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Qauttro blogger per un autore - Serena Venditto



Buongiorno signori, come state? Siamo arrivati all'inverno e il freddo ha preso il sopravvento, che bella stagione! Però potrei sperare nella neve per il mio compleanno.... Adesso però è tempo di leggere la nostra rubrica bimestrale!
Chi siamo? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani).

Questa volta ha vinto la corona Serena Venditto nata nel 1980 a Napoli, dove lavora al Museo Archeologico Nazionale.
Ha esordito con la commedia Le intolleranze elementari (Homo Scrivens, 2012).
Nel 2018 ha pubblicato Aria di neve, il primo volume della serie dedicata al gatto detective Mycroft e ai 4+1 di via Atri 36, che, apparsa per la prima volta in libreria per i tipi di Homo Scrivens, ha già ricevuto numerosi riconoscimenti e segnalazioni (Premio Nabokov, Premio della
critica Costadamalfi, Garfagnana in Giallo, Festival Giallo Garda). Nel 2019 ha pubblicato L'ultima mano di burraco. Quattro coinquilini e un'indagine (per non parlar del gatto). Fonte Amazon. 

Io ho scelto di leggere ARIA DI NEVE , primo di cinque libri "Mycroft, il gatto detective". 

Fonte Google

Aria di Neve racconta la storia di Ariel, traduttrice dalle origini italo-americane che ad un certo punto si ritrova abbandonata dal fidanzato che era in procinto di sposare e le rimane tra le dita una casa bianca e vuota da gestire. La depressione avanza, così una cara amica le consiglia di lasciare l'appartamento e di prendere in affitto una stanza in un alloggio con più persone. Gli abitanti sono studenti eterogenei, non potrebbero avere caratteri più diversi: dal gelataio allo studente di musica, le sorprese all'interno dell'appartamento non mancheranno (e nemmeno il caos). 
Dimenticavo di dire che siamo a Napoli, meravigliosa città multiculturale, dai profumi intensi e tradizioni sentite: Ariel abitava in una casa in un quartiere benestante, ma dopo lo shock causato dall'abbandono la solitudine le impedisce di fare sonni tranquilli. Era il caso di andare a vivere in una comune piena di persone starnazzanti, condividendo gli spazi e le usanze? Per una tizia dal carattere come il mio la risposta sarebbe no! Questa infatti è la prima cosa che ho notato e che mi ha lasciato un po' sorpresa. 
Personaggio di non poca rilevanza è Malù, archeologa dalla mente investigativa, proprietaria del gatto Mycroft e coinquilina di Ariel. Sarà proprio lei a gestire le indagini private  che ruotano intorno a un suicidio non proprio lineare. 
Questo breve libro, primo della serie, permette alla Venditto di prendere il volo, affermandosi come una scrittrice interessante e amata dal grande pubblico. 
La scrittura è scorrevole e piacevole; chiara e immediata. Le indagini sono all'acqua di rose ma nessuno si aspettava un romanzo alla Christie! La parte gialla è alternata a quella sentimentale come spesso accade nei romanzi odierni. 
Non posso dire di aver amato follemente questo volume come non è giusto affermare il contrario: una storia di intrattenimento senza infamia e senza lode. Forse il fatto che sia così breve non mi ha permesso di affezionarmi ai personaggi, salvo alla vecchietta del piano di sotto! Una macchietta che mi ha fatto tornare alle mente dei ricordi liceali. 
Adesso vediamo cosa ne pensano le mie compagne di avventura! Esploriamo insieme i loro blog :-) 
Buone letture a tutti. 

Recensione di Baba - Miss Marple al Bertram Hotel di A. Christie


Desperate Bookswife
 Il libro
Miss Marple al Bertram Hotel di Agatha Christie
Editore: Mondadori| Pagine: 250| Pubblicazione: 2021| Prezzo 7,50€| Trama:Qui
Genere: giallo

Notizie sull'autrice

Agatha Christie, pseudonimo di Agatha Miller (Torquay, 1890 - Wallingford, 1976), è la più famosa giallista al mondo e una delle più prolifiche scrittrici di ogni tempo: ha al suo attivo circa ottanta opere, tradotte in più di cento lingue e vendute in oltre due miliardi di copie. Oltre ai gialli e alle opere teatrali, ha scritto sei romanzi d'amore, un'autobiografia e un libro di viaggio. Nel 1971 ha ricevuto il più alto riconoscimento britannico, divenendo Dama dell'Impero.

Recensione di Baba

Buongiorno lettori, vi spero bene! Questo è il secondo libro "di Miss Marple" che leggo e se devo dare un'anticipazione...preferisco Poirot! 
La cara Miss non è più giovanissima e decide di fare una piccola vacanza al Bertram Hotel, omaggio di suo nipote Raymond,. In realtà in nipote aveva pensato ad un paio di settimane in luogo più esotoco e comunque non gli sarebbe venuto in mente il Bertram, ma Miss Marple ha le idee chiare, da giovane aveva alloggiato lì e l'idea di ritornarci dopo tanti anni la carica di gioia e di alte aspettative. 
Conosciamo però la cara signora e tra una colazione, un tè e una passeggiata in biblioteca...ascolta involontariamente conversazioni, parla con le persone e intrattiene gli ospiti. Tutto questo potrebbe essere utile a Scotland Yard durante le sue indagini, poiché all'interno di quelle mura antiche che sanno di aristocrazia e vita per bene si nascono degli strani traffici e infine ci scappa anche il morto. 

Se subito ero curiosa di scoprire se questo libro mi piacesse di più di "C'è un cadavere in biblioteca" ho immediatamente cancellato l'ipotesi poiché in queste pagine Miss Marple è una comparsa che arriva in albergo, di tanto in tanto chiacchiera...ma fin da subito sparisce e non sarà lei ad occuparsi delle indagini (che non sono incentrate su di un cadavere). La cara Miss è un'ospite, assaggia prelibatezze e si gode il tempo e l'atmosfera. Tornerà, certo che tornerà, perché qualcosa ha visto e sentito, ma solo sulle note finali, quando il libro è quasi concluso. 

Devo ammettere che ho provato una piccola delusione, sia per la mancanza dell'omicidio, che arriva molto avanti quando in realtà non ce lo si aspetta più, sia per la scarso peso di quella che pensavo sarebbe stata la protagonista del libro. I personaggi sono molti e subito il lettore comprende che alcuni insospettabili, sia perché ricchi, sia perché giovani ereditieri come Elvira, sia perché troppo importanti per avere la coscienza sporca...in realtà hanno diversi scheletri da nascondere nell'armadio. In una Londra degli anni 50, in un albergo nostalgico e popolato da persone che ci tengono a rivivere gli anni d'oro, quelli prima della guerra, si nascono traffici, strane sparizioni, rapine a treni e infine un omicidio. Se le persone con pregiate porcellane in una mano e gustose tartine nell'altra sospettassero che il loro Hotel preferito non è così aristocratico come lo avevano idealizzato ci resterebbero veramente male. 

Quello che ho apprezzato sono le indagini e i racconti dei vari testimoni, i dialoghi sono interessanti e permettono al lettore di fare supposizioni. L'atmosfera e l'ambientazione le ho trovate stupende, come mi ha fatto molto simpatia il canonico Pennyfather, l'ho trovato davvero divertente. Da questo però ad affermare che io sia una fan della Christie...no. Non ancora almeno! Possiedo davvero moltissimi volumi e di tanto in tanto ne leggo uno, più per cultura persona che per passione, nella speranza che si smuova qualcosa all'interno della mia anima e riesca a comprenderli meglio. Io credo proprio questo, i gialli dell'autrice vanno capiti perché oltre all'indagine in sè c'è di più, ma ci vuole una cultura alle spalle che io ancora non possiedo. 

Recensione di Baba - Per sole donne di V. Pivetti


 Il libro
Per sole donne di Veronica Pivetti
Editore: Mondadori| Pagine: 252| Pubblicazione: 2021| Prezzo 13,50€| Trama:Qui
Genere: narrativa


Notizie sull'autrice
Veronica Pivetti, classe 1965, è attrice, doppiatrice, conduttrice televisiva e radiofonica. È conosciuta dal grande pubblico per il film di Verdone Viaggi di nozze, la conduzione insieme a Raimondo Vianello ed Eva Herzigova del Festival di Sanremo e molte fiction di successo, fra cui "Commesse", "Il maresciallo Rocca", "Provaci ancora Prof!" e "La ladra". È tutti i sabati su Rai 3 nella trasmissione di Massimo Gramellini Le Parole. Da Mondadori ha pubblicato Ho smesso di piangere (2012), Mai all'altezza (2017) e Per sole donne (2019).

Recensione di Baba

Adelaide, Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina sono le protagoniste di questo sboccato e divertentissimo romanzo: sono giunta alla consapevolezza che la Pivetti è un po' folle ma è anche parecchio geniale.
Adelaide, ovvero l'Io narrante, è un'antiquaria, ha superato i cinquant'anni e ha spostato suo marito in "tarda" età, un po' per dare fastidio ai suoi genitori e un po' forse perché sentiva il ticchettio dell'orologio alle sue spalle. La loro storia d'amore, non così affascinante in realtà, è durata quattro anni. Le amiche di Ade però non sono conciate meglio, ognuna di loro ha dei problemi con l'altro sesso o con lo stesso sesso. Hanno l'abitudine di andare a mangiare in un ristorante cinese (nonostante Ade vada da una nutrizionista che la fa sentire magra magra), raccontarsi i loro problemi, le loro fantasie e la loro infinita voglia di vivere la vita e respirarla a pieni polmoni.

Qui ci sono delle storie, narrate magnificamente, edulcorate, rese comiche. Queste vite però, se togliamo la velina che le fa diventare un bel romanzo dalla quasi vagina in copertina, sono cose che vediamo e sentiamo tutti i giorni. Veronica Pivetti ha capito come trasformarle e con questo libro, che è un inno alla vita e alla voglia di riscatto perché non è mai troppo tardi, mette al centro le esigenze femminili, sfatando diversi miti.

"Per sole donne" è ciò che molte appartenenti al genere femminile pensano ma non dicono, difende i desideri e la libertà sessuale di ognuna senza troppo pudore, vergogna o perbenismo. E' una storia per donne sessualmente adulte, per coloro che non fanno il segno della croce quando leggono "pene" o peggio ancora "ca**o" (scusate ma Facebook è puritano e poi mi banna, in più ho qui la mamma, vero che non capisci perché ho messo gli asterischi? Oppure fai finta di non capire! Quanto ti voglio bene mammina).
"Per sole donne" è un inno all'amicizia, quella vera, quella sulla quale puoi contare dicendo tutto senza paura del giudizio che potrebbe arrivare, perché il giudizio non dovrebbe esserci, solo eventuali consigli o semplicemente vicinanza e calore. Quello che consideravamo amore si può perdere dietro ad una gonnella, le amiche di una vita hanno la possibilità di resistere più a lungo e con loro si può parlare di tutto. Quando ciò avviene...mamma mia che divertimento!
Istruzioni per l'uso:
  • lasciare andare i pregiudizi prima di iniziare, non sono ben accetti.
  • non arrossire durante le avventure sessuali della protagonista, è una signora che se può... vive e non fa del male a nessuno.
  • prendere ispirazione, non si sa mai! Con il sorriso sulle labbra si percorre più strada che con le lacrime sulle gote. Garantito.
  • non lasciare sul comodino se avete un compagno/a di strette vedute, se avete un figlio minore curioso e amante della lettura. Attendete almeno i 55 anni!!!!

Recensione di Baba - il cuore è uno zingaro di Luca Bianchini


 Il libro
Il cuore è uno zingaro di Luca Bianchini
Editore: Mondadori| Pagine: 228| Pubblicazione: 2024| Prezzo 18,50€| Trama:Qui
Genere: narrativa


Notizie sull'autore
Luca Bianchini è nato l’11 febbraio del 1970 a Torino, città che ama e dove ama tornare.
Ha cambiato casa ma continua a scrivere in cucina, che resta la sua stanza del cuore.
Mondadori ha pubblicato tutti i suoi romanzi: Instant love (2003), Ti seguo ogni notte (2004), la biografia di Eros Ramazzotti, Eros – Lo giuro (2005), Se domani farà bel tempo (2007), Siamo solo amici (2011), Io che amo solo te e La cena di Natale (2013) – da cui sono stati tratti due film di grande successo -, Dimmi che credi al destino (2015), Nessuno come noi (2017), portato l’anno successivo sul grande schermo, So che un giorno tornerai (2018), Baci da Polignano (2020) e Le mogli hanno sempre ragione (2022).

Recensione di Baba

Buongiorno lettori, dopo un mese di assenza ecco una recensione dietro l'altra, ma non abituatevi troppo, torneranno i periodi scarni! 
Chi mi conosce sa il mio amore per l'autore Luca Bianchini, famoso non solo grazie ai libri, simpatico quanto basta e dalla spiccata ironia. I suoi titoli più famosi sono ambientati a Polignano: "Io che amo solo te" è diventato un film insieme a "La cena di Natale"; Ninella e Don Mimì hanno rapito il cuore di moltissimi lettori e credo che ciò abbia spinto Bianchini a scrivere altri romanzi in quel magico luogo, anche se con protagonisti diversi. Il Maresciallo Clemente lo abbiamo già visto in "Le mogli hanno sempre ragione" un giallo ambientato nella villa di Matilde (Ex moglie di Don Mimì) ha dato la possibilità a Bianchini di cimentarsi con un genere leggermente diverso dal suo, nonostante abbia mantenuto il suo inconfondibile stile e l'attenzione per la vita dei personaggi. 
Il maresciallo Gino Clemente e sua moglie Felicetta sono stati trasferiti a Bressanone dopo uno scandalo giù al paese: non sappiamo se Clemente sia donatore di corna o se sia stato coinvolto per colpa di qualcun altro...nel dubbio, con una finto premio...è stato mandato a mille km di distanza! 

Questa volta la vittima è un famoso uomo di spettacolo, parliamo di Gabriel Manero, che ha cantato tutta la vita una canzone diventata un vero e proprio tormentone "Todo Corazon". Clemente e Felicetta sono stati invitati al concerto in una birreria del luogo, il cantante agè (scusate ma non trovo l'accento giusto) si esibisce straordinariamente nel suo paese originario creando molta aspettativa, per la serata e per il post, esclusivamente su invito.
I paini procedono, le persone ballano e cantano nonostante il palco sia una pedana e la stube non è San Siro. Del dopo concerto si parla altrettanto bene, i gin tonic non sono mancati, le dolci compagnie nemmeno. Unica pecca? Il cadavere della star. 

Il maresciallo, tra un cliché sui meridionali e uno sui settentrionali si trova immerso in un caso spinoso, con dinamiche non poi così tanto differenti da quelle "polignanesi": intrighi nell'arma, vicini omertosi, persone che raccontano mezze verità, persone che raccontano solo bugie, tradimenti, truffe e chi più ne ha ne metta. 
Una storia che si fa leggere, un giallo condito con ironia e sentimento che permette al lettore di scervellarsi per scoprire l'assassino ma che consente anche al lettore più esigente di appassionarsi alla vita di chi popola queste pagine, ritrovando qualcuno di conosciuto e scoprendo interessanti novità. 
Non è il romanzo di Bianchini che prediligo, questo è di puro intrattenimento, ma gradevole e di compagnia, senza pretese ma nemmeno banale. Adatto per giornate senza pensieri, per staccare la spina e stare in ottima compagnia. 

Questa recensione non è all'altezza della storia, le parole non vengono, le frasi ancora meno. Sono fuori allenamento, purtroppo la lontananza dal pc si sente assai. Spero di tornare come una volta!
 

Quattro blogger per un autore - Barbara Fiorio


Buongiorno signori, come state? Siamo a metà del 2024 ed è tempo di leggere la nostra rubrica bimestrale!
Chi siamo? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Buona Fortuna - Mondadori 2013- 199 pagine 


Questa volta è il turno di Barbara Fiorio!

Come si comprende dalla foto ho letto "Buona Fortuna", romanzo scritto dopo "C'era una svolta" (2009) e "Chanel non fa scarpette di cristallo" (2011). Non ho letto nessuno dei due ma sono partita da "Qualcosa di vero" soprannominato da qualche blogger Il fungone, a causa dell'immagine in copertina. Ho successivamente amato Vittoria e infine non mi sono lasciata scappare La banda degli Dei.

Conosco l'autrice e i suoi libri da diverso tempo: anni fa partecipai ad uno dei suoi corsi di scrittura creativa ma inciampai: lo portai a termine ma non conclusi di scrivere il libro. Mi dissi che ci avrei riprovato, che avrei partecipato ancora una volta, ma il ricordo dell'averlo fatto nell'anno più brutto della mia vita fino ad allora mi fece desistere. 
La Fiorio non scrive un libro all'anno, anzi non sono nemmeno molte le sue opere purtroppo, questa è una delle prime e io ancora non l'avevo letta. Buona Fortuna è stato pubblicato nel 2013, quindi 11 anni fa, la copertina mi ricorda l'autrice, anche se non è vestita di nero e la protagonista, Margot, indubbiamente le assomiglia parecchio. 
Margot Martini ha trentotto anni, è una giornalista precaria e ama i gatti. Da bambina a Carnevale voleva vestirsi da Principessa, Fatina e Zorro, ha sempre fatto fatica a scegliere. La sua vita sentimentale è trascurabile da tre anni, il suo compagno di vita part time è soprannominato Tormento, credo possiate arrivare da soli al perché di tale nomignolo. 
Mentre leggiamo le pagine in un normale font da "Romanzo Mondadori" ad un certo punto piombiamo in un capitolo scritto in corsivo, capiamo pian piano di trovarci di fronte ad un altro personaggio ma non comprendiamo il perché della scelta stilistica. Ci appare una vecchietta, proprietaria di una ricevitoria nel centro storico di Genova, 83 anni, completamente sola, ovviamente gattara (l'ovviamente Ã¨ solo per chi segue l'autrice su Facebook, lei ama i gatti e condivide il suo appartamento con due quadrupedi niente male). 
Da questo momento ci immergeremo totalmente nelle due vite che ci vengono proposte, passeggeremo tra i caruggi, puceremo la focaccia nel cappuccino, ravaneremo nelle borse delle donne, infileremo il naso in queste due vite così diverse ma in qualche modo assurdo complementari. 
Ci arrabbieremo insieme a Margot, perché la vita sa essere ingiusta molto spesso, altrettanto spesso non c'è una fine vittoriosa, forse solo una magra consolazione. 

Ho divorato queste pagine così emozionanti e ricche di vita, di sentimenti, di persone in carne, ossa e acqua di colonia dietro le orecchie. Ogni volta che tra le mani mi capita un suo libro mi chiedo perché scriva così poco e forse mi sono data una risposta: lei è un'artista della penna e gli artisti non hanno scadenze, non seguono il calendario, solo l'ispirazione. Probabilmente vi starete chiedendo perchè io non vi abbia detto di cosa parli questo romanzo. Non saprei da che parte cominciare se non: "di donne che cercano di vivere la propria vita seguendo la via che ritengono più retta". Avrei un po' ridire sulla battuta non troppo velata riguardante le persone che amano i molossoidi...ma posso parci sopra. 
Un gran bel libro di narrativa italiana contemporanea. 
Ps  se volete scoprire qualcosa sulle Repubbliche Marinare...sulle Lotte tra "La Superba" e Pisa...beh, non lasciatelo scappare. 

È arrivato il momento di scoprire cosa abbiano letto le altre fanciulle! Sono proprio curiosa. Ci leggiamo sui loro blog, a presto!

Quattro blogger per un autore - Jojo Moyes


Buongiorno signori, come state? Siamo a fine settembre e con la benedizione dei colori dell'autunno torniamo con la nostra rubrica!!! Ditelo che vi siamo mancate un pochetto! Se invece non avete modo di conoscerci, ecco due righe su ciò che combiniamo insieme.
Chi siamo? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questa volta cari lettori, abbiamo scelto la Moyes, diventata famosa soprattutto dopo "Io prima di te" che ovviamente non ho letto. Precedentemente però mi sono lasciata tentare da "la ragazza che hai lasciato" "un weekend da sogno" e "una più uno", tutti molto soddisfacenti ma...sono passati davvero molti anni dall'ultima lettura di questa autrice, così a dire il vero ero un po' spaventata. Tranquilli, è andata bene!

Fonte Mondadori. Pagine 408- 19,00€ - anno 2018


Ti regalo le stelle narra una storia tratta in parte da verità, siamo in Kentucky, nel 1937 e le donne della WPA Packhorse Library sono esistite veramente, si trattava di bibliotecarie a cavallo che portavano settimanalmente i volumi alle famiglie più sperdute, nella speranza di divulgare la lettura e la cultura.
La base di partenza è già buona così mi sono addentrati con curiosità tra le pagine del libro, conoscendo pian piano le protagoniste di questa avventura. Alice è arrivata dall'Inghilterra, ha sposato un uomo bello e facoltoso, figlio del proprietario di diverse cave, peccato sia un po' un bamboccio, ma questo lo giudicherete voi se deciderete di leggere il libro. Poi abbiamo Margery O'Hare, donna dal carattere deciso e determinato non ha intenzione di farsi mettere sotto da nessun uomo o donna, lei sarà la responsabile del progetto della biblioteca itinerante, incontreremo Izzy, Sophia, Beth, insomma tutte fanciulle che hanno deciso più o meno volontariamente di farsi trascinare in questa pericolosa iniziativa.

Come potrete immaginare non tutto filerà liscio, a partire dal matrimonio di Alice che in poco tempo risulterà quasi imbarazzante. Ci saranno anche persone disposte a buttar fango sulla biblioteca, come ben sappiamo la cultura è pericolosa perché le persone istruite possono essere manipolate con meno facilità.
I personaggi sono ben descritti, fisicamente e psicologicamente, almeno quelli principali e l'ambientazione non è malvagia, sia le situazioni sia i luoghi sono delineati bene senza essere eccessivi o scarni.
La trama fino ad un certo punto è convincente ed interessante, purtroppo ho delle riserve sui capitoli finali, un po' frettolosi ( per certi aspetti) e un po' troppo approfonditi ( per altri). Cosa significa? Che alla fine il libro ha preso una piega che non ho pienamente apprezzato e si è dilungato sulla vita di una persona anziché continuare con ciò che era stato iniziato. Anche l'epilogo mi è apparso frettoloso e poco credibile ma non per questo il libro è risultato spiacevole. Si, proprio così, scorre che è una meraviglia e comunque, nonostante le pecche, si ha la curiosità di andare avanti e scoprire cosa accadrà.

Ammetto che no, non posso catalogarla tra le mie autrici preferite perché credo di non essere più adatta ad un certo tipo di storie, però ogni tanto male non fa, l'autrice ha una scrittura non banale e i suoi personaggi entrano nel cuore. Forse piace molto proprio per questa piega del "forse tutto è possibile" non saprei, diciamo che rende bene senza essere stucchevole. È buffo perché ho scelto un libro che non avevo in casa, nonostante io ne possegga quattro, però a conti fatti sono felice della mia scelta!

Lo consiglio:
- agli amanti del lieto fine
- ai nostalgici
- a chi ama le storie d'amore un po' più ricche
- a chi vuole sognare ma restando con i piedi per terra
Lo sconsiglio
- a chi cerca storie di un certo spessore
- a chi non interessa la narrativa Easy per rilassarsi

E voi? Siete curiosi di scoprire cosa hanno letto le altre fanciulle? Andate a sbirciare sui loro blog, i link sono all'inizio del post.

Review Party - My Killer Vacation di Tessa Bailey


 Buongiorno lettori, come state? Dopo moltissimo tempo torno sul blog con un Review Party che ha come protagonista un libro edito da Mondadori: My killer vacation di Tessa Bailey. L'autrice è nota sopratutto al pubblico femminile per la sua scrittura romantica e speziata, ha pubblicato in Italia con Mondadori, nella collana Extra Passion e infine con Always Publishing. Questo volume, autoconclusivo, narra la storia di Taylor, maestrina della scuola primaria in vacanza a Cape Code insieme al fratello Jude, e del cacciatore di taglie Myles, uomo brutale e rude che dopo aver divorziato pensa solo a rapporti occasionali e senza conseguenze emotive. 

Probabilmente vi starete chiedendo il perché Taylor incontri un ex detective in un luogo di villeggiatura. Sarà in vacanza anche lui per dimenticare la sua precedente moglie? Si occuperà di proteggere i villeggianti dai malintenzionati? No, niente di tutto questo: Taylor e Jude trovano nella lavanderia il cadavere del proprietario della villetta che hanno affittato: il Signor Oscar. L'ormai defunto Signor Oscar, per essere precisi. Purtroppo le circostanze non convincono del tutto la sorella del proprietario quindi ecco che entra in gioco Myles, due metri di essere umano coperto di muscoli e falsa indifferenza. Il cacciatore di taglie dovrebbe scoprire la verità sulla morte appena avvenuta ma ahimè si trova letteralmente in mezzo ai piedi una giovane donna minuta e a modo che intralcia il suo operato pensando invece di poter dare una mano con la sola scusa di aver scoperto l'uomo senza vita. Così ha inizio questa storia, che vede un'alternanza dei punti di vista dei due personaggi, sempre narrati in prima persona. 

Taylor è un'insegnate molto riflessiva, una persona che pondera bene ogni sua scelta per paura di fare la mossa sbagliata. Non vuole pentirsi, desidera essere certa della strada da percorrere per evitare rischi indesiderati. Questa vacanza le serve per lasciarsi alle spalle un anno lavorativo intenso. Perché quindi improvvisarsi investigatrice? Forse perché è stufa di essere trattata come una bambola di porcellana? Desidera tirare fuori ciò che è sempre stato celato dal suo minuto corpo? Oppure molto più semplicemente ha guardato troppe puntate di un programma investigativo! Chissà.

Myles è un uomo rude, il suo corpo titanico lo rende fisicamente l'esatto contrario di Taylor. Questo personaggio ci appare menefreghista e superficiale, insofferente al perfetto clima vacanziero che si respira a Cape Cod, un uomo che incute nessuna fiducia e nemmeno verrebbe voglia di bere un caffè in sua compagnia. Sembrerebbe quasi un criminale se non lavorasse per scoprire la verità! 

Questo libro ci mostrerà come due personaggi opposti si attraggano, esattamente come uno dei detti più famosi al mondo. La bella e la bestia, il gigante e la "bambina", il gatto randagio e l'uccellino domestico, scegliete voi l'esempio che più vi va a genio. Siete pronti a farvi trasportare da battibecchi e scene piccanti? In questo romanzo troverete tutto questo: scene simpatiche, momenti eccitanti, indagini (comunque secondarie e di contorno), rapporti e una storia pronta a sbocciare anche se non sappiamo la piega che prenderà.

È il primo libro che leggo della Bailey, ad essere sincera mai l'avevo sentita e se non fosse stato per Lara...credo che non sarebbe finito tra le mie mani. È una lettura leggera, adatta a chi ama non dover pensare troppo, magari proprio in vacanza! Diciamocelo, ci sono lettori che attendono di leggere i mattoni proprio in spiaggia, altri che invece non vedono l'ora di staccare la spina. Questo è un romanzo per sognare una storia improbabile ma che funziona, che unisce il romance al mistero, lo spicy al sentimento e vede i personaggi prendere consapevolezza dei propri sentimenti nascosti, latenti ma pronti ad uscire al momento giusto. 

Se proprio devo essere sincera all'inizio della lettura, dopo i primi capitoli, non ero molto convinta: questo non è uno dei miei generi preferiti e ho scelto di dargli una possibilità solo grazie al lavoro della protagonista: anche io sono un'insegnate. Dopo circa venti minuti di lettura ho pensato che fosse banale e ho temuto di non riuscire a simpatizzare troppo. Sono andata avanti e invece, nonostante io non ami le scene pepate sopratutto se molto ravvicinate tra loro, ammetto di essermi appassionata alla storia e ho fatto il tifo per Taylor e Myles! Una lettura che intrattiene, che profuma di mare, che diverte. Sono sincera, probabilmente leggerò anche il primo volume di un'altra serie sempre scritto dalla medesima autrice, di tanto in tanto ci va un po' di leggerezza e l'acqua frizzante disseta moltissimo! 

Ve lo consiglio? Direi proprio di sì, fatevi trasportare dal tornado creato dai due personaggi principali, non opponete resistenza e godetevi questa lettura che vuole essere divorata con semplicità mentre sorridete grazie ai siparietti celati al suo interno. 

Se sono riuscita ad incuriosirvi non vi resta che andare a leggere le recensioni delle mie compagne di avventura che ringrazio: Libri, libretti, libracci , Le tazzine di Yoko, diario di un sogno e A spasso coi libri. Un ringraziamento all'ufficio stampa per la copia. Ci rileggiamo presto! 

Nadia around the world - Il cantastorie di Marrakech


Buongiorno lettrici e lettori!

Dopo tanto tempo oggi torno con una nuova puntata di Nadia around the world per condividere con voi le mie impressioni sulla meta della mia ultima gita: il Marocco, e in particolare le città di Marrakech e di Essaouira. Ad accompagnarci alla scoperta di questi luoghi un romanzo molto evocativo e di grande atmosfera, sebbene un po’ carente a livello di trama: sto parlando di Il cantastorie di Marrakech, di Joydeep Roy-Bhattacharya.
Il cantastorie di Marrakech

Il primo posto che viene in mente pensando a Marrakech, il più famoso e ricco di atmosfera, il punto nevralgico da cui partire per esplorare questa città così particolare è sicuramente la piazza principale, la Jemaa El-Fna, che è anche il luogo in cui principalmente si ambienta il nostro romanzo. Il cantastorie di Marrakech infatti, come il titolo stesso suggerisce, è il racconto di Hassan, cantastorie professionista dalla lunga tradizione famigliare, che nella Jemaa ogni sera dà vita a mirabolanti avventure per l’intrattenimento e la gioia dei suoi ascoltatori. Nella sera raccontata nel romanzo, però, Hassan racconta un episodio realmente accaduto: la scomparsa di una coppia di giovani stranieri, spariti proprio dalla piazza diversi anni prima, e le conseguenze che tale sparizione ebbe per il fratello di Hassan, Mustafa.
piazza Jemaa el Fna di giorno



piazza Jemaa el Fna di notte
La Jemaa El-Fna, il cui nome potrebbe significare “Assemblea dei defunti”, o “Moschea del nulla”, o “Moschea alla fine del mondo” è quanto di più particolare e diverso abbia mai visto nel corso dei miei viaggi. Sono già stata in Africa e in Medio Oriente, ma da nessuna parte come qui ho visto concentrarsi un così grande numero di venditori, incantatori di serpenti, donne che propongono tatuaggi all’henné, panche per assaggiare discutibile street food accanto a ristoranti eleganti e banchi di succhi di frutta per tutti i gusti. La Jemaa è piena di gente, dal mattino presto a tarda sera, e qui convergono turisti e locali in un tripudio che mette alla prova i cinque sensi: profumi di fiori d’arancio e menta fresca cercano di competere con i fumi esalati dai mille motorini decrepiti che utilizzano ancora miscele da noi bandite più di quarant’anni fa; il rumore dei tamburi e dei pifferi richiama i curiosi, pronti ad ammirare esibizioni di danza sfrenata, non prima di aver toccato con mano le merci più o meno pregiate dei commercianti locali, che cercano di venderti letteralmente qualsiasi cosa.

Il cantastorie di Marrakech rende benissimo l’atmosfera inebriante di piazza Jemaa El-Fna; leggendo questa storia, che pure a mio avviso ha diversi difetti, mi sono ritrovata catapultata nella piazza che ho lasciato due settimane fa, descritta con una tale dovizia di particolari da poter essere immaginata alla perfezione anche da chi non ci è mai stato. Dico che il romanzo non è scevro da difetti perché, al di là delle meravigliose descrizioni, ho trovato la storia piuttosto noiosa e ripetitiva, troppo “filosofeggiante” per i miei gusti.

Medina

Il racconto del cantastorie prosegue nei vicoli stretti e sinuosi della Medina, la città vecchia cinta da dieci chilometri di mura risalenti al XII secolo e ricca di botteghe ed eleganti riad. I riad sono a mio avviso la soluzione migliore per dormire a Marrakech spendendo poco e immergendosi nell’autentica cultura marocchina, perché sono abitazioni tradizionali riattate a b&b (spesso hanno anche un loro ristorante). Inoltre, anche se il vostro riad si trovasse in piena Medina, non ne sentirete il frastuono, perché di solito si trovano in vicoli più periferici, come il nostro, o comunque in cortili interni che schermano il rumore.

Jardins Majorelle

Nel Cantastorie di Marrakech l’autore cita, di sfuggita, due luoghi molto interessanti per il turista: mi riferisco ai Jardins Majorelle e alle Tombe dei Saaditi. I giardini sono incantevoli, la vegetazione al loro interno è tropicale e lussureggiante e il contrasto con l’indaco degli edifici dona al paesaggio un bellissimo colpo d’occhio. I biglietti possono essere acquistati solo online e consiglio di andarci al mattino presto, se non si vuole fare comunque coda nonostante la prenotazione. Le Tombe dei Saaditi sono un altro esempio di arte e architettura fenomenale, legno e marmo sono stati intagliati in maniera magistrale, con una precisione e una cura del dettaglio strabiliante, soprattutto se si pensa che risalgono al XVI secolo.

Tombe dei Saaditi

Il romanzo parla anche, en passant, della cittadina di Essaouira, piccolo porto di pescatori oggi famoso anche per essere una delle località più amate dai surfisti. Qui infatti, nella storia, vive per un certo periodo di tempo Mustafa, il fratello del cantastorie Hassan. Noi abbiamo visitato Essaouira durante un’escursione di una giornata, e mi è piaciuta tantissimo. Oltre a presentare una Medina molto più piccola (e decisamente meno caotica) rispetto a quella di Marrakech, e oltre ai bastioni corredati da cannoni che hanno fatto da location alla serie tv Il trono di spade, Essaouira mi ha conquistata per il suo lungomare ampio e moderno, che costeggia una spiaggia battuta dal vento, selvaggia ma non respingente, almeno per quanto mi riguarda. A fine marzo c’erano pochi turisti, ma non mancavano temerari sui lettini e soprattutto tanti surfisti che se la spassavano.

Bastioni di Essaouira

Spero di avervi incuriositi un po’ con questa breve carrellata del mio viaggio in Marocco, una terra di cui non conoscevo nulla e che mi ha piacevolmente colpita. Per quanto riguarda il libro che ci ha accompagnato in questo post, ve lo consiglio se volete vivere o rivivere le atmosfere e le sensazioni provate a Marrakech, ma non se cercate una storia adrenalinica e avvincente: da questo punto di vista, purtroppo, Il cantastorie di Marrakech si è rivelato una lettura piuttosto carente.

Recensione di Baba - L'ombra del bastone di Matteo Corona


 Il libro
L'ombra del bastone di Matteo Corona
Editore: Mondadori| Pagine: 116| Pubblicazione: 2021| Prezzo 19,00€| Trama:Qui
Genere: graphic novel

Notizie sull'autore
Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Matteo Corona, classe 1981, vive e lavora a Erto. Collabora con privati, aziende, agenzie di comunicazione e case editrici alla realizzazione di progetti editoriali, branding, disegni, elaborati grafici e illustrazioni.

 Recensione di Baba
L'ombra del bastone è una graphic novel del figlio del celebre Mauro Corona, tratta appunto da un romanzo di quest'ultimo "l'ombra del bastone". Non ho mai letto nulla di questo autore (Corona senior) mentre invece mio marito è decisamente suo fan, possiede la maggior parte dei suoi libri e mi mandò al patibolo per avere un autografo che mi costò uno sguardo di disprezzo e una rispostaccia. Non appena ho visto questo fumetto ho pensato che potesse fare al caso di Ezio e gliel'ho comprato. Lo ha letto subito e la sua reazione entusiasta mi ha fatto pensare di averci preso. Adesso è la mia volta ma decisamente le impressioni sono totalmente discordanti da quelle del mio coniuge ( che strano, invece di solito...). 
Le illustrazioni sono in bianco e nero, tavole complesse ricche di particolari, sfumature e tratti duri e taglienti. Le espressioni facciali sono complesse e rendono molto l'idea di ciò che passa nella mente del personaggio. Diciamo che le parole sono giusto un sottotitolo perché la parte grafica, seppur non piacendomi, è assolutamente esaustiva. La storia proprio non mi piace, cupa, macabra, senza uno spiraglio di speranza. Non dico che ci debba essere il lieto fine, non sono una fan del "e vissero felici e contenti" ma nemmeno metto un like al "moriremo tutti sempre e comunque". 
Questa è la storia di una maledizione, di persone che si ammazzano a vicenda, di donne davvero descritte come cagne in calore e di uomini che non mi piacciono per niente. Ho trovato tutto molto molto sgradevole anche contestualizzando, dalle illustrazioni disturbanti, troppo esplicite e di una volgarità fine a se stessa ( anzi mi è sembrata quasi denigratoria per il genere femminile) alla storia orrenda. La famiglia Corona sarà famosa e ben considerata dal punto di vista letterario ma a me tutto questo ha provocato solo la sensazione di aver perso del buon tempo, per fortuna non molto. 

Recensione di Baba #16 - I sette mariti di Evelyn Hugo


 Il libro
I sette mariti di Evelyn Hugo di  Taylor Jenkins Reid
Editore: Mondadori| Pagine: 420| Pubblicazione: 2021| Prezzo 20,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autrice
Taylor Jenkins Reid è autrice dei bestseller Malibu Rising, Daisy Jones & The Six e I sette mariti di Evelyn Hugo. Vive a Los Angeles con il marito e la figlia.
Un adattamento de I sette mariti di Evelyn Hugo in forma di miniserie è attualmente in preparazione per Touchstone Television Studios sotto la direzione di Ilene Chaiken e Jennifer Beals (The L Word).
 Recensione di Baba

Ho deciso di leggere questo libro grazie ad una recensione scritta da una mia amica. Mi ha talmente incuriosita che ho dovuto affrontare questo volume e comvolgere altre persone nella lettura, perché leggere insieme è più bello e la possibilità di confronto è maggiore. 
Evelyn Hugo è un'anziana e famosissima attrice che contatta la narratrice di questa storia con una scusa (una giornalista mulatta che cerca di salire i gradini della sua rivista mettendoci anima e cuore) e le strappa la promessa di scrivere la sua biografia. La giornalista è stupefatta: non è famosa, la rivista Vivanne è popolare, molto letta e gestita da una direttrice tutta d'un pezzo. Lei...perché proprio lei? Non lo sa, eppure Evelyne non è disposta a trattare, cederà la sua vita nelle mani di questa giovane donna e a nessun altro: il giornale deve restare fuori. Oddio e se così perderà il lavoro? Quale sarà la scelta giusta? 
Come potrete immaginare, visto il titolo del libro, Evelyn ottiene sempre quello che vuole.
Ho amato il personaggio di Evelyn un po' alla volta, è il classico personaggio spigoloso e cosciente di esserlo
Bella da impazzire, sicura di sé, un po' senza freni inibitori e senza particolare moralità l'attrice non ha troppi veli addosso e le piace: gli sguardi e le attenzioni devono essere tutte sue, la scena è sempre stata sua. 
Una donna all'avanguardia che fa di tutto per diventare qualcuno, come ad esempio sposare qualcuno che le possa dare un passaporto per diventare finalmente grande, poi un altro per emergere e via così. Ma cosa si nasconde dietro a questo romanzo? Chi sarà la narratrice e perché la Hugo ha scelto proprio lei? 
Non si può dire che la protagonista sia amabile e che sia scritta per piacere ai lettori perché Lei è ciò che molti vorrebbero essere ma non sono a causa di tabù; Lei è ciò che non si ammette di desiderare; Lei è la regina delle donne e sovrana degli uomini. Forse però non è tutto oro ciò che luccica e il lettore scoprirà se invecchiando lei crescerà oppure se resterà la medesima, solo con più esperienza. 
Mi è piaciuto, una lettura scorrevole e coinvolgente, una trama mai banale che mi ha trasportato altrove. Al suo interno si toccano dei temi importanti e importanti come l'omosessualità e l'accettazione, il ruolo della donna in carriera, la crescita sociale e altro ancora. 
E voi lo conoscete? Qual è la vostra opinione? Quali sono i punti di forza e quello deboli? Vi aspetto nei commenti. 

Cinque blogger per un autore #2 - John Grisham


Buongiorno signori, come state? Siamo a marzo e noi siamo tornate!!! Ditelo che vi siamo mancate un pochetto! Se invece non avete modo di conoscerci, ecco due righe su ciò che combiniamo insieme.
Chi siamo? Ecco qui:
ChiaraChicca,  Ombretta e io: ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di leggere John Grisham, autore che ho avuto modo di conoscere per la prima volta qualche anno fa e che ho ripreso in mano solo adesso. Un autore famosissimo per il Legal Thriller ma che ha scritto anche qualcos'altro. Io mi sono buttata a capofitto in "L'avvocato di strada"

L'avvocato di strada - fonte Google

Ho acquistato questo volume in un mercatino dell'usato senza pensarci due volte: la mia amica Francesca me lo consigliò un paio di mesi prima e io senza indugio l'ho portato a casa per pochi euro. Conoscevo Grisham grazie a "Fuga dal Natale" che lessi a dicembre del 2016 e da quel momento l'autore mi restò nel cuore per motivi diversi che non spiegherò altrimenti rischio di diventare ripetitiva e melensa, ma so per certo che questo amore è legato totalmente alla soggettività del momento. Di quel momento lì.
Leggere questo autore dopo sei anni e un pezzettino mi ha provocato diverse emozioni tra cui...il blocco quasi totale del lettore. Vuoi che i ricordi sono tornati e mi hanno sommerso, di conseguenza ogni volta che provavo ad aprire il libro ecco che si faceva avanti un pezzo di ricordo con appresso la nostalgia e quel dolore che non fa più male male ma che comunque va a innescare una sorta di prurito e tu ferma non puoi stare. Mettiamoci anche il fatto che è un libro...oddio come si chiama? Legale? Una sorta di Low&Order che in realtà non ho mai amato se non per l'attore ( un certo signor Cohen per chi guardava the OC). Come al solito sbrodolo parecchio ma per una giusta causa.
Questo libro parla di un avvocato di successo, prossimo a diventare ricchissimo e a far carriera nei piani alti di uno degli studi legali più importanti del paese che ad un certo punto cambia strada: dopo essere stato preso in ostaggio sul posto di lavoro da un homeless ed essersi ritrovato il cervello di quest'uomo sulla camicia decide di cambiare vita. Diventa un avvocato di strada. È la storia di un uomo che rinuncia ad uno stipendio stellare per aiutare la povera gente, un uomo che cerca di fare luce sulla condizione dei senza tetto e prova a tirare fuori il marcio proprio non troppo lontano da dove lavorava lui stesso. Ci vuole coraggio per certe azioni ma a quanto pare il nostro protagonista ha dimostrato di avene da vendere.
Una storia scritta con maestria, uno stile fluido, una penna esperta e capace di tenere viva l'attenzione ma...questo libro non fa per me. Innanzi tutto non ho amato la parte più tecnica/legale: non mi piace molto conoscere i vari cavilli, lo studio per una difesa e quant'altro. Mi rendo conto della bellezza del libro e della denuncia sociale. È fantastico tutto questo e sono comunque contenta di averlo letto, ho imparato molte cose. Qui il problema non è la storia, il protagonista o lo stile, è proprio il tipo di libro credo. Come però ho scritto sopra, credo anche di aver sottovalutato l'impatto che mi avrebbe fatto leggere questo autore. Sono stata sciocca, avrei dovuto mettere una pietra sopra e passare oltre, scavalcando Grisham. Non l'ho fatto, questo mesi ho letto poco niente, mea culpa. Francesca ti ringrazio comunque perché ho cercato di superare un ostacolo, in parte ci sono riuscita ma credo che non leggerò più null'altro del caro John che resterà per me solo e unicamente lo scrittore meraviglioso di "Fuga dal Natale" letto a voce alta tra il 19 e il 24 dicembre 2016.

Adesso vi invito ad andare a vedere cos'hanno letto le mie amiche: Ombre di Carta, La Lettrice sulle Nuvole e Libriintavola

Recensione di Baba #11 - Spare. Il minore di Prince Harry


Desperate Bookswife (Foto di Lucrezia Scali)
 Il libro
Spare. Il minore di Prince Harry
Editore: Mondadori| Pagine: 540| Pubblicazione: 01/2023| Prezzo 25,00€| Trama:Qui
Genere: autobiografia

 Recensione di Baba

Circa un mese e dieci giorni dall'uscita di questo libro e ne ho sentite di cotte e di crude. Evviva Harry, brutto Harry, Perché lo hai fatto Harry, bravo Harry, buuuu, evvivaaaaa. Non potevo non leggere questo libro perché...beh perché da quando ero ragazzina ho un debole per quello che era il fratello più piccolo un po' sfigato anche fisicamente: oltre a non essere l'erede al trono era anche quello bruttino. Ovviamente mi piaceva molto William: biondo, occhi azzurri, sorriso da principe di Cenerentola ma. C'è il ma. Harry era segretamente il fidanzatino che bramavo, forse perché leggermente più accessibile dell'atro? Forse perché aveva capelli rossi e lentiggini? Comunque avete capito, non potevo non leggere questo volume, nonostante le critiche, nonostante ci sia dietro un ghostwriter. 
Non starò qui a scrivere un riassunto del libro e comunque una recensione risulterà alquanto difficile , ma proverò a mettere nero su bianco cosa ho portato a casa. 
Dalla prima all'ultima pagina Harold appare ferito, triste, problematico e addolorato. Il ritratto di un bambino che ha subito delle perdite, che non ha ricevuto l'adeguato supporto e che è andato a cercare un surrogato dei genitori nell'Africa australe. Un fratello minore che nasce con la consapevolezza di non contare quasi niente ma che deve comunque sottostare alle regole del Palazzo senza però essere difeso o supportato dalla sua famiglia che è sempre disposta a sacrificarlo nel nome della Corona o di personaggi più vicini al trono rispetto a lui. Una gabbia dorata quella in cui ha vissuto, fatta di bellezza esteriore e viltà e sotterfugi interni. Parenti serpenti? Un eufemismo. 
Ho letto di tante persone che non credono alle parole di quest'uomo, dicono che abbia ricamato la sua a vita a suo piacimento perché tanto la Famiglia Reale non smentirà mai queste cinquecento pagine. Non c'è niente di più vero ma credo non sia così: Harry scrive per tutto il suo romanzo di aver combattuto contro i giornalisti e contro le menzogne che hanno sempre scritto su di lui, suo fratello e successivamente su sua moglie Megan, mi aspetto che da una persona non escano bugie. Forse può essere che alcuni fatti li abbia interpretati a suo modo, che alcune frasi le abbia interiorizzate male, però sono fermamente convinta che di bugie non ne abbia scritte, sarebbe un controsenso e un insulto a sua madre che tanto ama. Io non sono qui a dire se abbia fatto bene o male a esporsi così ma alla fine della lettura mi sono data una spiegazione: i media hanno trascorso la sua intera vita a raccontare storie sul suo conto, adesso lui si mette a nudo per tutti coloro che vogliano sapere particolari più o meno intimi della sua vita. Volete sapere cari fan o haters? Ebbene, venite direttamente alla fonte, almeno quello che scrivo è la verità. Io l'ho interpretata così. 
Quello che mi sembra davvero inconcepibile non è tanto la sua dipartita dall'Inghilterra, ma ciò che ha portato a questa decisione (se leggerete mi racconterete la vostra). 
Non pensate a questo libro come gossip, non comprate questo libro credendo di trovare chissà quale chicca, lui non se la prende mai con qualcuno, lui si domanda il perché, ancora adesso. 
Io non riesco ad immaginare la mia vita con le sofferenze che ha attraversato lui, la perdita della madre non è forse la parte peggiore. Purtroppo la mamma la perdono in tanti ma spesso hanno il supporto per riuscire ad andare avanti. Harry è stato solo tutta la vita, di una solitudine traballante, costituita da illusioni sempre infrante. Di chi si poteva fidare? Di base di nessuno. No, non è vittimismo il suo, non ha chiesto di nascere "Altezza Reale", non ha chiesto di nascere secondo, non ha chiesto proprio nulla. La ruota di scorta è una pedina sacrificabile, è un pedone a volte scomodo se piace di più del primogenito, se studia di più, se diventa più famoso. E' anche detestato dal fratello perché ha qualche libertà in più, perché può farsi crescere la barba o può permettersi di indossare un vestito piuttosto di un altro. Io sono basita. Sono tutte stupidaggini? E' stato manipolato da sua moglie? Tutto può essere ma continuo a pensare ciò che ho scritto sopra: un uomo che abbandona la sua patria per via di menzogne, non arriva a scriverne un libro intero. Poteva tenersi questa storia per sè? Certo, avrebbe potuto, ma lui desiderava raccontare la sua verità dopo aver subito attacchi da tutti, familiari e non. 
Sono felice di averlo letto, peccato solo la parte legata al suo addestramento e alla guerra, diciamo pure che avrei gradito qualche decina di pagina in meno. 
E voi cosa ne pensate? 

Recensione di Baba #8 - L'impero del vampiro di J. Kristoff


 Il libro
L'impero del vampiro di Jay Kristoff
Editore: Mondadori| Pagine: 712| Pubblicazione: 2022| Prezzo 9,90€| Trama:Qui
Genere: fantasy


Notizie sull'autore
Jay Kristoff è autore di bestseller internazionali di fantasy e fantascienza. Ha vinto otto Aurealis Awards e un ABIA ed è pubblicato in oltre 35 paesi, la maggior parte dei quali non ha mai visto. È stupito da tutto questo quanto voi. È alto più di due metri e gli mancano circa 11.500 giorni da vivere.
Non crede nel lieto fine.

 Recensione di Baba

Quando ho acquistato questo libro ho pensato senza troppi indugi di essere un po' fuori di testa. L'ennesimo libro di questo autore che peraltro non ho mai letto. Ho due trilogie, un altro romanzo più questo. Senza sapere se mi piacerà e decisamente i volumi non sono dei più economici. Ma da parte del mio carattere, farmi acchiappare dall'impulso (ogni tanto me ne pento anche).
Dunque siamo al cospetto di un vampiro, quindi un mostro e di un sangue pallido ovvero un assassino di vampiri.
Per la serie... Il più pulito ha la rogna.
Il romanzo parte dalla fine, ovvero l'assassino, De Leon, è prigioniere dei vampiri e il mostro (Juan François) è uno storico che deve trascrivere e disegnare il racconto di De Leon per la sua imperatrice.
Quindi sappiamo come finisce...o almeno così sembra. Capitolo dopo capitolo saltelliamo per altri due periodi diversi, quando De Leon detto Leoncino scopre di essere il figlioletto di una donna ma anche di un vampiro e poi va ad addestrarsi in una specie di chiesa, Santa Michon, dove oltre ad essere dei super mega credenti assolutisti...sono anche dei bravissimi maestri e cercano per ogni guerriero di dar loro le dritte per accoppare più vampiri possibile.
Okkey, non posso continuare a scrivere di cosa tratti il libro altrimenti diventa un Bignami quindi passiamo alle mie impressioni.
MU avrei pensato di dire Wow. Se all'inizio ho fatto una fatica pazzesca a saltellare su tre piani temporali diversi, adeguarmi psicologicamente alle scurrilità di Kristoff e accettare le sue descrizioni a dir poco macrabe...poi è stato magari non amore puro ma decisamente una delizia.
Lui è un genio del male, spietato, crudo, cruento, lussurioso, avventuroso, interessante. E ha messo tutto qui dentro. Meno male che i libri non mi suggestionano altrimenti la notte avrei fatto dei sogni a dir poco inquietanti.
Sono anche riuscita ad emozionarmi perché il caro autore oltre a schifarti con sangue viscoso che cola e imbratta volti e corpi, riesce a metterci dei sentimenti (rari, ma piuttosto profondi) e io adesso non so come fare perché quando uscirà il secondo volume io dovrò risfogliare questo.
Non è per il momento il mio autore preferito ma decisamente molto, molto interessante. Bella esperienza. Grazie Ombretta per avermici trascinato dentro e grazie Chiara per avermi accolto nel gruppo e spronato a leggere.

Recensione di Baba #7 - Nevernight Mai dimenticare diJ. Kristoff


 Il libro
Nevernight. Mai dimenticare di Jay Kristoff
Editore: Mondadori| Pagine: 462| Pubblicazione: 2019| Prezzo 20,00€| Trama:Qui
Genere: fantasy


Notizie sull'autore
Jay Kristoff è autore di bestseller internazionali di fantasy e fantascienza. Ha vinto otto Aurealis Awards e un ABIA ed è pubblicato in oltre 35 paesi, la maggior parte dei quali non ha mai visto. È stupito da tutto questo quanto voi. È alto più di due metri e gli mancano circa 11.500 giorni da vivere.

Non crede nel lieto fine.


 Recensione di Baba

Ho deciso di affrontare questo libro per svariati motivi: ho acquistato la serie cartacea anni fa, iniziai questo libro due anni fa, lessi le prime cento pagine e poi abbandonai, la mia cara amica Ombretta mi stalkerizza, ho terminato il mese scorso "l'impero del Vampiro" dello stesso autore, ho assimilato lo stile un po' difficile da digerire quindi non potevo non proseguire, dovevo leggere altro di suo!
Come già mi capitato per lo scorso libro dell'autore, scrivere una recensione è per quasi impossibile. Accadono talmente tante cose che elencarle senza risultare noiosa o senza spoilerare è complesso. Cercherò di farvi un quadro piccino piccino.
Mia Corvere é la giovane protagonista di questa storia che ad un certo punto, quando era solo una bambina, ha perso tutto, ed è stato straziante. Lei ha giurato che avrebbe fatto qualcosa, che si sarebbe vendicata, così, all'età di 16 anni parte per questa sorta di Accademia degli assassini insieme al suo Messer Cortese, un metagatto che è la sua ombra. L'accademia, che in realtà è la Chiesa Rossa, è una scuola per assassini, e a me ha ricordato quella dell'Impero del Vampiro che appunto ho appena letto, o semplicemente mi ha ricordato una versione più horror e più sboccata di Hogwarts. Nonostante ciò non mi ha dato fastidio per niente.
Mia è una protagonista molto facile da amare, tutto ciò che vive sulla sua pelle la forma e le permette di diventare adulta, nel bene o nel male. Gli insegnanti sono strani, addirittura una insegna seduzione, la parte dedicata a lei l'ho trovata quasi comica e ho riso molto.
Un grande insegnamento sul "non perdere le parti di noi a cui teniamo", cambiare sì, ma custodendo con gelosia piccole cose che fanno parte di noi. Come facciamo a distinguerci dagli altri? Se veniamo modellati a piacimento, se ci viene insegnato come comportarci, come fare vedere chi siamo davvero?
Un libro che nonostante non sia il mio genere preferito ho letto con piacere provando una certa dose di godimento. Una storia dark ( anche qui la luce del sole non c'è ) davvero fantastica. Mia Corvere mi è piaciuta, mi ha convinto e forse finalmente riuscirò a leggere i due successivi.

Recensione di Baba #32 - Versilia Rock City di F. Genovesi

 

desperate bookswife

Il libro
Versilia Rock city di Fabio Genovesi
Editore: Mondadori| Pagine: 211| Pubblicazione: 2012| Prezzo 9,50€| Trama:Qui
Genere: racconti
Notizie sull'autore
Fabio Genovesi (Forte dei Marmi, 1974) ha pubblicato per Mondadori i romanzi Il mare dove non si tocca (2017), Chi manda le onde (2015, premio Strega Giovani), Versilia Rock City (2012) ed Esche vive (2011) e, per Laterza, il saggio cult Morte dei Marmi. Collabora con il “Corriere della Sera” e il suo settimanale “La Lettura"
Recensione di Baba
e mezzo


Cercavo un mezzo di trasporto in copertina. Sì, riconosco che il mio modo di scegliere i libri non sia così "normale", ma sono strampalata e lo sapete tutti. Ho un problema, quello della vastità della mia libreria. C'è una sindrome che comprenda il grande compiacimento nel guardarla e la successiva paura di scegliere una lettura? Se c'è è la mia, pensatemi.
Posseggo "Versilia Rock City" da maggio del 2005, andai a conoscere l'autore e comprai da Libraccio la copia che vedete in foto, autografata a qualcun altro. C'è qualcosa di malinconico e poetico, non trovate anche voi? Questo credo sia il suo romanzo d'esordio, pubblicato nel 2008 con una casa editrice che si chiama Transeuropa e successivamente abbracciato da Mondadori. 
Fabio Genovesi è un toscano di quelli che piacciono a me, con l'accento marcato, il sorriso aperto e la spontaneità genuina e vera. Nessuna frase di circostanza, nessun sorriso tanto per fare, un abbraccio stretto che senti  fatto con piacere, non perché io sia speciale ma piuttosto perché lettrice e fan, quindi l'abbraccio era come per ringraziare di aver letto e apprezzato qualcosa scritto da lui. Sono passati sei anni e mezzo e ricordo quel momento come fosse ieri.
Dopo aver letto "Chi manda le onde" mi innamorai della sua scrittura così diretta, ironica eppure tagliente, scanzonata e profonda, comica e tragica. Come fa questo autore a mettere insieme tutto questo? Non lo so. 
Versilia Rock City lo definirei quasi un romanzo corale, la storia di ragazzini di ieri e oggi adulti, ad ogni capitolo l'alternarsi di più storie, tutte unite da un filo. Mario è l'unico che si narra in prima persona, è forse quello che in qualche modo tiene in piedi il castello di carte. Abita a Forte dei Marmi Mario, ma sono tre anni che non mette un piede fuori di casa. Fino a tre anni fa era un dj molto famoso, Marius dj, amato dalle donne e ballato in discoteca un po' da tutti. Renato, il migliore amico di Mario, era un super secchione ma oggi si è trasferito a Milano dopo una delusione amorosa e nessuno ha ben capito che lavoro faccia, si mantiene sul vago e parla di Modelle che porta in giro...Nello detto il Botta è lo zio del nostro protagonista, vive nel capanno degli attrezzi e ha trascorso vent'anni a fare uso di stupefacenti, poi c'è Roberta, ovvero la ex fidanzata di Nello, un'avvocato in carriera ma dal cuore apparentemente arido. Altri personaggi minori ruotano intorno a questi che di cui vi h appena scritto e il loro intervento completa la storia. 
Questo è un romanzo sulle possibilità e sull'importanza degli errori, tante storie forse sbagliate che portano gli abitanti di questo romanzo ad essere terribilmente veri e malinconici, pieni di problemi eppure così carismatici, nonostante tutto. Persone che hanno commesso azioni non proprio lecite, sognatori, vite che si sono lasciate andare trascinandosi, altre che hanno tirato fuori i denti. Ognuno di noi subisce un torto o inciampa in un ostacolo maledettamente alto, e come reagisce? Le possibilità sono molteplici ma quello che conta è continuare a vivere, anche quando tutto sembra privo di senso, anche quando le mura di casa sono rassicuranti al massimo. Questa è una Versilia che non abbiamo mai visto e immaginato, un luogo che immaginiamo solo per le vacanze ma che in inverno si "chiude" e c'è spazio a malapena per chi ci abita. Anche in un luogo per molti incantato accadono cose normali, storie normali, vite normali di persone che sentono stretto questo luogo così amato dai turisti. Un Genovesi incantevole, da leggere senza ombra di dubbio.