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Keep Calm and Read Nadia #47 - Nadia scopre gli audiolibri

Buongiorno lettrici e lettori! Settembre è arrivato e si ricomincia il solito tran tran, anche se devo ammettere che ho ritardato la ripresa delle solite occupazioni regalandomi ancora una settimana di mare con il mio compagno e i miei genitori. Poco prima di questa circostanza ho fatto una scoperta di cui vorrei chiacchierare con voi: sto parlando degli audiolibri, “nuovo” formato tecnologico che per tutti voi sarà ormai di consueto utilizzo, ma che io guardo (e ascolto, ehehehe) tuttora con una certa diffidenza, e adesso cercherò di spiegarvi il perché.

Non mi ero finora mai avvicinata al formato dell’audiolibro, sebbene da piccola adorassi i fascicoli dei Raccontastorie con le loro audiocassette: mi piaceva tantissimo seguire sul fascicolo le storie narrate magistralmente dagli attori di teatro dell’epoca, come Paolo Poli, Ottavia Piccolo, Giorgio Gaber e Mariangela Melato. Però, appunto, all’epoca era diverso: sebbene fossi stregata dalle voci dei narratori, dovevo sempre e comunque avere il testo sotto al naso, anche se magari leggevo ancora lentamente. Ricordo ancora il suono della campanellina che trillava quando bisognava girare pagina.

Qualche settimana fa la mia compagnia telefonica mi ha regalato tre mesi di Storytel, un servizio che permette di scaricare e ascoltare sul proprio device numerosi audiolibri di tutti i generi, così ho deciso di provare, ma non sono ancora riuscita a capire se il concetto stesso di audiolibro mi piace oppure no. Cerco di spiegarmi: ho provato ad ascoltare generi diversi in situazioni diverse per farmi un’idea, ma in tutti i casi c’era sempre qualcosa che mi impediva di godermi appieno l’esperienza. La prima volta ho stupidamente scelto La misura dell’uomo di Marco Malvaldi, che volevo leggere da un po’. Dico “stupidamente” perché, come forse sapete, si tratta di un romanzo con tantissimi personaggi, che vengono riportati all’inizio del libro affinché il lettore (o l’ascoltatore in questo caso) se ne faccia un’idea più completa. Insomma, nonostante l’indiscutibile talento di Gioele Dix, che legge questo romanzo, all’ennesimo personaggio citato ero già stufa. Ho continuato per un po’, ma la trama troppo complicata mi impediva di stare semplicemente ad ascoltare: dovevo avere la storia davanti agli occhi. Così ho abbandonato l’audiolibro e ho preso in mano il Kobo per terminare il romanzo.

L’ascoltare un bravo attore come Gioele Dix però mi aveva incuriosita: probabilmente sono io che ho sbagliato libro, mi sono detta. Ho voluto affidarmi ai consigli di Storytel e ho fatto come suggeriva: ho cliccato su “libri da ascoltare mentre prepari le valigie” e, visto che dovevo proprio fare i bagagli, mi sono messa ad ascoltare alcuni racconti di Muzzopappa (letti da lui) mentre sistemavo magliette e pantaloncini nel trolley. Risultato: non ricordo quasi nulla di ciò che ho letto. Sì, il senso generale dei racconti mi è rimasto, ma se dovessi parlarne in maniera approfondita non riuscirei: non ero abbastanza concentrata. E sì che ho sempre creduto di essere multitasking! Per fortuna in valigia ho messo tutto ciò che serviva!

Ho fatto ancora una prova in spiaggia: sul lettino, senza il cartaceo, con il mare davanti e senza assolutamente nulla da fare ho iniziato ad apprezzare Il mistero del London Eye, scritto da Siobhan Dowd e letto da Pietro Sermonti, attore che mi piace molto. C’è anche un’interessante prefazione di Simonetta Agnello Hornby, scrittrice che ho letto in passato ma di cui non avevo mai sentito la voce. Devo ancora terminare il romanzo, ma stavolta devo ammettere che me lo sto godendo. Bisogna vedere se, rientrata in città e con mille cose da fare, il mio cervellino sarà in grado di starsene buono a far niente e a non distrarsi mentre ascolta Sermonti. 

In sostanza, non sono ancora riuscita a capire se ‘sta storia degli audiolibri mi piace o no, e vorrei che mi raccontaste voi qualche esperienza e mi
deste qualche consiglio: riuscite ad ascoltare gli audiolibri? In quali occasioni? Dovete essere sedute sul divano come me oppure seguite benissimo la storia anche mentre fate le faccende di casa? Io temo che farei disastri! Aspetto ansiosa le vostre testimonianze!