Keep Calm and Read Nadia #25 - Niven

Buongiorno Lettori, come state? Martedì, chi c'è? Nadia! Con una novità. Adesso vi lascio in sua compagnia.


Buongiorno lettrici e lettori, come state? Io sono tornata da poco da Londra e sto cercando di tornare al solito tran tran, ma al momento mi riesce difficile ;-)
Oggi vorrei parlarvi di un libro che mi è piaciuto parecchio: si tratta di Invidia il prossimo tuo di John Niven, autore di cui avevo adorato A volte ritorno (entrambi editi da Einaudi). 

Alan e Craig da ragazzi frequentavano gli stessi ambienti proletari scozzesi; Craig aveva un discreto talento musicale che Alan gli invidiava, essendone totalmente sprovvisto. Vent’anni dopo Alan ha raggiunto un discreto successo come critico gastronomico, ha una moglie bella, ricca e intelligente e -grazie soprattutto alla bolla immobiliare e a parecchia fortuna- una casa lussuosa appena fuori Londra, mentre Craig fa il barbone ai bordi della strada. Il furbetto Niven li fa incontrare e ci rende spettatori di cosa accadrà, perché secondo voi cosa farà Alan? Si girerà dall’altra parte o non perderà l’occasione di rifarsi, “aiutando” Craig?
Di Niven amo lo stile ironico e quella verve un po’ trasgressiva che, in misura maggiore o minore, contraddistingue tutti i suoi scritti: è proprio il suo marchio di fabbrica. Anche in Invidia il prossimo tuo non smette i panni del narratore scanzonato, che fa riflettere il lettore sui difetti e le piccole meschinità dell’animo umano, senza fare il moralista ma facendoci chiaramente capire che, bene o male, sono insiti in ognuno di noi, per quanto cerchiamo di nasconderle sotto convenzioni sociali più o meno ipocrite. Niven ha uno stile leggero e scorrevole, ma al tempo stesso racconta molto, molto bene: la sua scrittura è rotonda e ricca, ti avvolge nelle sue spire nonostante sembri fluire in modo per nulla pesante, e queste secondo me sono caratteristiche che lo rendono un grande scrittore.

I personaggi sono tratteggiati in modo davvero magistrale, dal primo all’ultimo: sono vividi e assolutamente realistici, e rendono ancora più facile immedesimarsi in loro, perché hanno reazioni del tutto credibili e, per molti aspetti anche se potrebbe non piacerci, condivisibili. Ho adorato Katie, la sua lucidità e la sua umanità, il suo essere una donna autentica in tutte le sue sfaccettature. Ho amato anche le figlie di Alan, Melissa tipica adolescente e la piccola, ingenua Sophie.
Niven inoltre costruisce dei siparietti davvero esilaranti: il libro varrebbe il suo prezzo anche solo per il modo di parlare di Craig o per la scena del bagno nella villa dei genitori di Katie, ma evitate di fare come me e di leggerla in metro, perché potrebbero chiamare l’ambulanza per farvi un TSO d’urgenza (tranquilli, non mi è successo ma ridevo da sola con le lacrime agli occhi!).

Il finale forse avrebbe potuto essere un po’ più osante, ma non nascondo che a me è piaciuto così, forse perché in fondo in fondo l’animo un po’ borghese ce l’abbiamo tutti, e penso che ognuno di noi si meriti un po’ di fortuna, sempre che non faccia del male a nessuno.

E voi che mi dite? Conoscete questo autore, avete letto qualcosa di suo? Spero di avervi incuriositi e che passerete a lasciarmi il vostro pensiero, se l’avete letto o se lo leggerete!

Recensione - Vittoria di Barbara Fiorio


Il libro
Vittoria di Barbara Fiorio
Editore: Feltrinelli| Pagine:272 | Pubblicazione: aprile 2018 | Prezzo 15,00€| Trama Qui
Genere: narrativa contemporanea 
Notizie sull'autrice
Barbara Fiorio (Genova, 1968), formazione classica, studi universitari in graphic design, un master in marketing communication, ha lavorato per oltre un decennio nella promozione teatrale ed è stata la portavoce del presidente della Provincia di Genova. Tiene corsi e laboratori di comunicazione e di scrittura, tra cui il Gruppo di Supporto Scrittori Pigri (GSSP). Ha pubblicato il saggio ironico sulle fiabe classiche C'era una svolta(Eumeswil, 2009) e i romanzi Chanel non fa scarpette di cristallo (Castelvecchi, 2011), Buona fortuna(Mondadori, 2013), Qualcosa di vero (Feltrinelli, 2015) e Vittoria (2018). I suoi libri sono tradotti in Spagna e in Germania.
Recensione 

E' trascorso un po' di tempo ma Barbara Fiorio è tornata. Alla grande direi. Con sé ha portato Vittoria e adesso ve ne parlo.
Vittoria è la protagonista e narratrice di questa storia, una donna di quarantasei anni in profonda crisi sentimentale e lavorativa. Federico, quello con cui Lei avrebbe voluto costruire un noi, colui al quale ha ceduto la stanza per gli ospiti per trasformarla in studio personale, grazie al quale ha iniziato a mangiare seitan ed è diventata un'esperta conoscitrice di pizza, l'uomo con il quale aveva rituali, ricordi, speranze...beh ha riposto le camicie in valigia e se n'è andato, ha lasciato l'appartamento per cercare se stesso altrove, frantumando tanti sogni e mettendo al tappeto un cuore. Ma Vittoria ha anche un altro problema, deve pagare le bollette, mantenere Sugo, il micio un po' invadente uscito direttamente da un cartone della Pixar, ma sopratutto ritrovare la sua creatività, perché Lei è una grande fotografa ma ha perso l'ispirazione, e se un artista non crede più in stesso, nemmeno gli altri lo faranno, sopratutto se devono investire del denaro proprio in quella creatività lì, momentaneamente latitante.
Vittoria inizialmente si trasferisce a casa dell'amica Alice, una notte diventano due, poi tre, poi una settimana e alla fine urge risolvere un problema.
Sempre un'amica le regala un mazzo di tarocchi, perché potrebbe saperli leggere, potrebbe avere un dono, solo che ancora non lo sa. E se fosse una soluzione temporanea, e se fosse uno spiraglio nel buio?

Mamma mia, ho iniziato ad amare Vittoria dalle prime pagine, perché questo personaggio è così ben costruito da entrare dentro al cuore del lettore, che si immedesima, si schiera diventando un Ultrà sfegatato, si commuove e vorrebbe lenire un dolore profondo, che si è radicato, e a differenza dell'ex fidanzato non pensa nemmeno per un istante di fare i bagagli. Ma il lettore riesce anche a sorridere e a sperare perchè Vittoria non è sola, c'è prima di tutto Alice  (che diciamocelo, è una forza della natura), poi Monica, Irene e Giorgio, che credono in lei, vedono la bellezza che si nasconde dietro alle lacrime e a quegli abiti neri. Poi ci sono Loro, tutti quelli che Vittoria ha ascoltato, fotografato e ai quali ha fatto le carte. Perché diciamocela tutta, è vero che ci si salva sopratutto da soli, ma se intorno ci sono persone fidate che porgono mani e accompagnano una rinascita, la vita è migliore. E poi bisogna mettere da parte l'orgoglio e lasciare che qualcuno ci faccia sentire belli, bravi, desiderabili e sopratutto in gamba. Questo fanno gli amici, prendono l'iniziativa e proteggono, organizzano una cena, comprano biglietti per Londra, si travestono da renna e strappano una risata. Ma sopratutto gli amici credono in noi, per entrambi.

In un periodo dove i social network hanno preso il sopravvento, dove gli amici di Facebook sanno più dettagli di quelli in carne e ossa, dove un bravo influencer su Instagram ha più probabilità di trovare lavoro di un fotografo specializzato, insomma in questo momento qui Barbara Fiorio scrive un libro sulla speranza, sui rapporti umani, sulla forza di volontà e sopratutto sul mettersi in gioco. Vittoria legge gli animi, vede in profondità le sofferenze altrui (io direi che più che una cartomante è una fine psicologa mancata) e scoprirà che la chiave sono proprio le persone e le loro storie.
Non potrete non amare questa protagonista e desidererete abbracciarla, cenare insieme a lei, conoscere Alice, saltellare e urlare con loro, iscrivervi ad un corso di yoga, festeggiare un capodanno celtico, ma sopratutto vi rammaricherete di non poterlo fare, perché questo libro finirà e voi potrete solo lasciare la copia sul comodino, nel caso vi venisse un po' di malinconia. Perché ce lo siamo detti mille volte, un buon libro è quello che non vorremmo finisse mai.
E se questa per alcune persone potrebbe essere solo una bella storia, per tanti altri potrebbe invece essere un inno alla speranza, un punto di forza, uno spunto per rimboccarsi le maniche e ricominciare a vivere, per non dimenticare i propri sogni e combattere per quello in cui si crede.

"Mischio le carte e ne giro una a caso, prendendola a occhi chiusi. 
Il Carro.
Vittoria."


Punti  Forti
- Amicizia. Questo libro per me parla di amicizia, vera, potente, stratosferica. Parla di unione, che fa la forza.
- Rinascita. Vittoria è come la fenice.
- Forza. Per rimettersi in gioco ci vogliono gli attributi e alcune volte, crogiolarsi nel dolore diventa una scusa.
- Vittoria. La storia di questo personaggio è penetrante e con delicatezza, sensibilità e ironia fa breccia nel cuore di chi legge.
- Barbara Fiorio. Ma quante cose ha dire questa donna? Si riconferma una grandissima scrittrice dalle capacità comunicative insindacabili.




Recensione - Salvare le ossa di Jesmyn Ward


Il libro
Salvare le ossa di Jesmyn Ward
Editore: NN Editore| Pagine:315 | Pubblicazione: 2018 | Prezzo 19,00€| Trama Qui
Genere: narrativa contemporanea 
Notizie sull'autrice
Jesmyn Ward vive in Mississippi, dove insegna scrittura creativa alla Tulane University. Salvare le ossa ha vinto il National Book Award nel 2011, e il memoir Men We Reaped è stato finalista al National Book Critics Circle Award. Con il suo ultimo romanzo, Sing, Unburied, Sing, Jesmyn Ward ha vinto il National Book Award per la seconda volta, prima donna dopo scrittori come William Faulkner, John Cheever, Bernard Malamud, Philip Roth, John Updike. NNE pubblicherà anche gli altri due capitoli della Trilogia di Bois Sauvage.
Recensione 

Mi sdraio. Il collo duole, il tempo è poco, l'umore è pessimo e la voglia di un buon libro è tanta. Francesca Rodella mi consiglia di leggere assolutamente questa autrice e io la ascolto. Mi ritrovo tra le mani un volume bello da guardare e da toccare, anche il profumo non è male e l'immagine in copertina è evocativa. Lo apro e immediatamente vengo catapultata in un mondo lontano, che non conosco assolutamente e non credo di essere in grado di comprendere.
Mississippi.  Bois Sauvage. 2005. Aspettando Katrina. L'uragano. Livello 5.
Esch, Randall, Skeetah e Junior sono fratelli e vivono alla Fossa, non hanno più una madre, che è morta dando alla luce il piccolo Junior. Il padre è spesso alticcio e in questi giorni è occupato a mettere la casa in sicurezza per l'arrivo del tanto temuto uragano. La birra gli fa compagnia, lenisce i dolori, rende la testa leggera prima di farla sprofondare nell'oblio.
Questa è una storia di attesa, di amore, di sangue, di sopravvivenza. E io sono stata male, sono stata in procinto di rigettare la cena perchè le frasi della Ward sono taglienti, dure, le sue descrizioni sono crude e fanno male. Perchè sono vere, o almeno potrebbero esserlo. E questa scrittura così violenta ti entra nell'anima mentre ti accarezza, sì avete letto bene, in alcuni momenti ti culla come una madre amorevole e poco dopo ti schiaffeggia in pieno volto e ti lascia senza respiro. C'è crudeltà e rabbia, c'è un'autrice che vuole comunicare con il mondo, urla in faccia ai suoi lettori e si fa sentire, e ci riesce, eccome se ci riesce.
Ed io adesso sono qui seduta al pc senza sapere bene se sono più arrabbiata per la sofferenza che mi ha causato, oppure se sono più felice per tutto quello che mi ha lasciato. Una cosa è certa, lo stile della Ward non si dimentica.
Preparatevi, perchè incontrerete una ragazzina che ancora non sa dove deve andare, uno Skeetah che ha occhi solo per il suo cane, anzi la sua cagna, e non si capisce quale genere di amore sia, perchè nonostante lui si butterebbe nel fuoco per salvarla, la sottopone ai combattimenti e forse nella sua ignoranza è convinto di farle cosa gradita. C'è un padre che nonostante alzi il gomito pensa continuamente alla salvezza della sua famiglia e nonostante sembri duro, inavvicinabile, gli si legge in faccia la sconfitta ed il dolore di aver perso una moglie inaspettatamente. C'è un segreto da custodire, l'umiliazione da sopportare, il rifiuto, il dover diventare grandi. I rapporti tra amici, ma il dubbio sale, lo saranno davvero?
C'è la convivenza con Madre Natura, la sopportazione passiva della catastrofe, il sentirsi impotenti davanti  a tanta grandezza e rabbia, c'è la necessità naturale di SALVARE LE OSSA.
Un libro per molti, ma non per tutti, un primo di una trilogia, una grande penna e sono certa, un'ottima traduzione. Se volete leggere qualcosa che in qualche modo vi toccherà l'anima, questo libro fa per voi. Se siete alla ricerca di emozioni forti, questo libro fa per voi. Se siete animalisti, ecco questo romanzo non lo leggete, perchè è troppo. E anche se tutte queste brutture accadono, leggerle scritte da una donna che con le parole ci sa davvero fare, è inevitabile che arrechi un forte dolore.
Sono ancora qui e continuo a pensare a questa famiglia, alla voglia di vivere e all'aggrapparsi di ognuno a qualcosa di bello e confortevole. Rifletto su cosa dev'essere crescere senza madre, perdendo la speranza di poter emergere e andando avanti senza grandi prospettive. Non riesco ad immaginare tutto questo senza le parole della Ward come guida, ma poi arriva lei, e in qualche modo mi porta fino a lì e finchè sarà al mio fianco riuscirò a comprendere un po' di più. Ha creato un'illusione e a me va bene così, perchè è un libro e io comunque ho avuto il mio biglietto per il Mississippi per qualche ora. E anche se adesso sono tornata a casa posso affermare di esserci stata. Ma sopratutto ho capito che non tutte le  belle letture sono belle storie e anche se tutto questo sembra un terribile giro di parole insensato... io sono qui e penso: "Riuscirò ad affrontare il secondo capitolo della serie? Ne avrò la forza?". Indubbiamente la curiosità c'è, ma anche la paura di soffrire nuovamente. 
No, me ne rendo conto, non vi ho detto molto. Ma questo è un libro da leggere e non da raccontare. Vi ho gettato addosso delle emozioni, un punto di vista, ma adesso tocca a voi. Siete pronti? Perchè vi aspetta Tanta Roba.

Visual Challenge - Sfida di lettura 2018 - Tappa 5 MAGGIO

Ciao, eccoci finalmente all Quinta tappa! Maggio è arrivato. 


LA SFIDA
La sfida durerà un anno e sarà divisa in 12 tappe della durata di un mese ciascuna. Il primo di gni mese pubblicheremo un post in cui troverete una fotografia scattata da noi che conterrà svariati oggetti. Voi potrete leggere in un mese massimo 5 libri che abbiano raffigurato sulla copertina uno degli oggetti contenuti all'interno della nostra fotografia. Se il libro da voi scelto dovesse contenere più di un oggetto di quelli raffigurati nella foto della tappa, vi verrà in ogni caso conteggiato un punto.
Ogni mese potrete decidere di leggere da zero a cinque libri, ma potrete anche decidere di non leggere nulla il mese in corso e poi magari recuperare nei mesi successivi i libri corrispondenti alle immagini delle tappe precedenti. Potrete quindi partecipare a qualsiasi tappa anche se non avrete letto libri per le tappe precedenti.
Per dimostrare di aver letto i libri dovrete caricare, nel format che troverete alla fine di questo post, il link che rimanderà alla vostra recensione. Le recensioni potranno essere postate sul vostro blog (se ne avete uno) o su una qualsiasi piattaforma online (amazon, facebook, goodreads, anobii, ecc.) da cui potrete prendere un link e inviarcelo. Non valgono recensioni inviate via mail.