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Recensione di Baba - E Leda inventò il mondo di Daniela Carelli


Desperate Bookswife

Il libro
E Leda inventò il mondo di Daniela Carelli
Editore: Independently Published| Pagine: 196| Pubblicazione: 2023| Prezzo 13,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa


Notizie sull'autrice
Daniela Carelli è nata a Napoli e vive a Milano dal 2000.
Laureata all'Accademia di Belle Arti, ama da sempre la lettura e la scrittura, la musica e l'arte. Nasce come cantante e collabora con artisti quali Edoardo ed Eugenio Bennato, Peppino di Capri, Bocelli, Audio 2, e tanti altri.
Creativa a 360° ha lavorato nella grafica pubblicitaria come art director, video editor e copyrighter.
Attualmente è scrittrice, blogger, compostitrice e vocal coach.

Recensione di Baba

Buongiorno lettori, vi spero bene, sopratutto perché  siamo al termine di un altro anno, il Natale si avvicina e dovremmo essere tutti più buoni mentre io vado contro corrente e l’acidità trasuda copiosamente dalla mia pelle. Proprio per questo motivo sentivo la necessità di parlare di qualcosa di BELLO e chiedo anticipatamente perdono all’autrice per averci messo tanto: avevo bisogno di TEMPO e quest’anno, ancora una volta, i minuti sono mancati. 
E Leda inventò il mondo è il quinto romanzo dell’autrice napoletana, per me però è come se fosse il suo esordio. 
Leda ha terminato le scuole superiori e decide di prendersi il classico anno sabbatico, vuole girare il mondo in compagnia del suo ukulele e della sua cagnolina Milly. Come vivrà? Sua madre, che è una musicista, le ha trasmesso l’amore per la musica  e lei si dedicherà alla sua passione suonando per strada e sperando nella bontà dei passanti che qualche manciata di secondi diventano spettatori casuali. 
Tra un flashback e una tappa del viaggio scopriamo la storia di questa ragazza buona e forte, che ha il dono della resilienza.  Se dalla madre ha acquisito l’orecchio e la predilezione per gli strumenti che non suonano ma che bisogna far suonare, dalla cara nonna ha imparato l’amore per i viaggi e le scoperte, infine dal padre medico che si dedica al volontariato forse ha preso la sua curiosità e bontà.
Il viaggio è da sempre un modo per riflettere, cambiare aria e pensare a cosa resta e conta e cosa invece si potrebbe trovare di nuovo e potrebbe permettere una svolta. 
Tra nuovi incontri, suonate e pensieri dolci dedicati agli amici di casa, la Carelli ci porta a spasso per alcune  città europee permettendoci di goderci questa lettura, rivivere luoghi noti e immaginare quelli ancora da noi inesplorati. Chi non avrebbe voluto avere il coraggio di mollare tutto e andare? La difficoltà non è nel “fare” ma nel prendere quella decisione che comporta il riempire un’agile valigia. 
La scrittura dell’autrice é scorrevole ma ricercata, i termini sono molteplici e pregiati , le frasi si mostrano ricche  e non si può non notare la passione di chi scrive: usa il cuore e la mente.  
Se con molte probabilità di romanzi incentrati sul viaggio interiore e fisico ne abbiamo incontrati parecchi, il finale sorprende, spiazza e forse fa un po’ riflettere anche quello: dopo lo stupore iniziale rende la storia davvero ancora più particolare. 
Non posso non consigliarvi la lettura di questa storia, Leda, Milly e gli altri numerosi personaggi vi insegneranno qualcosa, vi faranno tornare ragazzi e potrete viaggiare al loro fianco alla ricerca di qualcosa, qualunque essa sia. 
I precedenti romanzi di Daniela sono: 
-  Lo chiamarono Gigi  Potter
- Mosaico napoletano
- Vado a Napoli e poi…muoio
- Volevo fare la segretaria

Keep Calm and Read Nadia #45 - Recensione di Mosaico Napoletano - Daniela Carelli



Buongiorno lettori, ecco a voi Nadia! Oggi ci parlerà di un romanzo tutto italiano, scritto da Daniela Carelli. Lo conoscete? Si intitola Mosaico Napoletano. 
Buongiorno lettrici e lettori, come state?

Io, dopo le grandi emozioni regalatemi da Libri al Leu, a cui ho partecipato nel ruolo di moderatrice, torno oggi per parlarvi di un libro che è stata una vera sorpresa: sto parlando di Mosaico napoletano di Daniela Carelli, edito da Segmenti editori. Innanzitutto ringrazio l’autrice che mi ha dato la possibilità di leggerlo e la mia amica Daniela del blog Un libro per amico che mi ha incuriosita consigliandomelo. Eccovi quindi il mio pensiero!

Il romanzo ci presenta immediatamente i suoi due personaggi principali: un uomo di nome Giuseppe e… Napoli. Sì, perché se Giuseppe è la voce narrante, che lascia scorrere nella sua mente, ricordo dopo ricordo, la storia della sua vita fino a questo momento, Napoli è l’unica altra presenza fissa e incrollabile nel romanzo: la sua forza evocativa si avverte in ogni pagina, in scene ora allegre ora struggenti, ma sempre vive e piene di colore. 

Proprio i colori scandiscono e caratterizzano le diverse parti di questo libro: rosso, giallo, blu, verde, grigio si declinano nelle loro diverse sfumature e si ricollegano a momenti importanti della vita di Giuseppe. Dall’infanzia, quando il rossetto “rosso passione” della mamma è quasi il simbolo dell’innamoramento di un bimbo nei confronti di quella che, a cinque anni, è ancora l’unica donna della sua vita; all’adolescenza, con il giallo ocra che ricorda il colore preferito del primo amore; dalla giovinezza spensierata e un po’ sbruffona al primo, grande dolore. 

Insieme a Giuseppe vive e si erge prepotente a protagonista la città di Napoli: con le sue contraddizioni, la sua bellezza paesaggistica, i suoi problemi ma anche il suo grande cuore, le sue tradizioni e, indifferente alle emozioni umane, il suo mare che è parte profonda di ogni abitante della città.

L’autrice a mio avviso è stata bravissima a raccontare la storia di una persona “normale”, con le sue gioie e i suoi dolori, in modo davvero speciale. Sì, perché la vita di Giuseppe ci entra dentro, si insinua nella nostra anima e riesce a farlo non tanto per gli avvenimenti che lo coinvolgono, ma per la maestria con cui la Carelli li racconta. I personaggi “minori” costituiscono quasi un coro attorno al protagonista e ogni episodio è vivido e brillante, ricco di quei colori che compongono, appunto, il “Mosaico napoletano”.

Ho apprezzato tantissimo come la Carelli è riuscita a mescolare senza soluzione di continuità la vita di Giuseppe con la vita di Napoli: la tradizione del presepe, il terremoto, il miracolo del sangue di San Gennaro sono solo alcune delle sfaccettature di un luogo che è parte integrante della storia di Giuseppe, un ragazzo come tanti, che apprezza John Lennon e i Led Zeppelin, ma quando ascolta Pino Daniele si sente vibrare dentro, all’unisono con l’anima della sua città.

Lo stile della Carelli è scorrevole e piacevole; ho trovato inoltre dei dialoghi davvero realistici, particolare non da poco che denota a mio avviso una grande cura nella scrittura. Se devo trovare un difetto in questa storia riguarda forse qualche scelta di tempo verbale che mi ha lasciata un po’ stranita, ma è veramente poca cosa.

Il finale mi ha spiazzato, non me l’aspettavo ma l’ho trovato una perfetta conclusione per questa storia. In conclusione, un libro acceso di colori e di emozioni, che credo mi rimarrà dentro a lungo e che mi ha fatto venire voglia di rivedere la meravigliosa Napoli!