Nadia around the world - Il cantastorie di Marrakech


Buongiorno lettrici e lettori!

Dopo tanto tempo oggi torno con una nuova puntata di Nadia around the world per condividere con voi le mie impressioni sulla meta della mia ultima gita: il Marocco, e in particolare le città di Marrakech e di Essaouira. Ad accompagnarci alla scoperta di questi luoghi un romanzo molto evocativo e di grande atmosfera, sebbene un po’ carente a livello di trama: sto parlando di Il cantastorie di Marrakech, di Joydeep Roy-Bhattacharya.
Il cantastorie di Marrakech

Il primo posto che viene in mente pensando a Marrakech, il più famoso e ricco di atmosfera, il punto nevralgico da cui partire per esplorare questa città così particolare è sicuramente la piazza principale, la Jemaa El-Fna, che è anche il luogo in cui principalmente si ambienta il nostro romanzo. Il cantastorie di Marrakech infatti, come il titolo stesso suggerisce, è il racconto di Hassan, cantastorie professionista dalla lunga tradizione famigliare, che nella Jemaa ogni sera dà vita a mirabolanti avventure per l’intrattenimento e la gioia dei suoi ascoltatori. Nella sera raccontata nel romanzo, però, Hassan racconta un episodio realmente accaduto: la scomparsa di una coppia di giovani stranieri, spariti proprio dalla piazza diversi anni prima, e le conseguenze che tale sparizione ebbe per il fratello di Hassan, Mustafa.
piazza Jemaa el Fna di giorno



piazza Jemaa el Fna di notte
La Jemaa El-Fna, il cui nome potrebbe significare “Assemblea dei defunti”, o “Moschea del nulla”, o “Moschea alla fine del mondo” è quanto di più particolare e diverso abbia mai visto nel corso dei miei viaggi. Sono già stata in Africa e in Medio Oriente, ma da nessuna parte come qui ho visto concentrarsi un così grande numero di venditori, incantatori di serpenti, donne che propongono tatuaggi all’henné, panche per assaggiare discutibile street food accanto a ristoranti eleganti e banchi di succhi di frutta per tutti i gusti. La Jemaa è piena di gente, dal mattino presto a tarda sera, e qui convergono turisti e locali in un tripudio che mette alla prova i cinque sensi: profumi di fiori d’arancio e menta fresca cercano di competere con i fumi esalati dai mille motorini decrepiti che utilizzano ancora miscele da noi bandite più di quarant’anni fa; il rumore dei tamburi e dei pifferi richiama i curiosi, pronti ad ammirare esibizioni di danza sfrenata, non prima di aver toccato con mano le merci più o meno pregiate dei commercianti locali, che cercano di venderti letteralmente qualsiasi cosa.

Il cantastorie di Marrakech rende benissimo l’atmosfera inebriante di piazza Jemaa El-Fna; leggendo questa storia, che pure a mio avviso ha diversi difetti, mi sono ritrovata catapultata nella piazza che ho lasciato due settimane fa, descritta con una tale dovizia di particolari da poter essere immaginata alla perfezione anche da chi non ci è mai stato. Dico che il romanzo non è scevro da difetti perché, al di là delle meravigliose descrizioni, ho trovato la storia piuttosto noiosa e ripetitiva, troppo “filosofeggiante” per i miei gusti.

Medina

Il racconto del cantastorie prosegue nei vicoli stretti e sinuosi della Medina, la città vecchia cinta da dieci chilometri di mura risalenti al XII secolo e ricca di botteghe ed eleganti riad. I riad sono a mio avviso la soluzione migliore per dormire a Marrakech spendendo poco e immergendosi nell’autentica cultura marocchina, perché sono abitazioni tradizionali riattate a b&b (spesso hanno anche un loro ristorante). Inoltre, anche se il vostro riad si trovasse in piena Medina, non ne sentirete il frastuono, perché di solito si trovano in vicoli più periferici, come il nostro, o comunque in cortili interni che schermano il rumore.

Jardins Majorelle

Nel Cantastorie di Marrakech l’autore cita, di sfuggita, due luoghi molto interessanti per il turista: mi riferisco ai Jardins Majorelle e alle Tombe dei Saaditi. I giardini sono incantevoli, la vegetazione al loro interno è tropicale e lussureggiante e il contrasto con l’indaco degli edifici dona al paesaggio un bellissimo colpo d’occhio. I biglietti possono essere acquistati solo online e consiglio di andarci al mattino presto, se non si vuole fare comunque coda nonostante la prenotazione. Le Tombe dei Saaditi sono un altro esempio di arte e architettura fenomenale, legno e marmo sono stati intagliati in maniera magistrale, con una precisione e una cura del dettaglio strabiliante, soprattutto se si pensa che risalgono al XVI secolo.

Tombe dei Saaditi

Il romanzo parla anche, en passant, della cittadina di Essaouira, piccolo porto di pescatori oggi famoso anche per essere una delle località più amate dai surfisti. Qui infatti, nella storia, vive per un certo periodo di tempo Mustafa, il fratello del cantastorie Hassan. Noi abbiamo visitato Essaouira durante un’escursione di una giornata, e mi è piaciuta tantissimo. Oltre a presentare una Medina molto più piccola (e decisamente meno caotica) rispetto a quella di Marrakech, e oltre ai bastioni corredati da cannoni che hanno fatto da location alla serie tv Il trono di spade, Essaouira mi ha conquistata per il suo lungomare ampio e moderno, che costeggia una spiaggia battuta dal vento, selvaggia ma non respingente, almeno per quanto mi riguarda. A fine marzo c’erano pochi turisti, ma non mancavano temerari sui lettini e soprattutto tanti surfisti che se la spassavano.

Bastioni di Essaouira

Spero di avervi incuriositi un po’ con questa breve carrellata del mio viaggio in Marocco, una terra di cui non conoscevo nulla e che mi ha piacevolmente colpita. Per quanto riguarda il libro che ci ha accompagnato in questo post, ve lo consiglio se volete vivere o rivivere le atmosfere e le sensazioni provate a Marrakech, ma non se cercate una storia adrenalinica e avvincente: da questo punto di vista, purtroppo, Il cantastorie di Marrakech si è rivelato una lettura piuttosto carente.

Recensione di Baba - Blackwater la diga di M. Mcdowell

Desperate Bookswife

 Il libro
Blackwater la diga di Michael Mcdowell
Editore: Neri Pozza| Pagine: 256| Pubblicazione: 2023| Prezzo 9,90€| Trama:Qui
Genere: saga


Notizie sull'autore
Michael MCDowell (1950-1999) è uno scrittore americano che ha pubblicato oltre trenta romanzi e scritto per la televisione e il cinema (Beetlejuice e Nightmare before Christimas).

 
Recensione di Baba

Buongiorno lettori, come state? Siamo arrivati al secondo capitolo della saga del momento, ovvero Blackwater. Come spesso accade quando si parla di libri in serie (in realtà molti anni fa questo volume nasceva unico, poi Neri Pozza pubblicandolo in Italia ha deciso per motivi commerciali di dividerlo in sei parti), dicevamo che con i libri in serie capita di avere delle difficoltà a scrivere recensioni separate, ma ci proviamo! 
ATTENZIONE SPOILER, SE NON HAI LETTO IL PRIMO VOLUME FERMATI E NON ANDARE AVANTI CON QUESTA RECENSIONE.
Siamo nel 1922 a Perdido e la cittadina si sta riprendendo dalla piena che ha sconvolto la comunità causando morti e danni ingenti. Elinor Caskey è riuscita a raggiungere l'indipendenza (almeno abitativa) dalla matriarca Mary-Love che cerca in ogni modo di tenere i suoi figli (Oscar e Sister) sotto la sua ala da mamma chioccia. La sua presenza non è solo ingombrante, è proprio devastante e sfido chiunque ad accettare una figura così invadente. Il sacrificio però è stato costoso, almeno per Oscar, per Elinor in realtà non l'ho capito. Sono fermamente convinta che la sua decisione sia stata ponderata e questo le ha permesso di mettersi nella condizione psicologica di non patire troppo, come se la sua scelta sia stata fatta a fin di bene e di conseguenza non la riguardasse del tutto. Io sono rimasta basita, nella vita però accade anche di peggio, no? 
La vita prosegue indisturbata, ogni tanto capita di pensare che non accada quasi nulla ma come mi capitò con la saga dei Cazalet...invece succede di tutto, ma scivola via velocemente. Come dice il titolo stesso c'è un professionista, ospitato addirittura a casa di Mary-Love, che si sta occupando della costruzione della diga: tutti la bramano a parte Elinor. Perché? La donna dai capelli rossi e dal passato misterioso sostiene che il fiume non nuocerà più almeno fino a quando lei sarà viva. Un po' strano non trovate? 
Nel frattempo Sister si sta ponendo delle domande riguardo il suo futuro e spera di riuscire ad emanciparsi, nonostante il guinzaglio corto di mammina. 
Ammetto di essere sempre più invaghita da questa serie così strana, scorrevole e intrigante. I personaggi sono perfetti e nonostante il libro non sia freschissimo, io lo trovo davvero molto moderno. La parte surreale c'è ma è minima, incuriosisce senza essere pesante e chissà cosa andremo a scoprire. Non vedo l'ora. Chi è Elinor e perché è arrivata a Perdido? 
Credo che queste domande siano le più gettonate ma non sono le uniche a mantenere alta l'attenzione: il personaggio di Mary-Love è perfetto nel suo essere in parte detestabile, è la suocera che quasi nessuno vorrebbe avere, la madre asfissiante, la sorella rompi balle, la pettegola che pensa all'apparenza e non alla sostanza; Sister è una giovane donna annientata ma che comunque ha un guizzo ogni tanto che provoca quel briciolo di stupore; Oscar è l'uomo che non comprende la direzione da prendere, si fa trascinare un po' dalla mamma e un po' dalla moglie, appare spaesato. Siamo sicuri che l'autore sia un uomo? Battute a parte...per il momento lo consiglio spassionatamente, potrete leggerlo o ascoltarlo grazie ad Audible, approfittatene! 

Recensione di Baba - Blackwater la piena di M. Mcdowell

Desperate Bookswife

 Il libro
Blackwater la piena di Michael Mcdowell
Editore: Neri Pozza| Pagine: 250| Pubblicazione: 2023| Prezzo 9,90€| Trama:Qui
Genere: saga


Notizie sull'autore
Michael MCDowell (1950-1999) è uno scrittore americano che ha pubblicato oltre trenta romanzi e scritto per la televisione e il cinema (Beetlejuice e Nightmare before Christimas).

 
Recensione di Baba

Come non farsi irretire da una pubblicazione a puntate di un romanzo diviso in sei parti dalla copertina accattivante e dalla trama misteriosa, intrigante e che richiama addirittura la saga familiare? Non si può resistere, per nulla al mondo, anche perché il prezzo è un vero specchietto per le allodole: 9,90 euro. Si, ma per sei volumi. Praticamente questo libro mi è costato 60 euro e io sono anche contenta! Bravi Neri Pozza, il vostro marketing non fa una piega.
Blackwater prende vita nel 1919 in Alabama. Una piena ha appena fatto straripare le acque del fiume che hanno sommerso la cittadina di Perdido uccidendo diverse persone e portando conseguentemente il panico tra gli abitanti che hanno perso molto o tutto. Insieme all'acqua torbida del fiume appare una persona completamente diversa dai neri che popolano le strade di quella zona d'America: una giovane donna dai capelli rossi è stata salvata e portata in un albergo come "base di salvataggio". Si chiama Elinor, è sola al mondo, sembra quasi non avere un passato ed è una maestra, la maestra dai capelli rossi. Questa misteriosa donna si infila nelle vite della famiglia Caskey facendo innamorare Oscar e indispettendo la madre di quest'ultimo, la signora Mary-Love.
Inizialmente l'autore è partito da lontano, sembrava proprio voler introdurre i personaggi in vista di un viaggio abbastanza lungo e tortuoso: ammetto di non essere entrata immediatamente in sintonia. Superate poi le sessanta pagine ho iniziato a seguire con maggior interesse la storia. Indubbiamente il sig. McDowell ha saputo mescolare bene le carte introducendo il personaggio di Elinor con grande maestria. Tutto un mistero la avvolge ma non è forzato, di tanto in tanto arrivano delle piccole perle che incuriosiscono il lettore e gli lasciano un bel po' di acquolina in bocca. Una donna che non solo è misteriosa, sembra proprio arrivare da un luogo sconosciuto a noi comuni mortali. All'interno della storia però sembra tutto così normale, come se quelli strani fossimo noi lettori. Le vicende familiari dei Caskey mi piacciono assai: Sister, ovvero la sorella di Oscar, che vive con la madre Mary Love, succube della matriarca eppure così legata a lei; un rapporto molto intenso che non sono in grado di descrivere, quasi contraddittorio. James, il cognato di Mary Love, con sua moglie Genevieve e la figlioletta, che si attacca così tanto a Elinor ( come d'altronde James stesso) facendo abbastanza infuriare Geneviève... Insomma i rapporti familiari che cambiano dopo l'avvento di una donna apparentemente mite e docile ma che ha quel non so che di nascosto pronto a uscire allo scoperto. La piena è la prima parte di una saga colma di sorprese. I colpi di scena non mancheranno e non vedo l'ora di proseguire visto il finale davvero con il botto: chi si sarebbe aspettato una scelta così premeditata? Io no e anche solo il fatto che tutto questo mi abbia preso alla sprovvista è un punto a favore del libro! 
Voi lo avete letto? Cosa ne pensate? 

Recensione di Baba - Coraggio di Raina Telgemeier

Desperate Bookswife

 Il libro
Coraggio di Reina Telgemeier
Editore: Il Castoro| Pagine: 211 Pubblicazione: 2010| Prezzo 15,50€| Trama:Qui
Genere: graphic novel 

Notizie sull'autrice
RainaTelgemeier, classe 1977, è tra le più note e affermate autrici di graphic novel per ragazzi nel mondo, vincitrice e a oggi di ben cinque Eisner Award. Vive e lavora a San Francisco. È considerata “la Regina dei graphic novel” per la fascia 9-13 anni. Il New York Times ha detto di lei: «Raina Telgemeier è come i Beatles o la J.K. Rowling dei Graphic Novel.»
Raina Telgemeier ha iniziato la sua carriera adattando e illustrando i primi quattro graphic novel ispirati alla serie di romanzi “Il Club delle baby sitter” di Ann. M. Martin, classico della letteratura mondiale per ragazzi.
Nel 2010 si dedica alla pubblicazione di opere completamente sue partendo dal graphic novel Smile (Eisner Award 2011, “Miglior fumetto per ragazzi” e per quattro anni consecutivi nella classifica dei bestseller del New York Times.). Seguono nel 2012 Drama (In scena), nel 2014 Sisters (Sorelle – Eisner Award 2015 “Miglior Autrice”), e nel 2016 è la volta di Ghosts (Fantasmi – Eisner Award 2017, “Miglior fumetto per ragazzi”). Nel 2019, Guts (Coraggio): appena uscito negli Stati Uniti diventa il libro più venduto della settimana scalzando perfino Stephen King, vince due Eisner Award 2020 come “Miglior fumetto per ragazzi” e come “Miglior autrice” ed è di nuovo un successo mondiale. Tutti i libri di Raina Telgemeier sono pubblicati in Italia da Editrice Il Castoro.
Il suo sito&blog goraina.com/

 Recensione di Baba

Ho scelto questa graphic perché mia figlia, dopo averla letta e avermi esternato il suo entusiasmo mi ha detto: "tanto non la leggerai mai". Va beh, se la mettiamo su questo piano passo subito ai fatti. Quindi eccomi qui, a parlarvi una graphic decisamente interessante. 
L'autrice è diventata famosa proprio grazie alla serie composta da Smile, Sorelle e infine Coraggio, questa serie che si contraddistingue da uno smile in copertina, racconta le esperienze autobiografiche dell'autrice. In questo volume Raina frequenta la quinta della scuola primaria e proprio durante questi mesi inizia a soffrire di forti mal di pancia. Da quel momento oltre al dolore prendono forma le sue fobie, fino ad arrivare ad apparire la strana della classe. Come dice il titolo stesso ci vuole un bel Coraggio per riuscire a combattere le proprio battaglie, mica è scontato a quell'età ( in realtà in generale nella vita) provare a prendere la situazione in mano e combattere, fino alla vittoria. Una storia che insegna tanto, Ancor di più perché vera. Le illustrazioni sono semplici, dai colori pastello e dai tratti tondeggianti e privi di ghiri Gori, secondo me adatti particolarmente ai 10 anni. Ho apprezzato particolarmente la delicatezza con cui è stato trattato il tema di questo capitolo della serie e nonostante non abbia letto gli altri mi sento di dire che questa donna sa molto bene come arrivare ai cuori e alla testa dei ragazzi. Raina, proprio perché è lei, è una di loro, fragile, sensibile, a volte aggressiva altre volte indifesa, vive la sua quotidianità con fatica per affrontare le sfide quotidiane, ma quando si accorge che anche altre persone hanno dei problemi torna con i piedi per terra e comprende la sua fortuna. 
Mi è piaciuta tantissimo e devo ringraziare Isotta per avermela fatta leggere, gliel'ho comprata io, chiedi consiglio ad una instagrammer specializzata in graphic e indubbiamente ci ha preso in pieno.