#gruppo di lettura,

Gruppo di Lettura di Echi in Tempesta - Tappa #3

venerdì, luglio 31, 2020 Baba Desperate Bookswife 9 Comments

Buongiorno come state? Siamo già arrivati alla terza tappa, insomma siamo al 75% del romanzo, pagina più pagina meno. 
 Vi lascio qualche informazione sul libro.

Titolo:
 Echi in tempesta
Serie: L'attraversaspecchi #4
Autore: Christelle Dabos
Casa Editrice: e/o
Pagine: 576
Genere: Letteratura fantastica francese
Prezzo:16,50 €
Link per l'acquisto: QUI
TRAMA:

Nell’ultimo avvincente capitolo della saga, Christelle Dabos ci trasporta, con la potenza suggestiva del suo ritmo incalzante, in un grande gioco di fantasia avvinto alle vicende fin troppo umane dei suoi protagonisti. Ofelia e Thorn affrontano un universo colmo di allegorie e di realtà interiori profonde, di orizzonti antichi e di sentimenti nuovi, fino a scovare la verità che da sempre è nascosta dietro lo specchio.

Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull’indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell’Altro, l’essere di cui non si conosce l’aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l’Altro, senza sapere nemmeno com’è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all’osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.

Con l'acquisto di Echi in tempesta si riceverà in omaggio il libricino viola in edizione limitata con contenuti extra e dietro le quinte (fino a esaurimento scorte).

-------------- ATTENZIONE SPOILER--------------------
Mumblr mumble, non saprei proprio da che parte cominciare. Accadono un mucchio di cose, tante non le ho comprese, altre invece sì. La tappa inizia con Ofelia e Thorn nella necropoli dell'osservatorio delle Deviazioni, sono insieme ( quasi da non crederci), cercano qualcosa e alla fine, tanto per cambiare risolvono poco, se non il creare nuovi quesiti. 
Riceveremo delle risposte riguardo agli Echi, alla generazione dell'Altro, alle Ombre e al loro allineamento. Scopriremo qualcosa di più su Ofelia, sul suo carattere, sulle sue possibilità, ma se devo dirvi la mia opinione...beh ho perso totalmente lo spirito. Vado avanti, procedo, perchè ci siete voi che leggete con me e perchè non amo non portare a termine le letture, però trovo tutto parecchio confusionario e allora mi torna in mente il perché io non ami particolarmente il genere fantasy. 
In questo caso sono quasi certa che il problema sia mio: ci sono molte porte aperte, è necessario stare davanti ad ognuna, sforzarsi di ricordare ogni passaggio e cercare le risposte. Io però nel frattempo mi sono persa. 
Adesso abbiamo lasciato i passeggeri del dirigibile su di un'Arca deserta, probabilmente minore, che nessuno sa quale sia e dove si trovi. Forse voi mi saprete rispondere, ma siamo quasi alla fine e io molte risposte non sono riuscite a darmele, anzi questo luogo nuovo è un quesito che si va ad aggiungere agli altri. 
Però ho apprezzato finalmente la sincerità di Ofelia nei confronti del marito e le sue risposte altrettanto sincere, così almeno tra i due dovrebbero esserci meno tensioni e più affinità. 
Credo anche che i viaggi di Vittoria siano troppo sporadici così narrati e mi sembra quasi di essere rimasta allo stesso punto e quando lo riprendo quel punto lì...ho come la sensazione di essermi dimenticata qualcosa. 
Non so se lo avete intuito, beh sono confusa. Sì, da questa lettura, da quest'ultimo capitolo che mi sembra eccessivo. Per quanto mi riguarda eravamo partiti benissimo, i primi libri li ho trovati entusiasmanti e diversi. Mi piacevano i personaggi e la storia particolare e fresca mi aveva conquistata. Adesso invece faccio fatica a leggere (colpa anche del caldo), la narrazione non la trovo così scorrevole e ci sono troppe, e ribadisco troppe, cose da scoprire. Molta carne al fuoco. 
Come potete vedere questo post è un po' assurdo, perchè io mi sento così: frastornata dagli eventi e in balia del Soffio di Nina, proprio come il dirigibile! 
Non so quale sia il vostro pensiero a riguardo, ma con impazienza, questa volta più che mai, sono curiosa di apprendere il vostro punto di vista e spero possiate spiegarmi tutto quello che probabilmente è rimasto incastrato tra le pagine (le mie). 
Ma che poi, cosa ha significato tutto il percorso che ha fatto Ofelia? Espiazione, Cristallizzazione, Redenzione? Non mi è propriamente chiaro. E chi è quell'ombra che ha fatto tacere il pappagallo automa che finalmente ha smesso di ripete continuamente "Chi è io?". Ma alla fine, cosa stiamo cercando? E' perchè Ofelia è stata rifiutata e rimandata indietro? 
Insomma vi aspetto :-) 

TAPPE:
8 luglio 2020: iscrizioni e calendario. Scrivetemi nei commenti la vostra email e io vi notificherò i post come promemoria. Inizio lettura

17 luglio 2020: Tappa 1 - lettura fino a pagina 140 ovvero fino al sotto-capitolo "La fabbrica" compreso. Discussione sul blog Desperate Bookswife

24 luglio 2020: Tappa 2 - lettura da pag 141 fino a pagina 274 ovvero fino al sotto-capitolo "(Parentesi)" compreso. Discussione sul blog Ombre di Carta

31 luglio 2020: Tappa 3 - lettura da pagina 275 fino a pagina 410 ovvero fino al capitolo "L'arca" compreso. Discussione sul blog sul Blog Desperate Bookswife

7 agosto 2020: Tappa 4 - lettura fino al termine del romanzo. Discussione sul blog e considerazioni finali. Sul blog Ombre di Carta.

Alla prossima settimana per la discussione finale! Sul blog di Ombretta :-) 

9 commenti:

#Recensione,

Recensione - Hamburger e miracoli sulle rive di Shell Beach di Fannie Flagg

lunedì, luglio 27, 2020 Baba Desperate Bookswife 4 Comments



Il libro
Hamburger e Miracoli sulle rive di Shell Beach   di Fannie Flagg
Editore: Bur| Pagine: 306| Pubblicazione: 1993| Prezzo 10,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Fanniel Flagg è stata attrice e sceneggiatrice televisiva, cinematografica e teatrale. Il suo romanzo "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" è rimasto ai primi posti della classifica del New York Times per nove mesi, diventando un best seller mondiale e un film di successo. Tra i suoi libri, tutti pubblicati in Bur ricordiamo Torta al caramello in paradiso, Miss Alabama e la casa dei sogni, Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station,Hamburger e Miracoli, In piedi sull'arcobaleno, Pane cose e cappuccino.
Recensione
e mezzo
STORIA DELLA MIA COPIA
Ancora una volta mi trovo tra le mani un regalo che all'epoca mi fece emozionare: la collezione completa dei romanzi della Flagg in edizione Bur. Come sempre capita a me quando incrocio autrici che fanno breccia nel mio cuore, i libri vengono letti uno alla volta senza fretta. Ho deciso di leggere questo libro relativamente presto, visto che non più di un paio di mesi fa ho avuto il piacere di farmi tenere compagnia da Mr Zuppa Campbell. 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Le aspettative erano altissime, il titolo come sempre una promessa di successo e la copertina molto intrigante e azzeccata (questo posso dirlo dopo aver letto il libro) anche se quella di Sonzogno è più completa e riassume molto bene la trama. 
Daisy Fay Harper è figlia di un sognatore alcolizzato e di una donna che ad un certo punto, dopo essersi trasferita a Shell Beach con marito e ragazzina in cerca di fortuna, dopo l'ennesimo buco nell'acqua ha deciso di andare a vivere in una grande città. Da sola.
Daisy è una bambina strana, ma come potrebbe essere altrimenti, sballottata continuamente da una parte all'altra, con un padre che la ama, ma le preferisce i superalcolici, una madre che sostiene di volerle bene, ma che comunque è andata via e infine un amico del papà, Jimmy Snow, che non si capisce bene che ruolo abbia. 
Questo è il diario personale della protagonista, scritto in prima persona  a partire dal 1° aprile 1952 fino al 3 settembre 1959. E' la storia di una parte di vita, di quello che succede ad una ragazzina che diventa adulta troppo presto, di una persona amata eppure così sola. Questa è la storia di Daisy, circondata da persone strane, interessanti, effervescenti, snob, vivaci, problematiche; persone che hanno un ruolo, anche marginale nella sua esistenza, ma non possono cancellare il fatto che sia una giovincella che in fondo deve badare a se stessa. 
Un giorno la Signorina Harper decide di voler partecipare a Miss America, così inizia il suo percorso per diventare una piccola stella da palcoscenico. 

La prima domanda che mi pongo è: cosa c'è di così interessante nella vita della protagonista? Per quale motivo dovremmo leggere sulla la sua quotidianità, pagina dopo pagina, giorno dopo giorno? 
Già, avete letto bene, non trovo che le vicende della signorina Daisy siano così interessanti da essere raccontate. Sì, avete letto bene vi ripeto, sto smontando un romanzo della Flagg, proprio io. 
La protagonista non mi ha convinto, ho trovato lo stile di scrittura noioso e poco avvincente, addirittura poco scorrevole. Dov'è l'ironia alla quale ero abituata? Dove sono le vicende commoventi e coccolose che tanto mi hanno fatto adorare quest'autrice qui? Non è la storia, ma è tutto il pacchetto ad essere stato poco gradevole, nel suo complesso. Abbiamo conosciuto persone inutili e poi non abbiamo realmente approfondito il personaggio di Jimmy, l'amico di famiglia. Perché?
Troppi personaggi, raccontati nei minimi dettagli e poi spariti. Perché cara Fannie mi hai parlato così accuratamente di persone che alla fine hanno un ruolo assolutamente marginale all'interno della vicenda? Perché ho pensato di dover immagazzinare informazioni che poi non mi sono servite a nulla? 

Scrivere tutto ciò mi dispiace, perché questa vita, affrontata in un altro modo, buttata giù diversamente, sarebbe stata migliore, ma questo diario così fitto, dopo pochi capitoli mi ha annoiata e ho fatto proprio fatica ad arrivare alla fine, lo ammetto. 
Lento, prolisso e poco accattivante, questi sono gli aggettivi che mi vengono in mente, post lettura. E io sono anche un po' disperata. 
Il finale è interessante, mi ha fatto un po' rivalutare il libro, ma non è bastato a promuovere la storia, anche perché si tratta delle ultime due pagine! Peccato, ci ho sperato per tutto il corso della lettura. 

CONCLUSIONI
Un racconto sulla forza di volontà, sul non abbattersi nonostante le avversità, sull'amicizia e sulle responsabilità. Una trama che poteva avere un ottimo potenziale ma che a me, purtroppo, non ha lasciato molto. 

4 commenti:

#Recensione,

Recensione - Il morso della vipera di Alice Basso

mercoledì, luglio 22, 2020 Baba Desperate Bookswife 6 Comments



Il libro
Il morso della vipera di Alice Basso 
Editore: Garzanti | Pagine:302 | Pubblicazione: 02/07/2020 | Prezzo 16,90€| Trama Qui
Genere: narrativa  

Notizie sull'autrice
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

Recensione 
e 1/2
Buongiorno carrissimi, con grande piacere e un discreto ritardo sono finalmente qui a parlarvi dell'ultima "fatica" di Alice Basso, ovvero il primo capitolo di una nuova serie dai toni gialli. Si intitola "Il morso della vipera", è ambientato a Torino negli anni '30 e Anita Bo è la protagonista di questa storia. Ma chi è questa Anita? E' una ragazza bellissima, di quelle che ogni uomo non può fare a meno di guardare, ha studiato, proprio meno del minimo sindacale perchè in fondo a cosa le servirà? Lei è bella, talmente bella da poter trovare marito con un battito di ciglia, così studiare e lavorare...insomma inutile. E così, proprio con la velocità di una sparo, riceve una proposta dal ragazzo più ambito del circondario: Corrado. Bello, fascista, di buona famiglia, buono. Non si sa bene cosa sia capitato nella testolina di Anita ma...lei risponde di sì, ma dopo aver provato a lavorare. Nemmeno lei sa come le sia uscita un'affermazione così. 
Giocando tutte le sue carte diventa una pessima dattilografa presso la rivista Saturnalia, dove imparerà che le storie le piacciono e anche le parole e anche un po' il suo datore di lavoro, con il quale dovrà risolvere un mistero del passato. 
Con le orecchie basse e la schiena china devo ammettere pubblicamente di non aver ancora terminato l'ultimo capitolo della serie della Gostwriter più amata dai lettori: Vani Sarca. Se un pochino mi conoscete saprete che quando mi affeziono tanto, anzi tantissimo a un personaggio ho delle difficoltà oggettive a lasciarlo andare e così mi tengo il libro in questione sul comodino, quasi a tenermi compagnia, in attesa. 

Poi arriva questo, mi rendo conto di volerlo leggere, con non poco timore addosso, e così, complice un blog tour, lo leggo in anteprima (Il mio post lo trovate QUI). 
Ero al mare, letteralmente spiaggiata sui sassi di Albenga e appena ho avuto modo di fare la conoscenza di Anita ho pensato che fosse una tostissima ragazza e che avesse le carte in regola per sedersi al fianco di Vani ( e poi non dite che non sono per le pari opportunità). E' inutile che stiamo qui a raccontarci la manfrina, se un autore esordisce con una serie di libri con una protagonista eccezionale, non si può fare a meno di fare il paragone. In cuor nostro ci manca quel protagonista là e quello nuovo viene un po' guardato con sospetto. 
Ma Anita, oltre ad essere bella è anche una ragazza intelligente, nonostante quest'ultima qualità sia offuscata dall'aspetto fisico e sicuramente è anche scaltra. Non può non piacere anche alle donne, perchè è per la parità dei sessi (anche se lei ancora non può saperlo), è all'avanguardia, sa come muoversi ed è un'amica leale. 

Perchè questo romanzo è convincente? Al suo interno c'è di tutto, a partire dall'ironia che contraddistingue Alice Basso come il suo stile assolutamente riconoscibile, anche al buio; la caratterizzazione dei personaggi è un altro punto di forza, e non solo i protagonisti, ma proprio tutti quelli che hanno un ruolo all'interno della vicenda; non posso non nominare l'ambientazione, una Torino retrò che mi sembra di avere sotto gli occhi. 
La parte gialla è convincente, ma sopratutto mi è piaciuto il voler parlare di quando i gialli italiani non si dovevano pubblicare, di quali schifezze venissero fatte sotto agli occhi delle persone, della mancanza di libertà, però raccontato con un altro metodo, in un modo che solo la Basso sa fare in quel modo lì. 
Se proprio una pecca la devo trovare è stata quella dell'italianizzazione delle parole. Dovete sapere che Anita e la sua migliore amica si divertono a trasformare le parole straniere utilizzate mentre si parla in italiano e ovviamente vengono fuori delle cose assurde. Ecco, dopo un po' l'ho trovato un po' ripetitivo.

Ma quindi? Come concludiamo questo post? Eh, dicendo che io mi bacchetto da sola le dita e vado a leggere l'ultimo libro della precedente serie perchè ho un'altra protagonista da mettere sul comodino, aspettando con impazienza che "la Basso esca un altro libro"! Forza Alice, batti le dita sulla tastiera, che tu sei più rapida di Anita perchè ci sono un sacco di cose che voglio sapere su questa gagliarda donnina che vive nella mia città nel 1935. Quindi carissimi, LEGGETE LA BASSO. E' UNA GARANZIA DI QUALITA'. 

 

6 commenti:

#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #68 - Usciti di Senna di M. Bussi

martedì, luglio 21, 2020 Baba Desperate Bookswife 6 Comments




Buongiorno lettrici e lettori!

Oggi torno per parlarvi dell’ultimo romanzo di Bussi approdato in Italia: mi riferisco a Usciti di Senna (gioco di parole un po’ imbarazzante, ma devo ammettere calzante vista la storia), in originale Mourir sur Seine.

Questo romanzo in realtà è stato scritto nel 2008, infatti l’avevo letto già in francese, ma essendo una grande estimatrice di Bussi non ho resistito e appena uscito per la casa editrice e/o ho dovuto acquistarlo.

Fonte google

Usciti di Senna comincia con un prologo tragico, nel 1983: una famiglia di tre persone raggiunge le rive della Senna per effettuare un’immersione, ma mentre padre e figlia dodicenne sono sott’acqua la moglie, che si era allontanata per fare una passeggiata, viene uccisa da un colpo di fucile. È tempo di caccia e probabilmente si è trattato di un incidente. Per il padre e la figlia nulla sarà mai come prima…

La vicenda si sposta a Rouen (balzata purtroppo alla cronaca negli ultimi giorni per l’incendio doloso alla cattedrale), venticinque anni dopo. Maline Abruzze è una giornalista vicina ai quarant’anni, sveglia e affascinante ma con un passato difficile da dimenticare. A Rouen c’è aria di festa: sono i giorni dell’Armada, una manifestazione che si svolge di solito ogni cinque anni (per chi fosse interessato, la prossima edizione è prevista per il 2023) e che coinvolge tutti i più famosi velieri delle marine militari del mondo in una parata che dalla città della Normandia raggiunge il porto di Le Havre, coinvolgendo milioni di spettatori. Questa volta però l’Armada si tinge di sangue: uno dei marinai del veliero messicano viene trovato accoltellato e si tratta solo dell’inizio! Maline si troverà ad affiancare il commissario Paturel in un’indagine in cui, come sempre con Bussi, nulla è come sembra.

Usciti di Senna è, come costantemente accade nei romanzi dello scrittore transalpino che tanto amo, un capolavoro per quanto riguarda l’ambientazione: anche questa volta, mentre leggevo, mi è venuta voglia di partire e andare a visitare la città di Rouen, con i suoi vicoli medievali, le case a graticcio e la Senna a tagliarla in due. Non conoscevo la manifestazione dell’Armada, e devo ammettere che Bussi ha fatto un ottimo lavoro di promozione turistica, almeno per quanto mi riguarda: credo proprio che valga la pena essere a Rouen durante i giorni di questo spettacolo, anche se credo che i costi di una camera in questo periodo siano davvero proibitivi!

Ma torniamo alla storia: Usciti di Senna fonde il polar classico con le leggende e la storia dei pirati francesi, non solo normanni, ma anche quelli deiterritori d’Oltremare come l’Ile de la Réunion, così amata da Bussi da averle dedicato un altro romanzo (Non lasciare la mia mano). Bussi è un narratore eccezionale, e sa mescolare abilmente realtà e fantasia per rendere la storia ancora più intrigante. Molti dei luoghi, delle statue e delle costruzioni citate nel romanzo esistono infatti realmente a Rouen e dintorni. Anche i racconti di pirati su cui poggia il fulcro della vicenda si basano su avvenimenti realmente accaduti, e un amante della storia non potrà far altro che entusiasmarsi leggendo queste pagine.

Come dicevo questo romanzo è una delle prime opere scritte da Bussi, e finora la prima tra quelle tradotte in italiano. Devo ammettere che, nonostante tutti i pregi che gli ho finora riconosciuto, a livello di “struttura del complotto” non siamo all’altezza di opere quali Ninfee nere o Mai dimenticare. La trama è comunque avvincente e la storia è scorrevole e non scontata, ma comunque a mio avviso lontana dai colpi di scena sconvolgenti a cui Bussi ci ha abituatinelle sue opere più recenti. In ogni caso questo Usciti di Senna merita sicuramente di essere letto, soprattutto dagli amanti della Storia con la esse maiuscola e da chi apprezza le ambientazioni ben riuscite. E voi, l’avete già letto? Qual è il romanzo di Bussi che preferite finora?



6 commenti:

#Recensione,

Recensione - Tutto come (im)previsto di Henry Kolt

lunedì, luglio 20, 2020 Baba Desperate Bookswife 0 Comments



Fonte immagine: http://www.ourfreetime.it/tutto-come-imprevisto-di-henry-kolt/

Il libro
Tutto come imprevisto di Henry Kolt
Editore: Henry Kolt| Pagine: 255| Pubblicazione:2019 | Prezzo 9,90€| Trama Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autore
L'AUTORE Henry Kolt è laureato in scienze politiche. I suoi campi di interesse, negli anni, hanno spaziato dalla ricerca sociale, alla formazione e all'education. Tutto come (im)previsto è il romanzo d'esordio.
Recensione 



Cercavo un libro con una macchina in copertina. Già, ormai sapete la mia passione per le sfide di lettura, quindi non sto a spiegarvi nulla. Insomma stavo scartabellando un po' ho ho trovato questo romanzo: una copertina dai toni vintage, ambientazione italiana altrettanto datata, insomma poteva fare al caso mio! 
Poteva...
L'esordio di Henry Kolt è narrato in prima persona e ci racconta la storia del protagonista attraverso i ricordi legati alle ragazze che hanno fatto parte della sua vita. C'è una scatola, chiamata appunto la scatola delle ex, che contiene tutte le lettere ricevute dalle sue precedenti fiamme. Una notte, durante un sogno, il protagonista sente le voci delle ragazze all'interno della scatola e capisce di dover scrivere un libro. Nonostante lui sia sposato da tantissimi anni, nonostante siano passati circa quattro decenni, nonostante tutto lui si sente di dover dedicare un libro alle sue ex. 
Conosceremo il narratore da ragazzino e dalle prime difficoltà scolastiche lo accompagneremo nel corso della sua vita, conosceremo le persone che lo hanno formato e appunto avremo modo di farci un'idea sulle giovani donne che hanno abitato il suo cuore, fino ad arrivare a sua moglie. 

Sono sempre un po' imbarazzata a esprimere un giudizio su di una storia raccontata in prima persona, non sapendo se si tratti di un'autobiografia o di qualcosa di inventato. Cerco sempre di trovare dei lati positivi e ci proverò anche questa volta, per poi raccontarvi cosa invece non mi ha convinto. 

La scrittura è colloquiale e scorrevole, quindi si legge bene e senza intoppi, ambientato vicino a Milano durante gli anni '70, il protagonista ci parlerà di se stesso e introdurrà dei fatti storici importanti che hanno segnato la nostra nazione. Ho trovato interessante questa scelta, ovvero inserire della storia italiana all'interno di un romanzo di narrativa ma comunque improntato sulla vita amorosa del protagonista. Se vogliamo c'è un po' una "denuncia" sulla vigilanza dell'epoca, infatti il narratore racconta che durante il periodo del rapimento di Moro lui fu fermato dalle forze dell'ordine insieme a degli amici, ma a lui non chiesero la carta d'identità. Si tratta di una storia leggera, ma con qualcosa di più. Non so se mi sono spiegata.
Poi c'è la faccenda delle ex, che si possono leggere come le persone che formano un uomo, che lo rendono quello che è oggi grazie alle esperienze del passato. Stimolante dal punto di vista della crescita e della maturazione. 

Adesso però arrivo ai punti che non mi hanno permesso di apprezzare quest'opera. Innanzi tutto ahimè non mi ha lasciato niente, ovvero sono arrivata alla fine e ho pensato: ok...e quindi? Mi sento più ricca? No. Mi mancherà qualcuno? No. Cosa ho portato a casa? Ecco, non lo so, posso dire di aver letto un libro in più, posso affermare di essermi lasciata trasportare dalla copertina e successivamente dalla trama, ma purtroppo devo fermarmi lì. 
Quando frequentai un corso di scrittura un'insegnate ci disse: se scrivete la vita di qualcuno appurate prima che questa vita sia interessante. Quella di quest'uomo, per me ovviamente, non lo è. Forse era convinto di stupire proprio grazie all'epilogo ma anzi, proprio la fine è stata un'altra cosa che non ho apprezzato per nulla. Non posso spiegarvi le mie motivazione o rischierei di spoilerare ma diciamo che avrei sperato in qualcosa di più approfondito riguardo all'ultima storia, ovvero quella che poi si è trasformata in matrimonio, mentre ne fa solo un veloce accenno. 

Per concludere posso dirvi che è un romanzo scorrevole, che si lascia leggere, ma purtroppo poteva essere molto di più, sia dal punto di vista socio-politico sia da quello puramente romanzesco.

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#gruppo di lettura,

Gruppo di lettura di Echi in tempesta - C. Dabos - Tappa 1

venerdì, luglio 17, 2020 Ombretta P. 10 Comments

Buongiorno come state? E' venerdì 17, noi non crediamo alla sfortuna e discutiamo allegramente gli avvenimenti delle prime pagine dell'ultimo libro della saga della Dabos. Se qualcuno fosse interessato a partecipare è ancora in tempo! Può raggiungerci alla prossima tappa, me lo faccia sapere commentando il post. 
 Vi lascio qualche informazione sul libro.

Titolo:
 Echi in tempesta
Serie: L'attraversaspecchi #4
Autore: Christelle Dabos
Casa Editrice: e/o
Pagine: 576
Genere: Letteratura fantastica francese
Prezzo:16,50 €
Link per l'acquisto: QUI
TRAMA:

Nell’ultimo avvincente capitolo della saga, Christelle Dabos ci trasporta, con la potenza suggestiva del suo ritmo incalzante, in un grande gioco di fantasia avvinto alle vicende fin troppo umane dei suoi protagonisti. Ofelia e Thorn affrontano un universo colmo di allegorie e di realtà interiori profonde, di orizzonti antichi e di sentimenti nuovi, fino a scovare la verità che da sempre è nascosta dietro lo specchio.

Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull’indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell’Altro, l’essere di cui non si conosce l’aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l’Altro, senza sapere nemmeno com’è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all’osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.

Con l'acquisto di Echi in tempesta si riceverà in omaggio il libricino viola in edizione limitata con contenuti extra e dietro le quinte (fino a esaurimento scorte).

-------------- ATTENZIONE SPOILER--------------------
Dunque dunque, com'è stata la ripresa? Ricordavate tutto? Meno male che la cara Christelle ha pensato bene di farci un riassuntino all'inizio del volume, ammetto di aver dimenticato alcuni passaggi precedenti e ho molto gradito la rinfrescatina! 
Com'è stato tornare dai personaggi che ci hannoahanno per tanto tempo? Io sono felicissima di avervi qui con me, ancora. 

"Era davvero possibile riportare Eulalia Diyoh alla condizione umana, rispedire l'Altro nello specchio e riparare il riparabile? E se l'unico rimedio al vuoto fosse l'abbondanza? Ma che ruolo avrebbero gli echi nella faccenda? Ofelia doveva trovare le risposte all'osservatorio delle Deviazioni. Con Thorn." 

Questa è la conclusione del capitolo da leggere per oggi e credo proprio che riassuma bene tutta la tappa...nemmeno a farlo apposta! Devo ammettere che nonostante il riassunto iniziale non è stato facile ritornare a Babel, correre da un posto all'altro e ricordarmi con esattezza tutto il trascorso. Ci ho messo parecchio prima di ingranare e come prima continuo a sostenere di non andare matta per quest'ultima ambientazione che l'autrice ha inventato. Ancora una volta, per il momento, il contributo di Thorn è minimo, ma piacevole. Fortunatamente la presenza di Octavio mi convince sempre di più, è un personaggio che è cresciuto durante la storia e sono sempre più curiosa di conoscerlo meglio. Sul finale mi ha emozionato, il suo intervento durante l'espatrio è stato lodevole, il fatto che non sia d'accordo con i pensieri di sua madre gli fa onore, perché riesce a riconoscere quello che è giusto da quello che non lo è, e sappiamo che non sempre è facile essere super partes quando si tratta delle persone che ci hanno messo al mondo. 
Ho apprezzato tantissimo il fatto che si cerchi di dare un lavoro ai non nativi di Babel, togliendolo eventualmente agli automi, che persone in carne e ossa non sono. La Dabos ha usato questo libro per suggerire uno spunto di riflessione, o almeno è quello che è arrivato a me. Attuale direi. 

È stato piacevole ritrovate la piccola Vittoria durante i suoi viaggi strambi, spero che nel corso del libro avranno un peso maggiore. Un po' come la piccola bambina non ho capito pienamente quello che è successo, qualcuna di voi sa spiegarmelo? Oppure lo scoprirò strada facendo. 

I personaggi sono molti, io personalmente ne preferisco un numero inferiore e un po' più concentrati, proprio per evitare di perdermi o di dover prendere appunti, ma ho dovuto cedere e ho una nota sul cellulare veramente lunga, così quando ho un dubbio...vado a rileggere gli appunti presi! Chi è quello lì, che cosa fa, che rapporti ha, mi è simpatico, non lo è...avete capito no? 

La prima parte come accennavo mi è sembrata un po' pesantina  ma poi ha preso il volo e adesso sono curiosa di procedere, velocemente, perché so che la nostra Ofelia si caccerà in qualche pasticcio e sono consapevole del fatto che ha molti fanciulli disposti a tirarla fuori dai guai! 

Vi aspetto nei commenti!! La prossima settimana ci leggeremo sul blog Ombre di Carta. Ola :-) 




TAPPE:
8 luglio 2020: iscrizioni e calendario. Scrivetemi nei commenti la vostra email e io vi notificherò i post come promemoria. Inizio lettura

17 luglio 2020: Tappa 1 - lettura fino a pagina 140 ovvero fino al sotto-capitolo "La fabbrica" compreso. Discussione sul blog Desperate Bookswife

24 luglio 2020: Tappa 2 - lettura da pag 141 fino a pagina 274 ovvero fino al sotto-capitolo "(Parentesi)" compreso. Discussione sul blog Ombre di Carta

31 luglio 2020: Tappa 3 - lettura da pagina 275 fino a pagina 410 ovvero fino al capitolo "L'arca" compreso. Discussione sul blog sul Blog Desperate Bookswife

7 agosto 2020: Tappa 4 - lettura fino al termine del romanzo. Discussione sul blog e considerazioni finali. Sul blog Ombre di Carta.

Chi si iscrive? Ci tenete compagnia? Mi farebbe molto, molto piacere :-) Io vi aspetto, scrivetemi. 

10 commenti:

#Recensione,

Recensione in anteprima - La linea del sangue di Jesmyn Ward

giovedì, luglio 16, 2020 Baba Desperate Bookswife 0 Comments



Il libro
La linea del sangue di Jesmyn Ward
Editore: NN Editore| Pagine:320 | Pubblicazione: 16/072020 | Prezzo 19,00€| Trama Qui
Genere: narrativa contemporanea 
Traduzione: Monica Pareschi
Notizie sull'autrice
Jesmyn Ward vive in Mississippi, dove insegna scrittura creativa alla Tulane University. Salvare le ossa ha vinto il National Book Award nel 2011, e il memoir Men We Reaped è stato finalista al National Book Critics Circle Award. Con il suo ultimo romanzo, Sing, Unburied, Sing, Jesmyn Ward ha vinto il National Book Award per la seconda volta, prima donna dopo scrittori come William Faulkner, John Cheever, Bernard Malamud, Philip Roth, John Updike. 

Trilogia di Bois Savage:
La linea del sangue

Recensione 

Arriva la comunicazione del libro conclusivo della trilogia di Bois Savage di Jesmyn Ward. Sono ancora al mare, penso a letture spensierate e allegre da accompagnare a calde giornate dedicate alla tintarella. Mi fermo un secondo: esce la Ward, io aspettavo questo libro! Ecco che arriva l'opportunità di leggerlo in anteprima e io saltello allegramente sul letto del bungalow con mia figlia che mi guarda un po' stranita. E' strano, i libri dell'autrice sono bellissimi eppure fanno tanto male, così male da avere lo stomaco che duole in certi momenti, però io non riesco a fare meno di andare avanti. Mi sento arricchita, mi sento una lettrice più completa e me ne frego se leggo qualcosa che solitamente non leggerei, perchè mi piace affrontare temi diversi e uscire dalla zona confortevole. 

La linea del sangue è la storia di due gemelli, Joshua e Christophe, due ragazzi neri cresciuti con la nonna Ma-mee a Bois Savage, Mississippi. La madre, Cilli, è andata a vivere a Atlanta per cambiare vita e trovare un lavoro migliore quando i gemelli erano ancora piccoli. Saltuariamente si è fatta viva, spedendo loro denaro e andandoli a trovare per le feste comandate. Il padre è un tossicodipendente, è sparito quasi del tutto dopo il trasferimento di Cilli e i ragazzi non vanno fieri di essere sangue del suo sangue. Una volta conseguito il diploma tutto cambia per i gemelli, una vita fatta di responsabilità verso la nonna invalida e la ricerca del lavoro li farà crescere più in fretta, uno dei due troverà un impiego e l'altro spaccerà erba. Si scontreranno per la prima volta e cercheranno di capire chi sono e cosa vogliono dalla vita. 

Questo è il libro d'esordio di Jesmyn Ward, unica autrice ad aver vinto due volte il National Book Award, quindi si può affermare che cronologicamente questo sia il primo romanzo della trilogia di Bois Savage. Non conosco i motivi che hanno portato la casa editrice a pubblicarlo per ultimo, ma poco importa, considerando che le tre storie sono separate, le accomuna l'ambientazione. 
Sono stata travolta dalle emozioni anche questa volta? Inizio con il dirvi che questo è un libro lento. Non è che non scorra, ma le giornate sono dilatate e descritte in maniera che il lettore sia presente e comprenda il più possibile quello che accade durante la torrida estate del 2005. E' stato pazzesco! Ho avuto la sensazione di percepire i pensieri dei gemelli, le preoccupazioni, gli stati d'animo, la gelosia, il diventare grandi. Ho percepito il sentimento che li lega alla madre, nonostante se ne sia andata, nonostante loro fingano di non essergli così tanto legati. 

Durante una telefonata con Cilli, Joshua vuole attaccare il telefono per primo per non dover sentire il clic, per non dover essere quello abbandonato, per non sentirsi lasciato. Ancora. Questa volta vuole essere lui il carnefice e Cilli deve poter guardare il telefono pensando "Ha attaccato!!". 

"Bè statemi bene, ci sentiamo tra una settimana  circa, ok? Così magari riesco a parlare anche con Christophe".
"D'accordo". Voleva essere il primo a riagganciare. Non voleva essere troppo lento, sentire la linea interrompersi mentre lui era ancora lì ad aspettare che lei dicesse qualcos'altro. Appena lo salutava avrebbe messo giù. Aspettò. Lei non diceva niente.
"Qualcuno ha fatto delle fotografie?". Ci mise un momento a capire cosa voleva dire.
"Sì. La zia Rita ne ha fatte un sacco". 
"Bene". Il tono adesso era più acuto. Si rese conto che stringere così il ricevitpre gli faceva male alla mano, e allentò le dita.
"Ciao Joshua. Ci sentiamo presto". Clic. Troppo tardi. Riattaccò anche lui. 

La bellezza sta nelle frasi che descrivono la vita e le scelte delle persone che popolano questo romanzo, le inquietudini, le strade cattive e quelle buone, l'odore della terra e della polvere scaldata dal sole arido, la pelle appiccicosa che fa aderire i vestiti al corpo, le gambe scoperte di una ragazza che cerca di attirare l'attenzione del gemello che  le piace da sempre, facendo le migliori treccine della zona; l'amore di due ragazzi verso una nonna squisita e la loro devozione commovente, la paura di deludere una donna che li accuditi meglio di una madre; i sogni di un futuro migliore, fatti di case mobili, cibo che plachi il senso di fame e scarpe alla moda. 

Un libro che resta, che non è solo di passaggio e lascia qualcosa nell'animo di chi lo legge, perchè una cosa è certa: non si può rimanere indifferenti alla trilogia di Bois Savage. 

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#Recensione,

Recensione - Quello che ancora non sai di me di Virginia Bramati

sabato, luglio 11, 2020 Baba Desperate Bookswife 4 Comments


Il libro
Quello che ancora non sai di me di Virginia Bramati
Editore: Giunti| Pagine: 294| Pubblicazione:24/06/2020 | Prezzo 14,90€| Trama Qui
Genere: narrativa italiana
Notizie sull'autrice
Virgina Bramati vive e lavora a Milano. Ha esordito in rete, con un ebook che si è presto trasformato anche in un libro di carta: Tutta colpa della neve (e anche un po' di New York) (Mondadori 2014) poi seguito da Meno cinque alla felicità e E se fosse un segreto?. Tutti i suoi romanzi ruotano intorno al piccolo, verdeggiante borgo di Verate, in Brianza: un luogo immaginario eppure più che mai verosimile, destinato a diventare per le sue protagoniste un vero luogo del cuore. 
Recensione 
e mezzo

Questa è la storia di Caterina, giovane insegnante di lettere, calabrese, promessa sposa, che decide di prendere una cattedra a Desenzano (Brescia), per scelta. 
Ma è anche la storia di Luca, avvocato milanese che gestisce sul lago di Garda una casa-famiglia all'interno di una villa magnifica.
E poi c'è Carla, parrucchiera da trent'anni, amante della letteratura ma con il dono dell'empatia, all'interno del suo salone vende trattamenti ma regala felicità. 
Un romanzo all'interno del quale si trovano tre punti di vista che vanno a formare una storia dolce, attuale ma leggermente amara a causa di alcuni temi toccati dall'autrice. 
Per quest'ultimo libro Virginia Bramati sceglie una location diversa, nessuna Verate per noi lettori, ma per i suoi follower una magnifica sorpresa: la Villa sul lago la farà da padrone, appariranno Bianca e Andrea, Ersilia avrà un piccolo ruolo! Insomma, nonostante "Quello che ancora non sai di me" possa leggersi autonomamente, per quelli che non perdono un colpo sarà tenero ritrovarsi in posti conosciuti. Questa infatti è una caratteristica dell'autrice, scrive storie che si concludono e possono essere lette in qualsiasi ordine, ma per chi ha iniziato a seguirla fin dall'inizio c'è sempre una piccola sorpresa, molto simile ad una carezza, un "bentornato a casa, ti aspettavamo"

Inizio con il dire che questo libro è spassoso, i personaggi secondari sono delle vere e proprie macchiette, ma credibili. C'è la mamma di Caterina (Nuzza per i parenti), che prepara i pacchi da portare su, pieni di ogni prelibatezza, preoccupata che la figlia possa sciuparsi, al nord. 
C'è l'assistente sociale, la Mandelli, che sembra un cerbero, ma durante le 294 pagine tira fuori diversi conigli dal cappello.

Procedo con il sottolineare che questo libro è romantico, perchè una storia d'amore c'è! Tutte le persone che cercano un po' di emozioni tenere non verranno deluse, il cuore batterà e si farà anche il tifo. Si possono addirittura creare dei team. 

Se vi dicessi che all'interno di una casa-famiglia per adolescenti si vivono diversi tipi di situazioni ci credereste? Ovvio. E se vi comunicassi che la Bramati è riuscita a farmi stringere lo stomaco in diverse situazioni? Questo romanzo è attuale e affronta dei disagi, con delicatezza e senza calcare la mano. Chi vuole cogliere lo fa, altrimenti si gode la storia senza necessariamente porsi troppe domande. 

Questa è un'autrice in continua crescita, una donna che ama quello che fa, una scrittrice che come Carla la parrucchiera regala un po' relax ma anche il buon umore, scrivendo di personaggi che restano impressi, ognuno dei quali deve affrontare le difficoltà della vita ma non per questo smettono di sognare e di sperare. 

Se avete voglia di leggere tutti i romanzi autoconclusivi in ordine di pubblicazione, quindi di apparizione in scena delle varie fanciulle, dovete seguire questa scaletta:
Tutta colpa della neve e anche un po' di New York
Meno cinque alla felicità
E se fosse un segreto
Il dritto e il rovescio del cuore (racconto)
Tutta colpa della mia impazienza e di un fiore appena sbocciato
Un tuffo al cuore (racconto)
Cercasi amore vista lago
- Quello che ancora non sai di me

E voi? Conoscete l'autrice? Quanti libri avete letto? Aspetto i vostri pareri, ma sopratutto andate a comprare questo libro. 



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#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #67 - Recensione di Le più fortunate - J. Pachico

venerdì, luglio 10, 2020 Baba Desperate Bookswife 2 Comments


Buongiorno lettori, ecco che con un ritardo di ben tre giorni pubblico il pezzo di Nadia, una recensione un po' particolare, una raccolta di racconti impegnativa e sono felice che Nadia ne abbia parlato qui. Comunque questa copertina è bellissima :-) 


Buongiorno lettrici e lettori, come state? Oggi vi parlo di un libro con una struttura un po’ particolare: si tratta di Le più fortunate, di Julienne Pachico. La Pachico è un’autrice nata in Inghilterra, che però ha trascorso la sua infanzia e l’adolescenza nella città di Cali, in Colombia. Ed è proprio la Colombia, con i suoi problemi e le sue contraddizioni, che si ambienta Le più fortunate.

Dicevo che questo libro ha una struttura un po’ particolare perché non è un romanzo, ma un insieme di racconti, ciascuno dei quali è collegato agli altri per il ripresentarsi di alcuni personaggi, attraverso un differente punto di vista o l’aggiunta di qualche piccola informazione tramite cui scopriamo qualcosa di più sui protagonisti incontrati in precedenza. Di solito io ho un rapporto molto conflittuale con la forma del racconto, perché nella maggioranza dei casi finisce lasciandomi a secco di tutta una serie di dettagli che avrei voluto sapere. Di solito il racconto termina ex abrupto, e io rimango un po’ spiazzata.

Fonte Google

Anche in Le più fortunate succede questo ma, dopo aver letto il secondo racconto e capito il meccanismo, sappiamo che scopriremo altri particolari sulla vita dei personaggi che popolano queste pagine. Per esempio, il professore del secondo racconto è stato l’insegnante della ragazza protagonista del primo, e così via. Questo espediente narrativo mi ha permesso di sentirmi meno insoddisfatta alla fine di ogni tranche, e mi sono divertita a ricercare indizi che collegassero i vari personaggi durante tutta la lettura.

Fin qui, come ho detto, la struttura, che è importante a mio avviso quasi quanto la trama. La Pachico sceglie di raccontare la Colombia (Paese di cui io conoscevo pochissimo) attraverso lo sguardo delle ragazze benestanti, quelle che frequentano le scuole internazionali, i cui genitori hanno forti legami con gli Stati Uniti e che spesso non sanno vedere oltre la patina artefatta del loro idilliaco benessere. “Le più fortunate”, dice il titolo: ma queste ragazze non sono affatto fortunate; nella maggior parte dei casi si scontreranno con quella realtà che il loro genitori hanno sempre voluto tenere fuori dalla porta, fatta di narcotraffico, rapimenti a scopo di estorsione, giungla inospitale, stupri e polizia corrotta. Quelle davvero “fortunate” ne saranno soltanto sfiorate, perché emigreranno in America, dove parleranno delle proprie origini colombiane come di una semplice caratteristica esotica, fingendo persino di aver dimenticato la lingua spagnola.

Questo insieme di racconti è un pugno nello stomaco, infatti ho impiegato un po’ a scriverne dopo averne letto. Ha però il grande pregio di aver aperto nella mia mente una finestra su un Paese a me completamente sconosciuto: sapevo benissimo che ci fosse un mondo oltre a Shakira e al cartello di Medellìn, ma ora ho davvero voglia di saperne di più.




2 commenti:

#gruppo di lettura,

Gruppo di Lettura di Echi in tempesta scritto da C. Dabos - Calendario e iscrizioni

giovedì, luglio 09, 2020 Baba Desperate Bookswife 10 Comments



Buongiorno a tutti!! Come state? Io sono tornata dal mare e mi sento spumeggiante, infatti sono felice di condividere con voi la lettura dell'ultimo romanzo della Dabos. In tanti avete letto i precedenti volumi durante le nostre letture condivise e non poteva mancare quest'ultimo. ringrazio la casa editrice per la copia e per aver acconsentito all'organizzazione del GDL. Ancora una volta Ombretta "Ombre di Carta" mi accompagnerà in questa avventura. Dopo avervi scritto qualche informazione sul volume e la trama, vi lascio il calendario. Non vi resta che commentare e lasciarmi la vostra email per ricevere il promemoria non appena sarà online la tappa :-) Adesso vi lascio qualche informazione sul libro.

Titolo:
 Echi in tempesta
Serie: L'attraversaspecchi #4
Autore: Christelle Dabos
Casa Editrice: e/o
Pagine: 576
Genere: Letteratura fantastica francese
Prezzo:16,50 €
Link per l'acquisto: QUI
TRAMA:

Nell’ultimo avvincente capitolo della saga, Christelle Dabos ci trasporta, con la potenza suggestiva del suo ritmo incalzante, in un grande gioco di fantasia avvinto alle vicende fin troppo umane dei suoi protagonisti. Ofelia e Thorn affrontano un universo colmo di allegorie e di realtà interiori profonde, di orizzonti antichi e di sentimenti nuovi, fino a scovare la verità che da sempre è nascosta dietro lo specchio.

Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull’indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell’Altro, l’essere di cui non si conosce l’aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l’Altro, senza sapere nemmeno com’è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all’osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.

Con l'acquisto di Echi in tempesta si riceverà in omaggio il libricino viola in edizione limitata con contenuti extra e dietro le quinte (fino a esaurimento scorte).

TAPPE:
8 luglio 2020: iscrizioni e calendario. Scrivetemi nei commenti la vostra email e io vi notificherò i post come promemoria. Inizio lettura

17 luglio 2020: Tappa 1 - lettura fino a pagina 140 ovvero fino al sotto-capitolo "La fabbrica" compreso. Discussione sul blog Desperate Bookswife

24 luglio 2020: Tappa 2 - lettura da pag 141 fino a pagina 274 ovvero fino al sotto-capitolo "(Parentesi)" compreso. Discussione sul blog Ombre di Carta

31 luglio 2020: Tappa 3 - lettura da pagina 275 fino a pagina 410 ovvero fino al capitolo "L'arca" compreso. Discussione sul blog sul Blog Desperate Bookswife

7 agosto 2020: Tappa 4 - lettura fino al termine del romanzo. Discussione sul blog e considerazioni finali. Sul blog Ombre di Carta.

Chi si iscrive? Ci tenete compagnia? Mi farebbe molto, molto piacere :-) Io vi aspetto, scrivetemi. 

10 commenti:

#Blogtour,

Blog tour - Il morso della vipera di Alice Basso - La macchina per scrivere, amica fedele di una dattilografa

lunedì, luglio 06, 2020 Baba Desperate Bookswife 6 Comments



Buongiorno Desperate Readers come state? Oggi siamo qui per la quinta tappa del Blog Tour. Il libro è quello scritto dalla fantastica Alice Basso, ovvero Il morso della vipera, edito da Garzanti. Ho avuto l'enorme piacere di leggerlo in anteprima grazie a Marianna del blog "A spasso coi libri" che mi ha coinvolta in questo progetto. Oggi io vi parlerò della macchina per scrivere. Nel caso aveste perso le tappe precedenti...beh vi lascio i link proprio qui sotto. andate a leggerle perchè sono una più interessante dell'altra. 

Tappa 1 - E se il libro fosse un giallo - Esmeralda Viaggi e Libri: QUI
Tappa 2 - Anita una dattilografa sui generis - Bookspedia: QUI
Tappa 3 - Storia e ambiente della Torino degli anni '30 - Letture a Pois: QUI
Tappa 4 - Il giallo di Alice Basso da Vani Sarca ad Anita - Un libro per amico: QUI

E adesso... non ci resta che parlare della macchina per scrivere, l'amica di ogni dattilografa. Oppure no? 

"Ah, non so come dirtelo, Ani. E' sempre pieno di ragazze giovani e appena diplomate, che hanno le dita fresche di allenamento e digitano alla velocità del fulmine. Ne abbiamo una, una nuova, che sa fare cinquecento battute al minuto. Cinquecento! Tu...sono anni che non metti le mani su una macchina per scrivere. Nel frattempo è perfino cambiato il modello.""Embè?! Vorrà dire che questo nuovo funzionerà anche meglio!". Anita posiziona le dita sopra la tastiera. La Olivetti M40 sembra un piccolo pianoforte verticale. effettivamente ha l'aria minacciosa, con quelle sue piattaformine d'atterraggio per polpastrelli e l'estetica cromata che ricorda le auto naziste dei cinegiornali dell'Istituto Luce.

Come avrete ben compreso grazie alle tappe precedenti Anita è una bellissima ragazza che vive a Torino nel 1935. Ha studiato (oddio studiato, ha scaldato il banco) perchè l'hanno mandata a scuola, alla fine una bella ragazza non ha bisogno di istruzione, basta che sbatta le ciglia e può ottenere quasi tutto quello che desidera. Anita però decide di voler lavorare e la conversazione qui sopra è insieme alla sua amica del cuore Clara, che la mette davanti alla realtà: probabilmente come dattilografa avrà qualche difficoltà, dovrà scontrarsi con persone più preparate, abituate a battere velocemente le dita sui tasti e sopratutto che sanno scrivere le parole senza troppe esitazioni! Il bello di Anita Bo, oltre al fisico ovviamente, è che non si butta giù, combatte come un Gulo Gulo (se solo sapesse come è fatto) per ottenere il risultato. 

La dattilografa è colei che scrive mediante l'utilizzo di una macchina per scrivere. Durante gli anni '30 era un lavoro quasi del tutto femminile e ovviamente c'erano delle scuole apposite dove imparare a dattilografare, stenografare e a svolgere il piccolo lavoro d'ufficio. Che poi diciamolo, quando una donna veniva assunta con il ruolo di dattilografa faceva la donnina di casa...in ufficio e in più batteva a macchina qualche documento. 
Accantoniamo un momento il libro della Basso e andiamo a conoscere una dattilografa realmente esistita. A Torino nel 1936 Piera Bollito ha fatto sognare un po' tutti: in sei minuti ha ricopiato correttamente la prefazione scritta da Mussolini al libro del maresciallo Emilio De Bono sulla guerra d’Etiopia. Erano in 135 partecipanti al cinema Ambrosio, ma Piera è stata la più veloce delle torinesi e nel 1940 è stata la più brava delle italiane! 

Ecco, diciamocelo, Anita Bo e Piera Bollito non avevano le stesse abilità, brave entrambe ma in ambiti  totalmente diversi. Sarebbe stato forse più facile per Alice Basso raccontarci di una super dattilografa sempre sul pezzo, più semplice renderla credibile e attribuirle delle doti da detective, ma se conoscete un po' l'autrice siete al corrente che ama le sfide e che nei suoi personaggi tende a far emergere anche le imperfezioni. Il risultato è ottimo, anche questa volta. 
Come scrive Alice Basso, una fanciulla che voleva trovare lavoro con discreta facilità aveva bisogno di una macchina per scrivere come amica, carpirne i segreti, consumarne i tasti e poi provare a sostenere qualche colloquio e dimostrare la propria velocità. Oppure avere una faccia di tolla come quella della nostra protagonista, improvvisare, sbattere le ciglia, fingersi come non si è, e magari il posto di lavoro lo si portava a casa lo stesso! Per quanto riguarda Anita, beh meno male che ha avuto il posto nonostante non lo meritasse del tutto perchè si rivelerà una persona speciale e lei stessa scoprirà di avere doti nascoste sotto a quelle curve che fanno perdere la testa agli uomini. C'è un giallo da risolvere e l'autrice si servirà di una dattilografa astuta e di un traduttore/autore anticonformista. 

E domani? Sul blog "A spasso coi libri" Marianna intervisterà Anita. Non perdetevi il post perchè sarà uno spasso. 

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Come un respiro,

Blogtour di Come un Respiro - Tappa 3 -Gli Hammam e bagni turchi fra tradizione e innovazione

mercoledì, luglio 01, 2020 Baba Desperate Bookswife 4 Comments


Buongiorno carissimi, come state? Oggi tocca a me. Proprio così, siamo giunti alla terza tappa di questo interessante blogtour e oggi si parlerà di Hamam. Ma prima di immergerci in questo rilassante argomento vorrei ringraziare Marianna del blog "A spasso coi libri" per avermi coinvolta e la casa editrice per avermene fornita una copia. Non mi resta che lasciarvi il banner con il calendario! 

Dunque dunque, Come un Respiro è ambientato a Roma (nel presente) ma voleremo in Turchia grazie alle lettere di Elsa, la nostra protagonista. 
Proprio grazie alle sue epistole oggi conosceremo meglio gli Hamam. 

Come gli Hamam, sai, i bagni turchi, la versione bizantina delle terme romane. È una tradizione antichissima che è sopravvissuta nei secoli, sebbene ultimamente si stia un po' perdendo. Per i musulmani la pulizia è fondamentale e i fedeli prima di pregare si purificano. Gli Hamam che preferisco sono quelli di quartiere, piccoli e nascosti. In passato, quando la maggior parte delle case era sprovvista di acqua corrente e i servizi igienici, erano molto frequentati. Avevano un appuntamento sociale: ci si dava appuntamento, e ci si mangiava pure. Adesso sono per lo più in abbandono. Una volta, per caso, mi sono imbattuta in uno ancora funzionante. Sono entrata per dare un'occhiata, ma doveva essere l'ingresso degli uomini e un vecchio mi ha invitato severamente ad uscire. Ho fatto appena in tempo a intravedere un angolo del vestibolo, oltre l'atrio. Una fontanella di pietra zampillava al centro della stanza "
 Gli hamam, come si può dedurre da questa citazione, hanno origini antiche, infatti gli arabi trovarono già questi edifici fatti e finiti e poi ne costruirono altri simili. 
I musulmani dovevano purificare il corpo almeno cinque volte in una giornata sola, gli ingressi per gli uomini e per le donne erano rigorosamente separati e all'interno dell'edificio, oltre a passare il tempo, si facevano affari proprio durante la cura meticolosa del corpo. 

Fonte: www.parstoday.com

Ma cosa sono? All'interno di costruzioni maestose le persone si prendono cura del proprio corpo grazie ad un trattamento idroterapico che si effettua in un ambiente dove la temperatura raggiunge più o meno i 50° ma l'umidità arriva al 100%. Il clima umido fa sì che il corpo riesca a resistere più tempo al caldo. Le persone si sdraiano su superfici di pietra o marmo cercando di rilassarsi e godere dei benefici di questo trattamento. 
Prima ancora dei bagni turchi sono nate le terme romane, che erano edifici pubblici che sfruttavano per lo più le sorgenti naturali di acqua calda. Con il tempo si diffusero anche all'interno delle città e l'acqua veniva riscaldata grazie a dei focolai sotterranei. Erano delle città nella città, dei veri e propri monumenti. 
All'interno c'era un susseguirsi di stanze con al centro una vasca di acqua fredda.

Quindi possiamo dire che l'hammam nasce dall'unione tra la tradizione Romana e quella Ottomana. 

Durante il suo percorso di vita a Instambul Elsa ha deciso di mettersi in affari: addirittura ha deciso di comprare un Hamam, anche se tutti pensano sia un'idea folle perché una donna non ne ha mai gestito uno: troppo equivoco per una signora per bene. Ma perché? Forse perché, nonostante le donne potessero entrare da ingressi dedicati, una signora in affari continuava a non essere ben vista negli anni '70, ma ad Elsa tutto questo non importava, trasgredire le provocava un leggero piacere e ovviamente non si è tirata indietro! 

Ma come è fatto un hamam? Ci sono almeno tre stanze alle quali si accede in maniera progressiva. 
- Alla stanza tiepida si accede dopo essersi cambiati e il corpo inizia ad abituarsi al calore. Solitamente si possono trovare due bacinelle di acqua, una fredda e una calda. 
- Dopo aver iniziato a bagnare il corpo si può entrare nella hot room, dove la temperatura è alta, i pori della pelle si dilatano e le tossine possono uscire. 
- Dopo essersi lavati con cura nella stanza tiepida si accede alla stanza fredda: un luogo di relax dove aspettare che il corpo si abitui di nuovo alla temperatura "normale". 

Sì può dire che questa tradizione si sia mantenuta nel tempo, magari non immutata ma comunque si è cercato di preservare qualcosa che esiste da sempre, adattandosi al tempo. 
Oggi il bagno turco è di moda, non si trova esclusivamente in medioriente ma un po' ovunque, anche se, dite quello che volete, credo che un'esperienza a Instambul sia imparagonabile ad altre più moderne, nonostante siano più facilmente raggiungibili (per noi Italiani). 

Non vi è venuta voglia di un viaggetto in Turchia? Questo blogtour si sta rivelando un sogno ad occhi aperti. Domani Esmeralda vi parlerà dei sapori speziati della cucina turca. Io vi lascio con una frase di Sherazade "la città non sarà veramente perfetta se non il giorno in cui avrà un Hamam". 

Vi ricordo le tappe precedenti, nel caso le abbiate perse: 
Letture a pois QUI 
Un libro per amico: QUI 

Kiss for You 


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