Recensione: "Shantaram" di Gregory David Roberts
Allora avete scartato le uova di Pasqua? Vi siete ingozzati di cioccolato e avete montato le sorpresine? Mia figlia ne ha aperte ben cinque, adesso devo nascondere tutto questo concentrato di cacao e zucchero altrimenti fa indigestione! Come avrete notato...per bel 10 giorni ho letto un libro di quasi 1200 pagine e finalmente, proprio il giorno di Pasquetta pubblico il mio commento. Eccolo!!
Titolo: Shantaram
Autore: Gregory David Roberts
Casa Editrice: Neri Pozza
Genere: Storia vera
Pagine: 1184
Prezzo: 22,00€
Sinossi: Sito Neri Pozza Qui
Autore: Gregory David Roberts
Casa Editrice: Neri Pozza
Genere: Storia vera
Pagine: 1184
Prezzo: 22,00€
Sinossi: Sito Neri Pozza Qui
Note sull'autore: Gregory David Roberts è nato a Melbourne, in Australia, nel 1952. Dal 1972 al 1975, è uno dei leader del movimento studentesco. Nel 1977 compie la sua prima rapina con una pistola giocattolo. Viene catturato nel 1978 e, nello stesso anno, scappa dal carcere di Pentridge. Nel 1982 è a Bombay, poi tra i combattenti mujaheddin in Afghanistan, dove viene ferito in azione e trasportato in Pakistan. Nel 1990 è arrestato a Francoforte e imprigionato nel carcere di massima sicurezza di Preungesheim. Estradato in Australia, dopo due anni di confino e quattro di reclusione, scrive best seller nei numerosi paesi in cui è stato pubblicato. I diritti di riproduzione cinematografica del romanzo sono stati acquistati da Johnny Depp.
VOTO:
COMMENTO:
Partiamo da questo concetto: dovrei scrivere un post chilometrico, non tanto perchè il libro in questione sia lungo, ma perchè al proprio interno è celato un mondo, una vita, insomma sarà dura buttar giù questa recensione, ma io ci provo e se peccherò voi mi perdonerete.
Sono quasi stata obbligata a leggerlo, per una questione morale: quando una serie di coincidenze ti portano sempre nel medesimo luogo, non puoi non ascoltare quella vocina che ti sta parlando. E' più di un anno che questo libro mi insegue e io non faccio che scappare. Prima in una grande libreria di Torino, mi venne consigliato dalla commessa, poi una coppia di amici qualche mese dopo me lo descrissero come un romanzo da non perdere, poi nuovamente la mia libraia me lo consigliò. Lo trovai al mercatino dell'usato qualche mese fa e lo pagai due euro, in ottimo stato, non ho potuto ignorare l'ennesimo richiamo. Prima di me però l'ha letto Burro (mio marito) e l'ha eletto il suo romanzo della vita. Ok, mi sono decisa, grazie ad un sondaggio tra LGS andato male...l'ho preso in mano e ho cominciato ad addentrarmi, in punta di piedi, nella vita di Linbaba.
Un uomo, che contemporaneamente è un fuggiasco, un galeotto, un evaso, un australiano con una taglia bella pesante sulla testa, scappato da un carcere di massima sicurezza, condannato per aver fatto una rapina a mano armata (con una pistola giocattolo) e rinchiuso in uno dei peggiori posti immaginabili. Dopo aver subito angherie e soprusi di ogni genere scappa, senza pensarci troppo, prende un aereo grazie ad un passaporto falso e si ritrova a Bombay. E' un ex tossico, si faceva di eroina e le rapine servivano proprio a quello scopo, mantenere il suo vizio, tenersi in vita per assicurarsi una morta certa ma surreale.
In suo nuovo inizio nella caotica capitale inizia con un incontro fortunato, Prabaker, un piccolo uomo indiano, gentile e servizievole fino alla nausea, che lo accompagnerà a cercare una sistemazione per lui e la sua chitarra e diventerà la sua guida turistica.
Qualsiasi cosa io scriva...risulta riduttiva. Il viaggio incredibile di questo uomo è al limite del possibile e del credibile. E' un'odissea contemporanea, ma il protagonista, invece di essere un eroe...è un uomo semplice, un criminale in fondo, un uomo che non ha nessun problema ad infrangere la legge. Proprio su questo punto mi vorrei soffermare: la bontà di un "criminale". Nell'immaginario comune, una persona che delinque, obbligatoriamente non può essere buona o di cuore. Lin invece ci dimostrerà il contrario, una persona che ha sbagliato, che non ha mai necessariamente ed esplicitamente dichiarato di pentirsi, che però ha un'umanità e un cuore di una capienza spropositata. Un uomo che non ha nessuna difficoltà a rischiare la sua vita per salvare qualcun altro, un giovane "gora inculasorelle" (bianco) che si è messo a disposizione degli abitanti dello Slum (baraccopoli) che lo ha ospitato.
Molto interessante è il sentimento provato per un boss mafioso che lui considera un padre, Khader , per quest'uomo farebbe qualsiasi cosa (e lo ha fatto), in cambio gli basta ricevere un sorriso carico d'affetto. Lo stesso vale per Karla, l'enigmatica donna svizzera per la quale nutre un sentimento inspiegabile, l'amore (forse non corrisposto) per lei lo terrà in vita e gli farà superare i momenti più ostici. Infine c'è l'amicizia per due uomini strani e strampalati uno è Prabaker e l'altro è Abdullah, personaggi che lui considera fratelli, completamente diversi l'uno dall'altro, ma ai quali è legato da un corda che nessuno sarà in grado di tagliare.
Molto interessante è il sentimento provato per un boss mafioso che lui considera un padre, Khader , per quest'uomo farebbe qualsiasi cosa (e lo ha fatto), in cambio gli basta ricevere un sorriso carico d'affetto. Lo stesso vale per Karla, l'enigmatica donna svizzera per la quale nutre un sentimento inspiegabile, l'amore (forse non corrisposto) per lei lo terrà in vita e gli farà superare i momenti più ostici. Infine c'è l'amicizia per due uomini strani e strampalati uno è Prabaker e l'altro è Abdullah, personaggi che lui considera fratelli, completamente diversi l'uno dall'altro, ma ai quali è legato da un corda che nessuno sarà in grado di tagliare.
Un romanzo completo quello di Roberts, avrà anche impiegato tredici anni a scriverlo, ma caspita, sono stati impiegati bene: all'interno di questa storia troviamo amore, azione, guerra, mafia, thriller, avventura, filosofia. E' riuscito a dare il giusto peso ad ogni argomento, ci ha permesso di sognare proprio grazie alla strana relazione che lega Karla e Lin, abbiamo tastato con mano il valore dell'amicizia, quella vera, abbiamo combattuto coraggiosamente mangiando polvere, ci siamo arrampicati a dorso di cavallo su sentieri montani in notti senza luna, ci siamo disintossicati dall'eroina e abbiamo avuto le convulsioni dal dolore e dalla paura di affacciarci troppo presto alla morte, abbiamo parlato di massimi sistemi e riflettuto sul significato della felicità , siamo stati pestati a sangue, letteralmente scuoiati vivi da gente protetta da una divisa.
Perchè 4 e mezzo e non 5? E' bellissimo, ma non è stato amore al 100%. Perchè ho sofferto, pianto, riso e sperato, ho provato dolore, agonia, paura, ma se mi facessero la fatidica domanda: lo rileggeresti? No, non lo farei. Forse perchè è troppo lungo per i miei gusti o forse perchè tutte quelle pagine a filosofeggiare fumando Hashish sono le uniche che mi hanno un po' annoiata. Oppure perchè quando troppe persone ne parlano e lo classificano meraviglioso...ci si aspetta sempre un miracolo.
Lo consiglieresti? Si e vivamente anche, ma non a tutti. Il primo approccio con questo libro l'ho avuto alla Feltrinelli tanto tempo fa. Una donna chiese alla commessa un romanzo da far leggere a suo figlio ventenne, voleva una storia che lo "acchiappasse" ma anche una storia nella quale potesse immedesimarsi, perchè suo figlio, abitualmente, non perdeva tempo a leggere. La commessa che ha fatto? Ha cercato di propinargli questo titolo. NOOOOOOOOO meno male che non l'ha comprato. Non è un libro per tutti, è bellissimo, ma io conosco qualche Lettore che lo detesterebbe. E sopratutto, un ragazzo benestante di vent'anni, annoiato e non lettore, non credo che potrebbe sentirsi coinvolto in questa storia.
Cosa ho apprezzato maggiormente?
- Mi sono letteralmente persa nella storia, per due notti di fila ho sognato questo romanzo e al risveglio ho iniziato a preoccuparmi. E' stato un viaggio, un bel viaggio impegnativo e a volte non piacevole, perchè assistere passivamente a determinate scene ha fatto un male tremendo.
- L'autore rapisce letteralmente chi legge, grazie allo stile semplice ma d'effetto.
- Prabaker, l'ho amato, senza riserve. la sua spontaneità , quasi a sembrare stupidità a volte, mi ha folgorata. E' il personaggio che mi manca di più, l'amico che vorrei, il piccolo indiano buono e generoso con il quale andrei ovunque, e proprio in questo momento, mentre sto scrivendo queste parole che due bei goccioloni mi scendono dagli occhi :-(
Cosa mi è piaciuto meno:
- La filosofia, ecco tutto quel pensare ai massimi sistemi non mi ha permesso di assegnargli un bel 5. Ho trovato tante pagine, non come definirle, ma di troppo. Ci sta un po' di filosofia, è interessante anzi, ma il troppo, stroppia.
E voi? Lo avete letto? Alla prossima, with love...
Salvia








