Immagini d'inchiostro #8 - La leggenda del pianista sull'oceano


Immagini d'inchiostro è una rubrica da me ideata per chiacchierare di libri che sono diventati film o viceversa.


DAL LIBRO...

Titolo:Novecento
Autore: Alessandro Baricco
Casa Editrice: Feltrinelli
Pagine: 62
Prezzo: 6,60€

SINOSSI:
Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Questo racconto, nato come monologo teatrale, è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film "La leggenda del pianista sull'oceano".



...AL FILM

Ti consiglio un libro #26 - Un libro che ho regalato

Questa è una rubrica nata per far conoscere dei libri senza un criterio particolare. Un paio di volte al mese troverete i nostri (Baba, La Libridinosa, Un libro per amico, La Biblioteca di Eliza) consigli sui rispettivi blog. Questa settimana vi consigliamo che abbiamo regalato.




Titolo: Pista Nera
Autore: Antonio Manzini
Casa Editrice: Sellerio

La mia recensione: Qui

TRAMA:
Semisepolto in mezzo a una pista sciistica sopra Champoluc, in Val d’Aosta, viene rinvenuto un cadavere. Sul corpo è passato un cingolato in uso per spianare la neve, smembrandolo e rendendolo irriconoscibile. Poche tracce lì intorno per il vicequestore Rocco Schiavone da poco trasferito ad Aosta: briciole di tabacco, lembi di indumenti, resti organici di varia pezzatura e un macabro segno che non si è trattato di un incidente ma di un delitto. La vittima si chiama Leone Miccichè. È un catanese, di famiglia di imprenditori vinicoli, venuto tra le cime e i ghiacciai ad aprire una lussuosa attività turistica, insieme alla moglie Luisa Pec, un’intelligente bellezza del luogo che spicca tra le tante che stuzzicano i facili appetiti del vicequestore. Davanti al quale si aprono tre piste: la vendetta di mafia, i debiti, il delitto passionale. Difficile individuare quella giusta, data la labilità di ogni cosa, dal clima alle passioni alla affidabilità dei testimoni, in quelle strette valli dove tutti sono parenti, tutti perfettamente a loro agio in quelle straricche contrade, tra un negozietto dai prezzi stellari, un bar odoroso di vin brulé, la scuola di sci, il ristorante alla mano dalla cucina divina.
Quello di Schiavone è stato un trasferimento punitivo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. È violento, sarcastico nel senso più romanesco di esserlo, saccente, infedele, maleducato con le donne, cinico con tutto e chiunque, e odia il suo lavoro. Però ha talento. Mette un tassello dietro l’altro nell’enigma dell’inchiesta, collocandovi vite e caratteri delle persone come fossero frammenti di un puzzle. Non è un brav’uomo ma non si può non parteggiare per lui, forse per la sua vigorosa antipatia verso i luoghi comuni che ci circondano, forse perché è l’unico baluardo contro il male peggiore, la morte per mano omicida («in natura la morte non ha colpe»), o forse per qualche altro motivo che chiude in fondo al cuore.

Ho ascoltato l'autore al Salone del libro tre anni fa e come spesso mi capita ho compreso all'istante

Recensione - "Per questo mi chiamo Giovanni" di Luigi Garlando




Titolo: Per questo mi chiamo Giovanni
Autore: Luigi Garlando
Casa Editrice: Rizzoli
Pagine: 168
Prezzo: 9,90€
Pubblicazione: 2004
Sinossi: Qui sul sito Rizzoli
Genere: ragazzi - storie vere


 

Notizie sull'autore:
Luigi Garlando è giornalista alla “Gazzetta dello Sport”. Da anni scrive libri per ragazzi. Il suo Per questo mi chiamo Giovanni (Fabbri 2004, ora Bur), sulla vita di Giovanni Falcone, è uno dei libri più letti e adottati nelle scuole italiane. L’ultimo suo romanzo, pubblicato da Rizzoli nel 2015, è L’estate che conobbi il Che. Ha scritto anche libri per adulti.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, il Generale Dalla Chiesa, Don Puglisi, quante persone hanno donato la loro vita all'Italia e agli italiani per difendere la verità? Quanti agenti delle varie scorte, imprenditori, giornalisti, testimoni, bambini,  quanto sangue è stato versato per colpa di Cosa Nostra? 
Nella primavera del 1992 avevo 9 anni, ero  casa di amici di famiglia, ascoltavo annoiata i discorsi brodosi degli adulti, fantasticando su quale Polly Pocket avrei chiesto a papà se fossi stata promossa con il massimo dei voti. Ad un certo punto strilla la voce di un giornalista in televisione: un'edizione straordinaria, Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e la scorta composta da Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro sono stati ammazzati con un clic. Si, si proprio così: clic. E' bastato un secondo a Giovanni Brusca, un secondo solo per far saltare i 500 kg di esplosivo nascosti in un tunnel scavato sotto all'autostrada. Cinque vite strappate nel tempo di un sospiro.

Recensioni Vintage - "Pista Nera" di Antonio Manzini

Recensioni Vintage
Cosa sono? Semplice pian pianino ho deciso di recuperare i miei pensieri che popolavano il blog "Scribacchiando in Soffitta" oggi non più pubblico. Quindi...non vi spaventate, non ho riletto libri, semplicemente porto a casa le mie recensioni.




Titolo: Pista nera
Autore: Antonio Manzini
Casa Editrice: Sellerio
Pagine: 278
Prezzo: 13,00€
Pubblicazione: 2013
Sinossi: Qui sul sito Sellerio
Genere: giallo italiano


 

Notizie sull'autore:
Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi Sangue marcio e La giostra dei criceti. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015) e Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016). Nel 2015 ha pubblicato Sull'orlo del precipizio in altra collana di questa casa editrice.

Recensione del 4 luglio 2014

Oggi ci troviamo ad Aosta, una bellissima città situata nel nord Italia, circondata da Montagne indimenticabili e paesini che sanno di neve mista a vin broulè: niente male - per chi ama il freddo, ovvio -. E’ febbraio, il vice questore (non commissario, mi raccomando, altrimenti si innervosisce) Rocco Schiavone è stato trasferito da appena 4 mesi in questo posto decisamente freddo e inospitale,considerando che la vista del suo ex appartamento si affacciava sul Campidoglio a Roma.