Recensione di Nadia - La casa di Fripp Island di Rebecca Kauffman


 Il libro
La casa di Fripp Island di Rebecca Kauffman
Editore: BigSur| Pagine: 309| Pubblicazione: 2021| Prezzo 17,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autrice
Rebecca Kauffman è nata nell’Ohio rurale e abita in Virginia. Ha studiato violino alla Manhattan School of Music e scrittura creativa alla New York University. Nella collana BIG SUR sono usciti La casa dei Gunner, vincitore del Premio Tribùk dei librai, e La casa di Fripp Island.

Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!
Oggi torno su questi schermi per parlarvi di un libro verso il quale ho nutrito
sentimenti contrastanti, ovvero La casa di Fripp Island, di Rebecca Kauffman.
Scott e Lisa Daly, sposati da vent’anni e genitori delle giovani Rae e Kimmy, decidono
di invitare gli amici Poppy e John Ford con i loro figli Ryan e Alex a trascorrere con
loro la settimana di vacanza a Fripp Island che Scott ha vinto a una lotteria
aziendale. Poppy e Lisa sono migliori amiche da una vita e, anche se da quando si
sono sposate hanno stili di vita molto differenti, Lisa si sente in debito nei confronti
di Poppy, che si prende cura di sua madre malata dal momento che Lisa e Scott
abitano lontani.

La settimana sembra procedere piacevolmente, anche se Lisa ha scoperto che
sull’isola abita un giovane che tempo addietro è stato iscritto nel registro dei crimini
sessuali, e ha un po’ di timore per le loro giovani figlie. Finché, l’ultima notte di
vacanza, accade qualcosa di tragico…

Dicevo che ho provato sensazioni contrastanti nei confronti di questo libro. Da una
parte, ho trovato la storia abbastanza interessante: le diverse dinamiche famigliari
tra chi ha parecchi soldi ma non ha più un vero dialogo da tempo (i Daly) e chi
possiede poco ma si ama ancora molto (i Ford) sono ben descritte e interessanti,
così come i differenti caratteri dei quattro ragazzi. Il lettore percepisce un lento ma
costante aumento di tensione a mano a mano che vengono introdotti anche i
personaggi secondari, ovvero Keats (il giovane inserito nella lista dei crimini sessuali)
e la moglie Roxie. Per chi legge è chiaro che succederà qualcosa, perché il prologo
svela già molto, ma non sa ancora chi sarà la vittima, né conosce il colpevole.
Il problema con questo romanzo io l’ho avuto con lo stile. Rebecca Kauffman non
scrive male, anzi, ma il suo ritmo è veramente lentissimo, tanto che ho impiegato
più di due settimane per leggere trecento pagine. Le descrizioni sono più che
abbondanti, molto minuziose e, soprattutto, spesso vengono spiegate nei dettagli
piccole situazioni quotidiane comunissime, che non hanno particolare rilevanza nella
storia se non (almeno è quello che ho capito io) per far comprendere le dinamiche
famigliari e far affezionare il lettore a quelle che sono, a tutti gli effetti, famiglie
comuni. Ho apprezzato molto come alla fine si sia chiuso tutto il cerchio: la
Kauffman ci fa riflettere su come, in un luogo piccolo e chiuso come può essere
un’isola turistica, i pregiudizi e i pettegolezzi rischino di fare ancora più danni di
quanto non accada, ad esempio, in una metropoli.


Avrei gradito un approfondimento finale su come finisce la storia per Keats e Roxie,
così come l’autrice ci racconta la vita delle due famiglie in seguito alla tragedia che si
consuma sull’isola, e invece questa parte manca purtroppo.
In generale comunque la storia mi è piaciuta: è uno di quei romanzi che non solo
partono lenti per poi avere un escalation finale, ma su cui ci si sofferma a pensare
anche parecchio dopo averli conclusi. Consiglio questo romanzo se vi piace
prendervela comoda per conoscere i personaggi e se siete in un mood rilassato;
diversamente, potreste faticare a godervi il viaggio.

Recensione di Baba - Giovani carine e bugiarde. Deliziose di S. Shepard

 Il libro
Giovani carine e bugiarde. Deliziose di Sara Shepard
Editore: Newton| Pagine: 255| Pubblicazione: 2011| Prezzo 5,90€| Trama:Qui
Genere: YA

Notizie sull'autrice
Sara Shepard è cresciuta a Philadelphia, ha studiato alla New York University e al Brooklyn College e attualmente vive a Tucson, Arizona. La saga Giovani, carine e bugiarde, di cui la Newton Compton ha pubblicato i primi nove capitoli dai titoli Deliziose, Divine, Perfette, Incredibili, Cattive, Assassine, Spietate, Ricercate e Perverse, ha riscosso un clamoroso successo ed è diventata una serie televisiva. Per saperne di più: prettylittleliars.it.

Recensione di Baba
Buongiorno lettori, come state? Dopo un po' di assenza torno sul blog con una recensione di un libro un po' datato. Una decina di anni fa una cara amica mi disse di guardare assolutamente una serie tv chiamata "Pretty Little Liars" ma io non lo feci, non per mancanza di interesse, semplicemente perché forse non c'era Netflix o Prime Video ( o almeno io non lo avevo) e quindi non sapevo come recuperarlo. Qualche tempo addietro scopro che proprio quella serie lì aveva preso spunto da alcuni romanzi. Complice l'estate e la voglia di letture non troppo impegnative eccomi con in mano l'inizio della storia di questo gruppo di teenagers...
In un quartiere altolocato di Philadelphia vivono quattro ragazze alle prese con i problemi di cuore, le prime sbornie, problemi in famiglia (ma non di soldi) e un grande pensiero per l'aspetto fisico e la moda. Conosciamole meglio. Hanna aveva dei problemi di peso, ha trascorso diverso tempo a sentirsi giudicata grassa proprio da suo padre finché un bel giorno decide di darci un taglio: cosa c'è di meglio dell'abbuffarsi e successivamente infilare due dita in gola? In qualche modo porta a casa il risultato e oggi nessuno sospetterebbe i suoi trascorsi, a parte il fidanzato...
Aria è una ragazza leggermente più morigerata, tornata da poco dalla Finlandia, una grande cotta per il suo professore tenuta nascosta insieme a molto altro. Spencer ha un rapporto conflittuale con la sua intera famiglia, sopratutto con la sorella alla quale praticamente ruba il fidanzato dopo essere andata ad abitare nella soffitta precedentemente occupata dalla sorella stessa. Infine abbiamo Emily, nuotatrice agonista, nutre qualche dubbio sulla propria identità sessuale nonostante esca da tempo con un suo compagno di squadra; aver conosciuto una nuova amica l'ha confusa maggiormente. Ovviamente è cresciuta in una famiglia abbastanza bacchettona e un po' razzista. 

Cos'hanno in comune queste donzelle? In passato, quando frequentavano le scuole medie, erano tutte amiche e combinavano qualche disastro tutte insieme. All'appello però manca Alison, scomparsa qualche anno prima: da allora la compagnia si è sciolta. Troppi segreti da custodire, troppi ricordi (quali veri e quali inventati?) e infine un dolore a dividerle invece di unirle. Che fine ha fatto la loro vecchia amica? Alcune di loro se lo chiedono spesso altre molto meno, fino a quando dei biglietti firmati "A." contenenti segreti che solo Alison poteva conoscere arrivano misteriosamente a turno nelle mani delle ragazze. 

Un romanzo che si lascia leggere, non stupisce ma non annoia. Mi piace di tanto in tanto immergermi nei drammi dei ragazzi, sopratutto se americani: mi sembra di guardare una delle serie tv che tanto amavo da ragazza. Mi facevo coinvolgere talmente tanto da arrabbiarmi, piangere e parlarne per ore al telefono con le mie amiche, nemmeno quelle cose capitassero a noi. Vivevo di riflesso una vita non mia. Era comunque bello. Sono certa che se avessi letto questo libro a sedici anni lo avrei divorato e avrei fatto il tifo per qualcuna di loro odiandone come minimo un'altra. Credo che mi sarebbe piaciuta Emily, piena di dubbi e fragilità, sportiva come lo ero io, mi sentivo un po' diversa dalle altre amiche che avevano altri interessi. Probabilmente avrei detestato Spencer, il tradimento verso la sorella e comunque un fattaccio così sporco non lo avrei potuto accettare. Da ragazza non vedevo le sfumature. 

Quindi mi è piaciuto oppure no? Carino. niente di più, niente di meno: una carrellata di marchi costosi, marachelle da denuncia e casini da risolvere, con un mistero in corso che non lascia il fiato in sospeso ma stuzzica un po' la curiosità (senza esagerare). Continuerò la serie, per fortuna è in Audible! 

Review Party - My Killer Vacation di Tessa Bailey


 Buongiorno lettori, come state? Dopo moltissimo tempo torno sul blog con un Review Party che ha come protagonista un libro edito da Mondadori: My killer vacation di Tessa Bailey. L'autrice è nota sopratutto al pubblico femminile per la sua scrittura romantica e speziata, ha pubblicato in Italia con Mondadori, nella collana Extra Passion e infine con Always Publishing. Questo volume, autoconclusivo, narra la storia di Taylor, maestrina della scuola primaria in vacanza a Cape Code insieme al fratello Jude, e del cacciatore di taglie Myles, uomo brutale e rude che dopo aver divorziato pensa solo a rapporti occasionali e senza conseguenze emotive. 

Probabilmente vi starete chiedendo il perché Taylor incontri un ex detective in un luogo di villeggiatura. Sarà in vacanza anche lui per dimenticare la sua precedente moglie? Si occuperà di proteggere i villeggianti dai malintenzionati? No, niente di tutto questo: Taylor e Jude trovano nella lavanderia il cadavere del proprietario della villetta che hanno affittato: il Signor Oscar. L'ormai defunto Signor Oscar, per essere precisi. Purtroppo le circostanze non convincono del tutto la sorella del proprietario quindi ecco che entra in gioco Myles, due metri di essere umano coperto di muscoli e falsa indifferenza. Il cacciatore di taglie dovrebbe scoprire la verità sulla morte appena avvenuta ma ahimè si trova letteralmente in mezzo ai piedi una giovane donna minuta e a modo che intralcia il suo operato pensando invece di poter dare una mano con la sola scusa di aver scoperto l'uomo senza vita. Così ha inizio questa storia, che vede un'alternanza dei punti di vista dei due personaggi, sempre narrati in prima persona. 

Taylor è un'insegnate molto riflessiva, una persona che pondera bene ogni sua scelta per paura di fare la mossa sbagliata. Non vuole pentirsi, desidera essere certa della strada da percorrere per evitare rischi indesiderati. Questa vacanza le serve per lasciarsi alle spalle un anno lavorativo intenso. Perché quindi improvvisarsi investigatrice? Forse perché è stufa di essere trattata come una bambola di porcellana? Desidera tirare fuori ciò che è sempre stato celato dal suo minuto corpo? Oppure molto più semplicemente ha guardato troppe puntate di un programma investigativo! Chissà.

Myles è un uomo rude, il suo corpo titanico lo rende fisicamente l'esatto contrario di Taylor. Questo personaggio ci appare menefreghista e superficiale, insofferente al perfetto clima vacanziero che si respira a Cape Cod, un uomo che incute nessuna fiducia e nemmeno verrebbe voglia di bere un caffè in sua compagnia. Sembrerebbe quasi un criminale se non lavorasse per scoprire la verità! 

Questo libro ci mostrerà come due personaggi opposti si attraggano, esattamente come uno dei detti più famosi al mondo. La bella e la bestia, il gigante e la "bambina", il gatto randagio e l'uccellino domestico, scegliete voi l'esempio che più vi va a genio. Siete pronti a farvi trasportare da battibecchi e scene piccanti? In questo romanzo troverete tutto questo: scene simpatiche, momenti eccitanti, indagini (comunque secondarie e di contorno), rapporti e una storia pronta a sbocciare anche se non sappiamo la piega che prenderà.

È il primo libro che leggo della Bailey, ad essere sincera mai l'avevo sentita e se non fosse stato per Lara...credo che non sarebbe finito tra le mie mani. È una lettura leggera, adatta a chi ama non dover pensare troppo, magari proprio in vacanza! Diciamocelo, ci sono lettori che attendono di leggere i mattoni proprio in spiaggia, altri che invece non vedono l'ora di staccare la spina. Questo è un romanzo per sognare una storia improbabile ma che funziona, che unisce il romance al mistero, lo spicy al sentimento e vede i personaggi prendere consapevolezza dei propri sentimenti nascosti, latenti ma pronti ad uscire al momento giusto. 

Se proprio devo essere sincera all'inizio della lettura, dopo i primi capitoli, non ero molto convinta: questo non è uno dei miei generi preferiti e ho scelto di dargli una possibilità solo grazie al lavoro della protagonista: anche io sono un'insegnate. Dopo circa venti minuti di lettura ho pensato che fosse banale e ho temuto di non riuscire a simpatizzare troppo. Sono andata avanti e invece, nonostante io non ami le scene pepate sopratutto se molto ravvicinate tra loro, ammetto di essermi appassionata alla storia e ho fatto il tifo per Taylor e Myles! Una lettura che intrattiene, che profuma di mare, che diverte. Sono sincera, probabilmente leggerò anche il primo volume di un'altra serie sempre scritto dalla medesima autrice, di tanto in tanto ci va un po' di leggerezza e l'acqua frizzante disseta moltissimo! 

Ve lo consiglio? Direi proprio di sì, fatevi trasportare dal tornado creato dai due personaggi principali, non opponete resistenza e godetevi questa lettura che vuole essere divorata con semplicità mentre sorridete grazie ai siparietti celati al suo interno. 

Se sono riuscita ad incuriosirvi non vi resta che andare a leggere le recensioni delle mie compagne di avventura che ringrazio: Libri, libretti, libracci , Le tazzine di Yoko, diario di un sogno e A spasso coi libri. Un ringraziamento all'ufficio stampa per la copia. Ci rileggiamo presto! 

Recensione di Nadia - Le impazienti di Djaili Amadou Amal

Fonte: Google

 Il libro
Le impazienti di Djaïli Amadou Amal
Editore: Solferino| Pagine: 224| Pubblicazione: 2021| Prezzo 17,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autrice
DJAÏLI AMADOU AMAL, di madre egiziana e padre fulani, è originaria del Camerun. Data in sposa a diciassette anni a un cinquantenne di buona famiglia, riesce a liberarsi del primo e poi anche del secondo marito, fuggendo a Yaoundé. Qui comincia una nuova vita lavorando, scrivendo e fondando un’associazione per l’istruzione femminile (Femmes du Sahel): diventa la «voce dei senza voce».
Nel 2010 il suo Walaande, l’art de partager un mari le attira l’attenzione del pubblico e delle istituzioni. Le impazienti, il suo terzo libro, esce in Camerun nel 2017 e nel 2019 riceve il Prix Orange du Livre en Afrique. L’edizione francese, per Emmanuelle Collas, è stata finalista al premio Goncourt e si è aggiudicata il Goncourt des Lycéens nel 2020, diventando un caso editoriale. In Italia, Le impazienti è stato tradotto da Solferino nel 2021.

 Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!

Torno su questi schermi per raccontarvi di un libro che mi è piaciuto perché mi ha insegnato parecchio: sto parlando de Le impazienti, di Djaïli Amadou Amal.

Ramla, Hindou e Safira sono tre donne camerunensi, musulmane. Ramla ha diciassette anni e, pur volendo diventare farmacista ed essendo innamorata di un giovane amico di suo fratello, è costretta dalla famiglia a sposare un cinquantenne amico di suo padre che ha già una moglie, Safira. Hindou è la cugina di Ramla. Anche lei diciassettenne, deve sposare il cugino Moubarak, violento, alcolizzato e drogato. In Camerun vige la poligamia, e soprattutto le donne non hanno voce in capitolo su chi devono sposare: la parola d’ordine per loro è munyal, pazienza. La donna dev’essere rispettosa, obbediente, deve compiacere in tutto e per tutto il marito e non avere desideri personali: soltanto così il matrimonio potrà essere felice. Nessuno prende le parti di una donna: né il marito, né la famiglia di origine, neanche se, come nel caso di Hindou, il marito picchia la moglie. Per i padri, infatti, le relazioni economiche e amicali sono più importanti della felicità delle proprie figlie. Per le madri, che a loro volta hanno subito la condizione che adesso tocca alle loro figlie, subentra la paura di perdere il proprio status e la serenità degli altri figli, nel caso in cui decidano di mettersi contro ai propri mariti. Alle giovani spose non resta che imparare in fretta l’arte della pazienza e dell’astuzia, per cercare di ottenere il massimo possibile dal proprio matrimonio.

Leggendo questo romanzo ho imparato diverse cose che non sapevo: in primis, nella mia ignoranza non conoscevo l’ubicazione esatta del Camerun sulla cartina, figuriamoci se ero a conoscenza del fatto che fosse un Paese musulmano in cui si praticasse la poligamia. A questo punto, che la situazione delle donne in questo stato non fosse idilliaca l’avevo già immaginato, ma la rabbia nel leggere certi passaggi è stata comunque violenta. Ciò che mi ha colpito è stata soprattutto l’impotenza delle spose, delle madri e delle figlie nei confronti di una società (questa sì, altro che la nostra) patriarcale e chiusissima, dove le donne sono considerate merce di scambio per accordi economici, alla stregua di un bue o di qualche pecora. Ho letto che la situazione vissuta dalla stessa autrice non è dissimile a quella che racconta per le sue protagoniste: anche lei è stata sposata a uomini che non ha scelto, ma è poi riuscita ad affrancarsi da questa situazione.

Devo ammettere che in alcuni punti ho trovato la storia un po’ ripetitiva, soprattutto nella parte narrata da Ramla. Forse per far comprendere appieno al lettore la situazione, l’autrice si sofferma più volte sugli stessi concetti, dal munyal all’impossibilità per la giovane Ramla di sposare chi desidera. La parte relativa a Hindou è stata quella che, prevedibilmente, mi ha fatto più rabbia: leggere di una ragazza piena di vita che si spegne lentamente perché non è minimamente supportata da nessuno mi ha spezzato il cuore. La parte dedicata a Safira è stata invece quella che mi ha maggiormente intrattenuta: Safira è la prima moglie di Alhadij Issa, il ricco cinquantenne che sposa anche la giovane Ramla. Safira non accetta di dover condividere il marito con un’altra, e mette in atto tutta una serie di stratagemmi, più o meno discutibili, per sbarazzarsi di lei. Safira ha trentacinque anni e per più di venti è stata l’unica moglie: ormai ha esperienza, è smaliziata e conosce bene i punti deboli del marito. È determinata ad averlo tutto per sé e non esiterà a mettere in cattiva luce l’incolpevole Ramla, se sarà necessario.

Una storia cruda, intensa, in cui difficilmente tra le donne c’è solidarietà, perché ciascuna è troppo occupata a non perdere i piccoli privilegi che ha conquistato con il tempo. Ho apprezzato questo romanzo perché mi ha aperto una finestra su un mondo che non conoscevo quasi per niente, sebbene in alcuni punti la storia fosse un po’ ripetitiva, tanto da diventare noiosa. Consiglio comunque questo libro a tutti coloro che sono curiosi di scoprire qualcosa in più su un Paese e su una cultura così lontana dalla nostra.