Recensione - Baci amari e musica d'autore di Martina Attili

Il libro
Baci amari e musica d'autore  di Martina Attili
Editore: Longanesi| Pagine: 223| Pubblicazione: 2019| Prezzo 16,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa  
Notizie sull'autrice
Martina Attili è nata a Roma nel 2001. Inizia a studiare musical all’età di sei anni e a scrivere e comporre canzoni a quattordici. Nel 2017 partecipa alle selezioni di Area Sanremo rientrando tra gli otto vincitori. Nel 2018 si presenta alle audizioni di X Factor con un inedito scritto e arrangiato da lei, Cherofobia. La sua esibizione strega pubblico e giuria e il brano diventa virale prima ancora dell’inizio dello show. Il singolo Cherofobia conquista il disco di platino, totalizza milioni di visualizzazioni su YouTube e streaming su Spotify, dà il nome all’ep e al tour di concerti 2019.Martina è una attiva testimonial del Centro Nazionale Contro il Bullismo / Bulli Stop.
Attualmente Martina è al lavoro su nuovi progetti musicali per Sony Music. Questo è il suo primo romanzo.
Recensione
Come parlare in maniera neutrale della vita poco romanzata di una persona? E se quella persona è colei che ha scritto una canzone il cui titolo riassume la tua vita? Poi è diventata virale, certamente, ma intanto "Cherofobia" è il riassunto di quello che vivi quotidianamente. Quando accade una cosa bella ne accadrà una altrettanto brutta per pareggiare i conti e quando  sei felice hai una paura fottuta perchè sai che prima o dopo ne pagherai il prezzo e più sarai felice e più il conto sarà salato.
Martina Attili racconta la vita di Sara, teenager romana, pattinatrice agonista, cantautrice per passione. Un brutto giorno però Il piede di Sara fa Crac, Crac, Crac e i sui sogni si rompono, il suo cuore sanguina e il morale è calpestato dalle lame dei pattini che non potrà più indossare.
E' innamorata di un ragazzo che decisamente non fa per lei e questa cosa le incasina la vita ancora di più, ma lei si rialza e va avanti, accanto una famiglia solida e due amici ai quali appoggiarsi, anche se lei non vuole ammettere di averne bisogno.
Quanto è difficile? Quanto? Questa non può essere una recensione, perchè non si tratta di una storia inventata, mi sono trovata tra le mani l'esordio di una ragazzina cazzuta, che mostra le sue debolezze al mondo, insieme ai suoi punti di forza. Qui non si tratta solo di buttar giù pensieri o fatti di vita più o meno vissuta, qui c'è della poesia, c'è del dolore, della forza e una grande dose di testardaggine (nel senso buono).
Il romanzo scorre, come le parole di una canzone ascoltata con gli auricolari durante una passeggiata nei boschi, le emozioni arrivano, anche se l'autrice non si sofferma troppo, quasi come a dire: se senti quello che provo bene, altrimenti sicuramente non sto a sottolinearlo con l'evidenziatore fluo.
Nonostante io sia lontana dall'età della giovane protagonista, il libro ha toccato le corde giuste, (anche per una questione di sfiga comune, quando avevo la sua età ho dovuto smettere di fare sport agonistico a causa di una malattia osteoarticolare, era la mia vita e questa cosa mi ha profondamente ferita e cambiata, avevo appena terminato la terza media). Indubbiamente Martina ha avuto il coraggio di tirare fuori tutto quello che le si è depositato sul cuore ed è riuscita ad urlarlo, perchè questo mi sembra il suo romanzo, un urlo, anche se molto ben intonato.
Questa storia dovrebbero leggerla i ragazzi che hanno dei problemi ad andare avanti, difficoltà a trovare la forza, che si abbattono per le problematiche che incontrano durante il cammino; oppure dovrebbero leggerlo quelli che hanno una vita bella e si fanno prendere dal "non c'ho voglia, ma chissene, che sbocco...ecc" E' vero che nella vita ci vuole una dose di culo, è vero che bisogna nascere con qualche dote, però è necessario tirarsi su le maniche, prima o dopo si tocca il fondo e bisogna darsi una bella spinta. Ma vogliamo parlare della soddisfazione che si prova dopo aver spinto forte??
In "baci amari e musica d'autore" c'è dentro un po' di tutto, perchè nonostante i suoi pochi anni Sara ne ha passate di cotte e di crude, e anche se non vi scriverò di cosa si tratta...vi assicuro che i temi sono molto, molto attuali e a costo di apparire ripetitiva, fate leggere questo libro ai ragazzi giovani e se siete genitori o lavorate con i teenager, leggetelo voi, vi aiuterà un po' a comprendere il mondo dei ragazzi di oggi.
Kiss :-) 

Gruppo di Lettura - Il Priorato dell'Albero delle Arance - Tappa TRE


Buongiorno amici lettori come state? Oggi siamo qui per discutere la Terza Parte di questo gruppo di lettura, fino ad oggi abbiamo letto 386 pagine.
Facciamo un ripasso:

TITOLO: Il priorato dell'albero delle arance
AUTRICE: Samantha Shannon
CASA EDITRICE: Oscar Vault Mondadori
PAGINE: 800
PREZZO: 26 € cartaceo - 10,99€ ebook

 La trama:
La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un'erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell'ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c'è però Ead Duryan: non appartiene all'ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l'adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell'Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.
DISCUSSIONE - ATTENZIONE SPOILER
Durante questa tappa ne sono accadute di tutti i colori e se fino a qualche pagina fa faticavo a tenere in mano le redini di questo libro,  trasportata passivamente dalla scrittura dell'autrice, finalmente ci sto capendo qualcosa. Innanzi tutto ho compreso quasi tutti i personaggi, anche se di qualcuno ancora non ricordo le origini, oppure dimentico ciò che hanno fatto. 
Tante persone sono morte e di alcune mi è sinceramente dispiaciuto. Ho appreso l'affetto sincero della Regina Sabran nei confronti del Principe Aubrecht, suo sposo, vederlo morire in quel modo non appena avevo iniziato ad apprezzarne il carattere mi è seriamente dispiaciuto. 
Ho seguito con vivo interesse le avventure di Tanè, ho assistito alla sua vittoria, ovvero il realizzarsi del suo più grande desiderio. Ho guardato in maniera scettica l'Alchimista Niclays Roos e le sue congetture, addirittura il suo ricatto nei confronti della giovane Tanè. 
Ma l'unico personaggio che proprio è riuscito ad arrivarmi un po' al cuore è Ead, una donna dal passato misterioso, piena di segreti, dal carattere interessante e dal forte senso dell'onore. E' fedele alla sua sovrana, talmente tanto da essersene innamorata, anche se forse non l'ha pienamente capito e il fatto di aver trascorso una notte con lei, oltre ad averla messa nei guai, le ha aperto un po' gli occhi riguardo i suoi sentimenti. 
Infine c'è Loth, bloccato all'interno del Priorato dell'Albero delle Arance, non sembra poter tornare a casa, nonostante non sia una minaccia, ma nessuno può uscire da quel luogo!
Mi è molto difficile riassumere in ordine cronologico gli avvenimenti di queste 140 pagine, troppi colpi di scena, tanti i personaggi, troppe le situazioni, ammetto addirittura di essermi persa ogni tanto tra Oriente, Occidente, Meridione e che ne so ancora! 
Continuo a sostenere che questo romanzo non faccia per me, la struttura è troppo articolata, dovrei prendere appunti e sono spesso costretta a guardare l'elenco dei numerosi personaggi per ricordarmi di loro. Indubbiamente mi piace questa predominanza femminile, solitamente i fantasy sono popolati da baldi personaggi di sesso maschile che salvano la regina, mentre in questo caso le donne hanno un valore notevole. 
Certo, sono curiosa di scoprire cosa accadrà, ma sarò onesta con voi, se questo libro non fosse stato pubblicato in un'edizione così desiderabile...non lo avrei letto. Se non dovessi portare avanti questo gruppo di lettura...forse lo abbandonerei. Ormai sono in ballo, quindi continuerò a danzare insieme a voi, nella speranza di potermi ricredere e appassionare alle avventure di tutti questi personaggi, umani e non. Ps ho dimenticato Nayimathun, quel drago è superlativo. 
Aspetto con ansia i vostri commenti, quindi spoilerate senza ritegno!! Vi ricordo i prossimi appuntamenti proprio Qui sotto. 

 Le tappe:

-14 gennaio 2020 - sul blog Un libro per amico, discussione fino a pagina 116, ovvero capitolo 10                                     compreso. QUI
-21 gennaio 2020 - sul blog Ombre di Carta, discussione fino a pagina 239 ovvero capitolo 22                                           compreso. QUI 
-28 gennaio 2020 - sul blog Desperate Bookswife, discussione da pagina 243 a pagina 386, ovvero                                  fino al capitolo 37 compreso
4 febbraio 2020 - sul blog Un libro per amico discussione da pagina 389 a pagina 483, ovvero fino                                al capitolo 48 compreso.
11 febbraio 2020 - sul blog Desperate Bookswife discussione da pagina 487 a pagina 592, ovvero                                 fino al capitolo 57 compreso.
18 febbraio 2020 - sul blog Ombre di Carta discussione da pagina 595 fino a pagina 683, ovvero                                  fino al capitolo 65 compreso.
-25 febbraio 2020 - SU TUTTI I BLOG discussione da pagina 687 fino alla fine + mini recensione. 

Kiss for You.

Keep Calm and Read Nadia #55 - Recensione di Forse ho sognato troppo - M. Bussi




Forse ho sognato troppo

Buongiorno lettrici e lettori, come procede questo freddo gennaio?

Oggi vi parlo dell’ultimo libro di uno dei miei autori preferiti, che però questa volta non mi ha entusiasmato come speravo: sto parlando di Forse ho sognato troppo, di Michel Bussi.

L’inizio della storia ha tutte le carte in regola per affascinare e incuriosire il lettore: Nathalie, hostess della compagnia di bandiera francese, è sposata e ha due figlie già grandi. La sua vita scorre tranquilla e apparentemente serena, fino a quando il suo piano di voli le propone i tre viaggi –Montreal, Los Angeles, Giacarta- che vent’anni prima l’hanno fatta innamorare del musicista Ylian. Le coincidenze si susseguono in modo sempre più frenetico… Nathalie sta impazzendo, o qualcuno sta cercando di manipolarla? E perché?

Come in tutti i libri di Bussi, anche in Forse ho sognato troppo il mistero si dipana in modo lento e intrigante, affinché il lettore, che all’inizio capisce ben poco di dove voglia andare a parare l’autore, si ritrovi soggiogato dalla storia e inevitabilmente desideri comprendere dove stia “il trucco”. Questa volta però a mio avviso è mancato qualcosa. Bussi scrive quella che è essenzialmente una storia d’amore, seppur ripiena di un giallo ben architettato. Il problema, sempre secondo me, è che Bussi non ha né lo stile né il carattere per scrivere d’amore. I dialoghi tra Nathalie e Ylian, soprattutto all’inizio, sono innaturali, poveri: semplicemente non sono un preludio credibile a una grande storia d’amore come l’autore vorrebbe farci credere. Certo, il romanzo è sostenuto dai piccoli indizi che a poco a poco contribuiranno a svelare il mistero, perché in questo Bussi è maestro, ma la storia d’amore non conquista, e perlomeno io non mi sono sentita partecipe dei tormenti di Nathalie.

Proprio Nathalie è un altro punto dolente della storia. Non sono riuscita a entrare in sintonia fino in fondo con lei, e non soltanto per il tradimento nei confronti del marito, comportamento che mio malgrado non riesco a non giudicare. Ho trovato che la protagonista femminile fosse troppo spesso superficiale, frivola e spesso anche sciocchina, così ho faticato molto a essere comprensiva nei suoi confronti, e non parlo soltanto della Nathalie trentenne. Forse Bussi l’ha fatto apposta, non lo so, ma se la protagonista fosse stata un po’ più piacevole forse sarei stata più indulgente verso alcuni difetti del libro.

Infine, l’immancabile “plot twist” rimane stavolta viziato da un elemento che non è così “perfetto” come ci ha abituato Bussi. Non posso fare spoiler, ma si tratta di un particolare di estrema importanza che poteva anche non verificarsi, vanificando così tutto il marchingegno creato dall’autore. 

In sintesi, Bussi scrive sempre benissimo, intriga il lettore e lo tiene avvinghiato alle pagine, ma questa volta forse il meccanismo non è così impeccabile, e io da lui ormai pretendo questo!

E voi l’avete letto? Siete d’accordo con la mia opinione? Fatemi sapere cosa ne pensate!













Recensione - Le ricette della Signora Tokue di Durian Sukegawa

Il libro
Le ricette della signora Tokue  di Durian Sukegawa
Editore: Einaudi| Pagine: 192| Pubblicazione: 2018| Prezzo 18,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa giapponese 
Notizie sull'autore
Durian Sukegawa, nome d'arte di Tetsuya Sukekawa, è nato a Tokyo nel 1962. Poeta, scrittore e clown, ha una laurea in Filosofia Orientale e una in Pasticceria, conseguita all'Università della Pasticceria del Giappone. Per Einaudi ha pubblicato La ricetta della signora Tokue (2018 e 2019), il suo primo libro tradotto in italiano, da cui è stato tratto il film Le ricette della signora Toku, diretto da Naomi Kawase e presentato al Festival di Cannes nel 2015.
Recensione
Casalborgone, gennaio 2020, serata condotta dalla blogger Amrita Massaia - Audrey in Wonderland - sul Giappone, anzi sulla sua esperienza di viaggio in Giappone. Non vi starò a dire quanto sia stata interessante perchè non è questo l'argomento odierno, ma al termine della serata Amrita ha consigliato qualche libro e io ho preso appunti! Il giorno dopo mi sono recata in biblioteca a recuperare quello che più mi ha chiamato e per fortuna era disponibile.

Sentaro è un uomo introverso e triste, è un pasticcere senza vocazione che per saldare un debito lavora come gestore di una piccola bottega di dorayaki,  tipici dolci giapponesi composti da pan di spagna ripieno di An, una sorta di marmellata di fagioli Azuky. Quest'uomo rasenta l'alcolismo, lavora ogni giorno da anni e la sera prima di tornare a casa si stordisce di sakè. Arriva al punto di comprare la marmellata, di bruciare sulla piastra il pan di spagna, di far cadere nell'impasto petali di fiori facendo arrabbiare i pochi clienti.
Un giorno si presenta in negozio una signora anziana, con le dita deformi ma la mente lucida: la signora Tokue, in cerca di un lavoro proprio presso quella strana pasticceria. Sentaro resta interdetto dalla richiesta, ma la anziana signora dimostra di sapere il fatto suo in cucina, così propone al titolare  un compenso ridicolo, purchè lei possa lavorare. Lui, nonostante mille remore, non può non accettare la proposta.
Tra i due si instaura un rapporto timido, cordiale, delicato e Sentaro imparerà ad apprezzare le qualità della signora, fino a quando non se ne andrà. Ne sentirà la mancanza anche Wakana, una ragazzina diversa dalle altre, curiosa e intraprendente che aveva raccontato le sue preoccupazioni alla dolce signora Tokue. E' proprio la lontananza a far apprezzare quello che non si ha più, abituati ad averlo sotto mano si rischia di sottovalutarne il valore.

Speravo di inciampare in un libro bello, ma non pensavo mi sarei lasciata così trasportare delle parole di questo autore a me sconosciuto. Innanzi tutto la semplicità delle conversazioni hanno reso possibile il mio ingresso nella storia da subito; poi la delicatezza mi ha conquistata senza possibilità di ritorno. Questo romanzo è una carezza, la signora Tokue è straordinaria, prende la mia nomination personale come uno dei migliori personaggi di sempre.
Non sottovalutiamo nemmeno l'originalità della storia: è stata una bellissima esperienza leggere un romanzo dove non ci sia una storia d'amore, nemmeno un omicidio, non una biografia, non un romanzo fantasy ma eppure così coinvolgente. Sentaro e la signora Tokue si vogliono un bene superiore, senza mai dirselo, senza urlarlo al mondo intero, dandosi del lei e rispettandosi profondamente: lei si rivolge a lui con "Signor principale" e lui risponde "Signora Tokue". Sembra un rapporto formale, ma non lo è affatto, è rispetto reciproco e io sono rimasta basita dalla capacità dell'autore di mettere su carta un sentimento così forte ma così delicato allo stesso tempo.
Ma non c'è "solo" questo rapporto straordinario che arriva al lettore come un abbraccio riservato ma di sostanza, c'è il passato dei personaggi e c'è un  approfondimento su di un tema triste ma reale, ed è proprio verso l'epilogo, e la verità uscirà proprio dalle labbra della protagonista. Una volta terminato il romanzo andate ad informarvi se come me non ne siete a conoscenza. Non è qualcosa di così famoso, di cui si parli di continuo, non ci sono ricorrenze o giorni dedicati alla memoria, ma è forte, e a me è arrivato come un grande schiaffo, dopo interminabili carezze.

Leggete questo libro, Amrita me lo ha fatto conoscere e io spero di aver incuriosito voi. Poi potrete visionare il film, che deve aver avuto un  bel po' di successo, sopratutto per quanto riguarda la critica.
Questa storia è bellissima, adatta a tutti, indipendentemente dai gusti personali. Un libro raffinato, come ho già scritto almeno dieci volte, DELICATO, perchè non trovo termine che gli calzi meglio, poetico e indubbiamente commovente.
Se non lo conoscete, non lasciatevelo scappare, lo trovate anche in edizione economica!