Recensione di Baba #31 - Il piano delle streghe di Benito Mazzi

Desperate Bookswife

Il libro
Il piano delle streghe di Benito Mazzi
Editore: Priuli & Verlucca| Pagine: 128| Pubblicazione: 2005| Prezzo 16,90€| Trama:Qui
Genere: racconti
Notizie sull'autore
Benito Mazzi (Re, Verbania, 1938), studi classici, giornalista, narratore, saggista, è direttore responsabile del settimanale Eco dell'Ossola - Risveglio Ossolano e della rivista storica Verbanus. Sue opere sono state tradotte e pubblicate in una decina di Paesi europei e negli Stati Uniti. Ha al suo attivo oltre venti libri fra i quali: Il piano delle streghe (vincitore di cinque concorsi letterari compreso il Giacomo Bardesono di San Giorgio Canavese), La formica rossa (Premio Cesare Pavese), Giovanni Maria Salati, una beffa che fruttò il primato (Premio Coni per la Letteratura), Coppi Bartali & Malabrocca. Le avventure della Maglia Nera (Premio Selezione Bancarella Sport), Cervi in pineta (Premio Emigrazione), Il sogno di Gibo (Premio Cercasi Storia di Natale), Un uomo che conta (Premio Selezione Bancarella Sport). Nel 1991 ha curato per Rizzoli, con presentazione di Gaetano Afeltra, Almeno quest'anno fammi promosso. 130 temi di ragazzi del Nord. Il libro è risultato un bestseller, con sette edizioni ed il successivo inserimento nella BUR. È stato inoltre selezionato da Fabbri Editori - Corriere della Sera per la prestigiosa collana "La Biblioteca del Corriere della Sera". Sempre nel 1991 il suo romanzo Il colore le donne il vino il canto (Premio Lago Maggiore) è stato pubblicato in coedizione italo-svizzera da Libero Casagrande di Bellinzona e Alberti Libraio di Intra. Nel 1998, con Nel sole zingaro. Storie di contrabbandieri, edito da Interlinea di Novara, Mazzi è entrato nella Selezione Premio Strega. Con Priuli & Verlucca, editori ha pubblicato Fam, Füm, Frecc, il grande romanzo degli spazzacamini (2000), finalista Premio Biella Letteratura, uscito anche in lingua tedesca, Vecchie storie di paese (2002), La formica rossa (2003) e Il Piano delle Streghe (2004). Cultore di etnografia e legatissimo alla Valle Vigezzo, dove è nato, vissuto ed opera, lo scrittore ossolano ha ambientato la maggior parte delle sue pubblicazioni fra quelle montagne, delle quali gli preme salvare storie, tradizioni, personaggi, dialetti e scenari.
Recensione di Baba


Questo libro mi è stato inaspettatamente regalato dalla mia amica Eliana, Vigezzina nel sangue e nel cuore. Questa raccolta di racconti scritta da Benito Mazzi è un omaggio alla tradizione che spesso purtroppo è stata gettata nel fuoco per dare spazio ad altro, senza contare che accogliere e importare non significa necessariamente cancellare ciò che c'è. Quello che ho potuto notare frequentando la Val Vigezzo è che le librerie sono piene di libri di montagna, libri scritti da autori locali, volumi contenenti ciò che è la storia di quel territorio. E cosa c'è di più bello? Andare in un luogo e trovare qualcosa di tipico: prodotti enogastronomici, manufatti, artigianato, arte, letteratura, costruzioni. Cosa distingue un luogo da un altro? La tradizione propria. Preservare la tipicità non significa non seguire il progresso ma vuol dire non tirare una riga su ciò che è stato per fare spazio a ciò che sarà. Tutto può convivere, i cassetti dove contenere le nozioni sono molteplici.
Questo libro è un piccolo gioiellino assolutamente sconosciuto ai più ma non per questo da snobbare. Contiene racconti brevi e illustrazioni notevoli. Qual è il tema? Lo dicono sia il titolo che il sottotitolo: Streghe, fisica, misteri, accadimenti sovrannaturali. I protagonisti sono tutti in Valle, persone che vanno e vengono, abitanti del luogo, persone di passaggio. Ad ognuno accade qualcosa di strano e a volte una spiegazione non c'è. Una narrazione fluida e coinvolgente che intrattiene il lettore dall'inizio alla fine e al termine di ogni racconto vorrebbe sapere di più, mentre nulla, non può che accontentarsi e fantasticare su ciò che potrebbe essere.
Storie da assaporare un po' alla volta, guardando le immagini che di tanto in tanto popolano il libro, integrando, arricchendo.
Se avessi avuto un nonno, da ragazzina avrei voluto ascoltare racconti Direttamente dalla sua voce, seduti davanti alla stufa, con una copertina sulla spalle e le castagne in grembo. Immagino il rumore del fuoco a fare da contorno, una voce roca e coinvolgente a dare luce ad avventure strane, misteriose eppure vere.
Grazie a "il piano delle streghe" ho evocato dei ricordi che non esistono ma che mi piacerebbe avere, ho fantasticato su ciò che per qualcuno è stato, ho immaginato una situazione. Grazie Eliana, mi hai fatto un bel dono che custodirò. Se tu non me lo avessi portato io probabilmente non lo avrei mai e poi mai preso in considerazione.

Recensione di Baba #30 - La piuma magica di Gwendy di R. Chizmar

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Il libro
La piuma magica di Gwendy di Richard Chizmar
Editore: Sperling & Kupfer| Pagine: 280| Pubblicazione: 2021| Prezzo 9,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autore
RICHARD CHIZMAR è noto soprattutto come editore della casa editrice Cemetery Dance e redattore dell'omonima rivista, specializzata in particolare nel genere horror. Oltre a scrivere racconti, sceneggiature e a insegnare scrittura creativa, collabora da tempo con Stephen King ad alcune edizioni speciali dei suoi libri.
Recensione di Baba
e mezzo


Buongiorno cari lettori, vi spero bene. 
Questo è stato per me un romanzo " scoperta" dopo aver sentito diversi pareri negativi su questo volume in particolare. Ho letto il primo della trilogia, in collaborazione con il grande King, qualche mese fa e ho subito acquistato il seguito, scritto solo da Chizmar poiché secondo King...la storia poteva continuarla lui, in qualche modo King non era convinto ma gli ha lasciato carta bianca.
Gwendy è diventata senatore, grazie alla scatola Dei bottoni, che praticamente dovrebbe essere solo un ricordo. Fino a quando però non torna a casa...accadono delle cose che niente, le fanno tornare in mente la scatola, i cioccolatini e le monete.
Una scrittura che ho trovato dettagliata e piacevole, i dialoghi giusti e accattivanti, le emozioni sono arrivate inaspettatamente, riuscendo ad incutere quel minimo di ansia e sicuramente un po' di curiosità. Quando ti aspetti poco da una storia e invece si rivela carina...beh tanto di guadagnato.
Non conoscevo Chizmar prima di questa serie e devo ammettere che mi ha incuriosita il giusto.
Ho molto apprezzato la parte familiare, il suo ritorno a casa per le feste, queste descrizioni di vita normale, questi dialoghi così graziosi che per un attimo mi è sembrato di essere seduta a pasteggiare insieme ai protagonisti. Caspita che bello!
Anche la protagonista non mi dispiace, è cresciuta e il suo profilo è intrigante, nonostante la dispendenza...che riuscirà ad estirpare? E chi sarà l'uomo con il cappello che parla con sua madre? Quanti quesiti in questa lettura.
Un discreto seguito per la nostra protagonista, adesso non ci resta che leggere il terzo, nuovamente in collaborazione con King ( ecco questa cosa qui mica l'ho tanto capita però...).

Recensione di Baba #29 - Heartstopper 2 di Alice Oseman


Il fumetto
Heartstopper 2 di Alice Oseman
Editore: Mondadori Ink| Pagine: 324| Pubblicazione: 2020| Prezzo 17,00€| Trama:Qui
Genere: graphic novel
Notizie sull'autrice
Nata nel 1994 nel Kent, in Inghilterra, Alice Oseman e scrittrice e illustratrice. In genere trascorre le ore a fissare lo schermo del computer, interrogandosi sull'insensatezza dell'esistenza e mettendocela tutta per evitare di avere un lavoro vero. Oltre a scrivere e disegnare Heartstopper, Alice e l'autrice di quattro romanzi YA: Senza nuvole, Radio Silence, I Was Born for This e Loveless.
Recensione di Baba


Buongiorno cari lettori, vi spero bene. Abbiamo lasciato i nostri due protagonisti in procinto di una crisi di nervi: un bacio rubato ma condiviso e poi una fuga .
Chi di voi non ha passato delle notti insonni a causa di avvenimenti simili a questo? Ma facciamo un passo indietro, questo volume è il secondo di una serie di graphic novel incentrato sulla vita sentimentale di due liceali, Nick e Charlie che vanno a scuola insieme, danno rugby insieme, camminano attraverso gli stessi corridoi ma non potrebbero più diversi. Nick è alto, biondo, sportivo, un grande e grosso "gorilla buono", famoso per le stragi sentimentali di ragazze e molto popolare all'interno della scuola. Charlie è mingherlino, capelli scuri, pantaloni attillati e grandi camice a quadretti, tenero, gentile, è stato lo zimbello della scuola perché omosessuale.
Le loro strade si incontrano e tra i due nasce un sentimento pazzesco, un'amicizia fuori da comune che il lettore brama con il sorriso inconsapevole sulle labbra e la tenerezza nel cuore.
In questo secondo capitolo, incentrato più si Nick, si analizzano gli aspetti dell'essere gay e della scoperta di qualcosa di inaspettato e "diverso" dagli standard. Come si affronta l'argomento? Come ci si pone agli altri? È necessario fare coming out? Quando si deve fare? Perché bisogna necessariamente mettersi un'etichetta di gay, bisex o trans?
Temi forti, disegni incisivi, dialoghi semplici ma d'impatto. Non posso affermare che questo sia un grande capolavoro della lettera ma la Oseman ha tirato fuori un prodotto che funziona, adatto ai lettori più giovani ma anche quelli più grandi. La sensazione durante la lettura è strana perché non riesco ad immedesimarmi nei protagonisti per tante ragioni diverse, quindi mente sfoglio le pagine mi chiedo il perché io lo stia leggendo. Poi arrivò alla fine e vengo invasa da un senso di beatitudine. Il sorriso sulle labbra descritto prima non era piazzato lì a caso, ma seriamente mi si forma immediatamente chiuso il comune. E mentre lo accarezzo e riguardo quelle figure così graziose penso che una storia così avrei voluto leggerla da giovane, quando non c'era molto per i ragazzi del mio tempo, se non classici famosi per ragazzi o gialli junior che andavano per la maggiore.
Insomma ancora una volta sono qui a consigliarvi questa lettura, perché fa bene al cuore e permette di capire tante cose.

Recensione di Nadia #14 - La ragazza invisibile di L. Jewell


Desperate Bookswife

Il libro
La ragazza invisibile di Lisa Jewell
Editore: Neri Pozza| Pagine: 336| Pubblicazione: 2022| Prezzo 18,00€| Trama:Qui
Genere: thriller
Notizie sull'autrice
Lisa Jewell è nata e cresciuta nel nord di Londra, dove vive ancora con il marito e le due figlie. Il suo primo libro, Ralph’s Party, è stato il romanzo d’esordio più venduto del 1999. Ha scritto numerosi altri romanzi che sono entrati nella classifica dei bestseller del Sunday Times. Con Neri Pozza ha pubblicato Io ti ho trovato (2017) e Ellie all'improvviso (2018).

Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!
Oggi voglio raccontarvi di un romanzo che mi è piaciuto davvero molto, di un’autrice di cui avevo sentito parlare ma che non avevo ancora letto: sto parlando di La ragazza invisibile, di Lisa Jewell.

La famiglia Fours si è temporaneamente trasferita a Hampstead, un quartiere elegante e fin troppo tranquillo, in attesa che la propria casa di Kilburn venga ristrutturata. La madre, Cate, fa la fisioterapista a mezzo servizio e si occupa dei figli adolescenti, Georgia e Josh. Il padre, Roan, è uno psicologo dell’età evolutiva. Proprio di Roan è stata paziente Saffyre, una ragazza con comportamenti autolesionisti, cominciati a soli dieci anni, dopo che un ragazzo di cui lei si fidava l’ha violentata nel cortile della scuola. Roan l’ha dichiarata guarita, ma Saffyre sente di aver ancora bisogno di lui, e comincia a stalkerarlo di nascosto. Così facendo conosce anche Owen, il dirimpettaio dei Fours, un trentatreenne celibe che non è mai stato con una donna e che è appena stato sospeso dalla scuola in cui insegna per comportamenti sessisti e discriminatori. In giro per Hampstead cominciano a verificarsi aggressioni più o meno gravi ai danni di giovani donne, e le indagini della polizia si concentrano subito sullo scapolo del quartiere…

Questo romanzo parte molto lentamente, tanto che all’inizio il lettore si ritrova abbastanza spiazzato e non capisce né chi sono esattamente i personaggi, né chi o che cosa li lega gli uni agli altri. Procedendo con la storia, però, i rapporti fra i diversi protagonisti cominciano a farsi più chiari e definiti, e ciò che ne emerge ha dell’inquietante.

La ragazza invisibile è infatti una storia che scava nel lettore alla ricerca di quel pregiudizio atavico che ciascuno di noi ha nei confronti del diverso, di chi non si conforma a ciò che la società vorrebbe, e non corrisponde all’idea che la maggior parte delle persone ha di ciò che definisce come “normale”. Un trentenne un po’ spaesato, senza amici e senza una donna, che vive con la vecchia zia in un condominio preda dell’incuria, ci fa subito, istintivamente, storcere il naso.

Per alcuni versi questa storia e le sue atmosfere mi hanno ricordato Un bel quartiere di Therese Ann Fowler; sebbene quel romanzo sia decisamente più drammatico rispetto a questo, entrambi hanno in comune il tema del pregiudizio e dell’apparenza come chiavi di volta potenzialmente rovinose della vicenda.

Il romanzo è narrato in terza persona, ma ci sono parti di volta in volta raccontate dal punto di vista di Cate, di Owen e di Saffyre, grazie alle quali mettiamo insieme, pezzo dopo pezzo, il puzzle che la Jewell ha preparato per noi. La storia non è particolarmente originale, ma a mio parere lo è il modo in cui viene raccontata: l’autrice trova il giusto equilibrio tra suspense e informazioni rivelate, cosicché per il lettore è quasi impossibile staccarsi dal libro.

Tra i personaggi ho amato su tutti Saffyre, e anche un componente della famiglia Fours che non voglio citare per non rovinare a chi leggerà questo romanzo il gusto della sorpresa. Ottimo a mio avviso anche il finale, che getta una luce inquietante su un caso apparentemente risolto. Consiglio questo romanzo a tutti coloro che amano le atmosfere ansiogene del thriller ma che non apprezzano la violenza e gli omicidi, neanche nei libri.