittore Johannes Vermeer, colui che dipinse "Ragazza col turbante" meglio conosciuto come "La ragazza con l'orecchino di perla", un olio su tela databile tra il 1665 e il 1666. 
Griet è la secondogenita in una famiglia semplice, il padre dipingeva mattonelle ma perse la vista in un incidente, il fratello maggiore era fuori città per imparare il lavoro del genitore, così dovettero mandare Griet al servizio della famiglia Vermeer, come semplice cameriera tuttofare. 
Per la ragazzina fu un trauma non indifferente trasferire in quella casa le sue poche cose e poter vedere la sua famiglia solo la domenica, ma andava fatto e lei a testa bassa si adattò alla nuova vita, che non fu semplice. 
Catharina, la moglie del pittore, non è felice di avere la giovane tra i piedi, così cerca di fingere di non vederla e quando non può farne a meno...la strapazza un po'. Maria Thins, la madre di Catharina, si rende conto che il genero nutre una forma di rispetto nei confronti della giovane domestica e cerca di sfruttare la situazione perchè tutto vada come deve andare (l'artista dipinge più velocemente da quando hanno assunto la nuova fantesca), a costo di omettere particolari alla sua stessa figlia. Così prosegue lentamente la vita nei quartieri per bene di Delft, tra un bucato, le pulizie dello studio del pittore e la realizzazione di un dipinto, una Griet che cresce in fretta, scoprendo i soprusi, ma anche le passioni. 
Questa storia non mi ha regalato troppo, scorre lentamente e io beh, di tanto in tanto mi sono un po' persa per la strada. Non mi sono appassionata alla realizzazione del quadro (che è solo verso la fine del romanzo) e ho faticato ad appassionarmi alla storia durante la lettura. C'è un però: scrivo questa recensione quasi una settimana dopo dopo averlo terminato e a ripensarci meglio, raccolgo i frutti post lettura. Mi è rimasta tra le dita la quotidianità di Griet, nella mente ho il ricordo delle sue difficoltà con le figlie dei Vermeer, la nostalgia per la sua sorellina, la delicatezza con la quale puliva lo studio, il procurarsi dallo speziale le materie prime per fare i colori, il capire cosa ci va in quadro perchè sia perfetto, ma anche quel sentimento che non si sa come definire, che nasce, esiste, cresce, ma un nome non ce l'ha. Tutte queste sensazioni hanno bussato alla mia porta dopo, parecchio dopo averlo chiuso e spedito. La storia romanzata della realizzazione di un quadro famosissimo ma della cui nascita non si conosce moltissimo, una finestra che si affaccia su un tempo che fu. 

CONCLUSIONI
Un romanzo strano, del quale porto un piacevole ricordo, ma che durante la lettura mi ha un po' annoiata, strano no? Perché alcune storie devono essere lasciate decantare? Eppure un buon vino, al palato appare subito, al massimo qualche secondo dopo e comunque lo si lascia depositare prima di berlo e non dopo (anche perchè in fondo sarebbe impossibile). A voi succede mai? C'è da dire una cosa, io sono una lettrice che ha bisogno di libri dove accadono le cose...in fretta, romanzi dove i personaggi si muovano dinamicamente, quindi diciamo che questo non era propriamente indicato, ma tant'è che si porta comunque a casa ben quattro stelline! Meglio di niente. Se lo avete letto, cosa vi ha lasciato? Avete visto il film? Io sì, quando uscì tanti anni fa :-) ma non ricordo quasi nulla.