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BiblioTea

Oggi sono io #4 - BIBLIO-TE'. Tra una frittella e un libro
Buongiorno lettori come state? Oggi vi parlerò del mio primo incontro in biblioteca con i lettori: ho presentato ben quattro romanzi al pubblico casalborgonese.
Tra una tazza di tisana al lampone e qualche frittella di mele, abbiamo chiacchierato come se ci fossimo riuniti in una salotto a disquisire di libri consumando una golosa ( e calorica) merenda. Il clima era familiare, ci siamo scambiati opinioni e consigli, ma sopratutto è stata una piacevole esperienza culturale poichè l'ambiente raccolto ci ha dato modo di confrontarci. 


 Abbiamo iniziato con l'ultimo romanzo di Federica Bosco "Tutto quello che siamo", edito, come sempre, dalla casa editrice Mondadori. Ho scoperto che Federica è molto amata anche dalle persone più "mature", la sua scrittura fresca e scorrevole ma ben strutturata piace assai, sono certa che la storia di Marina abbia incuriosito molto i lettori.
La biblioteca ne ha acquistata una copia lo scorso mese e io e la bibliotecaria Paola non vedevamo l'ora di presentarlo.

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 Il secondo romanzo presentato è quello scritto dalla stimata Jodi Picoult, famosa per il Best-Seller "La custode di mia sorella". Oggi la Harper Collins ha pubblicato "Il patto", un mistery scritto quasi vent'anni fa e da poco tradotto in Italia.
La casa editrice ha gentilmente donato una una copia del romanzo alla Biblioteca Civica.
Molte persone sono state attratte dalla trama insolita e complicata. Sicuramente presto verrà preso in prestito :-).

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Dal Mistery - Thriller passiamo ad una autobiografia/saggio, scritta dal Dott. Marsh, neurochirurgo britannico di fama internazionale. Credo che tra i quattro, questo sia il volume che mi ha dato più stimoli, uno stralcio di vita vera che porta alle lacrime e a molte riflessioni. "Primo non nuocere" è assolutamente un libro da leggere. Tra l'altro ci tengo a sottolineare che la casa editrice Ponte alle Grazie ha gentilmente donato la copia che vedete in foto alla Biblioteca.

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E per finire un romanzo dell'italianissimo  Diego de Silva, "Terapia di coppia per amanti", edito dalla casa editrice Einaudi. Ho presentato questo libro per ultimo perchè è un genere di romanzo che si odia o si ama, non permette le vie di mezzo, infatti abbiamo discusso moltissimo sull'argomento trattato e sopratutto sulla mia "bacchettaggine". Addirittura mia suocera lo leggerà perchè ormai vuole sapere come andrà a finire.  

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E così si è concluso il mio primo pomeriggio soprannominato Biblio-Tè , non posso che ritenermi soddisfatta e divertita. Il confronto è sempre stimolante, anche per una persona timida come me.
Ringrazio Martina che si è ricordata di fare queste fotografie, permettendomi di documentare l'evento. Ma abbiamo già le prossime date:

  • 5 marzo alle ore 17:00 - presentazione di "Viola Vertigini e Vaniglia" di Monica Coppola. L'autrice verrà a parlarci in prima persona del suo simpatico romanzo.
  • 19 marzo alle ore 17:00 - secondo appuntamento con Biblio-Tè
Ci tengo ancora a ringraziare le case editrici che si sono gentilmente messe a disposizione per agevolare e rendere possibile questa iniziativa: grazie ad Anna, Francesca e Matteo.
Alla prossima,

Salvia


Recensione - "Terapia di coppia per amanti" di Diego De Silva





VOTO: 

Titolo: Terapia di coppia per amanti
Autore: Diego De Silva
Casa Editrice: Einaudi
Pagine: 288
Prezzo: 18,00€
Pubblicazione:   2015



Notizie sull'autore: 
Diego De Silva è nato a Napoli nel 1964. Presso Einaudi ha pubblicato il romanzo Certi bambini (2001), premio selezione Campiello, da cui è stato tratto il film omonimo diretto dai fratelli Frazzi. Sempre presso Einaudi sono usciti i romanzi La donna di scorta (2001), Voglio guardare (2002 e 2008),Da un'altra carne (2004 e 2009), Non avevo capito niente (2007 e 2010, Premio Napoli, finalista al premio Strega), Mia suocera beve (2010 e 2012), Sono contrario alle emozioni (2011 e 2013), Mancarsi (2013), il racconto Il covo di Teresa (2013, nella collana digitale dei Quanti) e la pièce Casa chiusa, pubblicata con i testi teatrali di Valeria Parrella e Antonio Pascale nel volume Tre terzi. Nel 2013 Einaudi ha pubblicato la trilogia Arrangiati, Malinconico (che riunisce in un unico volume Non avevo capito niente, Sono contrario alle emozioni, Mia suocera beve) e nel 2015 il romanzo Terapia di coppia per amanti. Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Disertori, Crimini, Crimini italiani, Questo terribile intricato mondo. È fra gli autori di Scena padre (Einaudi 2013), Giochi criminali (Einaudi Stile Libero 2014, con Giancarlo De Cataldo, Maurizio de Giovanni e Carlo Lucarelli) e Figuracce (Einaudi Stile Libero, 2014). I suoi libri sono tradotti in Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Portogallo e Grecia.





Non appena mi sono approcciata a questo libro, dopo aver letto svariate recensioni, da quella della Libridinosa a quella della Lettrice Rampante, ho pensato che avrei avuto serie difficoltà  a mantenermi neutrale.
Come fare a leggere un libro quando si possiede  la consapevolezza che il tema trattato va oltre la nostra comprensione? Non lo so, ormai  l'avevo comprato e di buttare diciotto euro del water non ne avevo nessuna voglia.

Così, con molti pregiudizi ho aperto il libro e ho conosciuto Modesto Fracasso e la sua compagna illegittima Viviana. Già, avete capito bene, la loro relazione è illegittima e segreta, a casa hanno moglie, marito e due figli, ma nonostante tutto si amano alla chetichella, da ben tre anni, condividendo un letto di un motel in periferia, piuttosto che i sedili dell'auto. Sono amanti loro, ma non si limitano a sollazzarsi sessualmente, loro litigano, anzi è più il tempo che trascorrono a lanciarsi oggetti in testa o a sputarsi addosso frasi impronunciabili che a scopare.
Già, c'è un altro dilemma, a Viviana piace fare l'amor, mentre  a Modesto piace proprio scopare. Lui pensa al qui e ora, lei al futuro, lui pensa a non farsi beccare dalla moglie e lei pensa a chiamarlo sul cellulare alle quattro del mattino, lui pensa a dormire dopo un sano e infedele orgasmo, lei ad analizzare punto per punto la loro ultima discussione.

E perchè non andare in terapia? Già, perchè andarci invece? E anche su questo punto sono puntualmente in disaccordo.

Questa è una storia che fa riflettere, anche se non se ne ha la minima intenzione, ti costringe  a tirare fuori la testa dalla sabbia e guardare in faccia la realtà: quanti sono i matrimoni che durano? Quante persone hanno un amante? Quanti uomini vanno a prostitute? Su dai, non prendiamoci in giro, tutti sappiamo cosa tocca ad una coppia che decide di sposarsi, può durare, ma spesso non accade. E quando ci sono dei figli come si fa? E' giusto buttare tutto nel cesso per inseguire la propria felicità e far soffrire degli innocenti, oppure è più logico difendere la verità e il rispetto e vivere una doppia vita?

Io ho un mio pensiero, molto molto quadrato e non smussabile, ma non sto qui a rompervi le balle con pensieri personali, vi assicuro però che nonostante abbia detestato parecchio entrambi i personaggi, sopratutto Viviana che considero la persona dal carattere più nervoso e stressante che abbia avuto il dis-piacere di incontrare tra le pagine, ho rivisto le mie posizioni e comunque ammetto di essermi messa in discussione (ma non allarmatevi, il carattere di cacca ce l'ho anche io e idea non l'ho cambiata, ah ah ah).
Un libro scritto da un autore per me nuovo e molto molto interessante, che ha usato uno stile molto particolare, che io ho apprezzato. I capitoli sono alternati, in uno sono esternati i pensieri di Modesto, nel successivo quelli di Viviana. Si, pensieri, perchè tutto il libro sembra proprio un diario, e nonostante non siano riportati i giorni e l'ora, sembra di essere finiti proprio all'interno della testa dei due protagonisti, che esprimono le loro vite, senza filtro alcuno. Forse all'inizio ho impiegato una buona mezz'ora prima di entrare in sintonia con questo tipo di scrittura, ma poi l'ho trovata confortevole, come un paio di pantofole. Grazie a questo stile ho potuto davvero conoscere i due protagonisti, nel loro profondo, e sembra proprio di aver fatto con loro una bella chiacchierata.

De Silva è bravo, molto bravo, talmente bravo che non vorrei essere sposata con lui :-)

Cosa ho maggiormente apprezzato:

  • La riflessione, questo libro me l'ha imposta e con una discreta prepotenza.
  • Lo stile, assolutamente scorrevole per me, ostico per altri, a me ha permesso di conoscere i personaggi molto a fondo.
Cosa mi è piaciuto meno:
  • Beh, che dirvi, la storia. Due amanti che vanno in terapia...io sono bacchettona e un po' all'antica. Ma proprio questo, che è stato un grande spunto di riflessione, mi ha permesso di crescere, dal punto di vista umano. Un'arma a doppio taglio insomma.
  • Viviana, non per favore, non la reggo, non la sopporto, è stata lei il più grosso trauma!