Recensione di Baba #29 - Heartstopper 2 di Alice Oseman


Il fumetto
Heartstopper 2 di Alice Oseman
Editore: Mondadori Ink| Pagine: 324| Pubblicazione: 2020| Prezzo 17,00€| Trama:Qui
Genere: graphic novel
Notizie sull'autrice
Nata nel 1994 nel Kent, in Inghilterra, Alice Oseman e scrittrice e illustratrice. In genere trascorre le ore a fissare lo schermo del computer, interrogandosi sull'insensatezza dell'esistenza e mettendocela tutta per evitare di avere un lavoro vero. Oltre a scrivere e disegnare Heartstopper, Alice e l'autrice di quattro romanzi YA: Senza nuvole, Radio Silence, I Was Born for This e Loveless.
Recensione di Baba


Buongiorno cari lettori, vi spero bene. Abbiamo lasciato i nostri due protagonisti in procinto di una crisi di nervi: un bacio rubato ma condiviso e poi una fuga .
Chi di voi non ha passato delle notti insonni a causa di avvenimenti simili a questo? Ma facciamo un passo indietro, questo volume è il secondo di una serie di graphic novel incentrato sulla vita sentimentale di due liceali, Nick e Charlie che vanno a scuola insieme, danno rugby insieme, camminano attraverso gli stessi corridoi ma non potrebbero più diversi. Nick è alto, biondo, sportivo, un grande e grosso "gorilla buono", famoso per le stragi sentimentali di ragazze e molto popolare all'interno della scuola. Charlie è mingherlino, capelli scuri, pantaloni attillati e grandi camice a quadretti, tenero, gentile, è stato lo zimbello della scuola perché omosessuale.
Le loro strade si incontrano e tra i due nasce un sentimento pazzesco, un'amicizia fuori da comune che il lettore brama con il sorriso inconsapevole sulle labbra e la tenerezza nel cuore.
In questo secondo capitolo, incentrato più si Nick, si analizzano gli aspetti dell'essere gay e della scoperta di qualcosa di inaspettato e "diverso" dagli standard. Come si affronta l'argomento? Come ci si pone agli altri? È necessario fare coming out? Quando si deve fare? Perché bisogna necessariamente mettersi un'etichetta di gay, bisex o trans?
Temi forti, disegni incisivi, dialoghi semplici ma d'impatto. Non posso affermare che questo sia un grande capolavoro della lettera ma la Oseman ha tirato fuori un prodotto che funziona, adatto ai lettori più giovani ma anche quelli più grandi. La sensazione durante la lettura è strana perché non riesco ad immedesimarmi nei protagonisti per tante ragioni diverse, quindi mente sfoglio le pagine mi chiedo il perché io lo stia leggendo. Poi arrivò alla fine e vengo invasa da un senso di beatitudine. Il sorriso sulle labbra descritto prima non era piazzato lì a caso, ma seriamente mi si forma immediatamente chiuso il comune. E mentre lo accarezzo e riguardo quelle figure così graziose penso che una storia così avrei voluto leggerla da giovane, quando non c'era molto per i ragazzi del mio tempo, se non classici famosi per ragazzi o gialli junior che andavano per la maggiore.
Insomma ancora una volta sono qui a consigliarvi questa lettura, perché fa bene al cuore e permette di capire tante cose.

Recensione di Nadia #14 - La ragazza invisibile di L. Jewell


Desperate Bookswife

Il libro
La ragazza invisibile di Lisa Jewell
Editore: Neri Pozza| Pagine: 336| Pubblicazione: 2022| Prezzo 18,00€| Trama:Qui
Genere: thriller
Notizie sull'autrice
Lisa Jewell è nata e cresciuta nel nord di Londra, dove vive ancora con il marito e le due figlie. Il suo primo libro, Ralph’s Party, è stato il romanzo d’esordio più venduto del 1999. Ha scritto numerosi altri romanzi che sono entrati nella classifica dei bestseller del Sunday Times. Con Neri Pozza ha pubblicato Io ti ho trovato (2017) e Ellie all'improvviso (2018).

Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!
Oggi voglio raccontarvi di un romanzo che mi è piaciuto davvero molto, di un’autrice di cui avevo sentito parlare ma che non avevo ancora letto: sto parlando di La ragazza invisibile, di Lisa Jewell.

La famiglia Fours si è temporaneamente trasferita a Hampstead, un quartiere elegante e fin troppo tranquillo, in attesa che la propria casa di Kilburn venga ristrutturata. La madre, Cate, fa la fisioterapista a mezzo servizio e si occupa dei figli adolescenti, Georgia e Josh. Il padre, Roan, è uno psicologo dell’età evolutiva. Proprio di Roan è stata paziente Saffyre, una ragazza con comportamenti autolesionisti, cominciati a soli dieci anni, dopo che un ragazzo di cui lei si fidava l’ha violentata nel cortile della scuola. Roan l’ha dichiarata guarita, ma Saffyre sente di aver ancora bisogno di lui, e comincia a stalkerarlo di nascosto. Così facendo conosce anche Owen, il dirimpettaio dei Fours, un trentatreenne celibe che non è mai stato con una donna e che è appena stato sospeso dalla scuola in cui insegna per comportamenti sessisti e discriminatori. In giro per Hampstead cominciano a verificarsi aggressioni più o meno gravi ai danni di giovani donne, e le indagini della polizia si concentrano subito sullo scapolo del quartiere…

Questo romanzo parte molto lentamente, tanto che all’inizio il lettore si ritrova abbastanza spiazzato e non capisce né chi sono esattamente i personaggi, né chi o che cosa li lega gli uni agli altri. Procedendo con la storia, però, i rapporti fra i diversi protagonisti cominciano a farsi più chiari e definiti, e ciò che ne emerge ha dell’inquietante.

La ragazza invisibile è infatti una storia che scava nel lettore alla ricerca di quel pregiudizio atavico che ciascuno di noi ha nei confronti del diverso, di chi non si conforma a ciò che la società vorrebbe, e non corrisponde all’idea che la maggior parte delle persone ha di ciò che definisce come “normale”. Un trentenne un po’ spaesato, senza amici e senza una donna, che vive con la vecchia zia in un condominio preda dell’incuria, ci fa subito, istintivamente, storcere il naso.

Per alcuni versi questa storia e le sue atmosfere mi hanno ricordato Un bel quartiere di Therese Ann Fowler; sebbene quel romanzo sia decisamente più drammatico rispetto a questo, entrambi hanno in comune il tema del pregiudizio e dell’apparenza come chiavi di volta potenzialmente rovinose della vicenda.

Il romanzo è narrato in terza persona, ma ci sono parti di volta in volta raccontate dal punto di vista di Cate, di Owen e di Saffyre, grazie alle quali mettiamo insieme, pezzo dopo pezzo, il puzzle che la Jewell ha preparato per noi. La storia non è particolarmente originale, ma a mio parere lo è il modo in cui viene raccontata: l’autrice trova il giusto equilibrio tra suspense e informazioni rivelate, cosicché per il lettore è quasi impossibile staccarsi dal libro.

Tra i personaggi ho amato su tutti Saffyre, e anche un componente della famiglia Fours che non voglio citare per non rovinare a chi leggerà questo romanzo il gusto della sorpresa. Ottimo a mio avviso anche il finale, che getta una luce inquietante su un caso apparentemente risolto. Consiglio questo romanzo a tutti coloro che amano le atmosfere ansiogene del thriller ma che non apprezzano la violenza e gli omicidi, neanche nei libri.

5 blogger per un autore #5 - Charlotte Link - Il peccato dell'angelo


Buongiorno signori, come state? Siamo a fine settembre, per molti le vacanze sono solo un lontano ricordo e attendiamo il Natale ah ah ah!  
Nel frattempo però... "cinque blogger per un autore" sono tornate! 
Chi sono? Ecco qui:
ChiaraChiccaDaniela, Ombretta e io ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere Charlotte Link, autrice che ha in attivo diversi titoli e che continua a sfornarne di nuovi, famosa per i suoi romanzi thriller ma anche per quelli ambientati nella storia più moderna. Io ho letto "Il peccato dell'angelo"


Questo è il primo romanzo che leggo di questa autrice molto attiva ma non così tanto conosciuta (io almeno non conosco nessuno a parte le mie amiche blogger, che l'abbiano letta). Posseggo diversi suoi libri poiché conoscevo una persona che l'amava molto e qualcuno me lo ha regalato lei, altri li ho recuperati tra mercatini e scambi. Questo mese avevo diversi impegni, non avrei avuto il tempo di leggere circa cinquecento pagine, ovvero le pagine medie dei suoi libri, così ho optato per questo volume in ebook, l'unico un po' più breve. Nono so se la scelta sia stata eccellente vista la prevedibilità della storia...
Janet è la moglie di Phillip, madre di due gemelli, Mario e Maximiliam e il secondo è rinchiuso in un ospedale psichiatrico per aver commesso qualche atto tremendo. Lei è giovane, ha avuto i suoi figli a diciannove anni e adesso ne hanno ventiquattro, è sposata da più di metà della sua vita con un uomo buono e paziente ma nonostante questo Janet è innamorata da sempre di un ispettore inglese, Andrew, che torna a trovare dopo moltissimi anni. La sua appare come una fuga...ma d'altronde è abituata a fare così, quando c'è un problema lei nasconde la testa nella sabbia oppure scappa.

Quello che ho parecchio apprezzato è lo stile fluido e scorrevole dell'autrice che mi ha permesso di divorare il libro anche se...
Esatto, c'è un anche un grande e grosso anche se. Ma mannaggia la pupazza, com'è possibile che dopo due capitoli io senta puzza di bruciato? Questo forse può accadere a un narratore non troppo esperto ma la signora Link non è proprio alle prime armi. Andando avanti a leggere ho riscontrato sempre più tasselli pronti a confermare i miei sospetti. Voi penserete che io sia molto acuta. Grazie per il complimento ma no, spesso e volentieri non arrivo a capire l'assassino o l'epilogo della faccenda. Sopratutto non voglio avere ragione a un quarto dall'inizio della lettura altrimenti santo cielo mi annoio. 

I personaggi sono abbastanza fastidiosi, ma questo non necessariamente è sinonimo di libro non piacevole. 
Janet è misteriosa, ma io avevo palesemente capito il perché fin dall'inizio, i due gemelli ambigui, Phillip è abbastanza smidollato e senza spina dorsale, Andrew potrebbe essere un buon personaggio ma per la miseria, torna una vecchia fiamma praticamente dal nulla, si trasferisce in casa tua nonostante abbia un marito a casa che nel mentre la sta cercando, dai o lei è come Circe...oppure cresci ragazzo. Ma vogliamo parlare dei ragazzi che si danno del lei? Siamo nel 1995 per la miseria, ero una teenager all'epoca e se un ragazzo poco più grande che avrebbe potuto essere tranquillamente il mio fidanzato mi avesse dato del lei mi sarei sentita un pochino in imbarazzo! Solo i professori avevo quel riguardo. 

Quindi, se non fosse ancora chiaro il libro mi ha delusa. Sì, perché a mio avviso l'autrice scrive bene, le descrizioni sono accurate ma essenziali, senza merletti inutili ma comunque decisamente chiare, la sua scrittura va da sola, senza sforzo. Peccato la trama. Io non ho idea di come possano essere gli altri romanzi...ho sentito parlare bene degli storici. Vedremo, tanto ne posseggo un bel po', magari prima di portarli in biblioteca potrò dare una seconda opportunità. 

Ma adesso andiamo a scoprire le letture delle mie amiche e vediamo cosa ne pensano. 

Recensione di Nadia #13 - Tre di V. Perrin


Il libro
Tre di Valerie Perrin
Editore: E/O| Pagine: 624| Pubblicazione: 2021| Prezzo 19,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
I romanzi precedenti di Valérie Perrin, Il quaderno dell’amore perduto e Cambiare l’acqua ai fiori, sono stati successi mondiali. Tradotti in una trentina di paesi, hanno venduto oltre due milioni di copie. Con Il quaderno dell’amore perduto Valérie Perrin ha vinto nel 2018 il Prix Choix des Libraires e con Cambiare l’acqua ai fiori il Prix Maison de la Presse nel 2018 e il Prix des Lecteurs du Livre de Poche nel 2019.
Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!

L’autunno è ormai alle porte e, per non sentire troppo la malinconia delle giornate che si accorciano e del buio che incombe, come al solito mi rifugio nei libri. Quest’estate ho avuto alcune delusioni dal punto di vista letterario, ma finalmente ho trovato una storia che mi ha riappacificato con la lettura: sto parlando di Tre, di Valérie Perrin.

Nina, Etienne e Adrien si conoscono il primo giorno di quinta elementare, nel 1986, a La Comelle, un paesino della Saone et Loire. Hanno tutti e tre il cognome che comincia per B (Beau, Beaulieu, Bobin) e finiscono tutti e tre nella stessa classe, quella del temuto maestro Py. Nina prende per mano i suoi due nuovi amici e affrontano insieme questa nuova avventura. Non sanno ancora che sarà la prima di tantissime altre.

Avevo letto Cambiare l’acqua ai fiori quando era già un caso editoriale, e l’avevo apprezzato, anche se non mi aveva fatto impazzire. Avevo trovato la protagonista un po’ troppo filosofica e sentenziante per i miei gusti, anche se la parte di “mistero” e il rapporto con il marito mi avevano incuriosita. Questo “Tre” mi è piaciuto decisamente di più. Il romanzo non ha nulla di particolarmente originale: da Jules e Jim a The dreamers siamo abituati a libri e film che raccontano ménages a trois più o meno improbabili, e infatti temevo questo risvolto piuttosto banale della storia. In Tre però non c’è nulla di tutto questo: quella tra Nina, Etienne e Adrien è davvero soltanto una grande amicizia, anche se, come tutte le vere amicizie, non esente da incomprensioni e problemi.

I tre protagonisti sono perfettamente caratterizzati, autentici, con i loro pregi e i loro difetti; rimangono credibili in ogni loro comportamento, coerenti con il loro vissuto. Non ho percepito nessuna nota stonata, tutto ha perfettamente senso per me in questa storia e non poteva andare diversamente.

L’ambientazione forse è ciò che maggiormente mi ha conquistata: il periodo tra gli anni Ottanta e i Novanta è anche quello della mia infanzia e adolescenza, i protagonisti di questa storia hanno solo due anni più di me e, sebbene conosca soltanto alcune delle marche francesi citate nel romanzo, sono bastate per riportarmi a quell’atmosfera alla “Il tempo delle mele” che tutti noi oggi quarantenni ci ricordiamo.

Lo stile delle Perrin è sempre impeccabile, mi sono spesso ritrovata a essere profondamente infastidita nel dover abbandonare la lettura per tornare alla vita reale con parecchia fatica, e questo mi capita soltanto con i romanzi che davvero mi coinvolgono, e non sono più tanti ormai. Come se non bastassero le vicende di Nina, Etienne e Adrien l’autrice ci regala anche un piccolo giallo (che comunque riguarda uno dei tre protagonisti molto da vicino) e un (per me grande, in quanto non l’avevo minimamente capito) colpo di scena a tre quarti di storia, che mi ha fatto dire “Perrin mi hai fregato!” proprio come lo dico spesso al mio amato Bussi.

In conclusione un romanzo intenso, per certi aspetti una sorta di “operazione nostalgia” che però conserva quella giusta dose di originalità da non farlo scadere nel banale o nel ritrito. Una storia avvolgente e per certi aspetti commovente che consiglio a chi ama i romanzi ben scritti che sanno trasportare altrove.