Recensione - Ogni piccola cosa interrotta di Silvia Celani

Il libro
Ogni piccola cosa interrotta di Silvia Celani
Editore: Garzanti | Pagine: 283| Pubblicazione: maggio 2019 | Prezzo 16,90€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Silvia Celani è nata a Roma, ma da sempre vive in provincia, in una casa immersa nel verde, dove ama invitare gli amici per pranzi e cene che, di solito, si prolungano all’infinito. Adora i libri, il mare e le facce impiastricciate di Nutella dei suoi bambini a colazione. È sicura che Walt Disney avesse ragione: «Se puoi sognarlo, puoi farlo».
Recensione 

Siete pronti a conoscere Vittoria? La protagonista di questo romanzo è una ragazza apparentemente privilegiata: è ricca, bella, istruita e frequenta una cerchia di amici ricercati e di buona famiglia; abita in una villa in quartiere di Roma di tutto rispetto e frequenta l'università.
Chi non la conosce può farsi l'idea di una persona con la puzza sotto al naso, una ragazza sprezzante e difficile. A Vittoria però manca un pezzo di vita, che non ricorda più: aveva un padre, morto troppo presto a cui lei era legata, ma i pezzi del puzzle non riescono ad andare a posto e il rapporto con sua madre, una donna sicura, anaffettiva e priva di ogni empatia, la manda su tutte le furie e senza troppi sensi di colpa pensa che avrebbe dovuto morire lei al posto di suo padre, così la sua vita oggi sarebbe migliore.
Un giorno incontra un giovane muratore all'interno del bar davanti alla Facoltà, i loro sguardi si incrociano e comunicano nella stessa lingua, anche se le loro vite sono agli antipodi e non c'è bisogno di conoscersi per comprendere che è la verità.
Nello stesso periodo Vittoria decide di farsi aiutare dalla Dottoressa Rosario, una Psicologa che cercherà di farle capire come combattere i suoi attacchi di panico.
Chissà se Vittoria riuscirà a comprendere che non è la perfezione a regalare felicità, chissà se riuscirà ad aggiustare la sua anima ferita e a lavorare su se stessa prendendo i cocci e mettendoli insieme, consapevole del fatto che una tazzina rotta e poi riaggiustata avrà sempre delle crepe visibili. E se fossero proprio quelle crepe a rendere successivamente bella quella tazzina?

Un romanzo che ho letto d'un fiato, scritto con uno stile scorrevole e determinato, che arriva dritto al punto, mostrando al lettore i punti deboli dei personaggi, e mettendoli a dura prova, poiché il lettore faticherà a provare simpatia per loro.
Di Vittoria non ho amato la sua spavalderia, il suo modo di rapportarsi, la sua aggressività e il suo sentirsi superiore (anche se non lo ammette).
Marianna (la madre di Vittoria), ci appare detestabile: è impantanata in una vita fatta di apparenza, cene di gala, vestiti costosi ed egoismo. Come si può provare simpatia per una persona così?
Senza fretta, pagina dopo pagina, ho messo insieme i pezzi e l'ho fatto con Vittoria e tutti coloro che a loro modo le sono stati accanto; sono riuscita ad accantonare l'antipatia verso una persona così impulsiva e ho provato a mettermi nei suoi panni, ho fatto un viaggio e ho scoperto i fantasmi nascosti in cantina, mentre insieme cercavamo l'albero di Natale.

Silvia Celani debutta in grande stile, scrivendo una storia diversa, non lineare e ricca di flash back e segreti che poco alla volta vengono a galla con l'intenzione di rimanere alla luce. Ha scritto un libro sul perdono e sull'accettazione di se stessi, un romanzo per capire l'importanza delle imperfezioni e di quanto le ferite facciano male. Ha elaborato una storia per dirci che ognuno di noi è bello anche grazie alle cicatrici che ci rendono quello che siamo, l'importante è la consapevolezza. La Celani ha scritto una storia all'interno della quale ci comunica che è importante l'aiuto del prossimo ed è difficile accettarlo, ma quando arriva la fiducia, la strada da percorrere è più semplice, perché lo zaino lo si porta un po' per uno, come la sofferenza, che se condivisa è più accettabile.

Review Party - Ti aspetterò di E. Enfield

Il libro
Ti aspetterò di Elizabeth Enfield
Editore: Garzanti | Pagine: 352| Pubblicazione:  maggio 2018 | Prezzo 18,60€| Trama: Qui
Genere: narrativa contemporanea
Notizie sull'autrice
Elizabeth Enfield scrive per le principali testate giornalistiche inglesi, è autrice di programmi tv e radio e tiene corsi di scrittura in diverse università.
Recensione 
e1/2

Ivy e Abe, i due protagonisti di questo romanzo, potrebbero essere due anime gemelle e in questo particolare libro si incontreranno diverse volte, in molte fasi della loro vita.
No aspettate, credo di aver iniziato a digitare con il dito sbagliato. Ricapitoliamo. Questo romanzo è composto da tante parti all'interno delle quali ci sono sempre Ivy e Abe, ma non c'è un prologo, uno svolgimento e un epilogo, bensì la loro storia è costruita a strati, è fatta di possibilità e noi le conosceremo in ordine sparso. Mi sono spiegata meglio?
Oddio che difficile.
Vi siete mai posti la domanda: "E se quella volta?" oppure: "E se invece di prendere il tram avessi preso un taxi?". La Enfield si chiede: " E se Ivy e Abe si fossero incontrati una volta rimasti vedovi, cosa sarebbe successo?" ma anche: " e se Ivy e Abe si incontrassero a quarant'anni grazie ad una relazione clandestina, cosa succederebbe?", "E se loro due si incontrassero da bambini, cosa accadrebbe?".
Noi lettori abbiamo poche certezze, sappiamo che Ivy è sposata, ha due figli e prima o poi rimarrà vedova; sappiamo anche che in ogni capitolo incontrerà Abe, anche lui sposato, ma sempre destinato a finire tra i piedi della protagonista; ogni volta ci chiederemo se il momento è quello buono per la loro storia, oppure no.
Devo ammettere che immediatamente ho fatto un po' fatica a capire cosa stesse succedendo, vi assicuro che al termine del primo capitolo ero così scioccata che non sapevo come l'autrice potesse continuare a scrivere ( eh no, non vi scriverò perché, ma sono certa che leggendo ci arriverete da soli), poi c'è un balzo nel passato e ho pensato che l'autrice volesse scriverci qualcosa di antecedente, ma anche così non mi tornavano i conti. Poi mi si è accesa la lampadina!!! Ahhh ma ogni volta c'è un incontro diverso, questi due personaggi si incontreranno per la prima volta, solo che lo faranno sempre in momenti diversi della loro vita, così che il lettore possa scoprire, di volta in volta, se il momento è quello giusto per loro oppure no!
Geniale.
Dovete sapere che ogni tanto arriva il momento in cui inizio ad annoiarmi, anche se i libri che sto leggendo sono molto belli e interessanti come sta accadendo in questo periodo, sento la necessità di  ricevere uno scossone. Questo smottamento può essere causato dai seguenti fattori: mi imbatto in un libro tremendo e mi sfogo scrivendo la recensione; decido di leggere un libro lontano dalla mia zona confortevole, così da provare emozioni nuove; oppure finisco tra le braccia in una storia dalla struttura particolare e assolutamente non prevedibile. Bingo. L'autrice britannica è riuscita a suscitare l'interesse di una lettrice momentaneamente stanca e particolarmente stressata, che necessitava di una discreta dose di novità.
Ricapitolando. Scrivere questa recensione è molto complicato perché non trattandosi di una storia lineare mi sono lasciata prendere la mano e sto annotando una serie di pensieri e non è detto che questi abbiano un prologo e un epilogo (per non andare fuori tema).

Vi posso però dire perché vi consiglio questo libro:
1- perché la struttura è particolare e lo stile anche, quindi avrete la possibilità di imbattervi in qualcosa di nuovo o comunque poco visto tra gli scaffali delle librerie.
2- perché conoscere i protagonisti un po' alla volta, non in ordine cronologico come forse vi aspettereste è strano, ma potrebbe piacervi!
3- perché si tratta anche di una storia d'amore e voi conoscerete tutte le sfumature possibili e immaginabili ( e non sotto alle lenzuola).
4- Perché vi regalerà sorrisi, ma anche lacrime, quindi in un solo libro vi arrabbierete con un personaggio, poi piangerete per lui, ma poi arriverete a commuovervi, poi magari gli tirereste un calcio nel sedere e infine, perché no, vorreste anche sposarlo. Insomma, più completo di così...

Adesso io non so cosa ne sia venuto fuori, però credo che questo libro ( e il mio pensiero) mi rimarranno impressi: il primo per tutti i motivi che vi ho appena elencato e il secondo perché non capita spesso di scrivere recensioni così, ma è comunque divertente uscire ogni tanto dal sentiero.

Blog Tour - La turista Italiana Tappa #2 - Intervista a Claudia

Buongiorno lettori cari, eccoci al secondo appuntamento di questo blog tour che profuma di mare, di vacanze, di salsedine e ci permetterà di staccare la spina grazie ad una lettura poco impegnativa ma decisamente ben scritta. Vi sto parlando del libro " La turista italiana" scritto da Maria Tina Bruno e edito da Pop Edizioni. Proprio per questo motivo adesso vi lascio un link e se cliccate QUI potrete leggere le prime 130 pagine e capire se questa storia fa per voi! Mi sembra un'opportunità :-)
Ma prima che io mi dimentichi vi lascio anche il link relativo alla tappa di ieri, sul blog "Il salotto del gatto libraio" all'interno del quale Sonia ha presentato il romanzo e la casa editrice. Lo trovate QUI

Di cosa dobbiamo parlare noi oggi? Di Claudia, ovvero la protagonista femminile di questa storia. 
Claudia è milanese, nella vita si occupa di grafica e lavora in una redazione, è stata sposata con Bruno e dopo la separazione si è fidanzata con Marcello, un medico con il quale l'intesa era perfetta, sopratutto sotto alle lenzuola, ma questa relazione aveva tirato fuori il lato geloso (quasi morboso) di Claudia. 
La nostra protagonista è diversamente alta e non si può considerare bella, sicuramente altre qualità riempiranno il suo curriculum vitae. 
E' sboccata, nonostante svolga un impiego prestigioso e nonostante ogni mattina si vesta e si trucchi a dovere, quando apre la bocca esce la donna verace che c'è in lei. 
E' una donna apparentemente sicura, ma dietro quella facciata di donna di mondo si celano delle crepe che probabilmente solo un uomo abile saprebbe risanare. 
Ha bisogno d'amore, si nutrirebbe di nuotate e avvistamenti di stelle, chiacchierando senza tregua sul futuro, che vorrebbe certo, sopratutto dopo la dipartita di Marcello. 
Sa amare Claudia e quando lo fa ci mette tutta se stessa, senza negarsi, regalando piacere e sentendosi donna, con chi femmina la fa sentire. 
E' dinamica, ma pronta a cambiare vita, quasi non avesse radici e non ci sta nemmeno a pensare troppo (anche se Creta, oltre ad una fauna maschile invidiabile, è decisamente un posto da sogno, diciamo che ha più attrattiva rispetto ad un paesino pianeggiante quanto sconosciuto disperso nella campagna del vercellese invasa dalle zanzare, per dire eh...). 

Ma parliamo di Claudia al fianco di Alekos, perché in questa storia non potrebbe esistere l'una senza l'altro (solo leggendo capirete), ma la cosa importante è appunto il contrasto fra i due; poche righe più in su vi ho scritto che è diversamente alta e non proprio bella, ma dovete capire che quando si passeggia al fianco di un gigante considerato bellissimo e selvaggio, dalla carnagione segnata dal sole e il capello  fluente come solo Sandokan ai tempi d'oro saprebbe portare meglio, è difficile per chiunque riuscire ad emergere a meno che non si tratti di Belen (se in più per emergere si cerca di strafare...son dolori)
"Dopo mille preparativi, quando Claudia fa il suo ingresso trionfale sembra un bassotto ad un matrimonio pacchiano. Ha i capelli lisciati lungo la faccia, gli occhi truccati da befana, un paio di shorts argentati e una canotta di paillettes rosa accompagnati da zatteroni arancioni con il tacco sobrissimo."
Io spero di avervi reso l'idea di questa donna così complessa, irruente e impulsiva. Una persona che avrebbe bisogno di un maschio alfa al suo fianco per tranquillizzare il suo spirito pieno di contraddizioni. Adesso non mi resta che lasciarvi all'intervista alla quale proprio Claudia risponderà alle nostre tre domande.


1- Cosa hai realmente pensato e provato quando Marcello ti ha lasciata sola?
Ho avuto paura. Una paura folle. Tornare a casa e trovare un biglietto di addio, in cui si parla di suicidio, è una cosa orribile. La mente si rifiuta di ragionare. Il cuore si rifiuta di ascoltare. Il corpo si paralizza, completamente. Non sei più tu. Non c’è niente della tua vita che riconosci. Mi sembrava di essere un bicchiere pieno di acqua che, continuamente, si capovolge: non riuscivo a impedire che l’acqua scivolasse sul pavimento, esattamente come facevo io. Scivolavo, non riuscivo a stare in piedi. Ogni ricordo, ogni giorno passato insieme a Marcello, tutte le mie certezze si erano svuotati. Non ero più niente, solo paura e dolore. Senza l’aiuto di Francesca, la mia indistruttibile amica, sarei impazzita di sicuro.

2- Pensi che la fuga in alcune situazioni possa essere un valido ricostituente?
Con la testa ti rispondo di no, con il cuore ti rispondo di sì. La fuga è sempre una pessima idea, una reazione pericolosa perché complica ancora di più la situazione. Ma la paura e il dolore hanno bisogno di tempo per placarsi, per smettere di urlare dentro di te. Io me lo dico sempre, anche se so che è sbagliato e non serve a niente: scappa, Claudia, vai lontano, respira un’aria diversa. Inventa un’altra vita, in un posto migliore, dove nessuno conosce la tua storia e non conosce te.
Ovviamente non funziona mai: per quanto si possa andare lontano, il dolore te lo porti dentro. E, prima o poi, lo dovrai guardare negli occhi. Per me è stato così. Ma fuggire via, scappare il più lontano possibile, beh, lo farei altre mille volte, qualunque cosa piuttosto di affrontare la verità, che quasi sempre fa schifo. Io odio la verità. Sogno un mondo costellato di bugie felici. Ma la vita ha questo stranissimo senso dell’umorismo e mi ha fatto incontrare Alekos, l’unico uomo al mondo che non mentirebbe mai. E non perché sia onesto, figuriamoci. Le persone di solito mentono per paura di perdere qualcosa o qualcuno, e Alekos non ha mai trovato un buon motivo per mentire, lui se ne frega delle conseguenze e della verità. Mi piacerebbe così tanto se un giorno mi raccontasse una bugia, una qualunque. Almeno saprei con certezza che ha paura di perdermi.

3- Quanto ha pesato il buon sesso nella scelta di restare a Creta?
Il buon sesso migliora la qualità della vita, e questo vale per chiunque. È come mangiare bene, offrire al proprio corpo un ottimo nutrimento. Ti rende sano, ti rende forte. Il piacere sessuale è una tregua dai problemi di ogni giorno: spegni l’interruttore e finalmente ti ritrovi in uno spazio fatto solo di odori, sapori, sensazioni intense e ogni volta nuove. Non credo di aver mai avuto due orgasmi uguali in tutta la mia vita. E non so di quante cose potrei dire lo stesso.
Ma non è per questo che sono rimasta a Creta. C’era qualcosa di talmente prezioso in Alekos, nel suo modo di guardare il mondo, di godere a piene mani di tutto ciò che avviene, che ne sono rimasta incantata. Volevo quel suo sguardo coraggioso e sfrontato, e lo volevo tutto per me. Desideravo diventare parte della sua vita, e di lui. Scivolargli sotto la pelle, nascondermi nel suo corpo. Quello che non ho mai capito è perché lui me lo abbia lasciato fare. In quel momento non avevo molto da dargli, a parte tutti i casini che mi porto sempre dietro. Ma lui mi ha tenuta con sé, nella sua casa e nella sua vita. Forse gli ho fatto tenerezza, non lo so. Non parliamo mai di questo, io e lui. Alekos se ne frega delle parole, figuriamoci delle spiegazioni.

Adesso non mi resta che salutarvi e vi ricordo l'appuntamento di domani sul blog di Daniela "Un libro per amico" sul quale si parlerà di Alekos e del suo essere un macho.
Potete seguire la Pagina Facebook della casa editrice cliccando QUI.
A presto e grazie per la vostra visita! 

Recensione - La misura imperfetta del tempo di Monica Coppola




Il libro
La misura imperfetta del tempo di Monica Coppola
Editore: Las Vegas Edizioni | Pagine: 221| Pubblicazione: maggio 2019 | Prezzo 14,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Monica Coppola è nata nel 1974 a Torino. Ha pubblicato i romanzi “Viola, vertigini e vaniglia” (BookSalad, 2015) e "La misura imperfetta del tempo" (Las Vegas edizioni, 2019).
Ha curato l’antologia “Dai un morso a chi vuoi tu” (BookSalad, 2016). Ha scritto racconti per “La Repubblica - L’Espresso” e “Carie”, e collaborato con il blog di “Vanity Fair”. Si occupa di marketing e formazione.
Recensione 
e1/2

Buongiorno lettori, questa mattina inizieremo la settimana chiacchierando di donne. Sì perché dovete sapere che Monica Coppola ha scritto un altro romanzo (finalmente!!!) ed è vero che ci ha fatto attendere, però ne è valsa la pena. Dicevamo, questo romanzo che si intitola La misura imperfetta del tempo, racconta la storia di tre donne: Mia, Lara e Zita che fanno parte della stessa famiglia perché sono Nipote, Figlia e Nonna. 
Mia è una ragazza di ventidue anni assolutamente atipica, più magra della norma, ecologista, maniaca del controllo, amante dei dread e single. E' cresciuta principalmente con i suoi nonni perché sua madre, Lara, rimasta incinta troppo presto, ha preferito seppellire il suo scarso senso materno sotto alla carriera e al sesso occasionale rimediato su internet. 
Zita, rimasta vedova da pochi mesi, nella vita ha cercato di portare avanti la famiglia come meglio poteva, consapevole di avere una figlia assente e una nipote da distrarre perché il peso dell'assenza alcune volte e troppo pesante da sopportare da soli.
Oggi Tore, il marito di Zita, non c'è più e questa donna si sente oppressa da una nipote troppo presente da risultare maniacale, che è pur vero che l'ha accompagnata fedelmente durante la fase di lutto, ma oggi la soffoca e lei si ritrova a fare le cose di nascosto, come i ragazzini. 
Ma non è solo questo. In famiglia, quella che rimane, tutto stride, perché il rumore dei segreti a volte è assordante e quando è il momento di svelarli loro iniziano ad agitarsi e tenerli rinchiusi nell'armadio diventa impossibile. Chi è veramente Lara? Cosa è successo ventidue anni fa? 

Questo romanzo, completamente diverso dallo scorso dell'autrice, ha lasciato il segno: ancora una volta Monica si rivolge al lettore parlando di donne di diverse generazioni e comunque appartenenti alla stessa famiglia, questa volta però, nonostante la penna sia riconoscibile, lo stile e il tipo di storia sono completamente diversi. Siamo ancora ospiti della capitale piemontese, ma girovaghiamo per quartieri di periferia e affronteremo dei drammi di vita vera che fanno riflettere. 
Questa storia potrebbe essere assolutamente vera, le protagoniste potrebbero essere le nostre vicine di casa, tanto discrete quanto sconosciute. 

Mi è piaciuto lo stile, perché scorrevole ma ricercato, molte frasi apparentemente descrittive vi ritroverete a sottolinearle: Monica è bravissima a delineare gli stati d'animo dei suoi protagonisti e a farli comprendere e assimilare a chi legge. 
Zita è la mia preferita, sappiatelo. Sarà perché ha una certa età ma nonostante tutto non ha perso la voglia di vivere, sarà perché borbotta ma sopporta grazie alla spalle larghe e allenate dalla vita. Zita è una nonna che io non ho avuto e che mi è tanto mancata. 
Capisco Mia, perché credo che la mancanza dei genitori sia tremenda e il sapore delle verità non dette molto amaro, così il suo vomitare cibo che non è abituata a mangiare è il minimo che le possa capitare. Mia è nel mio cuore perché problematica e sensibile, ha danneggiato sempre se stessa vivendo le vite degli altri per non dover pensare alla sua. 
Lara...beh Lara è una figura particolare, dovrebbe far arrabbiare ( e vi giuro che ci riesce in diverse occasioni) ma si si è dotati di un po' di sensibilità si può comprendere in fretta la motivazione dei suoi comportamenti, anche se non giustificabili.

Una storia che lascia il segno, scritta con quella vena poetica leggermente ironica che contraddistingue la Coppola, quello stile che delinea i personaggi grazie a qualche battuta e a qualche modo di dire dialettale, un'autrice che nonostante non descriva le sensazioni dei suoi personaggi, beh il lettore sa perfettamente cosa stanno provando perché diventano libri aperti e lo stomaco contratto di Mia ha un significato, il prurito sul collo di Lara anche.

Se vi piacciono le storie familiari, contenenti segreti, piccoli drammi, risoluzioni e rinascite: questo libro fa per voi. Se avete voglia di leggere una storia ambientata a Torino che parla di vita vera, di quella possibile, di quella di cui almeno una volta avete sentito parlare: questo libro fa per voi. Se volete un libro che vi faccia entrare in sintonia con i personaggi, tanto da credere che potrebbero essere membri della vostra famiglia: questo libro fa per voi. Monica Coppola ci ha messo il cuore, io vi consiglio di provare, perchè il suo cuore, all'interno di queste 221 pagine, lo troverete ad aspettarvi.