Recensione - Non ditelo allo scrittore di Alice Basso
Il libro
Non ditelo allo scrittore di Alice Basso
Editore:Garzanti| Pagine: 320| Pubblicazione: 2017 | Prezzo 16,90€| Trama Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.
Recensione
AAA cercasi libro cuscinetto grazie. Eh già , io ho il brutto vizio, quando un autore mi piace assai, di tenere nascosti nel cassetto i suoi libri che ancora non ho letto. Vi starete giustamente chiedendo il perchè, visto che solitamente uno fa a botte con se stesso per leggere immediatamente i romanzi che con grande probabilità si aggiungeranno ai romanzi del cuore. Lo sapete, sono una persona piena di contraddizioni, così anche questa volta vi farò ridere. No, io spesso i romanzi dei "miei" autori, quelli a cui voglio bene e che mi regalano forti emozioni, li lascio lì, per i tempi bui. Arriva sempre un momento di sconforto, un periodo più noioso, insomma mi piace coccolarmi, così so che alcune storie mi servono da ciambella salvagente, con paperella sul davanti annessa: me la infilo e mi lascio trasportare, cullata dalle parole e baciata dal sole.
Vani Sarca è tornata alla carica più in forma che mai: la sua collaborazione con Romeo Berganza prosegue indisturbata, anche se Vani, essendo così spericolata e priva di senso conservativo, necessita di protezione, un po' come i bambini che rischiano di finire dentro ad un tombino aperto mentre rincorrono qualcosa. Ma comunque, che piaccia o meno alla polizia, l'apporto della Dottoressa Sarca è fondamentale per le indagini, il suo intuito e la sua interpretazione sono imparagonabili. Questa volta bisogna smascherare un pericoloso criminale agli arresti domiciliari, che a quanto pare riesce a comunicare con il mondo esterno attraverso segnali che appaiono impercettibili, se non inesistenti. Ma non dimentichiamo il vero lavoro della nostra donna: ovvero la ghostwriter presso la casa editrice L'Erica. Il suo capo ha nuovamente trovato il modo di incastrare la "povera" Sarca: ci sono, nell'ordine, un finto scrittore defunto che in fondo è un ciarlatano, uno scrittore vero e anche vivo - simpatico come crosta purulenta sulle chiappe - che però non ha mai riconosciuto pubblicamente il proprio lavoro e un romanzo che ha fatto la storia della letteratura contemporanea da ristampare. Come agire? Come risolvere questo pasticcio senza che nessuno, sopratutto l'editore, ne esca con i pantaloni sporchi di fango? Tanto c'è Vani. E se già questa donnina poco incline alla vita sociale è tampinata dal suo ex fidanzato Riccardo, il fatto di essere obbligata a lavorare al suo fianco non agevola il suo buon umore, che quando siamo fortunati è grigio...
Ho adorato ogni singola frase letta, ho applaudito alla fantasia e all'ironia di Alice Basso, mi inchino alla sua cultura e alla capacità di inserirla come nulla fosse all'interno di una storia di narrativa, nata per intrattenere piacevolmente il lettore. Mi piace l'evoluzione di Vani, l'interazione, le storie parallele che convivono così bene, senza mai infastidirsi a vicenda, l'introspezione, il passato che ci fa conoscere sempre un po' meglio la protagonista, il parlare di libri attraverso un libro, gli spunti di lettura, la psicologia di un personaggio che per me è diventata un'icona. Io Vani Sarca la conosco, o almeno credo, meglio di tante persone che frequento nella vita reale. M non è una battuta la mia, è davvero così. Questa è una delle grandi doti della Basso, far sorridere, ma sopratutto delineare, disegnare profili e approfondirli, un poco alla volta, regalando pian piano al lettore una cartella completa, con tutte le informazioni necessarie.
E vogliamo parlare del finale? Vogliamo veramente raccontare di quella lacrima spuntata subdolamente dall'iride, la mia iride, a tradimento? No, non vogliamo, perchè poi dovrei chiudervi a chiave in cantina a causa delle troppe informazioni in vostro possesso. Poi arriva quello che per me è stato il pezzo forte. In questo terzo capitolo della serie si parla di ghostwriter, di autori di libri, di creazioni, di "bambini" perchè per uno scrittore il libro è la sua creatura e guai a chi gliela tocca o la interpreta a modo suo. Mentre leggevo le parole uscite dalla testa di Alice e messe in bocca al Professore (quello simpatico come una crosta purulenta sulle natiche), ho pensato a quanto debba essere difficile per un autore sentire persone che parlano della propria creatura. Cioè, indipendentemente che se ne parli bene o male, il fatto che uno ci veda delle robe diverse da quello che lo stesso autore aveva pensato, dev'essere irritante. Io mi immedesimo per un momento nella testa di uno che legge mille recensioni del suo libro, ogni blogger o giornalista cerca di descrivere emozioni o sentimenti su quello che ha letto, magari non avvicinandosi nemmeno all'idea avuta dall'autore stesso, e va bene che a te blogger o giornalista sia piaciuto, ma non hai capito un tubo di quello che io Autore volevo comunicare, porca paletta! E poi mi voglio ricollegare a quello che una volta mi disse una libraia, proprio la sera in cui conobbi Alice Basso, qualche anno fa, durante una presentazione del suo primo libro.La proprietaria di questa libreria mi disse: "e certo, poi ci siete voi bblogger(con almeno quattro B), che arrivate, leggete dei libri e li stroncate, ma magari con garbo eh... senza aver compreso quello che un autore voleva comunicare, oppure ne parlate bene, scrivete una pagina intera di elogi, ma perchè? Cosa si prova a digitare sulla tastiera qualcosa riguardo ad una storia scritta da qualcun altro?" Quella sera mi arrabbiai moltissimo, ma guarda te sta stangona arrogante, che viene da me, tapina timida e gentile, a mettermi in imbarazzo davanti a tutti, con quale boria poi. Oggi ci penso, e credo che in fondo avesse anche un po' ragione.
Non è semplice scrivere di libri e non so nemmeno perchè io continui a farlo, se non mossa da un grande amore per la narrativa. Il mio scrivere di libri vuol essere un modo per riconoscere il lavoro altrui, un po' come se mi togliessi il cappello e facessi una riverenza. Poi certo, ogni tanto arrivano anche dei libri che a me non hanno lasciato nulla oppure quelli che proprio non mi sono piaciuti. Ma mio padre diceva sempre "non c'è niente di peggio dell'indifferenza, dell'anonimato, del finire nel dimenticatoio". E allora io mi chiedo, se svolgo il mio Hobby (perchè ricordiamo sempre le cose come stanno) al meglio, cercando di scrivere in maniera etica ed educata, è così tremendo? Oppure gli autori preferirebbero che non si parlasse proprio di loro? La mia non è una frecciatina, è proprio una domanda seria.
Ecco, pensate un po' a cosa arrivo dopo aver letto un romanzo della Basso. Alice, come fai girare i criceti sulla ruota all'interno della mia testa tu... ah ah ah! E comunque niente, leggetelo! E se ancora non avete iniziato la serie, partite da qui:
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Scrivere è un mestiere pericoloso
Non ditelo allo scrittore
La ghostwriter di Babbo Natale - racconto a parte -
Ah dimenticavo, il 26 aprile esce il suo nuovo libro: LA SCRITTRICE DEL MISTERO, potete prenotarlo qui, da Unilibro.
Alla prossima!
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Scrivere è un mestiere pericoloso
Non ditelo allo scrittore
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Alla prossima!



